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venerdì 28 luglio 2017

DOVREMO VEDERNE DELLE BELLE!!!





MARCO TOSATTI

Qualche giorno fa, grazie al coraggioso scrittore Danilo Quinto abbiamo diffuso la notizia che Emma Bonino avrebbe parlato in una Chiesa di Biella su invito del parroco, e, pare,con l’avallo del vescovo diocesano. Emma Bonino parlerà di immigrazione. Emma Bonino è una persona che ha, oggettivamente, sulla coscienza una quantità straordinaria di aborti. Praticati personalmente – famosa la sua foto con la pompa da bicicletta – e indirettamente; si è spesa per l’aborto (e per una serie di altre cause etiche contrarie a ciò che la Chiesa sostiene e difende) come poche altre persone in questo Paese. Non ha mai dato il benché minimo segno di pentimento, o di dubbio su tutto questo.

Invitarla a parlare in una chiesa, anche se di un altro tema (peraltro collegato al primo: il famoso “bisogno” di migranti sbandierato da alcuni, lei compresa, deriva anche dal vuoto lasciato dai sei milioni di bambini soppressi negli ultimi decenni) è al minimo un’imprudenza. Il Papa ha definito l’aborto “un crimine orrendo”. E si invita a parlare in Chiesa, anche se di altro, uno che lo ha praticato e lo difende? Ma esistono ancora logica, buon senso e un minimo di coerenza nella Chiesa?

venerdì 10 luglio 2015

FRANCO PREVITE: EUTANASIA, LICENZA DI UCCIDERE ANCHE IN ITALIA?

 tratto da Cristiani per servire di Franco Previte  7 luglio 2015

Vivere e vita con dignità : questa è la regola della Chiesa Cattolica, questa è la norma della n/s Costituzione, questo anela la gente, specialmente quella povera !
Questo profondo concetto vuole richiamare la necessità di porre maggiore attenzione a situazioni di povertà, di malattia, di aiuto alle famiglie in difficoltà, ma purtroppo oggi  vediamo che la dignità umana viene messa in discussione e viviamo in tempi molto difficili nei quali la persona umana ha estrema necessità di sentire parole di speranza e non di elemosina ed essere in sintonia con Papa Francesco con l’andare verso le periferie esistenziali e materiali degli uomini dove vi sono persone che hanno bisogno di “vicinanza” .
Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjeze Gonxhe Bojaxmiu oggi Beata, ha affermato che “ nel mondo occidentale, dove la gente sembra più ricca, vi è una fame più grande ed una povertà interiore più grave di quella che si riscontra nelle viuzze di Calcutta” . Sono parole dure, piene di umanità, di realismo, di insegnamento !

lunedì 9 febbraio 2015

MINISTRA LITUANA SALASEVICIUTE: "CI VORREBBE L'EUTANASIA PER CHI NON PUO' PERMETTERSI LE CURE"


tratto da http://www.libreidee.org



Rimante Salaseviciute 
I poveri? Crepino pure: curarli costa troppo. Ci vorrebbe l’eutanasia, per sopprimere chi non può permettersi cure sanitarie private. La frase non è di Hilter, ma della ministra lituana della salute, Rimante Salaseviciute, secondo cui il denaro ovviamente conta molto più della vita umana. 

Se i paesi baltici si segnalano periodicamente per gaffe imbarazzanti – come l’arresto di Giulietto Chiesa in Estonia solo per impedirgli di esprimersi sulla relazione tra Europa e Russia – l’uscita della Salaseviciute è perfettamente consonante con il trattamento che la Germania, tramite la Troika Ue, ha imposto ai bambini greci, lasciati senza cibo sufficiente e senza assistenza medica. 

lunedì 5 gennaio 2015

UN RICHIAMO ALLA LOTTA COMUNE: LA GRANDE GUERRA DEI NOSTRI GIORNI

di Corrado Gnerre e Massimo Viglione31 dicembre 2014


La festa di capodanno, e soprattutto l’ansia collettiva per questa festa, non può certo essere catalogata fra le espressioni di maturità di una civiltà e di una popolazione: inconsciamente, si festeggia in massa il tempo che passa, senza pensare che il tempo che passa, anno dopo anno, ci avvicina inesorabilmente a ciò che non può suscitare allegria, né collettiva né individuale.

Qualche sociologo alla moda potrebbe obiettare che è proprio un rito per esorcizzare la paura del tempo che vola via. Ma in realtà, noi che scriviamo, non crediamo quasi mai ai sociologi, mai a quelli alla moda, né crediamo che la gente che si autoimpone di dover essere felice una precisa notte dell’anno – qualsiasi sia il proprio stato d’animo in quel momento della propria vita – sia in grado di percepire realmente che è parte di un rito di esorcizzazione di massa… La cosa è molto più terra terra…



lunedì 15 dicembre 2014

QUANTO CONTA OGGI IL 5° COMANDAMENTO "NON UCCIDERE" ???


Nell’antichità il vocabolo eutanasia significava una morte dolce, vale dire senza sofferenze

di Franco Previte

Ancora una volta dobbiamo ritornare su di un argomento, l’eutanasia, che non è la soluzione migliore per il fine vita, come si vuole diffondere .

Una presunta maggioranza di fronte a quella soluzione, un video ampiamente reclamizzato per portare ad un dibattito parlamentare in favore di una legge sul fine vita da parte di una Associazione, non può rappresentare una logica risposta al mondo della sofferenza sia fisica che psichica, dei malati terminali, delle persone anziane, degli agonizzanti .

