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domenica 13 luglio 2014

ANDREW SPANNAUS CI PERMETTE DI SCOPRIRE UNA GERMANIA MENO "SFAVILLANTE" DI QUANTO VUOLE APPARIRE

La Germania e la terapia choc

tratto da http://nobigbanks.it/ si Andrew Spannaus
anschluss
Il mito del miracolo della riunificazione tedesca, l’esaltazione del modello renano, la tanto decantata economia che offre condizioni di lavoro e di vita migliori che altrove – ma che in realtà non c’è più da molti anni.
Vi proponiamo l’intervista a Vladimiro Giacché pubblicata da Transatlantico.org nella quale si smonta il mito, e si offre la rilettura di quanto realmente avvenne.
Spesso si è soliti puntare il dito, semplificando, contro la perfida Germania, ma la questione è: la Germania guida questa politica o ne è prigioniera?
E’ l’ideologia del libero mercato che procede a piè sospinto, travolgendo, persino eliminando fisicamente quanti vi si oppongono.

Intervista a Vladimiro Giacché sul libro:
“Anschluss, L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa”

martedì 18 giugno 2013

GRAZIE ANDREW, VIDEO INTERESSANTISSIMO: CAPITALISMO FINANZIARIO! DEMOCRAZIA?

Galbraith: Draghi e l’Euro, rischi inquietanti

da nobigbanks 18 giugno 2013
james_galbraith
Il Prof. James K. Galbraith è intervenuto a Roma all’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e dal Centro Studi Federico Caffè, vi proponiamo il video.

Partiamo dalla fine del suo primo intervento, Galbraith delinea le opzioni in campo: il modello Cecoslovacchia con una gestione ordinata e pacifica della divisione negoziata dell’Eurozona – il divorzio dall’euroo l’alternativa Jugoslava, con una guerra civile.

Solo che lo stesso Galbraith nella replica, riferendosi all’On. Giancarlo Giorgetti, ha poi tenuto a precisare di non essere a favore della divisione dell’Eurozona. Qui la contraddizione è evidente, dobbiamo constatare che molto spesso chi dimostra di aver compreso la natura dei problemi dell’euro poi non si assume la responsabilità di indicare la soluzione della uscita dalla configurazione attuale del sistema: come a dire, vi ho spiegato cos’è che non funziona, ma ci dovete arrivare da voi a chiedere di uscire.

 (NoBigBanks tornerà su questo tema con un articolo prossimamente)

martedì 14 maggio 2013

GIUSTAMENTE DELUSO L'AMICO ANDREW SPANNAUS PER IL PREMIO ALLO "SQUALO SOROS" CON SOLDI PUBBLICI!!!!!!


tratto da NOBIGBANKS
vicinolontano soros.aspx
Sembra che la nostra denuncia abbia creato un po’ di nervosismo tra i sostenitori dello speculatore Soros in visita a Udine in questi giorni. Abbiamo accennato ad alcuni aspetti politici, economici e anche filosofici della sua opera, che non possono che suscitare una giusta indignazione in chi ha a cuore gli interessi della gente. Stamattina sul Messaggero Veneto si trova una rassegna di alcune non-risposte alla nostra denuncia.

Premiereste uno scassinatore di banche per farvi spiegare come si proteggono le banche?

Ci rispondono: “Siccome vogliamo mettere i riflettori sui problemi delle rapine, abbiamo deciso di aiutare i rapinatori”.

Soros premiato col Terzani 11 maggio 2013
Ma in fondo, visto che sulla stampa si è fatta confusione anche sui nomi dei promotori di NoBigBanks, chiamandoci
Olivo e Spannau (invece di Oliva e Spannaus) forse si capisce perché non si afferra appieno la natura dello squalo Soros.
Ma andiamo con ordine.
Alessandro Verona, presidente dell’associazione Vicino/lontano che assegna il premio: 

“Il fatto che qualcuno metta in discussione la scelta del premio è positivo, vuol dire che siamo riusciti nel nostro intento primario di tirare fuori le contraddizioni del mondo contemporaneo”.
Ah, certo. Era solo una provocazione. Mettiamo in mostra le contraddizioni, soprattutto dentro le loro teste, potremmo dire.

