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sabato 25 ottobre 2014

MARCO DELLA LUNA CI DIPINGE IL "MUSEO DEGLI ORRORI" IN CUI CI HANNO PRECIPITATO


di Marco Della Luna 24/10/2014

Una serenata a Leopolda

Sempre più spesso si parla della possibilità od opportunità di una monetazione funzionale, ossia che lo Stato si metta a creare direttamente, o a far creare dalla banca centrale di emissione (assumendone il governo) tutto il denaro necessario a fare gli investimenti pubblici diretti che producano/inducano occupazione, domanda interna, adeguamento infrastrutturale, innovazione scientifico-tecnologica, assicurando al contempo l’impossibilità del default – cioè per fare quelle cose che appaiono indispensabili per uscire dall’attuale recessione-deflazione, dopo il fallimento ormai visibile delle ricette dell’austerità e del quantitative easing, difese oramai soltanto da soggetti in mala fede e per interesse.

Quando si parla di questa possibilità od opportunità di ricorrere all’uso funzionale della creazione monetaria, vengono sollevate obiezioni aventi il seguente concetto-base: “Non si può immettere moneta a piacimento nell’economia, perché ci deve essere un rapporto tra quantità di moneta e quantità di beni, altrimenti la moneta si svaluta e/o si generano bolle speculative mobiliari e/o immobiliari, e si è visto che ciò effettivamente accade.”

Alcune repliche sono ovvie e le ho già più volte formulate: 

venerdì 2 maggio 2014

MARCO SABA "METTE IL DITO" NEL BILANCIO CARIGE.....VOGLIO PROPRIO VEDERE COME VA A FINIRE



Assemblea del Gruppo Banca Carige: spariti 25 miliardi 
L'AD Montani: "fàteci causa, sùbito"



INTERVENTO di Marco Saba all'Assemblea Ordinaria del Gruppo Banca Carige a Genova, 30 aprile 2014.


Trascrizione:
"Mi rivolgo ai Sigg.ri Amministratori e, con un saluto esteso, anche a tutti gli Azionisti. Sono Marco Saba e intervengo in qualità di delegato dall’azionista Nadia La Banca. Chiedo che copia della mia mozione venga trascritta nel verbale dell’assemblea. Premetto che il mio intervento è pertinente agli argomenti posti all’ordine del giorno e riguarda proprio il bilancio consolidato 2013 del Gruppo Banca Carige nella sua legalità, nei fondamenti giuridici ed economici, avvalendomi della "exceptio veritatis" e nel rispetto della circolare 262 di Banca d'Italia del 22 dicembre 2005 secondo aggiornamento 21 gennaio 2014, e delle norme IAS 8. Norme che sono da applicare per la rappresentazione veritiera e corretta del risultato economico del Gruppo Banca Carige.
Infatti, la stesura del bilancio del Gruppo Carige deve tenere conto del fatto che le banche, oltre all'attività marginale d'intermediazione, creano denaro ogni volta che prestano o investono, un fatto confermato recentemente dal Consigliere Generale della Banca di Francia, Bernard Maris oltre che nel bollettino della Banca d’Inghilterra n. 1 del 2014. 

martedì 28 gennaio 2014

MARCO DELLA LUNA:"E' OVVIO IL CONFLITTO TRA LA COSTITUZIONE E L'ESERCIZIO PRIVATO DEL SIGNORAGGIO"



Il signoraggio monetario è la capacità di realizzare estrazione netta (cioè senza corrispondente cessione di beni o servizi reali) di potere d’acquisto dal corpo sociale mediante creazione ed emissione di mezzi monetari, ossia di moneta primaria, moneta creditizia, promesse di pagamento e di ogni altro strumento finanziario liquido, cioè prontamente vendibile o scontabile, quali sono anche i prodotti finanziari derivati (da qui il business della produzione delle bolle finanziarie: servono ad estrarre ricchezza dalle società).

Più terra terra: è la capacità di prendere dal corpo sociale cose reali senza dare in cambio cose reali, ma mezzi simbolici (generati senza costo) idonei a comperare cose reali prodotte dal lavoro degli altri e a loro spese.

