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mercoledì 20 giugno 2012

E' GIUNTO IL TEMPO DI.....

L'UNICA CONDIVISIBILE AFFERMAZIONE DI TREMONTI:E' ORA DI CHIUDERE I LIBRI DI ECONOMIA E RIAPRIRE LA BIBBIA



giovedì 13 maggio 2010



dal sito chd 22.12.2009- Nell'ambito delle problematiche poste in essere dalla globalizzazione e in ordine ai temi di bioetica o di pianificazione familiare su scala mondiale, la divisione che vede contrapposti Chiesa e mondo laico è estremamente profonda e tocca le convinzioni più intime dei diversi schieramenti.
In questo senso, il presente libro è un libro di "parte" e, se non dovesse bastare l'autorevolezza dell'Autore - dottore in filosofia, teologia e professore emerito presso l'Università cattolica di Lovanio, professore ospite presso numerose Università americane e membro presso prestigiosi Istituti internazionali a Roma, Bruxelles, Parigi e Washington, e le cui competenze spaziano dalla filosofia della politica alle ideologie contemporanee fino alle politiche relative alla popolazione - un valore aggiunto di peso non irrilevante può rinvenirsi nella prefazione del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Card. Ratzinger.
Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della "vita" e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di "dittatura mondiale" perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate.
Secondo l'Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la "filosofia dell'egoismo" dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri.
Sua peculiarità è la nascita di una nuova antropologia che spazzi via l'idea stessa di famiglia e di maternità, e la cultura che vi soggiace, al fine, solo presunto, di dare alla donna la possibilità di autorealizzarsi.
In questo quadro, per Schooyans, la politica sanitaria delle organizzazioni internazionali, prima fra tutte l'O.M.S., si traduce in un attacco a tutte le diverse forme di vita, fin dal suo primo insorgere, promuovendo, a livello globale ma poi specialmente nei paesi poveri o in via di sviluppo, le pratiche abortive, la contraccezione, l'eutanasia, la sterilizzazione.
Tutte forme diverse attraverso le quali verrebbe portata avanti una politica di "riduzione del numero dei commensali alla tavola dell'umanità", in nome di un "interesse superiore" che è un nuovo modo di dire totalitarismo, e che la storia ha già visto quando l'interesse superiore era quello della Razza, dello Stato o del Partito.
Secondo il professore di Lovanio, tra i documenti più interessanti al riguardo, c'è il dossier NSSM 200, redatto nel 1974 su richiesta dell'allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, che analizza le implicazioni della crescita demografica mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti d'America.
Dal documento si evincerebbe, tra l'altro, l'azione di lobbing e la connivenza con i principali gruppi internazionali privati che si interessano di demografia e che agiscono tutti nel senso indicato dal NSSM 200. Scopo ufficiale di queste organizzazioni benefiche è quello di aiutare la donna e promuovere i suoi diritti e quelli della famiglia. Di fatto, Schooyans ritiene che queste cercano soprattutto di sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti dei "problemi" legati alla penuria di risorse e alla popolazione.
L'ideologia sottostante che avrebbe avviato questa campagna di "pianificazione familiare, a livello mondiale", del "genere" umano, è ad avviso dell'Autore una sorta di incrocio tra l'ideologia di tipo social-comunista alla Feuerbach (individui solo ingranaggi della collettività), di Marx (le identità nazionali devono scomparire a favore di un Nuovo Ordine Mondiale governato da una minoranza illuminata) e di Lenin (tecnocrati illuminati che creano una rete di organizzazioni internazionali al servizio della pianificazione umana), con l'ideologia liberale alla Malthus (teorico della sicurezza alimentare, per cui poveri e meno dotati vanno eliminati o non fatti nascere), Bentham (utilitarismo etico, per cui il povero, che non produce o non produce abbastanza e tuttavia pretende di consumare, sia vinto dalla concorrenza) e Galton (uno dei massimi teorici eugenetici, per cui è necessario favorire la trasmissione della vita solo tra i più dotati. Già applicata nella Cina popolare).
