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venerdì 29 luglio 2016

LA BCE AMMETTE: LE BANCHE COMMERCIALI CREANO DENARO


La BCE ammette: le banche commerciali creano denaro

Il 7 luglio 2016 a Madrid, in Spagna, il vice presidente della BCE ha ammesso:

"Una motivazione fondamentale per la regolamentazione bancaria si riferisce al fatto che, quando concedono credito, le banche creano denaro creando un deposito corrispondente. Questa attività, che è al centro del nostro sistema di moneta-credito, comporta una significativa trasformazione di liquidità poiché i depositi sono molto più liquidi dei crediti."

venerdì 25 settembre 2015

ERA IL LONTANO 2007 QUANDO LESSI IL SAGGIO "EUROSCHIAVI" DI MARCO DELLA LUNA E SCOPRII IL SIGNORAGGIO!



Euroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia - Libro

Signoraggio, debito pubblico, banche centrali. Nuova Edizione ampliata e aggiornata.

L’Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un’elevata pressione fiscale.
Il debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.

In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.
Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.

Euroschiavi svela i segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a questo saccheggio.

venerdì 3 luglio 2015

SULLA GRECIA UNA MONTAGNA DI FALSITÀ, LEGGETEVI TUTTO IL POST DI ANDREA MAZZALAI




Per salvare le banche tedesche e francesi, gli Stati europei sono dovuti intervenire socializzando le perdite.
L’Italia che era rimasta ai margini di questa orgia è quella che ha sostenuto più di tutte le banche tedesche e francesi concedendo prestiti ai fondi ESM per salvare non la Grecia ma la Germania e la Francia, ricevendo in cambio nulla, o meglio un attacco speculativo in piena regola.
Questa storia si è ripetuta in Irlanda, in Spagna e Portogallo, con l’aggiunta delle banche inglesi e americane.

sabato 24 maggio 2014

GIACINTO AURITI:"IO NON INSINUO CHE VOI BANCHIERI SIETE DEI DELINQUENTI....LO AFFERMO"


immagine dell'autore  Francesca Salvadori
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MARCO SABA: LA TRUFFA




"L'attività annuale di creazione di denaro del settore bancario in Italia (esclusa la banca centrale) è dell'ordine di mille miliardi di euro e a seguito di una imposizione fiscale come l'attuale al 27,5% (IRES), porterebbe nelle casse dello stato 275 miliardi netti all'anno permettendo di eliminare gran parte delle imposte vessatorie oggi in essere.

Ho partecipato recentemente alle assemblee degli azionisti di tre istituti di credito (Unicredit, Intesa e Carige) dove ho fatto rilevare che i bilanci presentati per l'esercizio 2013 erano palesemente falsi per omissione e che non potevano essere in perdita una volta segnalato in bilancio l'aggregato monetario prodotto nell'esercizio in questione.

Questi fondi sono in nero e sono all'attivo delle banche di emissione perché esse, nel momento della creazione del denaro, contabilmente, hanno segnato per convenzione il valore emesso come un passivo.

Così viene trattato nei bilanci il valore creato, mentre dall'altra parte la massa monetaria creata da impiegati di questi enti privati scivola invisibilmente via, raggiungendo le centrali di appianamento internazionale che, come minimo, avrebbero il compito di aiutare le autorità a rintracciare questo enorme volume di evasione fiscale.

Chi ha avuto un prestito bancario, diciamo di 100.000 euro, a un certo punto ha finito di ripagarlo alla banca.....

giovedì 24 gennaio 2013

MPS: PER CHI VUOLE SEGUIRE GLI AVVENIMENTI DI SIENA


CLICCA SULLA FOTO E, FORSE, POTRAI SEGUIRE IN DIRETTA ASSEMBLEA DI MONTE PASCHI DI DOMANI



Mario Monti - Giuseppe Mussari


MPS, dove sta lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena?



