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lunedì 19 marzo 2012

NON PERDETEVI LA TELEFONATA DI FRECCERO, UN ESEMPIO DI "RETTITUDINE"!!!

Freccero, ascolta la telefonata che per lui "non esiste"
Otto minuti di insulti del direttore di Rai4 contro Libero per le critiche alla serie tv hot. La difesa? "Non ha valore giuridico"


Freccero, ascolta la telefonata che per lui "non esiste"
liberoquotidiano.it
Una telefonata di fuoco, 8 minuti di insulti, volgarità, veleni e rabbia. Il direttore di Rai 4 Carlo Freccero, contattato da Francesco Borgonovo, accusa Libero per aver fatto spostare la serie tv Fisica o chimica in seconda serata. Una serie un po' troppo hot per la fascia in cui andava in onda fino a ieri, al mattino e poco dopo l'ora di pranzo:ammucchiate, bisessualità, droga, scambi di coppia. Non proprio da servizio pubblico vista l'ora. "La serie è pedagogica, cretino", inveisce Freccero. Che poi minaccia: "Fascisti, siete un giornale di merda, mi censurate. Ma io vi mando i forconi sotto la redazione". Quindi il delirio: "Fate come la Lei, prendete ordini dai cardinali pedofili".  Ma il direttore di Rai4  nega addirittura l'esistenza della telefonata: "Quella telefonata non esiste - dice al Giornale - non ha alcun valore giuridico, non è stata registrata da un pubblico ufficiale. Non sono punibile è come se qualcuno mi avesse letto nel pensiero, quella telefonata non ha valore. Anzi, sono io che dovrei fare causa alla Rai perché sono da anni demansionato

I NOSTRI ADOLESCENTI "EDUCATI" DA MAMMA RAI....ASSUNTINA MORRESI ENTRA NELLE PIEGHE DEL "CASO RAI 4" IL CANALE DIRETTO DA FRECCERO



Santa Maria Goretti

17 Marzo 2012

Onore al merito.
E parliamo di Francesco Borgonovo, il giornalista di Libero che un paio di giorni fa ha scritto un pezzo su “Fisica o Chimica”, una serie importata dalla Spagna, ambientata in un liceo di Madrid, dedicata ai teenagers e proiettata su Rai4, in orario protetto (dalle 9.15 alle 10.40 e poi ripetuta dalle 13.45 alle 15.10). Il canale digitale RAI4 è diretto da Freccero.
Qua il pezzo, con la descrizione del programma. Vi prego veramente di leggerlo tutto, per capire la “trama”: semplicemente sesso, in tutte le sue varianti, due, tre, con chi capita capita, e  “omo” è preferito.  Fra adolescenti, e anche adulti. La droga è ammessa.
Di seguito il finale dell’articolo, che vale la pena riportare:

Non sono tanto i nudi o i gemiti o gli atti sessuali che scandalizzano. Piuttosto il messaggio. La serie nasce nella Spagna di Zapatero e ne incarna gli ideali: libertà uguale assenza di regole. Assumere droghe è normale e concesso. Bisogna obbedire ai diktat del politicamente corretto gay: il personaggio migliore, quello più onesto, buono e sensibile è l’omosessuale Fer. Mentre gli altri rimestano nel torbido, i gay sono puri e vanno trattati come orsi bianchi. La professoressa che rifiuta di celebrare la settimana di «orgoglio omosessuale» viene assalita in quanto «fascista». La sfera sessuale è resa pubblica fino alla nausea. Chiunque esprima idee anche vagamente «conservatrici» è dipinto come un imbecille. Lo studente Quino, cattolico, appare come un cretino patentato fino a che insiste a mantenersi casto. Quando finalmente decide di concedersi alla compagna Alma (vediamo quasi tutto, nella vasca piena di schiuma) allora comincia a sembrare più intelligente. Tutti vanno con tutti, senza posa e senza problemi, le famiglie non esistono, e se sembrano «tradizionali» rivelano presto vergognosi lati oscuri.



