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martedì 22 dicembre 2015
venerdì 25 settembre 2015
ERA IL LONTANO 2007 QUANDO LESSI IL SAGGIO "EUROSCHIAVI" DI MARCO DELLA LUNA E SCOPRII IL SIGNORAGGIO!
Euroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia - Libro
Signoraggio, debito pubblico, banche centrali. Nuova Edizione ampliata e aggiornata.
L’Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un’elevata pressione fiscale.
Il debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.
In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.
Il debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.
In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.
Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.
Euroschiavi svela i segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a questo saccheggio.
domenica 7 settembre 2014
GIACINTO AURITI, RIASCOLTARLO E RIVEDERLO ORA CHE SIAMO CON L'ACQUA ALLA GOLA.....
Il canale You Tube più completo e in linea con lo scopo del sito simec,
www.simec.org.
http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec#p/c/464E9ED31BF24E87
venerdì 2 maggio 2014
MARCO SABA "METTE IL DITO" NEL BILANCIO CARIGE.....VOGLIO PROPRIO VEDERE COME VA A FINIRE
Assemblea del Gruppo Banca Carige: spariti 25 miliardi
L'AD Montani: "fàteci causa, sùbito"
INTERVENTO di Marco Saba all'Assemblea Ordinaria del Gruppo Banca Carige a Genova, 30 aprile 2014.
Trascrizione:
"Mi rivolgo ai Sigg.ri Amministratori e, con un saluto esteso, anche a tutti gli Azionisti. Sono Marco Saba e intervengo in qualità di delegato dall’azionista Nadia La Banca. Chiedo che copia della mia mozione venga trascritta nel verbale dell’assemblea. Premetto che il mio intervento è pertinente agli argomenti posti all’ordine del giorno e riguarda proprio il bilancio consolidato 2013 del Gruppo Banca Carige nella sua legalità, nei fondamenti giuridici ed economici, avvalendomi della "exceptio veritatis" e nel rispetto della circolare 262 di Banca d'Italia del 22 dicembre 2005 secondo aggiornamento 21 gennaio 2014, e delle norme IAS 8. Norme che sono da applicare per la rappresentazione veritiera e corretta del risultato economico del Gruppo Banca Carige.
Infatti, la stesura del bilancio del Gruppo Carige deve tenere conto del fatto che le banche, oltre all'attività marginale d'intermediazione, creano denaro ogni volta che prestano o investono, un fatto confermato recentemente dal Consigliere Generale della Banca di Francia, Bernard Maris oltre che nel bollettino della Banca d’Inghilterra n. 1 del 2014.
martedì 28 gennaio 2014
MARCO DELLA LUNA:"E' OVVIO IL CONFLITTO TRA LA COSTITUZIONE E L'ESERCIZIO PRIVATO DEL SIGNORAGGIO"
Il signoraggio monetario è la capacità di realizzare estrazione netta (cioè senza corrispondente cessione di beni o servizi reali) di potere d’acquisto dal corpo sociale mediante creazione ed emissione di mezzi monetari, ossia di moneta primaria, moneta creditizia, promesse di pagamento e di ogni altro strumento finanziario liquido, cioè prontamente vendibile o scontabile, quali sono anche i prodotti finanziari derivati (da qui il business della produzione delle bolle finanziarie: servono ad estrarre ricchezza dalle società).
Più terra terra: è la capacità di prendere dal corpo sociale cose reali senza dare in cambio cose reali, ma mezzi simbolici (generati senza costo) idonei a comperare cose reali prodotte dal lavoro degli altri e a loro spese.
Chi detiene il signoraggio si procura ricchezza, insomma, pagandola con addebiti a carico del corpo sociale.
martedì 10 dicembre 2013
GIANNI LANNES ED IL SUO SEMPLICE PIANO IN 26 PUNTI....UNITI SI VINCE
GIOVANE ITALIA - FOTO GIANNI LANNES (tutti i diritti riservati)
di Gianni Lannes
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L’Italia è l’unica nazione al mondo dove i rifiuti si riciclano prevalentemente in politica. L'Italia, attualmente, non ha una classe dirigente a qualsiasi livello, in particolare etico. L’Italia, il nostro Paese, sembra privo di memoria, di slancio, di altruismo e di compassione. Per dirla con Carlo Levi: “Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo”.
Non c’è bisogno di eroi, però, e soprattutto di retorica o populismo, purtroppo di gran moda. Ma non siete stanchi dei furbi, dei ladri, dei moralizzatori d'accatto, dei traditori, dei raccomandati, dei soliti figli di papà con la carriera assicurata, dei riccastri e dei politicanti venduti?
Cosa si può fare? Intanto non restare indifferenti. Fare qualcosa insieme invece che contro. Chiamare a raccolta quelli che si riconoscono nell’essere a favore delle persone, per la verità e la giustizia. Non si può sempre vivere contro qualcuno o qualcosa.
La gente è nauseata da questa recita quotidiana della vita politica italidiota, coi soliti burattini e burattinai perennemente nei salotti tv. In Italia i palazzi del potere per conto straniero e i fantocci eterodiretti dall’estero che li animano sono un cancro da estirpare adesso. La mafia alberga nel cuore delle istituzioni.
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mercoledì 26 giugno 2013
GIA' , I SINDACI CHE NON HANNO CORAGGIO.....MI SOVVIENE UN PROGETTO NON PRESO IN CONSIDERAZIONE E.... SON PASSATI 4 ANNI!!!!!
Il Comune può stampare moneta, per legge. Ecco come -di Gianluca Monaco
“Al Comune spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori specificamente delineati dal dettato normativo. “
A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del T.U.E.L. enuncia che: “Gli enti locali,jnell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Queste ampie funzioni che come abbiamo visto vengono in diversi modi attribuite all’entecomunale, comportano uno serie di problematiche:
a) in primo luogo sono frequenti le controversie circa la definizione dei confini dei ruoli tra i livelli di governo in alcuni settori chiave quali, ad esempio, quello della tutela della salute,overno del territorio e dell’ambiente nonché in tema di servizi sociali.
b) In secondo luogo risulta problematico delineare il rapporto tra le nuove competenze attribuite al Comune e le effettive risorse che al Comune stesso vengono messe a disposizione.