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tratto da http://nobigbanks.it

Manca l’indicazione di come uscire da una crisi che è sì di una banca ma è soprattutto la crisi del sistema finanziario.
L’ammontare di titoli spazzatura che vengono scambiati nelle piazze finanziarie è dell’ordine di decine di volte la ricchezza mondiale.
Ciò ricorda le parole di Warren Buffet “i derivati sono un’arma di distruzione di massa”.
Ed allora, come definire se non fuorvianti le dichiarazioni politiche che si leggono all’indomani del tracollo in borsa dei titoli MPS?
La questione è di sistema, ma si cerca di farne una caricatura riducendola a questione domestica.

Sono saltati i controlli degli organismi di vigilanza, siamo alle prese con i segnali di una tempesta finanziaria che rialza la testa dopo che per mesi si è puntato ad affossare l’ economia reale con l’Agenda Monti che ricopia pari pari le indicazioni della Troika (Bce, Commissione Europea, Fmi).
Ebbene, le politiche di austerità hanno affossato le economie interne.
Come mosche le aziende in Italia muoiono una dietro l’altra ad un ritmo impressionante: “In Italia, nel 2012, ha chiuso una azienda al minuto” (fonte: Rete Imprese Italia).

MPS


Dopo il 2012 dello spread, ci attende il 2013 della crisi bancaria.
Del resto, come indica il brillante economista Emiliano Brancaccio “Il caso MPS è solo la punta dell’iceberg. Una nuova crisi bancaria è alle porte e le ricette liberiste non aiutano”. Nel corso dell’intervista al quotidiano Liberazione, indica il punto: “il nostro sistema bancario, come tutti quelli situati nelle aree periferiche della zona euro, patisce in misura particolarmente accentuata la caduta dei redditi dei debitori e l’aumento conseguente delle sofferenze bancarie e dei fallimenti. Queste difficoltà sul versante dei rimborsi rendono le nostre banche ancora più sensibili al crollo dei valori azionari iniziato nel 2008. Per queste ragioni l’epicentro della prossima crisi bancaria potrebbe situarsi nelle periferie della zona euro, piuttosto che al centro della stessa”.


Se nell’analisi concordiamo con Brancaccio, è nella terapia che dissentiamo: non è una buona idea Nazionalizzare MPS.
Una banca pubblica servirebbe eccome, ma fu vietata in Italia con l’introduzione della riforma bancaria conosciuta come Legge Draghi nel 1993..
Il punto qui è un altro, se nazionalizziamo un istituto bancario pieno di titoli tossici, allora toccherà ai contribuenti accollarsi le perdite e ricapitalizzare.
Troppo facile!
Dobbiamo per prima cosa introdurre la Legge Glass-Steagall, sancendo il principio aureo del buon governo dell’economia: “i banchieri d’affari che vogliono fare scommesse finanziarie non possono rischiare con i soldi dei risparmiatori, correntisti e contribuenti. La bisca delle scommesse in borsa deve essere nettamente separata dalle funzioni bancarie ordinarie che consistono nel remunerare i depositi ed erogare prestiti in modo prudente“.
Solo dopo che si sarà introdotta la Legge della separazione bancaria, si potrà procedere ad attribuire compiti e responsabilità.

Chi ha dato ha dato; chi ha perso ha perso.
Si portino i libri sociali in tribunale, d’altra parte non è questo il principio che invocano i puristi del libero mercato?
E si focalizzino esclusivamente sulle attività istituzionali le banche tradizionali: erogare prestiti a famiglie e imprese.
I soggetti bancari che intendono invece fare trading e attività speculative in borsa, saranno liberissimi di farlo, ma lo facciano coi soldi propri: oneri e onori.
Presentiamo schematicamente alcuni punti che si incontriamo più spesso di altri nella discussione pubblica.

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La confusione maliziosa tra i Tremonti Bonds e gli aiuti di Mario Monti con i Monti Bonds.

I Tremonti-bond valevano erga omnes (nei confronti di tutti), i Monti-bond sono pensati per MPS…
Con malizia non si considera la differenza sostanziale: i Tremonti bond avevano natura strategico-dirigistica (giacchè erano vincolati per l’intero importo ricevuto al finanziamento delle piccole e medie imprese), i Monti bond hanno natura liberista: il management di MPS li potrà impiegare come meglio crede.



