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martedì 2 marzo 2010

RIPRENDENDO LE PAROLE DI ANDREA MAZZALAI VI INVITIAMO A DEDICARE UN PO' DEL VOSTRO TEMPO.......PER CERCARE DI CAMBIARE IL MONDO

Andrea Mazzalai ci dice:
(.......) Certo  sono  estremamente  consapevole della  difficoltà  di  un messaggio  innovativo di  questa portata  in un mondo dominato dalla massimizzazione a qualunque costo del profitto a breve termine, un mondo dominato dalla corruzione, sono consapevole di questa "utopia" in un mondo dove la manipolazione e l'opacità è dominante, ma se vogliamo sentirci responsabili al di la del semplice nostro interesse doviamo necessariamente imparare a curarci delle nostre azioni, che si tratti di consumi o di investimenti. LEGGI TUTTO
UN MONDO DI OVVIETA'!


Ovvietà, una evidenza scontata, priva di originalità|
MILANO (MF-DJ)--"La corruzione e' un 'temone' negativo del nostro Paese. Non pensate che la corruzione sia una cosa lontana. Il male della corruzione e' che e' nelle piccole cose e tantissimi sono quelli che la accettano e la lasciano passare perche' di fatto, direttamente o indirettamente, ci possono trovare un interesse".E' cosi' che l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, in occasione della presentazione del progetto nazionale "Cultura finanziaria a scuola: per prepararsi a scegliere" ha risposto alla domanda di uno studente di un liceo milanese sui costi della corruzione in Italia. Si tratta di "cifre enormi che l'economia sana paga a causa della corruzione", ha aggiunto il consigliere delegato del Ca' de Sass. stefania.spezzati@mfdowjones.it
Io non conosco il resto dell'intervento del signor Passera, immagino il contesto e la non intenzione di assecondare una pratica diffusa, ma francamente, mi sarei risparmiato una simile ovvietà. Certo abbiamo bisogno di consapevolezza, anche se quando vogliamo ne abbiamo fin troppa, ma inaugurare un progetto di cultura finanziaria nelle scuole, con un riferimento simile, mi sembra decisamente fuori luogo. Le giovani generazioni non hanno bisogno di conoscere l'aria di questa società, la stanno respirando e non sono stupidi, in fondo respirano la nostra anidride carbonica.
Il buon Bastiat non diceva forse che quando una rapina diventa normalità,  nel tempo la società, la comunità stessa creerà un sistema giuridico che benedice ed autorizza e una morale ad uso e consumo che glorifica il sistema stesso!

Andrea commenta al suo articolo:
28 Febbraio 2010 - 09:20
In tutta sincerità, incomincio a chiedermi dove siano realmente i Compagni di viaggio di Icebergfinanza, in maniera particolare il sabato o la domenica, quando parliamo di argomenti "Impegnativi" una assenza che lascia spazio ad altri argomenti, che continuano ad esulare dalla questione in oggetto, dall'argomento trattato. Per fortuna la mail privata è piena di confronti e considerazioni che continuano ad alimentare la speranza, mail private che fanno sentire il calore umano di questa avventura, al di la delle questione economiche e finanziarie. Arriveranno tempi difficili, alcuni sono già presenti, ma non perdete mai la speranza, perchè come ha scritto un nostro compagno di viaggio.....



Sai che ho trovato lavoro? aaaaahahahahaaaaaaaah!!! Oggi ti leggo piú volentieri!!! 


Buona giornata, Andrea



Sarà difficile far passare messaggi alternativi nelle difficoltà che ci attendono, ma noi stiamo seminando, stiamo seminando non per noi stessi che abbiamo avuto spesso tutto ma per i nostri figli, per i nostri nipoti. Sul palcoscenico oggi, viene rappresentata la parte peggiore della nostra società tra l'indifferenza e l'anestetizzazione della società civile, coinvolta in tutte le sue dimensioni. Ho recentemente postato un 

MONDO DI OVVIETA' nessun commento, nessun cenno.

Il palcoscenico è vuoto, sta a Voi riempirlo, con uno spettacolo degno di essere rappresentato, ognuno con la Sua originalità, a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. Il cambiamento nasce da li, dal basso!



Buona Domenica. Andrea
Postato da: icebergfinanza a febbraio 23, 2010 06:32
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Andrea non  ha  avuto  commenti  al  suo  post "mondo di ovvietà" ,invito a rileggere  il suo post ed a rispondergli.Riempiamo il palcoscenico di Icebergfinanza............Grazie Andrea !!!
Proviamo a commentare il post di Andrea dopo aver visto i video di cui al link sotto-incollato, giusto per capire che, anche nel momento particolare che il mondo intero sta attraversando,possiamo trovare "mondi alternativi" che sono da esplorare,  ci vuole coraggio e dedizione e tutti noi siamo sollecitati a cercare..... Osserviamo la gioia negli occhi di Chiara Amirante e nel volto del giovane sacerdote Don Banzato. Abbiamo tutti una miriade di possibilità si tratta di cercarle senza scoraggiarci. Il lavoro da fare è molto ed il tempo è poco !!

