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lunedì 30 gennaio 2017

PERSISTONO I DUBBI SULLE DIMISSIONI DI PAPA BENEDETTO, I CATTOLICI AMERICANI VOGLIONO VEDERCI CHIARO! E NOI?



tratto da Maurizio Blondet 30 gennaio 2017 

In Usa non so che network sta diffondendo ora The Young Pope. L’amico americano ha notato “con orrore” che nella seconda puntata del serial di Sorrentino, viene citata Marina Abramovic come la più importante artista contemporanea. “E’ la firma di John Podesta! E’ il segno che Papa Francesco è la pedina della “primavera cattolica” progettata da Podesta!”.

L’eccitazione dell’amico può indurre il lettore a non capire. Marina Abramovic è la strega che, come risulta dalle mail intercettate e diffuse la Wikileaks, aveva invitato i due fratelli Podesta a un rituale da lei chiamato “Spirit Cooking” (cottura degli spiriti) .

In un’altra mail del febbraio 2012 – attenti alla data! – John Podesta e una sua interlocutrice criticano i vescovi Usa, perché contrari alle leggi sulla contraccezione e il gender – e quindi contro la Clinton nella campagna elettorale presidenziale prossima ventura. “C’è bisogno di una Primavera Cattolica in cui siano i cattolici stessi a chiedere la fine di una dittatura medievale e l’inizio di un po’ di democrazia e rispetto per l’eguaglianza dei generi nella Chiesa”. E’ chiaro che sanno che le “primavere arabe” sono state fabbricate dall’Amministrazione Obama, e quindi progettano di fabbricarne una nel Cattolicesimo: una rivolta “dal basso” controllata dal Dipartimento di Stato per seminare nella Chiesa la nuova morale “aperta” e permissiva.

mercoledì 11 febbraio 2015

"PIETRO" NEI MESSAGGI DELLA MADONNA DI ANGUERA DAL FEBBRAIO 2013 AD OGGI


3.986 - 27 maggio 2014
Cari figli, sono vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi aspetta. Ecco il tempo dei dolori per gli uomini e le donne di fede. Camminate verso un futuro di grandi persecuzioni. La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante. Il trono di Pietro sarà scosso e molti si tireranno indietro. Amate e difendete la verità. Qualunque cosa accada, non tiratevi indietro. Restate con Gesù. Cercatelo nell’Eucarestia e fortificatevi nella sua Parola. Inginocchiatevi in preghiera. Io starò al vostro fianco, anche se non mi vedete. Confidate nel Signore ed Egli vi condurrà alla vittoria. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.863 - 21 agosto 2013
Cari figli, la Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante e il cammino del calvario sarà doloroso. Gli uomini e le donne di fede saranno giudicati e condannati. Si sentiranno grida di aiuto e un successore di Pietro berrà il calice amaro della sofferenza. Pregate. Non allontanatevi dalla preghiera. Dopo tutta la persecuzione il Signore allontanerà dalla Chiesa tutto il fumo del demonio e ci sarà un tempo di pace. Soffro per quello che vi aspetta. Non perdetevi d’animo. Non allontanatevi dal cammino della verità. Chi cammina con il Signore non sperimenterà il peso della sconfitta. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 26 gennaio 2015

"IL DIRITTO DI CRISTO" DI NON ESSERE CALPESTATO ...... DIFESO DA ANTONIO SOCCI


di Antonio Socci 25 GENNAIO 2015 

Ci sono due insistenti messaggi che mi arrivano da Oltretevere. Il primo è questo: “Al Conclave è successo di tutto”. Questa voce c’entra – lo vedremo dopo – col secondo messaggio che filtra: “Ormai abbiamo le mani nei capelli”. Una battuta pronunciata da chi era, all’inizio, “bergogliano” e che riguarda il recente viaggio in Asia, ma non solo.


VIAGGIO RIVELATORE

In questi giorni ci sono stati scivoloni papali che hanno fatto clamore e scandalo: quello sul “pugno” a chi dice una brutta parola “alla mia mamma” (incredibile commento alla strage di Parigi per le vignette).

E quello sui cattolici che fanno figli “come conigli” (che non è solo una battuta infelice perché tutto il contesto era discutibile).

Ha suscitato smarrimento fra i cattolici anche il rimprovero alla donna con otto figli e i parti cesarei: se avesse detto che usava la pillola o aveva divorziato, Bergoglio le avrebbe detto “chi sono io per giudicare?”.

