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martedì 2 luglio 2013

NON C'È FRETTA DI TUFFARSI NEL BARATRO

tratto da  Babilonia la Grande 1.7.2013

Prima di pigiare il tasto exit e senza euforie ingenue del tipo "siamo riusciti a liberarci del tiranno":è indispensabile quantomeno organizzare un piano di salvataggio con i poteri delle autonomie locali sul territorio, che si uniscano in alleanze strategiche per operare nei margini di legge... 
che ancora ci sono in un sacco di materie basilari per la popolazione. Ma subito. (Vedi >Il Comune può stampare moneta, per legge. Ecco come);

mercoledì 26 giugno 2013

GIA' , I SINDACI CHE NON HANNO CORAGGIO.....MI SOVVIENE UN PROGETTO NON PRESO IN CONSIDERAZIONE E.... SON PASSATI 4 ANNI!!!!!



Il Comune può stampare moneta, per legge. Ecco come -di Gianluca Monaco


“Al Comune spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori specificamente delineati dal dettato normativo. “

A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del T.U.E.L. enuncia che: “Gli enti locali,jnell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Queste ampie funzioni che come abbiamo visto vengono in diversi modi attribuite all’entecomunale, comportano uno serie di problematiche:

a) in primo luogo sono frequenti le controversie circa la definizione dei confini dei ruoli tra i livelli di governo in alcuni settori chiave quali, ad esempio, quello della tutela della salute,overno del territorio e dell’ambiente nonché in tema di servizi sociali.

b) In secondo luogo risulta problematico delineare il rapporto tra le nuove competenze attribuite al Comune e le effettive risorse che al Comune stesso vengono messe a disposizione.

Tutto questo in attuazione dell’art. 119 Cost. il quale prevede per i Comuni (Province, Città Metropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed entrate propri,compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio nonché un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

mercoledì 12 giugno 2013

MARCO DELLA LUNA PASSA PREZIOSI SUGGERIMENTI AL GOVERNO....MA TEMO CHE CADRANNO NEL NULLA!!! LE VOLONTA' SONO ALTRE.....

di Marco Della Luna

Pil, domanda interna, occupazione e investimenti vanno a fondo. Il governo dice che occorre una cura-shock per rilanciarli, per abbattere il cuneo fiscale e le tasse sul lavoro, ma non ha i soldi per farlo. Allora o si mette a stamparli, uscendo dall’Euro; oppure li rapina dai conti correnti e in generale dal risparmio dei cittadini, deprimendo ulteriormente la domanda.

Fortunatamente vi è una terza via: il, governo istituisca DI CORSA un banco, un consorzio, un’agenzia nazionale o più agenzie regionali che organizzino il pagamento (parziale) del lavoro dipendente (e magari anche autonomo) mediante vouchers, ossia diritti di prelievo su un monte di beni e servizi messi a disposizione da imprese private e da enti pubblici. Il datore di lavoro paga il dipendente, in parte, con un voucher spendibile per l’acquisto su una grande varietà di beni e servizi messi a disposizione di tutte le aziende che partecipano. Concetto analogo ai noti tickets per i ristoranti, che sono spendibili anche al bar e al supermercato, e dati in base ai giorni lavorati.

lunedì 22 ottobre 2012

SEGUENDO GLI INTERVENTI ALLA CAMERA NON AVEVO DUBBI, NICOLETTA FORCHERI AVREBBE SCRITTO LA SUA....LEGGIAMOLA CON ATTENZIONE!!!



Alla proposta dell'on. Scilipoti della settimana scorsa durante la question time al Parlamento e cioé che vista la situazione di crisi economica, "sarebbe opportuno prevedere, attraverso un idoneo strumento legislativo, il ripristino e il controllo della rendita da emissione monetariada da parte dello Stato italiano, con una zecca di Stato incaricata, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti dal nostro paese in materia di BCE, di gestire le quote assegnate al nostro paese dalla Banca centrale europea", 


