Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta dittatura anticattolica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dittatura anticattolica. Mostra tutti i post

martedì 5 agosto 2014

TE PAREVA!! ANCHE IL DIRETTORE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE CONTRO I CATTOLICI!!


di Antonio Socci 3 AGOSTO 2014 


Rossella Orlandi, il nuovo direttore dell’Agenzia delle entrate, ha esordito con una gaffe: “In Italia sanatorie, scudi, condoni, sono pane quotidiano. Siamo un paese a forte matrice cattolica, abituato a fare peccato e ad avere l’assoluzione”.

Parole che hanno indignato “Libero” e suscitato l’ovvia reazione dei cattolici a cui ha dato voce “Avvenire”. E proprio con una lettera al quotidiano dei vescovi la Orlandi si è scusata per la “battuta ironica”, spiegando che “era indirizzata a tutti coloro che non rispettano le leggi ma confidano sempre in una sanatoria o in un condono per espiare i propri comportamenti scorretti. Nessun riferimento, quindi, ai princìpi solidaristici della cultura cattolica che hanno sempre ispirato i miei comportamenti e la mia vita. Mi scuso se le mie parole possano aver creato fraintendimenti o aver urtato la sensibilità di qualcuno”.

PREGIUDIZIO

martedì 8 luglio 2014

MARCO DELLA LUNA:" LA DITTATURA IN PREPARAZIONE NON SARA' LA DITTATURA DEL NUOVO E DEL GIOVANE"


di Marco Della Luna 08.07.14 

IL PAESE SCEGLIE LA DITTATURA: ampio consenso trasversale si raccoglie intorno alla riforma del potere contenuta nel combinato Nuovo Senato-Italicum. Bisogna prendere atto della realtà: l’Italia, nel suo complesso, vuole, con volontà costituente, un capo forte e unico, che controlli anche gli organismi di controllo. Dà più fiducia alla persona che alle regole. Così sia. E che tecnicamente sia una dittatura vera e propria, non vi è dubbio, come spiegherò.

giovedì 25 luglio 2013

PER RITROVARE IL MODELLO ECONOMICO VINCENTE DOBBIAMO SEGUIRE LE ORME DI SAN BENEDETTO!


 da versolaluce 24 Luglio 2013
Il Tiranno Globale, ossia L'Anticristo, e il Nuovo Ordine Mondiale, ossia Babilonia la grande. Il Grande Liberatore, ossia l'erede messianico, e l'Assetto Universale Originario Ricostituito, ossia Gerusalemme celeste





















RITORNO ALLA REALTA': Transumanizzati o Transustanziati, questa è la scelta – di Simonetta Castellano

Le due vie che l'evoluzione della specie umana segue, dalle sue origini al suo esito finale, si trovano codificate nella Bibbia.

In sintesi, ciò che dice la Bibbia è che l'evoluzione umana non ha un corso univoco, ma segue due linee precise e distinte. E queste due vie di evoluzione dell'umanità portano alla genesi di due diverse popolazioni, che vanno organizzandosi lungo la storia secondo due opposte società mondiali:
il Tiranno globale che sarebbe venuto alla fine dei tempi è l'Anticristo, del quale parla il libro dell'Apocalisse. E il Nuovo Ordine Mondiale, che sarebbe stato edificato, è ciò che la terminologia biblica ha da sempre identificato sotto il nome “Babilonia la grande”;

il Grande Re di Pace e di Giustizia, che lo avrebbe sconfitto, è l'erede messianico che deve tornare a nascere, e il popolo e la terra da Lui rigenerati nella potenza originaria della vita è quanto la Bibbia identifica con il nome di "Gerusalemme celeste".

Il disegno di queste due società umane mondiali è antico quanto l'umanità e due sono sempre state le linee di evoluzione della specie umana indicate nella Bibbia, che percorrono la storia della creazione verso questo suo esito finale. Secondo la Bibbia, l'evoluzione umana tende inesorabilmente verso un superamento della specie naturale per generare, secondo due linee contrapposte, due diverse umanità: una linea di evoluzione è quella che genera il popolo chiamato "figli delle tenebre" e l'altra linea è quella che genera il popolo chiamato "figli della luce". Queste due diverse popolazioni umane avranno due destini opposti:

mercoledì 8 maggio 2013

UNA LOBBY OMOSESSUALE CRESCIUTA ALL'INTERNO DELLA CHIESA.....

"Europa-Vaticano tra Astinenza e Sodomia" PDF

Un file gratuito scaricabile e stampabile per sapere cosa è veramente la sodomia che infesta i vertici delle istituzioni. Una Raccolta di articoli di cronaca e di commento biblico ai segni dei tempi sulla centralizzazione perversa del potere mondiale.

UN'IMMAGINE CHE VALE PIU' DI MILLE PAROLE


lunedì 10 settembre 2012

VECCHIO DI OLTRE 100 ANNI, ILLUMINANTE SUI TEMPI CHE VIVIAMO



Scritto nel 1907 – e da allora il più venduto best-seller di christian-fiction della storia, per importanza paragonabile ad Oro, di Ugo Wast, – questo libro profetico racconta l'ascesa del grande filantropo Giuliano Felsemburgh, democratico e rassicurante, fautore della pace mondiale, che realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religioni e predica la tolleranza universale. Tutto viene accettato fuorché la Chiesa cattolica, che – sempre in nome della tolleranza – viene straziata fin quasi alla sua completa eliminazione. Comunicazioni istantanee in tutto il mondo, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, un parlamento europeo, attentati con kamikaze, il crollo della Russia, la crisi delle vocazioni, l’apostasia di preti e vescovi, la persecuzione e la solitudine del Papa: tutti elementi che oggi fanno parte della nostra storia e della nostra quotidianità e che in questo testo sono stati descritti con impressionante realismo. Il Padrone del mondo racconta il venir meno della fede cristiana oltre che per una persecuzione aperta, anche grazie alla subdola religione umanitaria del relativismo con la quale è infiltrata la Chiesa cattolica. La speranza è riposta nell’Unico che rimane fedele per sempre e nel Suo glorioso ritorno.