E ogni volta le toppe sono state peggiori del buco: il papa è arrivato a definire il Vangelo “una teoria”, che è altra cosa dalla vita umana.

Ma è accaduto pure di peggio. Anche sul piano dottrinale. A Manila, per esempio, accantonando il discorso scritto, a un certo punto Francesco ha detto che la sofferenza innocente è “l’unica domanda che non ha risposta”.


DOVE STA LA RAGIONE? DOMANDIAMOCI PERCHE' SOCCI HA CAMBIATO OPINIONE SU FRANCESCO....

tratto  http://www.uccronline.it/ 25 gennaio 2015

Antonio SocciLo scrittore Antonio Socci in questi ultimi anni ha voltato le spalle a  “Comunione e Liberazione”, movimento ecclesiale a cui è sempre appartenuto (lo ha rivelato il direttore di “Tempi” Luigi Amicone), ha voltato le spalle a Medjugorje e ai messaggi dati ai veggenti (lo abbiamo mostrato pochi giorni fa), ed infine -recentemente - ha voltato le spalle anche alla Chiesa e al cattolicesimo. Fu lui stesso, infatti, a “scomunicare” dal cattolicesimo chi criticava Francesco dubitando sulla sua persona e, dunque, si è di fatto auto-scomunicato dato che oggi è lui stesso passato all’antipapismo militante (non lo diciamo noi, ma una fonte tradizionalista come il noto blog “Messainlatino.it”).

giovedì 25 settembre 2014

ROBERTO DE MATTEI:" L'ERMENEUTICA CONTINUISTA DI BENEDETTO XVI SI E' CAPOVOLTA IN UN GESTO DI FORTE DISCONTINUITA' STORICA E TEOLOGICA"



(di Roberto de Mattei su l’espressonline.it) 15 settembre 2014 

 Tra le molteplici e poliedriche dichiarazioni di papa Francesco degli ultimi tempi ve n’è una che merita di essere valutata in tutta la sua portata.

Nella conferenza stampa tenuta il 18 agosto 2014 a bordo dell’aereo che lo riportava in Italia dopo il suo viaggio in Corea, il papa ha tra l’altro affermato:

“Penso che il papa emerito non sia un’eccezione, ma dopo tanti secoli, questo è il primo emerito. […] Settant’anni fa anche i vescovi emeriti erano un’eccezione, non esistevano. Oggi i vescovi emeriti sono una istituzione. Io penso che ‘papa emerito’ sia già un’istituzione. Perché? 

mercoledì 24 settembre 2014

OCCORRONO TRE INDIZI PER UNA PROVA? DUE GIA' LI ABBIAMO, LA EMMERICK (beata) ED ANGUERA (non riconosciuta) ATTENDIAMO IL TERZO ?!?!

Le tesi di Socci
Un gran libro fedele e scismatico, dipende dai punti di vista. In uscita

tratto da http://www.ilfoglio.it

Roma. Continua a firmarsi Benedictus XVI, con tanto di P. P. a indicare la potestà papale, cosa che invece Francesco non ha mai fatto fin dal giorno del suo insediamento sulla cattedra petrina. Di bianco si vestiva e di bianco continua a vestirsi, anche se ha smesso la mantelletta e la fascia. Non c’è stato tempo per recuperare una tonaca nera in tutto il Vaticano, è la giustificazione un po’ fiacca che giunge d’oltretevere. Papa era e Papa rimane, benché emerito. S’è tenuto anche lo stemma con le chiavi decussate che qualche zelante cardinale esperto d’araldica aveva tentato di aggiornare, togliendo ogni riferimento al ministero petrino.

domenica 7 settembre 2014

MARCO DELLA LUNA:"QUANTI VOTI AVRESTI PRESO,RENZI, SE LA GENTE AVESSE SAPUTO CHE AVRESTI TRADITO TUTTE LE PROMESSE?"

di Marco Della Luna 04.09.14 

Come Renzi l’inconcludente si auto-legittima a un governo di legislatura.

In una situazione di emergenza nazionale in cui sia indispensabile compiere determinate mosse, è legittimato un governo emergenziale transitorio, privo di mandato popolare, che si insedii per fare immediatamente quelle poche cose necessarie, diciamo in cento giorni, e poi si vada alle elezioni, per passare dalla legittimazione emergenziale a quella democratica, che è quella normale.

Un governo così non è più legittimo, ma commette un colpo di Stato, se non fa quelle cose ma converte il proprio termine da cento giorni a mille giorni oltre quelli che è già stato in carica, cioè se si converte da governo transitorio in governo di legislatura e medio termine, come se avesse avuto il mandato popolare.

