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giovedì 17 ottobre 2013

IMPRENDITORI SUICIDI: QUANDO A FARLO E' UNA DONNA .....



SALZANO (Venezia) — Prima di andarsene per sempre, ha preso carta e penna e ha scritto quattro lettere: una alla figlia, una a un amico, una alla sorella e l’ultima a un sacerdote, chiedendogli espressamente di leggerla al suo funerale. Appunti sparsi per spiegare le motivazioni di un gesto estremo: la donna, a quanto pare, era preoccupata per i debiti. Una «grave esposizione bancaria », come spiegano gli inquirenti. P.L., 53enne di Salzano, titolare di una agenzia di pratiche auto, la «Dauli» di via Roma a Spinea, si è uccisa nel bagno di casa ed è il primo caso di un’imprenditrice suicida in provincia.

sabato 26 maggio 2012

COME FERMARE QUESTA STRAGE QUOTIDIANA???


Aveva 10mila euro di debiti con Equitalia

25 maggio, 17:01

Artigiano suicida in cantiere V.D'Aosta
(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Un artigiano del settore edile, Francesco Gioffrè, di 61 anni, si è suicidato la scorsa notte in un cantiere a Champdepraz, nella bassa Valle d'Aosta. L'uomo, residente a a Saint-Vincent (Aosta), si è impiccato a un tubo in un' area gestita da una ditta per cui la vittima aveva lavorato in passato. Il gesto sembra legato a ragioni economiche: l'artigiano aveva 10 mila euro di debiti con Equitalia e nei giorni scorsi aveva ricevuto l'ingiunzione di pagamento.

mercoledì 23 maggio 2012

COME FERMARE LA CORSA AL SUICIDIO DEI PICCOLI IMPRENDITORI???




21:53 23 MAG 2012 

(AGI) - Genova, 23 mag. - Ennesima tragedia della disperazione.
Un artigiano di 64 anni si e' tolto la vita impiccandosi all'interno dell'abitazione che gli era stata pignorata a seguito dell'eccessivo indebitamento. Il fatto e' avvenuto a Genova, nel ponente della citta'. Il cadavere dell'uomo e' stato trovato dal figlio insieme a una lunga lettera in cui spiega le motivazioni del folle gesto. L'uomo, che doveva 30mila euro al fisco, aveva subito, secondo quanto si apprende, il pignoramento della casa da parte di Equitalia. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Sampierdarena. La salma e' stata trasferita all'Istituto di medicina legale del San Martino e messa a disposizione dell'autorita' giudiziaria.
(AGI) .

sabato 19 maggio 2012

SON PASSATI DUE ANNI, I MORTI CI SONO STATI. MOLTI,TROPPI!!!

Ieri sera a "l'ultima parola" di Paragone, Luca Peotta ha annunciato l'incontro a Roma con Attilio Befera per prendere in considerazione le posizioni di coloro che evasori non sono, che hanno "dichiarato" ma che non sono in grado di pagare.

Vogliamo crederci, anche se conoscendo gli intrecci sottostanti specie in Equitalia Nomos Piemonte, siamo molto scettici sull'esito dell'incontro.

Inoltre, son passati 4 anni in cui migliaia di imprenditori, i loro collaboratori e quindi le famiglie degli stessi hanno pagato a causa dell'avidità delle persone e della voracità del sistema fiscale italiano ed alcuni hanno scelto di farla finita,purtroppo!!!

Rivediamoci la manifestazione di ICR a Torino il luglio 2010, le istituzioni hanno avuto tempo due anni ma....... domandiamoci, cosa hanno fatto???



GOFFI CI PARLA DI EQUITALIA.....ANNESSI E CONNESSI


PEOTTA CI ILLUSTRA LA SITUAZIONE E DOMANDA "CI VUOLE IL MORTO PER ESSERE ASCOLTATO???"

sabato 12 maggio 2012

MASSIMO PANDOLFI INTRAVEDE UNA CRISI DI VALORI NEI TANTI SUICIDI DI QUESTI GIORNI, ROSARIO (ANONIMO) INVOCA LA PIETA'

Si uccidono in tanti, in troppi. Si uccidono tutti. Imprenditori, artigiani, poveretti. Stamattina si è gettato dal terrazzo della Regione Emilia Romagna Maurizio Cevenini, uno dei politici più popolari e umani di Bologna, di tutto il territorio, uno di quelli che mai e poi mai avresti potuto presentarlo come uno della Casta e non lo scrivo adesso perchè non c'è più. Ha lasciato una lettera: nelle prossime ore capiremo il perchè, o cercheremo di capire il perche, di questa sua tragica scelta.

C'è qualcosa di orrendo che sta ruotando attorno a questo stillicidio di suicidi e non c'entra, non può c'entrare (purtroppo, ahimè) solo la crisi economica, solo la depressione, solo chissà cosa. Temo che siamo di fronte a una gigantesca crisi di valori. Non sappiamo più chi siamo, per cosa siamo fatti, cosa vogliamo, dove andremo e allora anche il suicidio, il togliersi la vira, diventa un'opzione quasi normale, una delle tante opzioni che la vita ti pone di fronte. E' terribile. Riflettiamoci. E proviamo a scendere in corsa da quest'auto impazzita che non so bene dove ci stia portando.

