Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta banane convenzionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta banane convenzionali. Mostra tutti i post

mercoledì 25 gennaio 2012

ALLA FACCIA DELLA "REPUBBLICA DELLE BANANE".....GRAZIE A CARMEN THE SISTER DELLA SEGNALAZIONE E TRADUZIONE.....PER ME PENSARE ALL'ECUADOR E' EMOZIONANTE!!



Da NetworkIdeas qualcuno ci ricorda che non esiste solo debito e austerità, che un altro mondo è possibile, che è veramente successo, e non stiamo sognando...



di Jayati Ghosh

L'Ecuador, in questo momento, deve essere considerato uno dei luoghi più emozionanti sulla Terra, nel senso che indica un nuovo paradigma di sviluppo. Mostra quanto può essere realizzato con la volontà politica, anche in tempi di incertezza economica.

Solo 10 anni fa, l'Ecuador era più o meno un caso disperato, una quintessenza di "repubblica delle banane" (in effetti è il più grande esportatore mondiale di banane), caratterizzato da instabilità politica, disuguaglianze, un'economia scarsamente performante, e l'impatto sempre incombente degli Stati Uniti sulla sua politica interna.


Nel 2000, in risposta a un'iperinflazione e a problemi di bilancia dei pagamenti, il governo ha “dollarizzato” l'economia, sostituendo il sucre con la valuta statunitense come moneta a corso legale. Questo ha ridotto l'inflazione, ma non ha fatto nulla per affrontare i fondamentali problemi economici, e ha ulteriormente limitato lo spazio della politica interna.

Un punto di svolta è arrivato con l'elezione a Presidente dell'economista Rafael Correa. Dopo l'entrata in carica nel gennaio 2007, il suo governo ha inaugurato una serie di cambiamenti, sulla base di una nuova Costituzione (la 20ma del paese, approvata nel 2008) approvata da un referendum popolare. Un tratto distintivo dei cambiamenti che si sono verificati da allora è che le politiche più importanti sono state sottoposte a referendum. Ciò ha dato al governo la capacità politica di toccare interessi forti e potenti lobbies.

Il governo è ora il più stabile degli ultimi tempi e diventerà presto il più duraturo governo in carica nella tumultuosa storia dell'Ecuador. Gli indici di consenso del presidente sono ben oltre il 70%. Tutto questo è dovuto ad un riorientamento nell'approccio del governo, reso possibile da una Costituzione notevole per il suo riconoscimento dei diritti umani e dei diritti della natura, e la sua accettazione della pluralità e della diversità culturale.

Consideriamo solo alcuni cambiamenti economici portati avanti negli ultimi quattro anni, a partire con la rinegoziazione dei contratti petroliferi con le multinazionali. L'Ecuador è un esportatore di petrolio, ma aveva beneficiato relativamente poco di questo a causa delle elevate percentuali delle vendite del petrolio che andavano alle compagnie petrolifere straniere. Una nuova legge nel luglio 2010 ha radicalmente cambiato le condizioni, aumentando la quota del governo dal 13% al 87% dei ricavi lordi del petrolio.

Sette delle 16 compagnie petrolifere straniere hanno deciso di uscire, e i loro campi sono stati rilevati da imprese statali. Ma gli altri sono rimasti e, di conseguenza, i ricavi sono aumentati di $ 870m (£ 563m) nel 2011.

In secondo luogo, e forse ancora più impressionante, il governo ha gestito un drammatico aumento delle imposte dirette. In realtà, questo è stato ancora più importante in termini di fatturato degli introiti del petrolio. Le imposte dirette (principalmente imposte sulle società) sono aumentate da circa il 35% delle imposte totali nel 2006 a oltre il 40% nel 2011. Questo in gran parte a causa di una migliore applicazione, dal momento che il legame tra grande industria e la pubblica amministrazione fiscale era venuto meno.