Con i soldi dell’IMU hanno salvato il Monte dei Paschi di Siena!
Anche qui c’è chi alimenta la confusione.
Il gettito Imu nei fatti è servito al salvataggio del Monte dei Paschi di Siena: si è trattato di una permutazione finanziaria, sebbene non vi sia un legame diretto, ciò che balza agli occhi è che dei 3,9 miliardi di euro di titoli obbligazionari MPS, ne servono 1,9 per sostituire i Tremonti bond. Passano così dalle tasche degli italiani i soldi pagati per l’Imu e vanno a finanziarie MPS, questo è – come scrive Giulio Tremonti a Dagospia – il Monti-bond “riservato solo a Siena, senza impegno a finanziare le piccole e medie imprese perchè serviva ad altri scopi; infine è restituibile con “altri strumenti finanziari”, ovvero non per cassa ma con carta di ignota origine e consistenza”.



Era il novembre 2012 quando il Sole24ore scriveva che Banca MPS passa dai Tremonti bond ai Monti bond. Cda dà il via libera a emissione di 3,9 miliardi

mps


Politica e Banca.
Aldilà delle responsabilità oggettive e personali, non convince affatto la presa di posizione difensiva di Bersani per il PD né di chi fa lo scaricabarile.
Non abbiamo ancora letto una proposta di riforma degna di menzione che, alla luce del disastro di MPS, abbia il coraggio di proporre regole severe per tutto il settore bancario.
Ancora una volta, si sfugge al problema nel timore di assumersi la leadership per ristabilire un ordine economico che assicuri credito, investimenti, salari e ripresa a favore della gente.

Ci troviamo dinanzi ad un momento strategico, siamo in campagna elettorale, quel politico che avrà il coraggio di parlare alla nazione e di indicare la rotta per difendere il tenore di vita degli italiani avrà la vittoria in pugno.

Perché invece di andare a ricercare il consenso degli squali della City di Londra, non vanno in una qualche piazza italiana a parlare alla gente?

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domenica 2 dicembre 2012

BURATTINI E BURATTINAI.....



.ed ora ci manca solo Prodi al Quirinale

Con l’annuncio a sorpresa della nomina del canadese Mark Carney a Governatore della Bank of England, Goldman Sachs completa il proprio dominio, virtualmente su tutte le principali economie europee.

La nomina di Carney è stata una sorpresa solo per coloro che si aspettavano che l’incarico fosse affidato a Paul Tucker, attuale Governatore deputato della Bank of England; ma non per noi, dato che già ad aprile scorso avevamo previsto che Carney sarebbe stato scelto per tale incarico.

Carney ha un curriculum di 13 anni passati in Goldmam Sachs e puòvantare di aver preso parte alla crisi finanziaria russa del 1998, esasperata dalla Goldman Sachs che metteva in guardia la Russia mentre, contemporaneamente, giocava contro la capacità del Paese di ripagare il proprio debito.

La nomina di Carney giunge dopo 6 mesi dalla sua partecipazione alla riunione Bilderberg del 2012 a Chantilly – Virginia, USA – annuale ritiro riservato ad congrega di un centinaio dei più potenti ricconi al mondo che d’abitudine mostrano in tale occasione il loro potere regale.

Il Guardian riferisce che Carney è «decisamente sconosciuto fuori dai ristretti circoli dei banchieri centrali e dei regolatori finanziari, ed è per questo motivo che la sua nomina ha colto molti di sorpresa – Malcolm Barr della JP Morgan incluso – che consideravano Paul Tucker il sicuro vincitore».

Il fatto che Carney sia canadese è stata certo una sorpresa per molti, ma rimane comunque persona sottoposta alla Regina d’Inghilterra, che ne ha confermato l’incarico, dopo esserle stato raccomandato dal Primo Ministro David Cameron.

