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giovedì 2 febbraio 2012

LO DICEVO CHE L'ALBERO SI RICONOSCE DAI FRUTTI ED I FRUTTI DEL PROF.MONTI SONO ACIDI DA FAR SCHIFO.... QUEL CHE PIU' DA FASTIDIO E' CHE IL PROF.SI DIREBBE CATTOLICO PRATICANTE!!!!

Caro professore Monti, ti piace fare lo spiritoso sui disoccupati? Bene, io con la terza media, ti insegno come si fa una manovra finanziaria equa. E senza nemmeno la calcolatrice.


Se il tuo predecessore era impresentabile per i suoi trascorsi oscuri nella P2, gli aiuti della banca Rasina che gestiva i fondi della mafia, l’evasione e la sua dirittura morale da falso cattolico praticante, tu lo stai diventando per la tua ferocia insensibile verso la massa più debole della società italiana.
E proprio vero che i migliori aguzzini vengono sempre da mondo cattolico, con il crocifisso in mano, in questa santa Inquisizione economica con relativi roghi di streghe e di maghi.
La tua battuta infelice non fa ridere per niente, vorrei sapere se i tuoi figli sono precari, hanno la partita iva individuale e quindi ricattabili con il cappio al collo. Oppure se hanno conosciuto la cassa integrazione.
Non ti conosco, non voglio nemmeno conoscerti, ma penso che i tuoi figli sina dal primo giorno di vita abbiano poggiato il loro culetto in quattro locali di proprietà, ed è un bel partire nel viaggio della vita.
Senza laurea ad honorem con la mia terza media e con la presunzione di avere più cuore e senso di equità di quanto stabilisca la nostra Costituzione, te la voglio dare io una lezione di economia applicata che rispetti l’articolo costituzionale che recita: ognuno deve dare secondo le proprie necessità.
Non ne ricordo il numero o il paragrafo ma ne ricordo la sostanza ed è l’unica cosa che conta.

lunedì 9 gennaio 2012

SANTE PAROLE:"I PARADISI FISCALI NON CI SAREBBERO SE NON CI FOSSERO GLI INFERNI FISCALI!"


tasse insostenibili

La pressione fiscale è insostenibile 

di Robi Ronza
06-01-2012





I paradisi fiscali non ci sarebbero se non ci fossero gli inferni fiscali: e l’Italia è uno di questi. I cittadini hanno il dovere di pagare le imposte, ma le istituzioni (nel caso italiano lo Stato, che continua a detenere ogni competenza in materia) hanno il corrispondente dovere di non depredare i cittadini, la società civile. E nel caso del nostro Paese senza dubbio di depredazione si deve parlare non soltanto per il prelievo fiscale che ormai si sta avvicinando al 50 per cento della produzione interna lorda, Pil, ma anche per le forme di usura che in vario modo lo caratterizzano: in primo luogo i cosiddetti acconti che, essendo vicini al 100 per cento del dovuto, si configurano come imposte sul reddito futuro, e poi penali spropositate per minimi ritardi sulle scadenze dei pagamenti (dei piccoli;  quando invece a evadere o a ritardare pure di anni i pagamenti sono grandi ricchi allora si arriva non di rado a concordati con enormi sconti).  



Quando dunque si richiama al dovere morale di pagare le imposte che incombe sui cittadini, sarebbe equo, opportuno e importante richiamare contemporaneamente lo Stato, e quindi il governo e il parlamento, al dovere morale di non porre sulle loro spalle un onere fiscale soffocante. Altrimenti si finisce, anche senza volerlo, di assegnare al potere politico una patente di innocenza a priori che non fa bene né a chi lo esercita né al Paese. L’attentato dello scorso 9 novembre al direttore generale di Equitalia e le lettere minatorie spedite a sedi di tale società in tutta Italia in questi ultimi giorni sono un campanello d’allarme da non trascurare. Si tratta ovviamente di un crimine e di intimidazioni assolutamente esecrabili. Ciò fermo restando, tali episodi sono però anche il sintomo, seppur estremo e patologico, di un disagio generale dell’intera società civile italiana: un disagio che sarebbe saggio non sottovalutare. In altre epoche e circostanze sarebbero stati presi altri settori della pubblica amministrazione o anche  realtà private. Questa volta invece è stato spedito un pacco bomba al gran capo dei dazieri. Sarebbe il caso di tenerne conto.