Angela Staude Terzani:

Soros è “uno che il denaro guadagnato speculando l’ha in buona parte rimesso in circolo…
Lo reinveste sì, nei suoi progetti per la droga, l’eutanasia e soprattutto per indebolire gli stati nazionali. Anche i suoi amici alla Bce reinvestono i soldi… nella speculazione, mentre chiedono a tutti noi i sacrifici continui.

vicino lontano per soros
Il sindaco di Udine Furio Honsell afferma che questo premio “ci permette di parlare da un’angolazione  non banale dello strapotere della finanza“.


Lo stesso argomento del sig. Verona. Volevamo solo parlarne, davvero…


I sottoscritti Olivo e Spannau – conosciuti anche come Oliva e Spannaus – ammettono di essere piuttosto delusi. Vi abbiamo sfidato sui contenuti portati avanti da Soros e voi potete solo rispondere che almeno vi dà l’occasione di parlare di temi importanti?
Sù, un po’ di coraggio signori. A nostro avviso avete fatto un bel pasticcio. Difendete la vostra scelta, se potete. (Rimandiamo alla nostra lettera SOROS: QUANDO LO SQUALO SI TRAVESTE DA FILANTROPO )
Ciò che dispiace è che per ‘spacciare’ tanta confusione l’associazione Vicino/lontano è sostenuta, tra gli altri, stando a quel che si legge sul loro sito, anche dal finanziamento pubblico della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Fondazione Crup e di alcune associazioni di categoria, oltre che da sponsor privati


***

Legge Glass-SteagallSalviamo la Gente. 
Riformiamo le Banche. 
Processiamo i Banchieri. Ristabiliamo la Legge Bancaria del 1936 abolita nel 1993.

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lunedì 11 giugno 2012

OGGI I MEDIA CI FANNO VEDERE UN "SIMPATICO" NAPOLITANO CHE SCENDE NEGLI SPOGLIATOI MA...... A MIRANDOLA, I TERREMOTATI NON HANNO POI COSI' APPLAUDITO IL PRESIDENTE!!!


8 giugno 2012 (MoviSol) – All'arrivo a Mirandola il Presidente della Repubblica è stato accolto dai cartelli del Movimento Solidarietà indicanti le ricette per uscire dalla crisi e per ricostruire l'Emilia.

Oltre alla proposta di separare le banche (come stabilì nel 1933 la famosa legge Glass-Steagall) ed emettere credito produttivo nazionale (meglio se tramite una banca nazionale capace di investire direttamente nelle infrastrutture e nelle imprese strategiche), i cartelli contenevano i riferimenti alle figure storiche esemplari della costruzione o della rinascita della nostra nazione: Giuseppe Verdi e Camillo Cavour, per il nostro Risorgimento e la liberazione dalle macchinazioni dell'impero britannico; Franklin Delano Roosevelt, per la ripresa dalla Grande Depressione del 1929 e la liberazione dalla minaccia nazista; ed Enrico Mattei, per la ricostruzione post-bellica.

Pochi istanti dopo aver alzato il primo cartello, il responsabile per l'Emilia Romagna Flavio Tabanelli è stato provocato da uno dei carabinieri che già lo avevano sott'occhio. Il carabiniere l'ha prima spinto sul petto e si è sentito chiedere "Perché mi mette le mani addosso?". In seconda battuta il militare gli ha gettato a terra il cartello. Al che, Tabanelli ha chiesto platealmente perché stesse calpestando un cartello per nulla offensivo, ma contenente dei suggerimenti politici ed economici.

I terremotati presenti hanno immediatamente espresso solidarietà e il carabiniere si è visto costretto ad allontanarsi.

Tabanelli ha quindi spiegato ai cittadini che il movimento previde la crisi finanziaria sin dai primi anni Novanta, già definendo i derivati finanziarii come il cancro dell'economia a livello globale, e dal 1997 chiede che i governi si riuniscano per decretare la fine di questo sistema finanziario fallito e rifondarlo in senso creditizio, in modo che si torni ad investire nelle imprese e nelle infrastrutture a livello planetario.