Di fatto, agli individui viene attribuita una semplice "funzione" di ordine sociale che è data in relazione al "nuovo paradigma della sanità".
La sintesi è lo sviluppo di una nuova etica medica di cui l'OMS si sente la sola in grado di farsi carico e di rispondere, a nome di tutto il mondo.
In questo risultato, contrario al mondo religioso, l'Autore vede la morte del giuramento d'Ippocrate, con delle regole a priori, generali, valide per tutti gli uomini ed il nascere di una nuova etica sanitaria che all'eguaglianza sostituisce l'equità, concetto variabile, stabilito di volta in volta dall'OMS e dalle pressioni dei suoi finanziatori. Questi ultimi stabiliranno le priorità a seconda delle risorse disponibili e dell'utilità dell'individuo all'interno della società.
Questa nuova etica, prosegue l'Autore, secondo l'ex Gran Maestro di Francia Pierre Simon è stata messa a punto all'interno delle logge massoniche francesi.
D'altra parte, gli stessi concetti di olismo e nuovo paradigma vengono propagandati nelle molteplici reti gettate dalla New Age. Le assonanze concettuali sarebbero talmente forti ed evidenti da non lasciare alcun dubbio.
La New Age, poi, continua Schooyans citando la massima teorica e divulgatrice, Marilyn Ferguson, affonda le sue radici nella tradizione di fraternità mistica (rosacruciana, massonica ed ermetica) e deve liberare dalle vecchie costrizioni fondate sulla cultura e sulla famiglia.
Questi sono, pertanto, nella visione di Schooyans, forse i veri burattinai a cui le stesse organizzazioni internazionali devono dare conto.
Il professore di Lovanio ne fa discendere che, oggi, sarebbero in pericolo i diritti dell'uomo sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948. L'attentato alla loro integrità sarebbe già cominciato quando Boutros Boutros-Ghali ha cominciato a parlare di una loro possibile revisione in quanto, "i diritti dell'uomo sono, per definizione, dei diritti in continuo mutamento".
Ma se il diritto perde la sua generalità ed universalità e prende piede la specificità dei diritti, continua l'Autore nel suo ragionamento, siamo ai prodromi di una nuova e più pericolosa tirannia, il diritto cessa di essere un baluardo contro di essa e prende vigore una forma di positivismo giuridico analogo a quello che ha aperto le porte al nazismo.Viceversa l'uguaglianza di tutti, compreso il nascituro, è la cellula madre di ogni democrazia.
Pertanto, suggerisce Schooyans, è necessaria ed urgente una politica che ponga alla base il recupero del valore fondante della famiglia - bastione inespugnabile contro ogni totalitarismo in quanto luogo per eccellenza dell'agire libero, dialogico, tendente all'accordo e al rispetto delle libertà altrui - e della condivisione del sapere (quindi mediante la cultura).
Se questo non fosse possibile, avvisa il docente in modo molto forte, è doveroso resistere e, laddove necessario, disobbedire a queste nuove leggi che, in quanto ingiuste, sono illecite e pertanto non obbligano la coscienza dell'uomo.
Il richiamo all'opposizione ad ogni tirannia, infine, ricorda l'unico caso di opposizione attiva permessa dalla dottrina tomista e accettata dalla Chiesa: il tirannicidio.
Il libro di padre Schooyans risulta, pertanto, culturalmente "sovversivo". È prodromico all'istigazione alla disobbedienza civile, facendo presagire anche la possibilità di opporsi attivamente a questo nuovo corso. Il saggio, d'altra parte, potrebbe essere archiviato come uno dei tanti testi contro la globalizzazione e la mondializzazione se non avesse, come illustre autore della Prefazione, il Card. Ratzinger.
Se la forza esplosiva di questo libro è condivisa dalle massime gerarchie ecclesiastiche, questo significa che nei prossimi anni potremo assistere ad un confronto aperto, serrato e, dialetticamente, intenso, tra le due massime organizzazioni Mondiali oggi esistenti sul pianeta, l'O.N.U. e la Chiesa Cattolica.
Forse è questo il terreno di un grande confronto destinato ad avere come centro la concezione dell'uomo, di ogni latitudine, ed i suoi inalienabili diritti, secondo la morale religiosa, dal suo concepimento fino alla sua morte naturale.

sabato 12 maggio 2012

QUELLA LETTERA DELLA BCE MADE IN ITALY....