Chi detiene il signoraggio si procura ricchezza, insomma, pagandola con addebiti a carico del corpo sociale.

sabato 17 agosto 2013

PIANO CASA PER FAMIGLIE? PRESENTATO CON NOME DIVERSO DAL GOVERNO MA EQUIVALE A STAMPARE MONETA

mercoledì 10 luglio 2013

CROSETTO PROPONE DI RIDARE AL POPOLO QUELLO CHE GLI E' STATO SCIPPATO SENZA MANCO CHE SE NE ACCORGESSE


«Patuelli forse ha un approccio sbagliato parlando di Banca d'Italia come di una sua proprietà. Banca d'Italia deve tornare ad essere del popolo italiano cui è stata sottratta artatamente. Stesso discorso va fatto sulle Fondazioni bancarie che erano pubbliche e poco per volta sono state occupate da gruppi di persone, attraverso la politica, che le gestiscono come se fossero di loro proprietà».
È quanto dichiara il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto.
Roma, 10 luglio 2013

martedì 9 luglio 2013

CHI CREA LA MONETA OGGI IN ITALIA E/O IN EUROPA? LE BANCHE AL 92%, ABUSIVAMENTE, IN VIOLAZIONE AL TRATTATO DI MAASTRICHT CHE RISERVA ALLA BCE IN VIA ESCLUSIVA LA FUNZIONE DI EMETTERE MONETA, L'EURO! DOMANDIAMOCI PERCHE' E' STATO LORO CONSENTITO DI CREARE MONETA DENOMINATA IN VALUTA LEGALE!

di Giovanni Zibordi 09.07.2013


Ieri l'altro sul New York Times c'era un pezzo su Warren Mosler ritratto sul bordo della sua piscina nelle US Virgin Islands dove si riprende dal tour massacrante che ha fatto in Italia (lo hanno sballottato in auto a parlare dalla Sardegna alla Calabria su fino a Lecco e per di più con Paolo Barnard appresso, che sembra sia un poco stressante stando alle ultime comunicazioni ("... insultato in modo irreparabile e minacciato di violenza, ...mi si accusa di - aver ostacolato il Mosler-Barnard Tour con isterismi- aver dato spettacolo indegno ..- aver molestato sessualmente donne- aver trascurato e ignorato molti GT, lasciati senza direzione e "a raccogliere le briciole del circo"- aver causato una valanga di proteste da parte degli attivisti...)

Mosler deve essere una specie di santo. Si fa questo tour d'Italia dalla Sicilia alle Alpi di agosto alla beppe grillo ma con molto meno confort (anche se non dimentica il lato pratico visto che ha appena venduto la Mosler Auto a dei francesi e ha venduto anche sua una piccola banca in Florida di cui gestiva i mortgage bonds, notare che l'aveva comprata nel 2009 e l'ha venduta a maggio, appena prima che i bonds franassero, tempismo non da poco)

Bene. Quando durante il tour in giugno si è fermato a pranzo a Modena a parlare con me e Marco Cattaneo che gli abbiamo chiesto la prefazione al libro che stiamo scrivendo per Hoepli gli ho detto, facendo seguito a varie mail: “Warren… e le banche ? Com’è che parli sempre del deficit pubblico che crea moneta così poco del fatto che le banche attualmente creano il 90% della moneta e che sono loro che muovono l’economia e hanno creato la Crisi Finanziaria del 2009 ?”. 

mercoledì 12 giugno 2013

ICR: PICCOLA MEDIA IMPRESA CON UN MESSAGGIO MOLTO CHIARO!!!


da ICR Icr •

Non abbiamo nessuna rivendicazione. Nulla. Non ci aspettiamo niente da voi. Fate quello che volete.
Ma state attenti: non produrremo più niente, quanto meno non in Italia. Non creeremo più imprese, non scriveremo più musica e non pubblicheremo più libri.
Non avrete più nulla da tassare, non un centesimo. Dovrete trovare un altra soluzione. Senza di noi.
Noi smetteremo di sfruttarvi, di vendervi dei prodotti, che apparentemente non desiderate.
Se volete un lavoro per poter riempire la vostra dispensa, chiedete allo Stato.
Se volete un tetto sotto il quale dormire, chiedete allo Stato.
Se volete dei vestiti per proteggervi dal freddo, chiedete allo Stato.
Dopo tutto non è questo che volete?
Noi smetteremo di guadagnare soldi. Noi vi lasciamo i vostri euro.
Prendeteveli tutti, fino all’ultimo e assicuratevi di non averne dimenticati.
Quando avrete fame, i nostri ristoranti saranno chiusi, potrete mangiarvi i vostri euro.
Quando i tetti crolleranno, potrete ripararvi sotto i vostri euro.
Quando i vostri figli si ammaleranno, date loro qualche euro.
Finalmente potrete vivere in un mondo che avete tanto sognato.
Un mondo senza di noi, senza sfruttatori, senza marketing, senza mercato, senza capitalismo, senza libertà.

giovedì 6 giugno 2013

LE BORSE FESTEGGIANO E LE IMPRESE MUOIONO, MA DOVE POSSONO ANDARE SENZA L'ECONOMIA REALE?