A richiedere “lumi” a questa rappresentazione che si vuol far apparire profondamente mediatica, da anni è giacente in Parlamento una n/s Petizione del 18 marzo 2013, budget del ricoverato che ancora attende una risposta da anni e non da quanti, ora, la vogliono far apparire molto urgente .

martedì 25 marzo 2014

OBIETTIVO DEL NOSTRO PRESIDENTE, EUROPEISTA CONVINTO, LEGALIZZARE L'EUTANASIA IN ITALIA.....



tratto da http://www.lanuovabq.it/ di Tommaso Scandroglio 19.03.2014

Strategia che vince non si cambia. Uno dei mezzi che i radicali da sempre hanno usato per sdoganare alcuni “diritti civili” è quello dell’indagine conoscitiva per poi arrivare a dire: “Quanti aborti clandestini! Legalizziamo l’aborto. Quante giovani fanno uso di droghe! Legalizziamole. Quante coppie vanno all’estero per accedere all’eterologa! Legalizziamola”. A questo giochino – quasi sempre basato su dati mendaci - ovviamente non si sottrae nemmeno l’eutanasia. In una conferenza stampa tenuta ieri, l'associazione Luca Coscioni e il Comitato promotore EutanaSia Legale hanno annunciato l’avvio di una ricerca sul campo per verificare “come si muore in Italia” e - citando le parole di Marco Cappato - per “spingere il Parlamento ad esaminare il progetto di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della eutanasia per il quale l'Associazione ha raccolto 67mila firme autenticate''. Per l’occasione i radicali si sono fatti accompagnare dai familiari di personalità note che si sono uccise oppure hanno chiesto con successo l’eutanasia: Mario Monicelli, Carlo Lizzani, Piergiorgio Welby e Lucio Magri. Non è mancato il vivente oncologo Umberto Veronesi il quale ha sentenziato che “abbiamo l'ovvio diritto di programmare la vita e anche il termine della vita''.

L’iniziativa ha trovato una sponda felice presso il Quirinale. Da lì il presidente Napolitano ha fatto sapere che ''il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee sulle condizioni estreme di migliaia di malati terminali in Italia. 

lunedì 25 novembre 2013

EUTANASIA MASCHERATA: IL VECCHIETTO DOVE LO METTO?DOVE LO METTO NON SI SA!!!


Il Vecchietto




Mamma dov'e' il nonno?
Nonna andiamo alla giostra?
Nonno, nonno, dov'e' il nonno?
Ha fatto la valigia e se ne andato
Perche' la nuora non lo vuole piu', 
E' troppo vecchio, troppo malandato, 
Con I bambini non ce la fa piu', 
Allora s'e' rivolto ad un ospizio
Ma s'e' sentito dire solo No! 
Ci spiace tanto amico non c'e' spazio
Gia' stiamo troppo stretti non si puo'.
E il vecchietto dove lo metto, 
Dove lo metto non si sa, 
Mi dispiace ma non c'e' posto, 
Non c'e' posto per carita'.
Il vecchietto dove lo metto, 
Dove lo metto non si sa, 
Mi dispiace ma non c'e' posto, 
Non c'e' posto per carita'.
Ah ah
Ah ah
E' andato dritto dritto all'ospedale
Chiedendo un posto all'accettazione, 
Non ce la faccio piu' mi sento male
Mi manca solo ormai l'estrema unzione, 
Ma il medico di turno si e' scusato
Guardandolo con un sorriso fesso, 
Lei non si rende conto in quale stato
Abbiamo gente pure dentro al cesso.
E il vecchietto dove lo metto, 
Dove lo metto non si sa, 
Mi dispiace ma non c'e' posto, 
Non c'e' posto per carita'.
Il vecchietto dove lo metto, 
Dove lo metto non si sa, 
Mi dispiace ma non c'e' posto, 
Non c'e' posto per carita'.
Ah ah
Ah ah
Allora non sapendo cosa fare
Ha fatto quello che puo' fare un pazzo, 
Con una corda al collo in fondo al mare
Ha fatto finta di essere un merluzzo, 
Al cimitero grande del Verano
Appena sceso giu' dal furgoncino
Si e' incavolato subito il guardiano
Mettendosi a parlare col becchino.
Sto vecchietto dove lo metto, 
Dove lo metto non se sa
Me dispiace ma nun ce posto, 
Nun ce posto per carita'.
Sto vecchietto dove lo metto
Dove lo metto non si sa, 
Mi dispiace ma non c'e' posto
Non c'e' posto per carita'.
Il vecchietto dove lo metto
Dove lo metto non si sa, 
Va a finire che non c'e' posto
Forse neppure nell'aldila'.
Il vecchietto dove lo metto
Dove lo metto non si sa, 
Va a finire che non c'e' posto
Forse neppure nell'aldila'.
Il vecchietto dove lo metto
Dove lo metto non si sa, 
Va a finire che non c'e' posto
Forse neppure nell'aldila'.



Terminata la 28° Conferenza Internazionale che si è svolta in Vaticano sul tema “ La Chiesa a servizio delle persone anziane malate: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative”, ciascuno di noi si domanda : cosa stai facendo per gli altri ? ” ( Martin Luther King Junior ) e cosa richiediamo alle Istituzioni Legislative :.Petizione 2013

L’evolversi della società e l’invecchiamento della gente in Italia secondo i dati Istat, le persone con più di 65 anni oggi 2013 costituiscono il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno il 25% .

martedì 18 giugno 2013

VI SIETE MAI CHIESTI PERCHE' QUESTO BLOG SI E' "ALLARGATO" A NEWS DI SPIRITUALITA'? PERCHE' ABBIAMO COMPRESO CHE IL "DISEGNO DI DIO" E' CONCATENATO ALLE VICENDE ATTUALI DI TUTTO IL GLOBO: ECONOMIA E FINANZA, MATRIMONI OMOSEX E ADOZIONI, BIOGENETICA AL FINE DI "CREARE" L'UOMO, ABORTO ED EUTANASIA AL FINE DI RIDURRE LA POPOLAZIONE! PUO' BASTARE? L'ELENCO POTREBBE CONTINUARE!

 da animamistica 18 Giugno 2013



Dopo che il sistema di potere era riuscito a fermare il cammino di formazione spirituale che stavamo conducendo a Penne, Gesù mi aveva detto che non c'era da temere che gli uomini riuscissero a fermare il disegno per cui stavamo lavorando: il suo piano per risollevare le famiglie chiamandole a collaborare nell'amministrazione dei beni della chiesa sarebbe arrivato in porto se io non avessi arretrato davanti alla lobby dei poteri pervertiti che si opponevano alla Sua volontà. Quando sentii le Sue parole “sto lavorando qui a Roma adesso, anche per Penne”, ripensai al parere di Padre Onorio, la nostra guida spirituale, sul fatto che fosse necessario ormai nel nostro lavoro l'intervento di un vescovo: capii che il vescovo che ci avrebbe guidato a Penne sarebbe venuto da Roma. Ma la ricerca di un vescovo a Roma era per me un pensiero disperante. Percepivo soltanto vuoto, confusione, distanza.