DETTAGLIO »Descrizione:
con la partecipazione di A. Bocelli, C. Amirante, Don D. Banzato, Nek …
Caricati:
01/03/2010 | 20:10:30
DETTAGLIO »Inserito:
http://www.gloria.tv/?media=55742   parte  1
http://www.gloria.tv/?media=55754   parte 2
http://www.gloria.tv/?media=55756   parte 3

lunedì 22 febbraio 2010

UNA "LUCE" IN FONDO AL TUNNEL : SI, LA LUCE DI MARIA SANTISSIMA !!! ANTONIO SOCCI CI AGGIORNA SUI MIRACOLI AVVENUTI !!!

La Madonna sconvolge gli intellettuali

19 FEBBRAIO 2010 / IN ARTICOLI 
di Antonio Socci
Nella mentalità moderna, imbevuta di ideologia, quando i fatti disturbano le opinioni, tanto peggio per i fatti. Non a caso sta facendo discutere di più, oggi, sui giornali, il film su Lourdes di Jessica Hausner, nel quale la regista esprime le sue opinioni incerte sui miracoli, di quanto facciano discutere le effettive guarigioni miracolose che lì si verificano.
Una delle quali – non ancora riconosciuta perché la Chiesa esige lunghe verifiche medico-scientifiche – è stata resa nota l’agosto scorso.
La signora Antonietta Raco, 50 anni, di Francavilla in Sinni (Potenza), malata da quattro anni di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) – una malattia terribile – è andata in pellegrinaggio a Lourdes sulla carrozzella, dove era ormai immobilizzata, ed è tornata a casa camminando normalmente con le sue gambe.  
Cosa le è accaduto? A Lourdes si era immersa nella piscina dell’acqua di Bernadette e aveva sentito un forte dolore alle gambe e poi una voce di donna che le diceva: “Non avere paura”. Di colpo è guarita. Quella stessa voce è tornata per invitarla a far sapere a suo marito cosa le è successo.
“Non è spiegabile con i mezzi di cui scientificamente dispongo”, così il neurologo Adriano Chiò delle Molinette di Torino, che aveva in cura la signora dal 2006, commentava il caso con i giornali. In effetti nella letteratura scientifica non esiste un caso simile.
Il medico ha spiegato:  “Non ho mai osservato una situazione del genere in malati di Sla. La diagnosi era inequivocabile: la signora aveva una forma di Sla a lenta evoluzione. Una malattia che può rallentare e al massimo fermarsi, ma che non crediamo possibile che migliori, perché intacca i neuroni irreversibilmente”.
Invece l’impossibile pare sia accaduto. Di fronte a un’altra guarigione analoga, riguardante Marie Bailly, una ventenne di Bordeaux – che lui  aveva conosciuto e analizzato come medico – nel 1903, il positivista e scettico Alexis Carrel (1873-1944), poi Premio Nobel per la medicina a soli 39 anni, andando a Lourdes rivide tutte le sue convinzioni e si convertì al cattolicesimo (racconta tutto nel suo memorabile “Viaggio a Lourdes”). Prima era certo che i miracoli non accadessero. Davanti al fatto si arrese. Carrel rispose lealmente a chi lo interrogava: “Bisogna constatare i fatti”.
Ma molti razionalisti preferiscono tapparsi gli occhi e ripararsi dietro i comodi pregiudizi. Emblematico è il caso di un altro importante intellettuale francese di quegli anni, il laico Emile Zola.
Nella Francia positivista di fine Ottocento si faceva un gran parlare di Lourdes e delle straordinarie guarigioni che lì avvenivano, perché mettevano in scacco la cultura dominante che nega il soprannaturale e quindi la possibilità stessa del miracolo.
Lo scrittore dunque decise di recarsi di persona sul posto per smascherare tutto. Era armato di tutti i suoi pregiudizi: “non sono credente, non credo ai miracoli. Ma credo al bisogno del miracolo per l’uomo”. Secondo lui gli uomini hanno “necessità di essere ingannati e consolati”.
Il “caso” vuole che lo scrittore si trovi a viaggiare nello stesso vagone dove sono due ammalate di tubercolosi all’ultimo stadio, Marie Lebranchu e Marie Lemarchand.
Quando dunque il convoglio arriva a Lourdes, nella mattina del 20 agosto 1892, il famoso scrittore conosce bene le loro situazioni di fronte alle quali la medicina ormai aveva alzato le braccia in segno di resa.
Ebbene accadde a lui precisamente ciò poi accadrà a Carrel: a Lourdes lui stesso dovette constatare la guarigione istantanea, definitiva e scientificamente inspiegabile, proprio di quelle due donne.
Alla sua “sfida” il Cielo aveva risposto con dei fatti. Fatti clamorosi e innegabili, impossibili da cancellare o ignorare.
