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martedì 6 novembre 2012

MEDIA AL SERVIZIO DI CHI? GIORNALISTI IMBAVAGLIATI?


By Manlio Dinucci
Global Research, October 30, 2012

Si dice che il silenzio è d’oro. Lo è indubbiamente, ma non solo nel senso del proverbio. È prezioso soprattuttto come strumento di manipolazione dell’opinione pubblica: se sui giornali, nei Tg e nei talk show non si parla di un atto di guerra, esso non esiste nella mente di chi è stato convinto che esista solo ciò di cui parlano i media. Ad esempio, quanti sanno che una settimana fa è stata bombardata la capitale del Sudan Khartum? L’attacco è stato effettuato da cacciabombardieri, che hanno colpito di notte una fabbrica di munizioni. Quella che, secondo Tel Aviv, rifornirebbe i palestinesi di Gaza. Solo Israele possiede nella regione aerei capaci di colpire a 1900 km di distanza, di sfuggire ai radar e provocare il blackout delle telecomunicazioni, capaci di lanciare missili e bombe a guida di precisione da decine di km dall’obiettivo. Foto satellitari mostrano, in un raggio di 700 metri dall’epicentro, sei enormi crateri aperti da potentissime testate esplosive, che hanno provocato morti e feriti. Il governo israeliano mantiene il silenzio ufficiale, limitandosi a ribadire che il Sudan è «un pericoloso stato terrorista, sostenuto dall’Iran». Parlano invece gli analisti di strategia, che danno per scontata la matrice dell’attacco, sottolineando che potrebbe essere una prova di quello agli impianti nucleari iraniani. La richiesta sudanese che l’Onu condanni l’attacco israeliano e la dichiarazione del Parlamento arabo, che accusa Israele di violazione della sovranità sudanese e del diritto internazionale, sono state ignorate dai grandi media.LEGGI TUTTO

giovedì 20 settembre 2012

ISRAELE CONTRO I TERRORISTI: BOMBARDAMENTO!



Due palestinesi sono stati uccisi oggi durante un bombardamento dell’aviazione israeliana nel settore orientale della Striscia di Gaza: lo riferisce l’agenzia di stampa Maan, rilanciando testimonianze secondo le quali le vittime sarebbero legate al governo di Hamas.

In una nota le Forze armate di Israele hanno sostenuto che il bombardamento ha preso di mira “terroristi” affiliati a un gruppo denominato Difensori di Al Aqsa, operativo nel sud della Striscia. In un altro comunicato, però, il ministero degli Interni di Gaza ha sottolineato che le vittime erano in missione per conto del governo in una zona al confine tra la Striscia e l’Egitto. Il bombardamento, si aggiunge nella nota diffusa a Gaza City, conferma le intenzioni di Israele di avviare “operazioni militari su larga scala”LEGGI TUTTO

martedì 18 settembre 2012

SE CE NE FOSSE BISOGNO ABBIAMO ANCHE LE CONFERME


YNet Notizie 17 set 2012 

"Ho paura che il 2013 sarà un anno in cui abbiamo intenzione di avere un confronto militare con l'Iran", ha detto in un'intervista a CBS '"Face the Nation".
Durante l'intervista, Indyk ha sottolineato che il tempo non è ancora venuto, ma, per gli Stati Uniti di intraprendere un'azione militare. "L'Iran non ha un'arma nucleare. C'è ancora tempo, ma non c'è un sacco di tempo ", ha detto.
Indyk Le osservazioni sono venute nel corso di una discussione con gli esperti di politica estera sulle ultime proteste in Medio Oriente e di dichiarazioni pubbliche di Israele e dipressurizzazione degli Stati Uniti contro l'Iran.
Per quanto riguarda la disputa pubblica tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente Barack Obama sull'Iran, Indyk ha detto che non pensa che "la differenza tra Netanyahu e Obama su questo sia grande, in termini di impegno il Presidente non permetterà all'Iran di acquisire nucleare le armi. "

lunedì 20 agosto 2012

CI STANNO PORTANDO AL TERZO CONFLITTO MONDIALE???


20 Agosto 2012 - 13:17

(ASCA-AFP) - Gerusalemme, 20 ago - L'esercito israeliano ha schierato batteria anti-missilistica nei pressi di Eilat, sul Mar Rosso, in prossimita' della frontiera con l'Egitto. Si tratta, secondo quanto riferito da un portavoce dell'esercito, del sistema di difesa aerea 'Iron Dome', in grado d'intercettare e distruggere razzi, missili a corta portata e proietti d'artiglieria lanciati da una distanza massima di 70 chilometri.LEGGI TUTTO

mercoledì 15 agosto 2012

IN TRE FASI L'ATTACCO DI ISRAELE ALL'IRAN?


ilsole24ore.com
Un attacco coordinato, che includa anche un'aggressione cibernetica senza precedenti in grado di paralizzare totalmente il regime iraniano e la sua capacità di comprendere cosa stia accadendo entro i propri confini. I presunti piani di guerra d'Israele contro Teheran sono stati rivelati dal blogger israelo-americano Richard Silverstein, che ha pubblicato sul suo sito "Tikun Olam" (Riparare il mondo, in ebraico) un estratto di un dossier che gli sarebbe stato dato da una fonte israeliana di alto livello che LEGGI TUTTO

martedì 17 luglio 2012

DON CURZIO NITOGLIA:" L'APOCALITTICA E' UN ORDIGNO BELLICO CHE CI STA PORTANDO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE"


D. CURZIO NITOGLIA




«Chi vuol far Teologia non può ignorare il problema ebraico 

e chi fa politica non può non ricorrere alla Teologia».