Tutto questo in attuazione dell’art. 119 Cost. il quale prevede per i Comuni (Province, Città Metropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed entrate propri,compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio nonché un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
lunedì 10 giugno 2013
QUANDO LE NOTIZIE VENGONO DALLA FONTE - UE - NON POSSONO ESSERE BUFALE. BRAVA NICOLETTA
di Nicoletta Forcheri
| MONETA DELLO STATO ITALIANO |
La definizione di reddito monetario o signoraggio da banconote e monete metalliche in questo documento ufficiale UE (cfr. http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/07/st05/st05068.en07.pdf ):
"3.5. Reddito monetario da banconote e monete metalliche La moneta circolante costituisce una fonte di reddito (generalmente chiamata reddito monetario o signoraggio) a vantaggio dell'ente emittente. Nel caso delle banconote in euro, tale reddito viene accentrato e poi distribuito tra le banche centrali dell'eurozona conformemente alla chiave specifica di ripartizione basata sul PIL e la popolazione di ogni Stato membro. La situazione è diversa per le monete metalliche in quanto il reddito (che corrisponde approssimativamente al valore facciale della moneta meno le spese di produzione e di messa in circolazione) è raccolto dallo Stato membro emittente. Tale impostazione dovrebbe essere egualmente soddisfacente a condizione che non ci siano flussi migratori "netti" di monete tra Stati membri (e flussi sistematici verso o da determinati Stati) poiché in tal caso sarà necessario prevedere taluni aggiustamenti (specifici o generali) al sistema presente."In altro atto UE, e cioé la decisione della BCE del 6 dicembre 2001 (BCE/2001/16, cfr. http://www.ecb.int/ecb/legal/pdf/l_33720011220it00550061.pdf), all'articolo 3 "Metodo di calcolo del reddito monetario" si definisce, al comma 1 "Nel 2002, l'ammontare del reddito monetario di ciascuna BCN è determinato in conformità della seguente formula:RM= BP*TRdove:RM= è l'importo del reddito monetario di ciascuna BCN da mettere in comune,BP= è l'aggregato del passivo di ciascuna BCN,TR= è il tasso di riferimento."Tale decisione del 6 dicembre 2001, che reca la firma del compianto keynesiano Duisenberg, morto in circostanze misteriose il 31 luglio 2005, contiene la modifica della definizione stessa del reddito monetario in modo da intorbidire le acque. E infatti il capoverso 2 recita:2. Dal 2003, l'ammontare del reddito di ciascuna BCN è determinato calcolando il reddito effettivo che deriva dagli attivi accantonabili registrati nei rispettivi libri contabili. Quale eccezione, si considera che l'oro non generi alcun reddito.
mercoledì 24 aprile 2013
EMIGRARE CARO MARCO, EMIGRARE... NON RESTA ALTRO DA FARE PER SOPRAVVIVERE
DI MARCO DELLA LUNA
da signoraggio.it
“Tutto ciò che fa il parlamento è democratico” rassicura Stefano Rodotà, dall’alto delle sue rendite pubbliche. “Soprattutto se quel parlamento è un parlamento di nominati, nominati da non più di venti persone delle segreterie/cda dei partiti” – ha dimenticato di aggiungere.
Napolitano, già sottoscrittore, col Prodi, della privatizzazione di Bankitalia nel 2006 e corresponsabile politico del governo Monti, si conferma garante, all’interno, della coesione della partitocrazia necessaria alla tutela degli interessi della partitocrazia stessa; e all’esterno, garante della obbedienza dell’Italia a una politica economico-finanziaria che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani. E’ a questo che deve il suo successo e la sua ri-elezione, a questa capacità di duplice e congiunta garanzia, che gli assicura il sostegno “delle cancellerie che contano”.
Ci manca solo che ora anche Bersani faccia il sacrificio di rimanere in carica e che Berlusconi accetti un Amato a Palazzo Chigi.
La partitocrazia, traballante per la sua delegittimazione e i disastri delle sue scelte, rinuncia a ogni finzione di cambiamento invocato dalla gente, modifica quanto serve la costituzione, e si prende qualche mese aggiuntivo ricompattandosi e mummificandosi. Ha un anno e mezzo al massimo, per realizzare due cose:
-o rilegittimarsi attraverso un rilancio dell’economia e dell’efficienza del sistema paese,
-oppure allestire un apparato autocratico di repressione e di intimidazione poliziesche dell’inevitabile rabbia di popolo, che potrebbe sfociare nella prima rivoluzione italiana (la quale sarebbe anche la prima azione collettiva unificante e fondatrice di una unità nazionale italiana, sinora non realizzatasi).
Qualcuno pensa che, fra altri sei mesi di peggioramento economico quale stiamo avendo da anni, si potrà governare gli italiani col loro consenso e con le buone, senza ricorrere alla violenza di Stato? Ricordo che in Italia la ragion di Stato è ricorsa alle stragi terroristiche per delegittimare il dissenso radicale su temi socio-economici.
Vorrei poter pensare che un governissimo di scopo possa rilanciare l’Italia, ma so che gli strumenti per la prima possibilità mancano, essendo stata ceduta la sovranità non solo monetaria, ma anche fiscale e finanziaria, ed essendo stato eretto a norma costituzionale il dogma monetarista. Gli strumenti per la seconda, invece, ci sono tutti, grazie al MES, al Trattato di Lisbona e all’Eurogendfor, che è il sistema di polizia europea, composta esclusivamente di corpi militari e non civili, sottratta alla normale responsabilità e giurisdizione, e senza limitazioni nei tipi di armi che può usare contro i civili – vedi gas letali ed armi elettromagnetiche e acustiche subletali.
Sapendo che l’economia italiana non ripartirà, è ovvio che il governo delle larghe intese avrà come asse portante l’organizzazione dell’apparato autoritario e repressivo, iniziando con un adeguato battage mediatico preparatorio.
“Il dissenso può essere espresso solo nelle forme della legalità”, continua la rassicurazione di Rodotà, dall’alto dei suoi redditi. Ma che fare se le forme della legalità vengono svuotate e calpestate dal palazzo che difende i suoi interessi contro quelli di un popolo che non rappresenta, anzi tradisce? Emigrare o insorgere o aspettare che lo schifo marcisca del tutto e cada da sé?
Marco Della Luna
20.04.2013
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lunedì 25 marzo 2013
QUANDO UN SACERDOTE COME DON CURZIO NITOGLIA SCRIVE DI SIGNORAGGIO BANCARIO,CON DOVIZIA DI PARTICOLARI, VUOL PROPRIO DIRE CHE SIAMO ALLA FRUTTA!!! LEGGETE CON ATTENZIONE E NON PENSATE PIU' CHE SIA UNA BUFALA!!!
di Don Curzio Nitoglia 17 Marzo 2013
MAURICE ALLAIS (premio Nobel per l’economia) 1988: «l’attuale coniazione di denaro “creato dal nulla” dal sistema bancario è identica allo stampar moneta da parte dei falsari, i risultati sono gli stessi. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto».
La definizione di “Signoraggio bancario”[1] ha origini antiche e medioevali, quando esisteva soltanto il semplice “Signoraggio”. Infatti in quei tempi, quando era ancora in vigore il baratto per i piccoli scambi[2](per esempio un cavallo in cambio di una mucca), chi possedeva del metallo prezioso (oro, argento e rame), per attribuirgli un valore ufficiale spendibile come moneta al fine di acquistare merce in Paesi lontani (ad esempio un chilo d’oro dall’Italia per una stiva ripiena di seta della Cina), poteva portarlo presso la corte del Signore o Principe dove veniva impressa l’effige del Sovrano in cambio di una percentuale minima sul valore della moneta, che era il risultato del metallo prezioso in cui era stata impressa l’immagine del Signore o Principe[3].
La differenza è che allora chi coniava moneta lo facevo su oro, argento o rame ed il beneficiario era il Signore o il Capo dello Stato, oggi chi produce moneta (le Banche) lo fa con fogli di carta filigranata a cui non corrisponde alcun controvalore effettivo e reale, ma che hanno un puro valore legale dato loro dalle Banche con l’assenso dei Governi ed i beneficiari sono le Banche stesse. In definitiva le Banche “creano” denaro dalla carta, oltretutto senza alcun costo di produzione essendo il 98% della massa monetaria circolante di tipo scritturale (vale a dire virtuale come assegni, bancomat, carta di credito etc.)[4].
Da qui la definizione di “Signoraggio” a cui in tempi recenti è stato aggiunto il termine “bancario” per indicare che il beneficiario di questa concessione non è più il Principe antico medioevale, ma le moderne banche. Ora all’origine del debito pubblico di una Nazione o di uno Stato[5] vi è proprio il “Signoraggio bancario”, che è sostanzialmente diverso dal “Signoraggio” antico[6] e medievale.