Roberto

Cari Amici Miei,Facebook mi ha accompagnato e fatto ritrovare gente e amici che nella mia vita ho conosciuto di persona e che con alcuni di questi ho passato davvero delle belle giornate.

Oggi sono estremamente triste,deluso,incazzato e chi più ne ha più ne metta!!!!!!
Ho passato la mia vita di lavoratore,ballerino,compagno di vita,sempre onestamente e sempre dando il massimo.
Da quando mi sono trasferito in Toscana, nel lontano anno 2000,le uniche gioie che ho avuto sono state il mio Lorenzo, Sabrina e ovviamente tutta la famiglia che comprende anche Sara e i vari animali domestici in giro per casa.
Ora credo che sia arrivato il momento più basso da quando mi sono trasferito a Firenze.Non mi piace fare la vittima,ma ho la sensazione fortissima che da un momento all'altro precipiti tutto.
Altra cosa che non farò mai,è suicidarmi per i debiti o perchè non riesco a trovare un lavoro.Restare da Luglio 2011 ad oggi senza un'entrata di un solo Euro è una cosa che non auguro a nessuno,anzi forse a qualcuno si,così capirebbe come non è concesso a nessuno decidere della vita delle famiglie!!!!!
Troppo facile lasciare a casa persone con famiglia a carico,solo perchè non Toscane o perchè l'apprendista costa meno.
Ho anche constatato che è inutile andare dal Sindaco per ben 3 volte,non per farmi dare soldi (non li vorrei mai,se non guadagnati),ma solo per chiarire che non posso pagare le tasse.
Inutile anche avere dei mutui per la casa,e poi rinunciare a tutto il resto,come ad esempio andare a mangiare un gelato con Lorenzo.
Stiamo vivendo proprio male,ma quello che mi rattrista di più è che la mia famiglia non possa vivere discretamente,senza contere i centesimini alla mattina per comprare il pane.
Dico una cosa alle banche,volete la mia casa? Prendetevela,mi levate certamente un pensiero enorme.Poi per mangiare e dormire ci si penserà,come si stà facendo da molto,troppo tempo.
Se qualcuno avrà avuto voglia di leggere questo mio sfogo,dico Grazie.


Rosario

La depressione non è una mancanza di valori, ma della salute psichica, perché di ciò si tratta, il suicidio non può di certo considerarsi un'espressione del libero arbitrio. 
Chi è affetto da simile affezione non è condannabile o criticabile perché non responsabile dell'incontrollabile istinto autolesionista che la "depressione maggiore" può provocare.
Chiaramente individui affetti da tali problemi, come antenne sensibili, risentono di tutto ciò che rappresenta turbamento o preoccupazione intorno a loro, ricavandone motivo di ulteriore sbandamento. 
Per i suicidi vittime di questo orribile male, ci vuole solo pietà. 








mercoledì 9 maggio 2012

OSCAR GIANNINO: "E' UN QUADRO TERRIBILE....."

Monti su imprenditori suicidi: in-com-men-ta-bi-le!

Morire Di Tasse - OSCAR GIANNINO DA NON PERDERE! DA NON PERDERE!!!!


Mi risulta incommentabile, il giudizio odierno espresso dal premier Monti sui suicidi ormai quotidiani, e più che quotidiani, tra piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e partite IVA. Incommentabile perché su casi così dolorosi non voglio pronunciare parole aspre, come quelle che mi sono venute d’istinto dal profondo del cuore. Da due settimane animo su radio24 una campagna d’informazione sul tema, abbiamo aperto un indirizzo disperatimai@radio24.it, abbiamo ricevuto e riceviamo migliaia di lettere disperate per davvero, che descrivono non incalliti evasori, ma imprenditori travolti da pretesa fiscale in aumento verticale, banche che chiedono di rientrare sui fidi, Stato che non paga i suoi debiti e non compensa i crediti fiscali dopo aver preteso l’anticipo su Iva e Ires quando fatturi ma non incassi. E’ un quadro terribile, quello della frattura di continuità in atto nel capitalismo molecolare italiano. Mi e ci è sembrato giusto dare voce e orecchio a questo grido di dolore che resta senza risposta. E sono andato letteralmente fuori dai gangheri vedendo che non una sola parola dai vertici istituzionali del Paese è venuta venerdì, una parola di comprensione e sostegno al corteo silenzioso delle vedove e dei parenti dei suicidi, a Bologna. Ora Monti afferma che ai suicidi deve pensare chi non ha risanato il Paese. E’ pura polemica politica, da incallito uomo di livorosa fazione politica, non mi pare degna di un premier tecnico chiamato a risolvere l’emergenza. Berlusconi e il centrodestra hanno sicuramente tutta la pesantissima responsabilità di non aver fatto quel che si doveva, come destra e sinistra hanno condiviso la crescita verticale di spesa e tasse. Ma è chi rappresenta le istituzioni oggi, a non pronunciare una sola parola di solidarietà, e a non capire che i 100 miliardi di debito commerciale e di compensazioni fiscali che lo Stato deve alle imprese – 100 miliardi! – si possono saldare con titoli pubblici e anticipi bancari ricorrendo in garanzia prosoluto a CDP, che non fa deficit e debito pubblico aggiuntivo secondo i criteri europei. Questo è quanto occorrerebbe: su-bi-to!. Io ci aggiungerei anche un’idea simbolica, un memoriale italiano dedicato insimee agli impenditori suicidi, come a tutti i dipendenti che fanno la stessa cosa trovatisi senza lavoro, come a tutte le vittime da incidenti sul lavoro. Non capire che in gioco sono la solidarietà umana e la coesione sociale e nazionale, e limitarsi a dire che la colpa è di Berlusconi, è qualcosa che non mi sarei aspettato neanche dal più incattivito partitante in servizio permanente effettivo.


