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venerdì 14 febbraio 2014

LUOGHI, DATE, RICORRENZE SU CUI RIFLETTERE, I BALCANI NUOVAMENTE PRONTI AD ESPLODERE?!?


 da http://www.libreidee.org/ 11.02.2014

I giornalisti internazionali hanno predetto un’archetipica “situazione Sarajevo” per quest’anno. Una scintilla che potrebbe causare una detonazione come quella che circa un secolo fa vedeva protagonista l’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo.
Difficilmente accadrà anche quest’anno che un nazionalista radicale spari al successore al trono dell’impero; nonostante ciò, esistono oggi una serie di sconvolgimenti potenziali in Europa e altrove. Esaminiamo la situazione. La Germania, “fortezza economica” dell’Europa, sembra essere entrata in un periodo di incertezze, proprio come prima dello scoppio della “grande guerra”. All’inizio del nuovo anno, la caduta improvvisa della cancelliera tedesca (forse un presagio della rottura dell’Eurozona?) è stato un evento infausto. La signora Merkel, che appariva come una figura politica indebolita (anche a causa delle stampelle), è riuscita ad assemblare una “grande coalizione”, la cui durata è incerta.

martedì 25 giugno 2013

GUERRE CON LE ARMI E GUERRE SENZA, COSA FANNO GLI USA AI LORO NEMICI? LEGGIAMO BOTTARELLI E QUALCOSA SAPREMO

FINANZA/ 1. Così gli Usa stanno facendo crollare i "nemici" del dollaro

La politica della Fed, spiega MAURO BOTTARELLI, non solo ha fatto crollare i mercati, ma è stata una mossa per far schiantare le economie che potevano minacciare il dollaro
25/06/2013
Mauro Bottarelli

FINANZA/ Chi c’è dietro il nuovo "attacco" alla Grecia?

Secondo i rumors diffusi dal Financial Times, il Fmi sarebbe pronto a sospendere gli aiuti diretti alla Grecia. MAURO BOTTARELLI ci spiega cosa sta accadendo intorno al Paese ellenico
22/06/2013
Mauro Bottarelli

GEO-FINANZA/ La crisi che mette a rischio (anche) i mondiali di calcio

Il Brasile è teatro in questi giorni di proteste della popolazione, ma anche la situazione economica-finanziaria del Paese non è floridissima. L’analisi di MAURO BOTTARELLI
21/06/2013
Mauro Bottarelli

FINANZA/ 2. I numeri che fanno "ballare" la Cina

Da Pechino arrivano segnali decisamente poco incoraggianti sullo stato di salute dell’economia cinese. E qualche numero conferma i timori. L’analisi di MAURO BOTTARELLI
20/06/2013
Mauro Bottarelli

FINANZA/ Perché gli Usa attaccano Deutsche Bank e la Germania?

Una classifica di Morgan Stanley segnala un dato pericoloso per Deutsche Bank, che è stato cavalcato negli Usa. Perché, si chiede MAURO BOTTARELLI, questa sorta di "attacco" alla Germania?
18/06/2013
Mauro Bottarelli

BORSA/ In arrivo da Giappone e Usa un mese di montagne russe

Segnali e pareri contrastanti arrivano dai mercati di ogni latitudine. MAURO BOTTARELLI ci aiuta a capire come leggerli, anche se non sembrano essere per nulla incoraggianti
14/06/2013
Mauro Bottarelli

FINANZA/ Spread, la tregua è finita

Ultimamente sembrava regnare una certa tranquillità sui mercati riguardo i paesi periferici dell'Eurozona. Presto, però, spiega MAURO BOTTARELLI, la situazione potrebbe cambiare
13/06/2013
Mauro Bottarelli

FINANZA/ 1. La bolla dei bond è pronta a scoppiare

Storditi dalla massa di liquidità immessa sul mercato, dice MAURO BOTTARELLI, gli investitori hanno cominciato a cercare ovunque rendimenti. Il tutto ha generato una bolla pericolosa
11/06/2013
Mauro Bottarelli

giovedì 18 ottobre 2012

GENERALE FABIO MINI:"PIU' SI ESPANDE LA CRISI PIU' AUMENTA IL PERICOLO...."


http://notizie.tiscali.it di Paolo Salvatore Orrù
“Gli F-35 Lightning sono aerei obsoleti concepiti per la Guerra Fredda ”. Fabio Mini, ex comandante della missione in Kosovo KFOR, entra a gamba tesa contro il progetto del governo di rifinanziare la costruzione del cacciabombardiere. “Non so se i nostri politici si sono accorti che, nonostante la crisi, in tutta l’Europa (gli Usa hanno fatto qualche sforzo) non c’è stato un paese che abbia ridotto i bilanci della Difesa, anzi alcune nazioni li hanno aumentati”. E siccome questa congiuntura economica andrà avanti per un po’ di tempo, tutti i paesi europei, compresa l’Italia, “dovranno pensare a ristrutturale il proprio impianto di sicurezza, altro che F35”. 

