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mercoledì 11 dicembre 2013

DOMANDIAMOCI PERCHE' ALLA "SINISTRA PER BENE" NON E' ANDATA GIU' LA MANIFESTAZIONE DEI DISOCCUPATI,AGRICOLTORI,ARTIGIANI,COMMERCIANTI,PENSIONATI....QUELLI CHE NON HANNO MAI SCIOPERATO MA SOLO E SEMPRE LAVORATO!!!

di MAURIZIO BLONDET




Le giornate del gay pride dove i finocchioni e transessuali gettano in faccia ai passanti il loro vizio, compiono atti osceni e bestemmiano la religione, queste sono rivendicazioni legittime. Ma se a scendere in piazza sono i coltivatori e i piccoli padroni di TIR tartassati dal Fisco e dalla crisi, i disoccupati e i familiari dei piccoli imprenditori suicidi, o anche la gente normale che dice «basta» alla «politica» dei farabutti, allora non piace più, alla sinistra. (....)






Per una volta sono scesi in piazza dei cittadini esasperati. Alcuni hanno bloccato strade e stazioni ferroviarie. E subito, indovinate chi li trova scandalosi, chi invoca l’ordine pubblico, chi li vede sporchi e sospetti, chi sospira dai grandi giornali contro questi «che fanno chiudere i negozi e impediscono agli automobilisti di andare a lavorare»? Ma la sinistra, perbacco. 

La sinistra intera e totale, come corpo. Una manifestazione corale ed automatica di perbenismo, un riflesso pavloviano di conformismo, una schifiltosità immediata che è molto rivelatrice.

«Queste non sono persone ammodo, contessa: sono camionisti, contadini, maleducati, mafiosi, d’estrema destra...». Gad Lerner, richiamato in servizio, ha seguito una manifestazione e non ha abbastanza parole per esprimere il suo schifo: ci ha trovato «qualcosa di cileno», anzi peggio di …


(L’articolo è disponibile solo per gli abbonamenti attivi)



CIRCOSTANZIATO IL POST DI DANILO...DA LEGGERE TUTTO! BEH! STI PIEMONTESI NON SONO POI COSI' TANTO "BUGIANEN"

Forconi a Torino vissuti in diretta: il conflitto sociale diventa realtà


Non è bello essere autocelebrativi ma quanto sta accadendo in queste ore con il cosiddetto“movimento dei ” non mi sorprende per nulla. Chi mi segue da più tempo, ricorda sicuramente quanto abbiamo martellato sul rischio del cosiddetto “conflitto sociale”. La Grecia era un esempio verso a cosa si sarebbe andati incontro. E ora è il momento anche per l’Italia.
Una crisi che arriva da lontano, e non certo si è venuta a creare solo negli ultimi anni. Una crisi che è partita proprio nel millennio passato e che ha generato prima la bolla internet e poi la bolla subprime. Una crisi che è guidata da una politica monetaria sfrontata e spavalda. Una crisi che è gestita solo nell’interesse di alcuni, di poter continuare a tutelare chi ha sempre dominato e permettere a queste lobby di continuare a fare soldi.
Insomma, una crisi guidata dall’avidità, dall’egoismo, da tutte quelle cose negative che alla fine portano all’autodistruzione. […] E tutto questo non potrà che portare alconflitto sociale, una sorta di scontro forse più silenzioso di quello vissuto con una guerra (perché non guidato da cacciabombardieri) ma non meno devastante.
Insomma, una crisi che deve essere vista prima ancora che nell’economia, nell’uomo e nella società.Sissignore : UNA CRISI DELL’UOMO. (Source)
Questo è solo un esempio dei vari articoli che potrete appunto visionare cliccando su“conflitto sociale”. 

martedì 10 dicembre 2013

LI CHIAMANO "FORCONI" MA SONO: ARTIGIANI,COMMERCIANTI,AMBULANTI,PENSIONATI,DISOCCUPATI....OCCORRE ESSERE DURI DI CUORE E DI CERVICE PER NON CAPIRE CHE IL POPOLO NON CE LA FA PIU'.....MA LE FORZE DELL'ORDINE HANNO CAPITO!!!

Forconi a Torino, polizia si toglie il 
casco tra applausi manifestanti


Forconi: finanzieri si tolgono il 
casco tra gli applausi dei manifestanti


Forconi, i manifestanti baciano i 
carabinieri

L'ALBA SI VEDE DAL MATTINO: RENZI IERI AL SUO PRIMO GIORNO DI SEGRETARIO PD HA PERSO UN'OCCASIONE, SOLIDARIZZARE CON LE PROTESTE DI PIAZZA PER ANDARE A BRACCETTO CON LETTA, NON E' CREDIBILE!!!





http://www.vincitorievinti.com/
Il successo di Renzi alle primarie è il primo caso nella storia umana in cui un partito, il Pd, organizza delle elezioni e a vincerle è il partito avversario, Forza Italia (già PDL), senza neanche partecipare.

Ma al netto del risultato politico emerso dalle primarie del Pd che si commenta da solo, per valutare quanto RENZI sia differente dalla nomenclatura partitica che egli stesso si prepone di abbattere, occorreranno solo poche settimane.

E l'occasione gliela dà proprio la pronuncia della Consulta che ha stabilito l'illegittimità del Porcellum.

E' chiaro che questa sentenza ha aperto uno squarcio profondo sulla credibilità e sulla legittimità delle istituzioni: dal Parlamento, al Governo, fino al Presidente delle Repubblica stesso.

RENZI HA TACIUTO OGGI SUL "FATTO DEL GIORNO" COSI COME I MEDIA HANNO DATO LA NOTIZIA IN MODO MARGINALE



di Lupo del Sud 9.12.13

La disobbedienza è la virtù primaria dell'umanità attraverso cui è stato forgiato il progresso. 