Intervistato da numerosi giornalisti, Flavio Tabanelli ha affermato che la separazione tra banche ordinarie e banche d'affari permetterebbe al governo di:
proteggere soltanto le banche autorizzate a raccogliere i risparmi ma vincolate a finanziare le infrastrutture e le imprese;
vagliare i debiti che, come nel caso eclatante della Grecia, sono attribuiti ai Paesi che si vuole colpire con l'austerità;
chiedere ai grandi creditori ragione dei titoli vantati, pronti a cancellare tutti quelli di origine illegittima (gioco d'azzardo finanziario, derivati, ecc.);
emettere i nuovi crediti produttivi, nella piena certezza che non finissero nuovamente fagocitati nel sistema speculativo del profitto a breve.

A chi gli ha chiesto un commento sulle lacrime di commozione del Presidente Napolitano ha immediatamente ribattuto che egli ha commesso un errore ben grave, nel fare Primo Ministro un Mario Monti che "sarà un buon contabile e avrà amicizie in alto, ma in fatto di economia fisica è incompetente", perché durante la Grande Depressione "Roosevelt in cento giorni mise le basi per la ripresa economica", mentre Monti non si differenzia dai governi precedenti, visto che "da cinque anni si dorme" e "si salvano le banche che hanno speculato".

Stiamo mettendo "125 miliardi nel fondo di stabilizzazione di un euro destinato ad implodere", ha proseguito Tabanelli, mentre, raggiunto dalle prime notizie del sisma, il 20 maggio Monti disse che non ci sarebbero stati molti soldi per intervenire. Questo significa che la ricostruzione dell'Emilia non è un problema locale. Sui terremotati, anzi, incombe l'incapacità dimostrata ben prima del sisma da politici impotenti davanti ai cosiddetti "poteri forti" dell'oligarchia finanziaria e incapaci di intervenire nella crisi della nostra Repubblica.

Ha anche ricordato la pluridecennale arretratezza delle infrastrutture attorno al gioiello del distretto biomedico, sorto più con capitali esteri che in virtù di una strategia creditizia nazionale: in passato fu tolta la ferrovia di collegamento con Finale Emilia e con Modena; lo scalo ferroviario di Mirandola è stato sostituito da un parcheggio dopo che la stazione è stata declassata a "fermata"; da quarant'anni si aspetta invano la superstrada cispadana al servizio dei paesi della "Bassa" e nulla si fa per ovviare al collegamento stradale con Modena, un percorso di trenta chilometri che sostituisce il letto, pieno di curve, di un antico torrente.

Alcuni manifestanti si sono dati a fischi e frasi insultanti, nei confronti del Presidente e dei rappresentanti delle istituzioni locali. Si spera che questi sappiano fare le dovute distinzioni e riconoscano il valore costruttivo delle proposte strategiche del Movimento Solidarietà.

Rassegna stampa

A differenza delle testate che hanno parlato soltanto dei fischi e degli insulti, alcune hanno riportato più o meno fedelmente il messaggio:

Modena Online riferisce che «Qualcuno ha anche esposto dei cartelli: [...] "Separare le banche e emettere credito e dare ossigeno alle pmi", "Ci vuole un Roosevelt per far rinascere le piccole e medie imprese"...»

Queste stesse citazioni approssimative sono riportare sull'edizione odierna di Qui Modena, a fianco della fotografia del cartello.

YouReporter.it contiene una videoregistrazione completa della protesta, ripresa anche dal sito del Corriere della Sera.

MO24.it, al minuto 4, riprende Tabanelli mentre espone il principio della Legge Glass-Steagall.

Il video de La Repubblica fa intravvedere la conclusione dell'episodio in cui Tabanelli subisce la provocazione del carabiniere, suscitando lo sdegno dei cittadini. Sull'edizione cartacea di oggi si legge: «un ragazzo issa un cartello contro le banche, un poliziotto glielo atterra con una manata, basta questo per far traboccare la pentola», a fianco della fotografia che ritrae integralmente la coppia di cartelli.
In un secondo paragrafo, dopo aver giustamente elogiato la protezione civile perché «sa rimettere in piedi le persone in tempi rapidissimi, ma non puntellare in fretta una economia terremotata», prosegue: «"Ci vuole un Roosevelt per le imprese" diceva uno di quei pericolosissimi cartelli di protesta sbattuti a terra dalla polizia. In questo sì, il piccolo Stato ha bisogno del grande Stato».