LA TATA CI SARA'! VENITE NUMEROSI! APPUNTAMENO SERALE DI IMPRESECHERESISTONO!


APPUNTAMENO SERALE DI IMPRESECHERESISTONO!


Pubblicato da ICR su aprile 28, 2012

“ IMPRESE CHE RESISTONO”
GRUPPO SPONTANEO MICRO PICCOLE MEDIE IMPRESE
10 MAGGIO 2012 – ORE 20,00
INGRESSO LIBERO
PRESSO: BRA SERVIZI S.R.L. –GRUPPO PIUMATTI- C.SO MONVISO 25, BRA(CN)
Il Commendator Giuseppe Piumatti ospiterà il Sig. Luca Peotta, fondatore e portavoce nazionale ICR per un incontro a-partitico di sola informazione pubblica, come approfondimento della grave situazione economico-imprenditoriale italiana.
Un dialogo condiviso, per affrontare i numerosi PERCHE’ di questo difficile periodo:
-Perché le imprese delocalizzano?
-Perché il Governo non risponde alle richieste della “base produttiva” del Paese?
-Perché le banche non erogano credito?
-Perché non c’è più certezza nei pagamenti?
PARTECIPARE è UNA TUA SCELTA…PARTECIPARE è UN TUO DOVERE!
Pregasi confermare le adesioni: ufficiostampa@impresecheresistono.org
L’INVITO E’ RIVOLTO SOPRATTUTTO AGLI IMPRENDITORI DEL CUNEESE/TORINESE E ZONE LIMITROFE .
Bra Servizi
C.so Monviso, 25 – 12042 Bra (CN)
Tel. 0172.412507
Clicca per stampare la cartina

lunedì 7 maggio 2012

OGNI GIORNO E' COME UN BOLLETTINO DI GUERRA! SI, UNA GUERRA ECONOMICA CHE CI COINVOLGE TUTTI!!!


Agente immobiliare suicida a Vicenza

Nel lecchese imprenditore tenta suicidio per debiti

07 maggio, 11:45
Agente immobiliare suicida a Vicenza
(ANSA) - ROMA, 7 MAG - Ancora vittime della crisi. Il proprietario di un'agenzia immobiliare si è suicidato impiccandosi in un parco del centro di Vicenza; secondo le prime indiscrezioni, l'uomo stava attraversando un periodo di difficoltà anche di natura economica. Un imprenditore di Calolziocorte (Lecco), al culmine della disperazione per i debiti e per le cartelle esattoriali, ha tentato di impiccarsi in giardino. A salvarlo è stata la figlia, di 15 anni, che lo ha tenuto sollevato fino all'arrivo della madre.

AGLI IMPRENDITORI IN DIFFICOLTA':NON SIETE SOLI C'E' TERRAFERMA!!! PARLATE DELLE VOSTRE DIFFICOLTA' NON TENETE TUTTO DENTRO!!!

LA STORIA DI GIORGIA FRASACCO, FIGLIA DELL'IMPRENDITORE SUICIDA,
MARIO FRASACCO

http://www.tv2000.it/

a metà pagina cerca  archivio e clicca, poi alla destra ti si apre elenco dei giorni , vai al 03/05/2012 e clicca su video:

- la storia di Giorgia Frasacco 

- la storia di Danilo Marchetti



domenica 29 aprile 2012

COSA SI ASPETTA??? SI DEVE DARE UNA RISPOSTA ALLA DISPERAZIONE DEI PICCOLI IMPRENDITORI!!!!

Crisi, costretto a licenziare i propri figli: a Nuoro un imprenditore si toglie la vita


La crisi economica continua a mietere vittime. A Mamoiada (Nuoro) un impresario edile di 55 anni si è visto costretto a chiudere la propria azienda e a licenziare i due figli che lavoravano alle sue dipendenze. Poi il suicidio: l'uomo si è sparato nella vigna di proprietà
di Sergio Rame - 29 aprile 2012, 14:12

La crisi economica continua a mietere vittime. Ogni giorno un tragico suicidio, ogni giorno un imprenditore che getta la spugna.
Intervento dei carabinieri

I debiti, l'incertezza nel futuro, il fallimento: l'Italia, stretta nella morsa della recessione e della crescita zero, assiste immobile e inerme a una strage che si consuma quotidianamente. Proprio oggi un impresario edile di 55 anni, originario di Mamoiada, un paese nel Nuorese, si è tolto la vita dopo che la sua azienda, a causa della crisi economica, aveva chiuso. L'imprenditore, costretto a licenziare i propri figli, non ha retto il colpo e ha deciso di farla finita, di dire "basta" e di suicidarsi.