*


Letteratura Apocalittica



● L’Apocalittica non è da confondersi con l’Apocalisse di San Giovanni, che «nel XVIII secolo fu uno dei maggiori bersagli della critica antireligiosa dell’Illuminismo intellettualistico». La Letteratura Apocalittica è il «complesso di scritti pseudonimi giudaici, sorti tra il sec. II a. C. e il sec. II d. C. ». L’Apocalittica nasce al tempo in cui l’Ellenismo pagano trionfa in Israele, che è oppresso e il Tempio viene profanato (168-164 a. C.). Poi dopo il successo di Antioco Epifane (+ 164 a. C.), la conquista della Giudea da parte di Roma con Pompeo (63 a. C.) e la distruzione del Tempio con Tito (70 d. C.) e della Giudea con Adriano (135 d. C.) si accende sempre più la speranza della riscossa nazionale giudaica, sotto la guida dei “falsi profeti” predetti da Gesù. L’Apocalittica apocrifa, per rafforzare questo revanscismo nazionalistico, si serve dei Profeti canonici dell’Antico Testamento e li arricchisce di predizioni immaginifiche che descrivono il trionfo di Israele sui Pagani o non-Ebrei (gojim): «Israele sarà liberato e vendicato, e, guidato da Jahweh e dal suo Messia, si satollerà nella pace e nell’abbondanza; le 12 Tribù torneranno per imperare sulle Genti domate e calpestate». L’Apocalittica apocrifa giudaica ha un carattere eminentemente “esoterico” ed è attribuita comunemente agli Esseni. Monsignor Antonino Romeo scrive che la materia dell’Apocalittica è ideologica, politica ed escatologica, essa tratta «della finale rivincita divina sulle forze del male trionfanti attualmente; della vendetta sulle Genti e della restaurazione gloriosa di Israele. […]. Il Regno di Dio riveste generalmente l’aspetto nazionalistico-terreno: schiacciante rivincita di Israele, colmo per sempre di prosperità e di dominio». Il regno di Israele o del Messia, che coincide con la Nazione giudaica, “sarà di questo mondo, […], e riporterà l’Eden quaggiù. In tale concezione giudaica, la persona umana conta ben poco: Israele diventa realtà assoluta e trascendente, la redenzione è collettiva anziché individuale, anzi cosmica più che antropologica. […]. Il Messia è rappresentato come un re ed un eroe militante. […]. Mai il Messia è intravisto come redentore spirituale, espiatore dei peccati del mondo ” . In breve «il tema supremo appare in funzione esclusiva della glorificazione di Israele, la ‘fede’ è l’impaziente attesa della bramata vendetta sulle Genti. L’aspirazione all’unione con Dio, l’amore di Dio e del prossimo esulano completamente da questi scritti Apocalittici, che fomentano la passione di rivincita e di dominio mondiale. […]. Verso le Genti gli Apocalittici sono implacabili: ogni compassione per loro passerebbe per debolezza di fede. […]. I ‘veggenti’ dell’Apocalittica infieriscono, con voluttà feroce, con odio insaziabile. Le “apocalissi” assumono un posto decisivo nell’astiosa propaganda contro le Genti; sono ordigni di guerra […]; al contrario del Vangelo (Mt. VI, 34), la religione apocalittica ha un solo cruccio e ansia: l’Avvenire […] gli Imperi delle Genti si annienteranno a vicenda finché il dominio universale non passerà a Israele». Ne consegue «il particolarismo giudaico, condannato dal Vangelo. Il più ambizioso nazionalismo vi rincara le sue pretese. Le Genti vi sono più disprezzate ed odiate che mai: il fosso tra Israele ed esse si trasforma in abisso». Secondo alcuni esegeti (J. Klausner) l’Apocalittica “funge da collegamento tra il Vecchio Testamento e il Talmud” e il “suo esoterismo l’accosta alla Cabala” (Romeo/Spadafora, cit.). Tuttavia, specifica monsignor Romeo, «l’Apocalittica ha falsificato il Vecchio Testamento e, abbassando l’ideale messianico dei Profeti, ha ostruito le vie al Vangelo, ha predisposto i Giudei a respingere Gesù. Presentando un Messia che ridona a Israele l’indipendenza politica e gli procura il dominio universale, l’Apocalittica accentuò il particolarismo nazionalistico e spinse Israele alla ribellione contro Cristo e contro Roma, quindi al disastro».

● Monsignor FRANCESCO SPADAFORA qualifica l’Apocalittica come «odio atroce conto i Gentili, morbosa attesa della rivoluzione e della liberazione futura di Israele. All’Apocalittica si deve la formazione del più acceso nazionalismo ebraico, che sfocerà nella ribellione all’Impero romano. Tramite essa si spiega la fiducia cieca dei Giudei per straordinarie rivincite nazionali vaticinate dai ‘falsi profeti’».

● L’Abate GIUSEPPE RICCIOTTI scrive: «ai veri ‘Profeti’ dell’Antico Testamento erano succeduti i falsi ‘veggenti’ dell’Apocalittica: i Rabbini, gli Scribi e i Farisei; ma l’opera di costoro non poteva sostituire adeguatamente quella dei primi. […]. Il Profeta, sotto l’azione dello Spirito Santo, era una “fonte di acque vive” (Ger. II, 13), lo scriba incanalava quelle acque facendole confluire nello stagno della casuistica. […]. I Profeti avevano parlato condizionatamente, e in particolar modo avevano annunciato le grandi promesse di Dio al popolo d’Israele in dipendenza dell’atteggiamento futuro di costui. L’Apocalittica al contrario non conosce condizioni; ciò che fu vaticinato deve avverarsi infallibilmente».



Messianismo

● Monsignor FRANCESCO SPADAFORA scrive ancora: «il Messianismo è la dottrina sul Messia e il suo Regno o Nuova Alleanza; […] esso costituisce il punto centrale d’incontro (nelle Profezie del Vecchio Testamento) e di opposizione (nella realizzazione: Nuovo Testamento) tra il giudaismo e il cristianesimo». Tutto l’Antico Testamento è proteso a Cristo e al suo Regno. Infatti il Messia «verrà ucciso proprio da Israele, che gli resiste e lo disprezza (Is. LIII, 8 s.), ma che espierà con un lutto nazionale il suo crimine (Zach. XII, 8-13; Mt. XXIV, 30; Jo. XIX, 37)». Il vero Messia, Gesù Cristo, è soprattutto Re spirituale di tutti gli uomini e non di una sola Nazione e quindi non potrà non essere odiato, combattuto e messo a morte dai “falsi profeti” o “veggenti” dell’Apocalittica che dal 170 a. C. aveva cominciato a corrompere la Fede del vero Israele in senso millenaristico, temporalistico, mondialistico e di dominazione universale. Non occorre aspettare “I Protocolli dei Savi di Sion” per conoscere le mire di dominazione dell’Israele infedele, basta leggere i Profeti dell’Antico Testamento inverato dal Nuovo ed Eterno Testamento e corrotto dall’Apocalittica apocrifa dei Farisei, Rabbini, Scribi ed Esseni. Questo è il dramma di Israele: aver seguito nella maggior parte un falso concetto di Messia cosmico, militante e temporale (che è un puro uomo o addirittura una collettività: Israele stesso, “Padrone di questo mondo”) ed aver rifiutato, tranne “una piccola reliquia”, il vero Messia, Salvatore di tutti gli uomini, il cui Impero è universale, definitivo, spirituale e soprattutto proteso nell’al di là, pur iniziando già in questo mondo, anche se imperfettamente. La sua morte in Croce è l’Unico Sacrificio perfetto e senza macchia (“oblatio munda”, Mal. I, 11), che oggi il falso Israele cerca di rimpiazzare con l’olocausto o catastrofe che ha subito a partire da Antico Epifane, poi con Tito, quindi con l’espulsione dalla Spagna ed infine durante la seconda guerra mondiale (la cosiddetta “shoah”). Purtroppo «i Giudei [apocalittici], nonostante la paziente insistenza del Redentore nel rettificare e correggere i loro preconcetti falsi, rimasero fatalmente fuori della salvezza (cfr. Mt. VIII, 1 s.)». Certamente l’Antica Alleanza, «concretata nel patto del Sinai, è l’unica vera religione, ma sfocerà in un’Alleanza più perfetta e definitiva, estesa a tutte le genti; Israele ne sarà il veicolo conduttore; un discendente di Davide ne sarà il realizzatore». Tuttavia «il periodo maccabico orientò i Giudei verso un’interpretazione errata del Messia, che si afferma nella letteratura apocrifa e rabbinica. […]. L’opposizione tra la Rivelazione attuata dal Cristo e la interpretazione giudaica dominante non poteva essere più stridente; essa fu fatale a Israele, che rimase fuori dalla salvezza eterna. […]. Gli israeliti avrebbero preso le idee mitologiche [dell’Apocalittica apocrifa] applicandole alla loro Nazione: lo sconvolgimento cosmico avrebbe rovinato i pagani, mentre avrebbe dato a Israele felicità terrena definitiva».