il ministro Giarda risponde che il consiglio direttivo della Banca centrale europea "ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità." Ma non specifica che tale diritto esclusivo verte unicamente sulla moneta IN EURO all'interno del sistema europeo di banche centrali o SEBC, di cui la nostra BC facente parte, spudoratamente ed espressamente privata 
(cfr.http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf). Se uno Stato o un ente pubblico volesse, potrebbe quindi emettere strumenti 'popolari' di pagamento in altra valuta fuori dal Sistema europeo di banche centrali e parallelamente ad esso. Niente lo vieta nei trattati. Si noti che Giarda parla unicamente di banconote, che costituiscono solo una minima parte, per stima circa il 2% della massa monetaria totale in euro (una parte di m1), che è composta anche dalla moneta virtuale e scritturale (m3), ma di cui non ci è dato di conoscere la quantità totale. A una domanda che avevamo posto infatti alla BCE al riguardo, la risposta è stata che tale dato non è divulgabile (cfr. http://leconomistamascherato.blogspot.it/2011/05/ecb-refuses-to-give-data-on-euro-credit.html ).
Poi, continua Giarda, secondo lo schema di ripartizione delle banconote in euro viene attribuita una quota fissa di esse alla BCE - in via convenzionale - dell'8% della moneta in circolazione, il restante 92% è distribuito alle BCN in proprozione alle rispettive quote di partecipazione al capitale. E già qua vi è un grosso baco: cioé a dire, la circolazione monetaria, la quantità di moneta circolante è calcolata in base per il 50% alla demografia, e per l'altro 50% al PIL - e ci sarebbe tanto da dire su come viene calcolato il PIL - con il chiaro intento quindi non redistributivo per i paesi più deboli nel PIL: per l'Italia tale quota è del 12,4966% (tratto dal sito della BCE): 



Poi legge Giarda che: "In contropartita della quota di circolazione ad essa assegnata, la BCE iscrive un credito di pari importo verso le BCN remunerato al tasso di rifinanziamento delle operazione principale": e definisce tale remunerazione come "reddito da signoraggio". Non so voi, ma per me qualcosa non torna. Premesso che l'espressione "tasso di rifinanziamento marginale delle operazioni di rifinanziamento principale" significa semplicemente il tasso di interesse che le BCN pagano alla BCE, l'8% sarebbe un credito verso le BCN remunerato al tasso di cui sopra? Ma non ha appena detto che la BCE si appropria anche dell'8% della circolazione monetaria? E comunque la definizione che Giarda da di reddito di signoraggio è palesamente contraria ad altre definizioni di reddito da signoraggio, ivi compresa quella relativa al reddito delle monetine, che va agli Stati, e cioé il valore nominale totale della moneta emessa, decurtato delle spese di conio. Logicamente per banconote e moneta virtuale, la definizione non si capisce perché dovrebbe essere diversa: il valore nominale decurtato dei costi di stampa e/o di 'gestione' dei click per la moneta virtuale. 
Poi, continua Giarda, gli interessi sul restante 92% di banconote circolanti, costituiscono quel reddito di signoraggio accentrato nella BCE e redistribuito alle BCN secondo le quote di capitale. Ora abbiamo già visto sopra come la definizione sia errata, normalmente la definizione vera di reddito da signoraggio è l'importo nominale della moneta circolante sia essa cartacea, scritturale o virtuale. Tale definizione viene dedotta dalla semplice lettura dello statuto BCE e dei trattati dell'UE, oltre che dei bilanci - peraltro tutt'altro che fedeli, chi li controlla? - delle BCN, ma sarà oggetto di altro articolo. Poi, come potete vedere nella tabella sopra, ci sono 17 paesi aderenti all'euro e 10 paesi che pur partecipando al capitale della Bce non hanno l'euro e quando il ministro dice che un processo di 'accentramento e successiva redistribuzione secondo le quote di capitale', significa che il reddito monetario derivante dalle banconote, ma non solo, dalla massa monetaria totale per la quale ci indebitiamo, viene redistribuito ai quei paesi che non hanno adottato l'euro...? Sarebbe da approfondire: Gran Bretana e Danimarca, in seguito a referendum, non hanno aderito all'euro eppure sembrerebbe che tale reddito venga distribuito a tutte le BCN non aderenti. Gli altri 8 paesi hanno un regime transitorio, e quando saranno 'cotti' a punto verseranno, come le altre BCN le loro riserve in valuta estera, i titoli dell'oro e la loro quota... 


Si noti che la risposta del governo è un semplice testo un po' arziogolato che presenta deliberate omissioni e ragionamenti parziali per indurre nell'ascoltatore la sensazione che è materia troppo ostica e complicata da capire. E' lo stesso testo che il governo ha utilizzato per altre due interrogazioni simili, in altri governi: senza che si sia preso la briga di cambiarne neanche una virgola (cfr. http://www.stampalibera.com/?p=13963). La risposta di Scilipoti è ineccepibile sia pur semplificata per rimanere comprensibile ai più: ma non fa una grinza.

Nicoletta Forcheri 22 ottobre 2012