COM'E' CHE LA TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE VIENE OGGI DICHIARATA NECESSARIA? CIO' CHE GIOVANNI PAOLO II° DICHIARO' OSTILE A CRISTO ED ALLA CHIESA OGGI VIENE RIPROPOSTO?

di Antonio Socci 7 SETTEMBRE 2014 

Nell’epoca Bergoglio, il Vaticano ha praticamente riabilitato la Teologia della liberazione che, nata negli anni Sessanta, molti disastri ha combinato, soprattutto in America latina, per aver alimentato la subalternità della Chiesa al pensiero marxista.

Nei mesi scorsi ci sono stati eventi clamorosi, come lo “sbarco” trionfale in Vaticano di Gustavo Gutierrez, “padre” della Tdl. Un anno fa “L’Osservatore romano” pubblicò ampi stralci di un suo libro che celebrava le sue invettive contro il neoliberismo.
Questa estate è arrivato un altro gesto altamente simbolico, passato quasi inosservato, che riguarda Miguel d’Escoto Brockmann.

PROFONDO ROSSO

D’Escoto era il figlio dell’ambasciatore del Nicaragua negli Stati Uniti. Ordinato prete nel 1961 si coinvolse nella Tdl e nell’ottobre 1977 si pronunciò pubblicamente a favore del Fronte Sandinista, un gruppo rivoluzionario d’ispirazione marxista che nel 1979 prese il potere in Nicaragua.

D’Escoto fu ministro degli Esteri nel governo sandinista dal 1979 al 1990. Nello stesso governo-regime il gesuita Fernando Cardenal fu ministro dell’educazione e suo fratello Ernesto fu ministro della cultura.

Giovanni Paolo II bocciò duramente il coinvolgimento dei tre religiosi nel governo sandinista.

Già subito dopo la sua elezione papa Wojtyla aveva tuonato contro la Tdl. Nel suo viaggio in Messico del 1979 affermò: “la concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si compagina con la catechesi della Chiesa”.

mercoledì 20 agosto 2014

ANTONIO SOCCI: "LE PERSONE CHE RIFLETTONO COLGONO LA REALTA" MI DOMANDO: IN QUALITA' DI CATTOLICI SI DEVE OBBEDIENZA CIECA AL PAPA ?



di Antonio Socci 20 AGOSTO 2014 


Qua sotto troverete un articolo che ho pubblicato stamani e che approfondisce le frasi sull’Iraq pronunciate in aereo da papa Bergoglio.

A chi però continua a dire o pensare che sia un mio puntiglio, quasi frutto di un pregiudizio, segnalo anche l’intervista che oggi il filosofo Massimo Cacciari ha dato alla Repubblica.

Le persone che riflettono colgono la realtà.

Riporto qualche passaggio di Cacciari:
“Si tratta di una svolta radicale nella teologia politica della Chiesa… ma questo è un bel problema… Francesco considera legittimo un intervento nella misura in cui viene deciso dall’Onu – siamo in presenza di una laicizzazione dell’idea cattolica di ‘guerra giusta’… La posizione di Francesco è fragilissima. La sua è una posizione che potrebbe sostenere un Renzi o una Merkel. Se mi permette, io dal Papa mi aspetto qualcosa di più, ossia che mi dica che bisogna intervenire sulla base di valori considerati assoluti”.

Fin qui la riflessione di Cacciari. Ora ecco il mio articolo.

* * *

“Ahimé, basta tacere! Gridate con centomila lingue. Vedo che, per lo tacere, lo mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita”. Con queste parole tuonava santa Caterina da Siena scrivendo a un alto prelato.

Si sente il bisogno anche oggi nella Chiesa di donne e uomini di fede ardente e di cuore libero che – come Caterina – si rivolgano così a un papa (Gregorio XI) pieno di timori, che non faceva quello che avrebbe dovuto: “Io, se fussi in voi, temerei che il divino giudicio venisse sopra di me”.

venerdì 8 agosto 2014

OGNI CATTOLICO DOVREBBE LEGGERE E RINGRAZIARE BLONDET DI AVERCI REGALATO QUESO POST!



Da un sito cattolico, leggo che «La rivista internazionale di teologia Concilium ha dedicato il suo ultimo numero al tema: Dall’“anathema sit” al “Chi sono io per giudicare?”», a partire dalla famosa frase di Papa Francesco sull’omosessualità: «chi sono io per giudicare», pronunciata di ritorno dal Brasile, nel luglio 2013.