Oggi milioni di italiane e italiani, certo non comodi professionisti dello sciopero, ma lavoratori sfruttati (tanti) e disoccupati (sempre di più) si sono fermati spontaneamente per protestare contro uno Stato dittatoriale telecomandato da poteri economici e militari stranieri. La rivolta è partita dal basso. Può rappresentare un segnale preliminare, un primo passo per far maturare la consapevolezza di dar vita finalmente a uno Stato sociale e di diritto, liberando l'Italia dal regime di oppressione. Occorre paralizzare pacificamente e ad oltranza la nostra Patria usurpata. 

lunedì 29 aprile 2013

MORIRE PER MAASTRICHT ? MANCO PER IDEA!!!!





di Marco Della Luna 28.04.13

tanto rumore per il solito governo commissariale

Si dà grande risalto mediatico al fatto che PD e PDL si mettano insieme nel governo, per nascondere il fatto veramente importante, ossia che lo fanno per portare avanti decisioni che sono prese da altri e da fuori dai confini italiani, e che sono imposte, e che vengono mantenute sebbene si dimostrino rovinose. La contraddizione, lo scontro di interessi, non è tra PD e PDL, ma tra chi impone quelle decisioni e la gente che ne subisce gli effetti.

Il potere politico è nelle mani di chi ha le leve macroeconomiche, soprattutto di decidere quanta moneta mettere in circolazione, a chi darla, a che tassi, a che condizioni, e di decidere se e quanto lo Stato possa investire, anche a deficit, per indurre l’attivazione dei fattori di produzione, l’occupazione, la crescita. E decidere sulla regolazione dei cambi valutari, regolamentare le importazioni di beni, servizi e capitali. Uno Stato che non detenga questo potere, può tirare un po’ in su o un po’ in giù la coperta, e poc’altro. Cioè può spostare un po’ di soldi da un capitolo all’altro della spesa pubblica, può spostare un po’ di peso fiscale da una categoria a un’altra di soggetti, può riconoscere i matrimoni omosessuali e le coppie di fatto, ma non può intervenire sulla recessione strutturale.

I paesi dell’Eurozona hanno devoluto questi poteri, interamente, ad organismi esterni. Alla BCE in quanto alla moneta, imponendo insieme vincoli rigidissimi di pareggio di bilancio. Inoltre, la BCE notoriamente ha il fine prioritario di proteggere il potere d’acquisto dell’Euro senza curarsi della recessione, e non può comprare titoli pubblici dai governi, cioè non può finanziarli direttamente, diversamente da altre banche centrali, come la Fed. Essa, programmaticamente, non può intervenire per invertire una recessione strutturale, né per riequilibrare le disponibilità monetarie e creditizie nei vari paesi dell’Eurozona; e invero non lo fa, lascia andare avanti le cose. Al più, lancia allarmi e interviene comprando titoli, sui mercati secondari, di quei paesi che sono a rischio di lasciare il tavolo dell’Euro per default.

Il suddetto insieme di scelte presuppone una precisa decisione, ossia che, da un lato, il settore pubblico non sia in grado di usare le leve macroeconomiche (investimenti produttivi e infrastrutturali) per indurre crescita e piena occupazione, nonché di prevenire o risolvere le recessioni; e che, dall’altro lato, i mercati, lasciati sa se stessi, siano in grado di raggiungere quegli obiettivi, e per giunta, assieme ai vincoli di bilancio e al controllo monetario (fissazione dei tassi, soprattutto) da parte della BCE, siano in grado di operare anche la convergenza tra i vari sistemi economici dei paesi dell’Eurozona, senza bisogno di un budget federale e di un governo federale che intervengano per redistribuire le risorse finanziarie che, per varie ragioni, si concentrino in modo squilibrato e squilibrante in certi paesi, sguarnendo altri paesi. 

Si noti che questa fondamentale ed epocale decisione è stata presa senza proporne i termini all’opinione pubblica, senza coinvolgimento democratico,e viene realizzata attraverso una lunga, pluridecennale serie di trattati, leggi e riforme, i cui effetti non vengono spiegati se non falsamente, rimangono latenti per alcuni anni, in modo che la gente si abitui, e poi esplodono quando è troppo tardi per tornare indietro. Questa medesima decisione non viene mai posta nel dibattito pubblico, a cui si offre, invece, il dilemma se ci si possa alleare con Berlusconi oppure no.

La predetta decisione si traduce nell’adozione di una concezione generale di come di fatto l’economia funziona e di come la si possa guidare, e dovrebbe essere oggetto di revisione, ossia di controllo empirico della sua correttezza. Cioè si dovrebbe controllare se produca i risultati predetti e desiderati, oppure no; nel secondo caso, andrebbe revocata siccome confutata dai fatti – così come avviene con qualsiasi teoria applicata alla realtà, con qualsiasi diagnosi, con qualsiasi ricetta.

Orbene, noi abbiamo che i fatti la confutano – la presente crisi recessiva, col suo perdurare, la confuta, assieme al crescente divario tra i paesi dell’Euro – però essa viene mantenuta; quindi questa decisione di mantenerla nonostante si dimostri errata e dannosa, va interpretata. Le ipotesi interpretative che mi vengono in mente sono che essa produca risultati diversi da quelli promessi, anzi contrari ad essi, ma sia conforme agli interessi di coloro che la mantengono, che hanno la forza di imporla. Interessi in termini di profitto (aumento dei redditi, concentrazione della ricchezza nelle loro mani) e/o in termini di ristrutturazione sociale e politica (concentrazione del potere nelle loro mani, in un modello sociale ove il vertice della piramide detiene un potere non contendibile e non sindacabile, mentre una minoranza di tecnici e funzionari gode di vari gradi di benessere e privilegio, e il grosso della popolazione è povero sia di denaro che di diritti e politici e civili, e sta sostanzialmente e passivamente a disposizione “del mercato”, privo di qualsiasi strumento per influenzare l’andamento della storia). Per meglio portare avanti questo piano, si fa in modo che esso dia un vantaggio concreto, per un certo tempo, ai paesi più forti (Germania in testa), permettendo loro di risucchiare capitali, aziende e tecnici dai paesi più deboli, abbattendo la loro competitività industriale. Così i paesi più forti stanno al gioco. Il vecchio divide et impera funziona sempre.

Complotto? No, applicazione alla società dello schema gestionale della zootecnia, stabile e sicuro. E, nei circoli che hanno preso quella decisione, che hanno formulato quell’insieme di scelte che producono questo insieme di effetti (Aspen, Trilateral, Bilderberg, etc.), troviamo, almeno dal 1995, anche Enrico Letta, che quindi è parte e origine di quei mali che, al popolo, si racconta che dovrebbe risolvere attraverso la tormentosa unione con Berlusconi combinata dalla saggezza di Napolitano nello spirito del patriottismo, rinegoziando anche il patto di Maastricht con i poteri forti. Si potrebbe immaginare una balla più grossa?

