Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta MES. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MES. Mostra tutti i post

martedì 14 gennaio 2014

SVOLTA DEI QUARANTENNI??? DOVE CI CONDURRANNO ??? LEGGIAMO BLONDET E FORSE CAPIREMO QUALE SARA' LA NOSTRA SORTE



«Presto o tardi la moneta esploderà, senza la coesione necessaria»: così parlò la Cancelliera il 19 dicembre scorso, all’indomani dall’aver ottenuto la «vittoria per KO per Berlino» che i nostri politici e media chiamano «unione bancaria» (non c’è nessuna unione bancaria, ma questo lo vediamo poi). 

Torniamo alla frase: «Presto o tardi l’euro esploderà, senza la coesione necessaria». Come ha notato l’economista Jacques Sapir, a prima vista la dichiarazione è perfettamente condivisibile. Tutto sta a vedere cosa si intende per «coesione necessaria»: Gli europeisti e federalisti hanno sempre inteso la «coesione» come un sistema di trasferimenti finanziari da uno stato ricco a uno stato dissestato. Si fa così negli Stati Uniti, che sono appunto una federazione, e fanno così i lombardi trasferendo (a loro insaputa) 50 miliardi l’anno alle Regioni del Sud – che essendo in mano alle camorre non sono mai sazie (1). 

Vi pare che la Merkel, e il popolo tedesco, possano accedere a questo senso della parola «coesione»? 

martedì 10 dicembre 2013

GIANNI LANNES ED IL SUO SEMPLICE PIANO IN 26 PUNTI....UNITI SI VINCE

di Gianni Lannes 10.12.2013

GIOVANE ITALIA - FOTO GIANNI LANNES (tutti i diritti riservati)
di Gianni Lannes
L’Italia è l’unica nazione al mondo dove i rifiuti si riciclano prevalentemente in politica. L'Italia, attualmente, non ha una classe dirigente a qualsiasi livello, in particolare etico. L’Italia, il nostro Paese, sembra privo di memoria, di slancio, di altruismo e di compassione. Per dirla con Carlo Levi: “Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo”. 

Non c’è bisogno di eroi, però, e soprattutto di retorica o populismo, purtroppo di gran moda. Ma non siete stanchi dei furbi, dei ladri, dei moralizzatori d'accatto, dei traditori, dei raccomandati, dei soliti figli di papà con la carriera assicurata, dei riccastri e dei politicanti venduti?

Cosa si può fare? Intanto non restare indifferenti. Fare qualcosa insieme invece che contro. Chiamare a raccolta quelli che si riconoscono nell’essere a favore delle persone, per la verità e la giustizia. Non si può sempre vivere contro qualcuno o qualcosa.
La gente è nauseata da questa recita quotidiana della vita politica italidiota, coi soliti burattini e burattinai perennemente nei salotti tv. In Italia i palazzi del potere per conto straniero e i fantocci eterodiretti dall’estero che li animano sono un cancro da estirpare adesso. La mafia alberga nel cuore delle istituzioni.

giovedì 4 luglio 2013

LETTA HA BEN POCO DA ESULTARE, VEDIAMO NELLE PIEGHE DI CIO' CHE DICHIARA DI AVER OTTENUTO DALL'EUROPA, MARCO HA FATTO DUE CONTI!!!

di Marco Della Luna  04.07.13

Le vittorie di Letta sono quantitativamente insignificanti e servono a non parlare dei vizi strutturali macroeconomici dell’Eurosistema

Letta esulta. Dal potere europeo ha ottenuto 1,5 miliardi la settimana scorsa, spendibili in 2 anni dal prossimo gennaio; e ieri altri 7 miliardi in cofinanziamento, cioè 3,5 messi dall’Italia e 3,5 messi dall’UE, però con soldi dei contributi italiani, grazie a una deroga al plafond del 3% di disavanzo pubblico. Sostanzialmente si tratta, quindi In tutto, cioè, per il 2014, dell’autorizzazione a spendere soldi quasi tutti nostri per un importo di circa 7,75 miliardi, pari a meno dell’1% della spesa pubblica complessiva, a meno dello 0,5% del pil, a meno del 50% da meno del 20% di quanto l’Italia ha versato nel MES, a meno del 3% dei capitali italiani fuggiti all’estero sotto l’azione del governo Monti, a circa lo 0,7% della svalutazione del patrimonio immobiliare nazionale durante governo Monti, a circa il 25% del calo del pil previsto per quest’anno. Ma Letta esulta e nei sondaggi cresce: l’impatto psicologico è soggettivo e non risponde ai numeri oggettivi. E opera sull’immediato, non tenendo conto delle scadenze di autunno: ammortizzatori sociali, F35, ondata di licenziamenti, legge di bilancio, etc.

mercoledì 26 giugno 2013

ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE L'ULTIMO LIBRO DI MARCO DELLA LUNA: "I SIGNORI DELLA CATASTROFE" La causa primaria della crisi sono gli erronei principi contabili applicati a moneta e credito


Introduzione - I Signori della Catastrofe - Libro...di Marco Della Luna



Posi in silenzio l’intero mondo, coloro che sono nei cieli, così come quelli che sono sulla terra; e tutto il mondo divenne vuoto e vacuo, come se non vi fosse nel mondo alcuna creatura, siccome è detto: “Ma non vi era ivi alcuna voce né risposta, né alcuno che guardasse”.

MIDRASH RABBOT su Torah, Semot Rabbah, XXIX, 9

Un mondo modello Cayman

Il motivo della finanziarizzazione dell’economia è molto semplice: estrarre ricchezza dalla società in cambio di simboli (e manipolando il mercato dei simboli) è molto più facile e rapido che guadagnarla in cambio di beni, lavoro e servizi reali.

Per farlo, però, bisogna imporre alla società la dipendenza da quei simboli, e costruirsi il monopolio legale della loro produzione, quindi finanziarizzare anche la politica e l’ordinamento normativo. Una lunga serie di riforme...

La recente scoperta di 32.000 miliardi di dollari imboscati in paradisi fiscali, in primis le Isole Cayman, con l’aiuto di primarie e autorevoli banche, tra cui la Deutsche Bank – scandalo noto come Offshore Leaks – è solo la punta dell’iceberg in un mondo con circa 1,4 milioni di miliardi di debito e circa altrettanti di titoli spazzatura, però aiuta a capire concretamente come gira, per l’Europa soprattutto, il sistema economico-finanziario globale in vigore nel mondo e in che modo esso genera la depressione economica in cui versiamo.