Analisi di Paolo Marizza* (Partner di Financial Innovations)

Crisi economica in Italia ed Europa: per la ripresa serve una via di mezzo tra deflazione ed inflazione, per ridare fiato e fiducia all’economia. 
Redazione PMI.it - 5 giugno 2013

Crisi economica: per la ripresa serve una via di mezzo tra deflazione ed inflazione
Le notizie sull’economia dell’Eurozona somigliano ancora a bollettini di guerra, o a quelli meteorologici sulla mancata primavera. Con la differenza che l’estate arriverà comunque mentre per l’agognata ripresa bisognerà attendere. Quanto?

Ad Aprile la depressione economica ha fatto registrare un tasso di disoccupazione pari a +12,2% (il più alto mai riscontrato) rispetto al già disastroso 11,2% del 2012: le cose vanno dunque di male in peggio. In Italia, nel primo trimestre 2013 il tasso di disoccupazione è balzato al 12,8% (addirittura al 41,9% per i 15-24enni). Considerando i confronti tendenziali è il livello più alto dal primo trimestre del ’77.

Questi dati confermano che l’economia non mostra segni di stabilizzazione. Altro che ripresa: sono la prova del fallimento delle politiche economiche e della Banca Centrale Europea.

Il “freno a mano tirato” della politica monetaria della BCE è solo una parte del problema. Forse ancora più significativa è l’ impostazione delle politiche fiscali, che hanno visto tagli orizzontali alla spesa pubblica ed aumenti della pressione fiscale in una situazione di recessione generalizzata.

E’ assurdo vedere il settore pubblico – che in Italia rappresenta oltre il 50% del PIL – mettere la retromarcia nel senso unico dell’austerità fiscale in un momento in cui la residua vitalità del settore privato viene frustrata dalla stretta bancaria e dalla flessione del mercato immobiliare.
Ballando sul Titanic

mercoledì 14 novembre 2012

DAI MEDIA VIENE RIPRESA LA NOTIZIA, MA NON SI DICE CHE MARRA E' IN CAMPO CONTRO LE BANCHE DAL 1987


Se vincono altri alla fine saranno rovina Berlusconi

Roma, 14 nov. (TMNews) - Anche Alfonso Donato Marra intende candidarsi alle primarie del Pdl. Autore di libri, è noto anche per aver usato come testimonial televisivi personaggi come Manuela Arcuri, Ruby e Vittorio Sgarbi, oltre che per i suoi 'altalenanti' rapporti con Sara Tommasi. 
Marra ha infatti lanciato dal sito una campagna di sottoscrizioni per la sua candidatura in modo da arrivare a raccogliere entro il 25 novembre le 10mila firme necessarie. Non solo. Perchè l'annuncio è corredato di un lungo testo in cui sostiene anche di poter vincere. "A partire da Alfano, tutti i candidati - ha scritto - sono legatissimi a Berlusconi e tuttavia credo che saranno costretti, già da subito, e comunque ove vincessero, a non schierarsi con lui e a causare così la sua rovina e la perdita dell'enorme potenziale di cambiamento che il Pdl ha accumulato dal 1994 e può oggi esprimere".

mercoledì 17 ottobre 2012

GIUSTO, MA FINO A QUANDO IL POPOLO NON SE NE RENDERA' CONTO???



Ecco l’unico modo per descrivere la reazione che gli storici futuri avranno quando guarderanno indietro e analizzeranno quella assoluta perversione che è il nostro sistema finanziario globale. Viviamo in un tempo in cui un manipolo di persone hanno le dita su un bottone che può far apparire migliaia di miliardi di dollari, euro, yen e renminbi dal nulla.

Questo potere è concentrato in un singolo uomo. Una sola persona a comandare la leva che domina l’intera economia. Quando controlli la moneta, infatti, controlli tutto: mercati finanziari, prezzi al consumo, percezione del rischio, abitudini d’investimento, tassi di risparmio, decisioni di assunzione, debito pubblico ecc.. Un uomo.LEGGI TUTTO

mercoledì 26 settembre 2012

SE QUELLE VECCHIE NON SERVONO PIU' QUALI NUOVE ADOTTERANNO???

L'ex chief economist della Bce, dichiaratamente pro euro, ma contrario alle misure troppo accomodanti, avverte che le vecchie ricette non funzionano: "Abbiamo assistito al crollo del sistema bancario come lo conoscevamo".

di: WSI 26 settembre 2012
New York - L'economista Otmar Issing e' tra i principali fautori della creazione dell'area euro, ma da buon tedesco e' contrario alle politiche di svalutazione della moneta unica e teme come la peste la minaccia dell'inflazione.
"Abbiamo assistito al crollo del sistema bancario, ormai fuori equilibrio", ha detto in un'intervista al Welt l'advisor di Goldman Sachs. "Le risposte che arrivano all'immissione di liquidità sono diverse da come erano un tempo. Si riflette molto debolmente nell'economia reale e nelle aziende". 