L'ira dei cattolici - L’associazione cattolica Aiart ha chiesto, nelle settimane scorse, la soppressione della serie. Freccero si è indignato, ha detto che la considera «pedagogica». Noi certo non chiediamo chiusure o censure, per carità. Ci domandiamo solo se la minuscola strisciolina rossa del «vietato ai minori» basti a sconsigliare la visione ai ragazzini. E ci permettiamo di chiedere, anche a Lorenza Lei, se questo è il servizio pubblico che la Rai deve fornire ogni giorno in fascia protetta. A noi sembra pornografia intellettuale, e pazienza per i culi.
Qui potete leggere il testo e ascoltare la telefonata fra Freccero e BorgonovoFreccero insulta vergognosamente il giornalista che ha osato scrivere quel pezzo, perché adesso, per “colpa” sua,  la serie è stata spostata alle 22.00 (non soppressa).
Chiaramente non sono mancati i difensori di Freccero. Per esempio Luca Telese del Fatto. Leggete qua.
Sottolineo che Freccero ha detto che questo programma è “pedagogico”.
E ricordo che poco più di un anno fa le piazze si sono riempite per protestare – così dicevano – contro chi usava il corpo delle donne contro la loro dignità. Ricordate? Ma sì, loro, quelle di “se non ora quando”.
Vorrei sapere se hanno qualcosa da dire, adesso, sul corpo di minorenni usati per riprendere scene di sesso omo ed etero, mix, a due, a tre, droga e via dicendo. Dove sono Isabella Ragonese, Lunetta Savino, ma pure Gad Lerner e la Zanardo col suo documentario “Il corpo delle donne”? Dove sono  tutte le donne – cattoliche comprese - offese, offesissime per l’immagine delle donne che veniva fuori dalle intercettazioni a  Berlusconi? Niente da dire adesso sulla “pedagogia” di un fine intellettuale, progressista, di sinistra, come Freccero?
Sarà che stavolta Berlusconi non c’entra. Ma chiariamo meglio: qua non si tratta di feste private e di peccati personali.
Qua si tratta di una serie televisiva “pedagogica”, appunto, che spiega bene cosa sia lo zapaterismo, un vero e proprio manifesto del mondo zapatero. E’ una promozione di quell’ideologia. E allora, donne indignate di se non ora quando, ripeto: non avete niente da dire su attori minorenni che girano scene di sesso omo, etero, e bisex, minorenni con maggiorenni (ma come, non erano tutti scandalizzati di Ruby?), droghe, stupri, insomma, di questi corpi, destinati alla visione di un pubblico adolescente, non interessa niente a tutti i benpensanti e indignati dell’anno scorso?
L’anno scorso, al teatro Dal Verme, insieme a Giuliano Ferrara, Ostellino ed altri, dissi che (potete riascoltare qua) io non prendo lezioni da chi ha sempre sparato a palle incatenate contro la Chiesa, contro tutto quello che insegna (e mi riferivo alle donne di se non ora quando).
Ma se chi allora riempiva le piazze, adesso tace, vuol dire che della dignità delle persone non gliene importava proprio niente (ma lo sospettavamo). Il problema era molto, ma molto più banale: buttar giù Berlusconi. E adesso, che non c’è più, la pedagogia del moralismo del benpensante di sinistra si rivela quello che è:questo video del corriere.it, con parte della telefonata e solo con alcune brevissime scene, ma che vi consiglio caldamente di vedereSe poi invece volete documentarvi meglio senza guardare direttamente le nuove puntate in TV, digitate su google "fisica o chimica", potete scegliere uno dei tanti video, puntate intere o mix. Un esempio qua.

sabato 17 marzo 2012

ART.29 DELLA COSTITUZIONE:LA REPUBBLICA RICONOSCE I DIRITTI DI FAMIGLIA COME SOCIETA' NATURALE FONDATA SUL MATRIMONIO.

La famiglia ha valore per gli italiani?
di Franco Previte
 
I dati statistici nel Rapporto Annuale Istat 2005, consentono di rilevare una progressiva erosione del concetto famiglia in favore di forme di convivenza diverse.

L’Indagine "I valori degli italiani" nella ri-scoperta delle relazioni operata del Censis realizzata per i 150 anni dell’Unità d’Italia, (oh! quante spese sottratte a quelle necessarie sociali e sanitarie!) e presentata a Roma il 13 marzo u.s., attesta che questi sono ancora valori fondamentali e che l’82% della popolazione pensa che esista una sfera trascendente o spirituale che va oltre la realtà.