In terzo luogo, queste maggiori entrate pubbliche sono state utilizzate bene per degli investimenti in infrastrutture e spesa sociale. L'Ecuador ha ora la più alta percentuale di investimenti pubblici rispetto al PIL (10%) dell'America Latina e dei Caraibi. Inoltre, la spesa sociale è raddoppiata dal 2006. Questo ha permesso un reale progresso verso gli obiettivi costituzionali di istruzione gratuita a tutti i livelli, e l'accesso alla assistenza sanitaria gratuita per tutti i cittadini. Aumenti significativi nell'edilizia residenziale pubblica sono seguiti all'affermazione Costituzionale del diritto di tutti i cittadini a un alloggio dignitoso di comfort adeguato.

Ci sono numerose altre misure: l'espansione diretta del pubblico impiego, l'aumento dei salari minimi e misure di sicurezza sociale per tutti i lavoratori; diversificare l'economia per ridurre la dipendenza dalle esportazioni di petrolio, e la diversificazione dei partners commerciali per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti; incrementare le operazioni bancarie pubbliche per raggiungere gli imprenditori delle piccole e medie imprese; revisione del debito estero per ridurre i pagamenti del servizio del debito, e recesso sugli sleali accordi bilaterali sugli investimenti. Riforma del sistema giudiziario.

Una interessante recente iniziativa è la Yasuní-ITT biosphere reserve, forse il primo tentativo al mondo di evitare emissioni di gas serra, lasciando il petrolio sotto terra. Questo non solo protegge la straordinaria biodiversità della zona, ma anche l'habitat dei popoli indigeni. Lo schema propone di utilizzare l'ecoturismo per rendere l'attività umana compatibile con la natura.

Tutto questo può sembrare troppo bello per essere vero, e certamente il processo di trasformazione è appena iniziato. Ci sono sicuramente dei conflitti con quelli i cui profitti e potere sono minacciati, così come altri ostacoli lungo la strada. Ma per coloro che credono che non siamo condannati all'oscuro e tetro status quo, e che le società possono fare le cose diversamente, quello che sta accadendo in Ecuador offre ispirazione e anche una guida. Il resto del mondo ha molto da imparare da questo radicale esperimento in corso.



E....GUARDIAMOCI IL VIDEO....NON E' TEMPO SPRECATO!!!!

sabato 16 aprile 2011

BANANE E ANANAS VEICOLO PER INTRODURRE DROGA IN EUROPA


Mille chili di droga negli ananas

13 apr 2011 
QUITO - La polizia dell'Ecuador ha scoperto e sequestrato lo scorso fine settimana 1.311 chili di cocaina nascosti in un carico di ananas diretti in Belgio. Lo ha annunciato a Quito il capo della Narcotici Edmundo Mera.
Gli ananas imbottiti di droga sono stati scoperti dai cani addestrati in un container nel porto di Guayaquil, 270 chilometri a sud ovest della capitale. La polizia ha arrestato quattro persone, la cui nazionalità non è stata precisata, ma Mera ha parlato di «complicità colombiana» nel traffico. Un altro carico di cocaina, di 289 chili, è stato scoperto nascosto in casse di banane.



Fonte:http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/42532/mille-chili-di-droga-negli-ananas.html

giovedì 18 marzo 2010

NEWS BANANE : MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO PER SOSTENERE I PAESI ACP