Insomma le vecchie ricette non funzionano piu'".LEGGI TUTTO






martedì 25 settembre 2012

QUALCHE RIFLESSIONE: L'ITALIA HA UN DEBITO DI 120 +/- ED IL GIAPPONE UNO DI 240 +/- PERCHE' NESSUNO ATTACCA FINANZIARIAMENTE L'IMPERO DEL SOL LEVANTE???

Ignoranza degli Economisti Sulla "Moneta Sovrana"

tratto da Cobraf

Cosa fate ora, leggete i professori come Bagnai, che spara sempre su Mosler, la MMT e la "sovranità monetaria" raccontando che si applica solo agli USA perchè hanno il dollaro e le atomiche e non funziona per tutti gli altri paesi inclusa l'Italia, specie quelli che hanno deficit esteri o importano molto dall'estero ? 


Vi rendete conto che stiamo parlando di cambi e bonds, cioè di quella roba i cui simboli e grafici si muovono sul vostro monitor del poc se fate del trading come sembra qui sul forum, più che di arcana "teoria economica" le cui chiavi sono detenute dai professori ?

Non sarebbe una buona idea cominciare ad usare la propria testa guardando quello che succede ed è successo sui mercati ? Ad esempio stamattina alle 7 la Bank of Japan, banca centrale di un paese che importa tutto tranne il riso e pesce come materie prime, diciamo importa dieci volte di più dell'Europa, oggi annuncia un aumento di centinaia di miliardi (in dollari) del suo QE cioè "stampare moneta" per ricomprarsi i titoli di stato. E la sua valuta è salita dalle 7 ed è generalmente forte da mesi, anzi da anni

Quindi si finanziano emettendo dei titoli di stato in Yen da 15 anni circa che non rendono niente, tanto è vero che il 99.9% è possdeduto da giapponesi e nessun altro al mondo se li fila. Ma non è che i giapponesi risparmino più degli italiani, la loro ricchezza media e mediana per famiglia è leggermente inferiore alla nostra e il tasso di risparmio quasi uguale. Per cui anche in Italia potremmo far comprare in teoria i titoli di stato ai residenti se guardi ai numeri macro

Quindi hai un paese che:
a) dipende totalmente dall'estero per comprarsi materie prime, cibo e anche tante altre cose
b) dal 1992 circa pompa la sua economia con deficit pubblici mostruosi, anche del 10% del PIL l'anno tanto che ha accumulato un debito pubblico del 240% del PIL, diciamo che è il "modello della MMT"
c) non ha nessun problema a finanziarli e la sua valuta è la più forte del mondo in pratica

Tu dirai, ricopiando Bagnai o qualche altro professore italiano, che è perchè non hanno deficit di partite correnti. Davvero ? A parte che l'Italia prima dell'Euro, cioè quando aveva la sua moneta, era simile al Giappone come avanzi commerciali allora scendi un poco sul mappamondo in Nuova Zelanda e guarda il Dollaro Neozelandese, un altro che i cambisti e trader usano molto tutti i giorni

Il dollaro Neozelandese è una delle valute più forti del mondo nonostante la Nuova Zelanda accumuli disavanzi commerciali da 20 anni e abbia per conseguenza ormai il 100% del suo debito pubblico netto in mano a stranieri, come la Grecia e il Portogallo. I bonds neozelandesi li comprano più i giapponesi e poi gli speculatori che fanno il "carry trade", i neozelandesi invece no, non si fidano.... La Nuova Zelanda infatti esporta solo 40 miliardi di dollari l'anno di carne, latticini, lana e legname e importa praticamente tutto, dalla meccanica, alla chimica, all'elettronica, alle auto, all'energia, a ogni altra materia prima, come la Grecia quasi. E non ha nemmeno il turismo della Grecia. Il debito neozelandese lordo in mano a stranieri è di 260 miliardi di NZD$, il 125% del PIL

Quindi hai due paesi in cui CHE IMPORTANO TUTTO O QUASI DALL'ESTERO, che sono tra i meno autosufficienti che esistano al mondo, che se non potessero importare piomberebbero nella miseria e nel caos, che sono da questo punto di vista messi peggio dell'Italia che ha un ottima struttura industriale a differenza della Nuova Zelanda e non è sovrappopolata come il Giappone, ha più terra coltivabile e ha la risorsa "naturale" del turismo. L'Italia come debito pubblico ne ha la metà del Giappone e come indebitamento estero non ne ha quasi paragonata alla Nuova Zelanda. 

Come se la cavano allora questi due paesi che partono molto svantaggiati in termini di autosufficienza per finanziarsi i loro defiti interni o esterni ?