Eppure, la Madonna continuava a dirmi "Spera! Spera nel Signore". E mi spiegava che era necessario procedere, seguendo la voce dello Spirito, perché è stato preparato da Dio un piano di salvataggio per le famiglie, strangolate da un sistema tirannico di poteri ecclesiastici e civili, e il riparo è proprio nella sua chiesa: le famiglie, camminando sul sentiero che Lei ci ha indicato, con la benedizione del Vicario di Cristo, entrano nella casa di Dio e assumono l'amministrazione dei beni spirituali e materiali preparati da Gesù per il suo popolo. In questo modo, le famiglie cristiane saranno al sicuro dalla devastazione che infuria sul mondo e saranno a loro volta guida, benedizione e riparo per tutti gli oppressi.

Sacerdozio pervertito. Il caso abruzzese
| 1.La premessa | 2.La nomina del prete pedofilo mandato per devastare | 3.La richiesta beffarda dell'Arcivescovo | 4.La posta in gioco: il piano di Dio per aiutare le famiglie con i beni della chiesa |

DI BENE IN MEGLIO, CREIAMO FIGLI IN LABORATORI E......TRANQUILLI, SE NON VENGONO BENE LI AMMAZZIAMO CON L'EUTANASIA! MOSTRUOSO, SEMPLICEMENTE MOSTRUOSO!!!!




da www.tempi.it Leone Grotti 17 Giugno 2013 



Un nuovo passo avanti sulla “dolce morte”. L’iniezione letale può essere somministrata ai bambini anche nel caso che siano i genitori a non riuscire più a sopportare la loro situazione

Non è la possibilità di somministrare l’eutanasia anche a neonati e minori affetti da malattie croniche o malformazioni la novità contenuta in un nuovo documento dell’associazione dei medici olandesi Knmg. Il testo «Decisioni mediche sulle vite dei neonati con gravi malformazioni» della Royal Dutch Medical Association spiega perché uccidere con l’eutanasia neonati e minori è a volte «necessario». Ma questa non è più una notizia in Olanda, dove il cosiddetto Protocollo di Groningen autorizza l’eutanasia per i minorenni fin dal 2004.

SOFFERENZA DEI GENITORI. La vera novità del documento è che cita la “sofferenza dei genitori” tra i motivi che autorizzano la pratica dell’eutanasia su un neonato o un minore. Nel documento si legge che è lecito autorizzare l’iniezione letale quando «persiste il periodo in cui [il minore] ansima ed è morente e l’inevitabile morte si protrae causando gravi sofferenze ai genitori». È la prima volta che oltre alla sofferenza del bambino che riceve l’eutanasia, viene considerata anche quella dei genitori.

mercoledì 22 maggio 2013

QUANDO LA CULTURA E' PRIVA DI TRASCENDENTE....SI FA IL GIOCO DI CHI VUOLE RIDURRE LA POPOLAZIONE GLOBALE

(http://www.corrispondenzaromana.it di Alfredo De Matteo)



 
Può accadere che navigando su internet appaiano dei banner dove è scritto che il nostro computer è infettato da un virus e come sia possibile effettuare una scansione con un antivirus free. Si tratta di un falso avviso che può indurre l’utente ad installare un programma simulato di rimozione malware che in realtà installa altri malware oppure semplicemente simula un’infezione in atto ed offre un pacchetto di riparazione, ovviamente a pagamento.


La strategia antiumana dei fautori della “buona morte” funziona più o meno allo stesso modo: si fa leva sul naturale timore dell’uomo di invecchiare, di diventare non autosufficiente per indurlo, attraverso messaggi ingannevoli, ad “acquistare” il falso rimedio che gli possa consentire di prevenire gli effetti indesiderati dell’invecchiamento. L’Associazione Svizzera Pro Senectute ha elaborato un documento che precisa la sua posizione nei confronti del suicidio delle persone anziane. In esso, la Fondazione riconosce alle persone il diritto di suicidarsi anche ricorrendo all’aiuto di terzi.

L’organizzazione, che si dichiara attenta ai diritti degli anziani, auspica che la cultura rinunci ad un potere assoluto sulla vita e sulla morte e chiede che le autorità garantiscano un degno accompagnamento a chi sta per morire. 

ABORTO: HO VOLUTO CERCARE LE IMMAGINI PER GUARDARE NEGLI OCCHI QUESTI "DOTTORI"


http://www.lanuovabq.it 
di Renzo Puccetti 22-05-2013

Midolli spinali recisi, crani fracassati, cervelli aspirati, a centinaia, era la procedura con cui il dottor Kermit Gosnell (di cui la Nuova BQ ha già parlato) praticava gli aborti tardivi nella sua clinica. I bambini venivano messi dove capitava, nei sacchi della spazzatura, nelle scatole da scarpe, uno è stato ritrovato dall’FBI congelato in un bottiglione per l’acqua. Talora le donne abortivano nel water ed i bambini venivano lasciati morire affogati. Aborti effettuati ben oltre il termine legale delle 24 settimane, i bambini abortiti che erano ancora vivi erano lasciati morire e, quando serviva, il dottor Gosnell li assassinava direttamente; il bravo dottor Gosnell, l’amico delle donne. Era furbo il dottore, cancellava i registri, ma per tre di questi bambini l’accusa è riuscita ad incastrarlo per omicidio volontario. Si è beccato l’ergastolo, è scampato alla pena di morte perché i suoi legali hanno rinunciato a presentare appello. Come si dice dalle nostre parti, la verità giudiziaria ha stabilito la sua colpa. 

Kermit Gosnell
“La clinica degli orrori del dottor Gosnell” è il titolo del resoconto del Corriere della Sera; si parla di “metodi agghiaccianti”. Tutti a condannare Gosnell, nemmeno una voce a difenderlo e questo è strano, molto strano. Perché a ben vedere il medico di Philadelphia non ha fatto altro che mettere in pratica le teorie che occhialuti professori seduti su prestigiose cattedre universitarie indicano da anni come la condotta del buon medico. Il dottor Gosnell effettuava aborti oltre le 24 settimane di gestazione. Ma non si è detto fino allo sfinimento che l’aborto tardivo deve essere consentito? Il premio Nobel per la pace Barak Hussein Obama, attuale presidente degli Stati Uniti, non è forse vero che si oppose da senatore alla legge di Gorge Bush che proibiva l’aborto a nascita parziale? 