Per esempio, la “Banca d’Italia” ufficialmente o apparentemente sembra essere la Banca dello Stato Italiano, ma in realtà appartiene ad un consorzio di “Banche ufficialmente private”. Lo Stato è presente nella “Banca d’Italia” solo attraverso l’“INPS” (“Istituto Nazionale Previdenza Sociale”, ente pubblico che amministra il ‘Fondo Pensioni per i lavoratori dipendenti’, fondato nel 1933) e l’“INAIL” (‘Istituto Nazionale Assicurazioni contro Infortuni sul Lavoro’, fondato nel 1933) con il 5, 6%; questo per giustificare la definizione di ‘Ente di Diritto Pubblico’ data alla “Banca d’Italia”, che in realtà è un ‘Ente di Diritto Privato’ al 94, 4% .
La “Banca d’Italia” – ora filiale della “Banca Centrale Europea”, anch’essa privata - ha solo due funzioni:
1°) controlla l’operato delle altre “Banche ufficialmente private” (in pratica le Banche controllano se stesse);
2°) concede alle varie “Banche private” il diritto di stampare banconote.
Lo Stato non stampa moneta, le Banche sì. Poi la Banca centrale cede allo Stato la moneta stampata (ad esempio 4 milioni di euro) in cambio di“titoli di debito pubblico”, che sono una sorta di “cambiali” (corrispondenti, legalmente ma non realmente, ai 4 milioni di euro dell’esempio su riportato). Dunque lo Stato emette “titoli di debito pubblico” (“Bot, Cct, Ctz” …) e li dà concretamente alle Banche ufficialmente private, le quali li rimettono sul mercato finanziario internazionale – all’asta – per i risparmiatori che vogliano comprarli, promettendo un certo ‘interesse’ dopo un certo lasso di tempo pattuito(ad esempio il 2% annuo se tutto procede regolarmente). Quindi se il cliente compra dalla sua Banca privata ‘titoli di Stato’ per 100 mila euro, dopo un anno dovrebbe ricevere il 2% sui 100 mila euro esborsati, cioè 2 mila euro l’anno d’interessi.
Praticamente l’entità del debito pubblico, da cui deriva la politica finanziaria di una Nazione, non la decidono i Governi degli Stati, bensì i mercati finanziari, ossia circa una decina di Banche e Società finanziarie private, vale a dire l’Alta Finanza.
Allo Stato rimane solo la proprietà delle monete metalliche (a partire da 1 centesimo sino a 2 euro) coniate dalla Zecca, che valgono però solo il 2% della massa monetaria circolante.
La “Banca d’Italia”, quindi, è simile ad una buona tipografia: essa stampa una banconota, ad esempio da 500 euro, il cui costo di produzione è di circa 30 centesimi di euro tra filigrana e inchiostro e la cede alla Stato, non al costo di produzione (30 centesimi), ma al valore della banconota stessa: 500 euro. Gli immensi introiti che la “Banca d’Italia” incamera stampando cartamoneta in teoria li dovrebbe consegnare alla Stato italiano nella misura oscillante tra il 70 e il 90%, ma, in realtà, rimangono a Bankitalia in quanto le banconote emesse sono iscritte a bilancio al passivo, ossia le banconote emesse dalla Banca centrale sono iscritte come se fossero sue, mentre sono dello Stato e la Banca le ha solo stampate, per cui i “bankster” non versano allo Stato italiano neppure un centesimo.
Inoltre il pezzo di carta dai 500 ai 5 euro non è venduto dalle “Banche ufficialmente private” allo Stato, seppur ad un prezzo assurdo (dai 500 ai 5 euro, invece di 30 centesimi di euro), bensì viene dato in affitto e senza possibilità di riscatto. Lo Stato per tutta la sua durata pagherà alle “Banche private” l’affitto e gli interessi su dei pezzi di cartamoneta che in teoria gli appartengono, ma che non può neppure riscattare dopo aver pagato abbondantemente l’affitto di essi.
Riassumendo: la nostra banconota da 500 euro (lo stesso vale per qualunque taglio di moneta cartacea, dai 5 sino ai 500 euro) alla “Banca Centrale Europea” è costata circa 30 centesimi di euro, mentre al popolo italiano quel pezzetto di carta colorata da 30 centesimi in filigrana, senza quasi alcun valore reale, costa ossia ha un valore legale di 5 o 500 euro più gli interessi perenni.
Questa è l’origine del debito pubblico (vera “catastrofe” finanziaria) sulla quale è vietato fare ricerche, studi e dibattiti, come sulla “shoah”, che in ebraico vuol dire “catastrofe” e non “olocausto”.
La cifra del debito pubblico dell’Italia, ricavata da dati “ISTAT”, (“Istituto di Statistica”, eretto nel 1926) parte da 668 mila euro circa nel 1990 per arrivare ad 1 milione e 700 mila euro nel 2008; nel 2012 il Governo Monti ha superato i 2 miliardi di euro.
Ora, come abbiamo visto, il debito pubblico è costituito dagli interessi dovuti all’affitto esoso ed usuraio di semplice carta da parte delle Banche allo Stato italiano in cambio di milioni di euro. Quindi, se lo Stato si riappropriasse del diritto di stampare moneta, l’Italia non avrebbe più debiti[7].
Nazioni come l’Italia e la Germania, che a partire dal 1929 e all’inizio degli anni Trenta hanno visto prima implodere la loro economia e poi rinascere da quando si sono riappropriate della sovranità monetaria nazionalizzando o ponendo sotto il controllo statale le rispettive Banche Centrali Italiana o Tedesca, hanno dovuto subire la guerra cruenta, non solo finanziaria, da parte delle potenze liberal-supercapitalistiche e giudaico-bolsceviche (Usa, Gran Bretagna e Urss) ansiose di porre fine a questi pericolosi precedenti di Stato veramente sociale.
Inoltre le banconote emesse dalla privata “Banca Centrale Europea”, come del resto i dollari stampati dalla privata “Federal Reserve Bank” americana, sono soltanto dei semplici pezzi di carta, privi di valore intrinseco, anche perché dal 1971 l’America ha abolito l’obbligo della corrispondenza in oro per ogni banconota emessa.
Nell’Antichità e nel Medioevo il valore effettivo della moneta era contenuto nella moneta stessa (oro, argento e rame più l’effige del Signore). Successivamente, a partire dall’Epoca moderna e dalla Rivoluzione inglese del 1688, a Londra (esattamente nel 1694), inizia a perfezionarsi lo strapotere della moneta cartacea con la nascita della privata “Bank of England”[8], la prima Banca autorizzata dal Governo a battere moneta da prestare ad interesse al Governo stesso. Infine soprattutto nel XIX secolo, con la Rivoluzione industriale, vi fu l’avvento e il sopravvento finale della moneta cartacea, nella quale tuttavia era ancora mantenuto, per ogni banconota stampata, il corrispondente valore in oro custodito nei sotterranei delle Banche centrali, ma nel XX secoloanche questo valore corrispondente in riserva aurea della cartamoneta è stato abolito e si assiste alla vittoria terminale della carta sull’oro e di “Giuda e dell’Oro” sul ferro, sul suolo e sul sangue[9].