ROBERT HUGH BENSON (Wellington College, 1871 – Salford, 1914) figlio dell’Arcivescovo di Canterbury, ordinato sacerdote nella Chiesa Anglicana nel 1895, nel 1901 entra nei Resurrezionisti, comunità anglicana di impostazione benedettina. Nel 1903 scrive e pubblica il suo primo libro The Light Invisible. Ma in quell’anno avviene un altro fatto fondamentale: ormai completamente convinto che la Chiesa di Cristo debba essere unita sotto un’unica autorità, in una continuità di dottrina e tradizione, si converte al Cattolicesimo. Di questa scelta egli stesso illustrerà i motivi in Confessioni di un convertito. Nel 1904 riceve l’ordinazione sacerdotale. Con By What Authority? inaugura una lunga serie di romanzi storici in cui racconta i secoli delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra. Nel 1907 scrive quella che rimane probabilmente la sua opera più popolare, Il Padrone del mondo, dimostrando grande genialità anche nel filone fantascientifico, proseguito quattro anni dopo con L’Alba di tutto (Fede & Cultura, 2010), romanzo speculare in cui si immagina lo scenario opposto: un mondo ideale e utopico dominato dalla cristianità. Conduce una vita intensa dividendosi tra la sua missione di sacerdote e di apprezzato predicatore, i frequenti viaggi tra Roma e l’Inghilterra, e una feconda carriera di scrittore (nell’arco di una quindicina d’anni scrive diciassette romanzi, una dozzina tra saggi e testi di spiritualità, più alcuni lavori teatrali, libri per bambini e poemi). Si spegne a quarantatré anni a causa di una polmonite, morendo nello stesso modo in cui è vissuto: padrone di sé, sereno e impaziente di passare ad una nuova avventura.

domenica 12 agosto 2012

BAGNASCO:"PIU' CATTOLICI IN POLITICA" ....NE ABBIAMO ANCHE TROPPI, MA SIAMO SICURI CHE SIANO SEGUACI DI CRISTO E NON "TECNOCRATI" A SERVIZIO DEL NEMICO DI CRISTO???




 di Antonio Socci 12 AGOSTO 2012


“E’ doveroso che, nella vita pubblica, i cattolici siano sempre più numerosi”, ha affermato il cardinale Bagnasco, presidente della Cei. Infatti i giornali di ieri hanno titolato: “Bagnasco: più cattolici in politica”.

DI PIU’ ?

Ma siamo sicuri che manchino? A me pare che tutti si dicano cattolici. Dagli ultradestri di Forza Nuova ai comunisti Vendola e Crocetta, da Tonino Di Pietro a Silvio Berlusconi, da Monti a Tremonti, da Rosy Bindi a Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, da Leoluca Orlando a Raffaele Lombardo o Totò Cuffaro, dall’ex pannelliano ed ex verde Rutelli al post-socialista Sacconi, dall’ex radicale Roccella al caso politico del momento, il sindaco Renzi, dall’ex musulmano Magdi Allam a Borghezio, dalla Binetti a Ignazio Marino, da Mantovano a Buttiglione, perfino da Prodi a Sgarbi (che mi pare si dica cattolico).

E’ il caso di dire: troppa grazia…
(......)


Non è chiaro poi cosa abbiano a che fare i cattolici con la tecnocrazia finanziaria rappresentata da Monti, da sempre contrapposta alla Chiesa (già Pio XI, nella “Quadragesimo anno”, tuonava contro l’ “imperialismo internazionale del denaro”).

I PALETTI DELLA CHIESA

E’ evidente allora che la richiesta di Bagnasco in realtà non riguarda il numero di politici cattolici. Ma la qualità e la loro direzione di marcia.

Probabilmente il suo intervento è stato provocato dal crollo del centrodestra il cui governo per la Chiesa fu perfino più favorevole di quelli della Dc.

Alla Cei e anche alla Segreteria di Stato vedevano assai di buon occhio la leadership e la candidatura di Alfano, che speravano si alleasse con l’Udc, ma poi tutto è naufragato.

Così Bagnasco ha riproposto i fondamenti di una seria presenza politica dei cattolici: i valori non negoziabili come base e i valori sociali come sviluppo. Ha posto dei paletti preventivi.

Perché la cosiddetta “Cosa bianca” non sembra nascere alla scuola del magistero Wojtyla-Ratzinger, né in continuità con la tradizione democristiana, ma sull’equivoca “operazione Todi”, uno degli episodi più umilianti di subalternità culturale e politica dei cattolici ai salotti laicisti del “Corriere della sera” (i più accanitamente anticattolici).

DA DON STURZO A DON LURIO

E’ pur vero che a Todi, Bagnasco fece un ottimo intervento per bocciare l’intenzione dichiarata del “Corriere” – gran burattinaio del convegno – di condannare l’epoca Ruini.