In un caso si finanziano tutto il deficit pubblico internamente, al 100%, ed è un debito colossale, il maggiore del mondo, ma la valuta sale sempre, più del franco svizzero che ha dietro un paese quasi senza debito pubblico. Nell'altro caso, la Nuova Zelanda, finanziano un enorme deficit estero e un indebitamento totale estero superiore alla Grecia e Portogallo in % del PIL, vendendo tranquillamente bonds in dollari neozelandesi sui mercati senza limiti e senza fine. Il loro cambio però ha oscillazioni mostruose, svalutazioni del -30% nel giro di un anno quando ci sono crisi come quella del 2008. Ma entrambi non hanno problemi seri e hanno valute tra le più forti al mondo. 

Giustamente uno potrebbe notare che si tratta di paesi "seri", dove non rubano, truffano o truccano i conti come i greci, gli argentini o i messicani, il che è vero. Ma questo è un dato "esogeno" alla teoria economica, rientra forse nella voce "carattere innato" e la teoria economica non tiene conto della genetica o cultura storica radicata delle diverse popolazioni ed etnie. E' ovvio che la MMT, il Keynesismo della spesa in deficit o all'opposto l'Austerità e l'Euro funzionano entrambi meglio in Olanda che in Calabria, in Finlandia che in Argentina... ma anche la sanità, le poste, la raccolta della nettezza urbana. La teoria economica prescinde da queste differenze, non facilmente misurabili peraltro.

Nelle scienze naturali e in medicina, quando una teoria è contraddetta dai fatti sperimentali o dai test clinici, la si lascia perdere o la si revisiona. In economia, nella misura in cui si traduce in numeri, si dovrebbe procedere nello stesso modo.

Chi oltre ad aver letto di economia segue i mercati finanziari attivamente, cioè segue le valute e il debito dei vari paesi, dovrebbe sapere che i paesi che hanno una propria valuta (e non siano proprio l'Ecuador o lo Zimbabwe) riescono a finanziarsi i deficit interni ed esterni PER COME FUNZIONANO I MERCATI FINANZIARI GLOBALI ATTUALI. Nel primo caso sono costretti ad azzerare i rendimenti dei titoli di stato venduti e nel secondo caso sopportano violente oscillazioni del cambio, ma riescono a finanziarsi i deficit e a pagarsi le importazioni di latte, petrolio, minerali, legname, macchine o qualunque altra cosa. Il problema è che i professori non capiscono bene COME FUNZIONANO I MERCATI FINANZIARI GLOBALI ATTUALI, lo capiscono meglio gli operatori finanziari sofisticati come Mosler o Dalio e anche un poco quelli che hanno una formazione econmica e operano sui mercati da anni come il sottoscritto

La cosa buffa è che a spaventarti affermando che: "se l'Italia finanzia deficit pubblici emettendo moneta... poi non riuscirà a finanziarsi i deficit SUI MERCATI o la sua valuta verrà distrutta DAI MERCATI..." lo sostengono professori che di mercati hanno l'esperienza del sabato quando fanno la spesa a quello del quartiere

Ma l'economia o teoria economica DEVE SPIEGARTI E ANCHE MAGARI ANTICIPARTI QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO, deve avere una valenza pratica, non è una filosofia o la teoria della realitività, il fatto che sia complicata, scritta bene e molto dotta e piena di citazioni e riferimenti ad altri professori in un gioco di scatole cinesi accademico non serve a niente per una "teoria" economica. Deve prevedere quello che succede, ai bonds e cambi ad esempio e fornire soluzioni pratiche ad un governo, non è un esercizio intellettuale accademico fine a se stesso

APPROFONDISCI  LEGGENDO ANCHE I COMMENTI:


Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato

Giorgio Arfaras* Infografica: Carlo Manzo
Governo dopo governo, dagli anni Cinquanta a oggi, come si è evoluto il rapporto percentuale debito pubblico/Pil nel nostro Paese? Perché si è formato questo debito? Quali le responsabilità? Infografica con una analisi di Giorgio Arfaras,direttore della Lettera economica del Centro Einaudi.LEGGI TUTTO

mercoledì 29 agosto 2012

ECCO COBRAF CON NUOVO SLOGAN: "EMETTI MONETA, LIRE O EURO, NON EMETTERE BTP"


Lelik, Bagnai crea confusione quando dice: "usciamo dall'euro, ma la moneta non è il problema.." (cioè il meccanismo di creazione di moneta...)