Tanto che Zola, nel suo libro, fu “costretto” a riferirne, ma invece di riconoscere la sconfitta dei suoi pregiudizi, invece di accogliere il dono che aveva ricevuto, la rivelazione di una verità totalmente inattesa e così misericordiosa, nel suo romanzo parla della vicenda “inventando  la morte delle due ‘miracolate’, dopo una breve, illusoria guarigione.
E poiché” ha raccontato Vittorio Messori “una delle due donne risanate, e in modo definitivo, non si rassegnava al falso e protestava sui giornali, Zola andò a trovarla, offrendole denaro perché sparisse da Parigi…”.
E’ una storia emblematica. La cultura laica moderna lancia la “sfida”, ma poi non ha la lealtà di verificare la risposta, cioè i fatti. Naturalmente quel libro di Zola ebbe un gran successo ed è stato ristampato in Italia anche di recente.
“Zola (…) conoscerà un rinnovato successo presso il pubblico della Francia laica, rappresentando Lourdes come la capitale di una gigantesca intossicazione collettiva”, ha scritto domenica scorsa Sergio Luzzatto, sull’inserto culturale del Sole 24 ore.
Il suo articolo era addirittura la copertina. A tutta pagina campeggiava sotto il titolo “Miracoli di fede e scienza”. Questo lungo pezzo di Luzzatto si dilungava proprio a riferire il viaggio a Lourdes di Zola e il successo del suo libro.
Ma purtroppo non vi si accennava minimamente al retroscena suddetto, che poi è un clamoroso infortunio. Anzi, Luzzatto – evidentemente ignaro di questa storia – accredita il libro di Zola come un “meticoloso dossier” contro quell’ “industria del miracolo” che sarebbe Lourdes.
E’ significativo che sull’infortunio di Zola a Lourdes gravi ancora un simile tabù.  Si rilegge oggi il suo libro come se queste cose non fossero accadute. La pagina del Sole offre anche alcune delle sue pagine dove i cristiani vengono rappresentati come sciocchi creduloni. 
Zola, descrivendo le folle che accorrono a Lourdes, sente pure il bisogno di precisare (bontà sua) che “non sono solo dei cretini, degli illetterati, ma ci sono uomini come Lasserre”.
La cosa gli serve per dimostrare che questa “necessità di essere ingannati” dai presunti miracoli riguarda tutti. Ma chi ha veramente ingannato in questa vicenda?
Naturalmente il problema non è Zola, ma una mentalità – ancor oggi dominante – che in nome del realismo nega la realtà, in nome dello scientismo, nega la scienza e in nome del razionalismo nega la ragione.
Diversamente da quanto comunemente si crede, il razionalismo sta alla ragione come la polmonite sta al polmone. Ecco perché uno scrittore pieno di umorismo come Gilbert K. Chesterton, il grande convertito inglese, dirà a proposito delle diverse reazioni ai miracoli: “Chi crede ai miracoli lo fa perché ha delle prove a loro favore. Chi li nega è perché ha una teoria contraria ad essi”.
Bisogna però precisare che il confronto non è alla pari. La mentalità dominante è l’ideologia di un establishment che la fa da padrone nell’industria culturale. Non da oggi. Attenzione, non sono io a dirlo.
Luzzatto, che certamente è un laico alquanto lontano dalla Chiesa, nell’articolo sopra citato, a proposito della conversione di Alexis Carrel, seguita al verificarsi di quel miracolo, fa questa considerazione impressionante: “Immaginando che una testimonianza del genere sarebbe bastata a rovinargli la carriera universitaria, Carrel cercò di mantenere segrete sia la sua visita alla città dei miracoli, sia l’apposizione della sua firma nella cartella clinica della donna risanata. Ma le voci circolarono in fretta a Lione come a Parigi, e nel giro di pochi mesi egli si vide costretto a lasciare la Francia per l’America”.
Tale era il clima che Carrel, anche dopo aver preso il Nobel, non si decise a pubblicare il suo “Viaggio a Lourdes”, libro che uscì postumo: “tanto poteva allora, negli ambienti della ricerca internazionale” osserva Luzzatto “l’idea che una fede nella fede fosse incompatibile con la fede nella scienza”.
Non ha dunque ragione il papa, Benedetto XVI, quando parla di “dittatura del relativismo” ?

martedì 16 febbraio 2010

UN ALTRO EMINENTE SCRITTORE CI PARLA DI ORDINE MONDIALE E LO DEFINISCE CRIMINALE!!!


