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lunedì 2 gennaio 2012

GUARDIAMO SEMPRE CON SOSPETTO CIO' CHE CI APPARE "BUONO",,,,



di Riccardo Cascioli
 



Che quella italiana da repubblica parlamentare si stesse trasformando in repubblica presidenziale era già evidente da tempo. Almeno sin dall’
intervento irrituale del presidente Giorgio Napolitano che impedì al governo di emanare un decreto che avrebbe salvato la vita di Eluana Englaro. Da allora gli interventi di Napolitano – pareri preventivi, messaggi trasversali, richieste di chiarimenti, pressioni di vario genere - si sono fatti sempre più frequenti e hanno interferito notevolmente nelle attività di governo. Al punto che di fatto – anche se non nella forma – nessun atto del governo aveva possibilità di farcela se non era d’accordo Napolitano. Rovesciando in questo modo l’articolo 89 della Costituzione che prevede invece che siano i ministri a dare legittimità agli atti del presidente della Repubblica. 

A ciò hanno sicuramente contribuito anche i leader dell’opposizione – politica e sociale – e la grande stampa che invocavano a ogni piè sospinto l’intervento di Napolitano per bloccare le iniziative del governo. Peraltro negli ultimi tempi del governo Berlusconi l’appello a Napolitano era diventato uno sport di massa: lo ha fatto addirittura anche il Forum delle Associazioni familiari per chiedere una politica più equa nei confronti della famiglia, non rendendosi conto di avere a che fare con un signore che non ci penserebbe due volte a firmare una legge a favore delle unioni di fatto qualora gliela presentassero (e magari tra un po' la invocherà).

Ma nelle ultime settimane questa tendenza si è definitivamente consolidata: dapprima con la formazione del governo Monti, che non a caso in molti hanno chiamato il
“governo del Presidente”
, e poi l’altro giorno con l’invito a procedere speditamente per concedere la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia.

Quanto al governo, il capo dello Stato ha mostrato grande abilità nel vestire i panni del salvatore della Patria in un momento di grave crisi (e così l’ha descritto la grande stampa), ma in realtà egli è stato piuttosto il regista di una operazione che viene da lontano: ha lentamente ma inesorabilmente ingabbiato l’azione del governo – che peraltro riusciva benissimo già da solo a farsi del male – per poi pilotare il suo superamento con un altro governo. Tecnico, come a dire “neutro”: in realtà, non solo ha fatto in modo che raccogliesse una maggioranza plebiscitaria, comunque ben diversa dall’indicazione emersa dalle urne tre anni fa; ma ha addirittura ispirato un ministero (quello della Coesione territoriale, un assoluto inedito in Italia) in aperto contrasto con quell’idea di federalismo che aveva contraddistinto il governo Berlusconi e per il quale – piaccia o no – era anche stato votato.