Tra il 1990 e il 2000 non eravamo nell'euro (solo nel "serpente monetario", due anni...), ma il costo degli interessi sul debito pubblico si mangiava il 20-22% della spesa pubblica, 120 miliardi di euro in soldi di adesso!. I sostenitori dell'euro ti dicono che ha fatto risparmiare circa 4-500 miliardi in undici anni di interessi ed è vero rispetto agli anni '90. Senza l'euro oggi un quarto del bilancio dello stato sarebbero interessi. Non c'è dubbio che l'euro abbia ridotto della metà il carico di interessi e ridotto l'inflazione e per chi ha asset finanziari sia stato positivo. Ora strangola l'economia reale, ma anche senza l'euro sarebbe stata strangolata dalla crescita cumulata degli interessi su interessi, anche se pagati in lire ! Guarda i numeri, senza euro e con il meccanismo di finanziamento attuale del debito pubblico "sul mercato" oggi avresti un debito pubblico del 160% o 170% del PIL in lire, perchè gli interessi sarebbero cresciuti dell'8% l'anno circa dal 2000 invece che del 3% e rotti l'anno. IL TUMORE E' IL MECCANISMO DI ACCUMULO DEGLI INTERESSI SUL DEBITO

La cosa che conta è convincere la gente che lo stato non si deve finanziare emettendo debito a 5 o 10 anni, ma solo un poco di debito ad un anno, che costa sempre poco, e poi emettendo moneta in percentuale del PIL, tipo un 4-5% del PIL adesso. PERCHE' COSI' NON PAGA INTERESSI. E che puoi ridurre il debito delle famiglie e ridurre le tasse finanziando il deficit che ne viene emettendo moneta. Lo Slogan vero dovrebbe essere: 

" EMETTI MONETA (lire o euro), NON EMETTERE BTP"

Se lo si facesse all'interno dell'Euro anche la moneta unica non sarebbe un gran problema. ci sono 27 governi con diritto di voto uguale e i nordici potrebbero finire in minoranza e uscire loro... Se il governo italiano, un nuovo governo, la mette in termini di "usciamo dall'euro" invece è una strategia perdente. 

La devi mettere in termini di: "euro o lire, LO STATO NON DEVE FINANZIARSI CON DEBITO VISTO CHE PUO' EMETTERE MONETA..." Se altri in Europa ti seguono bene, se no lo puoi anche fare come governo italiano all'interno dell'euro (sfruttando le pieghe dei trattati e regolamenti di Banca d'Italia). Se il resto d'Europa non lo capisce e la maggioranza alla fine vuole buttarti fuori dall'euro...bene.. lo hanno voluto loro. Alla fine o i nordici escono loro dall'euro oppure ti mettono fuori, ma come conseguenza della battaglia vera, che è perchè lo stato non si finanzi con debito

domenica 29 luglio 2012

IL 19 LUGLIO, ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI CONSAPEVOLI E NON , IL NOSTRO PARLAMENTO HA APPROVATO IL FISCAL COMPACT ED IL M.E.S.



DI MAGDI CRISTIANO ALLAM
Se tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che “l’euro è irreversibile” (non un Grillo qualsiasi che dopo aver lungamente sbraitato contro la moneta unica ora si professa sincero europeista), vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo. Tutti gli indicatori dell’economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Dell’euro? Dei padroni dell’euro? No, il nostro funerale! La recessione sempre più profonda, l’indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo e nella storia, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive, i figli che non si fanno più, la democrazia svuotata di contenuti, i partiti e il parlamento che si sono auto-commissariati svendendo l’Italia alla triplice dittatura finanziaria, relativista e mediatica, gli italiani sempre più ingannati, traditi, rassegnati, frustrati, disorientati. 


(....)Per capire le ragioni profonde della crisi strutturale della finanza e dell’economia internazionale, bisogna iniziare dall’a, b, c della scienza monetaria. La moneta è solo un mezzo di scambio della vera ricchezza che sono beni e servizi prodotti. Il suo valore è convenzionale e lo conferisce chi lo accetta non chi la stampa. Il signoraggio è la differenza tra il costo reale e il valore nominale della moneta. Oggi la Bce stampa la banconota da 100 euro al costo di 3 centesimi e la vende alle banche commerciali a 100 euro più l’1% di interesse in cambio di titoli di garanzia. Le banche rivendono la banconota allo Stato a un tasso superiore in cambio di Buoni del Tesoro che sono titoli di debito. Lo Stato ripaga questi interessi facendoli gravare sulle tasse imposte ai cittadini. Quindi tutto il denaro in circolazione è gravato da interessi percepiti dalle banche e da tasse che gravano sulle nostre spalle. E’ così che noi siamo indebitati dal momento in cui nasciamo, a prescindere da qualsiasi responsabilità oggettiva! 
E’ il sistema che di fatto corrisponde ad una “fabbrica del debito”. 
Chi è il responsabile? A differenza di quanto si tenderebbe a pensare, la Bce, al pari della Banca Centrale d’Italia, è un’istituzione che svolge una funzione pubblica ma è di proprietà privata, detenuta da banche private, comprese quelle dei Paesi europei che non aderiscono all’euro. Ha la struttura di una società per azione e gode di autonomia assoluta dalla politica pur condizionando pesantemente la politica. 
Questa “fabbrica del debito” si è arricchita grazie a due nuovi trattati, il Fiscal Compact o Patto di stabilità, e il Mes o Fondo Salva-Stati, approvati a larghissima maggioranza il 19 luglio dal nostro parlamento senza né un’adeguata informazione né la consapevolezza da parte degli italiani che ci siamo ormai auto-condannati ad essere indebitati a vita.