Non è difficile!

Vorrei qui solo aggiungere un ricordo: di quando andavo, nel 2006 e 2007, in televisione, a Canale Italia, assieme all’ing. Argo Fedrigo, che esibiva uno statement di una banca delle Isole Cayman, da cui risultavano conti correnti della Banca d’Italia e di altre primarie banche. Fedrigo invitava la magistratura ad indagare, mettendosi a disposizione. Nessuno lo chiamò, a quanto mi consta.

Bene, vediamo a grandi linee il modello Cayman per la nostra società. Credo che lo possiamo riscontrare in molti fatti della vita pratica.

Abbiamo una élite globale (banche e multinazionali) che toglie larghe quote di reddito e di patrimonio dall’economia reale, dal sistema bancario (vedi MPS) e dai ceti produttivi medi e medio-bassi (quelli che non scappano al fisco):

lunedì 3 giugno 2013

DOV'ERANO I PARTITI, I SINDACATI, I GIORNALISTI, GLI INTELLETTUALI, I GIURISTI? E I POPOLI EUROPEI SILENTI E DORMIENTI SONO STATI DEFRAUDATI DEI LORO DIRITTI!!!



di Marco Della Luna

I popoli dell’Occidente stanno accettando pacificamente e senza pubblico dibattito la soppressione graduale dei principi ritenuti fondamentali per il diritto e la legittimità, come fino a pochi anni fa erano intesi.

Se, negli anni ’80, avessimo proposto di trasferire le leve macroeconomiche monetarie a una banca internazionale totalmente autonoma e irresponsabile, saremmo stati presi per matti; e se avessimo proposto una forza militare internazionale per reprimere le proteste sociali dovute a una grave depressione economica, saremmo stati isolati e accusati di nazismo.

La finanziarizzazione dell’economia ha sottoposto alla guida di interessi speculativi di cerchie ristrette la produzione di beni e servizi per la collettività, la distribuzione delle risorse, i livelli e le condizioni occupazionali, la facoltà di concentrare i redditi, regolare moneta e credito, demolire lo stato sociale e redistributivo, far competere i lavoratori dei paesi avanzati con quelli pagati un ventesimo e senza diritti sindacali.

La finanziarizzazione della politica ha trasferito le leve dell’economia politica e del fisco nelle mani delle medesime cerchie, relegando parlamenti, partiti e governi a ruoli esecutivi di piani superiori, di teatrino politico e di capri espiatori per le conseguenze di decisioni prese a porte chiuse da soggetti insindacabili.

mercoledì 16 gennaio 2013

IL PD A BRACCETTO CON MONTI PER ALTRI ANNI DI AUSTERITA' ???


http://nobigbanks.it 16.01.2013
l43-monti-fassina-bersani-121223191823_big
Il Governo tecnico è finito, per fortuna, ma le forze dietro ad esso stanno facendo di tutto per garantire la  prosecuzione  della stessa linea che ha dominato in Italia e in Europa negli ultimi anni. 


Si tratta della linea dell’austerità e del mercato controllato dagli squali della finanza, per intenderci, e del blocco preventivo di ogni iniziativa che metterebbe in discussione il dominio della Troika (BCE, FMI, Unione Europea).

Così in Italia gli esponenti del PD sentono già il fiato sul collo. Da quella che sembrava una vittoria elettorale scontata ora si è passati ad una situazione molto meno chiara: è in forse la maggioranza al Senato, e quasi sicuramente si tratterà di fare un accordo con le forze che ora fanno riferimento a Mario Monti.

Un giorno Bersani va all’attacco, solo per rimangiarsi le parole subito dopo, parlando di collaborazione con il centro.
E’ evidente la paura di chi vede svanire il proprio potere ancora prima di arrivare a Palazzo Chigi. 
E dunque come in un film che ripercorre gli anni Novanta, il centrosinistra che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – cercare di attuare una politica meno pesante dei Tagli & Tasse del Governo dei banchieri, si mette di nuovo a rincorrere l’approvazione del mondo della finanza.

Lo vediamo per esempio nell’intervista rilasciata al Financial Times da Stefano Fassina.
(ripresa qui dal sito di Gad Lerner: 
Fassina, reo di mettere in discussione ogni tanto i presupposti del liberismo finanziario, è stato attaccato dallo stesso Monti come un “conservatore” che vuole bloccare le riforme. Che fare?
Hanno pensato bene di rassicurare le forze internazionali dicendo che il PD non oserà andare contro l’austerità folle del Fiscal Compact, e nemmeno è da pensare che il PD disattenderà il solenne impegno del pareggio di bilancio. Ricordiamo quanto scrivemmo:Fiscal compact e MES: la follia continua (ma sottovoce)



Siamo già a questo punto? Si capisce perché lo fanno, ma per essere credibili ci vorrà un po’ più coraggio. 
Fassina si ricorda di sottolineare l’importanza degli investimenti, ma qualsiasi governo che cerchi di attuare davvero il Fiscal Compact si troverà con la stessa situazione di oggi: calo del Pil, famiglie stremate, servizi tagliati.

Non ci sono alternative ad un cambio di rotta. O si mettono delle regole serie per bloccare la finanza predatrice – a partire dalla separazione tra banche ordinarie e quelle speculative – insieme ad una politica di investimenti veri nelle infrastrutture e nell’innovazione, o ci sarà poco da fare.
Chiunque pensi di aggiustare il timone dell’Italia prendendo ordini dalla Troika si illude alla grande.
E’ ora di smetterla con le illusioni e trovare il coraggio di cambiare. 
Il sistema della finanza speculativa rimarrà in piedi solo fintanto che glielo permettiamo.