Il dottor Gosnell non rianimava i feti dopo l'aborto tardivo. Ma tante linee guida neonatologiche ancora oggi insegnano a non rianimare i feti nati pretermine a 22-23 settimane. Non è forse vero che anche in Italia si è tentato (provvidenzialmente senza riuscirci) di privare il neonato fortemente pretermine del diritto sacrosanto ad avere una chance di vita? Il dottor Gosnell uccideva i neonati che sopravvivevano all’aborto.

professor Maurizio Mori

Non è il professor Mori, docente di bioetica a Torino e presidente della Consulta di Bioetica onlus, ad avere difeso la dignità scientifica della tesi di Giubilini e Minerva sull’infanticidio, ribattezzato “aborto post-nascita”? Suvvia signori, un po’ di coerenza! Perché siete improvvisamente diventati muti vedendo l’applicazione delle teorie abortiste? Non si può gettare il sasso e poi nascondere la mano. 

Il dottor Gosnell sarà criticabile per i metodi rudi, per la mancanza di asepsi, per le anestesie dozzinali, ma si abbia il fegato di riconoscere in lui un attento allievo della bioetica libertaria. Se il buon medico non obietta, allora almeno in quello il dottor Gosnell doveva essere un buon medico. Peter Singer, il famoso bioeticista dell’Università di Princeton, ha scritto infatti che “Né un neonato né un pesce sono persone, uccidere questi esseri non è moralmente così negativo come uccidere una persona”. Gli sono compagni nell’ammettere l’infanticidio le filosofe Helga Kuhse e Nicole Hassoun, il bioeticista Hugo Tristam Enghelardt Junior, professore alla Rice University di Houston e molti altri.

Richard Dawkins
Il professor Richard Dawkins, icona dell’ateologia militante, ha dichiarato su twitter che “ogni feto è meno umano di un maiale adulto”.


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mercoledì 20 febbraio 2013

PAPA BENEDETTO XVI° NELLA CARITAS IN VERITATE HA CODIFICATO I VALORI IRRINUNCIABILI PER IL CRISTIANO......RICORDIAMOCI QUALI SONO QUANDO VOTEREMO ALLE PROSSIME ELEZIONI


di Padre Gheddo  20 febbraio 2013


Più passano i giorni dall’11 febbraio scorso, quando Benedetto XVI ha compiuto quel gesto umile e coraggioso di rinunzia al Pontificato e più si chiariscono le motivazioni che l‘hanno portato a questa decisione veramente rivoluzionaria in duemila anni di storia della Chiesa. Perché è proprio la prima volta che succede questo. Le poche rinunzie di Papi del lontano passato erano tutte fatte per pressioni e minacce esterne, in tempi non democratici come questi che viviamo nel nostro Occidente. In altre parole, il segno della rinunzia indica che la Chiesa è alla vigilia di una svolta epocale, che non riusciamo ancora a capire quale sia, ma siamo sicuri che il passo indietro del grande Papa teologo è stato fatto per il maggior bene della Chiesa, come lui stesso ha detto l’11 febbraio scorso.

In altre parole, è stato un atto di saggezza ispirato dallo Spirito Santo, perché apre alla Chiesa una via nuova che favorirà l’annunzio della salvezza in Cristo a tutti i popoli e in particolare a quelli dell’Europa cristiana, avanguardia del “mondo d’oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede” e che si stanno allontanando dalla pratica della vita cristiana. Papa Benedetto, “dopo aver ripetutamente esaminato” la sua coscienza davanti a Dio, è pervenuto alla certezza che le sue forze, “per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Così ha rinunziato, “in piena libertà, al ministero di Vescovo di Roma, Successore di Pietro”.

In fondo, nei suoi quasi otto anni di Pontificato, Papa Benedetto ha dato veramente tutto se stesso per la missione della Chiesa e lo scopo primario che si era proposto fin dall’inizio, la “Nuova evangelizzazione” dei popoli cristiani. Le tre encicliche su Fede (questa non pubblicata, ma speriamo che in seguito lo sia come volume del card. Ratzinger), Speranza e Carità e i tre volumi sulla presentazione di Cristo al mondo d’oggi, con i molti altri testi e gesti (il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, il Cortile dei Gentili, fondare la Fede sulla Ragione, la lotta contro il “relativismo”, ecc.), sono l’apice di tutto un magistero che aveva soprattutto lo scopo del dialogo e dell’annunzio della salvezza in Cristo al mondo cattolico e cristiano. Mi sono riletto in questi giorni la “Spe salvi” sulla speranza cristiana, un meraviglioso e gratificante scenario di vita cristiana che avrebbe potuto e dovuto provocare i popoli cristiani d’Europa (della Comunità Europea), in crisi profonda non tanto per il Pil e lo Spred, ma perché stanno perdendo ogni speranza di progresso, di rinascita. “Solo quando il futuro è certo come realtà positiva – si legge al n. 2 – diventa vivibile anche il presente”. Ma se nell’orizzonte dei popoli cristiani non c’è più Dio, il futuro diventa disperante, conduce al nichilismo, al nulla. Queste verità Benedetto XVI le ha proclamate e scritte decine e decine di volte, senza suscitare alcuna reazione degna di nota.

Allo stesso modo, il Papa ha continuato il magistero di Paolo VI e di Giovanni Paolo II quando si è dimostrato convinto assertore della razionalità dell’antropologia cristiana, quasi codificando “i valori irrinunciabili” della Chiesa (“Caritas in Veritate”, nn. 28, 44, 75), rilanciati più volte dalla Cei, e poi vede che anche i paesi cattolici vanno dritti per la strada che porta alla rovina della famiglia naturale e del valore assoluto della vita umana dal concepimento alla morte naturale; insomma, quando il Papa condanna la guerra o il razzismo, tutti d’accordo, ma quando parla di matrimonio tra uomo e donna e contro l’aborto e l’eutanasia, allora diventa un conservatore dogmatico e reazionario. E questo senza nessun serio dibattito razionale su questi temi fondamentali nell’ottica evangelica.