Ma una volta insediato Monti, LEGGI TUTTO

giovedì 17 novembre 2011

ANCHE "MOVISOL" IL MOVIMENTO ITALIANO DI LAROUCHE DENUNCIA IL GOLPE, MOVISOL HA ANCHE DELLE PROPOSTE VISITATE IL SITO

16 novembre 2011 (MoviSol) - Il 7 novembre, il presidente di MoviSol Liliana Gorini e il prof. Paolo Savona, presidente del Fondo Interbancario di Garanzia, sono stati ospiti della trasmissione "Che aria tira" su Radio Padania, dedicata ai temi attuali della crisi dell'euro e dell'Italia. Entrambi sono stati interpellati sulla opportunità per l'Italia di uscire dall'euro e se fosse vero che il 50% dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi fosse dovuto a Berlusconi. Sia Gorini che Savona hanno respinto questo giudizio, e secondo Gorini "uscire dall'euro sarebbe l'unico modo per Berlusconi di salvare il proprio governo ed evitare un governo tecnico imposto dalla BCE", ma ci vorrebbero statisti come De Gasperi, De Gaulle o Roosevelt. "Nessuno tra gli attuali governi europei ha il coraggio di fare quello che LaRouche dice da anni: una riforma alla Glass-Steagall, ma l'Italia può farlo ora, ribellandosi al ricatto della BCE".
Savona si è detto d'accordo che "esistono alternative" alla svendita dei beni nazionali, che "l'ideale sarebbe certamente regolare severamente il mercato dei derivati, che è stato la causa degli attacchi speculativi sui titoli di stato", ma ha giudicato "troppo duro" il giudizio di MoviSol sulla "dittatura della BCE". In questo momento, essendo sotto attacco, per l'Italia sarebbe impossibile uscire dall'euro, ha detto Savona. "Io sono stato il primo a porre il problema, un anno fa, offrendo il petto nudo", ha detto Savona, e una volta passato l'attacco speculativo sarebbe sicuramente il caso di riproporlo.
Entrambi il presidente di MoviSol e l'ex ministro si sono detti contrari ad un governo tecnico. "Io feci parte di un governo tecnico", ha detto Savona, aggiungendo che però non lo ritiene una scelta giusta. "Se il governo tecnico fallisce, la gente perderà la fiducia in tutto, dopo averla persa nella politica". Un governo tecnico fallirà sicuramente, ha detto Gorini, perché le decisioni non sono prese dal governo italiano ma dalle banche, a cominciare dalla BCE.
Il Segretario nazionale di MoviSol Andrew Spannaus è stato tra i relatori al BlogEconomyDay II tenutosi a Castrocaro Terme (Forlì) sabato e domenica scorsi. L'incontro ha messo insieme numerosi blogger indipendenti che si occupano soprattutto di finanza e risparmi, insieme ad un pubblico di oltre 300 persone sul posto e molti altri che hanno seguito via internet. Spannaus, che aveva partecipato anche all'incontro inaugurale l'anno scorso in Piemonte, ha portato una prospettiva di interventi immediati per stabilizzare la situazione italiana ed europea attraverso la separazione delle funzioni bancarie, e un ritorno alla sovranità nazionale. Gran parte dei partecipanti si sono espressi a favore dell'uscita dell'Italia dall'euro e un ritorno ad una politica di crescita economica vera, in opposizione al governo dei banchieri in via di formazione, visto come una succursale delle grandi banche d'affari a livello internazionale.

mercoledì 16 novembre 2011

PAOLO BARNARD IERI A MATRIX HA URLATO AL GOLPE, ANCHE IDA MAGLI,PACATAMENTE DICE CHE IN ITALIA ABBIAMO SUBITO UN COLPO DI STATO!




