Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta ipocrisia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ipocrisia. Mostra tutti i post

martedì 27 gennaio 2015

UCRAINA, NON PERDETEVI QUESTO ARTICOLO DETTAGLIATO CHE BLONDET GENEROSAMENTE HA DONATO

di Maurizio Blondet ,  

media_bugie_ucraina_isis_550
media vi dicono: «strage a Mariupol. Una raffica di missili Grad e Uragan si è abbattuta sulla periferia orientale dell’importante città sul Mar Nero uccidendo – secondo il Comune – almeno 30 civili. (…) Gli esperti OSCE ritengono che i razzi siano piovuti da nord-est e da est, cIOè dalle aree di Oktiabr e Zaicenko, entrambe controllate dalla repubblica popolare di Donetsk». Sono gli stessi media che hanno taciuto una strage, avvenuta il 13 gennaio, nella cittadina di Volnovaya: 10 morti e 13 feriti. Hanno colpito un autobus di pensionati del Donbass, abitanti a Donetsk, che si recevano in una città vicina a ritirare la pensione, dato che Kiev ha interrotto i pagamenti nella città capitale dei separatisti. Taciuto? Anzi, il Fatto Quotidiano ha accusato i separatisti del Donbass di aver ucciso il pensionati del Donbass colpendo il pulmann che proveniva dal Donbass.
Nei giorni seguenti è stato appurato che ad uccidere quei civili sono stati i combattenti di Kiev, come atto di vendetta e di dispetto per aver perduto l’aeroporto di Donetsk, giovedì scorso, dopo giorni di combattimento. Ora invece, ecco tutti media a fare i titoloni: i separatisti fanno strage in un mercato a Mariupol! «Violenza in Ucraina!». Il vocabolario è accuratamente scelto. L’uso della parola violenza serve tacere il fatto che quelli d i Kiev hanno rotto la tregua mediata da Putin a Misk, a cui si sono impegnati da settembre: non è l’offensiva Poroshenko, è solo violenza che scoppia qua e là. Vuol indicare che ogni azione dei ribelli è illegittima e illegale; c’è la guerra là, ma non lo si dice: è violenza, come nelle banlieue di Parigi, come quella dei narcos messicani.

martedì 28 maggio 2013

SI ALZA FORTE E CHIARA LA VOCE DEI CATTOLICI CONTRO IL CARD.BAGNASCO


(di Ariel S. Levi di Gualdo su Papalepapale.com)

La sfida dell’obbedienza nella fede: per un prete, proteggere un vescovo, vuol dire tutelare la continuità stessa del mistero sacramentale della Chiesa
Non nascondo disagio all’idea che Angelo Bagnasco sia il presidente di quei Vescovi d’Italia che a loro volta sono vescovi nostri. Rendendo però grazie ai doni dello Spirito Santo che molti sacerdoti hanno accolto veramente all’atto sacramentale della loro ordinazione, la nostra grazia di stato ci permette di separare l’uomo dall’ufficio apostolico che è chiamato a ricoprire, accettando e facendo nostra la sfida che spesso si pone dinanzi a noi: obbedire in coscienza e libertà anche le diverse mezze figure che popolano il collegio episcopale, nelle quali risiede il deposito della pienezza del sacerdozio apostolico e per questo meritevoli di sacro rispetto, non per ciò che umanamente sono, ma per ciò che rappresentano sul piano metafisico per l’ineffabile ministero sacerdotale istituito dal Signore Gesù. Ciò rende anche i vescovi più limitati e inadeguati dei legittimi continuatori della catena apostolica e come tali oggetto di dovuta venerazione, all’occorrenza anche di protezione; dovesse costare la nostra stessa vita, perché per un prete, proteggere un vescovo, vuol dire tutelare la continuità stessa del mistero sacramentale della Chiesa.