***

giovedì 8 novembre 2012

FINLANDIA: LA MONETA EUROPEA VIENE MESSA IN DISCUSSIONE


2 novembre 2012 (MoviSol) - Il 23 ottobre un nostro team ha fatto una visita inaspettata alla sede dell'ESM a Lussemburgo. Questo fondo gigantesco (arriverà a gestire emissioni per 7 mila miliardi di euro) è ospitato in un ufficetto tanto modesto da far sorgere il dubbio che ci si voglia nascondere. Non ci aspettavamo di trovare un grattacielo (non avevano il tempo per costruirlo), ma almeno un palazzo o una villa, insomma una sede di rappresentanza. E invece, su un lato del vialone d'ingresso alla capitale lussemburghese, tra vetrine e uffici sotto il lungo colonnato di un palazzone, c'è una porta a vetri con alcune insegne, tra cui EFSF/ESM. Suoniamo a uno dei sei campanelli e diciamo: "Siamo giornalisti, vi abbiamo appena scoperto, possiamo entrare?" La segretaria, impreparata, ci chiede chi siamo e, inaspettatamente, ci fa entrare. Saliamo con l'ascensore e usciamo su un pianerottolo che dà su una vetrata, da cui si intravede il salottino dell'ufficio. Sembra di essere nello studio del dentista, se non fosse per la scritta sul muro: EFSF e ESM. L'addetto stampa, che ci accoglie sul pianerottolo, esige che spegniamo la telecamera e ci racconta che in quell'ufficetto lavorano sessanta persone!

Dopo un po' ci liquida con cortesia, ma ce ne andiamo insoddisfatti. Con tutte le vetrate, quello che manca è la trasparenza. Eppure, la massima trasparenza è richiesta in questa faccenda. Stride la sede ufficiale di questo contestatissimo fondo con il potere e il ruolo centrale che esso sta assumendo nel sistema UE.

Si vuole iniziare col basso profilo perché, nonostante la fanfara ufficiale, il successo è tutt'altro che assicurato? Durante le sue prime due settimane di vita, oltre la metà dei bonds emessi sono stati acquistati da investitori dell'Eurozona. Gli investitori asiatici hanno acquistato solo il 25%, gli americani il 6% e i britannici hanno espresso ancor meno interesse. Eppure, l'idea dietro l'ESM era che sarebbe stato attraente per gli investitori extraeuropei, i cui capitali, con l'effetto leva, avrebbero permesso di elargire oltre un trilione di euro.

Naturalmente il predecessore dell'ESM, l'EFSF, aveva lo stesso problema: nel corso del 2011 e nei primi nove mesi del 2012, esso è stato in grado di mobilitare solo 50 miliardi di euro.

La burocrazia dell'ESM desidererebbe sicuramente nascondere il fatto che, mentre l'attenzione è rivolta al crescente disastro in Grecia, e mentre i politici europei sostengono che l'Euro verrà preservato a tutti i costi, la moneta europea viene messa in discussione in Finlandia. Si dà il caso che questo paese nordico sia uno dei sei soli paesi dell'Eurozona che ancora godono della tripla A e quindi sono le fondamenta dell'ESM. Una sua defezione non lascerebbe l'ESM e l'euro incolumi.

Il direttore del Consiglio di Garanzia Municipale, un organo del ministero delle Finanze, Hhejkki Neimelainen, ha recentemente dichiarato: "Abbiamo iniziato a discutere apertamente il meccanismo di uscita dall'euro, anche se abbiamo fatto capire che non ne inizieremo il processo". Una ricerca della banca Nordea ha infatti suggerito che se la Finlandia introducesse una moneta nazionale parallela, questa salirebbe di valore attirando capitali esteri. "Vale la pena ricordare che la maggior parte dei finlandesi odia questi salvataggi della BCE", ha commentato il Financial Times del 26 ottobre. "E più si trascina la crisi dell'Eurozona, più diventa facile immaginare quello che una volta era inimmaginabile. Forse è ora che il presidente della BCE Mario Draghi visiti Helsinki; se non altro, il rapporto di Nordea ricorda che non sono solo Grecia e Spagna ad avere la capacità di sorprendere".

martedì 9 ottobre 2012

MARCO DELLA LUNA: "IL MES ( ESM ) E GLI ALTRI APPARATI EUROPEI CUI SI STA CEDENDO SOVRANITA' E' IN CONFLITTO CON L'ART. 11 DELLA COSTITUZIONE"

RAPPRESENTANZA, CORRUZIONE E RIVOLUZIONE


di Marco Della Luna 08.10.2012

Scandalo dopo scandalo, si compone il quadro d’insieme di ciò che i politici e i partiti effettivamente fanno, perseguono, negoziano: la lottizzazione e l’intercettazione delle risorse pubbliche e delle prebende private, lecite e non.

Nessuno di loro può dire di essere diverso, di essere onesto, che si tratta di mele marce isolate o isolabili. Tutti sapevano di che vive il sistema politico-amministrativo, i partiti. Hanno scientemente accettato di far parte di esso, vi hanno trovato il loro posto, il loro reddito. Non mi risulta che qualcuno abbia solo sbirciato dentro, e poi si sia ritirato in disgusto e denunciando le mangerie. Nel  web
http://www.youtube.com/watch?v=ngWs2j_T6p0&feature=related

si trovano  accuse allo stesso Giorgio Napolitano, oggi fustigatore dell’immoralità politica, di essersi fatto rimborsare, come parlamentare europeo, il prezzo pieno dei biglietti aerei, € 900, quando invece viaggiava low cost a 90. La cosa suscitò scandalo in Germania nel 2004.

Soprattutto non possono non sapere i dirigenti, i segretari, i parlamentari, i membri del governo, i consiglieri e governatori regionali, etc. etc. Volete che i vertici dei rispettivi partiti non sapessero che cosa facevano Penati, Lusi, Fiorito? Avete dimenticato gli studi criminologici da cui risultavano le quote di spartizione tra DC, PSI, PSI, cioè 40-40-20%? Persino chi giurava guerra al sistema e strillava, si è di regola fatto assimilare.

Sono dunque tutti compartecipi, tutti politicamente e moralmente omologati, anche se non tutti penalmente colpevoli. Non è possibile risanare il sistema togliendo singoli elementi, le mele marce.

Non è possibile, perciò, risanare-rinnovare il sistema per via giudiziaria: i pm e i giudici trattano per legge esclusivamente casi singoli e limitatamente ai profili penali, mentre il male è dell’insieme e non limitato all’aspetto penale. Non è possibile nemmeno se i pm forzano la realtà ravvisando reati in comportamenti che reato non sono.