Ed è vero che lo stesso Bagnasco ribadì la centralità dei “valori non negoziabili” come base anche per una sana politica sociale (lo ha ripetuto in queste ore).

Tuttavia a Todi non ha prevalso la linea Bagnasco, ma quella del Corriere. Infatti l’evento è poi servito per le manovre politiche che hanno portato al potere Monti, Passera e Riccardi.

giovedì 14 giugno 2012

NO, CARO EUGENIO, IO NON PREGO PER "QUESTA EUROPA" STA SCRITTO "NESSUNO STRAPPA UN PEZZO DA UN VESTITO NUOVO PER ATTACCARLO A UN VESTITO VECCHIO" (Lc 5,36)


di Eugenio Benetazzo 

Ancora pochi giorni di attesa per conoscere il verdetto degli ellenici, euro si o euro no, che per noi significherà euro salvezza o euro disastro. A quel punto infatti se la Grecia esigerà per pretesa politica di voler abbandonare la moneta unica, accollandosi tutti i rischi che questo comporterà per la propria economia, si produrrà un pericoloso precedente, a cui nel breve futuro altri paesi vorranno fare riferimento. La maggior parte degli italiani, complice forse i campionati di calcio europei e gli scandali del campionato italiano, non ha minimamente idea dei rischi che potrebbe vivere se le autorità sovranazionali (BCE, FMI ed Eurogruppo) non si inventeranno velocemente una exit strategy credibile. Perchè è di questo che il mondo si interroga: l'immobilismo politico europeo, quasi a voler aspettare di vedere il crash per poi intervenire all'ultimo minuto. Questo inizio settimana si è parlato di un Big Plan per salvare l'Europa: Draghi & Company ci stanno lavorando. Dovremmo essere ottimisti per una volta tanto, tuttavia siamo arrivati a questo punto perchè sino ad o...LEGGI TUTTO

martedì 12 giugno 2012

DITTATURA FINANZIARIA.....ECCO DOVE SIAMO FINITI ! MA......AVERE PAURA NON SERVE, RAFFORZA SOLO IL "NEMICO"



Controllo di capitali, limiti ai prelievi dai bancomat e frontiere bloccate. Queste alcune delle misure che hanno studiato in gran segreto i servizi tecnici dell'Unione Europea


di: WSI  Pubblicato il 12 giugno 2012| Ora 09:54


New York - Le autorita' finanziarie europee hanno pronto un piano per chi esce dall'euro. Il peggior scenario possibile, se Atene dovesse decidere di abbandonare l'area della moneta unica, prevede che le autorita' dell'Eurozona assumano il controllo dei capitali della nazione. A questo si andrebbe ad aggiungere l'imposizione di limiti alla possibilita' di prelevare dagli sportelli bancomat e il blocco delle frontiere. 

Lo hanno riferito alcune fonti Ue a Reuters, che ha pubblicato un report esclusivo ripreso da La Repubblica. Il quotidiano riporta le misure di emergenza ipotizzate dai servizi tecnici e non i dettagli di un piano gia' messo in pratica.

Le iniziative sarebbero state discusse segretamente dai dirigenti dei ministeri del Tesoro e delle banche centrali, probabilmente sotto l'avallo della stessa Grecia. LEGGI TUTTO

giovedì 7 giugno 2012

INFOWARS HA OTTENUTO IN EXCLUSIVA DOCUMENTI DEL MEETING BILDERBERG ANNO 1966.....



Infowars exclusively obtains Senator’s notes, minutes, agenda from 1966 confab

Paul Joseph Watson
Prison Planet.com
Wednesday, June 6, 2012

Editor’s Note: We have obtained hundreds of documents from the 1966 meeting. This is a Wikileaks-sized data dump and we will be writing several more articles over the next few days to cover the myriad of different issues at hand.

Leaked documents from the 1966 Bilderberg Group conference exclusively obtained by Infowars betray how even as far back as five decades ago U.S. Senators were being indoctrinated with the belief that “nationalism is dangerous” by Bilderberg elitists, in addition to top union heads scheming behind their members’ backs with titans of capitalism and industry.

Previously leaked documents from meetings have illustrated how the Bilderberg Group, contrary to the media-generated myth that the confab represents a harmless talking shop, sets the consensus for policy decisions sometimes decades in advance.

A clear example is the 1955 Bilderberg meeting held in Garmisch-Partenkirchen, West Germany. Documents read by the BBC and later released by Wikileaks divulge how Bilderberg members were discussing the creation of the euro single currency nearly 40 years before it was officially introduced in the 1992 Maastricht Treaty.

The documents obtained by Infowars are from the Bilderberg Group meeting which took place in Wiesbaden, Germany in late March 1966.. The files are marked “personal and strictly confidential,” and “Not for publication either in whole or in part.” They consist of Bilderberg’s agenda for that year’s confab along with hand-written notes made by Democratic U.S. Senator for Oklahoma Fred R. Harris, who attended the meeting.

Participants in the 1966 conference included well known figures such as David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski, and John J. McCloy, who served on the Warren Commission and was a member of the foreign policy establishment group of elders called “The Wise Men.”

Harris had only been in office for less than two years before he was invited to the Bilderberg confab, suggesting he was being sounded out for potential grooming for higher office. The former Senator is still alive and currently works as a professor of political science at the University of New Mexico.

