L’insieme di macro-rigidità imposte ai singoli stati che formano l’incompiuta confederazione europea continuerà a lasciarci economicamente deboli, dice GIULIO SAPELLI
Ha lavorato con compiti di ricerca, formazione e consulenza presso l'Olivetti e l'Eni. Ha svolto incarichi consulenziali presso numerose altre aziende. Dal 1996 al 2002 è stato Consigliere di Amministrazione dell'Eni. Dal 2000 al 2001 è stato Presidente della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena. Dal 2002 al 2009 è stato componente del consiglio di amministrazione di Unicredit Banca d'Impresa.
Ha fatto parte di diversi comitati scientifici di imprese, fondazioni e istituti. Dal 1993 al 1995 è stato il rappresentante italiano di Trasparency International, organizzazione che lotta contro la corruzione economica. Dal 2002 è tra i componenti del World Oil Council. Dal 2003 fa parte dell’International Board dell'OCSE per il no profit.
È attualmente professore ordinario di Storia Economica presso l'Università degli Studi di Milano, dove insegna anche Analisi Culturale dei Processi Organizzativi. Collabora inoltre con il Corriere della Sera.
Questa mattina(31 luglio) Giulio Sapelli è stato ospite nel programma di La 7 “Omnibus”. L’economista italiano ha attaccato il governo Monti. Sapelli ha dichiarato “Monti ha tra i suoi compiti la distruzione dell’industria manifatturiera italiana”.
Giulio Sapelli sembra che dica: ma di che cosa stiamo parlando, in questo momento di crisi e di futuro incerto, dove “tutto è instabile, tutto rischia di rovinarci addosso”? Il suo ultimo libro - “L'inverno di Monti”, accompagnato dal sottotitolo “Il bisogno della politica” (edito da Guerini e Associati) - è un saggio che dovrebbe essere imposto agli studenti delle facoltà italiane di Economia, soprattutto alla Bocconi, e poi lanciato dagli aerei, stile D'Annunzio, su Montecitorio e Palazzo Madama, oltre che vicino ad alcune redazioni della famosa stampa nazionale, il nostro celebre “wacht dog” all'amatriciana, nella speranza che qualcuno recepisca qualche concetto. Non possiamo avere la pretesa che gli inquilini dei palazzi italiani vogliano comprendere.
Giulio Sapelli è un grande economista, con un pregio e una marcia in più, a nostro modesto parere, di alcuni suoi colleghi cattedratici: è innanzitutto un umanista, che studia e comprende l'economia. Un umanista che conosce la storia e i classici, che sa leggere la politica e quindi, analizzando i grandi epocali fenomeni economico-finanziari, ha presente, sempre, le necessità degli uomini, delle società fatte di persone in carne e ossa. È un merito raro in un periodo di “crudeltà sociale”, dove il il bilancio, il deficit, lo stock del debito, lo spread sembrano i primi attori del grande spettacolo che coinvolge il mondo, mentre gli uomini sono comparse occasionali, oppure cavie per esperimenti di architettura finanziaria o di ultimative scelte di politica economica LEGGI TUTTO