In ogni caso, Stati ed istituzioni politiche elettive, c.d. democratiche, conservano, nei paesi dell’Eurozona diversi dal paese creditore egemone, poteri marginali; quindi sono giuridicamente declassate ad autonomie locali, tanto più che la maggioranza dei provvedimenti legislativi adottati in tali paesi è in realtà un recepimento di norme decise dall’Unione Europea.

Marginali sono anche le scelte di politica interna, sicché è risibile presentare come importante la scelta di fare un governo con Berlusconi. Cambia ben poco. I governi Berlusconi, esattamente come quelli Prodi e D’Alema, hanno seguito la linea dettata da Berlino e Bruxelles, e il modello economico prescritto da Washington. Il governo Letta farà la medesima cosa, anche perché Enrico Letta, come pure suo zio Gianni, è uomo della finanza internazionale, esecutore dei suoi piani “europeisti”, difensore dei suoi dogmi, come ha messo nero su bianco nel suo libro Euro sì: morire per Maastricht. Abbiamo quindi la prova scritta dei suoi obiettivi.

Ma enfatizzare l’inciucio PD-PDL o la novità del governissimo è risibile anche perché l’inciucio destra-sinistra, DC-PCI, è in atto dalla fine degli anni ’40, col ben noto sistema di spartizione dei territori, delle poltrone, della spesa pubblica, dei ruoli morali e politici – sistema in cui, di fatti, il PCI votava oltre l’80% delle leggi di spesa. Il governissimo è sempre stato il vero sistema di gestione del Paese.

La novità è semmai che i due maggiori partiti si accordano per mettere insieme la faccia nella gestione di un periodo pessimo, che genera scontento crescente nella base, e in cui si adotteranno provvedimenti ancora più impopolari. Il fatto di metterci la faccia insieme consentirà loro di fare porcate ancora più grosse di quelle passate, perché nessuno dei partiti della coalizione dovrà temere che altri partiti si avvantaggino delle misure impopolari e recessive che esso approverà, per conto di terzi. Porcate e, temo, violenze, perché la recessione continua e continuerà a peggiorare, e bisognerà ricorrere alla violenza e all’intimidazione per mantenere la gente nell’obbedienza al sistema, lasciandole come unica via di sfogo l’emigrazione, oltre al suicidio.

Il fattore di instabilità di un simile governo marionetta di coalizione non è nella fittizia e recitata contrapposizione morale e ideologica o programmatica delle forze che lo compongono, bensì nella reale contrapposizione tra gli interessi della casta nazionale e dei suoi burattinai stranieri, che questo governo porta avanti, e quelli della popolazione generale. E questa contrapposizione reale continuerà a generare e a gonfiare forze rappresentative della protesta dei delusi e degli oppressi di ieri e di oggi, anche se questa volta si riesce a integrare la Lega e a inertizzare provvisoriamente Grillo.

L’opportunità che governi come gli ultimi due offrono e sempre più offriranno, è che con essi non si riesce più ad evitare che l’opinione pubblica percepisca e discuta il dato di fatto centrale, ossia che i governi italiani sono tutti e inevitabilmente governi Bildermerkel commissariali e che i loro programmi effettivi sono imposti da burattinai stranieri per gli interessi loro e a danno di un Paese e di un elettorato ormai svuotati di ogni autonomia, ridotti a colonia, e i cui riti elettorali e parlamentari non hanno alcun effetto o utilità.

28.04.13 Marco Della Luna



IL MATRIMONIO TRA PARTITOCRAZIA E POTERI FORTI PORTERA’ MISERIA E REPRESSIONE VIOLENTA
Obbedienza a Maastricht fino alla morte: parola di Enrico Letta
Rieleggere Napolitano al Colle e puntare decisi a legittimare con una riforma costituzionale il presidenzialismo di fatto, svuotando di poteri e dignità il parlamento in favore della Commissione Europea, della BCE e del Quirinale, serve appunto a questo. E’ stata subito confermata la linea (pseudo) neoliberista e fiscalista, gli uomini del Bilderberg, del FMI e dell’UE sono i primi a congratularsi. 
E Napolitano, col plauso di quasi tutti, incluso Berlusconi, incarica di formare il governissimo “senza alternative” l’on. Enrico Letta, che, come economista e come politico, è assolutamente improponibile per il ruolo di premier, dato ciò che ha fatto, ciò che è stato e ciò che è tuttora. Però si capisce anche perché e per cosa  è stato scelto…LEGGI TUTTO

mercoledì 24 aprile 2013

EMIGRARE CARO MARCO, EMIGRARE... NON RESTA ALTRO DA FARE PER SOPRAVVIVERE




DI MARCO DELLA LUNA

da signoraggio.it

“Tutto ciò che fa il parlamento è democratico” rassicura Stefano Rodotà, dall’alto delle sue rendite pubbliche. “Soprattutto se quel parlamento è un parlamento di nominati, nominati da non più di venti persone delle segreterie/cda dei partiti” – ha dimenticato di aggiungere. 



Napolitano, già sottoscrittore, col Prodi, della privatizzazione di Bankitalia nel 2006 e corresponsabile politico del governo Monti, si conferma garante, all’interno, della coesione della partitocrazia necessaria alla tutela degli interessi della partitocrazia stessa; e all’esterno, garante della obbedienza dell’Italia a una politica economico-finanziaria che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani. E’ a questo che deve il suo successo e la sua ri-elezione, a questa capacità di duplice e congiunta garanzia, che gli assicura il sostegno “delle cancellerie che contano”.

Ci manca solo che ora anche Bersani faccia il sacrificio di rimanere in carica e che Berlusconi accetti un Amato a Palazzo Chigi.

La partitocrazia, traballante per la sua delegittimazione e i disastri delle sue scelte, rinuncia a ogni finzione di cambiamento invocato dalla gente, modifica quanto serve la costituzione, e si prende qualche mese aggiuntivo ricompattandosi e mummificandosi. Ha un anno e mezzo al massimo, per realizzare due cose: 

-o rilegittimarsi attraverso un rilancio dell’economia e dell’efficienza del sistema paese, 

-oppure allestire un apparato autocratico di repressione e di intimidazione poliziesche dell’inevitabile rabbia di popolo, che potrebbe sfociare nella prima rivoluzione italiana (la quale sarebbe anche la prima azione collettiva unificante e fondatrice di una unità nazionale italiana, sinora non realizzatasi). 