Nel 1944 i “grandi” della terra (Roosevelt, Churchill e Stalin) ed i Ministri delle finanze delle future potenze vincitrici della seconda guerra mondiale decisero, nell’ambito della conferenza di Bretton Woods (Usa) le politiche da seguire in materia di ricostruzione, finanza ed economia per le transazioni internazionali e specificatamente che il dollaro fosse l’unica moneta utilizzabile per i pagamenti fra Paesi aventi valute diverse; il valore del dollaro fu a sua volta ancorato a quello dell’oro (sistema aureo). Siccome a Fort Knox di oro ve n’era rimasto ben poco Nixon il 15 agosto del 1971 a Camp David annunciò di sospendere la convertibilità del dollaro in oro. Da allora le Banche centrali continuano, come se nulla fosse, a stampare moneta anche se prive di controvalore aureo reale e provviste unicamente di valore legale, conferitale dalle Banche stesse, i nuovi Dei della Modernità in adorazione del “dio” “Quat-Trino”. Infatti nelle nuove banconote non compare più la scritta “Pagabile a vista al portatore”, proprio perché non si attinge più alla riserva aurea per coniare moneta, e di conseguenza essa non può essere convertita in oro o in valore reale. In definitiva le Banche centrali emettono “legalmente” assegni a vuoto, cioè titoli privi di copertura, che però noi accettiamo come buoni, ma se noi emettessimo assegni a vuoto o scoperti alle Banche, essi sarebbero illegali e noi finiremmo in galera ed espropriati di ogni bene reale in nostro possesso. Si ripete l’aneddoto del piccolo pirata che pescava nel mare sulla sua modesta barca, che s’imbatté in Alessandro Magno, il quale gli chiese cosa stesse facendo; al che il piccolo “brigante” rispose all’Imperatore: “io faccio in piccolo senza la tua autorizzazione ciò che tu fai in grande con l’autorizzazione che viene da te stesso”. Siccome Alessandro non era un “bankster” ma un “guerriero”, pur avendo molti difetti lo lasciò andar libero, poiché anche lui sapeva che le cose stavano proprio come le aveva dipinte il “pirata”.
Attenzione! Chi affronta il tema del Signoraggio e vuole riformare il sistema bancario muore. Si pensi a ciò che è accaduto ai quattro Presidenti degli Usa: Abramo Lincoln († 1865), James Garfield († 1881), William McKinley († 1901) e John Fitzgerald Kennedy († 1963), che, tutti – durante il loro mandato presidenziale – si proponevano di cambiare il sistema monetario americano estromettendo la Banca Centrale, la privata “Federal Reserve Bank”, dall’esclusiva emissione monetaria. I primi tre avevano cominciato a pensarlo, Kennedy lo stava mettendo in atto. Tutti e quattro furono assassinati.
Cinque mesi dopo l’uccisione di Kennedy finì l’emissione della moneta di Stato, che lui aveva autorizzato poco prima di morire, e le “banconote Kennedy” vennero ritirate.
Anche l’Italia tentò, negli anni Settanta del XIX secolo, di riappropriarsi della sovranità monetaria emettendo direttamente banconote senza passare per la Banca d’Italia; ne è prova l’emissione delle 500 lire di carta che si affiancarono alle 500 lire d’argento. Anche in questo caso la banconota di Stato ebbe vita breve; cessò infatti subito dopo l’uccisione di Aldo Moro nel 1978.
Con la futura prossima scomparsa della moneta fisica, seppur cartacea, soppiantata dalla moneta virtuale elettronica (voluta in Italia da Monti e Draghi) la nostra dipendenza dal sistema bancario-finanziario sarà totale, come totale sarà il potere delle Banche: “sopra la Banca la Patria campa, sotto la Banca la Patria crepa”.
Non a torto Léon Degrelle chiamava i banchieri “bankster” ed Ezra Pound ha scritto: “i politici sono camerieri al servizio dei banchieri”.
*
APPENDICE
Il “Monte Paschi di Siena” e il potere dell’Alta Finanza
Riporto un adattamento/riassuntivo di due articoli apparsi sul “il Giornale” e su ‘web’, i quali (se le cose che raccontano corrispondono alla realtà) mi sembrano “la prova del nove” di quanto su esposto. Li porgo al lettore perché possa constatare come Finanza, Massoneria, Comunismo, Banche, Giudaismo, Anglo/Americanismo, “Falsa Destra” siano sostanzialmente la stessa cosa sotto aspetti accidentalmente diversi e come i Governi siano diretti dall’Alta Finanza: “i politici sono camerieri al servizio dei banchieri” (Ezra Pound).
PRIMO ARTICOLO
(Stefano Zurlo, Il Giornale, sabato, 2 febbraio 2013)
Pierluigi Bersani nel 2004 chiese ad Antonio Fazio (ex Governatore di Banca d’Italia, rimpiazzato da Mario Draghi) di favorire l’operazione con Unipol e Bnl. L’allora governatore della Banca d’Italia fu interrogato dai magistrati a Milano su Ricucci e Fiorani e disse: “Fassino e Bersani vennero da me per la fusione”.
Il 22 marzo 2006 Antonio Fazio, travolto dalla tempesta dei “furbetti del quartierino”, viene chiamato in procura a Milano dal pm Francesco Greco. E parla di Ricucci, di Fiorani e di Antonveneta, ma poi si concentra su un dettaglio illuminante: «le posso dire – spiega al pubblico ministero Greco – su Banca Nazionale del Lavoro che sono venuti da me Fassino ed altri a chiedere se si poteva fare una grande fusione Unipol-Bnl-Montepaschi. Io li ho ascoltati».
Il dr. Greco non molla: “Quando?”. “I primissimi mesi del 2005 o fine del 2004”. Poi Fazio articola meglio i ricordi: “Erano Fassino e Bersani”.
Ma, sì, l’allora ‘Segretario dei DS’ Piero Fassino, oggi PD e sindaco di Torino, e l’allora ‘Responsabile economico dei DS’ Pier Luigi Bersani, oggi PD e suo Segretario Nazionale, bussarono alla porta del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio per proporre la creazione di un grande polo bancario in cui sarebbero confluiti Bnl,Unipol e Monte dei Paschi. Non se ne fece nulla, anche perche Fazio rispose con un secco no. Almeno in quella circostanza, salvo poi ammorbidire la sua posizione, il che non impedì che poi fosse fatto fuori lo stesso.
Come documenta persino un insospettabile Franco Bassanini che in un’intervista a Panorama ha alzato il velo dell’ipocrisia, sempre a proposito della tentata scalata della finanza rossa alla Bnl: “D’Alema e Consorte fecero pressing su Monte Paschi di Siena perche si alleasse con Unipol. Chi difese l’autonomia di ‘MPS’, come me ed Amato, venne emarginato”.
SECONDO ARTICOLO
http://4realinf.wordpress.com/, 4 febbraio 2013
Nel 2008 la banca ebraico/americana Lehman Brothers dichiara fallimento per un debito di 613 miliardi di dollari. La ‘Fed’ ed il governo Usa, guidato da Barak Obama, non applicano il “Chapter 11” per il salvataggio. Il panico invade tutto il mondo finanziario. In Italia le ripercussioni sino ad oggi non sono ancora terminate.
Nell’autunno del 2007 Monte Paschi di Siena (‘MPS’) emette una delibera ufficiale firmata Gabriello Mancini con la quale vengono “ingaggiati gli advisor che dovranno gestire, controllare e riferire l’andamento degli investimenti finanziari e l’intera procedura relativa all’acquisizione della banca Antonveneta”.
Essi firmano l’accordo con tre società: J. P. Morgan, Credit Suisse eBanca Leonardo. Costo delle competenze: 4.980.000.000 di euro.