Secondo la ricostruzione fatta dall'Unione Sarda, l'imprenditore 55enne si sarebbe suicidato con un colpo di pistola venerdì pomeriggio, nella vigna di proprietà. L’uomo non ha lasciato alcun biglietto d'addio, ma molte persone che lo conoscevano sussurrano che può trattarsi dell’ennesima cronaca di una disperazione dovuta alla mancanza di lavoro.LEGGI TUTTO

sabato 28 aprile 2012

A TUTTI I PICCOLI IMPRENDITORI: NON SENTITEVI DEI FALLITI !! I FALLITI SONO "LORO" QUELLI DEI POTERI FORTI, SONO FALLITI "DENTRO". LE NOSTRE VITE VALGONO ASSAI DI PIU' DI QUESTI UOMINI E DONNE SENZ'ANIMA!!

Sesta vittima della crisi Imprenditore edile si uccide a Lizzanellodi STEFANO LOPETRONE 
• La testimonianza: « L’ultima volta disse 'non so come fare'»



LIZZANELLO - Un altro imprenditore suicida. Il sesto pugliese in pochi mesi, il 71esimo in Italia dall’inizio dell’anno. Anche Alessandro Lefons, giovane costruttore salentino di 32 anni, non ha retto ai morsi della crisi. Ieri verso l’ora di pranzo è uscito dalla sua casa di Lizzanello, a pochi chilometri da Lecce. A bordo della sua Ford Fiesta non c’era nessun amico. C’era però una pistola a tamburo, regolarmente detenuta per uso sportivo. Con l’arma ha raggiunto una campagna tra Cavallino e Caprarica, in contrada Santa Lucia, e si è sparato in testa. In auto ha lasciato un biglietto, un addio straziante per i suoi genitori: «Scusatemi per il brutto gesto, mi vergogno di non essere stato all’altezza della nostra famiglia».LEGGI TUTTO 


sabato 14 aprile 2012

L'ITALIA VIENE MANDATA A FONDO: FALLIRE PER COLPA DELLO STATO!!!



Le aziende falliscono non solo per la crisi economica, ma anche per colpa dello Stato. Un assurdo che non può continuare ad esistere.

In questi giorni abbiamo avuto l’ennesima conferma della mala gestione delle finanze pubbliche, e degli sprechi, degli abusi e dei privilegi di cui la casta politica gode, la quale se ne approfitta in modo indecente.

La tematica dei finanziamenti pubblici ai partiti e dei rimborsi elettorali tiene banco nelle trasmissioni e sui giornali.

Intanto però, gli investimenti per l’economia languono. Lo Stato non sostiene la crescita, non sostiene lo sviluppo dell’impresa, non aiuto le piccole medie imprese, vera forza dell’economia italiana, non cerca di deviare le risorse in attività proficue e costruttive.

Per esempio, perché non usare questi fondi proprio per lo Sviluppo e per aiutare l’economia e le imprese?

Questa mia introduzione è doverosa per poi presentarvi questa email di un vecchio mio amico, un imprenditore già di medie dimensioni, che si trova con l’acqua alla gola. Colpa della crisi, direte voi. No. Non è colpa della crisi. E’ colpa dello Stato. Ed è una vergogna stratosferica.

Leggete qui.

