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lunedì 13 febbraio 2012

COMPLOTTI IN VATICANO ???

Terremoto vaticano
di Antonio Socci

Cosa c’è di vero nel “rapporto segreto” sul presunto complotto contro il papa che sarebbe stato “rivelato” in Cina dal cardinal Romeo, arcivescovo di Palermo? Cosa pensare dello scoop del “Fatto” che paventa un attentato mortale al Pontefice entro novembre 2012 ? E come va interpretata tutta questa vicenda?
A quanto pare quel rapporto in tedesco sul viaggio in Cina del cardinale Romeo, arrivato al cardinale Dario Castrillòn Hoyos, è stato effettivamente da lui “girato” alla Santa Sede (sebbene “Il Fatto” non riproduca i timbri che autenticherebbero il testo).
Ma a rendere tutto molto confuso sono alcune cose surreali: la natura sconclusionata del documento, la singolarità del luogo e delle circostanze in cui l’arcivescovo di Palermo avrebbe fatto queste “rivelazioni” (da lui smentite, ieri), il fatto che un altro cardinale trasmetta al Papa un “sentito dire” di quinta mano (l’ascoltatore “cinese” passa ciò che ha capito da Romeo a un anonimo il quale, tramite ambienti della Chiesa tedesca, in tedesco gira quei “rumors” al cardinale Castrillòn, il quale a sua volta li gira al Papa).
Infine c’è pure il pasticcio del “Fatto” che accredita un evidente malinteso sull’attentato (come vedremo). Tuttavia, nonostante queste assurdità, dietro questa vicenda ci sono cose interessanti.LEGGI TUTTO

domenica 12 febbraio 2012

TOMMASO MONFELI CI SOTTOPONE ALCUNE CURIOSE COINCIDENZE CHE INQUIETANO E FANNO PENSARE.....




La manovra varata dal governo Monti, battezzata dallo stesso premier, con enfasi forse eccessiva, “decreto salva Italia”, se da un lato risulta ingiustamente vessatoria nei confronti dei già tartassati cittadini italiani, siano essi pensionati, lavoratori, liberi professionisti, piccoli e medi imprenditori, correntisti, contribuenti, dall’altro appare fin troppo favorevole al mondo bancario e assicurativo e delle grandi multinazionali.
A fronte di una conclamata enorme disparità di trattamento (rilevata perfino dal nuovo Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e dal Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino nelle audizioni di fronte alle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato), il Governo non può esimersi dal chiarire urgentemente alcuni interrogativi: per chi lavorano davvero Monti e soci? Quali interessi vogliono promuovere? Chi c’è dietro al “colpo di stato finanziario” che, con una martellante campagna stampa abilmente orchestrata e l’ondata di vendite di titoli del debito pubblico, ha costretto alle dimissioni il Governo legittimamente eletto dal popolo? I componenti dell’esecutivo, presentati come “tecnici” di alto profilo professionale, hanno troncato in modo netto i legami con le clientele che fino a qualche giorno addietro si avvalevano della loro opera e la retribuivano spesso profumatamente? In particolare, si sono dimessi o hanno rinunciato agli incarichi che ricoprivano prima di assumere un così alto ruolo istituzionale e che risultano con esso incompatibili?
Concentriamoci anzitutto sulla figura del premier, che senza ombra di dubbio è il perno nonché la figura centrale e caratterizzante dell’intera operazione.
Non è passato inosservato che Mario Monti sia stato nominato senatore a vita il 9 novembre 2011 ed abbia fatto il suo ingresso trionfale in aula, tra applausi scroscianti, il giorno 11 novembre. Le date potrebbero non essere state scelte a caso, dal momento che in entrambi i casi le somme di giorno, mese ed anno (09+11+02+11 e 11+11+11) danno come risultato 33, corrispondente al titolo onorifico di gran maestro nel rito scozzese antico e accettato della massoneria. Inoltre la lettera M, iniziale del nome e cognome del premier, è l’undicesima lettera dell’alfabeto italiano…Coincidenze o messaggi destinati a chi è in grado di capirli? LEGGI TUTTO

venerdì 10 febbraio 2012

UN URLO INDIGNATO...I GIORNALISTI HANNO FATTO IL LORO MESTIERE? NO !!! CHI HA INFORMATO??? SONO STATI I BLOGGER E NESSUN ALTRO!!!