Scelgono anche il delegato dell’intera operazione: Giovanni Monti, il figlio dell’attuale premier dimissionario Mario Monti, in quanto ‘Direttore responsabile’ del marketing operativo europeo di J. P. Morgan, colosso finanziario statunitense. Il tutto con beneplacito della direzione di PD,PDL, UDC.
Due mesi dopo, un’ulteriore delibera accredita a J. P. Morgan un successivo milione di euro secco extra, di cui non esiste fattura alcuna di riscossione essendo avvenuto su ‘conto estero/estero’. Il presidente di ‘MPS’ è Muccari ed il vicepresidente che deve mettere la firma èFrancesco Caltagirone, suocero di Pier Ferdinando Casini.
Nel 2008 ‘MPS’ eroga 222.000.400 euro (duecentoventidue milioni di euro) come “cifra da devolvere come investimento di beneficenza nel territorio”.
A novembre di quell’anno, lo Stato provvede a fare un prestito voluto da Giulio Tremonti di 2 miliardi di euro al fine (cosi è scritto) “di consentire all’istituto di rispettare i parametri e i dispositivi previsti dagli accordi europei”.
Tale cifra viene investita nel seguente modo: 1 miliardo per acquistare ‘bpt’ italiani, 600 milioni in derivati scelti da J. P. Morgan (cioè Giovanni Monti jr.) e 400 milioni in “beneficenza”, di cui si occupa la Banca Leonardo che chiude una joint venture per “gestire il patrimonio nel territorio” con la Banca Mediolanum di Silvio Berlusconi.
Nel 2010 Giulio Tremonti fa avere alla banca di Siena circa 25 miliardi di euro, con i quali ‘MPS’ fa lo stesso giochetto: acquista circa 15 miliardi di ‘bpt’ e così abbassa lo spread, ne investe 9 in speculazioni azzardate ed un altro miliardo, a pioggia, nel territorio, di cui si sa poco o nulla. Per celebrare la bontà dell’operazione viene chiamato come “consulente e advisor d’aggiunta” l’on. Gianni Letta (PDL ed ex “gran consigliere” di Silvio Berlusconi) a nome di Goldman Sachs (la banca ebraico/americana per la quale lavoravano Mario Monti e Mario Draghi) a fare in modo che venga varata una delibera nei primi mesi del 2011 nella quale si sostiene che “la fondazione per fare cassa e poter dunque sostenere l’onere dell’operazione di acquisizione di banche terze, delibera di cedere il pacchetto delle proprie azioni privilegiate nell’ordine di 370 milioni di euro al nuovo advisor aggiunto Goldman Sachs, nella persona del suo consulente delegato rappresentante on. Gianni Letta”.
E così, si trovano insieme, nel 2011, la famiglia Monti, la famiglia Gianni Letta, cugino di Enrico Letta PD, la federazione del PD sia di Siena città che di Siena provincia, la famiglia Caltagirone imparentata con Pier Ferdinando Casini, con il management direttivo.
Nel solo 2010 Giulio Tremonti fa avere alla banca senese circa 40 miliardi di euro che seguono il solito giro di sempre, creando un vorticoso anello virtuale di grande salute finanziaria delle banche italiane e di tenuta della nostra economia, perché si tratta, in pratica, dello Stato che si compra i titoli da solo fingendo che li stia comprando il mercato. Ma l’economia, prima o poi, vuol sapere i conti reali.
Nel giugno del 2011 cominciano i guai. J. P. Morgan, Goldman Sachs e Credit Suisse si ritirano: “arrivederci e grazie, abbiamo fatto il nostro lavoro”.
A ‘MPS’ si accorgono che dei 32 miliardi complessivi investiti in derivatinon soltanto non hanno guadagnato un bel niente, ma è tutto grasso che cola se riescono a recuperare sul mercato qualche miliardo. Devono quindi coprire il buco. Perché? Semplice: hanno messo in bilancio negli ultimi due anni le cifre dei guadagni sui derivati presentando il tutto come soldi acquisiti mentre, invece, erano virtuali. Quindi i bilanci erano truccati. Non si sa esattamente a quanto ammontino le perdite.
Lo Stato, però, in quel giugno del 2011 non ha davvero più soldi da dare a ‘MPS’, perché solo nel 2010 Giulio Tremonti ha fatto avere complessivamente al sistema bancario italiano 89 miliardi di euro, di cui circa 20 miliardi passati alle fondazioni (vicine alla Lega Nord) di Banca Carige, Banco di Desio e Brianza, Banco di Brescia, Banco Popolare di Valtellina, Banca di Sondrio (per questo la Lega Nord ha voluto Tremonti nella propria lista), che si comportano come ‘MPS’.
Ma a giugno del 2011 sono finiti i soldi. Il management di ‘MPS’ è disperato: non c’è più lo Stato a tirar fuori la grana, come si fa?
Ci penso io, dice Mario Draghi (Governatore della ‘Banca Centrale Europea’, ex Governatore della ‘Banca d’Italia’ e prima ancora ex collaboratore della Banca ‘Goldman Sachs’), “conosco gente in Europa”. E così il 10 giugno del 2011 fa avere subito 350 milioni da 12 banche europee, altri 400 milioni dallo stesso consorzio e successivi 2 miliardi da un pool di altre 19 banche europee, ma ‘MPS’ è ormai un colabrodo, perché i soldi servono soltanto a pagare gli interessi composti sui derivati. Il management, infatti, ha venduto carta straccia a valore 10 ai clienti che si sono assicurati: quella carta, a giugno del 2011, vale solo 2; quindi adesso ‘MPS’ deve pagare anche l’assicurazione. E così entra in campo lo spread.
‘MPS’ si rivolge quindi al mercato, che gli sbatte la porta in faccia, e si trova davanti a tre alternative:
a) fallire;
b) vendere titoli tossici che nessuno vuole;
c) vendere i ‘bpt’ italiani di cui ha almeno 80 miliardi con scadenza a 25 e 10 anni. Sceglie l’opzione ‘C’. Gli viene imposta da tutta la classe politica. E così, l’intera classe politica italiana (con l’aggiunta della famiglia Monti) dà il via all’operazione.
Ma il mercato è implacabile. E quelli di Goldman Sachs e di J. P. Morgan conoscono i conti veri di ‘MPS’ (li hanno gestiti loro) e così spargono la voce che la banca è disperata perché “tecnicamente” è già fallita e consigliano ai clienti di acquistare a peso morto ‘bpt’ italiani, scommettendo sull’innalzamento alle stelle dello spread italiano, puntando all’implosione del sistema economico italiano.
Il bello è che a questo giro perverso partecipa addirittura ‘MPS’, che si lancia nel luglio del 2011 in una gigantesca operazione finanziaria puntando tutto sui debiti delle banche italiane, e le altre banche italiane la seguono. Da qui, finalmente, si è riusciti a conoscere la verità.
La truffa dello spread iniziata nel giugno del 2011 non era una truffa: era reale. E non fu un attacco della speculazione internazionale, bensì un attacco suicida delle banche italiane guidato da ‘MPS’, che, per coprire le proprie perdite, vendeva sul mercato secondario miliardi e miliardi di ‘bpt’ italiani come se fossero carta straccia, diminuendo il nostro potere d’acquisto, aumentando il disavanzo pubblico e rendendosi responsabili, nonché protagonisti, dell’ultima mazzata inferta alla “Repubblica Italiana”.