Tra questi il 66% si dichiara credente (pensabile nella Fede Cattolica), il 16% lo ritiene, anche se non si dichiara osservante.

Negli ultimi anni si è invalso una maggiore attenzione nei confronti della Fede, ma non mancano contraddizioni, in quanto i 2/3 degli italiani non entrano nei luoghi di culto e solo 1/3 partecipa alle funzioni religiose.

Tra i valori che accomunano gli italiani la tradizione religiosa rappresenta il 21,5%, al terzo posto dopo il concetto famiglia che domina incontrastato il 65,4% delle scelte.

Dunque la famiglia italiana, che altri rilevamenti statistici, forse, vogliono affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale e di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia , resta salda e costituisce la famiglia “tradizionale.”

Continua il Censis nel periodo 1998/2009 sono aumentate le unioni libere in più di 541.000 persone arrivando ad un totale di 881.000 che inclusi i figli coinvolgono oltre 2,5 milioni di persone e sono circa 5,9 milioni gli italiani che hanno sperimentato una forma di convivenza libera.

Il Censis riporta un piccolo cenno a “ diversi format familiari”, infatti nel periodo 2000/2010 sono diminuite le coppie coniugate con figli nella misura di circa 739.000, aumentate quelle coniugate con figli di circa 274.000 e quelle con un solo genitore in 345.000, commentando che“ le diverse modalità concrete di essere famiglia rispondono al bisogno crescente di avere una relazionalità significativa”.

Pur tra le crescenti difficoltà, possibile frammentazione delle forme familiari, fallimenti, crisi con tenitrice di stress, capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile e debole od altre “anomalie”, la famiglia resiste ancora in questo contesto economico-culturale malgrado, ripetiamo, i segnali di intensa fragilità.

Quella “tradizionale”, e con questa espressione vogliamo riferirci alla vera famiglia di un tempo, anche a quella del concetto cristiano, continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, a farsi carico dei propri figli, ad aiutare i propri genitori anziani, a curare i propri membri disabili.

E’ fuor di dubbio, come abbiamo osservato, che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia fulcro indispensabile, necessaria, prioritaria e centrale della vita della società.

Rapporti statistici e realtà quasi quotidiane, ci portano a conoscere che su 10 omicidi avvenuti nell’ambito familiare 6 sono stati consumati tra le mura domestiche, come stupri aberranti e violenze barbariche di ogni tipo su donne e bambini .

La famiglia italiana trasformata dalla conversione dell’Italia da paese agricolo a quello industriale, che quei rilevamenti statistici, forse, vogliono affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale e di vincolo matrimoniale, resta ancora, oggi, salda.

Comunque, “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29), ciò significa che l’ordinamento familiare si considera come infatti è preesistente allo Stato, quindi l’espressione della Costituzione Italiana, “riconosce i diritti di famiglia”, li considera e riconosce come diritti primordiali, naturali conseguendo la concezione famiglia come “società naturale”, affermazione che va intesa nel senso che la famiglia deve essere considerata come un vincolo razionale ed etico che trova le sue leggi ed i suoi diritti nella natura stessa.

I diritti della famiglia riconosciuti, senza escludere quella della morale cristiana, sono tali in quanto questa è “fondata sul matrimonio” “ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi”, cioè di continuazione dell’umanità che altre “forme” non possono umanamente e materialmente garantire (almeno per il momento!).

La famiglia italiana, comunque ammalata, non necessita di semplici farmaci da banco, ma di una costante valutazione della crescita individuale dei suoi componenti nelle diverse espressioni e nel riconoscimento all’unisono della dignità.

Questa deve essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo.