Qualcuno pensa che, fra altri sei mesi di peggioramento economico quale stiamo avendo da anni, si potrà governare gli italiani col loro consenso e con le buone, senza ricorrere alla violenza di Stato? Ricordo che in Italia la ragion di Stato è ricorsa alle stragi terroristiche per delegittimare il dissenso radicale su temi socio-economici. 

Vorrei poter pensare che un governissimo di scopo possa rilanciare l’Italia, ma so che gli strumenti per la prima possibilità mancano, essendo stata ceduta la sovranità non solo monetaria, ma anche fiscale e finanziaria, ed essendo stato eretto a norma costituzionale il dogma monetarista. Gli strumenti per la seconda, invece, ci sono tutti, grazie al MES, al Trattato di Lisbona e all’Eurogendfor, che è il sistema di polizia europea, composta esclusivamente di corpi militari e non civili, sottratta alla normale responsabilità e giurisdizione, e senza limitazioni nei tipi di armi che può usare contro i civili – vedi gas letali ed armi elettromagnetiche e acustiche subletali. 

Sapendo che l’economia italiana non ripartirà, è ovvio che il governo delle larghe intese avrà come asse portante l’organizzazione dell’apparato autoritario e repressivo, iniziando con un adeguato battage mediatico preparatorio.

“Il dissenso può essere espresso solo nelle forme della legalità”, continua la rassicurazione di Rodotà, dall’alto dei suoi redditi. Ma che fare se le forme della legalità vengono svuotate e calpestate dal palazzo che difende i suoi interessi contro quelli di un popolo che non rappresenta, anzi tradisce? Emigrare o insorgere o aspettare che lo schifo marcisca del tutto e cada da sé? 

Marco Della Luna

20.04.2013 

martedì 23 aprile 2013

L'AMICO " FELICE CAPRETTA" PARE CHE SIA SEMPRE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO ....PIU' AGITATO


21 Aprile 2013 DI FELICE CAPRETTA - IL RACCONTO DAL VIVO DI SABATO SERA 
A MONTECITORIO


Io c'ero. Si dice sempre così, ma quel giorno io c'ero, anche se come molti sanno vivo al nord, non a Roma. Destino ha voluto che sabato sera, durante il vergognoso evento, io fossi a Roma, e che proprio quel sabato sera il parlamento ha deciso di rieleggere la mummia. Che non si può' che chiamare napolet-Anubis, in onore del guardiano dell'oltretomba egizio. Bau. 

Volevo fare il turista per tutto il tempo. 

Mi sono mangiato la pasta fresca all'amatriciana da asporto direttamente sugli scalini di piazza di spagna, ho lanciato le monetine nella fontana di trevi, mi sono messo al centro del colonnato del Bernini per osservare la perfezione della prospettiva del colonnato e mi sono mangiato la carbonara a La Carbonara. 

Poi, come di consueto, sono passato da turista a reporter caprino. 

Vai a sapere perché, ma:

* arrivo in Egitto e un mese dopo scoppia la rivoluzione che fa cadere Mubarak 

* arrivo in un paese tropicale in viaggio di nozze e poche ore dopo fanno il colpo di stato

* arrivo in grecia, votano e poi li fanno rivotare perché il parlamento resta bloccato

Era da molto che rimandavo un viaggio di piacere a Roma…e l'altro giorno sono arrivato. 

Comunque. Cioè, non volevo raccontarvi che dove metto il piede caprino le persone cercano di cambiare le cose (nel bene o nel male, e certe volte ci riescono e certe altre vince la restaurazione), ma questa introduzione era dovuta. 

Due sono le analisi fondamentali da completare: una sul napolit-Anubis, che è il nome che si merita per la mummia che è, l'altra sulla decisione di Grillo di rimandare l'arrivo a Roma e sull'atmosfera che si respirava a 100 metri da Montecitorio sabato pomeriggio e soprattutto sabato sera.

IL COLPO DI STATO: NAPOLIT-ANUBIS

Qualcuno ha mai pensato che l'unione europea ci avrebbe lasciato in mano di qualcuno scelto liberamente dalle forze italiche anziché da loro stessi? Qualcuno ha mai sperato che saremmo riusciti a scantonare un chiappone come prodi, o d'alema, o marini, o quel fetecchione di napolit-Anubis?

Io, lo confesso, un minimo ci speravo. Perché non perdo mai la speranza. Speravo che ci fosse una bella guerra tra bande, con i renzobarchiani contro i bersaniani, contro sel-m5s, contro berlusconi, contro la destra, contro i collaborazionisti dei montani. Una guerra tra bande degna della fine di ogni impero, dove ogni decisione resta bloccata, per anni e anni senza un presidente, ne' un governo, forse saremmo anche potuti diventare un paese normale. Perché tra una guida che punta diritto al baratro e nessuna guida, onestamente preferivo nessuna guida, confidando nel Caso, o più precisamente in Un Po' Di Culo, che in fondo, agli italiani, in piccole dosi non manca mai. 

Invece l'altra notte, invece di andarsi a bere una birra, quattro traditori del popolo italiano si sono accordati per rieleggere il presidente: Bersani, Berlusconi, Monti e Napolit-Anubis. 

Quattro traditori hanno deciso per tutto il paese. 

Ditemi se non hanno ragione quelli che parlano di Colpo di Stato. 

Costoro sostengono che è stato un colpo di stato fatto dai partiti. E potrebbe anche essere. Ma non sottovaluterei il peso dell'Unione Europea e di Mario Draghi e della BCE, dato che sono loro ad avere la mano sulla cassaforte che - finché restiamo nell'euro - ci garantisce di sopravvivere e rimandare il default e la rivoluzione. 

Quindi si, è stato un colpo di stato. Eseguito dai partiti, perché hanno un interesse a stare lì, ma orchestrato e diretto a Bruxelles, o Francoforte, o chissà dove. 


L'ATMOSFERA DI SABATO SERA A ROMA

Le folle, si sa, non sono razionali. Pensano con la pancia, con le emozioni. Uno urla e gli altri dietro. Le folle sono come branchi di cani, che attaccano quando il primo attacca e scappano al primo colpo di scacciacani. 

Molte persone intelligenti tutte insieme si comportano come un grosso stupido individuo. 

SI potrebbe discutere a lungo su questo ed intavolare analisi raffinate e complesse, ma non è questa la sede. 