Included in the documents is the official invitation Harris received from Prince Bernhard of the Netherlands, Bilderberg founder and member of the German Nazi party. The letter is personally signed by the Prince.LEGGI TUTTO

martedì 5 giugno 2012

ROBERTO DE MATTEI:"CHI POTREBBE AFFERMARE CHE LA PROFEZIA DI FATIMA SIA COMPIUTA? ...."



La profezia di Fatima potrà dirsi avverata solo quando l'umanità volterà le spalle alla dittatura del relativismo

di Roberto de Mattei
Il 95esimo anniversario delle Apparizioni di Fatima, avvenute da maggio ad ottobre del 1917, è passato inosservato, se non fosse per un convegno organizzato a Roma da padre Nicholas Gruner e per la pubblicazione, da Sugarco, a del bel libro di Cristina Siccardi, Fatima e la Passione della Chiesa, su cui avremo modo di ritornare.
Limitiamoci qui a ricordare che il Messaggio della Madonna ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco, consta di tre parti diverse, ma logicamente concatenate tra di loro. La prima parte si riferisce alla salvezza delle anime ed è caratterizzata dalla terrificante visione dell'inferno, che è il destino che attende le anime dei peccatori impenitenti. La seconda parte del Messaggio estende il castigo alle nazioni infedeli alla legge divina. La terza parte, divulgata dalla Santa Sede nel giugno 2000, dilata la tragedia alla vita della Chiesa, offrendo la visione di un Papa e di vescovi, religiosi, religiose e laici colpiti a morte dai persecutori, Le discussioni che si sono aperte negli ultimi anni su questo "Terzo Segreto" rischiano di offuscare la forza profetica della parte centrale del Messaggio, riassunto da due frasi decisive: «la Russia diffonderà nel mondo i suoi errori» e «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà».LEGGI TUTTO 

mercoledì 14 marzo 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM: UN FIUME DI DENARO REGALATO ALLE BANCHE.....


Così la finanza mondiale strangola le imprese e si tiene i soldi della Bce

 

DI MAGDI CRISTIANO ALLAM


E’ ipotizzabile che l’insieme dei mega-prestiti elargiti dalla Bce (Banca Centrale Europea) e dall’Fmi (Fondo Monetario Internazionale) alla Grecia e ad altri stati europei si configuri come un riciclaggio di denaro virtuale, più prosaicamente di titoli spazzatura figli della speculazione finanziaria, in cambio di denaro vero corrispondente ai beni realmente prodotti? E’ possibile che comunque si tratti di un giro di denaro che dalla Bce e dall’Fmi venga formalmente affidato agli Stati debitori ma sostanzialmente ritorna immediatamente agli enti erogatori attraverso le banche che hanno fatto credito agli Stati ma che sono a loro volta indebitate con la Bce e con l’Fmi? Ed è per questa ragione che i poteri finanziari forti, quelli che determinano attraverso le oscillazioni dello spread e dei titoli azionari il nostro presente e forse il nostro futuro, non credono più di tanto alla tenuta della Grecia e in prospettiva dell’euro stesso? Infine è questo il contesto che di fatto si traduce nello svuotamento della democrazia e nell’avvento della dittatura finanziaria?

domenica 15 gennaio 2012

ANTONIO SOCCI:" QUELLO CHE GLI ITALIANI IGNORANO E' CHE TALE DISASTRO ERA STATO PREVISTO"




di Antonio Socci 15 GENNAIO 2012


Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell’Unione europea è precipitata. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).

Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.

Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d’animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.



UN ESPERIMENTO FOLLE.......
(.....)

UNA VOCE PROFETICA

Una delle voci nel deserto che videro in anticipo è quella di un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, uno così temerario e indomabile che già a venti anni era inviso al regime comunista sovietico il quale lo rinchiuse nei manicomi politici e nel gulag, torturandolo (infine – pur di disfarsene – lo cacciò via nel 1976 in cambio della liberazione in Cile del leader comunista Luis Corvalan).

Ebbene, Bukovsky, in una conferenza nell’ottobre del 2000, riportata di recente su “Italia oggi”, se n’era uscito con affermazioni che sembrarono allora esagerate, che forse lo sono, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.

Non mi riferisco solo a eventi come il commissariamento dell’Italia e della Grecia e il tentato commissariamento (in corso) dell’Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle “bocciature” di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate.

“Per quasi 50 anni” disse Bukovsky “abbiamo vissuto un grande pericolo sotto dell’Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell’Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito”.

Si riferiva all’Unione europea. Argomentava:

“Chi governava l’Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l’Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro”.

 LEGGI TUTTO

martedì 10 gennaio 2012

COSA CI PORTA IL 2012?