Anche in questa materia il governo Monti si sta dimostrando di una convenzionalità sconfortante. Se è vero come è vero che oggi soltanto una ripresa dell’economia ci può salvare da guai sempre maggiori, allora l’itinerario da percorrere  passa attraverso le tappe seguenti: taglio rapido e consistente della spesa dello Stato e riforma generale organica della sua macchina amministrativa, riduzione della pressione fiscale, abrogazione di leggi e norme amministrative che intralciano e rallentano le attività produttive. Viceversa di riforma dell’amministrazione statale nemmeno si parla; si ventilano tagli lineari che con l’amministrazione statale che abbiamo provocheranno tagli dei  servizi senza affatto incidere sugli sprechi e le inefficienze dell’apparato; si aumentano le imposte fino a livelli che faranno dilagare sempre di più l’evasione fiscale. 



L’esperienza dimostra che a un livello di pressione fiscale come quello che abbiamo in Italia l’evasione fiscale non scende comunque a livelli “fisiologici” mentre ogni ulteriore meccanismo di controllo non solo provoca ulteriori costi ma anche intralcia ulteriormente le attività produttive.  In tale quadro i “blitz” di squadre di ispettori fiscali come quello dei giorni scorsi a Cortina d’Ampezzo sono in sostanza pura demagogia.



Le imposte non sono una norma, né tanto meno uno strumento di riforma sociale.LEGGI TUTTO 

domenica 1 gennaio 2012

I GERMOGLI DELL' "ALBERO" MONTI NON POTRANNO DIVENTARE "BUONI FRUTTI" !! E ...NON SOLO PERCHE' SIAMO IN AUTUNNO AVANZATO......


La nuova Duma

  Finalmente i progettisti dell’Unione europea hanno gettato la maschera. Una maschera debole, trasparente, quasi inutile, quella che hanno portato fino ad oggi, ma pur sempre maschera. Mercato, mercato, mercato; finanza, finanza, finanza; ma soprattutto: democrazia, democrazia, democrazia. Da oggi, non più. Abbasso la democrazia, viva la dittatura. Il New York Times esalta il suo nuovo eroe: il Re Giorgio che, con piglio autoritario, è riuscito in un colpo solo a far governare l’Italia da persona non eletta e a far indossare al Parlamento italiano le vesti della Duma, quella Duma di cui il nostro Presidente sentiva profonda nostalgia visto che era formata dal partito unico e approvava immancabilmente le decisioni prese da Stalin.
  Il gioco del “debito”, poi, ha anch’esso messo in mostra il suo scopo. Non è l’aver ceduto la sovranità monetaria che sta riducendo le nazioni al lumicino - ci ripetono instancabilmente i banchieri europei e del mondo intero - ma il fatto che insieme a quella monetaria non avete ceduto anche la sovranità su tutto il resto: il governo finanziario, l’imposizione delle tasse, il sistema pensionistico, la politica estera… Insomma, cosa pretendono le nazioni ? Di essere ancora “nazioni”? Di conservare qualche briciola di sovranità?  Sciocchezze da “maiali” quali siete. L’euro sarebbe stata la più forte delle monete se non avessero voluto metterci le mani i governi nazionali. Imparate dunque, cari miei, dalla prima della classe. La Germania, lei sì che è furba! Non ha avuto che da cambiare il nome alla propria moneta e oplà, eccola a fare affari a meraviglia con tutto il mondo e con la vicina, simpaticissima Russia sopratutto. Non per nulla è stato il suo grande guru Helmuth Kohl a imporre all’euro il valore del marco. E chi aveva la lira, chi aveva la dracma, che non valevano neanche la centesima parte del marco? Sono stati i loro governanti a truffarli e dunque che vogliono? Arranchino, piuttosto. Non è compito dei tedeschi preoccuparsi degli alleati o dei sudditi. Nell’Ue poi gli alleati-sudditi sono tutt’uno: obbediscano e facciano bene i compiti.
  Adesso, però, siamo arrivati al punto di non ritorno. I cittadini non hanno nessun potere, salvo che si voglia giungere alla ribellione, cosa che nessuno si augura. Gli unici che hanno ancora in mano la possibilità di non tradire gli italiani, consentendo la sopravvivenza dell’Italia come Stato sovrano e indipendente sono i parlamentari. Andare avanti sulla strada intrapresa con l’Unione significa la soggezione totale ai banchieri, la perdita di qualsiasi residua libertà e il progressivo impoverimento dovuto all’aumento del debito. Questa, infatti, è cosa sicura: la mancanza di una moneta emessa dal proprio stato e non soggetta, perciò, al pagamento degli interessi alla Bce , può garantire soltanto l’aumento del debito in forma esponenziale e la contrazione delle possibilità di mercato. I parlamentari riflettano se convenga rimanere alla storia per aver votato Sì a tutto questo. Se hanno un dubbio, chiedano agli elettori di decidere: indicano un referendum sull’Ue.
Ida Magli
www.italianiliberi.it