10/02/12


IERI A SERVIZIO PUBBLICO INSIDE JOB ... MA SANTORO, MENTANA, MIELI .... NON VI SENTITE IN IMBARAZZO NONCHE' IN RITARDO CON LA STORIA?

0 commenti  
GIUSTAMENTE SI ATTACCA TREMONTI SUL SUO LIBRO "USCITA DI SICUREZZA" ... OK ... GIUSTO ... MA L'ATTACCO ALLA POLITICA CHE NON HA FATTO NULLA PER FERMARE QUESTA CATASTROFE SE PERMETTETE ...

LO SFERRIAMO NOI, POPOLO ITALIANO!!!


VOI, MIEI CARI GIORNALISTI DOVRESTE SOLAMENTE TACERE E VERGOGNARVI


SE E' VERO COME E' VERO....... L'USCITA DI SICUREZZA DOVEVA ESSERCI INDICATA ALMENO 4 ANNI FA ...


VOI, MIEI CARI GIORNALISTI DOVE CAVOLO ERAVATE?
VOI SI' CHE POTEVATE PRESSARE LA POLITICA ... CON SERVIZI PUBBLICI ... CHE INFORMASSERO L'OPINIONE PUBBLICA ...


ORA E' FONDAMENTALMENTE INUTILE FARE I PREDICOZZZI ALLA POLITICA ...


SOLO ED ESCLUSIVAMENTE I BLOG CERCAVANO DI DARE LE INFORMAZIONI 
QUINDI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE I LETTORI DELLA RETE HANNO POTUTO INFORMARSI E CERCARE DI PRENDERE LE DECISIONI PIU' CORRETTE PER LA SALVAGUARDIA DEI PROPRI RISPARMI E DEL FUTURO DELLA PROPRIA FAMIGLIA.



giovedì 9 febbraio 2012

GUARDA GUARDA ....LA FRANCIA NON E' DA MENO DELL'ITALIA, BEL MIX: MASSONERIA E PROSTITUZIONE,POLITICI E POLIZIOTTI!!!

Lilla, la capitale della massoneria francese
di Massimo Introvigne  06-02-2012



Non sempre il maltempo viene per nuocere. Bloccato a Lilla dal freddo eccezionale che ha fermato i treni tra Parigi e Bruxelles, ne ho approfittato per costruirmi una piccola - ma non piccolissima - rassegna stampa locale sulle reazioni all'inchiesta di venti pagine che il numero datato 7 febbraio del settimanale «L'Express», già in edicola da un paio di giorni, dedica alla massoneria nella città della Francia settentrionale. Secondo questa inchiesta la città conta, su 225.000 abitanti, il numero strabiliante di tremila massoni, con ottanta logge. Se si prende in esame la regione Nord, che comprende Roubaix e Villeneuve-d'Ascq, le logge sono 92, con oltre cinquemila iniziati.



Tanto basta a fare di Lilla una capitale della massoneria francese ed europea, e - come dichiara un manager non massone a «L'Express» - «una città di cui non si capisce nulla se non si considera la sua dimensione massonica». 

E Lilla non è irrilevante per la politica. Sta al Partito Socialista francese come Bologna sta al Partito Democratico in Italia. La segretaria del Partito Socialista, Martine Aubry, figlia dell'ex presidente della Commissione Europea Jacques Delors, è anche sindaco di Lilla. Intervistata da «L'Express» la Aubry ha smentito le voci secondo cui il suo secondo marito, l'avvocato Jean-Louis Brochen, sarebbe anche lui massone, e conferma invece di avere semmai cercato di arginare in Comune lo strapotere delle logge, le quali dal canto loro le rimproverano una serie di dichiarazioni di simpatia verso personalità e istituzioni cattoliche. Ma, a credere a «L'Express» l'alta burocrazia comunale a Lilla è ancora piena di massoni, e secondo alcune voci - che altri smentiscono - si tratta piuttosto di problemi in famiglia: i sostenitori massoni della Aubry si sarebbero semplicemente separati dalla loggia storica del Grande Oriente di Francia, la Luce del Nord, per costituire nell'ambito della stessa obbedienza massonica una loggia "aubrista", Res Publica. 
Se dal comune si sale al Parlamento le cose vanno nella stessa direzione: quasi tutti i deputati, che siano di destra o di sinistra, sarebbero massoni. Uno, che si presenta come l'unico deputato non massone della zona, secondo altri è massone anche lui. Il responsabile della cronaca giudiziaria del giornale locale «Nord Eclair» stima che «più della metà degli avvocati, e anche dei giudici importanti, siano massoni». I «fratelli» dominano l'economia - un loro feudo è la grande società di riscaldamento Dalkia, guidata dal massone Bernard Lecomte -, i sindacati, lo sport. Quanto alle banche, un intervistato afferma che «nelle Casse di Risparmio della regione non si può diventare presidenti o membri del consiglio di amministrazione senza essere massoni», mentre nel settore localmente importante del credito cooperativo tradizionalmente a Lilla il Credit Agricole era gestito dalla massoneria e il Credit Mutuel da cattolici. 