● Padre ALBERTO VACCARI spiega che «il Messianismo è un concetto proprio delle religioni ebraica e cristiana, punto centrale d’intesa e insieme di opposizione fra di esse, d’intesa quanto alle Profezie dell’Antico testamento, di opposizione quanto all’interpretazione di esse». Mentre per i Profeti dell’A. T. il Messia è una persona, per i veggenti dell’Apocalittica apocrifa è una collettività e precisamente il popolo d’Israele, che conseguirà la prosperità nazionale, il predominio su tutte le altre Nazioni. Inoltre «un Messia morto e risorto, un Messianismo che si era adempiuto in Gesù Cristo, era la nuova Fede che gli Apostoli dovevano predicare a tutto il mondo, cominciando dai Giudei. Ma per questi un Messia messo in croce era uno ‘scandalo’ , come per i Pagani una ‘follia’ (I Cor. I, 23). […]. L’opposizione, che tale predicazione trovò presso la maggior parte della nazione giudaica ha la sua prima radice nel diverso concetto che s’era formato del Messianismo […] mentre il mondo romano accettò il Messia ripudiato dai Giudei. […]. La prima conseguenza della venuta del Messia consiste nel ritorno degli Ebrei, numericamente aumentati, in Palestina e la riedificazione di Gerusalemme e del Tempio».


Conclusione

● Dall’Apocalittica e dalla falsa concezione Messianica seguono i diversi errori, che oggi hanno raggiunto il loro vertice e il dominio pressoché mondiale, ma che prelude alla catastrofe universale:


1°) la “Riscossa nazionale” di Israele è il Fine ultimo dell’Apocalittica e del Messianismo rabbinico;


2°) i “falsi profeti” dell’Apocalittica messianistica temporale sono le figure di tutti gli “eresiarchi” che verranno nel corso dei tempi sino alla fine del mondo;


3°) il trionfo spietato e senza misericordia di Israele sui non-Ebrei è parte integrante dell’Apocalittica, che è il cuore del Giudaismo rabbinico talmudico/cabalistico post-biblico;


4°) l’Impero d’Israele sarà mondiale e dispotico sui ‘non-Ebrei’ assimilati a “bestie parlanti”;


5°) il tutto è condito da un nazionalismo terreno esasperato che porta al particolarismo, al culto della razza ebraica e quindi al disprezzo dei gojim, ossia al razzismo più radicale;


6°) l’Apocalittica o il Giudaismo rabbinico post-biblico non crede all’al di là, ma vuole portare il “cielo” in terra e non la terra in Cielo: Israele è il “Re di questo mondo”;


7°) il sogno di riportare l’Eden in terra lo si ritrova nel corso della storia nelle varie eresie millenaristiche, gnostiche, gioachimite, socialistiche, scientistiche, le quali hanno – invece – reso la terra un “inferno”;


8°) Israele è una realtà assoluta e trascendente, che prende il posto di Dio, è in breve una sorta di “pan-teismo” in cui il “tutto” (“pan”) è “solo” Israele (“giudeo-teismo”);


9°) l’uomo singolo non conta nulla: ecco la via aperta al totalitarismo o al collettivismo marxista;


10°) inoltre l’Apocalittica del rabbinismo giudaico talmudico è tutta protesa verso “l’Avvenire”, come nel socialismo e questo spiega la natura essenzialmente socialistica del sionismo fondato sui kibbutz, per cui i teo/conservatori che vogliono vedere nello Stato d’Israele l’antemurale del comunismo prendono “lucciole per lanterne”;


11°) il Messia del giudaismo rabbinico è un Messia militante e guerriero, che assicurerà a Israele la vittoria e la vendetta più spietata sui gojim, ossia sui ‘non-Ebrei’, sia Gentili che Cristiani;


12°) l’amore di Dio e del prossimo propter Deum, che è l’anima dell’Antico e del Nuovo Testamento, sono totalmente assenti nell’Apocalittica messianistica del giudaismo post-biblico e vengono rimpiazzati dalla sete di dominio universale e imperialistico schiavista, che nulla ha a che veder con il sano “colonialismo” civilizzatore e missionario del Cristianesimo;


13°) in breve l’Apocalittica è un “ordigno bellico” (A. Romeo), che ci sta portando verso la terza guerra mondiale. Infatti la storia, che è la “maestra” meno ascoltata dagli uomini, ci insegna che l’Apocalittica ha scatenato le rivolte giudaiche contro Roma (63 d. C.) con la conseguente reazione di quest’ultima e la distruzione prima del Tempio di Gerusalemme (70), poi della Giudea (135) e le varie “catastrofi” (in ebraico “shoah”) che si sono abbattute sul popolo ebraico (1492 espulsione dalla Spagna, 1933-45 “Leggi razziali” anti-giudaiche in quasi tutta l’Europa). A partire dal 2011 si sta attraversando una fase molto più critica che rischia di portare alla catastrofe nucleare e mondiale (v. Iraq, Afghanistan, Siria e Iran);


14°) lo studio dell’Apocalittica sfata la leggenda del Cristianesimo anti-romano. Infatti Roma ha accolto il Vangelo mentre la Giudea si è rivoltata contro i Romani e ne è stata distrutta, per cui non è il Cristianesimo il nemico di Roma, ma il giudaismo rabbinico, come non è stata Roma la persecutrice del Cristianesimo, ma il giudaismo si è servito di alcuni personaggi di Roma (v. Poppea e Nerone) per scatenare le persecuzioni anticristiane;