COSA CI PORTA IL 2012?
L’avvicinarsi del Governo Mondiale
d. CURZIO NITOGLIA
4 dicembre 2012
Prologo
● Tutte le strade dell’attuale crisi economica, politica, bellica, sociale e religiosa sembrano portarci sempre più velocemente verso un Governo Mondiale. Il Financial Times scriveva apertamente su questa ipotesi già in un articolo di Gideon Rachman, pubblicato l’8 dicembre 2009, il cui titolo era chiarissimo: Ed ora un Governo Mondiale. Questi obbiettivi sono stati rilanciati più recentemente dalla Trilateral Commission, dal CFR e dai membri interni al Bilderberg club.
● Oggi, la crema del potere globale sta chiudendo il capitolo globalizzazione e sta introducendo quello del Governo Mondiale. I mezzi di cui si serve sono sostanzialmente e principalmente:

  • 1°) Lo sbriciolamento finanziario
A partire dal 2008, il Sistema Finanziario Globale si occupa del tenersi artificialmente in vita. L’alta finanza e i mega-banchieri di Goldman Sachs, CitiGroup e JPMorganChase al lavoro con la Bank of England e la BCE, non hanno preso nessun provvedimento per aiutare né le popolazioni né le economie nazionali in difficoltà. Tutto quello che hanno fatto è stato il dirottare milioni di dollari nei forzieri delle banche. Tutto ciò è stato possibile perché, invece di essere il governo a controllare e supervisionare la finanza, quello che accade è esattamente l’opposto... “Sopra la banca la Patria campa, sotto la banca la Patria crepa”.

  • 2°) Le crisi economiche nazionali
Oggi, il Supercapitalismo selvaggio sta facendo crollare le economie nazionali, trasformandole in entità di dimensioni internazionali. La miseria delle Nazioni deriva dal mondo della finanza, delle banche e della speculazione mondiale.

  • 3°) I sollevamenti sociali
Il disfacimento di Grecia, Irlanda, Portogallo, Islanda e forse – prossimamente – di Italia, Spagna ed altri, probabilmente scatenerà violenti sollevamenti sociali, come già avviene in Grecia.

  • 4°) I grandi attacchi terroristici
Questi sono degli autentici assi nella manica che le élites mondialiste hanno e che possono utilizzare quali scorciatoie per il Governo Mondiale: nuovi attacchi in stile 11 settembre, potranno giustificare altre guerre globali, altre invasioni, altri genocidi.

  • 5°) La guerra generalizzata nel Medio Oriente
Mentre parliamo, forze navali, bombardieri ed un intero esercito è posizionato per attaccare ed invadere Siria, Iran[1]e destabilizzare la Russia.

  • 6°) Gli eventi pseudo-religiosi
Il crescente bisogno delle masse di dare un significato alla propria vita le rende facili vittime di pseudo-profeti e falsi Messia, anticipatori dell’Anticristo finale.

*
Conclusione
● Che cosa hanno in comune tutte queste crisi concatenate fra loro? Tutte concorrono a dimostrare che non possono essere risolte da nessuna Nazione isolatamente, e quindi giustificano il bisogno di un unico Governo Mondiale. Dobbiamo essere particolarmente vigili e comprendere le cose per quello che veramente sono e non per quello che i Padroni delle TV del mondo vorranno farci credere[2]. “Chi ha orecchie per capire, ascolti!”.
d. CURZIO NITOGLIA

4 dicembre 2012

[1] Crf. La Repubblica, 2 gennaio 2012, p. 18 «L’Iran sfida le sanzioni di Obama. Testato un missile “invisibile”. Haaretz: conflitto probabile prima delle elezioni Usa».
[2] Cfr. Russia Times 31 dicembre 2011, Adrian Sambuchi, RT.com.

domenica 1 gennaio 2012

IL GOVERNO MONTI DIVIDE I CATTOLICI....UN PO' DI STORIA E TANTE PALESI VERITA'