Fonte: http://www.vocidallastrada.com/2010/02/eduardo-galeano-lordine-criminale-del.html

CHI E' EDUARDO GALEANO ??? WIKIPEDIA CI DICE:

Eduardo Galeano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Eduardo Galeano alla Feria del Libro 2008 di Madrid


« "Sono uno scrittore ossessionato dal ricordo, soprattutto dal ricordo del passato dell'America e, in particolare, dell'America Latina, terra amatissima condannata all'amnesia". »


(Eduardo Galeano)
Eduardo Hughes Galeano (Montevideo, 3 settembre 1940) è un giornalista, scrittore e saggistauruguaiano. È una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana.
I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e combinano documentazione, narrazione, giornalismo, analisi politica e storia, sebbene l'autore stesso non si riconosca quale storico.

Vita [modifica]

Galeano è nato in una famiglia cattolica della classe media di discendenza gallese, tedesca, spagnola e italiana.
Da giovane Galeano fece svariati lavori: operaio, pittore di insegne, messaggero, dattilografo, cassiere di banca. All'età di 14 anni vendette il suo primo fumetto politico al settimanale del Partito Socialista dell'Uruguay, El Sol.
Cominciò la carriera di giornalista all'inizio degli anni sessanta come direttore di Marcha, un influente settimanale a cui collaboravano Mario Vargas Llosa, Mario Benedetti, Manuel Maldonado Denis e Roberto Fernández Retamar. Per due anni diresse il quotidiano Época e lavorò come redattore capo di una University Press.
Nel 1973, con un colpo di stato i militari presero il potere in Uruguay; Galeano fu imprigionato e successivamente costretto a fuggire. Si stabilì in Argentina dove fondò la rivista culturale Crisis.
Nel 1976, quando il regime di Videla prese il potere in Argentina con un sanguinoso colpo di stato, il suo nome fu aggiunto alla lista dei condannati dagli "squadroni della morte"; fuggì nuovamente questa volta in Spagna, dove scrisse la famosa trilogia Memoria del fuoco (Memoria del Fuego).
All'inizio del 1985 Galeano tornò a Montevideo dove continua a vivere.

Opere [modifica]

Le vene aperte dell'America Latina (Las venas abiertas de América Latina) è un'opera di accusa dello sfruttamento dell'America Latina da parte di poteri stranieri a partire dal XV secolo ai giorni nostri.
Memoria del fuoco (Memoria del fuego) è un racconto in tre parti (Genesi (Los nacimentos), Facce e maschere (Las caras y las mascaras), Il secolo del vento (El siglo del viento)) della soria dell'America del Nord e del Sud. I personaggi sono figure storiche: generali, artisti, rivoluzionari, lavoratori, conquistatori e conquistati che vengono ritratti in brevi episodi che riflettono la storia coloniale del continente. Comincia con i miti precolombiani della creazione e finisce nel 1986.
Per Memoria del fuoco (Memoria del fuego), Galeano fu paragonato dai critici letterari a John Dos Passos e a Gabriel García Márquez. Ronald Wright scrisse sul Times Literary Supplement: "I grandi scrittori... dissolvono i vecchi generi per fondarne di nuovi. Questa trilogia di uno degli scrittori più coraggiosi e raffinati dell'America latina è di difficile classificazione".
Galeano è anche un appassionato tifoso di calcio: "Splendori e miserie del gioco del calcio" (1997) è un'analisi della storia di questo sport. Galeano lo paragona a una recita teatrale e a una guerra; critica il patto scellerato con le multinazionali e attacca gli intellettuali di sinistra che rifiutano, per ragioni ideologiche, il gioco e il suo fascino nei confronti delle masse.

Libri principali [modifica]


  • Specchi (2008) (Espejos)

  • Il libro degli abbracci (2005) (El libro de los abrazos)

  • Le labbra del tempo (2004) (Bocas del Tiempo)

  • Un incerto stato di grazia (con Sebastião Salgado e Fred Ritchin (2002) (An Uncertain Grace)

  • Memoria del fuoco (1982-1986) (Memoria del Fuego)

  • A testa in giù (1999) (Upside Down: A Primer for the Looking-Glass World)

  • Parole in cammino (1998) (Las palabras andantes)

  • Splendori e miserie del gioco del calcio (1997) (El fútbol a sol y sombra)

  • Vagamundo (1992)

  • La conquista che non scoprì l'America (1992) (El Tigre Azul y Otros Articulos)

  • Giorni e notti di amore e di guerra (1987) (Dias y noches de amor y de guerra)

  • La cancion de nosotros(1975)

  • Le vene aperte dell'America Latina (1970) (Las venas abiertas de America Latina)

  • Guatemala, un país ocupado (1967)

 

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_Galeano