15°) religiosamente l’Apocalittica è la miglior confutazione dell’ecumenismo o del dialogo giudaico-cristiano; infatti il Messianismo ebraico è l’ostacolo invalicabile dal Cristianesimo e il giudaismo attuale non ha nulla a che vedere con i Profeti dell’Antico Testamento, ma rimanda al Talmud e alla Cabala;


16°) la “fiducia cieca” e fanatica di Israele nella vittoria sulle Genti, fondata sulle “visioni” dell’Apocalittica, spiega la cecità del sionismo a voler oggi (come Bar Kobà la volle nel 130 contro Roma) ad ogni costo una guerra contro Siria e Iran, che è un’incognita anche per Israele e gli Usa;


17°) i “Profeti” dell’Antico Testamento, vere “fonti di acqua viva”, hanno parlato dell’Alleanza di Dio con il popolo di Israele al condizionale, ossia Dio sceglie Israele a condizione che questo Gli resti fedele, se invece Lo tradisce Dio abbandona Israele, mentre i “falsi veggenti” dell’Apocalittica giudaico-rabbinica, vere “fonti screpolate”, ne parlano senza condizioni, perciò, anche se Israele abbandona Dio, Egli mai abbandonerà Israele. La dottrina cattolica applica a Israele ciò che insegna sulle singole anime: “Deus non deserit nisi prius deseratur”; solo se viene abbandonato, Dio abbandona l’anima o il popolo che si è scelto. Quindi il “Vecchio Patto” con Israele era condizionato e siccome Israele ha rifiutato il vero Messia, Gesù Cristo, Dio lo ha abbandonato ed ha stretto una “Nuova ed Eterna Alleanza” con tutti i popoli (Gentili e “la piccola reliquia” del vero Israele fedele a Mosè, ai Profeti e a Cristo-Dio). Per cui “i doni di Dio sono senza pentimento” da parte di Dio, ma da parte dell’uomo o dei popoli essi possono essere rifiutati ed allora Dio abbandona chi Lo tradisce. Come si vede, questa paradossale teoria dell’elezione incondizionata ed assoluta di Israele è stata ripresa dal Concilio Vaticano II nel senso dell’Apocalittica rabbinica e in rottura con la Tradizione apostolica. Si pensi alla concezione del “Messia cosmico” e non Salvatore degli uomini (Messianismo antropologico) propria dell’Apocalittica rabbinica e ripresa da Teillhard de Chardin, il Padre della “Nuova Teologia” del Concilio Vaticano II, con la teoria del “Cristo cosmico”;


18°) tra Cristianesimo e giudaismo post-biblico vi è un contrasto che più stridente non è possibile immaginare: Gesù Messia e Redentore delle anime di tutti gli uomini è avversato e odiato dall’Apocalittica rabbinica, che vuole un Messia guerriero e temporale, il quale dia soltanto a Israele il dominio su tutto l’universo. Questo contrasto ha portato inevitabilmente il giudaismo rabbinico a mettere in croce Gesù e tale odio permane tra il giudaismo odierno e il Cristianesimo, il quale non cessa di essere perseguitato come lo furono gli Apostoli, i primi cristiani e così sino alla fine del mondo. La questione ebraica è, perciò, soprattutto teologica e non razzistica (v. Antonino Romeo, Francesco Spadafora, Giuseppe Ricciotti e Alberto Vaccari, eminenti esegeti e teologi cattolici, i quali nulla hanno a che vedere con il razzismo biologico) ed ha anche delle conseguenze politiche, economiche ed etniche. Quindi chi vuol far Teologia non può ignorare il problema ebraico e chi fa politica non può non ricorrere alla Teologia;


19°) il sionismo e la conseguente creazione dello Stato d’Israele (1948) sono la teoria e la messa in pratica aggiornata al XX secolo dell’Apocalittica ebraica, che va dal II secolo a. C. al II sec. d. C. Perciò abbracciare il sionismo e riconoscere lo Stato d’Israele non è solo una questione politica, ma soprattutto religiosa con conseguenze politiche. Implicitamente ciò equivale a rigettare Cristo come vero Messia e unico Salvatore di tutti gli uomini ed accettare l’Apocalittica e il falso Messianismo temporale rabbinico, che ha ucciso Gesù e perseguitato la Chiesa;


20°) la questione della “shoah” presentata dal giudaismo Messianico Apocalittico come “Olocausto” non è una semplice questione storica, ma ha una valenza teologica anticristiana e anticristica, dacché vuole rimpiazzare il Sacrificio di Cristo con quello di Israele, nuova “divinità” del mondo contemporaneo. Al contempo e conseguentemente ha una valenza geo-politica che aiuta lo Stato di Israele a conquistare un dominio universale il quale si sta facendo sempre più invadente ed “onnipresente” quale anticipazione prossima del Regno dell’Anticristo finale, preceduto dai vari “anticristi” iniziali.

In un prossimo articolo vedremo le principali fonti e caratteristiche dell’Imperialismo ebraico talmudico e il suo odio razzistico e teologico verso i ‘non-Ebrei’ e specialmente verso i Cristiani.


d. CURZIO NITOGLIA

venerdì 2 marzo 2012

DON CURZIO NITOGLIA, INTERESSANTE CRONOLOGIA DI FATTI E ....PROFEZIE! RICORDIAMO CHE CON IL ROSARIO SI POSSONO EVITARE ANCHE LE GUERRE, PAROLA DELLA " GOSPA" A MEDJUGORIE!!!


2012: l'anno dell’Iran e d’Israele

d. CURZIO NITOGLIA
24 febbraio 2012
http://www.doncurzionitoglia.com/2012_anno_iran_israele.htm

 



● Il quotidiano “Il Foglio” (28 gennaio 2012, p. 3) prende atto e constata che, di fronte alle sanzioni dell’occidente contro la Persia, quest’ultima non resta a guardare, ma sospende le esportazioni di petrolio all’Unione Europea. Teheran non accetta il ruolo di spettatore passivo della propria ‘esautorazione’. Nello stesso tempo Israele si prepara sempre più ad un attacco contro le centrali nucleari iraniane. Oramai non c’è più spazio per la diplomazia.