La Chiesa non compia l'errore di sostenere i banchieri



di Martino Mora http://www.miradouro.it/node/54684

La Chiesa cattolica ha storicamente denunciato come pratica immorale e peccaminosa l'"usura", non intesa come oggi quale prestito ad interesse troppo elevato, ma come prestito a qualsiasi interesse.
Tralasciando le chiarissime condanne evangeliche e paoline dell'accumulo delle ricchezze, possiamo almeno soffermarci sulla più specifica condanna dell'usura e degli usurai, che non era affatto nuova anche nel mondo pagano, dove era quasi ovunque vietata per legge.
I Padri della Chiesa, a partire da Clemente Alessandrino e dagli apologisti, condannano fermamente la pratica del prestito ad interesse. S. Ambrogio, S. Agostino, S. Girolamo, S. Basilio, S. Gregiorio Nisseno, S. Gregorio Nazianzeno e molto più tardi S. Tommaso d'Aquino (che la definì "torpitudo"riprendendo il giudizio aristotelico sulla "crematistica"): tutti o quasi i principali intelletti della Chiesa cattolica, e molti dei santi più grandi, denunciano come illecito e immorale qualsiasi prestito ad interesse. E questo basandosi principalmente sulla Scrittura, ma anche sul sostegno delle grandi opere della filosofia classica, da Platone ad Aristotele.
Dopo la prima condanna ufficiale del Concilio di Elvira (300-306), il primo Concilio di Nicea (325) definisce illecita l'usura, e la vieta ai religiosi.
San Leone I Magno (440-461), il papa passato alla leggenda per avere fermato Attila, definisce l'usura come "la morte dell'anima". E' proprio Leone Magno, nel 440, a vietare tale pratica anche ai laici, divieto confermato dal Concilio di Clichy (627).
Carlo Magno con il capitolare di Nimega (806) trasforma la proibizione morale della Chiesa. in legge dell'Impero. La pratica dell'usura viene tollerata solo per gli ebrei, che ne diventano protagonisti.
Dal XII secolo però, con l'espansione delle attività mercantili, la Chiesa sente il bisogno di riaffermare la condanna dell'usura in modo ancora più fermo. Con Alessandro III (1159-1181) - il papa che sostiene i comuni della Lega Lombarda contro il Barbarossa, e che umilia Enrico III di Inghilterra dopo che questi ha fatto uccidere il vescovo Tommaso Becket - la Chiesa commina, con il terzo Concilio del Laterano (1173), la scomunica e il divieto di sepoltura per chi presta ad interesse. Condanna ribadita dallo stesso pontefice con il canone "Ex eo de usuris".
Il Concilio di Vienne (1311) stabilisce che deve essere considerato eretico anche chi afferma la non peccaminosità dell'usura. Siamo però in un periodo difficile per la Chiesa, costretta dai re di Francia alla "cattività avignonese"(1309-1377) e fortemente indebolita.
Proprio nel XIV secolo, con l'ascesa ulteriore del ceto dei mercanti, l'usura diviene un fenomeno talmente forte e diffuso da contribuire alla crisi della Chiesa, che viene, per così dire, lentamente espugnata dall'interno.
Già nella seconda metà del secolo, prima e durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417), i papi si esprimono raramente sull'immoralità dell'usura e dei grandi mercanti usurai, dai quali cominciano ad essere finanziati. E' in questo periodo che in Italia nascono le prime banche della storia, quali quelle dei Bardi e dei Peruzzi. Il pontificato di Bonifacio IX (1389-1404) già si caratterizza per la ricerca di continui finanziamenti.
Dalla seconda metà del XV secolo, con Paolo II (1464-1471) inizia la lunga serie di papi mecenati dell'arte, spesso dissoluti e paganeggianti, tra i quali tutti ricordano i celeberrimi Alessandro VI Borgia e Giulio II della Rovere, al quale succede Leone X (1513-1521), al secolo Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico. Per la prima volta il rampollo di una famiglia di banchieri diventa papa. I mercanti sono entrati nel tempio.
Il padre gli fa prendere i voti a sette anni e il papa lo fa cardinale a tredici. Divenuto papa, nel 1513, da figlio e nipote di banchieri non esita a fare mercato delle cose sacre, in particolare delle "indulgenze", lettere di perdono che condonano parzialmente i peccati da scontare in Purgatorio.
Già il megalomane Sisto IV (1471-1484) aveva iniziato la vendita delle indulgenze, ma solo con Leone X questo sistema raggiunge la più capillare estensione. Come ben sa chi conosce un po' di storia, questa scelta dissennata contribuisce a far scoppiare in Germania, per opera di Martin Lutero e dei principi che lo sostengono, la più grande rivolta contro l'autorità della Chiesa, che avendo successo sarà solo la prima delle divisioni nella cristianità occidentale.
Dopo la breve parentesi riformatrice di Adriano VI (1522-1523), viene eletto papa Clemente VII (1523-1534), al secolo Giulio de' Medici, cugino di Giovanni e figlio naturale di Giuliano, ucciso giovanissimo nella congiura dei Pazzi. Cresciuto con lo zio Lorenzo il Magnifico, divenuto papa si comporta senz'altro meglio del cugino. Ciò nonostante è anch'egli un papa piuttosto sfortunato, perché deve assistere allo scisma anglicano di Enrico VIII (Atto di Supremazia, 1534) e prima ancora al sacco di Roma (1527) ad opera dei lanzichenecchi dell'imperatore Carlo V. Si può quindi dire che i papi banchieri della famiglia Medici alla Chiesa non abbiamo portato fortuna, per usare un eufemismo.
Col Concilio di Trento (1545-1563) la Chiesa cattolica si riforma e ritrova se stessa. Il mondo moderno invece no, perché l'ascesa della classe borghese dei mercanti e dei banchieri continua trionfale, nonostante la Chiesa condanni ancora l'usura prima con Gregorio XIII (1572-1585), che scrive il "Decreto in risposta a Guglielmo duca di Baviera", e poi con Benedetto XIV (1740-1758). Nonostante la pressione di dotti settecenteschi come Scipione Maffei, che vorrebbero che la Chiesa si adeguasse ai protestanti nel riconoscere il ruolo positivo delle banche nello sviluppo capitalistico, Benedetto XIV ribadisce con la "Vix pervenit"(1745) la condanna morale per chi presta ad interesse.
