di Matteo Rigamonti 14/06/2013
Il tempo è scaduto, bisogna tagliare le tasse. Altrimenti i piccoli imprenditori spariranno. A confermare lo stato gravissimo dell’emergenza dovuta alla crisi e all’eccessivamente elevato livello di pressione fiscale sulle imprese italiane, che ormai supera il 70 per cento del reddito percepito, è Ivan Malavasi, presidente di Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa. Dice Malavasi a tempi.it: «Il tempo è scaduto». Ora il governo Letta «deve prenderne atto e ripartire», avendo il «coraggio di scegliere quali sono le priorità» per il Paese
Malavasi, può un imprenditore vivere e lavorare in un Paese dove la pressione fiscale supera abbondantemente il 70 per cento del reddito?
Per farlo ci vorrebbe un eroe o forse un incosciente. Del resto, cosa può farci l’imprenditore? Quella fotografata dalla ricerca della Cna “Città che vai, tasse che trovi” non è che la situazione reale in cui si trova a dover operare un’impresa italiana con cinque dipendenti assunti a tempo indeterminato, di cui quattro alla produzione e uno come impiegato, per un costo complessivo degli stipendi di 165 mila euro e ricavi per poco meno di 400 mila euro.
E ce la fa?