Per concludere la famiglia ha, ancora, un certissimo valore negli italiani.



venerdì 16 marzo 2012

TREMILA SUICIDI IN UN ANNO....NESSUNO SE LI SENTE SULLA COSCIENZA???

da Radio Vaticana Cultura e Società > notizia del 16/03/2012 12.24.25 
Crisi e suicidi: nasce "Terraferma" per aiutare imprenditori e lavoratori in difficoltà

Quasi 3000 mila suicidi in un anno, uno al giorno
per  motivi legati al lavoro. I dati pubblicati dall’istituto di ricerca Eures sono tragicamente chiari. E con la crisi economica il numero di persone che si sono tolte la vita è aumentato di quasi il 6%, con un incremento vertiginoso -pari quasi al 40%- fra i disoccupati. Nel Nord-Est il fenomeno è esploso in tutta la sua tragicità nel cuore pulsante del tessuto produttivo: 50 piccoli imprenditori si sono suicidati negli ultimi 3 anni. Il servizio di Massimo Pittarello.  

Sono in arrivo in arrivo ulteriori prelievi fiscali per le piccole e medie imprese. Lo afferma uno studio della Confesercenti, secondo cui un piccolo imprenditore con fatturato di 50 mila euro e con un locale di 100 mq, “per il prossimo anno dovrà sopportare un onere aggiuntivo annuo fra i 3530 euro e i 5180 a seconda del luogo dove opera”. 

In una situazione così difficile è nata qualche settimana fa un’iniziativa della rete “Imprese Che Resistono”: si chiama “Terraferma”, a coordinare in tutto il territorio nazionale psicologi specializzati a sostegno di imprenditori e lavoratori in difficoltà. Abbiamo chiesto al promotore, Massimo Mazzucchelli, quando tale esigenza sia diventata improrogabile:
R. - E’ diventata improrogabile nel momento in cui si è passati dal non avere nessuna notizia - o comunque nessuna attenzione - del fenomeno dei gesti estremi, all’estremo opposto, ossia dire che è naturale che, in un momento di crisi - com’è già accaduto in passato -, ci sia un aumento così elevato di suicidi tra i piccoli imprenditori e lavoratori. Questa cosa mi ha preoccupato molto, e mi ha preoccupato soprattutto l’inattività, da questo puto di vista, delle istituzioni. Mi sono detto che la sola cosa possibile da fare, visto che fondi da spendere per dare un aiuto noi, piccoli imprenditori, non ne abbiamo perché li abbiamo investiti tutti nelle nostre imprese, è quella di offrire il sostegno psicologico. Perciò, ho fatto quello che normalmente un imprenditore fa: problema, soluzione e via, partire subito. Visto che la situazione sta tornando ad essere molto difficoltosa, mi sono detto di dover fare qualcosa, dato che non fa niente nessuno, e quindi offrire almeno un sostegno psicologico.

D. - Una rete di psicologi tradizionali esiste già. Perché non sono idonei ai piccoli imprenditori? LEGGI TUTTO

BELLA DOMANDA PONE DON CURZIO NITOGLIA E ANALIZZA I DETTAGLI......


d. CURZIO NITOGLIA
12 marzo 2012
* 


● Maurizio Blondet, in “Effedieffe” (“La corazza schiaccia la testuggine”, 3 marzo 2012), ci spiega – attraverso numerose citazioni alle quali rinvio il lettore – che dopo il declino dell’imperialismo sovietico, verso l’inizio degli anni Novanta, adesso sembrerebbe che gli Usa si stiano avviando verso lo stesso termine, lentamente, ma inesorabilmente. 


● Infatti, più di un quinto dei navigli della Flotta navale statunitense non è stata in condizione di ‘combat readiness’ negli ultimi due anni, e meno della metà degli aerei imbarcati sono pronti per le missioni in ogni dato momento. 


● Già da un anno gli alti gradi militari americani, segnalavano la difficoltà di rispondere alle missioni sempre più frequenti ed intense, che vengono loro richieste dallo Stato Maggiore che conduce le guerre in Iraq e Afghanistan. 


● Lo scorso maggio, il Generale David Petraeus ha chiesto alla Marina di mettere in linea nel Mar Arabico non una portaerei, ma due (ciascuna con la sua squadra), a supporto delle operazioni belliche in Afganistan, di cui Petraeus è responsabile. «La Marina non ha potuto soddisfare la richiesta 2.0 di Petraeus, ma è stata in grado di sostenere il livello 1.7», che significa: le due squadre erano sul posto insieme «nel 70% del tempo». 