Voglio invece raccontarvi cosa urlava la folla e che atmosfera si respirava. 

In pieno centro, a Roma, la folla si è data appuntamento davanti ad una Montecitorio totalmente transennata. 

"Il popolo vi odia, maledette carogne, il popolo vi odia" 

Ferrara ha dichiarato che bisognerebbe chiudere Twitter e Facebook, come fece Mubarak prima di cadere. 

Gasparri, uscendo, ha fatto un gestaccio alla folla. 

Il popolo, ieri sera, voleva giustizia, o forse solo vendetta. Gridava "fuori, fuori". Gridava "Massoni, massoni", che non è un grido che si sente molto spesso. 

Qualcuno gridava "Il parlamento è nostro, andiamo a riprendercelo!"

"Il popolo vi odia, razza di parassiti!"

"Siamo più dei carabinieri schierati, non ci possono fermare, e molti di loro verranno con noi se decidiamo di sfondare il cordone ed entrare!"

Questo era quello che diceva e pensava la folla. 

Sabato sera c'erano cortei spontanei nella capitale italiana, cortei spontanei di persone inferocite che andavano da Montecitorio al Quirinale a San Lorenzo, gente furiosa e gente pacifica ma pur sempre parecchio inferocita. 


IL TRENO DELLA STORIA

Detto questo, a mio avviso sabato sera è andata persa una grandiosa occasione, ed il primo a sprecarla è stata Beppe Grillo. 

Non eravamo moltissimi lì, fuori dal parlamento, ma c'erano migliaia di persone pronte ad andare a bussare alle porte del parlamento, come hanno fatto gli islandesi. Migliaia di persone che non sono scese in piazza perché nel momento di massima carica, quando sarebbe bastato il lancio di una sola monetino per scatenare l'assalto, è arrivato il tweet di beppe grillo che ha detto che sarebbe arrivato nella notte e solo domenica avrebbe parlato ai suoi. 

Questo è stato un errore grave. 
Lungi da me dire che al suo posto avremmo scelto diversamente - non è facile prendere decisioni che riguardano un intero paese, il tutto in 5 minuti. 

Ma credo che sabato sera abbiamo perso un'altra occasione buona per accelerare la fine del passato. Posso anche capire che per ragioni di ordine pubblico questa sia stata la scelta più saggia, ma è anche stata la scelta peggiore per il paese. 

I cambiamenti veri non si fanno chiedendo i permessi. 
Non si cambia un sistema usando le regole del sistema. 
Perché i permessi e le regole sono quelle cose che il sistema impone per difendere il sistema stesso. 

Per cambiare un sistema bisogna rompere le regole e scrivere regole nuove. 

Puoi farlo, se cavalchi uno dei Treni della Storia. Lo puoi fare perché la tua legittimità deriva non dai voti o dalla legge, ma da quella forza inarrestabile che è l'Idea il cui momento è giunto. Ed è lì che incarni l'implacabile, inarrestabile Juggernaut che travolge qualsiasi cosa, elimina il vecchio e riscrive le regole. Ma se scendi a compromessi, se accetti di stare dalle regole, scendi dal Treno della Storia e ti accodi. 

Poi perdi forza, perdi potere, invecchi e finisci come Bossi. 

Sarebbe bastato un tweet: "sto arrivando. convergete tutti su roma e invadete pacificamente tutte le sedi istituzionali". 

E invece è arrivato questo: "sto arrivando, il tempo di finire la pizza e fumare un buon sigaro, mica posso mollare tutto così. andate avanti voi che io arrivo domani. armiamoci e partite" o più o meno una cosa del genere. 


OGGI, DOMANI E DOPODOMANI

Con questo, non so se Beppe Grillo sia sceso dal Treno della Storia che così abilmente stava cavalcando. Credo comunque che molto dipenderà dai prossimi giorni e da quanto i partiti e le loro televisioni saranno in grado di ammansire la popolazione. 

Ora, come mi ha detto Giulietto Chiesa, che ho incrociato proprio sabato sera appena fuori da Montecitorio, si entra in una fase nuova. 

Ora c'e' un pezzo di italia, le chiameremo Le Pecore, rincoglionìta dai videopoker, da amici di maria de filippi, dai video porno e/o dalle logiche di partito che sostiene ancora il vecchio. 

E c'e' un pezzo d'Italia, le chiameremo Le Caprette, che ha capito che queste maledette carogne sono i traditori del popolo e dovrebbero andare a finire i loro giorni a servire zuppe calde nei lebbrosari di Calcutta. Direttamente, così come sono vestiti, da Montecitorio a Fiumicino e poi a Calcutta, con il loro completo di Bulgari. E ci sarebbe un posticino speciale per Ignazio La Russa: andrebbe consegnato ai tribunale speciale indiano come merce di scambio per i due maro'. Che avendo sparato ed ucciso devono rispondere delle loro azioni e dovrebbero scontare la pena in un carcere italiano, ma chi ha creato le condizioni e definito le regole di ingaggio dovrebbe finire i suoi giorni in un carcere indiano al posto loro.

Per farcela non serve essere la maggioranza del 50%+1.
Basta essere molti meno, basta essere la maggioranza di quelli che si muovono per primi, qualche monetina, ed avere le palle sufficientemente d'acciaio per restare in sella sul Treno della Storia. Fossimo stati in 20.000, sabato sera, solo 20.000 più' un semplice tweet, forse ce l'avremmo fatta.

E comunque in Italia nei prossimi due anni si gioca la partita finale.

martedì 20 novembre 2012

NON E' CHE L'INCENDIO LO HA SPENTO NELLE BANCHE E LO HA APPICCATO AL SOCIALE???


Il premier: "Riforme messe in campo, secondo l'Ocse, faranno crescere di 4 punti il Pil nei prossimi10 anni". Sulle imprese: "L'Italia è tornata a essere attrattiva"
http://www.repubblica.it/economia
DUBAI - "Negli ultimi 12 mesi spegnere l'incendio che era scoppiato nella casa è stata una priorità, non potevamo accendere un nuovo fuoco in Europa. Abbiamo evitato che si arrivasse ad un disastro totale". Lo ha detto Mario Monti durante un incontro organizzato dalla camera di commercio a Dubai.