Gli autori «ritengono che le formule e i dogmi non possono comprendere l’evoluzione storica, ma ogni problema vada collocato nel suo contesto storico e sociopolitico. Il concetto di ortodossia va superato, o quanto meno ridimensionato, perché, viene utilizzato come “punto di riferimento per soffocare la libertà di pensiero e come arma per sorvegliare e punire”... Essi definiscono l’ortodossia come “una violenza metafisica”. Al primato della dottrina va sostituito quello della prassi pastorale…» (Concilium, 2/2014, p. 11). 

venerdì 30 maggio 2014

ABBIAMO DUE PAPI? LO SCOOP NON E' DI MESSORI E NEANCHE DI SOCCI BENSÌ DI ANIMA MISTICA!!!!

venerdì 8 marzo 2013




In molti hanno affermato che la rinunzia di BXVI al potere giurisdizionale, che è ministero del Vescovo di Roma, ha desacralizzato la figura del Pontefice.

Considerato che Sua santità Benedetto XVI ha esercitato la sua facoltà di dismettere il potere terreno di governo istituzionale, per concentrare le proprie forze nell'accompagnamento spirituale della chiesa, la verità è che egli ha semmai agito nel senso di risacralizzare la figura del pontefice, divenuta ormai troppo simile ad un semplice capo di stato, o presidente di multinazionale a scopi filantropici, e soffocata dalla metastasi dei peccati della curia vaticana.

Con la sua rinuncia al governo istituzionale, il Vicario di Cristo ha tolto l'aura sacrale al potere mondano del vescovo, ed ha ricollocato nella sua dimensione relativa, di scelta umana, la forma giuridico-istituzionale del papato.

Egli ha esercitato il suo potere di pontefice scegliendo l'opzione potestà spirituale senza potestà giurisdizionale terrena per il vescovo di Roma, dal quale ogni potere pastorale deriva. Ha poi affidato 'a coloro cui compete' il compito di convocare il conclave, per lasciare a ciascuno la sua responsabilità di seguire o rigettare la scelta a cui il successore di Pietro è stato 'chiamato dal Signore'.

I commenti che sono venuti dalle autorevoli firme dell'Osservatore Romano, dipendente direttamente dalla segreteria di Stato, certo non lasciano ben sperare su quanto siano orientati a fare. Proprio loro, capovolgendo la verità, hanno parlato di desacralizzazione del Pontefice ed hanno descritto il Papa come ormai ridotto a presidente di un Consiglio di amministrazione, ad una figura meramente arbitrale in una struttura ecclesiastica avente poteri deliberativi collegiali. In più hanno calcato la mano sull'esigenza che sia necessaria l'efficienza fisica per ben governare. Mentre il Papa si è opposto fino all'ultimo a questa ideologia:

domenica 11 maggio 2014

CHIESA DI PIETRO OPPURE CHIESA DI ROMA?


  da versolaluce 02 Giugno 2013


Per il diritto canonico, il governo trans-nazionale sui popoli cristiani di tutte le chiese non è una supremazia politico-istituzionale attribuita alla sede di Roma, ma è la potestà gerarchico-sacramentale, di ordine spirituale, che Gesù trasmette personalmente a Pietro (istituto pontificale di diritto divino) per guidare le comunità cristiane come suo Vicario in sua assenza.

Quando si andò a trasporre questa istituzione gerarchico-sacramentale di diritto divino sul piano tecnico-giuridico, nacque l'architettura del papato romano, cioè l'istituto pontificale di diritto canonico.

Per questa architettura, il papato è romano: ossia è alla sede vaticana di Roma che è legata la concreta potestà di governo propria del pontefice Vicario di Cristo. Cioè, l'esercizio di quella potestà universale di guida dei cristiani, che Gesù trasmette a Pietro personalmente, non rimane legato alla persona dei suoi successori, ma si sposta sulla sede e si radica nel governo trans-nazionale di tutte le chiese, gestito dal vescovo di Roma nella sede vaticana. 

E' un'architettura, questa del "Romano Pontefice", che già a prima vista si presenta fondata su una grave incongruenza (lo spostamento dal concetto di "chiesa di Pietro" a quello di "chiesa di Roma"), e che poi nella struttura interna dei canoni 331-332-333 si rivela basata per di più su una vera e propria contraddizione radicale.