● Il Vice-Ammiraglio William Burke, responsabile della logistica e preparazione della flotta, ha confessato che la US Navy «ha una limitata disponibilità di forze». E «quando sono richiesti dispiegamenti aggiuntivi (come i soccorsi umanitari, ndr), certe volte trascuri la manutenzione, oppure trascuri l’addestramento, il che ha un effetto negativo sulle manutenzioni; abbiamo eventi con effetti a cascata, sicché non riusciamo a raddrizzare entrambi». 


● Sullo sfondo della dottrina militare USA, la guerra snella preconizzata da Donald Rumsfeld, con la pretesa capacità di condurre due guerre parziali contemporaneamente, gli Ammiragli hanno riscoperto i concetti di «logoramento» e di «attrito»; concetti che forse pensavano superati con la strapotenza illimitata dei mezzi. Ora i mezzi (finanziari) per condurre guerre di dieci anni, e senza fine in vista, sono assottigliati. La crisi economico/finanziaria si fa sentire anche in America. 


● La forza navale USA, impiegata in compiti discutibili per cui è mal adattata – come quello di servire da aeroporto per bombardare l’Afghanistan – si logora in sforzi lunghi e dispendiosi con effetti microscopici, o negativi, se si pensa alla continua resistenza afghana, proprio come avvenne all’Armata rossa di Leonida Breznev. Soprattutto, la Navy è ancora capace di adempiere la sua missione strategica centrale, che è quella del controllo dei mari e della superiorità strategica oceanica? Sembrerebbe di no. La medesima domanda può essere rivolta all’insieme delle forze armate, che non sono in condizione migliore. 


● A forza di gigantismo e di tecnologismo, di “terrore infinito”, la forza armata più potente della storia pare impanata dalla sua stessa complessità, è un “gigante dai piedi di argilla” e la sua forza da distruttrice rischia di volgersi in auto-distruzione. Una cosa simile avvenne quando assistemmo al collasso dell’Urss. Si vide allora che l’impero sovietico non poteva più sostenere l’enorme arsenale da superpotenza globale, alla pari con l’America. 


● Se la stessa immagine dell’Armata rossa costretta a lasciare l’Afghanistan si può oggi iniziare ad applicare agli Stati Uniti, è il segno premonitore dell’estinzione dell’impero americano, con tutto il suo “corteo” e le sue “pompe”: il mondialismo, la civiltà planetaria, la globalizzazione, il “Nuovo Ordine Mondiale”, ossia l’unificazione dell’Orbe, sotto un Tempio e una Repubblica universali, che l’America ha concepito sin dalla sua nascita nel XVII/XVIII secolo ed ha portato a compimento a partire dalla prima guerra del Golfo, nel 1990, con Bushsenjor e soprattutto dalla seconda, nel 2003, con Bush junior. 


● Cosa succederà, se avverrà realmente, dopo? Solo Dio lo sa. Normalmente la Provvidenza dalle ceneri di una in/civiltà ne fa sorgere un’altra rispondente ai suoi imperscrutabili piani, che tendono al compimento della teologia della storia, la quale ci fa giungere alle soglie del Regno dei Cieli, che è iniziato imperfettamente in questo mondo e sarà compiuto perfettamente solo nell’aldilà. 


ROBERTO DE MATTEI, DEFINITO DAL CORRIERE "L'ERETICO DEL CNR", E' UNO STORICO DA LEGGERE CON ATTENZIONE


Editoriale: l’Euro ci porta alla bancarotta
di Roberto de Mattei 
Si sovrappongono all’inizio di quest’anno due anniversari: il ventesimo del Trattato di Maastricht, che fu stipulato nella cittadina olandese l’11 dicembre 1991, ma fu ufficialmente ratificato dai Capi di Stato e di Governo della Comunità europea il 7 febbraio 1992; e il decimo anniversario dell’euro, entrato in vigore il 1 gennaio 1999, ma circolante in monete e biglietti dal 1 gennaio 2002.

L’euro è un elemento portante del Trattato di Maastricht, presentato all’opinione pubblica come un accordo di natura economica, che avrebbe visto, in fasi successive la caduta delle barriere doganali, l’istituzione di una Banca Centrale Europea e poi quella di una moneta unica. Tutto questo per ridurre il debito e risanare l’economia europea.