Lettera della Bce, la vera storia


Il Fatto Quotidiano Stefano Feltri | 12 maggio 2012

Basta leggere la lettera della Bce per capire che è stata scritta a Roma. Quella lettera è un passaggio politico di grande rilievo che entra nella sovranità di un Paese”, ha buttato lì l’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti durante la puntata di Servizio Pubblico di giovedì sera. “E qualcuno l’ha chiesta, dentro il governo e non solo, c’era un certo tifo per quel tipo di intervento a vari livelli. L’attuale presidente del Consiglio ha detto in Parlamento: ‘non starei in un governo che chiede una lettera’ e in modo inglese stava facendo capire che quella della Bce è stata richiesta da quello precedente”, allude, dice e non dice, ma Tremonti invita a rileggere la storia di quel documento che ha cambiato molto. Perché tutto cominciò da lì. E lì bisogna tornare ora che, dopo sei mesi, si può cominciare a guardare con l’oggettività della distanza alla nascita del governo Monti.
L’ultima chance per B.
La lettera della Bce, il programma di emergenza firmato da Mario Draghi e Jean Claude Trichet che ha prima accompagnato Silvio Berlusconi alla porta e poi ha dato le basi per l’azione dei tecnici. Nella vulgata giornalistica la lettera è diventata la condanna a morte del governo Berlusconi, secondo quanto ha ricostruito il Fatto Quotidiano, grazie al racconto di alcune delle persone coinvolte, quel documento era invece l’ultimo tentativo di rendere accettabile ai mercati un esecutivo screditato, ridimensionando la probabilità di una crisi politica che all’epoca, nell’estate 2011, poteva dare il colpo finale alle finanze del Paese.
Una lettura critica della storia della lettera deve partire dal 4 agosto, dalla conferenza stampa convocata a sorpresa in cui il governo Berlusconi ammette di dover riscrivere la manovra di luglio giudicata inadeguata dai mercati, anticipando al 2013 il pareggio di bilancio previsto in origine per il 2014 (ma con oltre 20 miliardi di interventi rinviati a dopo la fine della legislatura). I giornali liquidano come un “siparietto” l’educato ma violento dialogo tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Il ministro dell’Economia accenna ai contatti del governo avviati con diverse istituzioni finanziarie per discutere insieme le misure da adottare, e cita l’Ocse e il Fondo monetario internazionale, “Noi saremo attivi aprendoci al confronto con queste istituzioni internazionali”. Berlusconi lo interrompe aggiungendo: “Anche la Bce”. Tremonti lo guarda stupito, con l’espressione di chi pensava che il Cavaliere, alle prese in quel periodo con le vicende bunga bunga, avesse solo una vaga idea di cosa fosse la Banca centrale europea. “Credo sia molto importante, ma non coinvolgibile in questa fase”, precisa il ministro, pensando a quanto Francoforte tenga alla sua indipendenza dai governi e viceversa. E Berlusconi, sibillino: “Ma informabile sì”.
Il negoziato segreto.
Tremonti non insiste. Ma al ministro suona bizzarro: in quei giorni il Cavaliere è già un paria per i partner europei, Tremonti è rimasto l’unico ambasciatore del governo nei consessi internazionali, con una mossa di immagine e di sostanza ha appena avvicinato John Lipsky, allora vicedirettore generale del Fmi in procinto di lasciare il suo posto a Washington. Lipsky doveva diventare un super consulente, anello di congiunzione con il Fmi di Christine Lagarde che Tremonti aveva individuato all’inizio dell’estate come la sponda adatta nei mesi difficili dello spread. Invece sorpresa: Berlusconi trattava con la Bce di Mario Draghi, da sempre poco in sintonia con Tremonti (il cui ultimo libro, Uscita di sicurezza è un lungo atto d’accusa implicito a Draghi).
La lettera della Bce “arriva” al governo il 4 agosto (e, a quanto risulta al Fatto, è arrivata in simultanea a palazzo Chigi e al Tesoro). Raccontano diverse fonti, quel documento è stato elaborato più a Roma che a Francoforte e l’ordine delle firme in calce, Mario Draghi, Jean Claude Trichet, non è soltanto alfabetico. Certo, anche alla Bce ci sono monitoring team che sanno quanto via Nazionale delle cose italiane. E le richieste della lettera non erano molto diverse dai punti principali delle considerazioni finali di Draghi, a fine anno (e dalle richieste dei mercati). Ma il documento è frutto di un negoziato che si svolge a Roma. Ci ha lavorato l’altro cervello economico del governo berlusconiano, LEGGI TUTTO