ANDREA GALLO: UNA PUBBLICA VERGOGNA DEL SACERDOZIO CHE HA SPOSATO TUTTO CIÒ CHE ERA IN CONFLITTO CON LA MORALE LA TEOLOGIA E LA DOTTRINA DELLA CHIESA

ERA ORA!!! I CATTOLICI NON ACCETTANO PIU' L'IPOCRISIA E LO SCANDALO CHE VIENE DALLA GERARCHIA ECCLESIASTICA....BENE!!!!!


(di Massimo Viglione e Corrado Gnerre su Il Giudizio Cattolico)


Dinanzi alla scelta compiuta dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di celebrare la Santa Messa funebre per don Gallo e di lodare tale sacerdote nella omelia e soprattutto di offrire la Santa Comunione a pubblici peccatori, in primis Vladimir Luxuria, non si può più tacere e far finta di non indignarsi. Non licet.

L’amore per Cristo Eucaristia, l’amore per la Chiesa e per l’ordine del creato voluto da Dio, l’amore per la verità e il giusto, ci impongono il doloroso quanto scomodo compito di denunciare pubblicamente uno scandalo indegno e intollerabile, perpetrato senza remora alcuna.

Don Gallo è stato per tutta la vita un eretico pubblico e un sovversivo. Ha predicato l’odio di classe, la ribellione sociale, il sovvertimento della morale cattolica e naturale, di fatto il superamento della gerarchia ecclesiastica; si è schierato pubblicamente per decenni con i nemici di Dio e della Chiesa, della Fede e della Verità cristiane. Sotto l’usuale maschera del pacifismo e della preoccupazione per i poveri, don Gallo ha predicato il comunismo e l’egualitarismo sovversivo e gnostico, rinnegando ripetutamente non solo la sana dottrina della Chiesa ma anche Dio stesso, così come Lo conosciamo e Lo adoriamo.

martedì 14 maggio 2013

GIUSTAMENTE DELUSO L'AMICO ANDREW SPANNAUS PER IL PREMIO ALLO "SQUALO SOROS" CON SOLDI PUBBLICI!!!!!!


tratto da NOBIGBANKS
vicinolontano soros.aspx
Sembra che la nostra denuncia abbia creato un po’ di nervosismo tra i sostenitori dello speculatore Soros in visita a Udine in questi giorni. Abbiamo accennato ad alcuni aspetti politici, economici e anche filosofici della sua opera, che non possono che suscitare una giusta indignazione in chi ha a cuore gli interessi della gente. Stamattina sul Messaggero Veneto si trova una rassegna di alcune non-risposte alla nostra denuncia.

Premiereste uno scassinatore di banche per farvi spiegare come si proteggono le banche?

Ci rispondono: “Siccome vogliamo mettere i riflettori sui problemi delle rapine, abbiamo deciso di aiutare i rapinatori”.

Soros premiato col Terzani 11 maggio 2013
Ma in fondo, visto che sulla stampa si è fatta confusione anche sui nomi dei promotori di NoBigBanks, chiamandoci
Olivo e Spannau (invece di Oliva e Spannaus) forse si capisce perché non si afferra appieno la natura dello squalo Soros.
Ma andiamo con ordine.
Alessandro Verona, presidente dell’associazione Vicino/lontano che assegna il premio: 

“Il fatto che qualcuno metta in discussione la scelta del premio è positivo, vuol dire che siamo riusciti nel nostro intento primario di tirare fuori le contraddizioni del mondo contemporaneo”.
Ah, certo. Era solo una provocazione. Mettiamo in mostra le contraddizioni, soprattutto dentro le loro teste, potremmo dire.

Angela Staude Terzani:

Soros è “uno che il denaro guadagnato speculando l’ha in buona parte rimesso in circolo…
Lo reinveste sì, nei suoi progetti per la droga, l’eutanasia e soprattutto per indebolire gli stati nazionali. Anche i suoi amici alla Bce reinvestono i soldi… nella speculazione, mentre chiedono a tutti noi i sacrifici continui.

vicino lontano per soros
Il sindaco di Udine Furio Honsell afferma che questo premio “ci permette di parlare da un’angolazione  non banale dello strapotere della finanza“.