di Ida Magli

Italiani Liberi | 15.11.2011

    Aggiungiamo Silvio Berlusconi al lunghissimo elenco dei governanti traditori dell’Italia. Dispiace, dispiace molto, ma la conclusione è purtroppo soltanto questa. Avrebbe potuto almeno, una volta deciso di uscire di scena, fare un grande gesto per rimanere alla storia, cosa che viceversa non succederà perché nulla ha fatto che possa interessare la storia.
Avrebbe potuto, perso per perso, invece che inginocchiarsi davanti ai banchieri, ribellarsi al colpo di stato ordito dal Presidente della Repubblica e affermare, com’era suo dovere, che avrebbe difeso i diritti democratici degli Italiani. I motivi per prendere questa decisione erano due, e tutti e due talmente evidenti che nessuno, salvo che i suoi miserrimi nemici, avrebbe potuto contestarli.
  Il primo non era opinabile: difendere la Repubblica dal colpo di stato di Giorgio Napolitano era un preciso dovere del Capo del Governo, sia nella sua qualità di Capo del governo che in quella di Capo del partito di maggioranza presente in Parlamento. Invece, non soltanto non ha fatto neanche il più piccolo gesto di resistenza e  non ha dato come giustificazione delle sue dimissioni la volontà di tener fede al giuramento di fedeltà alle leggi della Repubblica, ma si è addirittura vantato, nel suo ultimo discorso televisivo, di non essere mai stato “sfiduciato”, di essersi sacrificato per il bene dell’Italia. Quanti ne ha conosciuti l’Italia, lungo il passare dei secoli, di traditori delle Leggi e delle Costituzioni, che sono venuti meno ai loro giuramenti “per il suo bene”! Tragico destino degli Italiani! Essere stati sempre odiati, traditi, dai loro governanti.  Non c’è stato né Papa né Re né dittatore né generale in fuga che non si sia giustificato così. Neanche un minimo soprassalto di orgoglio, di dignità, di rispetto per la verità: nulla. Berlusconi ha dunque avallato, con la sua vigliaccheria, l’azione eversiva con la quale è stato installato a capo del governo un banchiere, firmando per giunta la sua repentina nomina a senatore a vita, espediente truffaldino messo in atto dal Presidente della Repubblica per fingerne l’appartenenza “politica”. Una messa in scena atroce che ricorda agli Italiani i peggiori momenti della loro storia e che li ha colti tanto di sorpresa da lasciarli incapaci di capire, di parlare, di ribellarsi. Avevano riposto fiducia e ammirazione in Giorgio Napolitano come nel migliore dei loro Presidenti. Non riescono ancora a rendersi conto di quanto è successo. Ma il risveglio arriverà presto, prestissimo. Arriverà a causa della macroscopica menzogna con la quale è stata giustificata tutta l’operazione. E’ il secondo motivo di cui parlavo all’inizio: il fallimento dell’unificazione europea.
  Il progetto di unificazione europea ha dimostrato nel modo più evidente che era sbagliato fin dall’inizio e che è fallito. Nulla di quanto si voleva realizzare è andato a buon fine. L’Europa unificata, che doveva diventare il mercato più ricco del mondo, è viceversa molto più povera e la moneta unica sta per far andare in fallimento molti degli Stati che l’hanno adottata. Il costo di quanto è stato fatto non è in pratica calcolabile. Sarà, però, sufficiente pensare agli ordini che sono stati dati da un Parlamento europeo in preda all’isterismo di un immenso potere privo di limiti, ed eseguiti in timore e tremore dai poveri agricoltori europei, per averne almeno un’idea. Distruggere le migliori produzioni di frutta e di verdura, ammazzare magnifiche mucche e splendidi maiali, gettare a mare, sotto lo sguardo irato del Dio dei poveri e degli affamati, fiumi di latte, di vino, di olio, è soltanto una delle innumerevoli prove di quale oscura e profonda palude di non- senso un’ Europa allucinata sia stata costretta ad attraversare. Così del resto hanno fatto i rivoluzionari bolscevichi per ridurre alla “giusta” pianificazione le produzioni dei kulaki; così hanno fatto i Kmer rossi per distruggere il capitalismo stracciando tutte le banconote che lo rappresentano. In Europa non c’è stato bisogno, ameno fino ad ora, di fucilare nessuno (non illudiamoci: presto arriverà anche l’uso della forza) perché tutti hanno obbedito, incapaci di credere che la democrazia potesse diventare, come, di fatto, è diventata, la più folle delle dittature. Ma adesso, forse, siamo al dunque. La crisi economica imperversa, innestata da banchieri di primissimo piano in preda all’incontinenza dostojesckiana dei giocatori d’azzardo e che, in premio delle migliaia di miliardi che hanno mandato in fumo, adesso guidano da par loro, nel peggiore dei modi, l’economia dei singoli Stati. L’unificazione politica, poi, che era lo sbandierato scopo di tutta l’operazione, si è rivelata  talmente fuori dalla realtà che, com’era logico aspettarsi, Francia e Germania hanno preso il comando a viso aperto, senza remore nel decidere per tutti le guerre e le alleanze, manifestando con assoluta sicurezza la loro superiorità e il loro potere sulle nazioni suddite.
  Di fronte a questo quadro qualsiasi persona fornita di buon senso penserebbe di dover abbandonare la  vecchia strategia e di doverne inventare una nuova. Invece governanti e banchieri insistono nel non voler prendere atto del fallimento e dicono il contrario: non si tratta di fallimento, ma di non aver ancora fatto tutto quello che si doveva fare. Evidentemente settanta anni di sforzi, di prove, di perdite, di sconfitte, non bastano. Non bastano perché - è questo il punto  – non siamo ancora falliti del tutto, non si sono ancora impadroniti di tutto. Lo scopo vero, infatti, era questo: la distruzione dell’Europa. La distruzione degli Stati nazionali e la consegna di tutto il potere, incluso quello politico, ai banchieri. Pensate forse che quello che riusciamo a capire noi che non siamo degli specialisti dell’economia, non potevano capirlo coloro che hanno ideato questo progetto? Credete forse che lo sfacelo attuale non lo avessero previsto? Suvvia! I signori Ciampi, Prodi, Monti, Draghi, saranno pure più bravi di noi nel far di conto. E nel caso avessero davvero sbagliato, perché mai dovremmo affidarci a loro per salvarci? Non vedete, dunque, cari Italiani, che è tutto fuor di senso?
 Un’accelerazione sulla strada della consegna totale del potere ai banchieri l’ha data il Presidente della Repubblica italiana. Non meravigliamoci: come già detto, i governanti italiani sono i migliori complici delle nostre sfortune. E’ stato, però, così rotto il patto, il patto della democrazia. Non siamo più tenuti, quindi, neanche noi, i cittadini, a tenervi fede. I parlamentari potrebbero ancora, però, non votando un governo illegittimo e pretendendo di andare alle elezioni, salvare almeno le forme della democrazia. I parlamentari del Pdl in particolare non hanno nessun obbligo di obbedienza nei confronti di Berlusconi, dato l’enorme errore che ha compiuto. Sarebbe l’unico modo anche per fermare la crisi economica: dire ad alta voce a coloro che ci stanno strangolando che non staremo più al gioco; che, non appena eletto il nuovo parlamento, ci sottrarremo al cappio dell’euro, riprendendoci la sovranità monetaria e l’indipendenza. Non ci sono altre strade di salvezza. Qualche parlamentare vorrà alzare la testa e ricordarsi di essere italiano?
Ida Magli