Il premier si è soffermato sul lavoro portato avanti dal governo, soprattutto per venire incontro alle esigenze delle imprese italiane in tema di semplificazione della burocrazia: "L'Italia - ha spiegato il presidente del Consiglio - è tornata a essere attrattiva".LEGGI TUTTO

giovedì 15 novembre 2012

INFOWARS: BILDERBERG RIUNITO A ROMA PER CREARE "ATMOSFERA" A NUOVA NOMIMA MONTI CONTRO LA VOLONTA' POPOLARE?



Il Presidente del Consiglio in Italia è sotto il fuoco su molti fronti per l'anniversario della sua nomina. Il suo mandato a governare con un governo tecnocratico ed imporre misure di austerità impopolari ha perso il sostegno. Ma il calvario è sulla buona strada.

I media in Italia stanno segnalando  che il comitato direttivo del Bilderberg  vedi elenco di appartenenza  ha convocato una riunione di emergenza a Roma per discutere l' eurocrisi e come salvare il loro uomo in Italia, Mario Monti, che si trova ad affrontare la pressione in vista delle prossime  elezioni in arrivo nel mese di aprile, che molti dicono in modo chiaro, possono comportare una maggioranza che avrà problemi a governare.

Dignitari centrali alla finanza europea e altri ospiti invitati hanno riferito che soggiornano presso l' Hotel de Russie vicino a Piazza del Popolo a Roma. numerose personalità italiane della politica e della finanza sono  presenti. 
Il destino della Grecia e il futuro d'Italia si dice essere in prima linea dell'ordine del giorno.

L'incontro coincide con i negoziati tra Monti e il primo ministro britannico David Cameron sul ​​bilancio dell'Unione europea e la crisi più grande riguardante paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna). I due capi di stato hanno disaccordi significativi, rispetto aumenti di bilancio proposti, così come di recente  le flottanti regole del mercato unico per l'Europa  e ciò  che spera Monti sarà il sostegno all'istituzione di una singola zona euro di vigilanza bancaria. 

Solo poche settimane fa, l'ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi, appena condannato con l'accusa di frode fiscale, ha minacciato di far cadere Mario Monti , dopo sabbiatura sua gestione dell'economia. Berlusconi ha suggerito che il Popolo della Libertà (PDL), il più grande in parlamento, potrebbe ritirare il proprio sostegno a Monti, che potrebbe provocare le elezioni anticipate, secondo il Telegraph di Londra .

Monti è apparso oggi in un ricevimento offerto dall' immobiliare miliardario magnate Francesco Gaetano Caltagirone, la cui figlia è compagna di Pier Ferdinando Casini, a capo del piccolo partito centrista UDL e sta conducendo una campagna per tenere Monti in carica .

Monti, a lungo un insider Bilderberg, resta favorito nell'attività, e diversi commentatori negli Stati Uniti suggeriscono che la sua permanenza al potere è una reale possibilità che molti vedono come fondamentale per mantenere le finanze europee sotto il controllo, di fronte alle proteste che montano col disappunto per l'austerità tra la popolazione. Più supporto per Monti è stato tagliato a metà, fino al 35%, mentre i partiti di protesta stanno guadagnando influenza nelle  elezioni.

Creare l'atmosfera per la sua nuova nomina contro la volontà democratica d'Italia, potrebbe essere lo scopo della riunione. Mentre diverse sale riunioni più piccole si verificano di tanto in tanto, il gruppo Bilderberg tiene di solito nella riunione primario con 120-150 ospiti di alto profilo alla fine di maggio o all'inizio di giugno, in locali in Europa e Nord America su base annua.Il primo ministro Mario Monti dice che non verrà eseguito per l'ufficio, ma avrebbe accettato una nuova nomina (senza elezioni), se ci sono risultati netta maggioranza delle elezioni di aprile 2013." Se fosse  necessario, continuerei" Monti ha recentemente detto alla rivista francese Politique Internationale.

giovedì 18 ottobre 2012

GENERALE FABIO MINI:"PIU' SI ESPANDE LA CRISI PIU' AUMENTA IL PERICOLO...."


http://notizie.tiscali.it di Paolo Salvatore Orrù
“Gli F-35 Lightning sono aerei obsoleti concepiti per la Guerra Fredda ”. Fabio Mini, ex comandante della missione in Kosovo KFOR, entra a gamba tesa contro il progetto del governo di rifinanziare la costruzione del cacciabombardiere. “Non so se i nostri politici si sono accorti che, nonostante la crisi, in tutta l’Europa (gli Usa hanno fatto qualche sforzo) non c’è stato un paese che abbia ridotto i bilanci della Difesa, anzi alcune nazioni li hanno aumentati”. E siccome questa congiuntura economica andrà avanti per un po’ di tempo, tutti i paesi europei, compresa l’Italia, “dovranno pensare a ristrutturale il proprio impianto di sicurezza, altro che F35”. 

Il quadro che tratteggia il generale è inquietante. Comprende (ma non giustifica) la corsa di quegli stati che stanno attuando un rafforzamento delle difese interne: “Più si espande la crisi più aumenta il pericolo di sommovimenti popolari e in alcuni paesi addirittura di colpi di Stato”. E’ evidente il riferimento a Grecia e Portogallo, dove i cittadini sono al limite della sopportazione, e alla Turchia, dove il rischio di un cambio di guardia violento è sempre più attuale. Per questo Mini non capisce perché “l’Italia continui a perseguire un armamento, anche aereo, che non la rendono autonoma e la vincolano ai programmi di chi produce armi”.LEGGI TUTTO

martedì 15 maggio 2012

MARCO DELLA LUNA:"QUESTO SISTEMA NON DA ALCUNA RAPPRESENTANZA AI CITTADINI"




“NOI CONTINUEREMO A MANGIARE SULLA SPESA PUBBLICA, PERCIO’ VOI DOVETE PAGARE SEMPRE PIU’ TASSE, ANCHE OLTRE IL LIVELLO ATTUALE (CA. 70% SULL’EMERSO, 50% SUL TOTALE)”.