DSC00500Banana Accompanying Measures (BAM) – Supporting ACP countries in adjusting to new trade realities – Questions and Answers
Why is the Commission proposing these measures?
Banana exports from the African, Caribbean and Pacific (ACP) group of countries have enjoyed preferential access to the EU for decades. But this trade regime has been subject to more than 15 years of legal disputes in the World Trade Organisation (WTO).
In December 2009, the EU finally reached an agreement with all parties concerned. The agreement reconciles the legitimate interests of two sets of developing countries exporting bananas - Latin American countries on the one hand, and ACP countries on the other. It will cut the EU's banana tariff for Latin American countries - its so-called Most Favoured Nation or MFN tariff - so the preferential margin which ACP countries enjoy will fall.
But ACP preferences will remain. The EU applies no import tariffs or quotas on bananas from ACP countries, and that will continue, under the terms of new Economic Partnership Agreements (EPAs) between the EU and groups of neighbouring ACP countries.
In addition, the EU will continue its longstanding financial support to the banana sector in ACP countries. The Banana Accompanying Measures (BAM) are designed to help those countries adjust to new trade realities over the next few years.
Has the Commission evaluated its past support programmes?
The Special Framework of Assistance (SFA) to traditional ACP banana supplying countries was assessed every two years (1999-2008). Within the 'banana package' approved today, the final report on this programme is transmitted to the Parliament. It highlights the importance of continued support to ACP banana-exporting countries during an adjustment period.
We know from the evaluation of the previous SFA programme the consequences of doing nothing. Although not always a major sector of the broad economy, banana production for export is an important factor in the rural fabric of the ACP countries concerned. The BAM show Europe's continued commitment to supporting these populations.
Which countries will benefit from the BAM?
The Commission has pre-identified main ACP banana-exporting countries on the basis of their volume of exports to the EU. Ten countries exported more than 10,000 tonnes on average over the past decade:
In Africa: Cameroon, Côte d'Ivoire and Ghana;
In the Caribbean: Belize, Dominica, Dominican Republic, Jamaica, St. Lucia, St. Vincent & The Grenadines and Suriname.
Other ACP countries had much lower export volumes amounting to a maximum of a few hundred tonnes per year.
How much money? What was the basis for the amount?
In total €190 million for ten countries over four years, 2010-2013.
Under the previous programme (SFA), financial support to the sector averaged €37.5 million per year. The Banana Accompanying Measures take this average as a basis and factor in the increase in export volumes.
How will the money be distributed?
The Commission proposes three criteria:

  • Volume of banana trade with the EU;

  • Importance of banana exports to the EU to the country's economy;