Il Corriere di oggi riporta sì la fotografia del cartello ma confonde l'esponente di MoviSol con la «decina di leghisti e militanti dei centri sociali che lo hanno fischiato tra Bologna, Mirandola e Crevalcore, ma che sono stati zittiti dagli applausi dei terremotati».

Vedi anche:




mercoledì 6 giugno 2012

MIO CARO ENRICO, HAI SBAGLIATO A PARTECIPARE AL BILDERBERG, OGGI I POPOLI HANNO GLI OCCHI PIU' APERTI!!!!


Tra Bilderberg e cospirazioni: a cosa mira l’èlite

InGlass-Steagall su giugno 6, 2012 a 8:39 AM
Enrico Letta si è sentito in dovere di motivare le ragioni della partecipazione al meeting Bilderberg dello scorso fine settimana, riportiamo le sue parole pari pari dal suo profilo pubblico su Facebook.

“Niente cospirazioni, non c’è una piovra soffocante” – si giustifica Letta – ma già dalle sue parole si intuisce il modus operandi di questi gruppi.
Si mettono insieme persone importanti della politica, delle istituzioni, della comunicazione e della finanza, nel Comitato di direzione – così come indicato sul sito ufficiale, cui vi rimandiamo http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html – figurano nomi altisonanti del mondo degli affari: David Rockefeller, il Presidente di Goldman Sachs, quello di Axa, e quelli di Deutsche Bank AGBarclaysLazardAlcoaRoyal Dutch Shell, etc…

Al meeting vengono discussi i temi dettati dall’agenda che i padroni di casa del Bilderberg ‘consigliano’, così che tutti si sentano importanti e coinvolti nel perseguire certi obiettivi.

C’erano persino rappresentanti dell’opposizione siriana e russa, guarda caso…
Da questi dettagli si capisce la loro agenda: in presenza di una gravissima crisi finanziaria internazionale, anziché affrontare il tema con una soluzione vera, si intende creare una situazione di caos geopolitico, così da alimentare le tensioni e generare conflitti bellici:si osservino le frizioni che si stanno creando con la Russia, la Siria e l’Iran.
Il punto è che gli organizzatori di meeting come Trilateral e Bilderberg non controllano tutto, ma agiscono per garantire una politica “comune” per influenzare le èlite nelle scelte di governo.
Il problema è la loro politica, che la facciano attraverso la Bilderberg o in altro modo.
Pertanto, per tornare a Enrico Letta, è evidente che la sua sfera di influenza adesso è chiara ed esplicita con la partecipazione al meeting.
Il numero 2 di un partito, il PD, che aspira a tornare al Governo del Paese, è anche l’uomo che più di altri si distingue per le liberalizzazioni a tutto campo in Italia, appena pochi mesi fa proponeva il banchiere Profumo alla guida del Governo, è dunque una figura politica che va di diritto ascritta alla fazione liberista.
Le parole di Letta lasciano senza risposta: le cose che si sono detti a porte chiuse avranno avuto a che fare con l’indirizzo delle politiche energetiche e finanziarie?
E quando Letta interverrà su questi temi in Italia con quale voce parlerà?
Rappresenterà gli interessi della base popolare che lo ha eletto o riporterà il pensiero ‘condiviso’ ed eterodiretto che raccomanda sempre la stessa ricetta a ogni paese: privatizzare, liberalizzare, aprirsi al commercio internazionale?
E poi non ci convince nemmeno che voglia liquidare la cosa con una semplice battuta sulle fantasie di chi vedrebbe complotti ovunque.
Non siamo così sciocchi da credere che i complotti si facciano al chiuso di stanze di albergo.
Pensiamo piuttosto che sia evidente che l’Euro è stato costruito per falcidiare le economie degli stati sovrani così da indurle giocoforza a ricercare una unione superiore, pretendendo una ‘volontaria’ cessione di sovranità da parte dei paesi in gravissima crisi economica.
D’altronde Letta non si accorge nemmeno che il popolo è soffocato da una piovra finanziaria, e sicuramente negli incontri a porte chiuse gli squali della finanza hanno bell’e apparecchiato la tavola, mettendo i popoli alla fame.