Infatti, il Codice di diritto canonico da una parte dice che:

mercoledì 5 marzo 2014

VATICANO, UN ANNO CON PAPA FRANCESCO E CON PAPA EMERITO BENEDETTO XVI = DIARCHIA NELLA CHIESA!?!?


Anima Mistica 28 luglio 2013

CHE COSA DICONO LE CARTE DI RATZINGER - La monumentale indagine voluta da Ratzinger ed ereditata da Bergoglio ha essenzialmente evidenziato tre cose:

1. Corruzione(anche morale) in alcuni settori della Curia;
2. Carrierismoesagerato da parte di alcuni soggetti, che non avrebbero esitato a usare la minaccia e il ricatto anche a sfondo sessuale pur di ottenere un posto di rilievo;
3. L'esistenza di una lobby gay attiva e operativa, col metodo del ricatto, in Vaticano. È il cardinale De Giorgi, che accenna ai risultati dell'indagine Vatileaks...

E secondo quanto risulta ad Affaritaliani, i due Papi si incontrerebbero almeno due volte la settimana al Mater Ecclesiae, il monastero dove il Papa emerito si è ritirato dopo il rientro da Castel Gandolfo ai primi di maggio...

giovedì 27 febbraio 2014

SEMPRE PER RICERCARE LA VERITA' GUARDIAMO ANCHE AL VATICANO!


di Antonio Socci 26 FEBBRAIO 2014

"SE DIO MI CHIEDE QUESTO E' PROPRIO

 PERCHE' IO POSSA CONTINUARE"

PERCHE’ NON SI E’ DEFINITO PAPA?


























Ieri sulla “Stampa” e “Vatican Insider” (il sito del giornale dedicato al Vaticano) è apparso con gran rilievo questo titolo che riporta parole attribuite a Benedetto XVI: “La rinuncia è valida. Assurdo speculare sulla mia decisione”.

Suona come una clamorosa risposta alle domande che io avevo posto su queste colonne a un anno dalle sue storiche dimissioni.

AUTOGOL

I colleghi di “Vatican Insider-La Stampa”, per capirci, sono gli stessi che reagirono con stizza allo scoop con cui, il 25 settembre 2011, preannunciavo le dimissioni di papa Benedetto. Ci fu chi scrisse che era “scandalizzato” dal mio articolo.

Questi colleghi corsero a fare i pompieri intervistando chi diceva che era tutto infondato e che il mio articolo era assurdo e ridicolo.

Sappiamo poi come sono andate le cose e quanto era infondato ciò che scrissi.

Gli amici della “Stampa” avrebbero potuto imparare, da quella vicenda del 2011, che non bisogna mai accontentarsi delle “verità ufficiali”, altrimenti basterebbe pubblicare i comunicati stampa dei vari palazzi.

lunedì 24 febbraio 2014

PAPA LO SI E' PER SEMPRE! ANTONIO SOCCI PONE LA DOMANDA: PERCHE' E' TORNATO?


di Antonio Socci 23 FEBBRAIO 2014 

Nella storia bimillenaria della Chiesa nessuno prima di ieri aveva mai visto in San Pietro due papi insieme e che si abbracciano come fratelli. E’ accaduto al Concistoro dove Francesco ha invitato a partecipare il papa emerito Benedetto XVI.




Francesco ha deviato la solenne processione d’ingresso per andare a salutarlo (poi, uscendo dalla basilica, ha deviato di nuovo per tornare da lui e scambiare alcune parole).

E’ la terza volta che i media immortalano il loro abbraccio. Nel marzo scorso a Castelgandolfo, poi nei giardini vaticani per la benedizione di una statua di San Michele Arcangelo.

Altre volte si sono incontrati e si incontrano privatamente a colazione, lontano dai giornalisti.

Ma quello di ieri è un caso particolare perché era una cerimonia pubblica solenne nella Basilica di San Pietro. Era un avvenimento ecclesiale molto importante, perché si trattava della creazione di 19 nuovi cardinali.

LA NOVITA' EPOCALE DEI DUE PAPI E' DI PORTATA SPIRITUALE E ISTITUZIONALE!




La novità epocale c'è ed è incontestabile: Benedetto XVI è rientrato in Vaticano ed ha trovato ad accoglierlo il Vescovo di Roma, due vescovi vestiti di bianco si sono stretti la mano. BXVI ha commentato così il suo arrivo: “Qui è accogliente. Si può lavorare bene...”


Cosa sta accadendo? Le due potestà del successore di Pietro, quella spirituale di Vicario di Cristo e quella giurisdizionale di Vescovo di Roma, non sono più congiunte nella stessa persona, ma si fronteggiano in due distinte autorità come alle origini, e devono trovare il modo di cooperare al bene del popolo di Dio.