L’avv. Carlo Taormina ha ragione: il reato commesso da Fiorito non è il peculato – delitto grave, a danno della pubblica amministrazione e perseguibile d’ufficio, e che consiste nel prendersi beni o denari pubblici – bensì l’appropriazione indebita – reato lieve, che consiste nel prendere o trattenere beni o denari privati di cui si ha il possesso, e che non è perseguibile d’ufficio, ma solo a querela del privato danneggiato, ossia, nella fattispecie, del PDL o del gruppo consiliare. Anzi, siccome è chiaro che i partiti, nella realtà empirica, si fanno e si gestiscono proprio per procurare quei guadagni privati, e altri, così come una società imprenditoriale si fa per procurare guadagni ai soci, allora non c’è nemmeno l’appropriazione indebita. Fiorito ha riscosso dividendi sull’utile aziendale.

Ad essere franchi, ci troviamo al cospetto di un crimine più grave, ma non previsto e non punito ossia l’associazione per delinquere della classe politica, finalizzata a distrarre beni e denari pubblici per realizzare profitti privati, facendo transitare il grisbi attraverso rimborsi elettorali ai partiti, gruppi parlamentari, consiliari, giornali di partito, fondazioni, altre forme di spesa pubblica; transito realizzato attraverso atti legislativi e deliberativi di vari livelli.

I partiti e i politici sono legittimati ad esistere al fine dello svolgimento di due precise funzioni:

-rappresentare i cittadini, collegandoli alle istituzioni;

-gestire la cosa pubblica bene e nell’interesse generale.

Lo fanno?

No.

Non rappresentano i cittadini, ma gruppi di interesse particolari, compreso il proprio gruppo o casta; e gestiscono la cosa pubblica molto male e nell’interesse di quei gruppi particolari, nonché di interessi stranieri. Costano, nuocciono, non rappresentano, sono privi di legittimazione.

L’azione risanante a una simile degenerazione non può essere interna al sistema malato, perché per riuscire deve eliminarlo; non può venire dal palazzo, né dai tribunali, né dalle urne – e in effetti non è venuta, nonostante Mani Pulite, nonostante le riforme elettorali, nonostante i cambi di maggioranze, di moneta, di nome dei partiti… la matrice di mentalità, di prassi, di formazione è sempre quella, e non la si cambierà mettendo in pista un trentenne carino e un omosessuale dichiarato.

L’azione realmente riformante può essere solo esogena al sistema: la rivoluzione popolare, che spazza via tutti, o la conquista straniera. Si sta realizzando la seconda, attraverso lo spread, il debito, le cessioni di sovranità. Una conquista capitalistica. Senza che nessun politico rilevi che la formalizzazione della subalternità della posizione italiana entro il MES e gli altri apparati europei cui si sta cedendo la sovranità è in conflitto con l’art. 11 della Costituzione, che consente la limitazione della sovranità nazionale solo sulla base della parità. Il take-over del capitalismo straniero, segnatamente tedesco, è oramai tanto avanzato e difficilmente reversibile, che il regime italiano (o europeo? eurotedesco?) può permettersi, per recuperare consenso popolare mentre porta a compimento l’operazione, di sforbiciare – magari per ora solo sulla carta – qualche mangeria dei livelli inferiori della politica, per qualche centinaia di milioni: Ovviamente non può colpire quelle dei livelli alti, per centinaia di miliardi. E soprattutto alleggerendo, dietro l’ostentazione di controlli fiscali teatrali quanto stupidi, i controlli seri sui principali evasori fiscali, ossia banche e assicurazioni, come risulta dal seguente comunicato:

“Dall’indagine è emerso che, in Italia, i principali evasori sono gli industriali (32,7%) seguiti da bancari e assicurativi (32,2%), commercianti (10,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%). … “Per combattere l’evasione fiscale bisogna privilegiare i controlli sostanziali sui grandi contribuenti anziché quelli formali fatti sui lavoratori dipendenti/ autonomi – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – E’ necessario riformare il fisco italiano e la riscossione dei tributi, istituendo Lo Sportello del Contribuente presso tutti gli organi diretti ed indiretti della pubblica amministrazione, seguendo ciò che avviene nei principali paesi europei. I grandi contribuenti sono diventati maestri nell’evasione fiscale e la stanno esportando anche negli altri paesi europei. “.> CONTRIBUENTI.IT – ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI >staff@contribuenti.it

E allora, realisticamente, meglio seguire le indicazioni del Prof. Claudio Pioli, già deputato nella “legislatura breve”, e propugnatore dei principi di F. von Mises:

In una situazione in cui molte variabili hanno comportamenti rigidi o anelastici che dir si voglia, quali i consumi di base in gran parte “primari” della popolazione, non resta che avere il coraggio richiesto ad altri paesi in altre sedi: cancellare la metà del debito pubblico per ritornare nei parametri di Maastricht (60% del PIL).

Sappiamo infatti che la vera lotta all’evasione che conta non verrà mai fatta, per cui è meglio ridimensionare il debito, che non si rimborserà mai a tassi “liberi” di mercato (in quanto il tasso d’interesse deve misurare, tra l’altro, il rischio d’insolvenza dell’emittente…), sia cancellandone una parte del valore nominale (sostituzione dei titoli di credito o cancellazione delle scritture informatiche, quando non esiste la sostanza, diciamo così, cartolare del credito), sia realizzando in cinque anni 500 miliardi di introiti dalla vendita di beni pubblici.

Ma per riuscire a venderli, bisogna che il mercato torni a tirare, che i soldi girino, quindi bisogna dar crediti ragionevoli alle imprese produttive, abbattere le tasse sugli immobili e sul lavoro, e rilanciare gli investimenti infrastrutturali di lungo termine.


08.10.12 Marco Della Luna

domenica 29 luglio 2012

IL 19 LUGLIO, ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI CONSAPEVOLI E NON , IL NOSTRO PARLAMENTO HA APPROVATO IL FISCAL COMPACT ED IL M.E.S.



DI MAGDI CRISTIANO ALLAM
Se tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che “l’euro è irreversibile” (non un Grillo qualsiasi che dopo aver lungamente sbraitato contro la moneta unica ora si professa sincero europeista), vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo. Tutti gli indicatori dell’economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Dell’euro? Dei padroni dell’euro? No, il nostro funerale! La recessione sempre più profonda, l’indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo e nella storia, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive, i figli che non si fanno più, la democrazia svuotata di contenuti, i partiti e il parlamento che si sono auto-commissariati svendendo l’Italia alla triplice dittatura finanziaria, relativista e mediatica, gli italiani sempre più ingannati, traditi, rassegnati, frustrati, disorientati. 