Lo stesso argomento del sig. Verona. Volevamo solo parlarne, davvero…


I sottoscritti Olivo e Spannau – conosciuti anche come Oliva e Spannaus – ammettono di essere piuttosto delusi. Vi abbiamo sfidato sui contenuti portati avanti da Soros e voi potete solo rispondere che almeno vi dà l’occasione di parlare di temi importanti?
Sù, un po’ di coraggio signori. A nostro avviso avete fatto un bel pasticcio. Difendete la vostra scelta, se potete. (Rimandiamo alla nostra lettera SOROS: QUANDO LO SQUALO SI TRAVESTE DA FILANTROPO )
Ciò che dispiace è che per ‘spacciare’ tanta confusione l’associazione Vicino/lontano è sostenuta, tra gli altri, stando a quel che si legge sul loro sito, anche dal finanziamento pubblico della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Fondazione Crup e di alcune associazioni di categoria, oltre che da sponsor privati


***

Legge Glass-SteagallSalviamo la Gente. 
Riformiamo le Banche. 
Processiamo i Banchieri. Ristabiliamo la Legge Bancaria del 1936 abolita nel 1993.

Chiedete l’amicizia su Facebook a NoBigBanks

Diventate fan della pagina Facebook NoBigBanks.it
Divenite follower su Twitter
twitter: @nobigbanks

giovedì 18 aprile 2013

CI TOCCHERA' L' ASTUTISSIMO PRODI COME PRESIDENTE? MA DOVE STA SCRITTO CHE AL POTERE ABBIAMO COLORO CHE CI MERITIAMO???





di Giuliano Guzzo

«Non vorrei che si creasse un problema di emigrazione di massa, ma le posso solo dire che nella cosiddetta corsa per il Quirinale non ci si iscrive e non ci si deve nemmeno pensare», dice Romano Prodi ai microfoni di Servizio Pubblico dopo le pesanti critiche baresi del Cav alla sua candidatura quirinalizia. Una dichiarazione, ancora una volta, che letta con attenzione sa più di conferma che di smentita. 
Infatti l’atteggiamento Prodi, interessatissimo  al Colle, è il seguente: io non sono interessato come nessuno dovrebbe esserlo. Tradotto: non ci si autocandida, guai, ma se proprio me lo chiedessero… Intanto in questi giorni, guarda caso, soggiorna non nell’amata Bologna bensì nella Capitale, dov’è stato pure immortalato a fare jogging.LEGGI TUTTO


RINFRESCATEVI LA MEMORIA:

giovedì 11 aprile 2013


PRODI HA ALTAMENTE APPREZZATO GLI ENORMI RISULTATI DEL PARTITO COMUNISTA CINESE TACENDO IPOCRITAMENTE SUI 400 MILIONI DI ABORTI IMPOSTI DALLA LEGGE IN 40 ANNI

lunedì 5 marzo 2012

CI VOLEVA UN CATTOLICO PRATICANTE PER TOGLIERCI LA DOMENICA FESTIVA !!! BOICOTTIAMO LA LEGGE ...I NOSTRI ACQUISTI NON FACCIAMOLI DI DOMENICA, FACCIAMO ALTRO ANZICHE' AFFOLLARE I CENTRI COMMERCIALI !!!



di Antonio Socci   4 MARZO 2012  





Monte Mario è una collinetta che sovrasta il Vaticano. Non vorrei che Monti Mario pretendesse di sovrastare Dio stesso, spazzando via, con un codicillo, quattromila anni di civiltà giudaico-cristiana (e pure islamica) imperniata sul giorno del Signore, “Dies Dominicus”.

Comandamento divino, nel Decalogo di Mosè, che è diventato il ritmo della civiltà anche laica, dappertutto. Perfino in Cina.