A chi conosce un po' di storia, fa quindi oggi una certa impressione osservare l'entusiasmo di gran parte del mondo cattolico per il governo di Mario Monti. L'esponente della Commissione Trilaterale e del Bildelberg club, nonché consulente di Goldmann-Sachs e di Coca Cola company, sembra essere riuscito dove Silvio Berlusconi, che fu iscritto alla ben più modesta Loggia massonica P2, aveva fallito: riunire quasi tutte le anime del mondo cattolico in un sostegno incondizionato alla propria persona.
Dai catto-comunisti delle Acli e "Famiglia cristiana"ai berlusconiani di Comunione e Liberazione, dagli ex democristiani all'Azione Cattolica, passando per gli ex sessantottini di Sant'Egidio (premiati con un ministero ad Andrea Riccardi) è arrivato un convinto sostegno al governo Monti. Anche l'"Osservatore Romano"e il quotidiano dei vescovi italiani, "Avvenire", si sono uniti, nel coro osannante Mario Monti, ai giornali del grande capitale ("Corriere della sera", "La Repubblica", "La Stampa"). Gli unici a scuotere il capo sono i fedeli più legati alla Tradizione, che però in televisione e sulla grande stampa non compaiono mai.
Il governo dei banchieri, imposto dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea, sembra quindi piacere, e molto, anche ai cattolici. Gerarchie comprese.
Al mondo cattolico sembrano quindi sfuggire alcuni aspetti essenziali, etici e politici insieme.
Mario Monti è un banchiere, seppure non in senso stretto. Non è cioè un capitalista della finanza, proprietario di una banca. E' un tecnico dell'economia che gestisce i capitali finanziari e che è strettamente legato ai principali centri mondiali della finanza e delle multinazionali, anche quelli occulti, come testimoniano i suoi ruoli di dirigenza nella Commissione Trilaterale e la sua presenza costante agli incontri del Bildelberg. E' un uomo del grande capitale, che senz'altro condivide il progetto di un unico governo mondiale dell'economia, il quale favorirebbe l'espansione totale, quasi dirigistica, del capitalismo dei consumi e del capitalismo finanziario a tutto il globo, cioè il trionfo completo della globalizzazione.
Ciò renderebbe più rapida la tendenza alla massificazione completa dell'umanità, la distruzione sistematica di tutte le differenze, le tradizioni culturali e le identità collettive, l'omologazione dell'uomo in tutti i punti della terra, lo sradicamento da ogni appartenenza che non sia quella del denaro e della merce. Naturalmente si tratta di un piano folle, perché si bassa sull'implicita convinzione che vi possa essere una crescita infinita in un mondo finito, e questo, con buona pace del grande capitale e dei suoi servi stolti, non è possibile. Quando i cinesi e gli indiani consumeranno come gli occidentali di trenta anni or sono, la partita sarà finita. Ammesso che non finisca prima, data la crisi attuale del capitalismo.
Eppure oggi, dicevamo, la gerarchia ecclesiastica si avvicina pericolosamente ai banchieri, come testimonia il sostegno al governo Monti. La storia sembra ripetersi, seppure su altre basi rispetto all'epoca del Rinascimento. Non sono stavolta il mecenatismo e la grandeur dei papi a propiziare questo legame contro natura, ma l'adesione all'idea di un unico centro di potere mondiale. L'utopia dello Stato mondiale sembra unire le aspirazioni dei banchieri e delle multinazionali a quelle della gerarchia ecclesiastica.
Giovanni XXIII è stato il primo pontefice a profilare la necessità e l'auspicabilità di un unico governo mondiale nell'enciclica "Pacem in terris"(1963). Vi affermava la la necessità di "un'autoritàpolitica con competenze universali ", "in cui il potere, la costituzione e i mezzi d'azione abbiano essistessi dimensioni mondiali, e che possa esercitare la sua azione su tutta la terra ". Nella stessa enclica Giovanni XXIII sposava l'ideologia dei diritti umani, fino ad allora contestata dalla Chiesa come individualista ed antropocentrica:
"Un atto della più alta importanza compiuto dalle Nazioni Unite è la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo approvata in assemblea generale il 10 dicembre 1948... Su qualche punto particolare della dichiarazione sono state sollevate obiezioni e fondate riserve. Non è dubbio però che il documento segni un passo importante nel cammino verso l'organizzazione giuridico-politica della comunità mondiale".
E' quindi per la sua tendenza al mondialismo che la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo"viene accetta, seppure con qualche riserva. Su questi temi, Giovanni XXIII potrebbe essere stato influenzato dal suo amico francese Yves Marsaudon, affiliato alla massoneria di rito scozzese e membro della Gran Loggia Nazionale di Francia. La massoneria ha infatti sempre sostenuto con forza l'ideologia dei diritti umani e dell'unificazione politica del mondo. Successivamente, Paolo VI si recò all'ONU il 4 ottobre 1965, per tornarvi nel 1978, pochi mesi prima della morte. Anche Giovanni Paolo II vi si recò due volte, nel 1979 e nel 1995; Benedetto XVI nel 2008.
Si potrebbe discutere se l'ecumenismo spinto (cristiano e interreligioso) di Giovanni Paolo II non abbia prefigurato, nel calderone ecumenico e nelle sue ricadute immigrazioniste, il progetto mondialista. E però nella "Caritas in veritate"(2009) che l'idea dello Stato mondiale viene espressa con altrettanta chiarezza e maggiore approfondimento che nell'enciclica giovannea del 1963. Scrive infatti Benedetto XVI :
"In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l'impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell'intera famiglia umana... così da dare forma di unità e pace alla città dell'uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio". E più avanti : "Urge la presenza di una vera Autorità politica mondiale, quale è già stata tratteggiata dal mio predecessore, il beato Giovanni XXIII... Lo sviluppo integrale dei popoli e la collaborazione internazionale esigono che venga istituito un grado superiore di ordinamento internazionale di tipo sussidiario per il governo della globalizzazione e che si dia finalmente attuazione a un ordine sociale conforme all'ordine morale e a quel raccordo tra sfera morale e sociale, tra politica e sfera economica e civile che è già prospettato nello Statuto delle nazioni Unite".