Carissimo DT,

sono ormai anni che ci scriviamo, ci messaggiamo, ci parliamo. Oggi purtroppo il tono di questa mia missiva è una mistura di delusione, rassegnazione, disperazione, e permettimi il termine, incazzatura.
Tu conosci la mia azienda. Sai benissimo come lavoriamo, sai quante famiglie stipendiamo. Sai come sia impossibile nel mio settore fare anche del nero e quindi sono costretto (se avessi potuto, magari, col senno di poi…) a denunciare tutto.
Insomma, io rappresento il classico imprenditore “modello” per lo Stato, che però alla fine, risulta essere cornuto e mazziato.
Si, cornuto e mazziato. Perché sto per chiudere. Non lo avresti mai detto eh? Invece si. Colpa della crisi penserai tu e tutti quelli che, una volta sentita la notizia, la commenteranno nel bar di paese, scuotendo al testa e alzando le mani in segno di arresa. E invece no. Il giro di affari è buono, ho delle commesse importanti, dei contratti con aziende primarie e molto sane. E allora perché mai dovrei chiudere se io non subisco la crisi più di tanto? Per colpa dello Stato. Si, lo Stato. Quello che ha sempre preteso, che ha sempre incassato, che non mi ha mai aiutato e che ora mi sta facendo fallire. Una situazione al limite del paradossale, se si pensa che questa situazione non è causata da un eccesso di ricorso al debito, ma dai ritardi con cui lo Stato rimborsa alle aziende i crediti Iva.
Tanto per interderci ed andare al sodo, per il 2011 lo Stato mi deve rimborsare 8 diconsi 8 milioni di Euro. Tu sai cosa significa per il mio giro aziendale 8 milioni di Euro? Se poi devo dirla tutta, per il primo trimestre 2012 ci sarebbero poi da aggiungere altri 5 milioni di Euro. Totale 13 milioni. Nelle mie casse mancano 13 milioni di Euro. Sul tuo splendido blog, che merita tutta la stima e l’attenzione del mondo, hai più volte spiegato una cosa fondamentale. A farti fallire non è il debito.Ma la mancanza di cash. Io ora ho le casse vuote o comunque non sufficientemente piene per pagare le spese di ordinaria amministrazione. Vedasi pagare i creditori, i fornitori, e (giuro, mi piange il cuore) gli stipendi ai dipendenti con cui si faceva squadra e si andava ben oltre al semplice rapporto di manovalanza.
Questo è quanto. L’azienda va bene, ma fallisco. Grazie allo Stato che ha promesso sostegno e crescita e che per l’ennesima volta mi ha fregato perché NON PAGA. Ma lui può farlo, perché è lo Stato. Invece io i miei fornitori, i miei lavoratori DEVO pagarli. Due pesi , due misure. Io ho solo sempre pagato e ora mi vedo rovinato.
Scusa lo sfogo, ma tutto questo mi sta facendo impazzire tanto che sto iniziando a capire quegli imprenditori che ultimamente hanno fatto gesti estremi. Si, lo ammetto, ci ho pensato anche io. Ma non voglio riempire di dolore la mia famiglia, la mia amata E. con i miei tre angioletti a cui non potrò più regalare un futuro.
E come non potrò regalare un futuro a loro, così metterò a disagio quelle famiglie che, con me, portavano avanti un progetto nella mia azienda. Il sogno è finito, è una questione di giorni. 15 giorni. E poi sarà “game over”.
Con tutta la stima del mondo.
G.

Questa email, caro G., i ha fatto venire i brividi e mi ha fatto pensare. Pazzesco che in Italia anche chi difende il Made in Italy, chi predilige la qualità, che ha sempre pagato tutto, alla fine risulti rovinato.

Perché lo STATO pretende solo e non da? Perché non si pensa quantomeno al criterio di “compensazione fiscale” visto che le imposte G, deve pagarle regolarmente? Perché STIAMO FACENDO DI TUTTO PER FARE AFFONDARE L’ITALIA?

Sono sconcertato.

Non fatelo per me, ma fatelo per G. e per tutti quegli imprenditori come G. Commentate e diffondete questo post a tutti, in particolar modo a coloro che “contano” nel mondo della politica. BISOGNA FARE QUALCOSA. SUBITO.

PS: grazie dell’Email, G., passo a trovarti di persona uno di questi giorni.

§ § § § § § § § § §

UPDATE

Ho ricevuto in queste ore molte email di imprenditori, cittadini, professionisti e anche di semplici lettori che esprimono ovviamente solidarietà nei confronti di G. , ma che (diverse) denunciano gli stessi problemi che il nostro amico ha nei confronti dell’Erario. Ho deciso allora di fare una cosa. Con il Vs aiuto cercherò di essere un portavoce alternativo a questo drammatico problemi. E qui necessito del Vs aiuto. Se avete una storia da raccontare, un’esperienza che volete condividere, se vi sentite oppressi da un peso erariale insopportabile, scrivete un’email all’indirizzo intermarketandmore@gmail.com con oggetto “Imprese in crisi” e dite la vostra in poche righe. Il materiale ricevuto (facendo una scrematura cercando comunque di dare voce a tutti) verrà utilizzato per un documento di denuncia che prima verrà pubblicato sul blog (e sarà periodicamente aggiornato) e poi inviato alle più importanti testate giornalistiche nonché agli Enti Governativi. Signori, io ci provo.Col vostro aiuto, proviamoci insieme.

domenica 1 aprile 2012

ITALIA: NIENTE PRODUZIONE = NIENTE TASSAZIONE!




di Maurizio Blondet 
Un piccolissimo imprenditore si dà fuoco davanti a una sede dell’Agenzia delle Entrate. Una cinquantina di piccoli imprenditori si sono già tolti la vita, schiacciati dalla triplice ganascia delle banche che non fanno credito, della recessione, dei clienti (o dello Stato) che non pagano, e dell’esazione fiscale.

«Contiamo di fare ancor meglio nel 2012», dichiara Attilio Befera, il capitesta di Equitalia (450 mila euro annui), nel comunicare i trionfi della sua torchia: 12,7 miliardi di euro incassati l’anno scorso, con un aumento del 15,5% rispetto all’anno prima. Sono anni che gli intriti tributari aumentano del 10-15% annuo – senza che l’economia aumenti affatto. Significa che si taglia nella carne di un Paese che la torchia immiserisce e devasta.