APPROFONDISCI:

UN PIEMONTESE,GUIDO CROSETTO HA VOTATO -NO- PUR AVENDO CONTRO L'INTERO PARLAMENTO!!! CHAPEAU!!



mercoledì 25 luglio 2012

L'OBIETTIVO CHE OGNI CITTADINO EUROPEO SI DEVE DARE: DOCUMENTARSI SULL'EMISSIONE DELLA MONETA!!!


Pubblicato in data 23/lug/2012 da space8122
Alla trasmissione "Tutti alla radio con Marco Cuoco" in onda tutti i mercoledì dalle 19 alle 21 su RadioMPA (http://www.radiompa.com/new/) abbiamo telefonato alla Guardia di Finanza per capire se la Banca d'Italia, che commette falso in bilancio come dichiarato dal prof. Gigliobianco in questa occasione: https://vimeo.com/32921665 è passibile di denuncia

.
ESCLUSIVO!La Banca d'Italia confessa di essere una SPA ed ammette il falso in bilancio!




Se avete un azienda provate a mettere al passivo qualcosa che non vi è costato nulla e se vi accusano di falso in bilancio rispondete che è solo un'invenzione interessante; i privati della BCE lo fanno! ...Per una somma pari a tutta la moneta circolante!

lunedì 18 giugno 2012

MARCO DELLA LUNA ANALIZZA LE EVENTUALI SOLUZIONI ALLA CRISI CHE CI ATTANAGLIA......



di Marco Della Luna 18.06.12 

E’ sotto gli occhi di tutti che il modello mercatista, neoliberista, ha tradito promesse e speranze. Con la sua ingenua o maliziosa fiducia nella supposta efficienza dei mercati (capacità di prevenire o riassorbire le crisi e di mantenere la crescita), ha oramai palesemente dimostrato di produrre effetti contrari a quelli promessi, e rovinosi per l’economia, la società, i principi di eguaglianza, sicurezza, libertà. La sua immagine si regge ancora sul fatto che esso è stato fuso con le istituzioni, con l’autorità, e che è divenuto, da circa un trentennio, il pensiero unico . Manca una diffusa consapevolezza che esso non è l’unico modello, che vi è almeno una alternativa ad esso, la quale ha dato ottimi frutti nel passato, ossia il modello keynesiano, il quale nacque appunto e fu inizialmente applicato per uscire dalla grande depressione del 1929, cioè dal grande fallimento dei mercati e del mercatismo, e dopo che il metodo mercatista e liberista era stato tentato per curare la recessione, e che ebbe disastrosamente fallito. Cioè si affermò in una situazione analoga all’attuale.

Pertanto non è che si stia scoprendo solo oggi che l’approccio mercatista non funziona e fa disastri: lo si sa da circa 80 anni. Però la gente non si cura della storia e le si può sempre riproporre vecchie trappole

Allora, torniamo a Keynes? Gli Stati devono ridurre la pressione fiscale e investire, anche a deficit, per far salire i redditi, quindi la domanda aggregata? Devono spendere in ampi e lunghi programmi infrastrutturali per garantire agli imprenditori un trend crescente che li induca a investire anch’essi e ad assumere, nella razionale aspettativa che quel trend farà sì che vi sia domanda per i loro prodotti, e che quindi i loro investimenti saranno ammortizzati e remunerati nel tempo? Gli Stati dovranno, per un certo tempo, accettare di aumentare i loro deficit e i loro debiti pubblici e i tassi che pagano su essi, finché la ripresa non si sia consolidata e gli Stati possano quindi ridurre i loro esborsi e alzare le tasse, così da rilanciare gradualmente le loro finanze, spirando di vincere, in sella al pil, la corsa contro deficit, debito e tassi, come già la vinsero nel passato?

Gravi ragioni inducono a prevedere che una ricetta keynesiana, se applicata alla situazione contemporanea, si tradurrebbe in una gigantesca implosione, in un disastro colossale. Questo perché le condizioni odierne sono ben diverse da quelle degli anni ’30 e del dopoguerra, che consentirono agli USA e ad altri paesi di applicare quella ricetta e di vincere la rincorsa sull’indebitamento..