● Sempre Il Foglio (4 febbraio 2012, pp. 1-3) dedica un lungo articolo alla questione israelo/iraniana a firma di Giulio Meotti, giornalista di Jerusalem Post, Yedioth Ahronoth, Commentary, Juditische Allgemeine e saggista della casa editrice torinese Lindau. L’Autore, molto bene addentro alle “secrete cose”, scrive che in Israele oramai con il 2012 è iniziato il “conto alla rovescia” per lanciare un attacco aereo contro le centrali nucleari iraniane. La decisione è stata presa da Bibi Netanyahu, la cui “filosofia” sostiene che oggi l’Unione Europea e gli Usa si stanno comportando verso Israele come fece l’occidente nel 1938/39 con Hitler: ossia stanno a guardare, lasciano fare e tardano ad intervenire o addirittura, come la Gran Bretagna nel 1947, quando tradì Israele e lo consegnò agli Arabi... Perciò adesso tocca a Israele, che non è più il debole mondo ebraico degli anni Trenta, difendersi con o senza il nord-America. Anche il socialista Ehud Barak la pensa così, Israele deve sparare il primo colpo. Questa “metafisica” del primo colpo è nata – secondo Meotti – nel 2005 quando Ahmadinejead organizzò a Teheran una conferenza sulla shoah e il revisionismo olocaustico. Ebbene quel “reato di opinione” fece capire a Netanyahu che l’Iran era giunto ad un punto di non ritorno verso Israele. L’Iran è l’unico Stato (fortemente militarizzato) che dubita - e lo fa pubblicamente - della reale portata della shoah e chiede una rivisitazione storico/chimica della persecuzione germanica degli ebrei dal 1942 al 1945. L’Autore cita il famoso opinionista Ronen Bergmar il quale sul New York Times ha scritto di essere giunto alla conclusione certa che Israele attaccherà l’Iran entro 6 o al massimo 12 mesi. Inoltre cita il generale Benny Gantz, Capo di Stato Maggiore di Israele, il quale ha ribadito che il 2012 sarà l’anno dell’Iran ed infine l’articolista riporta che Leon Panetta, il Segretario alla Difesa degli Usa, ha dichiarato al Washington Post di temere che Israele attacchi l’Iran entro aprile, maggio o al massimo giugno del 2012, con un bombardamento a tappeto durante 4/5 giorni ininterrottamente. Luglio sarebbe già troppo tardi. Israele attaccherà con o senza gli Usa. Quel che importa ora non è l’amicizia con gli Stati Uniti, ma la sopravvivenza d’Israele. La “dottrina di Netanyahu” si rifà alla storia di Israele e cita l’esempio di Aman, che sotto Re Assuero (+ 465 a. C.) di Persia, voleva distruggere gli Israeliti, ma fu neutralizzato da Ester. Poi nel 70 d. C. furono i Romani con Tito a volere l’eliminazione di Israele, nel medioevo furono i roghi dell’Inquisizione cattolica a cercare l’estirpazione del giudaismo, nella prima metà del Novecento furono i forni crematori di Hitler a tentarvi nuovamente, quindi nella seconda metà del XX secolo è stata la volta dell’Olp di Arafat con l’intifada o “rivolta delle pietre”… ed ora è l’atomica dell’Iran a minacciare l’esistenza di Sion. Quindi bisogna attaccare l’Iran prima di essere aggrediti. “Chi mena per primo, mena due volte” dice il proverbio popolare, più prosaico della “metafisica” di Netanyahu, ma concordante con essa.

● Il 7 febbraio 2012 è Giuliano Ferrara in persona, che durante le trasmissione “Radio Londra”, in onda sul 1° canale della Rai Televisione alle 20 e 30 subito dopo il Telegiornale delle 20, annuncia: “2012 l’anno dell’Iran! Notizie di guerra! Lo annuncia il Washington Post, secondo il quale il Ministro della Difesa nordamericano ha affermato che Israele entro il 2012 bombarderà le postazioni nucleari iraniane. L’Iran è il Paese del negazionismo e revisionismo storico. Israele si sente isolato dall’occidente e di fronte al pericolo che l’Iran si doti di una bomba atomica [la quale sarebbe solo un deterrente di fronte alle 300 bombe nucleari israeliane e non certo una minaccia attiva, ndr] si prepara ad un’impresa bellica ai limiti dell’umano: bombardare i siti nucleari persiani che si trovano a circa 80 metri sotto terra: neppure gli Usa hanno bombe convenzionali per giungere a tale profondità. Tuttavia il Congresso statunitense ha stanziato la somma di 80 miliardi di dollari per arrivare ad inventarle [se non vi riesce c’è sempre la bomba atomica, ndr]. Questo passo estremo di autodifesa da parte di Tel Aviv sarebbe una minaccia per la pace del mondo intero, incendierebbe l’area medio-orientale e metterebbe a repentaglio Israele stessa. L’Iran ha numerosi e potenti amici (Siria, Hezbollah, Hamas e soprattutto Russia & Cina), che non resterebbero inattivi. Il 2012 è l’anno di Israele e Iran. Il mondo deve decidere se sostenere la guerra preventiva israeliana. L’occidente è di nuovo messo alla prova, come nel 1939; ci si trova ad una svolta storica e drammatica, Khamenei [la guida suprema dell’Iran] ha dichiarato che la reazione iraniana sarà molto più forte di quanto l’occidente possa immaginare”. 

● Per quanto riguarda le ultime vicende in Siria il Corriere della Sera (10 febbraio 2012, p. 16) parla di ‘Brigate internazionali’ (Qatar, Arabia Saudita, Inghilterra, Usa, Canada e anche alcuni ribelli libici), che sono entrare in Siria e attaccano l’esercito di Assad. Ma “il veto di Russia e Cina rende impossibile ‘sanzionare’ Damasco” (La Padania, 10 febbraio 2012, p. 12). Naturalmente “sanzionare” è una parola che contiene molte sfumature: dalle sanzioni economiche a quelle belliche.

 
  
● Sergio Romano sul Corriere della Sera (17 febbraio 2012, p. 49) scrive che “Il regime di Bashar al Assad ha tenuto verso le minoranze cristiane un atteggiamento equo e tollerante. Non è certo che i suoi successori, se riusciranno ad abbatterlo, faranno altrettanto. Sappiamo che l’opposizione al regime è prevalentemente sunnita, che gode del sostegno […] di al Qaeda. […]. Per avere stabilità occorre difendere i militari in Egitto e in Siria. […]. Comunque nessuno ha l’intenzione di ripetere gli errori fatti in Libia”. Oramai lo dicono tutti: dietro le “primavere arabe” e specialmente in Libia vi erano al Qaeda e la Cia (La Repubblica, 17 febbraio 2012, p. 17) ed oggi che le forze Nato hanno cessato di foraggiare i ribelli, i legittimisti seguaci di Gheddafi hanno ripreso a combattere (Libero, 17 febbraio 2012, p. 28).