Il vero obiettivo della complessa operazione in realtà non era economico, ma politico. Il progetto prevedeva la liquidazione degli Stati nazionali, sostituiti da nuovi organismi sovranazionali controllati da poteri oligarchici di carattere non solo finanziario, ma soprattutto ideologico, con la “missioneˮ di imporre in Europa la nuova filosofia relativista e i nuovi diritti “postmoderniˮ.

A vent’anni di distanza, il progetto è fallito sul piano economico, ma rischia di riuscire sul piano politico. I fatti sono eloquenti. Sul piano economico l’euro è fallito perché globalmente il debito pubblico della zona euro è aumentato del 26,7% negli ultimi cinque anni. Non si può imporre una moneta unica a Paesi che hanno strutture economiche e produttive diverse, con differenti tassi di crescita e di sviluppo.

Il rischio che ciò che è fallito sul piano economico si realizzi però sul piano politico è dimostrato dai casi recenti dell’Italia e dell’Ungheria, dove due Capi di governo dalle molte analogie, Silvio Berlusconi e Viktor Orban, si sono trovati sotto il medesimo fuoco concentrico. Eletti entrambi con un largo appoggio popolare i due uomini politici hanno cercato di realizzare programmi economici sgraditi agli eurocrati.

Il leader italiano ha subito una serie di attacchi giuridici, mediatici e politici che ne hanno progressivamente eroso il potere.Berlusconi si è debolmente difeso, anche a causa dei suoi interessi aziendali, e la BCE, tra l’estate e l’autunno del 2011, gli ha dato il colpo di grazia, negandogli l’aiuto economico necessario a sopravvivere. Il presidente Napolitano ha chiamato a sostituirlo il prof. Mario Monti, uomo di fiducia delle oligarchie finanziarie ed eurofanatico della prima ora.

Orban, da parte sua, è stato più coraggioso di Berlusconi, perché ha osato affrontare di petto la nomenklatura europea, rivendicando alcuni temi, dalle radici cristiane al diritto alla vita, che Berlusconi si era ben guardato dall’affrontare. L’ira nei suoi confronti è stata maggiore e l’offensiva sarà nei prossimi mesi più violenta.

Gravi tempeste economiche e sociali attendono però i Paesi aderenti all’Unione Europea che, dopo essersi privati dello strumento della politica monetaria, hanno compiuto, nel vertice del 2 marzo, a Bruxelles, un’ulteriore rinuncia alla loro sovranità. Essi infatti, come sottolinea il Andrea Bonanni su “Repubblica” del 3 marzo, «non avranno più veramente voce in capitolo sui saldi di bilancio».

Il compito di sorvegliare il loro debito pubblico è stato affidato alla Corte di Giustizia Europea, le cui sentenze, che prevedono dure sanzioni finanziarie, prevalgono su quelle delle magistrature nazionali. L’unica via di uscita percorribile sarebbe quella di eliminare le cause che hanno prodotto i mali. E le massime responsabilità di questi risalgono proprio a quel Trattato di Maastricht e a quella moneta unica che Mario Monti è stato chiamato a salvaguardare in Italia.

Il caso italiano costituisce un laboratorio in cui i poteri forti sperimentano il futuro dell’Europa. Ma la bancarotta della Grecia è solo una pallida prefigurazione di ciò che ci attende se non si cambierà radicalmente la sciagurata strada fin qui percorsa. (Roberto de Mattei)

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LA DERIVA MORALE DELLA SOCIETA'

I segni di una crisi della civiltà


di Robi Ronza
13-02-2012

Il libertinaggio giovanile di massa, le convivenze pre-matrimoniali come pretesa via normale al matrimonio, il dilagare delle convivenze more uxorio e la scarsa disponibilità a procreare non sono la felice emancipazione da un’etica superata. Sono piuttosto un colossale spreco di risorse umane. 