Il codicillo del governo che “abolisce” Dio (o meglio abolisce il diritto di Dio che è stato il primo embrione dei diritti dell’uomo, come vedremo) è l’articolo 31 del “decreto salva Italia”.

Dove praticamente si decide che dovunque si possono aprire tutti gli esercizi commerciali 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno. Norma che finirà per allargarsi anche all’industria nella quale già è presente questa spinta.

Dunque produrre, vendere e comprare a ciclo continuo. Senza più distinzione fra giorni feriali e festivi (Natale compreso), fra giorno e notte, fra mattina e sera.

Sembra una banale norma amministrativa, invece è una svolta di (in)civiltà perché abolendo la festa comune – e i momenti comuni della giornata – distrugge non solo il fondamento della comunità religiosa, ma l’esperienza stessa della comunità, qualunque comunità, dalla famiglia a quella amicale e ricreativa dello stadio.

Distrugge la sincronia sociale dei tempi comuni e quindi l’appartenenza a un gruppo, a un popolo. Per questo c’è l’opposizione indignata della Chiesa e dei sindacati (pure di associazioni di commercianti).

La cosa infatti non riguarda solo chi – per motivi religiosi – vede praticamente abolita la domenica, il giorno del Signore (per i cristiani è memoria della Resurrezione di Cristo e simbolo dell’Eterno in cui sfocerà il tempo).

Riguarda tutti, ci riguarda come famiglie, come comunità locali o particolari. Infatti è vero che ci sono lavori di necessità sociale che sempre sono stati fatti anche la domenica (pure il commercio in località turistiche e in tempi di vacanza). Ma è proprio l’eccezione che conferma la regola.

La regola di un giorno di festa comune, non individuale, ma comune (sia per la liturgia religiosa che per le liturgie laiche), è infatti ciò che ci permette di riconoscerci.

Ciò che consente di stare insieme ai figli, di vedere gli amici (allo stadio, al mare, in campagna, in bici, a caccia), di ritrovarsi con i parenti, di dar vita ai tanti momenti comuni o associativi.

Se ai ritmi individuali già forsennati della vita si toglie anche l’unico momento comune della festa settimanale (o, per esempio, del “dopocena”), le famiglie ne escono veramente a pezzi. Tutti diventano conviventi notturni casuali come i clienti di un albergo.

E si dissolvono i “corpi intermedi”, i gruppi e le associazioni in cui l’individuo si realizza.

Il giorno di festa comune ci ricorda infatti che non siamo solo individui, ma persone con relazioni e rapporti affettivi. Non siamo solo produttori/consumatori, ma siamo padri, madri, figli, fidanzati, siamo amici, siamo appassionati di questo o di quello, apparteniamo a gruppi, comunità, a un popolo.

Il “giorno del Signore” nasce quattromila anni fa per affermare che tutto appartiene a Dio. Ed è significativo che il comandamento del riposo che fu dato da Dio nella Sacra Scrittura riguardasse – in quell’antichissima civiltà – anche servi, schiavi e animali: era il primo embrione in forma di legge di una liberazione, di un riconoscimento della dignità di tutti, che poi si sarebbe affermato col cristianesimo.

Proclamare il diritto di Dio come diritto al riposo per tutti (e addirittura riposo comune) significava cominciare a far capire che niente e nessuno può arrogarsi un potere assoluto sulle creature.

Perché tutti hanno una dignità e perfino gli animali vanno rispettati. Come pure la terra (i ritmi della terra) che non può essere sfruttata senza riguardo.

Non a caso, proprio sul ritmo settenario della settimana, Dio, nella Sacra Scrittura, comanda al suo popolo quegli anni “sabbatici”, che corrispondevano al “giorno del Signore”, per cui ogni sette, c’era un anno in cui si liberavano gli schiavi, si condonavano i debiti e si faceva riposare la terra.

Questo è il retroterra storico della “Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro” che è stata indetta oggi, in dodici paesi europei.