Che le cose stiano ancora così è confermato dall'ex ministro dell'Agricoltura e presidente del Credit Mutuel Philippe Vasseur, non massone ma tuttavia - commenta maliziosamente «L'Express», ormai anche lui «ben circondato... senza però che se ne renda sempre conto. Ha scoperto solo con ritardo che il suo assistente parlamentare di un tempo, Philippe Rapeneau, ora consigliere regionale, è membro del Grande Oriente. E forse ora scoprirà leggendo L'Express che il direttore generale della Camera Regionale di Commercio e Industria, di cui Vasseur è presidente, Jean-Baptiste Tivolle, fa parte anche lui del Grande Oriente». 
L'inchiesta de «L'Express» ha un punto di partenza: uno scandalo che appassiona i francesi, come capita sempre - anche da noi - quando si mescolano prostituzione e politica. Al lussuoso Hotel Carlton di Lilla è stato scoperto un giro di escort provenienti dal Belgio che, con la complicità del direttore dell'albergo, s'incontravano nelle stanze con clienti VIP, tra cui l'immancabile - per questo genere di cose - ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn. La prostituzione è illegale in Francia ma organizzatori e clienti non avevano paura della polizia: in effetti il capo della polizia della Regione Nord è egli stesso fra gli imputati, accusato di essere stato insieme organizzatore e cliente del giro di escort. Ora, tra sette persone incriminate per lo scandalo del Carlton, sei fanno parte della massoneria di Lilla. Pura coincidenza? LEGGI TUTTO




QUANDO TUTTO DIVENTA PARADOSSALE


mercoledì 8 febbraio 2012

ARTICOLO 18 E MERCATI. C’era una pagina ieri su La Repubblica, la numero 12, che appariva come un’autentica “mazzata” contro i sindacati, contro la linea che stanno tenendo nella trattativa con il “governo dei tecnici”. Il giornale “liberal” per eccellenza, portatore di una linea di sinistra cosiddetta intelligente, sottolineava in apertura la “sparata” del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, sui giovani italiani che vogliono “il posto vicino a mamma e papà”. Quasi una battuta, non suffragata da alcuna analisi o da alcun dato reale. In compenso, il giornale riservava una sorpresa di taglio basso: “L’articolo 18 vale 200 punti di spread”. In pratica, tuonava il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, senza l’articolo 18, lo spread dei nostri Btp sarebbe nei confronti del Bund tedesco a una quota intorno ai 170 punti base. Stupore? Non per la linea diRepubblica, da tempo schierata al fianco del governo Monti, ma piuttosto per la caduta dello spread con l’eliminazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Stefano Cingolani, giornalista economico, resta piuttosto perplesso su questo eventuale effetto sullo spread. Ma ragiona intorno alla spinta sull’Italia che arriva dall’estero e che ha tanti supporter nel Paese.

Cosa pensa di questa notizia?

Un calcolo sullo spread non sono proprio in grado di farlo. E aggiungo anche che non attribuisco tutta questa importanza all’articolo 18 nella mancata crescita italiana e sul fatto che non arrivino investimenti esteri. Il problema mi sembra un altro. All’estero e sui mercati c’è una grande aspettativa sulla flessibilità del lavoro in Italia. L’articolo 18 è diventato una sorta di emblema della non flessibilità, una bandiera della rigidità italiana. Ora, hai voglia di spiegare che la portata dell’articolo 18 è ridotta in tutta questa vicenda complicata. Ormai è preso come un simbolo. E come si può ragionare seriamente intorno a un simbolo? I sindacati lo difendono a oltranza, all’estero si pensa che debba essere eliminato per far ritornare a crescere l’Italia, perché così il mercato del lavoro viene liberalizzato.