Di fronte alle conseguenze socialmente e politicamente sempre più distruttive di tale stato di cose sarebbe ora di rimettere davvero in discussione questa “filosofia” che ha sempre ferito a morte tutte le classi sociali e tutte le civiltà che l’hanno fatta propria. Fu così per l’aristocrazia nobiliare nel ‘700 e per la borghesia nel ‘900. Adesso, nella misura in cui si dovesse davvero affermare come “filosofia” normale dell’Europa, dell’Occidente, porterebbe alla fine della nostra stessa civiltà euro-americana, ossia del nostro modo di vivere, del primato del diritto e in ultima analisi della libertà.

Dal momento che al riguardo la posta in gioco è in primo luogo la qualità della vita dell’uomo, la sua vita terrena, in epoche meno imbarbarite della presente non c’era bisogno di essere cristiani per criticare e contrastare questa deriva. Moltissimi “laici” erano sulle stesse posizioni. Oggi, direi purtroppo, ad opporsi a tale spreco c’è quasi soltanto gente di fede, c’è quasi soltanto la Chiesa, ossia i cristiani. E per di più non c’è, non ci siamo abbastanza. Sarebbe importante esserci di più, in modo molto ben motivato ma anche molto ben chiaro. Viviamo in una società aperta, dove tutti possono dire di tutto, e in linea di massima è molto bene che sia così. Allora però ce se ne deve avvalere stando in modo adeguato sul luogo del confronto più vero e decisivo, che è quello del dibattito culturale ad ogni livello, dal più elitario al più popolare. La sfera della politica, delle leggi, della pubblica amministrazione viene di conseguenza. Non è da lì che si parte, è lì che si arriva. La resistenza passiva non paga perché nel mondo in cui viviamo chi domina incontrastato sulla scena della cultura di massa può far passare per buona e per vera qualsiasi cosa.

Venendo in particolare (ma in effetti è tutt’altro che un particolare) alle questioni umane di cui si diceva, non ci si può più lasciar infilare a bocca chiusa nella trappola secondo la quale la libertà e la felicità dell’uomo implicano il libertinaggio, la banalizzazione della sessualità, la svalutazione del matrimonio e la scarsa disponibilità ad accogliere la vita; e chi sostiene il contrario sarebbe invece l’anacronistico araldo di un’infelice e disumana etica del “no” contro una presunta felice e molto umana etica del “sì”. L’attrazione sessuale è una forza potente, e tutto c’insegna, a partire dalle scienze fisiche, che una forza tanto più dispiega le proprie potenzialità quanto più è applicata in modo concentrato e costante.LEGGI TUTTO

VALGONO DI PIU' GLI ARTICOLI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE O LE DECISIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO???

Il suicidio dell'Europa


Famiglia

di Riccardo Cascioli
15-03-2012



Il Parlamento Europeo ha dunque deciso di ridefinire il concetto di famiglia. Nella Risoluzione votata martedì 13 marzo dedicata alla parità tra uomo e donna – e di cui riferiamo a parte in dettaglio – vengono criticati quei Paesi dell’Unione (vedi Italia) che considerano famiglia solo quella naturale (fondata su matrimonio tra uomo e donna) e non riconoscono quindi le unioni omosessuali; inoltre si afferma esplicitamente che nella Ue esistono diversi tipi di famiglie, che devono avere tutte lo stesso livello di tutela giuridica: «genitori coniugati, non coniugati e in coppia stabile, genitori di sesso diverso e dello stesso sesso, genitori singoli e genitori adottivi».

Ma c’è un altro punto della Risoluzione altrettanto grave: a un certo punto si «invita gli Stati membri a puntare a sistemi di sicurezza sociali individualizzati». Questa affermazione è finalizzata in questo caso a difendere i diritti delle donne ma introduce una novità importante, una sorta di rivoluzione antropologica, ovvero la teorizzazione della concezione della persona come puro individuo, slegato da qualsiasi rapporto. La misura di questa svolta la si può forse apprezzare meglio se consideriamo che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo considera la famiglia come «cellula fondamentale della società» (art. 16). Così fa pure la nostra Costituzione (art. 29).