Ma, dice Befera, «L’Agenzia è complessivamente cresciuta in tutti i settori...…


(....)L’efficiente fiscalità romana aveva raggiunto il punto, in cui non valeva più la pena affannarsi a produrre nulla. Gli uomini avevano trovato il modo migliore per salvarsi dal demonio e dai Befera del tempo: salvarsi l’anima rinunciando a consumare e praticando l’ascesi, e cessando di produrre ricchezza; niente produzione, niente tassazione. Questo punto è stato raggiunto in Italia. LEGGI TUTTO

venerdì 30 marzo 2012

ICR + TERRAFERMA E' UNA LUCE NEL TUNNEL IN CUI SONO TANTI PICCOLI IMPRENDITORI

Uno psicologo per le aziende in crisi
di Renzo Sanna


Una manifestazione di imprenditori
Una manifestazione di imprenditori
Chiavari - Il pronto soccorso imprenditori non fa prestiti né regala idee innovative per uscire dalla crisi. Più semplicemente, mette uno psicologo a disposizione dell’imprenditore in difficoltà. C’è anche nel Tigullio, e in poche settimane ha già avuto diversi contatti. Richieste di consigli, per ora, ma vista l’esperienza di Terraferma in tutta Italia c’è da aspettarsi che gli approcci aumentino e diventino sos. Daniele Pavese è il referente per Chiavari e Genova di un’associazione che conta venti professionisti in tutto il territorio nazionale, e comunica strettamente con Icr (ImpreseCheResistono), un gruppo di piccoli e medi imprenditori che vuole andare «dove Confindustria e Confartigianato non vanno».
Terraferma, da semplice blog, in pochi mesi è diventato un punto di riferimento, con un solo obiettivo: aiutare gli imprenditori, spesso soli, a combattere il rischio di depressione, fortissimo in tempi di grande crisi. Il Levante ligure non fa differenza: «La solitudine nella quale si trova l’imprenditore in difficoltà - dice Pavese - è il nemico più importante da sconfiggere. Le persone che mi contattano mi parlano proprio di questo: non trovano la forza di affrontare la questione debiti in famiglia». È il primo, pressante problema, da cui derivano gli altri: «Le difficoltà nei pagamenti, il non riuscire a trovare la forza di licenziare». Soprattutto se le persone da tagliare sono amici o parenti, cosa frequente in casi di imprese a conduzione familiare, come tante ce ne sono nel Tigullio: «Qui i problemi riguardano aziende alberghiere e turistiche in genere, e il piccolo artigianato». L’intervento psicologico   LEGGI TUTTO


venerdì 16 marzo 2012

TREMILA SUICIDI IN UN ANNO....NESSUNO SE LI SENTE SULLA COSCIENZA???

da Radio Vaticana Cultura e Società > notizia del 16/03/2012 12.24.25 
Crisi e suicidi: nasce "Terraferma" per aiutare imprenditori e lavoratori in difficoltà

Quasi 3000 mila suicidi in un anno, uno al giorno
per  motivi legati al lavoro. I dati pubblicati dall’istituto di ricerca Eures sono tragicamente chiari. E con la crisi economica il numero di persone che si sono tolte la vita è aumentato di quasi il 6%, con un incremento vertiginoso -pari quasi al 40%- fra i disoccupati. Nel Nord-Est il fenomeno è esploso in tutta la sua tragicità nel cuore pulsante del tessuto produttivo: 50 piccoli imprenditori si sono suicidati negli ultimi 3 anni. Il servizio di Massimo Pittarello.  

Sono in arrivo in arrivo ulteriori prelievi fiscali per le piccole e medie imprese. Lo afferma uno studio della Confesercenti, secondo cui un piccolo imprenditore con fatturato di 50 mila euro e con un locale di 100 mq, “per il prossimo anno dovrà sopportare un onere aggiuntivo annuo fra i 3530 euro e i 5180 a seconda del luogo dove opera”. 

In una situazione così difficile è nata qualche settimana fa un’iniziativa della rete “Imprese Che Resistono”: si chiama “Terraferma”, a coordinare in tutto il territorio nazionale psicologi specializzati a sostegno di imprenditori e lavoratori in difficoltà. Abbiamo chiesto al promotore, Massimo Mazzucchelli, quando tale esigenza sia diventata improrogabile:
R. - E’ diventata improrogabile nel momento in cui si è passati dal non avere nessuna notizia - o comunque nessuna attenzione - del fenomeno dei gesti estremi, all’estremo opposto, ossia dire che è naturale che, in un momento di crisi - com’è già accaduto in passato -, ci sia un aumento così elevato di suicidi tra i piccoli imprenditori e lavoratori. Questa cosa mi ha preoccupato molto, e mi ha preoccupato soprattutto l’inattività, da questo puto di vista, delle istituzioni. Mi sono detto che la sola cosa possibile da fare, visto che fondi da spendere per dare un aiuto noi, piccoli imprenditori, non ne abbiamo perché li abbiamo investiti tutti nelle nostre imprese, è quella di offrire il sostegno psicologico. Perciò, ho fatto quello che normalmente un imprenditore fa: problema, soluzione e via, partire subito. Visto che la situazione sta tornando ad essere molto difficoltosa, mi sono detto di dover fare qualcosa, dato che non fa niente nessuno, e quindi offrire almeno un sostegno psicologico.