  • Level of development (as measured by an internationally recognised measure, such as the UN's HDI)
When will the programme be kicking off?
The BAM measures will be programmed and country-specific activities defined during 2010 and start to be implemented from early 2011 onwards. It is important to underline that the SFA programme is continuing to deliver support and the final actions agreed in 2008 run through to the end of 2012.
Where will the funds come from?
The Commission's proposal is to source the funds from the EU's General Budget. In order to be coherent in our development cooperation we propose to integrate the programme within the EU's main development cooperation instrument (the DCI 1905/2006). These funds will therefore be in addition to the European Development Fund (EDF), which finances cooperation with ACP countries.
Will ACP countries still be able to export to the EU market?
Yes. We have been supporting ACP producers for many years. Since 1994, the EU has provided more than €450m to ACP banana-exporting countries to help them adapt to changes. This money has helped them to produce bananas more competitively, or to diversify their economies into other areas. In addition to regular EU aid, main ACP banana-exporting countries will receive BAM support to help them adjust to the new tariff. Those that will no longer be competitive will be supported in their diversification efforts – as we have done in the past. Furthermore:
1. Bananas from ACP countries have entered the EU duty- and quota-free since 2008, thanks to Economic Partnership Agreements (EPAs). This will continue.
2. The EU will still apply a duty on bananas coming from other countries. This so-called MFN duty will fall, from the current €176 per tonne to €114. But only gradually – over at least seven years.
3. The deal provides predictability, which is important for investment. It ends legal disputes at the WTO pitting the US and Latin American countries against the EU. It also allows the EU to set a tariff on bananas to which all other WTO members have agreed. So it will make the global market in bananas more predictable and stable, and thereby encourage investment and growth, and hopefully increased attention to wider production condition issues in the banana supply chains.
What will the economic and social consequences of the tariff cuts be?
The situation across ACP countries varies heavily: a reduction in tariffs could lead some of the less competitive countries to stop their banana exports to the EU, whilst in other countries the banana export sector could adjust with additional restructuring efforts.
The Commission has analysed the possible impact of the changes in EU banana tariffs. Whilst the tariff reductions are unlikely to have major impacts in countries at the macroeconomic level, at the local level, the implications will depend on the specific cost structure of the banana sector and the room for possible cost saving measures. With adequate and targeted support, challenges can be addressed.
What will the money be used for? How will the measures help countries' banana industries in concrete terms?
The Banana Accompanying Measures would be country-specific, build on past support, and help tackle broader consequences. The support will help to boost the banana sector's competitiveness and/or diversification according to the partner countries' own strategies; taking into consideration broader social, economic and environmental impacts.
Past programmes funded by the EU to improve the competitiveness of the banana industries have been successful across the board. Over the past years, EU imports of bananas from the ACP group have increased in both absolute and relative terms. Suriname is an excellent case in point of a country that went from less than 20,000 tonnes of exports to the EU in 2004 to +65,000 tonnes in 2008.
Will banana producers in the EU's outermost regions still be able to compete?
Yes. Banana producers within the EU have expressed concerns that they will become less competitive compared to Latin American exporters.
But the EU's important domestic support programme for these regions addresses their concerns (the Programme d'options spécifiques à l'éloignement et l'insularité, or POSEI).
In fact, in 2006, the EU increased annual funding for bananas within this programme to €279 million. And a Commission impact assessment found that by keeping tariff cuts within certain thresholds, and providing financial aid of this kind, the EU would limit the impact of tariff cuts on its domestic producers.
How big is the EU's banana market? Where do the bananas come from?
In 2008, EU consumers bought more than 5.4 million tonnes of bananas. The EU imported almost 90% of the bananas it consumed - around 4.8 million tonnes, worth €2.9 billion. Annex 1 gives more details.
Five EU countries supplied the remaining 11%: Cyprus; the French overseas departments of Guadeloupe and Martinique; Greece; Portugal (Madeira and the mainland); and the Spanish Canary Islands.
What happens next?
The Commission's proposal will be forwarded to the Council and the European Parliament.
LINK TO MEMO/09/557 for more details on the Banana agreement
Annex 1: The EU's bananas market in 2008

Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED


Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED
Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED


Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED
Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED

lunedì 11 gennaio 2010

LA GUERRA DELLE BANANE,CHE COSA E' ? E' FINITA ? MAGARI !!! SI AFFACCIANO ALTRI PAESI A DISCUTERE NEL WTO

DSC00500
L'Unione europea ha approvato un accordo con i paesi latino-americani e gli Stati Uniti per porre fine alla lunga "guerra delle banane", controversia commerciale.



Allora, qual è la controversia e perché ha preso 16 anni per risolverla?


Che cosa è la guerra  delle banane?

Il termine "guerra delle banane" si riferisce a una serie di controversie commerciali tra l'Unione europea, gli Stati Uniti e diversi paesi latino-americani in materia di accesso al mercato europeo delle banane.

Le controversie delle tariffe dell'UE sulle importazioni di banane.

Non vi è alcun dazio imposto sulle banane importate da ex colonie europee dell' Africa, dei Caraibi e del Pacifico (noti come paesi ACP).

Tuttavia, ci sono dazi  UE sulle banane importate dai paesi terzi.

Questo include le banane da alcuni dei maggiori produttori mondiali di banane,i più grandi in America Latina, i quali sostengono che le tariffe siano abusive e in violazione alle regole di libero scambio.

Gli Stati Uniti hanno un interesse nella questione, in quanto i maggiori produttori di banane in America Latina sono gestite da società multinazionali-americane tra cui Dole e Del Monte. 

Perché l'Unione europea ha concluso accordi commerciali con i paesi ACP? 

Molti dei paesi ACP sono ex colonie europee.