Ecco, Papa Benedetto, avendo dato tutto e sentendosi venir meno le energie per l’età, ha fatto il grande gesto, richiamando ancora una volta (nel discorso ai parroci romani del 14 febbraio) il dovere di purificazione nella Chiesa da tutti gli scandali, le divisioni, i giochi di potere, le calunnie; insomma da tutti i peccati personali e comunitari che appannano la santità immacolata della Chiesa e tolgono efficacia all’annunzio della salvezza in Cristo. Oggi per noi è il tempo della preghiera e di ringraziare Dio per il Papa che ci ha dato e per questa sua rinunzia al Pontificato, che apre alla Chiesa prospettive nuove. Come già nel recente passato, il passaggio da un Pontefice all’altro (ad esempio da Pio XII e Giovanni XXIII e a Paolo VI), la Chiesa non è più quella di prima, appunto perché cambiano i tempi e anche l’annunzio di Cristo dev’essere adeguato all’uomo d’oggi. La stessa verità di sempre, ma espressa e vissuta in modo nuovo. Quindi, non è importante ipotizzare e discutere su chi sarà il prossimo Papa, poiché siamo già sicuri che sarà il Papa migliore per la Chiesa d’oggi; è invece importante che tutta la Chiesa, tutti i credenti, chiedano allo Spirito Santo la grazia di accettarlo e di seguirlo con la preghiera e l’obbedienza alle indicazioni che darà sulle vie da prendere per rendere Gesù Cristo più vicino all’uomo d’oggi, soprattutto a quello che lo conosce ma lo rifiuta. Impresa titanica che solo con la fede entusiasta della missione della Chiesa, la preghiera e la testimonianza della vita cristiana, siamo sicuri che porterà i suoi frutti.

Piero Gheddo

lunedì 18 febbraio 2013

CHI DOBBIAMO VOTARE?


Papa Benedetto con il Cardinale Carlo Caffarra.

COMUNICATO STAMPA
16 febbraio 2013


Nella presente circostanza che, attraverso l’imminente chiamata all’espressione del voto, coinvolge il futuro civile del Paese, l’Arcivescovo S. Em. il Card. Carlo Caffarra offre questa riflessione e criteri di orientamento.

Cari fedeli, solo dopo lunga riflessione ho deciso di dirvi parole di orientamento per il prossimo appuntamento elettorale. Di parole ne avete sentite tante in queste settimane; di promesse ne sono state fatte molte. Io non ho nessuna promessa da farvi. Spero solo che le mie parole non siano confuse con altre, perché non nascono da preoccupazioni politiche.

E’ come pastore della Chiesa che vi parlo.

1. La vicenda culturale dell’Occidente è giunta al suo capolinea: una grande promessa largamente non mantenuta.

I fondamenti sui quali è stata costruita vacillano, perché il paradigma antropologico secondo cui ha voluto coniugare i grandi vissuti umani [per esempio l’organizzazione del lavoro, il sistema educativo, il matrimonio e la famiglia …] è fallito, e ci ha portato dove oggi ci troviamo.

Non è più questione di restaurare un edificio gravemente leso. E’ un nuovo edificio ciò di cui abbiamo bisogno. Non sarà mai perdonato ai cristiani di continuare a essere culturalmente irrilevanti.

2. E’ necessario avere ben chiaro quali sono le linee architettoniche del nuovo edificio; e quindi anche quale profilo intendiamo dare alla nostra comunità nazionale. Ve lo indico, alla luce del grande Magistero di Benedetto XVI.

٭ La vita di ogni persona umana, dal concepimento alla sua morte naturale, è un bene intangibile di cui nessuno può disporre. Nessuna persona può essere considerata un peso di cui potersi disfare, oppure un oggetto – ottenuto mediante procedimenti tecnici [procreazione artificiale] – il cui possesso è un’esigenza della propria felicità.

٭ La dicotomia Stato–Individuo è falsa perché astratta. Non esiste l’individuo, ma la persona che fin dalla nascita si trova dentro relazioni che la definiscono. Esiste pertanto una società civile che deve essere riconosciuta.

Lo Stato è un bene umano fondamentale, purché rispetti i suoi confini: troppo Stato e niente Stato sono ugualmente e gravemente dannosi.

٭ Nessuna civiltà, nessuna comunità nazionale fiorisce se non viene riconosciuto al matrimonio e alla famiglia la loro incomparabile dignità, necessità e funzione. Incomparabile significa che nel loro genere non hanno uguali. Equipararle a realtà che sono naturalmente diverse, non significa allargare i diritti, ma istituzionalizzare il falso. "Non parlare come conviene non costituisce solo una mancanza verso ciò che si deve dire, ma anche mettere in pericolo l’essenza stessa dell’uomo" [Platone].

٭ Il sistema economico deve avere come priorità il lavoro: l’accesso al e il mantenimento del medesimo. Esso non può essere considerato una semplice variabile del sistema.

Il mercato, bene umano fondamentale, deve configurarsi sempre più come cooperazione per il mutuo vantaggio e non semplicemente come competizione di individui privi di legami comunitari.

٭ Tutto quanto detto sopra è irrealizzabile senza libertà di educazione, che esige un vero pluralismo dell’offerta scolastica pubblica, statale e non statale, pluralismo che consenta alle famiglie una reale possibilità di scelta.

3. Non possiamo astenerci dal prendere posizione su tali questioni anche mediante lo strumento democratico fondamentale del voto. La scelta sia guidata dai criteri sopraindicati, che sintetizzo: rispetto assoluto di ogni vita umana; costruzione di un rapporto giusto fra Stato, società civile, persona; salvaguardia dell’incomparabilità del matrimonio – famiglia e loro promozione; priorità del lavoro in un mercato non di competizione, ma di mutuo vantaggio; affermazione di una vera libertà di educazione.

Se con giudizio maturo riteniamo che nessun programma politico rispetti tutti e singoli i suddetti beni umani, diamo la nostra preferenza a chi secondo coscienza riteniamo meno lontano da essi, considerati nel loro insieme e secondo la loro oggettiva gerarchia.