(....)Per capire le ragioni profonde della crisi strutturale della finanza e dell’economia internazionale, bisogna iniziare dall’a, b, c della scienza monetaria. La moneta è solo un mezzo di scambio della vera ricchezza che sono beni e servizi prodotti. Il suo valore è convenzionale e lo conferisce chi lo accetta non chi la stampa. Il signoraggio è la differenza tra il costo reale e il valore nominale della moneta. Oggi la Bce stampa la banconota da 100 euro al costo di 3 centesimi e la vende alle banche commerciali a 100 euro più l’1% di interesse in cambio di titoli di garanzia. Le banche rivendono la banconota allo Stato a un tasso superiore in cambio di Buoni del Tesoro che sono titoli di debito. Lo Stato ripaga questi interessi facendoli gravare sulle tasse imposte ai cittadini. Quindi tutto il denaro in circolazione è gravato da interessi percepiti dalle banche e da tasse che gravano sulle nostre spalle. E’ così che noi siamo indebitati dal momento in cui nasciamo, a prescindere da qualsiasi responsabilità oggettiva! 
E’ il sistema che di fatto corrisponde ad una “fabbrica del debito”. 
Chi è il responsabile? A differenza di quanto si tenderebbe a pensare, la Bce, al pari della Banca Centrale d’Italia, è un’istituzione che svolge una funzione pubblica ma è di proprietà privata, detenuta da banche private, comprese quelle dei Paesi europei che non aderiscono all’euro. Ha la struttura di una società per azione e gode di autonomia assoluta dalla politica pur condizionando pesantemente la politica. 
Questa “fabbrica del debito” si è arricchita grazie a due nuovi trattati, il Fiscal Compact o Patto di stabilità, e il Mes o Fondo Salva-Stati, approvati a larghissima maggioranza il 19 luglio dal nostro parlamento senza né un’adeguata informazione né la consapevolezza da parte degli italiani che ci siamo ormai auto-condannati ad essere indebitati a vita.


APPROFONDISCI:

UN PIEMONTESE,GUIDO CROSETTO HA VOTATO -NO- PUR AVENDO CONTRO L'INTERO PARLAMENTO!!! CHAPEAU!!



lunedì 23 luglio 2012

INTERESSANTE INTERVISTA - APPELLO DI IDA MAGLI

Il miliardo di crediti della Regione Sicilia - Ida Magli


Lo Stato italiano vuole commissariare la Sicilia che vanta un miliardo di crediti dallo Stato. Il creditore minacciato di fallimento dal debitore. Uno spasso. La Regione Sicilia dovrebbe rivedere completamente la sua spesa pubblica, nel frattempo lo Stato dovrebbe saldare i suoi debiti con le amministrazioni locali e con le imprese. Come nella migliore tradizione italiana nessuno farà nulla.


21 Luglio 2012   Intervento di Ida Magli, antropologa e scrittrice
"Sono Ida Magli, sono una persona che ama la propria patria e che si occupa da molti anni della situazione dell' Unione Europea. 
Ho avuto sempre un' idea contraria all' unificazione, perché ero convinta che fosse un progetto assolutamente improbabile e che oggi mi appare del tutto patologico e delirante. 
La conduzione dei banchieri al posto dei politici ha firmato in un certo senso la fase finale del delirio. 
Questa è la mia impressione.
Mi pare che ogni giorno questa situazione confermi che non si può andare avanti in questo modo. 
La borsa, a cui siamo tutti costretti a guardare come se fosse l'unico strumento della nostra vita, ieri perdeva oltre il 5% e il differenziale del cambio con i titoli tedeschi era di oltre 500 punti. 
Il che significa che il Trattato che è stato ratificato ieri dal Parlamento italiano come una grande conquista, cioè quello del patto fiscale fra gli Stati europei e il meccanismo di stabilità (fiscal compact) sono stati visti dai mercati, come di fatto sono, un segnale di debolezza e non di forza. 
I mercati hanno visto come debolezza i due trattati perché sono stati rattificati senza che i cittadini siano stati informati, tanto è vero che non lo fanno sapere agli italiani, perché sicuramente direbbero di no, di dover dipendere, di dover essere succubi alla Germania. 
L'Unione Europea non può essere un unico Stato, è diventato soltanto un insieme di Stati deboli sottomessi alla Germania. 
I mercati valutano questo come un fatto che non portrà andare avanti per molto, perché si tratta di una situazione patologica, anomala.
Per quanto riguarda la conduzione politica in questo momento della nazione Italia, uno dei punti di maggior debolezza è quello delle regioni che sappiamo sono dei centri di spesa enormi incontrollati e incontrollabili. 
Perché chiunque si metta a capo di una Regione, di un posto importantissimo dal punto di vista del bilancio, perde il controllo sulla realtà, io di questo sono sicura. 
I poteri di cui sono investiti sono poteri che non sono in grado di reggere persone che non hanno un'etica forte, una personalità forte. 
Per quanto riguarda il rapporto tra il Governo e la Regione Sicilia, che proprio in questi giorni ha avuto una crisi, è evidentemente un rapporto non di collaborazione, ma di scontro. 
Fra l'altro lo Stato si è accorto, soltanto dopo aver annunciato al mondo che la Sicilia stava per fallire, che aveva invece un miliardo di euro di debito nei confronti della Regione. 
Per cui la Regione a sua volta ha potuto dire che se falliva, falliva perché lo Stato non gli aveva versato il denaro che aveva promesso. 
Sono situazioni così drammatiche e così perverse, diciamo la verità, che possono soltanto segnalare lo stato di malattia di patologia del potere. 
Per questo io credo che sia importantissimo che l'Italia decida di uscire dall' euro. 
Che i pochi amici che abbiamo che vogliono bene all' Italia spingano i politici che sono ormai delle specie di ombra, degli spettri nel Parlamento a uscire dall'euro." 
Ida Magli

sabato 21 luglio 2012

UN PIEMONTESE CHE COMINCIA A PIACERMI....STIAMO A VEDERE!!!



Pubblicato in data 19/lug/2012 da 
Votazione del 19/07/2012 alla Camera dei deputati sul Fiscal Compact. Il video è stato scaricato dal sito della camera e non è stato modificato

giovedì 19 luglio 2012

ECCOCI SERVITI!!!!