Possiamo dire che nessuno sapeva? Che i politici e gli amministratori di regione, provincia e comune di Siena non sapevano?
“Come Dovevasi Dimostrare”.
d. Curzio Nitoglia
[1]S. Riolfo Marengo – C. D’Adda (diretta da), Enciclopedia dell’Economia, Milano, Garzanti, 1991. Su questo sito si possono leggere i miei articoli su “L’Usura” e su “Vera Economia & Plutocrazia”. Inoltre cfr. Aristotele, Politica, A, 3, 1253b, 8-14; Id.,Politica A, 3, 1258b 10 ss; Id., Etica, V, 10, 1933a 20; Id., Politica, III, 13, 1257a 35 e San Tommaso d’Aquino, S. Th., II-II, q. 47, aa. 11-12;ivi, q. 50, aa. 1-3; ivi, II-II, q. 77, a. 4; ivi, q. 78, a. 1; Id., Commento all’Etica di Aristotele, lez. 1; Id., Commento alla Politica di Aristotele,lez. 7-8; Id., Commento alla Politica di Aristotele, lib. I, capp. 5-6; Tommaso de Vio detto Cajetanus, De cambiis, cap. 5; B. Meerkerlbach,Summa Theologiae Moralis, II, n. 538; J. MEINVIELLE, tr. it.,Concezione Cattolica della Politica [Buenos Aires, Corsi di Cultura Cattolica, 1932], Lamezia Terme, Edizioni Settecolori, 2011; Id.,Conception Catolica de la Economia, Buenos Aires, Corsi di Cultura Cattolica, 1936.
[2] Cfr. DENIS FAHEY, The Kingship of Christ and Organised Naturalism, Cork, Forum Press, 1943; The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of Society, Cork, Forum Press, 1945, tr. fr., Le Corps Mystique du Christ et la reorganization de la société, Saint Rémi, Cadillac, 2011. Di quest’ultimo libro sono particolarmente interessanti, quanto al tema della moneta, il Volume I, Capitolo III, § 3°: ‘San Tommaso d’Aquino e l’Economia’; § 5°: ‘Il ruolo del denaro e della moneta nell’Economia’; § 6°: ‘Tre modi di commerciare con il denaro’; § 7°: ‘L’usura’ (pp. 117-140); Capitolo XII, § 4°: “Il pensiero di Locke sul denaro”; § 5°: “Le leggi economiche diventano leggi puramente fisiche, avulse dalla morale” (pp. 390-400); il Volume II, Capitolo XVIII, § 1°: ‘I princìpi d’Economia in San Tommaso d’Aquino’; § 2°: ‘l’arte Finanziaria o Affaristica delle Banche’; § 3°: ‘l’oro come misura di valore e l’economia nazionale’; Capitoli XIX e XX: ‘I princìpi economici di San Tommaso e la funzione della misura di valore aurea’ (pp. 278-381); Capitolo XXI: ‘I princìpi politici di San Tommaso e la Rivoluzione monetaria’ (pp. 382-447).
[3] Carlo D’Adda, voce “Moneta. Valore legale e valore intrinseco”, inEnciclopedia dell’Economia, Milano, Garzanti, 1991, p. 732; Sergio Ricossa, Dizionario di Economia, Torino, Utet, II ed., 1988, voce “Moneta”, pp. 307-317; voce “Monetarismo”, pp. 317-321; voce “Macroeconomia”, pp. 273-276; voce “Finanza”, pp. 193-198; voce “Liquidità”, p. 271; voce “Interesse”, pp. 241-245; voce “Inflazione”, pp. 233-240; voce “Politica monetaria”, pp. 43-47 .
[4] R. Spiazzi, Enciclopedia del Pensiero Sociale Cristiano, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1992, v. Parte II, Sezione IV, cap. II: “Il problema economico-sociale”, pp. 498-500; Parte III, Sezione III, cap. II: “Sul problema economico-sociale”, pp. 676-694; Sezione IV, cap. I: “I primi interventi dei Papi in campo economico-sociale”, pp. 709-712; Parte IV, Sezione I, cap. I: “L’elaborazione di un pensiero sociale-economico dì ispirazione cristiana”, pp. 795-801 .
[5] Lo Stato è una Nazione provvista di un Governo. Per esempio l’Italia prima del 1870 era una Nazione, ma sotto molteplici Stati o Governi. Mentre la Svizzera è tuttora una Nazione, ma divisa in più Cantoni, Stati o Governi.
[6] Già nell’antica Roma si coniava moneta su metallo più o meno prezioso. Infatti si legge nei Vangeli che quando i Farisei e i Sadducei andarono da Gesù per farlo cadere in un tranello e gli chiesero se fosse lecito o no pagare le tasse a Cesare, ossia a Roma antica (30 d. C.), Gesù rispose loro: «datemi una moneta. Di chi è l’effige coniata su di essa? Essi risposero: “di Cesare”. E Gesù concluse: “allora date a Cesare quel che appartiene a Cesare (le tasse) e a Dio quel che spetta a Dio (l’adorazione)”» (Mt., XXII, 17).
[7] Cfr. R. Spiazzi, Lineamenti di Etica Economica, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1989; Id., Lineamenti di Etica della Famiglia,Bologna, ESD, 1990, v. capitolo: L’Economia a servizio della famiglia, pp. 164-170.
[8] Cfr. Denis Fahey, The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of Society, Cork, Forum Press, 1945, tr. fr., Le Corps Mystique du Christ et la reorganization de la société, Saint Rémi, Cadillac, 2011, vol. II, V parte, capitolo XVII, § 1°: “La Rivoluzione inglese del 1688 e la Banca d’Inghilterra”; § 3°: “La Banca d’Inghilterra, Locke e la Massoneria; § 4°: “Locke e Burnet”; § 5°: “La Loggia della Banca d’Inghilterra” (pp. 185-197).
[9] Il generale romano Marco Furio Camillo (nel 390 a. C.) cacciò da Roma i Galli di Brenno, che volevano essere pagati a peso d’oro per lasciare l’Urbe nella quale erano penetrati. Il valoroso condottiero romano apostrofò il barbaro dicendo: “la guerra si fa col ferro e non con l’oro” e lo ricacciò al di là delle Alpi con la spada e senza l’oro. L’ultima guerra mondiale, invece, è stata definita “la guerra dell’Oro contro il Sangue”, poiché oramai il peso dell’oro era diventato superiore a quello del ferro. La spada non fu sufficiente a difendere “il solco tracciato dall’aratro”.
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giovedì 28 febbraio 2013
E' COSI' LONTANA DALLA REALTA' L'IPOTESI DI MARCO DELLA LUNA?
Marco Della Luna Mercoledì 27 Febbraio 2013
Per imporre in Italia un governo compiacente alla linea Monti-Merkel-Goldman Sachs nonostante l'esito elettorale di ieri, potrebbe essere a breve organizzata una crisi bancaria italiana che terrorizzi la popolazione e crei il consenso per un governo di quel tipo in cambio di aiuti monetari di BCE, Fed e altri. I recenti spostamenti di capitali dello Ior da banche italiane a banche tedesche (compresa parte del nostro 8 per mille) corrobora questa congettura.
