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lunedì 20 aprile 2015

LE ISTITUZIONI CHE CI RAPPRESENTANO !!!!!!!!!!!!!


Sui morti ammazzati in mare perché cristiani - e ammazzati dai musulmani - Laura Boldrini ha pensato bene di fare dell'ironia, spiegando che la responsabilità "è individuale" e affermando: "Non credo ci sia stata una discussione teologica su quella nave". Un modo, quello di Lady Montecitorio, per spiegare che l'islam non c'entra, che le religioni non c'entrano, come spesso sostenuto quando si parla di Isis e dintorni dall'intellighenzia di sinistra. Un'ironia, quella di Lady Montecitorio, probabilmente fuori luogo. Un'ironia che ha scatenato l'ira di Giorgia Meloni, che in una nota di fuoco chiede un passo indietro alla Boldrini.

venerdì 14 febbraio 2014

VEDIAMO DI TENERE BENE IN MENTE LE PERSONE COINVOLTE NEL BRUTTO "AFFARE" BANKITALIA



Scritto da Maria Melania Barone 11 febbraio 2014

Dopo aver pubblicato numerosi articoli sul decreto Imu Bankitalia, convertito in legge per mezzo della Boldrini che ha preferito azzerare le opposizioni adottando “la tagliola”, uno strumento per altro non previsto dal regolamento della camera, pubblico l’accuratissima analisi scritta da Gianni Condotto su Quelsi. Ecco i tre punti di anomalia che rendono il ddl 133/2013 un decreto”criminale”.

Di Gianni Candotto, il 3 febbraio 2014

Per comprendere se l’operazione del governo, approvata con l’intervento decisivo del presidente della Camera Laura Boldrini, sia profittevole per il Paese o un regalo alle banche private, fornendo con quest’ultima considerazione un punto di vista diverso rispetto a quanto già esposto sulla nostra testata, è necessario analizzare come si sia decisa la nuova valutazione del capitale della Banca, i dividendi che erogherà ai quotisti rispetto a prima e fare una valutazione generale sulla governance.
Uno degli obiettivi di questa riforma è bloccare definitivamente la legge Berlusconi 262 del 2005 che imponeva al Tesoro di rientrare in possesso delle quote della Banca d’Italia in mano agli istituti di credito privati entro tre anni dalla sua entrata in vigore. La legge è stata disattesa principalmente per volontà del duo Prodi-Padoa Schioppa 

martedì 4 febbraio 2014

ZERO HEDGE: ITALIA PRESENTA IL PIU' BIZZARRO SALVATAGGIO BANCARIO

Tyler Durden's picture



The biggest problem facing European banks - one we highlighted most recently yesterday when we showed the latest 20% surge in Spanish Banco Popular Non-Performing Loans to a fresh record - and one we have been covering since 2010, which as of 2012 amounted to some $4.5 trillion that needs to be "remedied" - is the staggering amount of bad debt on the books of Europe's numerous banks, the bulk of which especially in the periphery are cojoined with their sovereign host in an unbreakable bond which despite Europe's theatrical attempts to sever, only keeps getting stronger.

But while, so far at least, the conventional "under the table" can-kicking European bailout mechanism involved a process whereby banks would issue bonds with a sovereign "guarantee", then promptly repo them to the ECB at virtually no haircut as the Goldman alum-led central bank did everything in its power to keep injecting liquidity in an insolvent continental banking system (while everyone pretended to not realize what was going on as the "A-ha" moment of public epiphany would mean the emperor would suddenly have no clothes and the jig was up), this week things changed.