E’ promossa dalla “European Sunday alliance” a cui aderiscono 80 organizzazioni, non solo chiese e comunità religiose (in qualche paese pure ebraica e musulmana), ma anche – e soprattutto – sindacati dei lavoratori e associazioni dei commercianti.

Un’inedita coalizione impegnata in una battaglia anche laica. Battaglia di civiltà come fu quella per la giornata otto ore all’albore del movimento sindacale: infatti si cita come esemplare il caso delle lavoratrici rumene di una catena di supermercati tedeschi che a Natale e Capodanno scorsi si sono ribellate al lavoro festivo e hanno vinto.

Fra l’altro la Corte Costituzionale tedesca ha dichiarato anticostituzionale l’apertura festiva perché lede la libertà religiosa e il diritto al riposo: la vita dell’uomo non è solo comprare e vendere. Perché non siamo schiavi.

La situazione italiana si annuncia come la più dura. Infatti “in nessun Paese europeo esiste che i negozi stanno aperti 24 ore al giorno e sette giorni su sette”, dichiara ad “Avvenire” il sindacalista della Cisl Raineri. Oltretutto con una decisione piombata dall’alto.

Cgil, Cisl e Uil stamattina distribuiscono un volantino dove si legge: “Oggi non fare shopping! La domenica non ha prezzo”.

I sindacati dicono che sarebbero soprattutto le donne a pagare il prezzo più duro perché sono quasi il 70 per cento del personale nel commercio e sono quelle che già oggi soffrono di più la difficile armonizzazione dei “tempi di lavoro” con la famiglia.

E’ anche provato, dagli esperimenti fatti finora, che questa devastante trovata non avrebbe alcun beneficio né sull’occupazione, né sui consumi, infatti la gente non compra perché è tartassata dallo stato e dalla recessione, non perché il supermercato è chiuso alla domenica.

Infatti la Regione Lombardia ha già annunciato ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma “ammazza domeniche”. E la seguono a ruota Toscana e Veneto.

Il mondo cattolico giudica inaccettabile quella norma ed è in subbuglio.

Ora agli italiani, oltre ai soldi, pretendono di sottrarre pure Dio e la domenica. La Chiesa si sente “derubata” di una cosa assai più preziosa dei soldi che dovrà pagare per l’Imu (a proposito della quale non è affatto chiaro se e come le scuole cattoliche si salveranno).

Già la presunzione di Monti nel chiamare “salva Italia” il suo decreto tartassatorio, oltreché irridente è quasi blasfema. Per i cristiani infatti a “salvare” è solo Dio.

Non imperatori, tecnocrati, partiti, condottieri, duci o idoli vari. Al sedicente “salvatore” SuperMario si addice la battuta: “Dio esiste, ma non sei tu. Rilassati”.

Non è un caso se ieri questa decisione del “governo mari e Monti” è stata fulminata nell’editoriale  di Avvenire come “emblematica di una deriva culturale, un nuovo ‘pensiero unico’ che maschera come una maggiore libertà e progresso, ciò che in realtà è un impoverimento e una restrizione della libertà stessa”.

“Avvenire” (che ieri, con una bella pagina, ha fornito tutte le informazioni sull’iniziativa di oggi) denuncia il “ribaltamento di valore” che spazza via l’uomo e il giorno del Signore e “mette al centro la merce”.

Sacrosanto. Ma allora perché sostenere entusiasti questo governo e far accreditare perfino l’idea che esso segni il “ritorno alla politica” dei cattolici?

Vorrei chiedere pure ai cosiddetti “ministri cattolici” Riccardi, Passera e Ornaghi: com’è stato possibile approvare entusiasticamente una tale assurdità?

Perché una poltroncina val bene una messa? Speriamo di no. Ma se non è così si oppongano a questa norma. Si facciano sentire.