Roma, 3 Dicembre 2011



MONTI MANOVRA IL TITANIC DELL’INIQUITA’ ITALIA! 

Scritto il  alle 22:46 da icebergfinanza

 




Mentre qualche tenera lacrima in diretta scorre sul sangue italiano e il buon gusto di rinunciare allo stipendio di primo ministro raggiunge il cuore degli italiani disgustati dall’ennesima prova di iniquità di uno governo tecnocratico che rinuncia a tassare  i privilegi di un sistema che grida vendetta, noi andiamo a dare un’occhiata al coniglio grigio uscito dal magico cilindo bocconiano dell’ovvietà!
…la «Colpa del debito pubblico è degli italiani e il rischio è di compromettere quanto fatto in 60 anni», ha spiegato il professor Monti, annunciando le misure di emergenza per rispondere alle tensioni sul debito. ( Corriere della Sera ) … non male se le parole fossero confermate per una generalizzazione che avrebbe bisogno di almeno 30 anni di storia di mafie e massonerie politiche e sindacali per essere riassunte!
Come scrive il Corriere della Sera… Il premier Mario Monti ha dettato un unico precetto comunicativo per il suo ministri: silenzio. Ma è sobrietà o censura? LEGGI TUTTO




ITALIA 2011 : FUGA DI INVESTIMENTI E CAPITALI: L'INCERTEZZA DEL DIRITTO E' UNA CERTEZZA!!!

di Paolo Barrai 4 dic.2011

Lo stato italiano (a ragione o torto) ha tassato i capitali che sono rientrati dalla Svizzera (SCUDO) con un'aliquota del 5% CON UN ULTERIORE TASSA DEL'1,5%...




Tale aliquota era si, bassa...ma era una LEGGE DELLO STATO!!! 



UNA TASSA CON EFFETTO RETROATTIVO....E SE CAPITASSE A TE..SE LE MULTE CHE HAI PRESO E PAGATO DUE O TRE ANNI FA...TI DICESSERO CHE LE DEVI PAGARE ANCORA



DA OGGI NESSUNO SI FIDERA' PIU' DELLO STATO...NESSUNO VORRA' INVESTIRE UN EURO IN QUESTO PAESE... (non io perlomeno) OGGI IL GOVERNO MONTI HA MESSO LE BASI PER LA FUGA DEI CAPITALI DALL'ITALIA.  LEGGI TUTTO