  

● Questi ultimi avvenimenti, letti alla luce della “teologia della storia” e messi assieme a ciò che avviene – purtroppo –

1°) in Vaticano non possono non farci pensare al terzo segreto di Fatima (vescovi contro vescovi, cardinali contro cardinali, il Papa che verrà ucciso…). Il castigo peggiore della seconda guerra mondiale, le anime che si dannano vieppiù, la crisi nella Chiesa.

2°) In Italia, l’alleanza tra super-capitalismo (Monti) e comunismo (Napolitano) confermano ciò che la Chiesa ha sempre insegnato: essi sono le due chele della stessa tenaglia: il materialismo borghese e quello proletario, mossi dalla giudeo-massoneria. Stiamo andando verso uno Stato di fame, miseria (articolo 18 abrogato e niente cassa integrazione) e di polizia in cui non verrà tollerato nessun dissenso di “pensieri, parole, opere ed omissioni” (fiscali). I partiti oramai sono omologati: destra, sinistra e centro formano un’unica entità non ben definibile, una specie di sinarchia o plutocrazia apolide e piramidale, che schiaccia i deboli e incensa i pre-potenti. 

3°) Infine la situazione bellica mondiale e europea, non sono più i “complottisti” a dirlo, oramai ne parla la stampa ufficiale e non nasconde più nulla (o quasi) data la “certezza” del trionfo del “potere delle tenebre”. Saremo in guerra mondiale atomica tra aprile e giugno? Sembrerebbe di sì. D’altronde lo stato dell’umanità senza fede e morale non può non attirare su di noi un diluvio di fuoco, dopo quello di acqua ai tempi di Noè. 

Morale della favola: dobbiamo continuare a fare il nostro dovere quotidiano e nello stesso tempo “levare i nostri capi” poiché l’ora della redenzione finale si avvicina maggiormente proprio quando aumentano i mali.

Settecento anni di Sovversione scientificamente organizzata ci hanno portato al capo-linea. Oramai siamo giunti sull’orlo di un baratro. Tuttavia abbiamo fiducia: “Colui che ci ha chiamati, non si tirerà indietro per farci cadere a terra, ma ci accoglierà amorevolmente tra le sue braccia” (S. Agostino). “Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà”!



d. CURZIO NITOGLIA

24 febbraio 2012

martedì 13 luglio 2010

CHE CI PIACCIA O NO CI SIAMO DENTRO.IL NUOVO ORDINE MONDIALE E' PRONTO PER NOI..NON LO VEDIAMO! CE LO ESPONE DON CURZIO NITOGLIA


DON CURZIO NITOGLIA
13 luglio 2010






“La vita ebraica è composta da due elementi: arricchirsi e protestare”


(Nahum Goldmann, Le paradoxe juif, Parigi, Stock, 1976, p. 67).

 

L’impasse ebraica: “un passato che non passa” (la shoah)

e “un futuro che non arriva” (il falso “messia”)



Il dramma attuale del giudaismo, che sembra essere giunto allo zenit ed aver iniziato la sua discesa, è quello di essere tirato verso due parti opposte (come un torturato legato a due cavalli, che corrono uno verso nord e l’altro verso sud): il passato e il futuro, ma vissuti in maniera innaturale[1], poiché per definizione il passato è passato, andato via, finito, e il futuro presto o tardi si avvicina e si rende presente e la memoria perenne e costante della shoah è un “passato che non passa”, mentre l’attesa talmudica del messia è sempre in fieri. Ciò impedisce all’ebraismo di vivere nel momento presente: schiavo del passato sempre incombente e vittima del futuro mai prossimo, esso vive fuori della realtà[2]. David Banon ha scritto che la speranza futura messianica è l’essenza stessa del giudaismo attuale sino al punto che, se il messia dovesse arrivare realmente e cessasse la speranza futura, crollerebbe l’edificio intero del talmudismo rabbinico[3].
Senza Padre né messia e con una matrigna



Questo stato d’essere è patologico ed è aggravato, come ha scritto il famoso medico francese André Bergevin[4], dal fatto che il giudaismo talmudico o post-biblico è senza Dio-Padre[5] e schiavo di una madre iper-protettiva: la sinagoga rabbinica. Secondo il professor Bergevin il giudaismo attuale mostra tutti i sintomi di un disagio profondo e interiore, propri di un orfano tirannizzato da una matrigna e perciò asociale e dissociato.
Parricida e matricida

 

Sigmund Freud[6] ha trattato, fondandosi sul Talmud, il problema del desiderio anarchico del giudaismo di uccidere l’Autorità, il Padre (Dio) e la madre (sinagoga), mascherandolo dietro apparenze di scientificità medica, (quasi totalmente assente nel freudismo)[7], parlando di “complesso di Edipo e di Elettra”. Il nichilismo post-moderno (Marx e Freud) ha eretto a sistema filosofico ciò che vi è di più basso nella scala dei valori umani (materia e istinti). La Scuola di Francoforte (Teodoro Adorno, Herbert Marcuse, Wilhelm Reich, Erich Fromm, Jürgen Habermans) e lo Strutturalismo francese (Claude Levy-Strauss, Jean Paul Sartre, Jacques Lacan, Louis Althusser) si son serviti del marxismo psicanalitico e selvaggio per distruggere, in maniera parossistica a partire dal 1968, i valori europei.Elisabeth Badinter ammette che «il XX secolo ha segnato l’ora della morte dei valori virili dell’Europa, che erano arcaici»[8]. Wilhelm Reich dal canto suo commenta: «la mentalità familiare patriarcale e la mentalità mistica sono i fondamenti della psicologia di massa del nazionalismo fascista»[9].


Delirio di onnipotenza

 

Al tempo stesso, però, il giudaismo è anche vittima di un delirio di onnipotenza, poiché si ritiene ancora l’eletto, il superiore e il prediletto tra tutti i popoli. Martin Buber scrive: «l’umanità ha bisogno del giudaismo, perché esso è l’incarnazione delle più alte aspirazioni dello spirito»[10], ed Emmanuel Lévinas continua: «L’ebraismo è necessario all’avvenire dell’umanità […], esso è come una scala vivente che raggiunge il cielo»[11]. Il fatto che l’ebraismo odierno sia “senza Padre”, come scrive Bergevin, è confermato da Bernard-Hernry Lévy, il quale spiega come il giudaismo più che una religione sia una «costituzione, nel senso stretto, politico e sociale, che tiene unito un popolo. […]. Quindi l’ateismo non è un problema per il giudaismo»[12].