15 novembre 2011
 

lunedì 14 novembre 2011

GIORGIO GABER "LA PRESA DEL POTERE" QUASI 40 ANNI SON PASSATI .....IN PEGGIO, ASSAI PEGGIO!!!

di Raxmeger - Megachip.

Chissà in che modo Giorgio Gaber avrebbe commentato oggi l'avvento di Mario Monti e i suoi tecnocrati, giunti sulle ali dello spread e dei software che consentono commerci talmente intensi e mirati da piegare uno Stato. Possiamo affermare che Gaber non avrebbe avuto bisogno di dire cose nuovissime e aggiornate, perché aveva già previsto tutto quasi quaranta anni fa. Pochi ricordano questo pezzo tratto dal recital "Me, fuori di me" trasmesso dalla Tv svizzera nel 1973. Si tratta de "La presa del potere". Naturalmente dovrete ascoltarlo, ma vogliamo anche consentirvi di leggere il testo, che trascriviamo anche qui. Buon ascolto, buona lettura, buona riflessione. Non possiamo dire buon governo.
Un mastino. Un mastino nero, lucido, metallico. Un cane mastino con un occhio solo, vitreo, in mezzo alla fronte. Una mano che schiaccia un bottone. Dall'occhio del mastino parte un fascio di luce intensa, verdastra, elettrica...

Psss... psss... psss...
Avvolti in lucidi mantelli

guanti di pelle, sciarpa nera

hanno le facce mascherate

le scarpe a punta lucidate

sono nascosti nella sera.
Non fanno niente, stanno fermi

sono alle porte di Milano

con dei grossissimi mastini

che stan seduti ai loro piedi

e loro tengono per mano.
Han circondato la città

la stan guardando da lontano

sono imponenti e silenziosi.

Chi sono? Chi sono?

I laureati e gli studiosi.
E l'Italia giocava alle carte

e parlava di calcio nei bar

e l'Italia rideva e cantava.
Psss... psss...

Ora si muovono sicuri

coi loro volti mascherati

gli sguardi fissi, minacciosi

vengono avanti silenziosi

i passi lenti, cadenzati.
Portano strane borse nere

piene di oggetti misteriosi

e senza l'ombra di paura

stanno occupando i punti chiave

tengono in pugno la Questura.
Dagli occhi chiari dei mastini

parte una luce molto intensa

che lascia tutti ipnotizzati.

Chi sono? Chi sono?

L'intellighenzia e gli scienziati.
E l'Italia giocava alle carte

e parlava di calcio nei bar

e l'Italia rideva e cantava.
Psss... psss...

Ora lavorano più in fretta

hanno moltissimi alleati

hanno occupato anche la RAI

le grandi industrie, gli operai

anche le scuole e i sindacati.
Ora si tolgono i mantelli

son già sicuri di aver vinto

anche le maschere van giù

ormai non ne han bisogno più

son già seduti in Parlamento.
Ora si possono vedere

sono una razza superiore

sono bellissimi e hitleriani.

Chi sono? Chi sono?

Sono i tecnocrati italiani.
[parlato]: Eins zwei, eins zwei, alles kaputt!
E l'Italia giocava alle carte

e parlava di calcio nei bar...