PoliticaPercorso:ANSA.it > Politica > News

Per il primo 368 sì, il secondo registra 325 sì19 luglio, 15:04
salta direttamente al contenuto dell'articolo
salta al contenuto correlato


Guarda la foto1 di 1
(ANSA) - ROMA, 19 LUG - Si' definitivo della Camera a fiscal compact e ESM (Meccanismo europeo di stabilita'). Il fiscal compact e' passato con 368 si', 65 no e 65 astensioni. Nel Pdl si sono registrati alcuni interventi a titolo personale, tra cui quelli di Antonio Martino, Guido Crosetto e Sabrina De Camillis, che hanno votato contro in dissenso dal gruppo. L'istituzione dell'Esm (Meccanismo europeo di stabilita') e' passata, a sua volta, con 325 si', 53 no e 36 astenuti.

mercoledì 27 giugno 2012

MARCO DELLA LUNA: "SI INCOMINCI AD ACCUSARE LA GERMANIA ....INVECE DI IMPLORARE UN AIUTO SI ESIGA UN RIMBORSO,ANZI UN RISARCIMENTO"


Euro, PIIGS, GERMANIA: CONVERGENZA POSSIBILE

MEMORANDUM PER IL VERTICE DI FINE GIUGNO

 di Marco Della Luna 27.06.12 

Vedo la possibilità pratica di una conciliazione degli interessi di Germania da una parte, e dei PIIGS più Francia dall’altra. Vedo la possibilità di farli convergere. Se si vuole davvero un’integrazione politica-economica dei paesi europei, iniziando da quelli aderenti all’Euro – se cioè davvero si vuole formare una federazione continentale nell’interesse di tutti i partecipanti, quindi conciliando gli interessi ora in buona parte divergenti di paesi euroforti e di paesi eurodeboli, allora una riforma dell'Eurozona con l'introduzione di una protezione dei debiti pubblici dei paesi membri contro la speculazione e le conseguenze di un eccessivo spread, e insieme con meccanismi che facciano convergere, anziché divergere, le economie dei singoli membri,  potrebbe avere i seguenti caratteri:
Si dovrebbero “sterilizzare” gli interessi passivi su ciascun debito sovrano limitatamente alla parte che eccede la media ponderata dei tassi dei paesi membri, nel senso che questa parte verrebbe pagata non dal singolo paese, ma da un fondo comunitario alimentato con una quota pari a 1/4 degli avanzi commerciali dei paesi che hanno un tale avanzo (quindi principalmente dalla Germania)[1]. Un altro 25% di tale avanzo alimenterà un fondo per investimenti infrastrutturali destinati ad aumentare l'efficienza dei paesi più carenti.
Come contropartita, ai paesi contribuenti netti a questi due fondi si daranno i mezzi per accertarsi che i paesi beneficiari netti spendano razionalmente e correttamente i loro denari pubblici. Ossia, si darà loro modo di fare una spending review, un controllo analitico della spesa pubblica dei detti paesi, e di imporre – attraverso una commissione apposita – uno spending cut, ossia tagli alle voci che risultino ingiustificate o gonfiate. Ancora, andrebbe imposto il principio dei costi standard, dimenticando i costi storici. Inoltre, bisognerebbe istituire una sorta di Euro-PM europeo, munito del potere di indagare e di promuovere i procedimenti sia penali, che contabili, che civili nelle materie pertinenti alla spesa pubblica (a un tale organo mi candido sin da ora). Vi dovrebbe essere una corsia preferenziale per questi processi, o meglio una sezione specializzata del tribunale. Le pene andrebbero inasprite per durata e per regime, fino a misura tale da suscitare vera paura nei malfattori politici e non. Si dovrebbero vagliare, per gli ultimi 5 anni almeno, con la partecipazione di esperti nominati dall’Euro-PM e comprendenti persone di fiducia della Germania, tutti i casi sospetti di spese gonfiate per appalti, forniture, dipendenti. Immediatamente dovrebbe partire l’azione di risarcimento contro le imprese e le persone fisiche interessate, col sequestro conservativo dei loro beni
In essenza, sarebbe un accordo con cui la Germania accetta di dare parte del denaro che sta incassando grazie all'Euro a quei paesi che, a causa dell'Euro, stanno perdendo denaro e industrie. Ma, al a contempo, la Germania ottiene i mezzi per imporre ai politici dei medesimi paesi di smettere di sprecare i soldi, di rubarli, di darli alla criminalità organizzata. E anche di far portare, dall’Euro-PM, a giudizio penale e contabile i casi di ritenuti abusi. L'effetto combinato di queste due azioni sarebbe quello di avvicinare i paesi eurodeboli, per correttezza ed efficienza, alla Germania.
Escluderei invece gli eurobonds, la mutualizzazione dei debiti pubblici, perché essa incoraggerebbe la spesa pubblica parassitaria. Il principale e più profondo male dell'Italia, ai fini dell'integrazione con paesi “migliori”, come la Germania, il male che ha ingessato l'Italia e la sta allontanando sempre più dai paesi efficienti, è che le conferisce un’immagine giustamente inaccettabile ai tedeschi, è proprio la spesa pubblica inefficiente e ladresca per appalti e acquisti di beni e servizi, nonché per personale inutile o inutilizzato. Se la Germania e gli altri euroforti vogliono un'integrazione europea, e se temono la convivenza con questa Italia, ebbene, oggi, nel termini sud descritti, hanno un'opportunità d'oro per correggere l'Italia e altri paesi con quel tipo di difetti. Per costringerli a correggersi o a farsi correggere.
Se i politici italiani non ci stanno, è perché vogliono continuare a rubare, ad alimentare le mafie e ad prelevare dai risparmi dei cittadini per finanziare i loro traffici e ciò che intendono per unità del paese.