martedì 24 gennaio 2012

L'EX MINISTRO: LA DITTATURA DEL DENARO PUO' PORTARE A CONFLITTI E POLITICHE ABERRANTI

Tremonti: Glass-Steagall per uscire dalla crisi mondiale.Inabout GS su gennaio 23, 2012 a 9:01 PM
Dopo qualche mese di assenza dal dibattito pubblico, l’ex Ministro dell’economia Giulio Tremonti è tornato sui media in questi giorni per presentare il suo nuovo libro, “Uscita di sicurezza“.

Nelle anticipazioni di alcuni giornali e anche nel corso di un’intervista al programma televisivo Che tempo che fa, Tremonti, ormai libero da certi vincoli istituzionali e internazionali, sta chiedendo in modo molto preciso proprio la riforma per cui si batte Nobigbanks: la separazione delle attività finanziarie ordinarie da quelle speculative.
Tremonti ne aveva già parlato tante volte in passato, ma come dice nell’intervista con Fabio Fazio – che vi proponiamo – non si sono trovate le sponde necessarie contro i veri poteri forti intenti a mantenere il sistema attuale.

Ora speriamo che Tremonti continui a mettere i riflettori sulla battaglia che secondo Nobigbanks è essenziale: Glass-Steagall per salvare la gente e le imprese contro gli squali della finanza.


martedì 10 gennaio 2012

PELANDA: "TREMONTI,PERCEPITO COME VERO PRIMO MINISTRO, FU SOSTITUITO PER ORDINE DELLA GERMANIA"

Pelanda: così la "cura" della Merkel sta uccidendo l’Italia
Carlo Pelanda   lunedì 9 gennaio 2012



Posizione della Germania: prima ogni nazione metta in pareggio il bilancio e riduca il debito pubblico fino al 60% del Pil e solo poi Berlino potrà valutare la creazione di meccanismi europeizzati di garanzia finanziaria, per esempio gli Eurobond. Tale posizione non ha alcun senso economico, in quanto le euronazioni in difficoltà hanno bisogno dell’esatto contrario: far garantire dall’Europa il proprio debito per ridurne i costi di rifinanziamento e quindi spostare più risorse verso lo sviluppo in modo da perseguire il pareggio di bilancio e la riduzione dei debiti via più crescita futura.
Se a una nazione nei guai si impone un rigore eccessivo, allora è certo che cadrà in una spirale di decrescita, cioè di impoverimento, che alla fine porterà il suo debito all’insolvenza. La cura tedesca applicata alla Grecia ha portato esattamente a questo risultato: caduta del Pil, impoverimento rapido della popolazione, insolvenza del debito, anche se ancora non formalizzata. La cura, poi, ha creato il contagio di sfiducia verso i debiti di altri, tra cui il nostro, perché il mercato ha visto che l’euromedico uccideva il paziente invece di guarirlo e ha proiettato questo scenario ad altri ammalati.
L’Italia deve al metodo terapeutico tedesco non tanto la propria bronchite, autoinflitta per disordine proprio, ma la sua trasformazione in polmonite grave. Tremonti non capì o non volle credere che la Germania fosse così folle e che l’Unione europea fosse così debole da non riuscire a costringere Berlino a modificare i propri diktat. Infatti, fino all’estate 2011, volle insistere sugli Eurobond, in effetti una cura efficace, senza attivare una politica di rigore più pesante, contando sul sostegno francese. Ma Sarkozy preferì appiattirsi sulla Germania. Tremonti - percepito all’estero come il vero Primo ministro - fu sostituito per ordine della Germania, la Francia accodata, allo scopo di avere in Italia un governo che applicasse la cura tedesca. LEGGI TUTTO