Il celebre storico Yves Chiron vi ha constatato la scelta politica del mondialismo a causa di una "visione ottimistica ed evoluzionistica del futuro dell'umanità". Pelagiana, potremmo tradurre in teologia. Anche il grande pensatore cattolico Thomas Molnar, pochi mesi prima di morire constatava amaro: "La Chiesa in questo momento si sta allineando al mondialismo"
Meno di un mese fa, il Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, presieduto dal cardinale Renato Martino (noto alle cronache per aver proposto, qualche anno fa, l'istituzione dell'ora di religione islamica nella scuola italiana), ha ancora ripreso l'idea di un'unica autorità planetaria che possa regolare l'economia mondiale. Mario Monti naturalmente, come il Bildelberg club e la Commisione Trilaterale di cui è dirigente, è su questa stessa linea. Negli ultimi anni è stato più volte in Vaticano e si è detto in sintonia con la "Caritas in veritate", che ha definito "un documento guida tecnico della società". Ha anche dichiarato: "Non vi è antitesi tra economia ed etica, anzi si basano su principi comuni, su uno stesso sistema di valori". Agghiacciante. Qualche cardinale avrebbe fatto bene a ricordare a Monti le parole di Cristo: "Nessuno può servire due padroni, o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire due padroni: a Dio e a Mammona. "(Lc16, 13).
Le verità del Vangelo sono aspre per il mondo, tanto più per un mondo dominato dalla merce e dal denaro, dal consumismo, dall'usura e dai mercati quale è il nostro. Più il cattolicesimo si "mondanizza e più difficile diventa ricordarle. Nessuno in compenso può ricordare una sola parola del "cattolico"Mario Monti nei dieci anni in cui è stato commissario europeo (1994-2004) sull' omosessualismo e l'abortismo sponsorizzati dalla UE. Anche questo strano cattolico praticante è un Ponzio Pilato alla Romano Prodi, il "cattolico adulto"che si è sempre svestito della sua fede ogni volta che presiedeva la Commissione europea? Del resto Monti e Prodi hanno diverse cose in comune: sono entrambi tecnici dell'economia, appartengono entrambi alla Commissione Trilaterale e al cub Bildelberg, e sono entrambi consulenti di Goldmann-Sachs. Esattamente come il terzo tecnocrate italiano di rilevo internazionale, quel Mario Draghi che su indicazione del governo Berlusconi ora presiede la Banca Centrale Europea. Anche per Draghi le stesse amicizie e gli stessi legami internazionali: Commissione Trilaterale, Bildelberg, Goldmann-Sachs.
Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, il principale gruppo bancario del Paese, ha lasciato la sua stanza dei bottoni alla Cà de sass di Milano per scendere a Roma come ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Ebbene, anche Passera, per il quale i giornali prevedono un brillante futuro politico, è un esponente del gruppo Bildelberg, come è attestato dalla sua presenza alle riunioni degli ultimi anni.
E' evidente che per questi signori a contare è soltanto l'economia. Il loro regno è quello delle banche, delle Borse, dei mercati e della agenzie di rating. Nel mondo che sognano (e che in parte si è già realizzato) non vi è posto per il cristianesimo, se non nel ruolo subalterno di assistenza sociale ai "perdenti"del sistema: barboni, tossicomani, handicappati, extracomunitari senza lavoro. Qualora la Chiesa ricominci a predicare contro Mammona, le verrà tolto il microfono. La stessa cosa vale per la sinistra politica e gli intellettuali laicisti: la Chiesa va bene se concepita come assistenza sociale e agenzia di collocamento dei più sfortunati, va ancora meglio se sponsorizza l'immigrazione, le moschee e i minareti, ma qualora dicesse cose non funzionali all'utopia Benetton del bazar multietnico e multicolor modello Sodoma, la vorrebbero ricacciare nelle catacombe. La Chiesa va bene, purché sia sempre culturalmente subalterna al mondo moderno. Cioè alla destra del denaro, e alla sinistra dell'individualismo assoluto e della pornocrazia egualitaria.
I cattolici non devono essere culturalmente subalterni, ma "il sale della terra". Non si lascino sedurre dai seguaci di Mammona e dell'usura. E' vero che Berlusconi ha senz'altro dato il suo contributo alla scristianizzazione dell'Italia (che qualcuno ama chiamare "modernizzazione") con la martellante proposizione, tramite le sue televisioni, di un' "american way of life"edonista e consumista, di un volgare americanismo senza America che dal 1980 in poi, con la nascita di Canale 5, molto ha influito sullo stile di vita della gente comune. Eppure Monti, nonostante la lodevole sobrietà e serietà di vita privata, può essere oggi più pericoloso del grande puttaniere (che comunque, detto per inciso, ha ostacolato leggi contrarie all'etica, come i simil-matrimoni omosessuali). E forse Monti può essere anche peggio della sinistra nichilista, che pure lo appoggia.
Infatti Berlusconi è sempre rimasto escluso dai "salotti buoni"dell'economia e della finanza, e quando Gianni e Umberto Agnelli facevano parte del Bildelberg e della Commissione Trilaterale (nel silenzio assordante del servile giornalismo italiano), Berlusconi doveva accontentarsi della più modesta Loggia massonica P2. Gli Agnelli si consigliavano con Rockfeller e Kissinger, mentre Berlusconi doveva accontentarsi di Licio Gelli e Bettino Craxi.. La stessa cosa vale oggi con Monti, Draghi, Passera ed altri. Questi tecnici e manager rispondono a degli interessi che vanno ben oltre quelli di un'azienda di proprietà come Mediaset. E tanto più vanno oltre a quelli di una sinistra italiana ed europea che è ormai completamente sottomessa alla Nato e al Fondo monetario internazionale (vero, presidente Napolitano?).
La Chiesa (intesa come gerarchia) rifiuti il mondialismo e ricordi la storia: dai papi del Rinascimento a Calvi e Marcinkus, la vicinanza ai banchieri le porta male. Molto male.