La presenza di Carney alla riunione Bilderberg di quest’anno lo ha senza dubbio aiutato ha raccogliere i favori dell’élite globalizzatrice e ad assicurargli la nomina a Governatore della BoE, così come ha già aiutato altri luminari a salire ad alti incarichi. È il caso di Herman Van Rompuy,scelto come Presidente dell’Unione Europea esattamente alcuni giorni dopo aver partecipato alla cena Bilderberg.

L’ascesa di Carney a capo della BoE è anche l’ultimo tassello del grande puzzle della scalata Goldman Sachs per il controllo virtuale di tutte le grandi economie del continente europeo.

Lo scorso anno, l’ex commissario europeo Mario Monti è stato scelto per rimpiazzare Silvio Berlusconi, il Primo Ministro italiano democraticamente eletto. Monti è consulente internazionale della Goldman Sachs, Presidente Europeo della Commissione Trilaterale – creatura di David Rockefeller – e membro emerito del Bilderberg Group.

Alessandro Sallusti , direttore del quotidiano italiano Il Giornale, commentava così: «Questa è proprio la banda di criminali che ci ha portato al disastro finanziario». [noi italiani sappiamo che fine gli stanno facendo fare per questo genere di dichiarazioni, ndt]

Analogamente, quando il Primo Ministro greco George Papandreou ha osato suggerire che il popolo greco potesse esprimere il proprio parere tramite referendum, si è ritrovato sostituito in pochi giorni da Lucas Papademos, ex vice-Presidente BCE, visiting Professor ad Harvard, ed ex-economista senior alla Boston Federal Reserve.

Papademos dirigeva la Banca Centrale greca proprio mentre supervisionava all’affare sui derivati concluso dal governo greco con la Goldman Sachs, affare che ha permesso alla Grecia di nascondere la vera dimensione del proprio colossale debito, conducendo quindi all’attuale crisi europea del debito.

Papademos e Monti sono stati piazzati con lo status di capi non eletti proprio perché, in questo modo – come ha fatto notare Stephen Faris sul Time Magazine – non sono direttamente responsabili verso il popolo. Una volta di più ecco quali sono le fondamenta dittatoriali ed anti-democratiche dell’Unione Europea. (Poco dopo, anche Mario Draghi – ex vice Presidente Goldman Sachs International – veniva nominato Presidente della Banca Centrale Europea).

All’inizio del crollo finanziario 2008, il Segretario del tesoro USA era un tale Hank Paulson – ex CEO della Goldman Sachs. Quando Paulson fu rimpiazzato da Tim Geithner, venne nominato consigliere capo Mark Patterson, lobbista per Goldman Sachs. L’attuale CEO Goldman Sachs Lloyd Blankfein ha visitato la Casa Bianca almeno 10 volte. La Goldman Sachs è stata il maggior finanziatore della campagna elettorale di Obama nel 2008.

Zero Hedge – che ha anch’esso aveva ben previsto la nomina di Carney alla BoE – fa osservare che: «È necessario comprendere una cosa soltanto: è Goldman Sachs che guida i giochi. Tutto il resto è secondario».

Come mostrato nell’immagine, le economie di Francia, Irlanda, Germania e Belgio sono anch’esse controllate da persone che hanno un legame diretto con la Goldman Sachs.


Il gigante bancario internazionale, noto per la sua corruzione e l’insider trading, esercita (ora più che mai) una massiccia influenza praticamente su tutte le principali economie occidentali del pianeta.

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte > Infowars


mercoledì 14 marzo 2012

UN OTTIMO ARTICOLO CHE CI CONFERMA CIO' CHE, GRAZIE AL PROF. AURITI E AD ALTRI AVVOCATI, OGGI SAPPIAMO






di Francesco Filini

Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’€uro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.


Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate.Attenzione perchè le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’EUROSISTEMA. Ma cos’è quest’Eurosistema? 
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:




Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)

Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro

In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?

Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:


IT
E-000302/2012
Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione
(12.3.2012)

L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.

Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 delTrattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:


La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.


E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale
della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.



Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.


Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.

 Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari   targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.


L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.

A tutti noi un in bocca al lupo.