mercoledì 8 febbraio 2012

SIRIA.....CERCANDO DI CAPIRE QUALE GIOCO STANNO FACENDO I POTENTI


Misna- Febbraio 7, 2012 - 17:37 SIRIA
CONTINUA ‘ESODO’ DI AMBASCIATORI, IL NODO È ASSAD

Anche Madrid e L’Aia, dopo Londra, Parigi, Washington e Roma, hanno deciso di richiamare i loro ambasciatori in Siria “per consultazioni”. Una decisione annunciata quasi all’unisono con quelle degli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo di espellere i rappresentanti diplomatici di Damasco e ritirare i propri ambasciatori dal paese in preda alle violenze.
Nessun ritiro di rappresentanti diplomatici ma nuove sanzioni sono state invece annunciate dall’Unione Europea che – secondo fonti diplomatiche a Bruxelles -  immagina misure per colpire transazioni della Banca centrale siriana oltre che l’esportazione di diamanti, oro e altri metalli preziosi.
A nulla sono valse le rassicuranti dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che al termine di un colloquio con il presidente siriano Bashar al Assad, ha fatto sapere  da Damasco che questi annuncerà presto la data di un referendum su una nuova Costituzione. LEGGI TUTTO


INT.  


mercoledì 8 febbraio 2012
SIRIA/ Così Assad si consegna alla Russia e allontana il fantasma di GheddafiIl regime siriano ha mobilitato la folla per ringraziare Russia e Cina, che hanno posto il veto (InfoPhoto)

«La situazione in Siria è drammaticamente chiara: la repressione va avanti e il regime di Assad continua a combattere la ribellione, portata avanti dalla popolazione e supportata da quella parte dell’esercito che ha voltato le spalle al regime. La situazione sta però cambiando, e più che di una ribellione, si deve cominciare a parlare di una vera e propria guerra civile». Gabriele Iacovino, responsabile del desk Nord Africa e Medio Oriente del CeSI, il Centro Studi Internazionali, commenta la delicata situazione siriana, dove le forze del regime di Bashar al-Assad continuano a bombardare i quartieri di Homs, bastione della rivolta, facendo salire giorno dopo giorno il numero delle vittime. I vari rapporti internazionali e i possibili interventi futuri, all’indomani del veto di Russia e Cina al Consiglio di Sicurezza.

Il rischio di una guerra civile di cui si parlava in questi giorni è quindi diventato realtà?
In Siria sta avvenendo proprio questo: i più alti quadri dell’esercito sono per la stragrande maggioranza costituiti da alawiti, quindi quella parte della popolazione a cui appartiene anche il presidente Assad. Invece i soldati e una piccolissima parte degli ufficiali fanno parte di altre confessioni religiose presenti nel Paese, soprattutto sunniti che, dopo aver defezionato, stanno portando avanti una vera e propria lotta contro il governo. Il problema principale resta la scarsa organizzazione dei ribelli del Free Syrian Army, come si fanno chiamare, dovuta anche alla repressione in corso. La situazione può essere anche considerata di stallo, perché da una parte c’è Assad che, per quanto possa usare la violenza per reprimere la ribellione, non riesce a riprendere il controllo del Paese, mentre dall’altra la poca forza dei ribelli non permette di creare serie difficoltà al regime.
Il New York Times ha fatto sapere che Washington potrebbe consegnare armi ai ribelli. Secondo lei è un’ipotesi possibile?LEGGI TUTTO

COSA BOLLE FRA GLI USA E L'EGITTO?





Tre senatori americani hanno messo in guardia l’Egitto sui rischi “catastrofici” di una possibile rottura delle relazioni diplomatiche tra i due paesi: la tensione, tra Washington e Il Cairo è alle stelle a causa del rinvio a giudizio di 43 persone, tra cui 19 cittadini americani, per “attività illegali” condotte dalle organizzazioni non governative (ong) presso le quali lavorano nel paese nordafricano.
La magistratura accusa i sospetti di aver fomentato disordini durante le proteste di piazza Tahrir. Solo cinque cittadini americani, tra cui Sam LaHood figlio del ministro dei Trasporti americani Ray LaHood, si trovano attualmente in Egitto e sono soggetti al divieto di espatrio. LaHood guida l’ufficio egiziano dell’Istituto repubblicano internazionale la cui sede principale è a Washington.  LEGGI TUTTO

MA SIAMO POI COSI' SICURI CHE SIA OPPORTUNO SOSTENERE GLI ISLAMISTI???