Se non ci stanno i politici tedeschi, allora bisogna fare un discorso molto aperto.
Grazie all’Euro, la Germania, come paese più sicuro e più redditizio per gli investimenti, da anni sta attraendo capitali e aziende dai paesi periferici dell’Eurozona. Grazie a quest’abbondanza di capitali, ai conseguenti vantaggi nel credito, e alla sua efficienza organizzativa e tecnologica, inoltre, accumula anno dopo anno avanzi commerciali dalle sue esportazioni, con cui può lanciare ogni azione sui partners deboli: dalle speculazioni contro il loro debito pubblico, al take over dei loro pezzi migliori… Berlino ha interesse a continuare così, cercando di imprigionare le sue vittime nell’Eurolager di istituzioni come il MES, per farne quel che vuole, mentre con le sue ricette di austerità le precipita nell’avvitamento fiscale e nella recessione senza sbocco, e sottrae loro quote dopo quote dei mercati internazionali… Non per niente The New Statesman ha recentemente (22 Giugno) definito la Merkel, con la recessione che impone e i piani di Superstato che porta avanti, seconda solo a Hitler come minaccia tedesca al benessere e alle libertà delle nazioni europee.
Berlino sta insistendo per un’integrazione politica in termini di cessione di sovranità, ma ciò che vuole non è integrazione politica – ossia, degli elettorati e dei parlamenti e del governo e delle responsabilità verso un popolo unificato – bensì una cessione di sovranità a una governance tecnocratica e finanziaria – leggasi BCE e MES: organi per loro statuto dominano dall’alto le nazioni aderenti, da dietro una barriera di irresponsabilità assoluta e di insindacabilità democratica e giudiziaria. Il Superstato contro cui ammonisce The New Statesman, per l’appunto.
Berlino non vuole affatto l’integrazione politica, e per evitarla insiste su un rigore impossibile e controproducente; poiché gli altri, quasi tutti, non possono accettarlo, Berlino si esime doversi integrare politicamente, dal doversi assumere solidarietà pericolose, dal dover condividere organi parlamentari.
Può invece, e meglio potrà in futuro col MES, continuare a drenare capitali e risorse e capacità produttive dai paesi inefficienti. Per poter continuare questo gioco di spremitura, sta aprendo all’uso del Fondo Salvastati per comperare i titoli del debito pubblico dei paesi euro deboli quando il loro rendimento sale oltre un certo limite; ma fa ciò solo per evitare il tracollo della sua macchina di sfruttamento. E pone la condizione del rispetto di regole di virtuosità contabile – regole arbitrarie, senza base scientifica e che empiricamente si sono dimostrate nocive.
Per la Germania invero sarebbe assurdo integrarsi politicamente e socialmente con l’Italia, paese stagnante da un ventennio, di cui tutti i tedeschi hanno visto il marcio e l’inefficienza, dalla gestione dei rifiuti al Sud, al predominio territoriale delle mafie, alla qualità subafricana della c.d. giustizia e di molta pubblica amministrazione e del complesso della dirigenza politica. Similmente assurdo per la Germania sarebbe integrarsi con la Grecia, dopo lo spettacolo della sua spesa pazza, dei suoi bilanci truccati, del governo che assume 70.000 funzionari in violazione degli accordi comunitari. E così con la Spagna, paese che per decenni ha demenzialmente affidato la sua economia alla monocultura intensiva di una gigantesca bolla immobiliare.
Del resto, che integrazione politica, che federazione si può fare, tra paesi in cui le pensioni medie tendono 480 Euro al mese, e paesi in cui sono il triplo?
Con l’Euro, insomma, siamo arrivati a una contrapposizione oggettiva di interessi tra la Germania coi suoi satelliti rispetto ai paesi periferici.
Monti ha probabilmente cercato di fare buona impressione sull’elettorato tedesco e propiziare qualche concessione mediante le sue misure di rigore appariscenti quanto stupide e rovinose, e appoggiandosi alla elargizione di credito facile alle banche da parte di Draghi, credito con cui dovevano comperare titoli del debito pubblico italiano, abbassare i tassi e dare una parvenza di ritrovata salute finanziaria. La messa in scena è durata poco e ha fatto cilecca. E ora siamo alla resa dei conti.
Soprattutto, non si è tenuto conto, a quanto mi consta, di quanto segue: la Germania, ed altri paesi euroforti, hanno un sistema pensionistico ed assistenziale (assistenza a invalidi, disoccupati etc.) molto generoso, che determina un fortissimo debito pubblico implicito, il quale si aggiunge al debito pubblico dichiarato, ma che finora, imponendo una prassi contabile arbitraria, Germania e soci hanno tenuto nascosto al grosso dell’opinione pubblica e hanno evitato di conteggiare ai fini del “virtuoso metro” di Maastricht. Tuttavia quel debito implicito esiste e non è sostenibile – o meglio, è sostenibile solo a condizione che Germania e soci continuino ad attrarre capitali e Gastarbeiter (lavoratori-ospiti) dai paesi eurodeboli, e usino quei capitali e i contributi previdenziali di quei lavorato-ospiti per pagare le pensioni e le varie assistenze per i tedeschi. Quindi è questo che da Berlino stanno facendo: colpiscono il credito e l’industria dei partners deboli per sostenere il flusso di denaro, aziende e lavoratori verso il Reich. Purtroppo, entro la suddetta cornice, la Germania può sopravvivere soltanto schiacciando e spremendo i paesi deboli.