D. - Una rete di psicologi tradizionali esiste già. Perché non sono idonei ai piccoli imprenditori? LEGGI TUTTO

lunedì 27 febbraio 2012

E LA STRAGE CONTINUA....VORREI DIRE A TUTTI I DISPERATI: QUANDO LA DISPERAZIONE VI ASSALE E LA SOLITUDINE VI PESA, PROVATE AD INVOCARE MARIA SANTISSIMA!!!



Ancora due casi: uno a Sanremo e l'altro a Firenze


Si allunga la triste lista di coloro che decidono di farla finita perché non riescono più a reggere il peso di un licenziamento o dei debiti



Crisi economica: sempre più numerose le aziende in difficoltà (Ansa)

Roma, 26 febbraio 2012 - Il Governo ha varato un pacchetto di misure a sostegno del credito per aziende e famiglie, dal G20 è arrivata la rassicurazione che la recessione in Europa e nel mondo rallenta, ma la crisi economica continua a mietere vittime. Si allunga infatti la lista di coloro che decidono di farla finita perché non riescono più a reggere il peso della situazione.
In Liguria un elettricista di Sanremo, 47 anni, si è suicidato sparandosi al capo con una pistola forse a causa della depressione in cui era caduto dopo il licenziamento. Dopo aver cenato con la sua compagna, l'uomo è sceso in cantina e si è sparato con una Smith and Wesson calibro 28 di sua proprietà. Da quanto hanno raccontato i familiari l'elettricista era caduto in depresione dopo aver dovuto lasciare il lavoro presso la ditta di cui era dipendente da tanti anni.
Un episodio analogo è avvenuto in Toscana: questa volta a compiere il gesto estremo è stato un imprenditore. Sessantaquattrenne, residente in un comune vicino a Firenze, si è impiccato all’interno del capannone della sua azienda. Il corpo è stato trovato da alcuni familiari che hanno avvertito il 118 e i carabinieri. All’origine del gesto ci sarebbero motivi economici e finanziari: l’uomo vi avrebbe fatto riferimento in un biglietto trovato vicino al suo corpo.
Soltanto pochi giorni fa un altro imprenditore, in Sicilia, a Paternò, aveva posto fine alle sue ansie con il suicidio: si è impiccato, in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare, in preda alla disperazione a causa dei debiti contratti dalla sua azienda. L’uomo, 57 anni, una decina di operai alle sue dipendenze, era sposato e padre di due figli.LEGGI TUTTO

martedì 7 febbraio 2012

IMPRESE CHE RESISTONO HA ATTIVATO UN CENTRO D'ASCOLTO PSICOLOGICO PER I PICCOLI LAVORATORI AUTONOMI CHE.....NON HANNO PIU' VOGLIA DI RESISTERE!!!!



Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su febbraio 6, 2012
Qualche giorno fa mi ha fatto un po ‘ incazzare il commento di chi sostiene che sia meglio pagare qualche debito in più piuttosto che rivolgersi ad uno psicologo a pagamento, ma ho capito che spesso ci si rende conto troppo tardi che con pochissime decine di Euro a volte si può ottenere un grande beneficio.
A pochi giorni dall’avvio dell’iniziativa TERRAFERMA ho ricevuto una decina circa di richieste di psicologi professionisti disposti a dare  il proprio contributo e il riscontro positivo di un imprenditore che ha, diciamo così, usufruito di questo servizio.
Capirete bene perchè, con profondo rammarico, pubblico la mail di un amico con il quale mi sono sentito ieri:
“Ciao Massimo,
è dalla tua telefonata di qualche mese fa che non ci sentiamo, spero che tra alti e bassi, la ruota giri.
Purtroppo per qualcuno la ruota non gira più.
Questa settimana un piccolo imprenditore di Turate, che conoscevo molto bene, si è suicidato a causa della crisi della sua attività.
Quello che ancora più  mi ha toccato è stato il fatto che mi aveva chiamato solo due settimane fa informandomi dei suoi problemi.
Non ho capito la gravità del suo stato.
Mi fa ancora più male constatare che nessuno ne abbia parlato.
Sembra che un suicidio di un imprenditore ormai non faccia più notizia.
Non è per la notizia in sé, ma per riuscire a sensibilizzare la comunità di fronte ad un evento così tragico.
Ma in che mondo viviamo?
Scusa ma avevo bisogno di coinvolgere qualcuno e ho pensato a te”.


“MA IN CHE MONDO VIVIAMO” ????? E’ LA DOMANDA CHE L’AMICO DI MASSIMO MAZZUCCHELLI GLI RIVOLGE DOPO AVER APPRESO CHE UN SUO CONOSCENTE DI TURATE SI E’ SUICIDATO A CAUSA DEI SUOI PROBLEMI AZIENDALI (ahime’ l’ennesimo!)………… ED E’ LA STESSA DOMANDA CHE MI FACCIO IO OGNI GIORNO.