Dominio mondiale

 

Lo scopo dell’Israele post-cristiano è quello di conquistare il mondo intero, di instaurare un regno universale su tutto il globo. Pierre Lévy spiega che «gli ebrei possono essere di destra o di sinistra, liberali, marxisti o ortodossi, credenti o atei, ma non possono non essere partigiani dell’Impero globale d’Israele»[13]. Questa è l’unità del giudaismo rabbinico, apparentemente differenziato ma sostanzialmente uniforme; essa è una “utopia di cui l’ebraismo vive”[14] e tale scopo sta per essere raggiunto con il mondialismo, la globalizzazione e il “Nuovo Ordine Mondiale”, che hanno avuto il loro exploit con le due guerre del Golfo persico (1990, 2003), ma che hanno segnato anche l’inizio della discesa degli Usa e probabilmente - nell’immediato - anche quella d’Israele, che si appresta ad affrontare militarmente Iran, Turchia, Libano, Siria e Palestina.
Finis Americae?

 

Maurizio Blondet scrive: «solo dieci anni fa l’America si celebrava comel’unica superpotenza rimasta. […]. Il sistema sovietico era crollato perché sbagliato (e lo era realmente), dunque il sistema capitalista-finanziario e liberista americano s’era definitivamente confermato come vero perché vincente nella storia. Il capitalismo era lo stato definitivo dell’umanità, di cui nulla di migliore poteva essere pensato. […]. L’immensa potenza militare accumulata nella guerra fredda si traduceva per la prima volta in una superiorità senza pari. […]. Una finestra di opportunità da sfruttare, per conquistare nuove posizioni nel pianeta. […]. Nel 2002 i neo-con alla Casa Bianca (Cheney, Wolfowitz, Rumsfeld) dichiararono di riservarsi, con l’operazione contro l’Iraq, denominata da loro stessi “terrore infinito”, “l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza di qualunque Stato” giudicassero minaccioso. […]. Questo sistema di credenze è l’aspetto ultimo di quella malattia del pensiero che è l’americanismo: la fede che la forza bruta, il gigantismo, la tecnologia e il “mercato” bastassero a risolvere tutti i problemi. Dieci anni dopo l’americanismo è incappato nei suoi tre problemi insolubili, che ne stanno provocando il crollo. Il collasso globale dei mercati, […] il disintegrarsi delle guerre d’aggressione, […] e da ultimo, l’inarrestabile fuoriuscita di tonnellate di greggio nel Golfo del Messico. Già alcuni la chiamano la Chernobyl di Obama. […]. Herve Kempf, su Truthout, paragona l’America di Obama all’Unione Sovietica di Gorbaciov»[15]. Tra dieci anni cosa sarà successo? Il crollo dell’impero israelo-americano? Tutto è possibile. “Chi vivrà vedrà”.


Progresso all’infinito

 

Israele non può fermarsi al punto in cui si trova, anche se è assai considerevole e pregiato, poiché si fonda pure, come scrive Gersom Scholem sul «mito del progresso costante dell’umanità»[16]. A partire dall’ottobre del 1917, data in cui nacque la rivoluzione bolscevica in Russia[17] e lord Balfour promise un “focolare” ebraico indipendente in Palestina, che divenne nel 1948 lo Stato d’Israele, il Sionismo non ha cessato di avanzare a passi da gigante sulla via del messianismo secolarizzato o del “paradiso in terra”, che ha avuto nel marxismo, nel liberalismo e nell’attuale mondialismo le sue tappe più importanti e che, come nel 1917 rivelò la Madonna a Fatima a tre pastorelli, avrebbe portato alla apostasia, al castigo e poi al trionfo del Cuore Immacolato di Maria[18]. È sorprendente notare che Pio XII il 1° maggio del 1948 scrisse la sua prima enciclica sulla Palestina (Auspicia quaedam), alla quale seguirono altre due. In essa il Papa invitava l’episcopato del mondo intero a chiedere per il mese di maggio del 1948 al Cuore Immacolato di Maria la pace per la Palestina. Proprio dalla Palestina è sorto il movimento che si è impadronito oggi di quasi tutto il mondo e che ci sta facendo scivolare verso il “terrore infinito”.


Antropocentrismo panteistico

 

L’antropocentrismo è uno dei fondamenti del talmudismo. Già nel 1902 Otto Weininger confessava: «il giudaismo è stato sedotto assai sovente dalle concezioni materialistiche e meccanicistiche, con l’esclusione della trascendenza»[19]. Come abbiamo visto sopra, «l’ateismo non è un problema per il giudaismo»[20] ed ogni antropocentrismo o panteismo è un ateismo mascherato. Il “dio” del giudaismo odierno, ossia post-cristiano, è Israele “padrone di questo mondo”, una forma di immanentismo socio-politico e razziale, caratterizzato dal più feroce anticristianesimo. Albert Memmi ha scritto: «Cosa significa il nome di “Gesù” per noi ebrei? La più grande impostura teologica e metafisica della storia universale, uno scandalo, una sovversione e una bestemmia. […]. Il “dio” dei cristiani è, in un certo senso, il diavolo»[21]. Come non vedere che il dialogo ebraico-cristiano è una contraddictio in terminis? L’antropocentrismo, l’immanentismo, il razionalismo e il naturalismo sono l’essenza della massoneria, la cui anima è la cabala o mistica ebraica anticristiana. Padre Giovanni Caprile scriveva che il vertice del segreto massonico è la «divinizzazione dell’iniziato»[22] e che negli alti gradi delle logge si pratica un’«ammirazione, almeno teorica, per Lucifero»[23]. Purtroppo, col Vaticano II e il post-concilio, l’antropocentrismo ha invaso anche l’ambiente cattolico[24].
Popolo nomade, apolide e razzista

 