Antonio Socci


lunedì 2 gennaio 2012

GUARDIAMO SEMPRE CON SOSPETTO CIO' CHE CI APPARE "BUONO",,,,



di Riccardo Cascioli
 



Che quella italiana da repubblica parlamentare si stesse trasformando in repubblica presidenziale era già evidente da tempo. Almeno sin dall’
intervento irrituale del presidente Giorgio Napolitano che impedì al governo di emanare un decreto che avrebbe salvato la vita di Eluana Englaro. Da allora gli interventi di Napolitano – pareri preventivi, messaggi trasversali, richieste di chiarimenti, pressioni di vario genere - si sono fatti sempre più frequenti e hanno interferito notevolmente nelle attività di governo. Al punto che di fatto – anche se non nella forma – nessun atto del governo aveva possibilità di farcela se non era d’accordo Napolitano. Rovesciando in questo modo l’articolo 89 della Costituzione che prevede invece che siano i ministri a dare legittimità agli atti del presidente della Repubblica. 

A ciò hanno sicuramente contribuito anche i leader dell’opposizione – politica e sociale – e la grande stampa che invocavano a ogni piè sospinto l’intervento di Napolitano per bloccare le iniziative del governo. Peraltro negli ultimi tempi del governo Berlusconi l’appello a Napolitano era diventato uno sport di massa: lo ha fatto addirittura anche il Forum delle Associazioni familiari per chiedere una politica più equa nei confronti della famiglia, non rendendosi conto di avere a che fare con un signore che non ci penserebbe due volte a firmare una legge a favore delle unioni di fatto qualora gliela presentassero (e magari tra un po' la invocherà).

Ma nelle ultime settimane questa tendenza si è definitivamente consolidata: dapprima con la formazione del governo Monti, che non a caso in molti hanno chiamato il
“governo del Presidente”
, e poi l’altro giorno con l’invito a procedere speditamente per concedere la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia.

Quanto al governo, il capo dello Stato ha mostrato grande abilità nel vestire i panni del salvatore della Patria in un momento di grave crisi (e così l’ha descritto la grande stampa), ma in realtà egli è stato piuttosto il regista di una operazione che viene da lontano: ha lentamente ma inesorabilmente ingabbiato l’azione del governo – che peraltro riusciva benissimo già da solo a farsi del male – per poi pilotare il suo superamento con un altro governo. Tecnico, come a dire “neutro”: in realtà, non solo ha fatto in modo che raccogliesse una maggioranza plebiscitaria, comunque ben diversa dall’indicazione emersa dalle urne tre anni fa; ma ha addirittura ispirato un ministero (quello della Coesione territoriale, un assoluto inedito in Italia) in aperto contrasto con quell’idea di federalismo che aveva contraddistinto il governo Berlusconi e per il quale – piaccia o no – era anche stato votato.


Ma una volta insediato Monti, LEGGI TUTTO

sabato 12 novembre 2011

I POLITICI ITALIANI, PER ANNI DEGLI INCAPACI ED OGGI UNA MASSA DI IPOCRITI...E' ORA CHE SI DICA LA VERITA' AGLI ITALIANI........

Sempre della serie 2+2 uguale a 4....

Tre settimane orsono i giornali allineati scrivevano che il Vaticano sollecitava un Nuovo Ordine Mondiale....si é rivelato un "errore" di qualcuno in Curia...hum hum hum..... Oggi gli stessi giornali ci dicono che Mario Monti é il salvatore della Patria....anche qui c'é puzza di bruciato!!!

Ma leggiamo una penna più autorevole:




 


mario monti

La potente macchina invisibile


di Robi Ronza
11-11-2011



Un rombo oscuro accompagna la rapida svolta che si è registrata in questi giorni sulla scena della vita pubblica del nostro Paese. E’ il rombo di una potente macchina invisibile, ma visibilissima nei suoi effetti,  e così forte da far cambiare idea in 48 ore a Berlusconi, e ad altre personalità politiche del centro-destra (ma non solo), che fino a due giorni fa erano schierate a piè fermo per il “no” al governo tecnico e per le elezioni anticipate. Da questa macchina viene evidentemente una pressione enorme, irresistibile per qualsiasi forza politica partecipe di schieramenti a dimensione europea.