On Wednesday, Italy's government voted final approval to a decree hiking the value of Bank of Italy's share capital from €156K to €7.5 billion - something that had not been done since the 1930s. Of course, politicians determining the fictitious value of a central bank is one thing, as idiotic as it may be. However, what is truly preposterous is the covert bailout that accompanies the decree: a key part of the decision was setting a 3% ceiling on the stake that the bank's shareholders can own in the central bank. This means, as Reuters reports, that Intessa and UniCredit, currently the central bank's largest shareholders with stakes of 42 percent and 22 percent respectively - not to mention two of Italy's most NPL-heavy banks - will have to sell the bulk of their central bank "equity" stakes. And who will they sell them to?Why the central bank itself, and in return they will pocket up to €3.5 billion ($4.7 billion) from the sale of their central bank holdings. Said otherwise, Italy took not only bizarro accounting, but also monetary financing of insolvent banks by the monetary authority, and thus Italy's taxpayers, to the truly next level.

lunedì 25 novembre 2013

EUROPA E APPARATO UE SONO LA STESSA COSA? PER LAURA BOLDRINI PARE DI SI!

di Marco Della Luna 24.11.2013

L’intervista al TGCOM 24 sull’Europa e gli euroscettici

Oggi pomeriggio ho captato un’intervista rilasciata al direttore di TGCOM24 dalla presidentessa della Camera, on.le Laura Boldrini di Sel. Scusatemi se la commento. E’ più forte di me.

Sui temi propostile – da quelli strutturali come la crisi economica e l’Europa, a quelli contingenti come l’evitabile disastro idrogeologico in Sardegna, la Boldrini si è espressa in termini emotivi, etici, generici, spaziando tra l’ovvio e il celebrativo, sempre però evitando di parlare in concreto delle cause tecniche accertabili dei problemi e delle soluzioni tecniche possibili. 
E’ molto facile assumere la posizione di giudice politico e morale degli altri, dire che cosa si dovrebbe fare e che si è colpevoli non facendolo, se ci si tiene al disopra del piano operativo, che deve fare i conti con le difficoltà pratiche, la limitatezza dei mezzi, i contrasti di interessi.

Il brano più impressionante di tutta l’intervista è quello in cui la Boldrini affronta il tema della disaffezione all’Europa in relazione alle criticità, ormai diffusamente percepite, della sua organizzazione monetaria e finanziaria. La Boldrini ha inquadrato, dapprima, gli euroscettici o eurocontrari, qualificandoli aprioristicamente come un problema, un male, dicendosi allarmata dalla possibilità che le prossime elezioni europee producano un parlamento fortemente euroscettico, quindi implicando che la posizione del dubbio e dell’opposizione all’attuale costruzione europea sia in sé illegittima e/o sbagliata, indipendentemente dai risultati prodotti da questa costruzione. Ha persino soggiunto, come rafforzativo, che alcuni partiti di questo tipo sono neonazisti. Non ha parlato del merito delle loro analisi e critiche al sistema attuale. Analisi e critiche che, quasi sempre, si basano su dati obiettivi, studi scientifici, metodi econometrici – si pensi a Berndt Lucke di AfD e a Nigel Farage dello Ukip, per non parlare del sottoscritto o di economisti come Krugman, Brancaccio, Sapelli, Galloni, Kaldor, Bagnai, e mi scuso con gli altri che tralascio per brevità.

venerdì 7 giugno 2013

GAY PRIDE, PRESENTI LAURA BOLDRINI E JOSEFA IDEM? CONSIGLIO LORO UNA FOTO RICORDO NEL BEL MEZZO DELLA "SOLITA BOLGIA OSCENA" DA PRODURRE AI LORO FIGLI AL RITORNO A CASA.


di Maurizio Blondet 06 Giugno 2013


Finalmente il governo sovviene alla crisi per le categorie di cui le alte autorità si occupano, perché stanno tanto soffrendo. 
Boldrini & Farabutti Politici sono gli ovvi esecutori delle direttive massoniche della gran macchina dell’ONU e OGN varie che vanno di pari passo con la demolizione degli Stati nazionali e della loro sovranità.