Nahum Goldmann fa dipendere dalla «doppia appartenenza» al Paese che lo ospita e allo Stato d’Israele, la «contraddizione che tormenta l’ebraismo»[25] e ne fa un popolo in continuo movimento, senza vera Patria al di fuori di Israele, ma al tempo stesso fornito di una identità etnica fortemente razziale, per non dire razzista, che lo separa, lo isola da tutti gli altri, attirando prima o poi la loro avversione. Questa intima contraddizione Israele la porta anche attorno a sé e la trasmette ai suoi vicini. Il mondo attuale, specialmente dopo il 1968, rappresenta il Regno mondiale, quasi totalmente in atto, di Israele sulle Nazioni[26]. Esso è fatto di contraddizioni laceranti - a livello personale, familiare e sociale - , che lo rendono una specie di “inferno sulla terra”, una sorta di “Regno sociale di satana”, per sortire dal quale l’uomo abbisogna della grazia sovrabbondante di Dio e, come insegna la Storia sacra, di un terribile castigo come mezzo per uscire “a riveder le stelle”. Purtroppo, in questo ultimo mezzo secolo, si è battuta, anche in ambiente cattolico, la stessa strada della modernità immanentista. L’aggiornamento e l’ammodernamento o lo spurio connubio modernistico del cattolicesimo col mondo moderno ha fatto sì che i sacerdoti e gli uomini di Chiesa, anche nelle più alte sfere, non hanno più preceduto ma seguito il mondo e il popolo. Ne è conseguita, oltre il relativismo teoretico, una diminuzione di austerità ascetica, un enorme rilassamento di disciplina morale, che ha fatto perdere stima al cattolicesimo anche da parte del popolo, il quale, a causa dell’aggiornamento modernistico e secolaristico, disprezza gli ecclesiastici, avendo scorto in essi maggiori manchevolezze, scadenza di dottrina e di comportamento, normale e necessaria conseguenza dell’ammodernamento o del voler piacere al mondo più che a Dio. Così essi son diventati “spiacenti a Dio e a li nemici sui” (Dante, Inferno, III, 63). L’esatto contrario di ciò che aveva auspicato Pio XII nel messaggio radiofonico “Au moment” del 26 luglio 1954 ai pellegrini francesi presso il Santuario di Sainte Anne d’Aurayin cui li invitava a «respingere ogni pensiero malvagio, al coraggio di intraprendere grandi cose, a vincere il rispetto umano, a vincere l’egoismo, a servire ed obbedire pazientemente, […] ad amare la purezza, l’umiltà, la carità, […] a prendere in odio il peccato». Il Pontefice concludeva: «Quando il consacrato a Maria vede l’Immacolata calpestare il serpente infernale, non ha alcuna compiacenza per il male, ma è fiero di appartenere a Gesù e a Maria»[27]. La strada per uscire dall’attuale scristianizzazione, che va di pari passo con la giudaizzazione del mondo, è quella di una vera e sana “controriforma” che ritorni alla Tradizione divino-apostolica ed abbandoni i rivoli inquinati della modernità[28]. Infatti l’aver accolto i principi teorici della modernità e post-modernità ha condotto gli uomini di Chiesa a cadere nelle conseguenze pratiche e immorali che stanno venendo ora a galla sia negli Usa come in Belgio. Agere sequitur esse, modus agendi sequitur modum essendi.

 
DON CURZIO NITOGLIA

13 luglio 2010

http://www.doncurzionitoglia.com/nuovo_dis_ordine_mondiale.htm


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Note:


[1] Cfr. E. Benbassa, La souffrance comme identité, Parigi, Fayard, 2007;S. Hessel, Citoyen sans frontières, Parigi, Fayard, 2008; N. Goldmann, Le paradoxe juif, Parigi, Stock, 1976.
[2] D. Banon, Le Messianisme, Parigi, PUF, 1998.
[3] D. Banon, ibidem, p. 11.
[4] A. Bergevin, Révolution permissive et sexualité, Parigi, F. X. de Guibert, 2003; Y. Moncomble, La politique, le sexe et la finance, Parigi, Faits et Documents, 1989; R. Faligot – R. Kauffer, Porno Business,Parigi, Fayard, 1987.
[5] “Voi avete per padre il diavolo” dice Gesù ai giudei infedeli (Gv., VIII, 42) e ancora S. Giovanni nell’Apocalisse (II, 9) definisce “sinagoga di satana” l’attuale “religione” giudaica, rabbinico-talmudica.
[6] S. Freud, L’interpretazione dei sogni, 1900; Totem e tabù, 1912;Mosè e il monoteismo, 1934.
[7] Cfr. D. Bakan, Freud et la mistyque juive, Parigi, Payot, 1964, cfr. G. Valensin, La vie sexuelle juive, Parigi, Les Éditions philosophyques, 1981.
[8] E. Badinter, L’Un est l’autre, Odile Jacob, 1986, p. 215.
[9] W. Reich, La psychologie de masse du fascisme, Parigi, Payot, 1998, p. 165.
[10] M. Buber, Judaisme, Parigi, Verdier, 1982, p 31.
[11] E. Lévinas, Difficile liberté, Parigi, Albin Michel, 1995, 3° ed., p. 326.
[12] B. H. Lévy, Ennemis publics, Grasset, Flammarion, 2008, p. 168.
[13] P. Lévy, World philosophie, Odile Jacob, 2000, p. 12.
[14] A. Memmi, La Libération du Juif. Portrait d’un Juif, vol. II, Parigi, Gallimard, 1966, p. 127.
[15] M. Blondet, in “Effedieffe”, 23 giugno 2010, “L’americanismo crolla sporcando il mondo”.
[16] G. Scholem, Le Messianisme juif, Parigi, Calmann-Lévy, 1971, p. 40.
[17] Sulla preponderanza dell’elemento ebraico nella rivoluzione sovietica cfr. A. Solgenitsin, Due secoli assieme. Ebrei e Russi prima della rivoluzione e durante il periodo sovietico, 2 voll., Napoli, Controcorrente, 2007. L’Autore dimostra che pur essendo il 5% della popolazione russa, gli ebrei erano il 50% dei quadri rivoluzionari bolscevichi.
[18] Cfr. A. Socci, Il quarto segreto di Fatima, Milano, Rizzoli, 2006.
[19] O. Weininger, Sexe et caractère, [1902], Parigi, L’Age d’homme, 1975, p. 255.
[20] B. H. Lévy, Ennemis publics, Grasset, Flammarion, 2008, p. 168.
[21] A. Memmi, La libération du juif. Portrait d’un juif, vol. I, Parigi, Gallimard, 1962, p. 184 e 190.
[22] G. Caprile, Perché la Chiesa condanna la massoneria, in “La Civiltà Cattolica”, 110 (1959), IV, p. 630; cfr. anche Id., La massoneria città di satana, Assisi-San Damiano, 1961.
[23] Id., La massoneria contro la Chiesa, in “La Civiltà Cattolica”, 108 (1957) IV, p. 586.
[24] Cfr. C. Fabro, La svolta antropologica di Karl Rahner, Milano,Rusconi, 1974; Id., L’avventura della teologia progressista, Milano, Rusconi, 1974.
[25] N. Goldmann, Le paradoxe juif, Parigi, Stock, 1976, p. 15 e 17.
[26] Cfr. J. Attali, Les juifs, le monde et l’argent, Parigi, Fayard, 2002;N. Glaber, Le royaume de leur reve. La saga des juifs qui ont fondé Hollywood, Parigi, Calmann-Lévy, 2005, B. Lazare, L’Antisemitismo. Storia e cause, CLS, Verrua Savoia (TO), 2000.
[27] AAS 46 (1954), p. 495 e 496.
[28] Cfr. B. Gherardini, Quod et tradidi vobis. La Tradizione. Vita e giovinezza della Chiesa, Frigento (AV), Casa Mariana Editrice, 2010.