Questo è il messaggio che la politica lancia al popolo con la beffarda spending review di 2,2 miliardi su circa 300 tra spesa per acquisti di beni e servizi e spesa per opere pubbliche – una spesa che è gonfiata grosso modo del 50%, ossia della quale politici e burocrati mangiano circa la metà. Che il gonfiaggio sia di quest’ordine lo dimostrano molti elementi: dalla pratica di moltiplicare il corrispettivo degli appalti in corso d’opera, a quella di moltiplicare il costo delle forniture ospedaliere di molte volte da Milano a Palermo). La politica non rinuncia a rubare e a sprecare perché quello è il suo guadagno e la sua fonte di mezzi per comprare consensi. Perciò parla di pagare le tasse come di un dovere assoluto, metafisico, indipendentemente dall’uso che la politica ne fa:

“DOVETE PAGARE LE TASSE ANCHE SE NOI LE USIAMO MALISSIMO E SE LE RUBIAMO”.

Se si andasse a sindacare come le spendono, altroché pagargli le tasse, li si toglierebbe in blocco dalle spese.

Lo Stato è l’azienda della partitocrazia, che attraverso di esso realizza i suoi profitti. Dal punto di vista dei politici, il conto dei profitti e delle perdite di questa loro azienda si presenta così:

A- RICAVI

Tributi

Sanzioni pecuniarie

Proventi da cessione di beni e servizi pubblici

[altri]

+ TOTALE RICAVI

B- COSTI PUBBLICI

Oneri finanziari

Costi legittimi: investimenti, spese sociali, spese nell’interesse del paese – per il personale, per acquisti di beni e servizi, per appalti

[altri]

C- COSTI POLITICI

Costi illegittimi: spese clientelari per comperare i consensi – investimenti, spese sociali, spese nell’interesse del paese – per il personale, per acquisti di beni e servizi, per appalti



A – B – C = UTILE INTASCABILE DAI POLITICI

+ Finanziamento pubblico dei partiti e dei loro organi di stampa

+ Proventi da corruzione

+ Regalie lecite

- Sopravvenienze giudiziarie (parcelle legali, pene pecuniarie, risarcimenti passivi)

TOTALE PROFITTI DEI POLITICI 
____________

E’ chiaro, dunque, che i partiti hanno interesse ad aumentare continuamente le tasse e le multe, mentre hanno interesse a diminuire la spesa utile per il paese, onde avere più soldi per comperare i consensi e più soldi da intascarsi personalmente. Il rischio di una condanna penale, per il politico, è semplicemente il rischio di impresa, il suo rischio professionale.

Come naturale, i partiti avversari si uniscono tra di loro nella difesa del loro reddito e potere. Niente è servito a cambiare le cose: non le riforme elettorali, non i cambi di maggioranza, non le indagini giudiziarie, non i partiti di protesta.

Ovviamente, questo sistema non dà alcuna rappresentanza ai cittadini. Quindi lo Stato che abbiamo, con le sue regole, le sue tasse, il suo esattore Equitalia è completamente illegittimo rispetto ai principi costituzionali.

Al contempo, lo spreco di circa 150 miliardi l’anno solo per i due capitoli di spesa suddetti impedisce di fare investimenti e di ridurre il debito pubblico, che esso stesso ha generato. La partitocrazia non rinuncerà mai a rubare, e neppure si lascia sostituire, quindi il paese è condannato.

La soluzione, in astratto, sarebbe una rivoluzione violenta che eliminasse fisicamente la partitocrazia assieme a tutti i suoi ausiliari, e creasse le condizioni sia per la democrazia che per la legalità e per lo sviluppo. Un terzo della popolazione dichiara di sperare nella rivoluzione.

La rivoluzione però non è possibile a causa dei caratteri della società italiana: mancano la fiducia sociale e la lealtà sociale necessarie per fare una rivoluzione, per costituire un movimento rivoluzionario. Per non parlare della mancanza di coraggio fisico e dell’inclinazione al servilismo infedele – altri due tipici tratti nazionali. E anche perché il ceto politico italiano è espressione della mentalità della popolazione generale.

Quindi, anche considerando i rapporti col contesto europeo e mondiale, l’Italia continuerà il suo declino più o meno rapido e più o meno sussultorio, e che i capitali stranieri potranno rilevarne i pezzi utili con gli avanzi commerciali accumulati, approfittando della crisi finanziaria irreversibile del paese.

La linea sostanziale della governance italiana, da molto tempo, è quindi quella di cavalcare questo processo e predisporne l’esito, nell’interesse del capitale straniero (soprattutto tedesco) che deve fare questo take-over dell’Italia, coniugando i suoi interessi con le forze reali italiane: partitocrazia, burocrazia, finanza, mafie.

Oggettivamente, sono gli interessi stranieri e quelli di queste forze a venire tutelati e promossi dalle scelte politiche, soprattutto degli ultimi anni: agevolazioni alle acquisizioni di aziende e servizi strategici da parte di capitali stranieri, aumento dei soldi per spesa partitocratica e burocratica (incluse le pensioni d’oro), politiche creditizie che soffocano la piccola imprenditoria italiana normale facendo largo a quella straniera e a quella mafiosa e alla grande distribuzione perlopiù straniera. Questi sono solo alcuni esempi generici, ovviamente.

Nel breve termine, queste politiche “europee” vanno a dissolvere il risparmio, il reddito e la piccola impresa nazionale, concentrando il denaro nelle mani di banche, assicurazioni, partitocrazia, mafie, così che questi soggetti potranno partecipare, assieme ai capitali stranieri, al take over del paese dopo il suo ormai non lontano collasso terminale.

Ecco spiegata la logica, perfettamente realistica, di politiche economiche altrimenti assurde e inspiegabili, portate tenacemente avanti, dal centro destra come dal centro sinistra, anche dopo il loro fallimento rispetto ai loro scopi dichiarati.

domenica 6 maggio 2012

TANTO L'UNA QUANTO L'ALTRA.....CHI NON VIVE CERTE ANSIE, NON LE COMPRENDE, TANTO PIU' CON 1.251,32 EURO AL GIORNO





di  



La recentissima lettera del Direttore Attilio Befera ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate dopo il grave episodio di Romano di Lombardia (BG)


(http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-04/lettera-attilio-befera195251.shtml?uuid =AbgXPqXF) è certamente un atto dovuto del Capo, ma per chi ha a che fare con gli Uffici finanziari dimostra un vittimismo inaccettabile.