4. Raccomando ai sacerdoti e ai diaconi permanenti di rimanere completamente fuori dal pubblico dibattito partitico, come richiesto dalla natura stessa del ministero sacro e da precise norme canoniche.

5. Invochiamo infine con perseveranza e fede i santi patroni d’Italia Francesco e Caterina da Siena affinché, per loro intercessione, la nostra preghiera per il Paese trovi ascolto presso il Padre nostro che ‘ci libera dal male’.

 
Bologna, 16 febbraio 2013
+ Carlo Card. Caffarra
Arcivescovo





giovedì 29 novembre 2012

GRECIA : STANNO PREPARANDO UNA LEGGE SULL'EUTANASIA??? APRIAMO GLI OCCHI PRIMA DI ARRIVARCI ANCHE NOI ITALIANI!!


http://www.comedonchisciotte.org Postato il Lunedì, 26 novembre  di davide

FONTE: KEEPTALKINGGREECE.COM 

La salute in Grecia è malata. Malata come le menti di coloro che prendono certe decisioni e costringono migliaia di persone ad una morte dolorosa, dal momento che li privano delle medicine per guarirli. Chiamatelo “Terzo Pacchetto d'Austerità”, chiamatelo “un paese in bancarotta”, chiamatelo come volete, ma il fatto è questo: i ministri ben pagati di questo governo insieme ai ben pagati deputati ed altri funzionari dello Stato che guadagnano diverse migliaia di euro al mese, lasceranno i bisognosi ed i malati senza le medicine essenziali e l'assistenza sanitaria di base.

La scorsa settimana il vice-ministro della 'sanità' Salmas ed il ministro del lavoro Vroutsis hanno deciso, indipendentemente dal “pacchetto di austerità”, di imporre una tassa del 10-25% sull'acquisto dei medicinali prescritti ai malati cronici delle seguenti categorie: insufficienza renale, epilessia, Alzheimer, demenza, vasculite di Burger, malattia di Charcot-Marie-Tooth, Parkinson, diversi tipi di diabete, malattia di Wilson ed altre patologie croniche 
(Qui, la lista completa in greco http://iatropedia.com/articles/read/3057) LEGGI TUTTO

mercoledì 14 novembre 2012

OCCORRE NON AMMALARSI.....VERRANNO SOPPRESSI 30000 POSTI LETTO !?!?!?




Secondo lo schema di Regolamento 2013-2015 lo spending review ora “ordina” la soppressione di 30 mila posti letto entro il 31 dicembre 2012 ( prima 18.000, poi 9 mila: "cose da pazzi"!) nelle strutture ospedaliere italiane, secondo il Decreto sulla revisione della spesa.

Alcune Regioni come il Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, secondo notizie dei mass media hanno avviata questa obbrobriosa operazione.

Insomma, come da troppo tempo "avviso" essere la parola d’ordine che circola nell'ambito mediatico sul "concetto risparmio", ora si dice : meno ospedali, meno posti letto, meno sprechi e più servizi territoriali ( ? ).

Ma se così fosse, certamente a maggior rischio e fortemente penalizzate vengono a trovarsi le persone malate croniche, disabili fisici, handicappati mentali, malati terminali, persone anziane, in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose ed in nome del superiore “ordine di risparmio” si pensa che per costoro le speranza di vita siano molto residue : quindi vanno eliminati?

Se è cosi': è eutanasia, una omissione di soccorso, penalmente rilevabile, "fuori" (per ora !) dall'Ordinamento Giuridico Italiano.

Non voglio pensare come Lucrezio, poeta latino, che suggeriva ai medici per convincere pazienti riluttanti a bere una medicina amara cospargendo il calice di miele in maniera che il malato imbevesse il farmaco, ma da notizie dei mass media si apprende che secondo lo schema, il Governo prevede una lunga degenza dei malati cronici.

Non ci crediamo! Non è questo il modo di trattare il cittadino, soprattutto il mondo della sofferenza!

Franco Previte

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venerdì 2 novembre 2012

COSTITUZIONE EUROPEA, ART.II-63 "OGNI PERSONA HA DIRITTO ALLA PROPRIA INTEGRITA' FISICA E PSICHICA". QUANTO E' TENUTO IN CONSIDERAZIONE???



Il 3 novembre 2012 ricorre il 62° Anniversario della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali“ del Consiglio d’Europa, dove si dovrebbe, in obbedienza ai dettami convenzionali, di più guardare e tutelare l’essere umano, in quanto la Costituzione Europea nel Preambolo “pone la persona al centro della sua azione” e nell’articolo II-63 sancisce che “ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”.

Sono regole costituzionali che dimostrano una espressione ed una normativa di ferma volontà politico-giuridica della UE, la quale considera la persona anche malata e la sua dignità qualità disabilità, necessità che devono essere tutelate.

L’individuo, il cittadino, il singolo, quindi, nella sua qualità di persona, deve godere dei diritti umani e delle libertà fondamentali e gli Stati della Unione Europea debbono elaborare strategie e servizi rispettosi degli stessi esseri umani, ma con le reali valutazioni differenziate causate dalla inefficacia o invalidità della persona.

Infatti con l’espressione generica di disabile vengono considerate e valutate tutte le categorie del mondo, dalla incapacità fisica a quella psichica, determinando, così, una palese ingiustizia per le scarse indicazioni attribuite sulla condizione e notevole differenza, ripeto, esistente tra disabile fisico e handicappato psichico.

Disabile è persona che ha limitazione funzionale, una privazione di forza fisica sopravvenuta o congenita, Handicappata è persona che ha ricevuto uno svantaggio in partenza od una sopravvenuta inferiorità interna che ostacola il manifestare della potenzialità più psichica e meno fisica.

A questo punto in cui si trova la disabilità è quasi superfluo, ma ugualmente necessario, rilevare che l’handicappato psichico, a differenza del disabile, abbisogna, di cure mediche specifiche, di strutture adatte, di interventi socio-legislativi particolari e circoscritti atti ad accogliere questa sua condizione inabilitante e di attrezzature ad alta tecnologia tesi alla prevenzione, alla cura ed all’eventuale inserimento sociale ed affettivo, (come volute e votate nelle “Conclusioni della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati” su “Indagine conoscitiva sulla chiusura degli ospedali psichiatrici” del 16 luglio 1997).