Quando questi paesi sono diventati indipendenti nel 1950 e '60, gli accordi commerciali sono stati messi in atto per facilitare il trasferimento del potere, fornendo loro accesso ai mercati europei e gli aiuti.

Nel 1993, l'UE ha introdotto in Europa il regime tariffario sulle banane per rimpiazzare i vari accordi commerciali dei singoli paesi europei. 

Perché è un problema di adesso?

Produttori di banane latino-americani hanno denunciato l'iniquità delle tariffe dell'UE fin da quando sono stati introdotti.

Nel 1996, Ecuador, Guatemala, Honduras e Messico, insieme con gli Stati Uniti, hanno formalmente presentato una denuncia alla Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sulle tariffe.

Da allora, l'OMC ha ripetutamente affermato che le tariffe dell'UE sono abusive, ma poco è cambiato grazie a continue discussioni e discussioni tra i principali attori.

Ripetuti ritardi al ciclo di Doha dei negoziati sul commercio, che sono in ritardo di nove anni, hanno anche contribuito allo stallo di un accordo sulle importazioni di banane.

Perché le banane come un grosso problema?

Il mercato europeo delle banane è il più grande del mondo.

L'UE ha importato circa 5,5 milioni di tonnellate di banane l'anno scorso.

Oltre il 70% provenienti da America Latina, con il 17% provenienti dai paesi ACP.

L'industria delle banane è anche estremamente importante per le economie di molti paesi in via di sviluppo.

Nelle isole Windward nei Caraibi, per esempio, la produzione di banane è l'unico settore principale dell'economia e il maggiore datore di lavoro.

L'Ecuador è il maggior esportatore mondiale di banane, e l'industria è la seconda del paese, più grande affare dopo il petrolio.

L'Unione europea coltiva alcune delle banane nei propri territori.

I produttori sono Spagna (Isole Canarie), Portogallo, Cipro e la Grecia, così come i dipartimenti francesi d'oltremare della Martinica e della Guadalupa. Insieme provvedono a più del 10% di banane nella UE

Cosa c'è nel contratto? 

"L'accordo di Ginevra sul commercio delle banane", con la mediazione senza l'OMC, l'Unione europea vedrà ridurre gradualmente le tariffe che applica importatori di banane latino-americano.

Le tariffe saranno ridotte da 176 euro per tonnellata ora a 114 euro per tonnellata nel corso di un periodo di sette anni.

Il primo taglio, per entrare in vigore nel 2010, vedrà il taglio di tariffa a 148 euro per tonnellata.

Ulteriori tagli saranno poi attuati annualmente.

L'UE ha inoltre concordato un pacchetto di compensazione con i paesi ACP, che perderanno in seguito all'accordo. Essi riceveranno 200 milioni di euro nell'arco di quattro anni. 

Qual è l'impatto che può esserci? 

Secondo la sede a Ginevra, Centro internazionale per il commercio e lo sviluppo sostenibile, le importazioni di banane nella UE dei paesi ACP potrebbe diminuire del 14% nei prossimi sette anni, come risultato della transazione.

Ma i consumatori europei possono vedere un beneficio, con i prezzi delle banane che dovrebbero diminuire del 12% a seguito della transazione. 

I produttori latino-americani dovrebbero inoltre beneficiare delle opportunità in meno di importazione.

Sono finite le guerre della banana ? 

Magari.

L'accordo sembra essere molto promettente in quanto tutti i principali attori sembrano essere a bordo.

Ma la guerra delle banane è stata dichiarata "over" (terminata), prima, solo per gli accordi commerciali, per rientrare poco dopo.

C'è anche il problema di un più ampio negoziato dell'OMC, colloqui di libero scambio, che sono tuttora in corso dopo otto anni di ritardo.

L'UE e i paesi ACP potrebbero sentirsi meno felici di liberare il mercato delle banane, se i colloqui comporteranno anche l'apertura di altri mercati mondiali.



Fonte: http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8390099.stm