“IN CHE MONDO VIVIAMO ??” ……”E CHE MONDO LASCIAMO AI NOSTRI FIGLI??” ????
E’ PER RISPONDERE A QUESTE DUE DOMANDE CHE DOBBIAMO (NE ABBIAMO L’OBBLIGO MORALE) FARE QUALCOSA !!!!!! QUALCOSA DI CONCRETO, ANCHE ATTRAVERSO IL SUPPORTO PSICOLOGICO ALLE PERSONE CHE, ALTRIMENTI, POTREBBERO DECIDERE DI FARLA FINITA CON QUESTO MONDO ASSURDO. ABBIAMO L’OBBLIGO MORALE VERSO I NS. FIGLI, MA ANCHE VERSO QUESTE PERSONE CHE A LORO VOLTA DI FIGLI NE HANNO TANTI QUANTI NOI.
DOBBIAMO FARE QUALCOSA ANCHE REAGENDO VERSO QUESTO SISTEMA ECONOMICO-SOCIALE CHE HA
CAPOVOLTO, STRAVOLGENDOLO, IL MONDO DEL LAVORO.
PARAFRASANDO WOLFGANG GOETHE CHE DICEVA “la cosa piu’ importante al mondo non e’ tanto dove stai adesso, quanto verso dove stai andando”, RIBADISCO FERMAMENTE CHE QUESTO MONDO, CHE OGNI GIORNO, NEL NS. PICCOLO, COSTRUIAMO LOTTANDO, STA ANDANDO VERSO UNA DIREZIONE CHE NON E’ LA NOSTRA, E CI FA SUBIRE UN PERCORSO CHE SPESSO CI PORTA SULL’ORLO DEL BARATRO. DOBBIAMO QUINDI DIRE BASTA, ESSERE INCAZZATI DEVE SERVIRE A FARCI ALZARE LA TESTA, A NON VIVERE PIU’ COL TIMORE CHE OGNI NOSTRA AZIONE POSSA RITORCERSI CONTRO DI NOI, PERCHE’ SE SIAMO IN TANTI, TUTTI CHE GUARDIAMO VERSO UN’UNICA DIREZIONE, CHE E’ QUELLA DELLA TUTELA DEL NS. DIRITTO AD ESSERE IMPRENDITORI D’AZIENDA E DI NOI STESSI, ALLORA POTREMO RIAPPROPRIARCI DI UN BENE UNICO ED INALIENABILE QUALE E’ LA NS. DIGNITA’ !!!! DOBBIAMO NECESSARIAMENTE PERCORRERE UNA DIREZIONE TRASVERSALE A QUELLA IMPOSTACI DA UN SISTEMA ORMAI INCANCRENITO, CHE GENERA SOLO MALCONTENTO E SITUAZIONI NEGATIVE E CHE TUTELA SOLO SE STESSO, IN UNA SPIRALE PERVERSA.

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BEN VENGANO TUTTI I “FILIPPO ALBANESE” CHE SI SENTONO DI DARE QUALUNQUE TIPO DI AIUTO E DI SOSTEGNO A CHI NE HA BISOGNO !!!!! LA SOLIDARIETA’ (PURTROPPO !!) IN QUESTA NOSTRA MARTORIATA ITALIA, SPESSO SI ASSOCIA SOLAMENTE AD UN CERTO TIPO DI PERSONE, E PARE CHE GLI IMPRENDITORI NON RIENTRINO IN NESSUNA CATEGORIA “SOLIDARMENTE” SOSTENIBILE. MI PIACEREBBE VEDERE QUANTI E QUALI PERSONE SI SCHIEREREBBERO A SOSTEGNO DELLA DIGNITA’ LESA E VILIPESA DI NOI PICCOLI IMPRENDITORI, CON LA STESSA FORZA CON CUI SOSTENGONO E DIFENDONO LA DIGNITA’ DEI PROFUGHI (AI QUALI LO STATO ITALIANO GARANTISCE 46,00 EURO AL GIORNO), DEI DETENUTI, DEI SENZATETTO, DEI MENO ABBIENTI E DEI PIU’ DEBOLI. MA CHI E’ PIU’ DEBOLE DI COLUI IL QUALE SI E’ VISTO PORTAR VIA TUTTO E, AL LIMITE DI OGNI RAGIONAMENTO LOGICO, VARCA LA SOGLIA DELL’ILLOGICO E SI TOGLIE LA VITA PER DISPERAZIONE?? DOBBIAMO SENZ’ALTRO GRIDARLO AI 4 VENTI CHE QUASI 3000 PERSONE IN QUESTI ULTIMI 3 ANNI SI SONO TOLTE LA VITA ( IMPRENDITORI E DIPENDENTI) A CAUSA DI QUESTA CRISI TERRIBILE.
MI RIPETO (E LO FARO’ FINO ALLA NOIA) DOBBIAMO REAGIRE E LA NS. RABBIA E LA NS. DETERMINAZIONE INCANALARLA IN UN’AZIONE SERIA, DETERMINATA SEMPRE NEL RISPETTO DELLA LEGGE MA RISOLUTIVA, CHE RIDIA LA DIGNITA’ A TUTTI NOI, CHE OGNI GIORNO SEMPRE PIU’ CON FATICA, ASSICURIAMO POSTI DI LAVORO E CONTINUITA’ ALLA NOSTRA ECONOMIA ED ALLE GENERAZIONI FUTURE.

ANTONELLA LATTUADA