Perché ciò che normalmente non si sa, o non si ha ben presente, è che sulle spalle del successore di Pietro grava una doppia investitura: quella spirituale di Vicario di Cristo, che gli viene direttamente dall'essere prescelto come guida del popolo da Gesù in persona e quella temporale, che gli viene dall'incarico di governo giurisdizionale che il vescovo di Roma assume sulla chiesa universale. L'unione delle due investiture, poi, – quella spirituale di vescovo Vicario di Cristo e quella temporale di governo giurisdizionale della chiesa - non è l'eredità originaria che deriva dal tempo di Pietro, bensì è la formulazione che sopravviene storicamente solo vari secoli più tardi.

CHE SAREMMO ARRIVATI ALL'EVIDENZA PUBBLICA DEI DUE PAPI ERA SOLO QUESTIONE DI TEMPO, ANIMA MISTICA GIÀ LO SCRIVEVA A MAGGIO 2013




Mi hanno chiesto: “Cara Simonetta, come mai scrive che adesso ci sono in campo due autorità nella Chiesa, quella Spirituale e quella giurisdizionale? La guida suprema è una sola, il capo è Pietro.BXVI ha rinunciato ed è stato eletto il successore. E’ così semplice


Purtroppo no, non è così semplice. Perché il successore di Pietro, nel corso dei secoli, ha sommato nella sua persona due potestà, quella spirituale e quella giurisdizionale, che oggi sono tornate a dividersi come in origine in capo a due soggetti diversi, Benedetto XVI e il nuovo Vescovo di Roma.

Supreme sono entrambe le potestà, perché entrambe sono al vertice della gerarchia istituzionale dell’intero popolo cristiano. Ma quanto all’origine, alla natura e alle modalità di esercizio le due potestà - quella di guida spirituale e quella di governo giurisdizionale – sono profondamente differenti.

Quanto all’origine, la potestà di guida spirituale dei cristiani, suprema in materia di fede, è quella conferita da Gesù in persona a Pietro, quando gli ha attribuito con le chiavi il potere universale di “legare e sciogliere in cielo e in terra”:

Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli. (Vangelo di Matteo 16, 19)

Ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. (Vangelo di Luca 22,32)

venerdì 14 febbraio 2014

LE VOCI FUORI DAL CORO VENGONO ZITTITE? CERCARE LA VERITA' E DIFFONDERLA SARA' ANCORA POSSIBILE?

da http://www.corrispondenzaromana.it/



Il 13 febbraio Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, ha chiuso la rubrica “Radici Cristiane” che il prof. Roberto de Mattei conduceva dal 17 febbraio 2010, ogni terzo mercoledì del mese a Radio Maria. La ragione del provvedimento è l’articolo dello stesso de Mattei 2013-2014. Motus in fine velocior apparso su “Corrispondenza Romana” del 12 febbraio. Riportiamo di seguito lo scambio di corrispondenza tra padre Livio e Roberto de Mattei.

13 febbraio 2014 – Padre Livio Fanzaga al prof. Roberto de Mattei

DOBBIAMO SEGUIRE DA VICINO LE VICENDE VATICANE, GUARDANDO ANCHE A SUA SANTITA' BENEDETTO XVI°


da http://www.antoniosocci.com/  Antonio Socci 12 FEBBRAIO 2014 


Il “ritiro” di Benedetto XVI – un anno dopo – si tinge di giallo. Perché emergono “dettagli” che impongono di interrogarsi seriamente sulla sua effettiva validità canonica.

Parto da ciò di cui io stesso sono stato testimone personale. Nell’estate del 2011 ricevo da fonte certa la notizia: Benedetto XVI ha deciso di dimettersi e lo farà dopo aver compiuto gli 85 anni, cioè dall’aprile 2012.

Scrissi tutto su queste colonne il 25 settembre 2011. Fui seppellito da una valanga di risposte sprezzanti sia dall’entourage vaticano che dai vaticanisti. Arrivati alla primavera 2012 qualcuno dei vaticanisti fece ripetutamente notare che la mia previsione non si era realizzata.

Io risposi che si era in pieno nella tempesta di Vatileaks e per quella ragione il Papa non si era ancora dimesso. Infatti l’11 febbraio 2013, appena chiuso il caso Valileaks, Benedetto XVI comunica il suo clamoroso ritiro (si era sempre nel suo 85° anno).