Il "grande gioco" dietro la Siria

di Gianandrea Gaiani

  
08-02-2012
Siria, Bashar al Assad


La crisi siriana somiglia sempre di più a quella libica dello scorso anno, con la differenza che il caos che da mesi domina l’ex regno di Muammar Gheddafi non sembra avere insegnato nulla all’Europa, che affronta le crisi del mondo arabo semplicemente sostenendo la strategia di Washington che però ha interessi ben diversi dai nostri, anzi, ora più che mai divergenti. 

Il “copione libico” è evidente soprattutto dalle caratteristiche della campagna mediatica che da mesi mira a ingigantire stragi e repressioni attuate dal regime di Bashar Assad, che certo esistono ma non bisogna dimenticare che tra i quasi 6 mila morti registratisi secondo l’Onu dall’inizio della rivolta, circa un terzo sono militari e poliziotti. Questo significa che in Siria si combatte una guerra civile con un esercito degli insorti armato da turchi, sunniti-libanesi e qatarini, in parte gli stessi che appoggiarono la rivolta contro Gheddafi. LEGGI TUTTO

martedì 7 febbraio 2012

ELSA FORNERO DOPO LE LACRIME CI VUOLE PROPINARE " SEMI " DA GETTARE TRA I BAMBINI NELLE SCUOLE.....


Come il governo “tecnico” vuole mutare l’antropologia umana
(da Corrispondenza Romana di Danilo Quinto

“La diversità è un valore, deve essere tra le cose che i bambini imparano da piccoli. I semi si gettano tra i bambini e soprattutto nelle scuole. La collaborazione è già avviata con il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo”.
Così, Elsa Fornero, titolare del Ministero del Lavoro, durante l’audizione dello scorso 31 gennaio davanti alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro a Montecitorio, sulle linee programmatiche del suo dicastero in materia di pari opportunità.

La Fornero ha ricevuto il plauso di Daniel Baer, vice assistente del Segretario di Stato dell’amministrazione americana – “Avere ministri che fanno questo tipo di dichiarazioni pubbliche ha un grande impatto”, ha affermato – da tempo impegnata nell’ingraziarsi le potenti lobby omosessuali americane in vista del voto presidenziale di quest’anno.
“Il mio impegno – ha aggiunto la Fornero – è pieno contro le discriminazioni anche verso gli omosessuali ed i transgender. E’ sotto gli occhi di tutti il grave ritardo culturale, di apertura mentale che il nostro Paese rappresenta in tema di pari opportunità, nell’accesso ai diritti rispetto alle diversità”.
Siamo curiosi di conoscere quali saranno i “semi” che i membri di questo Governo vorranno lanciare. Essendo per la maggior parte studiosi, si può prevedere imitino i loro colleghi dell’Università di Oxford, che hanno reinventato la trascrizione del Nuovo Testamento.
Anche ai bambini italiani sarà imposto di dire “Padre/Madre nostro che sei nei cieli”, in nome degli “enormi ritardi culturali” del nostro Paese? Sempre in Inghilterra, qualche anno fa, per combattere “le tendenze omofobiche e il bullismo radicate già nelle scuole elementari e per non urtare la sensibilità di chi non appartiene a u­na famiglia tradizionale”, il Ministro della Scuola emanò una direttiva in base alla quale ai bambini, sin dai quattro anni, fu vietato di pronunciare le parole “mamma” e “papà”, per comprendere che possono esistere genitori dello stesso sesso.
Al loro posto, fu indicato di usare il termine “genitore”. Nella stessa direttiva, si prevedeva che alle scuole medie e a quelle superiori, quando si parla di matrimonio, vigesse l’obbligo di sottolineare l’esistenza delle unioni civili e dei matrimoni fra omosessuali, per invitare gli alunni “alla tolleranza”.
E’ fuori discussione il fatto che l’orientamento sessuale debba essere rispettato e non debba essere oggetto di discriminazioni. Il rispetto, però, non si può trasformare nell’intendimento di stravolgere i principi della legge naturale. Dire che esiste il diritto umano a unioni matrimoniali tra persone dello stesso sesso, equivale a mutare l’antropologia umana.
Così come riteniamo sia lesivo della persona-bambino, insegnargli che non faccia nessuna differenza provare attrazione per una persona dello stesso sesso o di un sesso diverso. Ha scritto Dale O’Leary, membro della “Catholic Medical Association”, nel 2007: “La questione del ‘genere’ è la chiave intorno a cui, da vent’anni, gira tutto il tentativo di buttare all’aria l’ordine naturale del mondo, senza darlo a vedere.
Adottare una prospettiva di genere, spiega un documento dell’Instraw, un istituto che fa parte dell’Onu, significa ‘distinguere tra ciò che è naturale e biologico e ciò che è costruito socialmente e culturalmente, e rinegoziare i confini tra il naturale e la sua inflessibilità, e il sociale’.
Questo comporta rifiutare l’idea che l’identità sessuale sia iscritta nella natura, nei cromosomi, e affermare che ciascuno si costruisce il proprio ‘genere’ fluttuando liberamente tra il maschile e il femminile, transitando per tutte le possibilità intermedie”.
E’ questo il programma che vuole proporre il Ministro del Lavoro? In questo caso, ci chiediamo se i Ministri “benedetti” nella riunione di Todi del settembre scorso, avranno qualcosa da dire.