Come superare questa posizione di conflitto e poter rilanciare l’integrazione europea su basi realistiche, e non sognanti o servili? Occorre un progetto che crei un vantaggio reciproco, che faccia convergere gli interessi oltre il punto di contrapposizione. Convergere su una strada percorribile. Quella proposta nella prima sezione di questo articolo.
Se non si converge, che cosa succede? O ci si lascia mangiare dai tedeschi, oppure, fino a che la Germania, l’organismo darwinisticamente più valido, non abbia raggiunto una potenza incontrastabile, gli altri organismi, i meno validi potrebbero coalizzarsi tra loro e imporre alla Germania di smantellare, sotto pena di un blocco alle sue esportazioni intracomunitarie e / o di un’uscita in gruppo dall’Euro (che avrebbe effetti devastanti per i tedeschi), le strutture industriali e finanziarie della propria superiorità, così da non dover soccombere ad essa – qualcosa del genere avvenne a Versailles, infatti, in esito a una guerra tradizionale. Qualcosa del genere potrebbe avvenire anche domani, sotto la guida di Hollande e con l’appoggio degli USA. Guido Salerno Aletta su MF del 2 Giugno 2012, Paul Krugman nove giorni dopo, e Jean Paul Fitoussi, tutti consigliano agli euro deboli di allearsi per piegare la Germania a misure di integrazione, solidarietà, salvataggio come l’eurobond. Fitoussi, in particolare, già il 27 Aprile aveva dichiarato: «Il mio consiglio ad Hollande è di non andare dalla Merkel (per discutere del fiscal compact - nda), prima vada dagli altri paesi dell'Eurozona e faccia un un gruppo di pressione. Se Hollande andrà dalla Merkel - ha proseguito l'economista francese - sarà spacciato come lo è stato Jospin che alla fine ha dovuto firmare. Se poi – ha concluso provocatoriamente - la Germania non accetta, che vada fuori dall’Euro».
Io aggiungo: si incominci, da parte dei PIIGS più la Francia, con l’appoggio degli USA, ad accusare la Germania di sottrarre slealmente capitali loro propri, sviandoli con abuso di posizione dominante, e a pretendere che li rifonda. Cioè, invece di implorare un suo aiuto, si esiga un rimborso, anzi un risarcimento. Sarebbe un vantaggioso reframing psicologico.
Queste richieste potrebbero essere avanzate con la minaccia di dar corso, se la Germania rifiuterà, a una campagna di informazione  dell'opinione pubblica e dei mercati sul fatto, molto scabroso, che la Germania ha presentato conti taroccati proprio come la Grecia, che il debito pubblico reale tedesco, quello che si ottiene sommando anche il debito implicito pensionistico, è altissimo, insostenibile, molto peggiore di quello Italiano, perché le pensioni tedesche sono alte e le nostre misere, grazie al sistema contributivo. Una buona campagna di informazione in tal senso potrebbe alzare di molto gli interessi che i tedeschi pagano sul loro debito pubblico, quindi danneggiarli alquanto, ridurre lo spread e frenare la fuga di capitali dai paesi periferici alla Germania. Una parallela campagna sociale potrebbe denunciare le scorrettezze della Germania, le sue mire imperialistiche, e suggerire che non si comperino i suoi prodotti.
La richiesta di risarcimento e di riequilibrio delle rappresentanze nazionali nelle stanze dei bottoni comunitarie e della BCE nonché, se si farà, del MES, avrebbe un ulteriore fondamento nel fatto che la Germania ha compiuto atti ostili e sleali contro qualche partner dell'Eurozona , tra cui l'Italia, nel 2011, consistiti nel vendere massicciamente titoli dei loro debiti pubblici attraverso la Bundesbank. Anche le conseguenze di questa azione vanno risarcite.
Se poi la situazione precipitasse e ci si dovesse difendere da un imminente disastro dovuto all’azione tedesca, la Francia avrebbe i mezzi militari per fermare qualsiasi azione di Berlino.
27.06.12 Marco Della Luna

sabato 12 maggio 2012

MES O ESM , OGNI ITALIANO/A DOVREBBE SAPERE CHE COS'E!!!

12/05/12

Vale la pena di condividere questo post?


MES ESM trattato ratifica Fondo salva-stati Lidia Undiemi Claudio Messora Byolu Byoblu.com

Lidia Undiemi intervistata da Claudio Messora. Cos'è il MES (Esm in inglese) e perché bisogna agire subito.

Il MES (Esm in inglese) è il Meccanismo di Stabilità Europea. Il cosiddetto fondo salva-stati. Sembra una cosa buona, ma con il MES ci stiamo per indebitare di 125 miliardi di euro. 15 dovremo darli subito, e siccome non li abbiamo, dovremo fare nuovi debiti. Nuovi debiti significa nuovi interessi. Per cosa? Per essere “salvati”, nella malaugurata ipotesi dovessimo fallire. Ma come verremo salvati? Ci daranno semplicemente i soldi, un po’ come farebbe un’assicurazione a fronte del pagamento di un premio, al verificarsi di un sinistro? No, ce li presteranno. Nuovi debiti. Paghiamo 125 miliardi per avere la possibilità di farci prestare dei soldi a interessi elevati. Ve l’hanno mai raccontata così? Anzi: ve l’hanno mai raccontata in un qualsiasi modo?


Ma non finisce mica qui: chi deciderà quanti soldi dovremo versare e quando? Diciassette uomini: i diciassette ministri dell’economia di diciassette stati membri (quelli che ratificheranno il trattato). Il diciassette porta sfiga. Infatti, secondo il trattato, nessuno di questi 17 uomini potrà essere chiamato in giudizio per una qualsiasi delle decisioni che prenderà nell’ambito del MES. E neppure avremo la possibilità di visionare i documenti che al MES verranno prodotti. Una super organizzazione opaca pagata con i soldi dei cittadini, che deciderà se e quale stato avrà il diritto di indebitarsi ulteriormente, a suo insindacabile piacimento, e per quale ammontare, senza essere sottoposta a nessun procedimento di verifica e di controllo democratico. A che scopo tanta segretezza? A che scopo tutta questa impunità? E che senso ha farsi un’assicurazione solo per avere il permesso di farsi riempire di debiti?

Quando accendi un finanziamento sai quante rate dovrai pagare e quando scadrà l’ultima. Con il MES diamo un libretto degli assegni infinito e completamente in bianco. Il board dei governatori potrà infatti decidere in qualsiasi momento un aumento di capitale, che partirà con 800 miliardi, e gli stati membri dovranno corrispondere la loro quota parte secondo i tempi e le modalità stabilite di volta in volta, senza potersi opporre in alcun modo. Come non c’è modo di uscirne: se ratifichi il trattato, è per sempre.

Non solo, ma siccome non c’è limite al peggio, il MES potrà rastrellare i soldi necessari, all’occorrenza, presso la grande finanza internazionale. Per esempio la Cina o le grandi banche d’affari. In questo caso, il finanziatore esterno avrà il diritto di commissariare lo stato sovrano che beneficerà del prestito (cui, è bene ripeterlo, saranno applicati interessi elevati), che si ritroverà la Goldman Sachs o Hu Jintao in Parlamento ad approvare o respingere ogni decisione. E una clausola specifica prevede che nessun Governo successivo a quello che ha ratificato il trattato potrà disimpegnarsi, adottando una eventuale decisione di uscita. Stiamo per consegnare le chiavi di casa alla grande speculazione internazionale e per abdicare a qualsiasi principio democratico conquistato nel tempo. Per ogni generazione a venire, nei secoli dei secoli, amen.

Cosa dite, vale la pena di condividere questo post?