Il voto politico del 25 febbraio esprime disinganno e rifiuto della maggioranza degli italiani verso la dittatura dei mercati, l'egemonia della Germania, il modello economico mercatista e neoliberista, le ricette rigoriste e fiscaliste di tecnici e accademici balordi o traditori, la falsa solidarietà dei paesi euroforti. Sgamati. Tutti sono d'accordo che occorra riformare – ma in quale direzione? Quella di Monti, Rehn, Barroso, Merkel, Draghi, oppure una opposta, col recupero della sovranità monetaria alla Nazione e la sottrazione del debito pubblico alle manovre di mercati pilotati e ricattatori, e massicci investimenti pubblici infrastrutturali, e separazione tra banche di credito e risparmio e banche di azzardo finanziario?
Adesso pare impossibile formare un governo stabile, che deve comprendere il PD, quale detentore della maggioranza assoluta dei seggi della Camera per effetto del premio di maggioranza. Ma proprio il PD e Monti sono paladini di quella politica che, come dicevo, la maggioranza degli italiani ha respinto, e sempre più respingerà via via che la depressione peggiorerà, mettendo a rischio il rispetto del pareggio nominale di bilancio imposto, sotto severe pene, dal fiscal compact.
Stranamente e significativamente, in questa cruciale situazione Napolitano vola in visita di Stato presso la potenza egemone. Non sarà che intende forse nominare un nuovo pseudo-tecnico come premier per continuare, sotto il pretesto dell'emergenza e del volere dei mercati, le riforme distruttive che trasferiscono capitali, imprese e cervelli dall'Italia a Germania, Svizzera e altri? E che stia concordando con Berlino un sostegno di brevissimo termine per questo nuovo asso della delocalizzazione guidata, un sostegno che lo faccia apparire bravo, una boccata di ossigeno per il Paese stremato? Questo asso potrebbe essere Prodi o Amato, che con le loro leggi e riforme e privatizzazioni già tanto hanno fatto in quel senso, spezzando la schiena all'economia di questo Paese. O qualcuno della Banca d'Italia, che si è distinto nel non vedere le ruberie in MPS o nel legittimare davanti ai giudici penali il superamento della soglia di usura, mediante compiacenti circolari in conflitto di interesse e che esse stesse costituiscono concorso in quel medesimo delitto.
Quel che mi aspetto è che, se non ci mobilitiamo con la denuncia e l'informazione preventive, a brevissimo parta un'azione di destabilizzazione del sistema bancario italiano, anche mediante un rialzo artefatto dello spread finalizzato a deprezzare i titoli pubblici italiani detenuti dalle banche italiane, in quanto queste detengono i detti titoli come importante componente del loro attivo patrimoniale, e in caso di rialzo dei rendimenti con conseguente calo del valore di mercato dovrebbero ridurre la loro valorizzazione in bilancio, con tutte le conseguenze di ciò. Lo spread lo possono far salire a piacimento mediante lo shorting, il rating, le esternazioni. Poi, quando si sarà alzato a livelli di allarme, potrebbero imporre alle banche italiane di fare accantonamenti a copertura di possibili perdite sui titoli pubblici, così da comprimere il capitale netto delle banche. Allora saremmo davvero in croce.
La predetta manovra di destabilizzazione creerebbe panico, blocco di pagamenti, allarme per i depositi, carenza di contanti, limitazione della prelevabilità. Allora il Quirinale manderà avanti il nuovo Salvatore a cui il voto e la fiducia e l'obbedienza sono dovuti di necessità, perché “non c'è alternativa”. Egli imporrà sacrifici durissimi, innanzitutto in termini di rinuncia alla democrazia e alla sovranità, e in cambio apporterà un misericordioso aiuto dei fratelli europei.
26.02.13 Marco Della Luna
lunedì 21 gennaio 2013
MONTI TEME LE URNE!!!
(di Magdi Cristiano Allam da Il Giornale 21/01/2013) - Per la prima volta nella Storia dell'Europa e della Democrazia un esponente politico rivendica la guida del Governo dello Stato, dà vita ad un proprio partito, partecipa attivamente alle elezioni ma rifiuta di sottoporsi al voto dei cittadini. Persino Hitler e Mussolini assunsero il potere attraverso libere elezioni. Ma Mario Monti non intende confrontarsi con il responso popolare perché – ha precisato – non vuole rinunciare al privilegio di essere senatore a vita, ciò che di fatto lo rende ineleggibile.
Questo dato di fatto evidenzia il male profondo in cui è sprofondata la nostra democrazia. E' vero che c'è il precedente di Carlo Azeglio Ciampi, che è stato il primo Presidente del Consiglio e primo Capo dello Stato non parlamentare nella Storia della Repubblica. Ma Ciampi, considerato al pari di Monti un tecnico, non ha né dato vita ad un proprio partito né fatto campagne elettorali per promuovere se stesso alla Guida del Governo e dello Stato.
Ciampi e Monti sono entrambi rappresentanti dei poteri finanziari forti, hanno entrambi svolto un ruolo cruciale nella svendita dei gioielli dello Stato, della perdita della sovranità monetaria e nazionale dell'Italia. Ciampi è stato partecipe e protagonista, insieme a Prodi, Amato, Draghi e D'Alema, della privatizzazione delle banche, delle telecomunicazioni e delle autostrade, ma soprattutto è stato l'artefice della perdita della nostra sovranità monetaria aderendo all'euro emesso dalla Banca Centrale Europea con il signoraggio bancario e un tasso di cambio punitivo per l'Italia. Da un giorno all'altro il potere d'acquisto si è dimezzato perché ciò che pagavamo mille lire è costato un euro.
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lunedì 14 gennaio 2013
SENTIRE PARLARE DI SOVRANITA' MONETARIA IN PRIMA SERATA IN UNA TV AD ALTO ASCOLTO .....
Ancora una volta, viva “Servizio Pubblico”, ma non per lo show di Berlusconi e Santoro, su cui si è detto tutto, bensì per un fatto storico. Per la prima volta durante una trasmissione ad altissimo ascolto, vista da 10 milioni di persone, alcune idee coraggiose, inusuali, anzi scandalose, secondo la maggior parte dei media, sono state illustrate liberamente.
Mi riferisco allo splendido intervento dell’imprenditrice Francesca Salvador, da Vittorio Veneto (Treviso), che ha toccato finalmente temi off-limits, come la necessità di una riforma monetaria, del bisogno di riprenderci la sovranità sottratta per vie traverse, dei legami di Mario Monti con lobbies internazionali come Goldman Sachs e la Trilaterale, di un establishment legato a Monti e all’Europa che punisce l’impresa e salva le banche.LEGGI TUTTO
Ecco l’intervento a Servizio Pubblico:
mercoledì 14 novembre 2012
DAI MEDIA VIENE RIPRESA LA NOTIZIA, MA NON SI DICE CHE MARRA E' IN CAMPO CONTRO LE BANCHE DAL 1987
Se vincono altri alla fine saranno rovina Berlusconi
Roma, 14 nov. (TMNews) - Anche Alfonso Donato Marra intende candidarsi alle primarie del Pdl. Autore di libri, è noto anche per aver usato come testimonial televisivi personaggi come Manuela Arcuri, Ruby e Vittorio Sgarbi, oltre che per i suoi 'altalenanti' rapporti con Sara Tommasi.
Marra ha infatti lanciato dal sito una campagna di sottoscrizioni per la sua candidatura in modo da arrivare a raccogliere entro il 25 novembre le 10mila firme necessarie. Non solo. Perchè l'annuncio è corredato di un lungo testo in cui sostiene anche di poter vincere. "A partire da Alfano, tutti i candidati - ha scritto - sono legatissimi a Berlusconi e tuttavia credo che saranno costretti, già da subito, e comunque ove vincessero, a non schierarsi con lui e a causare così la sua rovina e la perdita dell'enorme potenziale di cambiamento che il Pdl ha accumulato dal 1994 e può oggi esprimere".