IMPRESE CHE RESISTONO HA ATTIVATO UN CENTRO D'ASCOLTO PSICOLOGICO PER I PICCOLI LAVORATORI AUTONOMI CHE.....NON HANNO PIU' VOGLIA DI RESISTERE!!!!



Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su febbraio 6, 2012
Qualche giorno fa mi ha fatto un po ‘ incazzare il commento di chi sostiene che sia meglio pagare qualche debito in più piuttosto che rivolgersi ad uno psicologo a pagamento, ma ho capito che spesso ci si rende conto troppo tardi che con pochissime decine di Euro a volte si può ottenere un grande beneficio.
A pochi giorni dall’avvio dell’iniziativa TERRAFERMA ho ricevuto una decina circa di richieste di psicologi professionisti disposti a dare  il proprio contributo e il riscontro positivo di un imprenditore che ha, diciamo così, usufruito di questo servizio.
Capirete bene perchè, con profondo rammarico, pubblico la mail di un amico con il quale mi sono sentito ieri:
“Ciao Massimo,
è dalla tua telefonata di qualche mese fa che non ci sentiamo, spero che tra alti e bassi, la ruota giri.
Purtroppo per qualcuno la ruota non gira più.
Questa settimana un piccolo imprenditore di Turate, che conoscevo molto bene, si è suicidato a causa della crisi della sua attività.
Quello che ancora più  mi ha toccato è stato il fatto che mi aveva chiamato solo due settimane fa informandomi dei suoi problemi.
Non ho capito la gravità del suo stato.
Mi fa ancora più male constatare che nessuno ne abbia parlato.
Sembra che un suicidio di un imprenditore ormai non faccia più notizia.
Non è per la notizia in sé, ma per riuscire a sensibilizzare la comunità di fronte ad un evento così tragico.
Ma in che mondo viviamo?
Scusa ma avevo bisogno di coinvolgere qualcuno e ho pensato a te”.


“MA IN CHE MONDO VIVIAMO” ????? E’ LA DOMANDA CHE L’AMICO DI MASSIMO MAZZUCCHELLI GLI RIVOLGE DOPO AVER APPRESO CHE UN SUO CONOSCENTE DI TURATE SI E’ SUICIDATO A CAUSA DEI SUOI PROBLEMI AZIENDALI (ahime’ l’ennesimo!)………… ED E’ LA STESSA DOMANDA CHE MI FACCIO IO OGNI GIORNO.