Quella evidente inferiorità psichica può portare a gravi conseguenze per la famiglia e per la società, se non si danno misure per garantire la tutela dei loro diritti e della loro salute, per la sicurezza dei cittadini e per ridurre i rischi dell’esclusione sociale, come anelano giustamente tutti i Trattati o Convenzioni Internazionali sulla “materia”.

I “malati” sono soli. I familiari in cerca di aiuto. Le Opere Caritative Cattoliche “ingolfate”!

Forse per pigrizia degli Amministratori Pubblici, per insufficienza degli stanziamenti finanziari, per inefficienza delle USL o per scarsa preparazione degli “addetti ai lavori”, non hanno saputo trovare sistemazioni dignitose, intermedie, alternative per i malati mentali che continuano ad essere “violentati” nella loro dignità e nei loro diritti.

Legiferare una normativa che tuteli questi “desaparecidos della n/s civiltà”, le loro famiglie e per la sicurezza dei cittadini è un dovere morale, soprattutto sociale, al quale le Istituzioni, tutte, devono provvedere in tempi rapidi.

La non risoluzione di questa problematica ci lascia sgomenti e perplessi per l’impatto brutale con questa società, per i costi umani, finanziari per le famiglie e sociali che essa comporta nel n/s Paese e la cosa più grave è l’indifferenza delle Istituzioni.

Altri “risvolti”di questi psicolabili riguardano l’attività personale interessante l’affettività, l’eventuale matrimonio, la natalità, la sessualità, l’aborto, la sterilizzazione per citare alcune esigenze di natura personale.

Ed a questo proposito, dietro certe e svariate “argomentazioni” in difesa della qualità della vita si potrebbe nascondere, in realtà, un disegno di selezione del genere umano, ma ancor più pericoloso è che con la scusa del lenire il dolore si potrebbe arrivare ad eliminare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo.

Eliminare chi soffre vuol dire distruggere un rapporto umano, che in maniera molto evidente si chiama eutanasia!


Mi sia consentito una riflessione : perché il delirio per gli animali (quest’ultimi del massimo rispetto) è intenso e per converso non c’è delirio per quella parte dell’umanità sofferente che dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche e civili?

Si dovrebbe “guardare” di più verso l’essere umano, in “materia di benessere”, che verso gli “esseri senzienti”, (così gli animali, che rispettiamo, sono definiti nella Parte 3° art.III-121 della Costituzione Europea), nuova moralità che supera a volte il centralismo della “persona”.

Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, è auspicabile, ripeto, che la Unione Europea possa realizzare normative legislative comunitarie in omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà verso esseri umani, considerando il malato psichico una persona, un cittadino europeo che deve essere tutelato nella sua dignità e nella sua integrità.

Alle Istituzioni Italiane, ancora molto lontane dal recepire queste necessità, è augurabile che questo 62° Anniversario della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” possa rilevare l’urgenza verso questo grosso disagio sociale.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!”

mercoledì 26 settembre 2012

PAPA BENEDETTO A CASINI QUALE LEADER I.D.C. : "OCCORRE TORNARE A PORRE AL CENTRO DI TUTTO L'AGIRE POLITICO LA PERSONA UMANA E NON LA LOGICA DI MERCATO"





L’unità dei cattolici in politica è prima di tutto unità nei valori e in una comune visione cristiana della vita, tradotta in un impegno quotidiano di coerenza personale.

E’ una delle conclusioni che si possono trarre dall’ennesima lezione che il Santo Padre ha impartito ieri mattina a Castel Gandolfo ai leader dell'Internazionale democristiana, guidati da Pier Ferdinando Casini, appena riconfermato come loro presidente. “Serve un nuovo impegno politico dei cattolici - ha detto il Papa -, perché la crisi impone di agire sulla base di un fondamento etico, sempre più maturo e consapevole e non solo in nome del mercato”.

Benedetto XVI ha comunque riconosciuto che nonostante le enormi difficoltà di questi ultimi anni, “l'impegno dei cristiani nella società non ha cessato di essere vivace fermento per un miglioramento delle relazioni umane e delle condizioni di vita. Questo impegno però non deve conoscere flessioni o ripiegamenti. Al contrario va profuso con rinnovata vitalità, in considerazione del persistere e, per alcuni versi, dell'aggravarsi delle problematiche che abbiamo dinanzi”. Al centro del suo discorso fatto di parole, ma anche di gesti, di sguardi e soprattutto di affetto, si percepiva una sorta di preghiera, una sollecitudine paterna, un’insistenza accorata, a rinnovare il proprio impegno politico davanti alla crisi globalizzata, con il coraggio di chi si cimenta ancora una volta con le difficoltà in una maniera “fiduciosa e non rassegnata”.

“Il cristiano - ha ribadito Benedetto XVI - è chiamato ad agire e ad esprimersi con spirito profetico, capace cioè di cogliere nelle trasformazioni in atto l'incessante quanto misteriosa presenza di Dio nella storia, assumendo così con realismo, fiducia e speranza le nuove emergenti responsabilità”. Un ottimismo cristiano, realista e consapevole delle difficoltà che si possono incontrare dentro di noi e nell’ambiente che ci circonda, ma convinto proprio per la sua fede che Dio, presente nella nostra storia con la sua provvidenza misericordiosa, sarà sempre accanto a coloro che assumendosi le proprie responsabilità, anche quelle che come politici competono loro, si prendono cura delle necessità degli uomini, delle loro povertà materiali e spirituali. “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, diventando così occasione di discernimento e di nuova progettualità”.

E’ vero che sembra un’impresa titanica, al di fuori della nostra portata, ma il Papa ha voluto sottolineare come Dio sia sempre accanto a chi fa sua questa sfida di giustizia e di carità, di amore e di solidarietà. Possiamo provare a cambiare il ritmo delle cose, possiamo invertire la tendenza a rinchiuderci nel nostro individualismo, a pensare solo a noi stessi, ai nostri diritti, ribaltando quel relativismo morale che è pronto a giustificare qualsiasi cosa purché se ne possa trarre un tornaconto personale. Benedetto XVI, in particolare, rivolgendosi ai leader democristiani ha chiesto che “l'impegno civile e politico possa ricevere nuovo stimolo ed impulso nella ricerca di un solido fondamento etico, la cui assenza in campo economico ha contribuito a creare l'attuale crisi finanziaria globale”.