Lasciamo pure che i liberisti intavolino i loro progetti irresponsabili.

Per contro con NOBIGBANKS siamo impegnati a Salvare la gente e Riformare la finanza.
Continua la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall, vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks
Salviamo la Gente. Riformiamo la finanza.
Questi alcuni tra i commenti più recenti che accompagnano le firme:
Separare le banche è una buona iniziativa, però quà serve una cosa + rapida vista la situazione, tipo organizzare manifestazioni di protesta con molta gente a Roma. Primo P.

Senza questa separazione dal tunnel non si esce! Maria Grazia

giovedì 17 maggio 2012

DIAMO UNA MANO A NOBIGBANKS PER LA SEPARAZIONE BANCARIA E IL CREDITO PRODUTTIVO


InGlass-Steagall su maggio 14, 2012 a 5:35 PM
La Commissione europea ha appena rilasciato le proprie previsioni per l’Italia che, guarda caso, prevedono la necessità di ulteriori interventi sul bilancio dello stato per poter raggiungere l’obiettivo del pareggio nel 2013.
Speriamo che nessuno si sorprenda.

Noi lo diciamo da tempo: i tagli e le tasse non funzionano;non si arriva al pareggio di bilancio attraverso l’austerità. Si peggiora solo la situazione perché la gente ha meno soldi da spendere, gli investimenti vengono meno. In breve, la politica del pareggio di bilancio porta dritto alla recessione, non deve sorprendere che poi peggiorino ancora i conti pubblici.
It’s not rocket science, come dicono gli americani, non dovrebbe essere difficile capirlo. Ma evidentemente i professori, i tecnici, e i politici che li scimmiottano, sono cosìinquadrati nella politica monetarista e liberista che non riescono a comprendere la realtà.
In loro difesa, sono decenni che sono stati abbandonati i principi dell’economia sana quindi si può capire che non ne hanno quasi gli strumenti, ma la vera domanda è un’altra.
i Ministri Passera e Fornero
L’esempio del Ministro Fornero (rimandiamo al link del post Fornero: il lavoratore paghi subito, ma la finanza non si tocca.) non promette bene. Nonostante le lacrime per le conseguenze dei tagli sulla gente, ha continuato sulla strada dell’austerità. Ha superato la sua reticenza umana, per andare avanti con le teorie liberiste senza remore.
Nel frattempo Monti sembra sempre più preoccupato. L’economia frena, i cittadini non ci credono più. Il gradimento del governo tecnico scende molto rapidamente e non è difficile capire che toccherà punti ancora più bassi dopo le prime scadenze dell’IMU.
Ora il professore comincia a parlare di investimenti, di come evitare l’ulteriore aumento dell’IVA.
Non ci prenda per fessi però, cercando di fare vedere che vuole stimolare l’economia mentre lui – e in modo spiccato il Ministro Passera – continuano ad insistere che la “crescita” vera arriverà dalle liberalizzazioni, che creeranno competizione e dinamicità.
La realtà dimostra il contrario, che le riforme strutturali di questo tipo mirano semplicemente ad aprire nuovi settori dell’economia agli squali della finanza, colpevolizzando chi ha un reddito decente e non accetta il modulo della guerra tra poveri.
Tra BCE, FMI e i nuovi organismi ancora peggiori in discussione ora (l’ESM per esempio) si continua a dare soldi praticamente gratis alle banche per fare guadagni facili con la speculazione in derivati e in titoli di stato, senza mai intervenire nell’economia reale.

Non funziona, e pure i dati ufficiali lo dimostrano.
Se vogliamo cambiare direzione prima che sia troppo tardi, occorrono le vere riforme: separazione bancaria e credito produttivo.


Vi invitiamo a usare per Twitter gli hashtag#separazionebancaria, #nobigbanks.
Teniamo sempre dritta la barra: “Salviamo la Gente, Riformiamo la finanza”.
Dateci mano a diffondere la campagna di raccolta firme per