“IN CHE MONDO VIVIAMO ??” ……”E CHE MONDO LASCIAMO AI NOSTRI FIGLI??” ????
E’ PER RISPONDERE A QUESTE DUE DOMANDE CHE DOBBIAMO (NE ABBIAMO L’OBBLIGO MORALE) FARE QUALCOSA !!!!!! QUALCOSA DI CONCRETO, ANCHE ATTRAVERSO IL SUPPORTO PSICOLOGICO ALLE PERSONE CHE, ALTRIMENTI, POTREBBERO DECIDERE DI FARLA FINITA CON QUESTO MONDO ASSURDO. ABBIAMO L’OBBLIGO MORALE VERSO I NS. FIGLI, MA ANCHE VERSO QUESTE PERSONE CHE A LORO VOLTA DI FIGLI NE HANNO TANTI QUANTI NOI.
DOBBIAMO FARE QUALCOSA ANCHE REAGENDO VERSO QUESTO SISTEMA ECONOMICO-SOCIALE CHE HA
CAPOVOLTO, STRAVOLGENDOLO, IL MONDO DEL LAVORO.
PARAFRASANDO WOLFGANG GOETHE CHE DICEVA “la cosa piu’ importante al mondo non e’ tanto dove stai adesso, quanto verso dove stai andando”, RIBADISCO FERMAMENTE CHE QUESTO MONDO, CHE OGNI GIORNO, NEL NS. PICCOLO, COSTRUIAMO LOTTANDO, STA ANDANDO VERSO UNA DIREZIONE CHE NON E’ LA NOSTRA, E CI FA SUBIRE UN PERCORSO CHE SPESSO CI PORTA SULL’ORLO DEL BARATRO. DOBBIAMO QUINDI DIRE BASTA, ESSERE INCAZZATI DEVE SERVIRE A FARCI ALZARE LA TESTA, A NON VIVERE PIU’ COL TIMORE CHE OGNI NOSTRA AZIONE POSSA RITORCERSI CONTRO DI NOI, PERCHE’ SE SIAMO IN TANTI, TUTTI CHE GUARDIAMO VERSO UN’UNICA DIREZIONE, CHE E’ QUELLA DELLA TUTELA DEL NS. DIRITTO AD ESSERE IMPRENDITORI D’AZIENDA E DI NOI STESSI, ALLORA POTREMO RIAPPROPRIARCI DI UN BENE UNICO ED INALIENABILE QUALE E’ LA NS. DIGNITA’ !!!! DOBBIAMO NECESSARIAMENTE PERCORRERE UNA DIREZIONE TRASVERSALE A QUELLA IMPOSTACI DA UN SISTEMA ORMAI INCANCRENITO, CHE GENERA SOLO MALCONTENTO E SITUAZIONI NEGATIVE E CHE TUTELA SOLO SE STESSO, IN UNA SPIRALE PERVERSA.

AN


BEN VENGANO TUTTI I “FILIPPO ALBANESE” CHE SI SENTONO DI DARE QUALUNQUE TIPO DI AIUTO E DI SOSTEGNO A CHI NE HA BISOGNO !!!!! LA SOLIDARIETA’ (PURTROPPO !!) IN QUESTA NOSTRA MARTORIATA ITALIA, SPESSO SI ASSOCIA SOLAMENTE AD UN CERTO TIPO DI PERSONE, E PARE CHE GLI IMPRENDITORI NON RIENTRINO IN NESSUNA CATEGORIA “SOLIDARMENTE” SOSTENIBILE. MI PIACEREBBE VEDERE QUANTI E QUALI PERSONE SI SCHIEREREBBERO A SOSTEGNO DELLA DIGNITA’ LESA E VILIPESA DI NOI PICCOLI IMPRENDITORI, CON LA STESSA FORZA CON CUI SOSTENGONO E DIFENDONO LA DIGNITA’ DEI PROFUGHI (AI QUALI LO STATO ITALIANO GARANTISCE 46,00 EURO AL GIORNO), DEI DETENUTI, DEI SENZATETTO, DEI MENO ABBIENTI E DEI PIU’ DEBOLI. MA CHI E’ PIU’ DEBOLE DI COLUI IL QUALE SI E’ VISTO PORTAR VIA TUTTO E, AL LIMITE DI OGNI RAGIONAMENTO LOGICO, VARCA LA SOGLIA DELL’ILLOGICO E SI TOGLIE LA VITA PER DISPERAZIONE?? DOBBIAMO SENZ’ALTRO GRIDARLO AI 4 VENTI CHE QUASI 3000 PERSONE IN QUESTI ULTIMI 3 ANNI SI SONO TOLTE LA VITA ( IMPRENDITORI E DIPENDENTI) A CAUSA DI QUESTA CRISI TERRIBILE.
MI RIPETO (E LO FARO’ FINO ALLA NOIA) DOBBIAMO REAGIRE E LA NS. RABBIA E LA NS. DETERMINAZIONE INCANALARLA IN UN’AZIONE SERIA, DETERMINATA SEMPRE NEL RISPETTO DELLA LEGGE MA RISOLUTIVA, CHE RIDIA LA DIGNITA’ A TUTTI NOI, CHE OGNI GIORNO SEMPRE PIU’ CON FATICA, ASSICURIAMO POSTI DI LAVORO E CONTINUITA’ ALLA NOSTRA ECONOMIA ED ALLE GENERAZIONI FUTURE.

ANTONELLA LATTUADA