Quelle condizioni, oggi perdute, erano:

-lo slancio e il bisogno della ricostruzione postbellica;

-il primato industriale e l’assenza di competitori manifatturieri (soprattutto di quelli a bassissimo costo del lavoro);

-la stabilità del Dollaro come valuta di riserva, convertibile in oro e non ancora inflazionato;

-il basso costo e l’abbondanza delle materie prime;

-la robusta crescita demografica e il favorevole rapporto tra giovani e anziani;

-un’economia reale non sottomessa e perturbata da quella finanziaria;

-la possibilità di finanziare il debito pubblico senza essere sottoposti alle speculazioni dei mercati.

Oggi queste condizioni sono dissolte o addirittura capovolte, onde reputo che una ricetta keynesiana, quand’anche corretta e raffinata (ossia che avesse cura di non destinare soldi alla spesa corrente e alle assunzioni facili, ma solo a investimenti produttivi e infrastrutturali utili), oggi fallirebbe, e che perderemmo la corsa col deficit, col debito e coi tassi che tale opzione scatenerebbe.

La ricetta keynesiana è stata collaudata per diversi decenni, ma una sola volta, cioè entro un trend complessivamente uniforme. Oggi quel trend non c’è più ed essa verosimilmente non funzionerebbe, e questo sicuramente a Berlino lo si capisce. La Merkel ha un fondamento di ragione nel rifiutarsi di acconsentire a manovre keynesiane. Ma se ha ragione la Merkel, e non vi è altro da fare che proseguire la marcia funebre intorno al baratro in attesa di caderci dentro, allora meglio spararsi subito. In realtà si può uscire dall’alternativa di questi due approcci sbagliati e fallimentari entrambi. Per farlo bisogna superare il piano comune a keynesismo e mercatismo, e alle loro rispettive ricette.

Incominciamo rilevando che il dibattito monetario tra mercatismo e keynesismo è un dibattito su opzioni riguardanti il trasferire risorse monetarie, i tassi di interesse, le agevolazioni, etc. Al più, si parla di creare risorse monetarie aggiuntive (come si farebbe con gli eurobond). E’ un dibattito, insomma, tutto sugli aspetti quantitativi della moneta. Esso ignora completamente gli aspetti qualitativi di essa. Non si parla, cioè, delle opzioni circa i tipi di moneta da usarsi e il loro “genoma”. Né delle “malattie” genetiche delle monete stesse. Ma prima ancora delle variabili e delle variazioni quantitative della moneta – quanta ve ne è nel mercato e a che prezzo e condizioni – e dei loro effetti sull’economia, nonché degli interventi su queste variabili, esistono variabili e variazioni qualitative delle monete. E possibilità di intervenire anche su di esse, sulle proprietà delle monete, ad esempio per superare una depressione.

Pretendere di trattare una crisi finanziaria lavorando solo sulle quantità della moneta, è assurdo esattamente come pretendere di trattare un paziente con uno squilibrio alimentare regolando soltanto quanto e quando il paziente deve mangiare, e non regolando che cosa debba mangiare o evitare.

Invero, esistono differenti tipi di moneta possibili, con differenti funzionamenti, differenti possibili tipi di banche centrali e di banche di emissione . Ovviamente, dicendo “tipo di moneta” non intendo semplicemente le banconote o i saldi attivi dei depositi bancari e simili, ma intendo sistemi monetari, ossia i meccanismi di generazione, cessione, prestito, cambio, contabilizzazione, delle monete, e pure di loro sostituzione con sistemi di unità di conto e clearing multilaterale.

Si tratta quindi di andare a guardare dentro la moneta, nel suo “genoma”, nel potenziale di questo. A questa esplorazione e alla conseguenti proposte risolutive si rivolge un saggio che sto ultimando, sotto il provvisorio titolo di Evitare l’€urolager, e che prevedo uscirà a settembre presso MacroEdizioni – Arianna.

A ogni tipo di moneta corrispondono specifiche conseguenze strutturanti per la società e l’economia, che inizialmente sono sovente impercettibili quindi non vengono considerate, non vengono capite, ma poi si amplificano e si fanno sentire nel tempo, fino a produrre distorsioni e crisi di insostenibilità, fratture di sistema, a livello nazionale, internazionale e globale – perché anche il mondo, nel suo complesso, adotta monete globali, come ora il Dollaro, e prima del 1929 la Sterlina. Il Dollaro è, al contempo, moneta nazionale USA e moneta globale – il che produce specifici vantaggi e specifici squilibri, come è noto. Conferire al Dollaro questa anfibolica funzione fu la scelta di fondo di Bretton Woods. Ma molti altri sono le malattie della moneta su cui agire, iniziando da quella detta della “moneta-debito” e continuando con l’equivocazione tra moneta e merce, i criteri contabili difformi dalla realtà economica e giuridica della moneta e del credito, la logica del monopolio monetario.

18.06.12 Marco Della Luna