di Massimo Viglione 2 luglio 2014
Il leader del centro destra italiano è divenuto ufficialmente pro-omosessualisti, spinto a tal deriva da donne che lo hanno rovinato, anzitutto nell’intelligenza, come spesso accade a chi vive nella sfrenatezza dei sensi.
Ormai è vecchio: oltre la sua età anagrafica. Non capisce più, non sa mai cosa deve fare, fa proclami in continuazione per poi farne seguire altri che affermano il contrario di quanto aveva appena detto; fa dichiarazioni di cui poi deve sempre scusarsi con qualcuno, smentire. Non fa altro che ripetere che occorrono giovani nuovi, come se il problema suo e dell’Italia fosse anagrafico. Finora avrà politicamente consumato decine di giovani, alla ricerca di una soluzione al nulla che lo sovrasta. Ha perso il senso della società italiana, ed è diventato il maggiordomo di un giovinetto fiorentino.
Che pena di vecchiaia. Miliardario senza limiti, ancora potente, ma sempre sull’orlo della galera. Certo, di questo hanno responsabilità anzitutto magistrati comunisti militanti, che usano la giustizia a scopo politico. Ma rimane un uomo senza idee, senza futuro, senza più lucidità. Che ha messo a comandare il suo vacillante e devastato partito una donna sconosciuta fino a un anno fa, i cui meriti politici sono evidenti a tutti.