Mentre Indesit annuncia il licenziamento di 1425 lavoratori; mentre 40 mila posti sono messi in pericolo dalla crisi dell’Ilva provocata dai giudici; mentre oltre 550 mila posti di lavoro sono persi dal 2007; mentre il 15% del potenziale industriale del Paese è stato distrutto e non sarà più ricostituito; mentre il credito s’è completamente prosciugato per famiglie e aziende; mentre il tracollo della società italiana accelera in implosione e buco nero... qual è il bisogno più urgente per il Paese, quale la categoria in pericolo cui occorre dimostrare appoggio e solidarietà?
Laura Boldrini presidente della Camera e per la ministra delle pari opportunità Josefa Idem non hanno dubbi: partecipare al gay pride nazionale che si terrà a Palermo il 14 giugno:

«È necessario un forte impegno nazionale e europeo per garantire parità di …

(L’articolo è disponibile solo per gli abbonamenti attivi)

lunedì 20 maggio 2013

DOMANDIAMOCI: PERCHE' MAI L'OFFESA AI DANNI DELL'OMOSESSUALE DOVREBBE GIURIDICAMENTE VALERE DI PIU' DELL'OFFESA AD UN ETEROSESSUALE???


tratto da http://www.lanuovabq.it
di Tommaso Scandroglio 20-05-2013

Presidenzialismo gay. Quando il presidente della Corte Costituzionale, il presidente della Camera, il presidente del Senato e il presidente della Repubblica parlano a favore dell’omosessualità quasi contemporaneamente e con gli stessi toni siamo nel bel mezzo di un presidenzialismo gay. Il 17 maggio scorso si è celebrata la Giornata contro la cosiddetta “omofobia e transfobia”, istituita per volontà dell’Unione Europea nel 2007. In tale occasione i presidenti delle Camere e Giorgio Napolitano non solo hanno parlato di omofobia, ma si sono spinti più in là. Nei loro interventi possiamo individuare tre obiettivi che l’ideologia gay vuole far propri il prima possibile.

Il primo: il reato di omofobia o la previsione di un’aggravante specifica. A tal proposito Napolitano ha rivolto un “pensiero particolare a quei giovani che per questo hanno subìto odiosi atti di bullismo che, oltre ad aggravare le manifestazioni di discriminazione, alimentano pregiudizi e dannosi stereotipi”. Pietro Grasso, presidente del Senato, invece ricorda che sul tavolo del Parlamento già ci sono proposte di legge ad hoc ed aggiunge che “obiettivo fondamentale di tali proposte è quello di intervenire sulle norme esistenti per prevenire e reprimere in modo specifico anche chi commette o chi istiga a commettere atti di discriminazione per motivi fondati sull'omofobia e sulla transfobia”. Gli fa eco il presidente della Camera, Laura Boldrini, la quale afferma: “Auspico che il Parlamento riprenda questo lavoro [relativo alla decisione di punire l’omofobia n.d.a] e lo porti finalmente a compimento”. 

Il reato di omofobia o l’aggravante specifica in realtà non servono perché già il nostro codice penale prevede il reato di ingiuria che sanziona chi lede l’onore e il decoro di una persona (art 594), la diffamazione (art 595), la diffamazione per mezzo stampa (art. 596 bis) e l’aggravante comune per aver agito per motivi abietti o futili (art. 61). Volendo c’è anche la Legge Mancino del ‘93 che offre strumenti sanzionatori per i cosiddetti crimini d’odio. Inoltre non si comprende il perché l’offesa rivolta ai danni dell’omosessuale deve giuridicamente valere di più dell’offesa ad un eterosessuale, dato che si istituirà un illecito ad hoc. E poi così si aprirà la strada ad un’infinità di altri reati per altrettante classi di minoranze sociali particolarmente deboli: da qui l’anziano-fobia, l’handiccapato-fobia, la catto-fobia e via delirando. Ovviamente l’intento è quello che nessuno più, dai sacerdoti ai giornalisti, possa parlare male non tanto degli omosessuali – cosa ovviamente non condivisibile – bensì dell’omosessualità in quanto tale. Insomma il reato di omofobia inciderà non poco sul diritto costituzionalmente riconosciuto di libertà di parola ed espressione.LEGGI TUTTO