In primo luogo, la “pericolosità” non riguarda affatto il lavoro degli operatori dell’Amministrazione finanziaria, ma semmai le modalità con cui viene svolto nei confronti dei Contribuenti; salvo casi eccezionali di evasione grave o fraudolenta infatti, la maggior parte di Essi viene sottoposta all’applicazione di presunzioni legali (sia pur relative) contro cui è spesso impossibile difendersi perché occorre fornire un prova negativa diabolica: chi ha avuto modo di sperimentare gli effetti
• del redditometro (senza possedere Suv, Ferrari o Porche, ma solo per avere un’auto di cilindrata poco più che media, disporre di una casa di abitazione e magari dover pagare un mutuo ipotecario che già da soli determinano un reddito complessivo di qualche decina di miagliia di Euro) o
• degli studi di settore (che stimano volumi di ricavi o compensi sulla base delle caratteristiche di svolgimento della propria attività ed indipendentemente da come vanno effettivamente gli affari) o, peggio ancora,
• delle indagini finanziarie (che consentono di presumenre come ricavi o compensi tutti i versamenti e le operazioni extra-conto non specificamente e documentalmente giustificate e perfino tutti i prelevamenti dai conti bancari per i quali non viene indicato e documentato il beneficiario e dunque l’impiego) conosce bene lo smarrimento, lo stress psicologico, l’incredulità che si prova nel misurarsi con una insensibilità, indisponibilità ed disumanità sconcertanti giustificate proprio dal rigore delle presunzioni stabilite dalla Legge a favore dell’Erario e basate sull’assurdo presupposto che “il Contribuente è evasore fino a prova contraria“; alla fine si finisce quasi sempre per pagare ingiustamente importi più o meno elevati al solo scopo di chiudere la pratica beneficiando delle sanzioni ridotte ed evitando così di dover sostenere i costi di difesa (tant più alti quanto maggiore è il valore della pretesa) e di dover correre gli inevitabili rischi del contenzioso (specie quello davanti alla Corte di Cassazione è diventato elevatissimo). 


Peggio sarà col nuovo redditometro che sarà impostato su elaborazioni statistiche analoghe a quelle degli studi di settore e con lo spesometro che consente di presumere guadagnato nell’anno, salvo prova contraria, tutto quello che risulta speso nell’anno (l’Anagrafe Tributaria sta facendo il pieno di dati a partire dalle utenze domestiche per finire con le disponibilità finanziarie).
In secondo luogo, se non è facile la vita dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate fuori dall’Ufficio finanziario, figuriamoci quanto può essere quella dei tantissimi Lavoratori indipendenti (imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti) che debbono procurarsi i clienti, che debbono riuscire a farsi pagare, che debbono comunque provvedere al pagamento dei propri creditori, che debbono mantenere in piedi l’azienda o lo studio anche quando l’attività non va bene, che debbono tentare di conservare i dipendenti o i collaboratori (unica vera preziosa risorsa) anche quando non si guadagna a sufficienza; come se non bastasse, debbono pure sottostare alle pretese ingiuste o sproporzionate degli Uffici finanziari che, siccome debbono fare budget, hanno perfino gli incentivi e debbono rendere conto alle strutture sovraordinate, non hanno alcun interesse a capire le situazioni ed a ridurre adeguatamente le loro pretese impositive e sanzionatorie.
In terzo luogo, <<… le accuse incredibili che da più parti … vengono rivolte …>> all’Amministrazione finanziaria di contribuire con la Sua azione <<… a sgretolare la coesione sociale …>> dovrebbero far riflettere attentamente il Direttore Attilio Befera per far sì che i Suoi rassicuranti e frequenti proclami di un Fisco non oppressivo e rispettoso della capacità contributiva dei Contribuenti siano realmente applicati dagli Uffici periferici e dai verificatori e che le presunzioni legali non costituiscano un pretesto insormontabile. E’ facile fare proclami o diramare slogan; poi però bisogna verificarne la corretta applicazione.
Perciò, delle due, l’una: o il Direttore Attilio Befera finge di non sapere e tenta di vittimizzare coloro che lamentano di sentirsi <<… aguzzini di gente disperata che non sa più dove sbattere la testa …>>, oppure non si è mai informato su come si svolge quotidianamente il rapporto fra il Contribuente e gli Uffici finanziari.
In conclusione, se si vogliono realmente ricercare e perseguire soluzioni adeguate per ristabilire il giusto equilibrio e la necessaria serenità è necessario eliminare tutte le presunzioni legali a favore del del Fisco e ristabilire il principio fondamentale dell’onere della prova secondo cui chi rivendica una pretesa nei confronti di qualcuno deve dimostrarne di averne diritto: basta con la presunzione secondo cui i Contribuenti sono evasori fino a prova contraria!


Fonte:http://www.chicago-blog.it/2012/05/05/ipocrisia-o-disinformazione/

venerdì 27 gennaio 2012

MONTI STA USANDO LA SCURE E POCHISSIMI HANNO BATTUTO CIGLIO ORA C'E' IL RISVEGLIO DALLA SICILIA ALLE ALPI




Qualche settimana fa in un editoriale del quotidiano online labussolaquotidiana, Stefano Fontana lamentava una completa e generalizzata afasia della politica che sembra come ipnotizzata o in apnea e ricordava, per chi magari si fosse dimenticato, che abbiamo un governo di non eletti, e di nominati. Infatti, "Il Parlamento ha dato la fiducia al governo sulla fiducia: nessuno conosceva niente del programma. L'opinione pubblica, tutta presa dalla paura dell'aumento delle spread, ha docilmente acconsentito ai necessari sacrifici. I principali giornali erano consenzienti. Una specie di torpore aveva colpito l'aria che si respirava. Mentre Spagna e Grecia votavano, da noi si diceva che non c'era il tempo per farlo. In realtà siamo arrivati a fine gennaio, il tempo è passato lo stesso e lo spread tedesco è ancora a 530". (Stefano Fontana, Se la politica cade sotto ipnosi, 13. 1. 12 Labussolaquotidiana. it).

Ma nel torpore non era caduta solo la classe politica, ma anche la cosiddetta società civile, "Monti sta usando la ramazza e la scure e pochissimi battono ciglio. Se la riforma delle pensioni che ha fatto l'attuale presidente l'avesse fatta Berlusconi ci sarebbero le barricate per le strade, la Camusso avrebbe già proclamato venti giorni di sciopero generale e Giovanni Sartori avrebbe scritto un editoriale sul Corriere della Sera in cui denunciava il colpo di Stato". Tranne qualche scaramuccia della Lega e dell'Italia dei Valori, tutti sono d'accordo con Monti.LEGGI TUTTO