Il quadro che tratteggia il generale è inquietante. Comprende (ma non giustifica) la corsa di quegli stati che stanno attuando un rafforzamento delle difese interne: “Più si espande la crisi più aumenta il pericolo di sommovimenti popolari e in alcuni paesi addirittura di colpi di Stato”. E’ evidente il riferimento a Grecia e Portogallo, dove i cittadini sono al limite della sopportazione, e alla Turchia, dove il rischio di un cambio di guardia violento è sempre più attuale. Per questo Mini non capisce perché “l’Italia continui a perseguire un armamento, anche aereo, che non la rendono autonoma e la vincolano ai programmi di chi produce armi”.LEGGI TUTTO

mercoledì 3 ottobre 2012

TENSIONE ALTISSIMA TRA SIRIA E TURCHIA....

La Stampa 03/10/2012

In mattinata alcuni colpi di mortaio sparati dal lato siriano avevano raggiunto il territorio turco, uccidendo 5 persone

Cinque morti tra cui una donna e i suoi bimbi sotto i proiettili di Damasco conquistata dai ribelli.

Convocato un vertice Nato urgente

 ROMA Venti di guerra fra Siria e Turchia: Ankara ha risposto questa sera bombardando «obiettivi siriani» lungo il confine a un colpo di mortaio sparato dal territorio siriano - dove sono in corso combattimenti fra esercito e ribelli - caduto nella cittadina turca di Akcakale, causando nel pomeriggio cinque morti.LEGGI TUTTO

COME EVITARE LA GUERRA???


3 ottobre 2012 (MoviSol) - Nel corso di un'intervista concessa il 27 settembre al conduttore televisivo americano Charlie Rose, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato della possibilità che gli avvenimenti attuali in Medio Oriente, in particolare il tentativo di provocare una guerra contro Siria e Iran, conducano alla guerra nucleare. Parlando metaforicamente, si è riferito all'escalation di violenze in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa come un "autunno arabo", dicendo che spera che non verrà seguito da un "inverno nucleare", una battuta a doppio senso perché l'inverno segue l'autunno ma è anche un riferimento al ben noto effetto climatico di una guerra termonucleare.

Lavrov ha risposto così alle insistenti domande di Charlie Rose sul rifiuto della Russia di appoggiare un intervento militare esterno per rovesciare il Presidente siriano Bashar al-Assad, come è stato fatto in Libia nel 2011.

Il giorno dopo, durante il suo intervento all'Assemblea Generale dell'ONU, Lavrov ha ripetuto gli avvertimenti su un intervento militare esterno contro Siria ed Iran, puntando il dito contro la cosiddetta dottrina della "responsabilità di proteggere" e definendola una minaccia diretta all'intero ordine mondiale. Sia Lavrov che il Presidente russo Putin hanno ammonito più volte, nelle ultime settimane, che un'escalation nell'area avrebbe conseguenze incalcolabili. E sia il capo di Stato Maggiore dell'Esercito russo Generale Makarov che il Primo ministro Medvedev hanno sottolineato il pericolo di una guerra nucleare.

Anche dagli Stati Uniti continuano a giungere avvertimenti. Il 28 settembre la rivista Foreign Policy ha pubblicato un lungo articolo dello storico Mark Perry che denuncia i piani israeliani per condurre un raid in stile Entebbe contro gli impianti per l'arricchimento nucleare a Fordow, in Iran. Perry aveva ricevuto informazioni dettagliate su studi appena completati dal Comando Centrale.

Il Generale Martin Dempsey, capo degli Stati Maggiori riuniti, ha ammonito ripetutamente Israele dal lanciare tale attacco unilaterale contro l'Iran, sostenendo che danneggerebbe in modo minimo l'Iran, ma convincerebbe definitivamente Teheran a procedere con i piani per sviluppare un'arma nucleare, piani che in questo momento non sta perseguendo. Provocherebbe inoltre una rappresaglia asimmetrica contro le forze militari americane stazionate nel Golfo Persico ed in Afghanistan, e potrebbe degenerare in una guerra generale tra Stati Uniti, Russia e Cina.

Sempre il 28 settembre, un articolo del New York Times cita l'ex direttore della CIA Gen. Michael Hayden, che avverte che un attacco israeliano contro l'Iran potrebbe indurre gli iraniani a sviluppare la bomba nucleare. L'articolo era provocatoriamente intitolato "Come aiutare l'Iran a sviluppare la bomba".