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lunedì 1 ottobre 2012
CI UNIAMO AL CORDOGLIO DI MOLTI PER LA MORTE DI SAVINO FRIGIOLA
di Magdi Cristiano Allam 01/10/2012 14:31:04
Savino Frigiola è stato un grande economista, studioso monetario, scrittore, conferenziere. È stato un pioniere, affiancando Giacinto Auriti, della battaglia per l'emancipazione dei popoli dal signoraggio monetario e per il riscatto della sovranità monetaria dell'Italia. Noi oggi lo ricordiamo, abbracciando la sua famiglia, come un amico fraterno, partecipe convinto alla missione promossa da Io amo l'Italia per affermare un nuovo modello di sviluppo, dello Stato e della società nella nostra amata Italia. Con Savino ci siamo sentiti ripetutamente questa estate dopo esserci visti per l'ultima volta a Rimini il 17 maggio scorso insieme agli amici Laura Stacchini, Fiorenzo Brighi e Aleardo Cingolani. Con Savino ero d'accordo che avremmo avviato dopo la pausa estiva una serie di incontri in tutt'Italia per far conoscere e diffondere la proposta di Io amo l'Italia per il riscatto della sovranità monetaria, di cui lui è stato il principale artefice coadiuvato da Joseph Di Pasquale, Gabriele Tagi, Pier Luigi Priori e Marco Cattaneo.LEGGI TUTTO
venerdì 7 settembre 2012
MAGDI ALLAM: " UN'EUROPA SENZ'ANIMA "
DI MAGDI CRISTIANO ALLAM 07/09/12
Ieri è stato annunciato che il debito pubblico americano è schizzato oltre i 16 mila miliardi di dollari, pari a oltre 12 mila miliardi di euro, ovvero più di 6 volte il debito pubblico italiano, senza che ciò abbia provocato alcuna reazione negativa dei mercati. Il fatto che non è il debito pubblico il problema che rischia di far collassare l’economia, bloccare lo sviluppo e ridurre alla bancarotta gli Stati, è ulteriormente confermato dal fatto che Giappone, il secondo Paese al mondo più indebitato dopo gli Stati Uniti, ha un debito pubblico pari al 225% rispetto al Pil (Prodotto interno lordo), circa il doppio dello stesso dato concernente l’Italia che è del 123%. Eppure nessuno ha finora mai detto che né gli Stati Uniti né il Giappone siano a rischio default. Ebbene proprio la realtà dell’indebitamento pubblico degli Stati Uniti e del Giappone ci indicano con chiarezza che il problema non è il debito pubblico, sia che lo si consideri nel suo valore assoluto (e in questa graduatoria Germania e Francia sono messi peggio dell’Italia) sia che lo si consideri in rapporto al Pil (e anche in questa graduatoria l’Italia distanzia di poco altri Paesi considerati più solidi come ad esempio la Francia).
Il problema vero è piuttosto la possibilità o meno di emettere moneta. Mentre Stati Uniti e Giappone hanno la facoltà di emettere moneta, l’Italia non lo può fare. L’Italia, al pari dei restanti Paesi dell’eurozona, è obbligata ad acquistare la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea attraverso la mediazione delle banche commerciali, con un tasso d’interesse del 4%. Ciò significa che su ogni 100 euro acquistati, l’italia paga 4 euro di interesse, che accresce l’indebitamento pubblico e che si traduce in nuove tasse che gli italiani verranno costretti a pagare per ripianare l’indebitamento pubblico, a prescindere dal fatto che non sono minimamente responsabili dell’indebitamento pubblico. La verità è che noi siamo prigionieri di una “fabbrica del debito” dove il signoraggio monetario imposto dalla Bce ci riduce ad indebitati a vita LEGGI TUTTO
domenica 29 luglio 2012
IL 19 LUGLIO, ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI CONSAPEVOLI E NON , IL NOSTRO PARLAMENTO HA APPROVATO IL FISCAL COMPACT ED IL M.E.S.
DI MAGDI CRISTIANO ALLAM
Se tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che “l’euro è irreversibile” (non un Grillo qualsiasi che dopo aver lungamente sbraitato contro la moneta unica ora si professa sincero europeista), vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo. Tutti gli indicatori dell’economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Dell’euro? Dei padroni dell’euro? No, il nostro funerale! La recessione sempre più profonda, l’indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo e nella storia, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive, i figli che non si fanno più, la democrazia svuotata di contenuti, i partiti e il parlamento che si sono auto-commissariati svendendo l’Italia alla triplice dittatura finanziaria, relativista e mediatica, gli italiani sempre più ingannati, traditi, rassegnati, frustrati, disorientati.
Se tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che “l’euro è irreversibile” (non un Grillo qualsiasi che dopo aver lungamente sbraitato contro la moneta unica ora si professa sincero europeista), vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo. Tutti gli indicatori dell’economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Dell’euro? Dei padroni dell’euro? No, il nostro funerale! La recessione sempre più profonda, l’indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo e nella storia, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive, i figli che non si fanno più, la democrazia svuotata di contenuti, i partiti e il parlamento che si sono auto-commissariati svendendo l’Italia alla triplice dittatura finanziaria, relativista e mediatica, gli italiani sempre più ingannati, traditi, rassegnati, frustrati, disorientati.
(....)Per capire le ragioni profonde della crisi strutturale della finanza e dell’economia internazionale, bisogna iniziare dall’a, b, c della scienza monetaria. La moneta è solo un mezzo di scambio della vera ricchezza che sono beni e servizi prodotti. Il suo valore è convenzionale e lo conferisce chi lo accetta non chi la stampa. Il signoraggio è la differenza tra il costo reale e il valore nominale della moneta. Oggi la Bce stampa la banconota da 100 euro al costo di 3 centesimi e la vende alle banche commerciali a 100 euro più l’1% di interesse in cambio di titoli di garanzia. Le banche rivendono la banconota allo Stato a un tasso superiore in cambio di Buoni del Tesoro che sono titoli di debito. Lo Stato ripaga questi interessi facendoli gravare sulle tasse imposte ai cittadini. Quindi tutto il denaro in circolazione è gravato da interessi percepiti dalle banche e da tasse che gravano sulle nostre spalle. E’ così che noi siamo indebitati dal momento in cui nasciamo, a prescindere da qualsiasi responsabilità oggettiva!
E’ il sistema che di fatto corrisponde ad una “fabbrica del debito”.
Chi è il responsabile? A differenza di quanto si tenderebbe a pensare, la Bce, al pari della Banca Centrale d’Italia, è un’istituzione che svolge una funzione pubblica ma è di proprietà privata, detenuta da banche private, comprese quelle dei Paesi europei che non aderiscono all’euro. Ha la struttura di una società per azione e gode di autonomia assoluta dalla politica pur condizionando pesantemente la politica.
Questa “fabbrica del debito” si è arricchita grazie a due nuovi trattati, il Fiscal Compact o Patto di stabilità, e il Mes o Fondo Salva-Stati, approvati a larghissima maggioranza il 19 luglio dal nostro parlamento senza né un’adeguata informazione né la consapevolezza da parte degli italiani che ci siamo ormai auto-condannati ad essere indebitati a vita.
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UN PIEMONTESE,GUIDO CROSETTO HA VOTATO -NO- PUR AVENDO CONTRO L'INTERO PARLAMENTO!!! CHAPEAU!!
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