Davanti agli scandali, alla corruzione, alla avidità che affligge non solo il nostro Paese, ma il mondo intero, il Papa ha fatto una diagnosi lapidaria: “La crisi è provocata da assenza di visione etica in economia e occorre tornare a porre al centro di tutto l’agire politico la persona umana e non la logica di mercato'”. Ma se bisogna ricominciare dalla centralità della persona allora non si può dimenticare che ogni persona ha diritto a nascere in una famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita. Bendetto XVI ha voluto tracciare un quadro della famiglia come luogo della condivisione degli affetti, ambito privilegiato della solidarietà e della gratuità. Perché è in famiglia che si apprende ad amare e ci si sente amati finché si diventa anziani, malati.LEGGI TUTTO

lunedì 24 settembre 2012

FRANCO PREVITE: "FINIAMOLA DI SPECULARE SUL DOLORE UMANO"



E’ insito nel gergo popolare il detto : “ la lingua batte dove il dente duole “ ! 

Ancora una volta dobbiamo ritornare su di un argomento, l’eutanasia, che batte in breccia su ognuno di noi, specialmente in coloro di una certa età ed in certe condizioni di salute . 

Attorno a quei emblematici obiettivi : eutanasia, accanimento terapeutico, testamento biologico cui la politica ci vuol far giungere ad ogni costo, se ne “parla” troppo, a volte in maniera impropria, ciononostante brevemente esaminiamo queste “circostanze” . 

Nell’antichità il vocabolo eutanasia significava una morte dolce, vale dire senza sofferenze. Oggi si interpreta quale intervento diretto ad attenuare il dolore della malattia e dell’agonia, una strana “ licenza di uccidere “, che per i cristiani è contraria alla legge morale dal quinto Comandamento o Decalogo. In sostanza un procurare ( per non dire imporre !) la morte alle persone la cui vita potrebbe essere compromessa da una malattia inguaribile, da una menomazione congenita, da una condizione di natura psicofisica grave . 

Nell’odierna interpretazione l’accanimento terapeutico è costituito da una serie di interventi medici sul malato in fase terminale, la cui terapia potrebbe risultare essere inefficace, una “via” compiuta allo scopo di evitare ulteriori sofferenze al paziente con il fornire forti dosi di stupefacenti . 

Il testamento biologico, incarnato ancora oggi in nessuna legge, trattasi di una la dichiarazione anticipata di volontà di una persona in relazione alle terapie che intende siano proposte nel caso di malattie o gravi lesioni cerebrali, cioè il consenso informato, vale a dire l’autodeterminazione del paziente a garanzia di cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili. 

Ecco una “visione” che l’uomo, oggi, ha della sua persona, della vita, della sofferenza e della morte. 

Da tempo, non scopriamo nessun segreto di Stato, si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia e su questo argomento che riteniamo molto importante, fermiamo la n/s attenzione. 


Purtroppo queste vicende umane vorrebbero spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, quello che si chiama omicidio, una uccisione intenzionale, una omissione di soccorso attraverso una anche se impropria, ripeto, “licenza di uccidere”, in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina che adottava il principio “L’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda” e “Non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestone, né mai proporrò un tale consiglio”. 

In parole povere : la medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze, confortare nel rispetto della libertà la dignità della persona, impegno a favore della vita contro la morte, come insegna la Raccomandazione n. 776/1976 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa dove si afferma “ che il medico deve placare le sofferenze e che non il diritto di accelerare il processo di morte”. 

Così come è presentata la “discussione” nella politica, a tratti quasi a corrente alternata, si corre il rischio di considerare la cosiddetta pietà per le sofferenze insopportabili od altre motivazioni, come uno strumento che porta all’eliminazione della vita, ritenuta per alcuni “casi”, non più di valore. 

Si tratta di “considerazioni” (“Non sono diritti deboli, ma diritti dei deboli” come argutamente dice il Cardinale Dionigi Tettamanzi) molto pericolose perché potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, malati psichici, handicappati fisici, pazienti anziani o con gravi patologie, bambini anormali, come in Gran Bretagna che è stato chiesto alla Suprema Corte il suicidio assistito per i depressi ( un relativismo incosciente, aberrante, antisociale ! ). 

Il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assieme a quello di libertà, pari dignità, solidarietà sociale, è affermato dall’art. 3 della Costituzione Italiana. 

Sarebbero quindi contrarie alla stessa quelle eventuali “norme giuridiche” ( ce ne liberi !) che concedessero ad una categoria od a singoli individui particolari privilegi non riconosciuti alla generalità delle persone, perché ciò violerebbe il principio della uguaglianza di trattamento dei cittadini. 

Al principio di eguaglianza si ricollega il principio della pari “dignità sociale” che affermata, ripeto, in linea generale dall’art.3 della Costituzione trova esplicazione in numerose altre disposizioni, come l’art.13 (“è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”); l’art.32 (“rispetto della persona umana”); l’art.36 (“esistenza libera e dignitosa”); l’art.41 (“dignità umana”). 

Alla pari “dignità sociale”, più volte richiamata dalla Costituzione ( poco incarnata !), ne discendono i così detti diritti sociali, ( nonché doveri ) come il diritto ad ottenere dallo Stato determinate prestazioni a favore di bisognosi, di assistenza sanitaria, cure gratuite per gli indigenti, addestramento professionale per gli invalidi (art.38) la protezione della madre e del fanciullo (art.31). 

Lucrezio, poeta latino, suggeriva : “ I medici che devono somministrare una medicina amara ai pazienti riluttanti devono cospargere di dolce miele l’orlo del calice, in modo che il malato beva il farmaco”. 

Ora signori della politica non si può più indorare la pillola come attualmente si cerca di fare con il presentare “casi dolorosi od altro” che insidiano la salute e la vita. 

Il valore della vita dipende per i cristiani dalla capacità di seguire il rapporto della persona indicato dalla Fede e per i non credenti dal rispetto della dignità e della libertà umana. 

Finiamola di speculare sul dolore umano ! 

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza!”        

Previte