La famiglia, non l’individuo. Come mai? Perché la persona (che è ben più dell’individuo) esiste solo in relazione ad altri, e soltanto dentro una relazione può comprendere, sviluppare e realizzare la propria identità. Immaginate un bambino che venisse al mondo e poi tutti scomparissero intorno a lui. Non solo non potrebbe sopravvivere fisicamente, ma ammesso anche che per qualche miracoloso motivo riuscisse a nutrirsi, non potrebbe imparare a parlare, non riuscirebbe a usare compiutamente la ragione, non avrebbe mai la possibilità di comprendere la sua identità, cosa ci sta a fare al mondo e così via. E’ una constatazione perfino banale, eppure è così che ci vogliono: lo Stato e il singolo, senza rapporti, una monade. E’ il sogno di ogni totalitarismo, perché ogni legame, ogni rapporto vero è potenzialmente una fonte di resistenza al potere dominante.LEGGI TUTTO

mercoledì 14 marzo 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM: UN FIUME DI DENARO REGALATO ALLE BANCHE.....


Così la finanza mondiale strangola le imprese e si tiene i soldi della Bce

 

DI MAGDI CRISTIANO ALLAM


E’ ipotizzabile che l’insieme dei mega-prestiti elargiti dalla Bce (Banca Centrale Europea) e dall’Fmi (Fondo Monetario Internazionale) alla Grecia e ad altri stati europei si configuri come un riciclaggio di denaro virtuale, più prosaicamente di titoli spazzatura figli della speculazione finanziaria, in cambio di denaro vero corrispondente ai beni realmente prodotti? E’ possibile che comunque si tratti di un giro di denaro che dalla Bce e dall’Fmi venga formalmente affidato agli Stati debitori ma sostanzialmente ritorna immediatamente agli enti erogatori attraverso le banche che hanno fatto credito agli Stati ma che sono a loro volta indebitate con la Bce e con l’Fmi? Ed è per questa ragione che i poteri finanziari forti, quelli che determinano attraverso le oscillazioni dello spread e dei titoli azionari il nostro presente e forse il nostro futuro, non credono più di tanto alla tenuta della Grecia e in prospettiva dell’euro stesso? Infine è questo il contesto che di fatto si traduce nello svuotamento della democrazia e nell’avvento della dittatura finanziaria?

QUALCUNO, LO SCORSO ANNO, AVEVA DETTO CHE SE CADEVA GHEDDAFI AVREMMO AVUTO UNA NUOVA SOMALIA NEL MEDITERRANEO......PARE ABBIA AVUTO RAGIONE

La Libia si sfalda. Come previsto 

Zubair al-Senussi

di Gianandrea Gaiani
12-03-2012


Dall’anarchia post bellica alla frantumazione. La Libia del post Gheddafi sembra ormai entrata in un processo di sfaldamento che ricorda quello della Somalia dopo la caduta del regime di Sia Barre caratterizzato dal distacco del Puntland e del Somaliland e dalla progressive feudalizzazione tribale.

Il 6 marzo tre mila rappresentanti delle tribù e milizie della Cirenaica hanno proclamato l’autonomia della regione da Tripoli auspicando per la Libia un futuro federale ma di fatto proclamando l’indipendenza da un governo nazionale inesistente e non certo rappresentativo. Un colpo mortale inferto al già moribondo Consiglio Nazionale Transitorio nato un anno fa proprio a Bengasi per guidare l’insurrezione contro il regime di Muammar Gheddafi. Il “Congresso del popolo della Cirenaica”, riunitosi nella stessa città per proclamare il distacco da Tripoli, è guidato da Ahmed Zubair al-Senussi, pronipote 77 enne dell'ultimo re libico Idris nonché uno dei leader della rivolta contro il Colonnello che lo incarcerò per ben 31 anni.LEGGI TUTTO


UN OTTIMO ARTICOLO CHE CI CONFERMA CIO' CHE, GRAZIE AL PROF. AURITI E AD ALTRI AVVOCATI, OGGI SAPPIAMO






di Francesco Filini

Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’€uro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.


Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate.Attenzione perchè le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’EUROSISTEMA. Ma cos’è quest’Eurosistema? 
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:




Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)

Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro

In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?

Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:


IT
E-000302/2012
Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione
(12.3.2012)

L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.

Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 delTrattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:


La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.


E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale
della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.



Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.


Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.

 Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari   targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.


L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.

A tutti noi un in bocca al lupo.