I due soli partiti di un certo rilievo che continuano a essere contro il governo tecnico e a favore delle elezioni anticipate sono, forse non a caso, l’Idv di Antonio Di Pietro e la Lega Nord, due partiti che non hanno proprio niente in comune salvo una sola cosa: sono dei soggetti politici che iniziano e finiscono in Italia. Al Parlamento Europeo fanno sì parte di gruppi cui aderiscono anche forze più o meno simili di altri Paesi, ma si tratta di semplici aggregazioni per necessità.



Mario Monti che rimprovera Berlusconi come uno scolaretto dalla prima pagina del Corriere della Sera; il presidente Napolitano che subito  lo nomina senatore a vita e poi senza perdere un attimo lo accredita come la persona che egli intende nominare capo del governo prossimo venturo; Lorenzo Bini Smaghi, già irrevocabilmente avvitato alla sua poltrona a Francoforte, che di colpo la lascia per recarsi, dice, a insegnare ad Harvard; Obama che telefona a Napolitano per informarsi benevolmente se l’Italia è pronta a fare scudo col proprio corpo a una crisi nata negli Stati Uniti e poi esasperata dagli imprudenti prestiti alla Grecia di grandi banche francesi e tedesche: mentre si annuncia l’approvazione della “legge di stabilità” nell’arco di due giorni (se fosse vero sarà il record di tutti i tempi per il Parlamento italiano) sono questi soltanto alcuni degli episodi che, se annodati l’uno all’altro, aiutano a capire quanto vasta, forte e ramificata sia la macchina neo-autoritaria che si è messa in moto, magari anche all’insaputa di qualcuno dei suoi ultimi manovratori.



E’ troppo tardi per fermarla? No, ma di certo non si fermerà da sé. E’ anche impressionante la rapidità con cui dalla mattina alla sera l’impopolare espressione “governo tecnico” è scomparsa dal lessico della cronaca politica per lasciare il campo a formule più nobili anche se pericolosamente vaghe. Il fronte di chi ha tutto da temere da un governo del genere evidentemente si divide tra chi gioca la carta dell’opposizione frontale e chi invece punta a cambiarne la natura per quel che è possibile chiedendo che sia composto anche di politici, di uomini dei partiti. Significativamente sul Corriere e dintorni quel Mario Monti che sino a ieri veniva lodato in quanto grande tecnico ha allora subito cominciato ad essere descritto come persona dotata pure di grande sensibilità politica.
E con scarsa sensibilità per il comune senso del pudore c’è chi da ascoltate tribune televisive non esita a dire che, essendo ora divenuto senatore, perciò stesso Mario Monti non è più un tecnico bensì un politico.
In questo quadro, di fronte alle obiettive urgenze del momento, senza pregiudizio per tutto quel che si può ancora fare nel mondo delle istituzioni, il principale presidio di libertà sono le forze e le esperienze positive della società civile.

lunedì 21 giugno 2010

EUGENIO BENETAZZO E' DA MO CHE LO DICE A DESTRA E MANCA !! ORA CI SONO ARRIVATI ANCHE I POLITICI !!! MEGLIO TARDI CHE MAI !!!

GUARDATE PREGO, I VOLTI STUPITI DEI POLITICI PRESENTI!!!!

Fonte: http://www.asca.it/news-MANOVRA__PDL__PROSTITUZIONE_LEGALE_IN_CASE_CHIUSE_E_OBBLIGO_PROFILATTICO-925324-BRK-.html



 QUI LE PROPOSTE DI EUGENIO BENETAZZO FIN DAL LUGLIO 2009, IL PROF.MARIO SEGNI CHIEDE AD EUGENIO COSA PROPONE........GLI CONVENIVA LEGGERLO SIN DAL 2008..........