Tutti gli interventi recenti su come evitare la guerra riflettono la preoccupazione crescente tra un vasto gruppo di esperti di sicurezza nazionale, che il Premier israeliano Benjamin Netanyahu sia capace di ordinare un attacco all'Iran in qualsiasi momento, e che il Presidente Obama non sia stato capace finora di mandare un avvertimento a Israele sufficientemente chiaro, in modo da ridurre il rischio di un attacco da "breakaway ally", ovvero da alleato che agisce per conto proprio.

Nel suo intervento all'Assemblea Generale dell'ONU il 28 settembre, Netanyahu ha mostrato il disegno di una bomba in stile fumetto, tracciando una linea rossa ad indicare la soglia prevista da Israele per un attacco, soglia che l'Iran avrebbe già superato; il che ha indotto un rinomato giornalista israeliano ad ammonire che Netanyahu non è più mentalmente adatto a fare il primo ministro, e che ha già il dito sul grilletto.

Non è adatto neanche Obama, che ha tuonato all'Assemblea Generale, nel suo tono tipicamente imperiale: "Non commettiamo un errore: un Iran dotato di arma nucleare non è una minaccia che può essere contenuta". E perché no, si chiedono in molti? Forse perché non è nell'interesse dell'Impero Britannico?

lunedì 1 ottobre 2012

SIRIA, LA QUESTIONE SI FA SEMPRE PIU' SERIA....


Asianews 01/10/2012 16:11
Un kamikaze si fa esplodere a Qamishili. Il bilancio è di quattro morti e decine di feriti. La città era fra le ultime ancora in mano alle forze di sicurezza del regime. Il ministro degli Esteri turco ventila l'ipotesi di una zona cuscinetto con il confine siriano e non esclude un intervento militare a scopo "umanitario". I ribelli incendiano il quartiere storico di Aleppo patrimonio dell'Unesco. 


Damasco (AsiaNews/ Agenzie) - La guerra fra regime e ribelli colpisce anche la città di Qamishili, nel Kurdistan siriano. Ieri, un kamikaze a bordo di un auto imbottita di esplosivo si è fatto esplodere vicino al quartier generale delle forze di sicurezza kurde uccidendo quattro persone. Ma secondo fonti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani vi sarebbero almeno otto morti e decine di feriti. L'attacco non è stato ancora rivendicato, ma la tv del regime accusa i ribelli. Questo è il primo attentato che coinvolge Qamishili dall'inizio della guerra contro Assad. Situata a confine con la Turchia, la città a maggioranza kurda è sempre stata sotto il controllo delle forze di sicurezza siriane appoggiate dalla popolazione. Un filmato pubblicato su Youtube da alcuni attivisti mostra le immagini devastanti dell'esplosione. Testimoni parlano di centinaia di scesa per le strade e feriti che trasportati nel locale ospedale.LEGGI TUTTO

lunedì 6 agosto 2012

MA IN SIRIA QUALI "GIOCHI" SI STANNO FACENDO???


Putin: sarà la questione della Siria a decidere l’equilibrio politico internazionale del futuro.Il presidente della Federazione russa Vladimir Putin ha affermato che a suo avviso sarà la questione della Siria a determinare il nuovo volto della politica internazionale.

Le dichiarazioni di Putin, sono sicuramente un enfasi sull’importanza della questione della Siria, che come è facile capire, e’ divenuta teatro delle ambizioni di potere di certe potenze e di certi paesi della regione mediorientale. Tra i paesi della regione che hanno assunto un ruolo di punta ai danni della Siria vi è la Turchia; ma quali sono gli obbiettivi di Ankara?

Turchia portabandiera della politica anti-Assad
Il quotidiano cinese “People” (Popolo/ndr) organo del partito comunista, ha definito la Turchia portabandiera dell’attacco alla Siria. Istanbul, riferisce il quotidiano, è il quartier generale dei ribelli siriani e la sede delle conferenze in sostegno all’opposizione siriana. Il quotidiano cinese conferma che il confine fra Turchia e Siria si è trasformato in un luogo di contrabbando di armi e ciò sempre per volere di Ankara. Di questo fenomeno aveva parlato in precedenza anche il quotidiano inglese The Guardian che riferiva pure della presenza di una base militare dei ribelli siriani in suolo turco e vicino al confine con la Siria.
La Turchia, agli inizi della crisi aveva assunto un ruolo di mediazione, ma dopo l’intensificarsi della critica occidentale contro la Siria, anche la Turchia ha cambiato all’improvviso politica assumendo posizioni intransigenti verso il governo siriano e chiedendo le dimissioni di Assad.LEGGI TUTTO