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mercoledì 11 febbraio 2015

RINO CAMILLERI: "CI SONO SOLO DUE VIE:LA CONVERSIONE O LA GUERRA CONTRO L'INGIUSTO AGGRESSORE"


I pacifisti hanno trasformato il concetto di pace con le marce e le bandiere arcobaleno, ma per la tradizione cristiana, la pace è tranquillità nell'ordine
di Rino Cammilleri


A letto con l'influenza, ho guardato l'Angelus del Papa a Capodanno in tivù. Il primo giorno dell'anno è consacrato a Maria Madre di Dio. Ma ormai è roba da tradizionalisti inveleniti. Per i cattolici adulti il primo dell'anno è la Giornata della Pace, molto più aperta e avanzata. Così, nella piazza romana gremita quelli di Sant'Egidio si sono presentati con un megastriscione bianco e la scritta cubitale "La pace è possibile". Cioè, uno slogan più pieno di vento dell'otre di Eolo (cfr. Odissea). Non significa niente, ma fa tanto trendy.

TAVOLO DELLA PACE CON L'ISIS?

martedì 18 settembre 2012

GIUSTO PER NON FARCI MANCAR NIENTE GUARDIAMO ANCHE A GARABANDAL, OGGI OCCORRE CURARE PIU' L'ANIMA CHE IL CORPO E LA SACOCCIA

ENNESIMO ATTACCO AI CRISTIANI , A ZINDER IN NIGER BRUCIATA UNA CHIESA


Chiesa e Missione MISNA 

[Riceviamo e volentieri pubblichiamo parte di una testimonianza inviata alla MISNA da padre Mauro Armanino, in Niger con la Società missioni africane (Sma). Il testo è stato scritto dopo le violenze che si sono verificate venerdì e nel fine-settimana anche nella città di Zinder a seguito della diffusione di un video anti-islamico offensivo nei confronti del profeta Maometto]

La prima volta di Zinder

Era venerdì 14 settembre quando la chiesa di Zinder è stata parzialmente bruciata. Sono le seconde ceneri del paese. Le prime risalgono a quando il palazzo del Ministero di Giustizia era stato incendiato l’anno scorso. Gli archivi e i dossier degli indagati per corruzione erano finiti in cenere.

Esattamente come la giustizia con mandanti ed esecutori. O allora si è trattato di un banale corto circuito. Lo stesso che è imputato per la serie di incendi che hanno devastato i mercati della capitale. E nel contesto delle ceneri altri incendi si sono sviluppati. Quelli industriali della raffineria di petrolio inaugurata nel mese di novembre scorso. Quelli con i copertoni delle macchine e dei camion in città. E quelli in seguito all’uccisione di tre persone durante le manifestazioni di strada dell’anno scorso. Zinder è stata la prima capitale del territorio coloniale francese nel 1922. L’amministrazione fu poi trasferita a Niamey, l’attuale capitale del Niger che si trova a 650 kilometri da Zinder. Adesso, per la prima volta, l’incendio in una chiesa [...].

Erano le nove quando un gruppo di persone ha iniziato l’opera di distruzione dell’edificio religioso di Zinder. Anche la statua di Maria e la scuola adiacente sono state saccheggiate. Unitamente al clima di tollerata fiducia che finora aveva condotto la convivenza civile in questo paese. Per la prima volta si contano le macerie di quanto era stato pazientemente intessuto in decennali rapporti di convivenza. Non appare casuale e forse neppure causale. Sono le frustrazioni accumulate e depositate come i serbatoi di greggio che hanno seminato illusioni petrolifere poi fallite. Frustrazione per l’uranio che appare come la più pericolosa chimera che il Niger abbia mai subito. Frustrazione per una classe politica che bada a non scompaginare i propri interessi che coincidono con quelli dei potentati sino-francesi. Ai primi hanno persino dato le medaglie della legione al merito. Ai poveri non è mai stato dato nulla se non la cenere della democrazia.

Zinder si trova a 150 chilometri da Kano in Nigeria. Non è difficile organizzare spedizioni e neppure pagare che la rabbia dei giovani diventi il prezzo di un improbabile riscatto. Non si può continuare a pensare che rimangano impunite le conquiste neocoloniali del mercato unico. Si vende e svende la vita di migliaia di giovani con e per i quali l’unica prospettiva accettabile è l’esodo. Per ora quasi completamente bloccato per la Libia, in Costa d’Avorio e paesi adiacenti. La prima volta di Zinder coincide con la protesta che si arma e viene manipolata per confiscare il vuoto. Zinder è la prima volta che si specchia nel possibile accadimento delle geopolitiche nascoste.

Il Consiglio islamico del Niger ha ricordato ieri che non è dell’Islam distruggere chiese o altri edifici religiosi. Non si possono uccidere persone che non hanno nulla in comune con quanto accaduto altrove. Che proprio dell’Islam è invece la pace e la tolleranza. A Zinder erano un centinaio di giovani nel cortile. Dopo aver abbattuto la porta della chiesa hanno bruciato fino alla grotta. La statua di Maria è andata in frantumi come una madre. Come le certezze di quanti pensavano che il futuro potesse tornare a declinarsi al quotidiano. Hamani scrive che la sua casa è andata distrutta con le recenti inondazioni nel paese. Dice che non ha un luogo dove posare il capo e chiede alcune stuoie di paglia per lui e la sua famiglia. Ha bisogno anche di alcuni pali di legno per appenderle. Per la prima volta come una speranza.

(Vedi anche notizia delle 8.45)

giovedì 23 agosto 2012

UN UOMO CHE PARAGONA L'EURO ALLA MADONNINA...HA BEN POCO DI CATTOLICO!!! SOLO UNA GAFF? MAH!!!!

(se Vittadini incensa Monti e questo – con una gaffe – equipara Mammona alla Madre di Dio…)




(....) C’è poi nel merito il “caso Monti”. L’uomo è spento assai e propenso alla gaffe: basti dire che domenica, davanti a un uditorio cattolico, ha dichiarato: “l’euro è come la Madonnina sul Duomo di Milano”.
Una vera e propria bestemmia – sia pure involontaria – questo equiparare Mammona (il denaro) alla Madre di Dio (peraltro in un Meeting che ha una meravigliosa mostra proprio sul Duomo).
Mi pare che anche dal punto di vista politico ed economico questo euroentusiasmo sia una baggianata visto quello che sta accadendo. Ma mostra una certa inadeguatezza dell’uomo, un’incapacità a diventare statista: resta purtroppo un piatto tecnocrate.
Con un’idea strana della democrazia, come si è visto – pochi giorni fa – quando è andato a dichiarare in Germania che i parlamenti sono un intralcio ai governi (facendo sollevare tutta la stampa e la politica tedesche).
D’altronde domenica ha preteso di dettare ai giornalisti gli aggettivi da usare (“non si usi più l’aggettivo ‘furbi’ nei Tg che descrivono la lotta all’evasione”).
Dal punto di vista cattolico i valori non negoziabili non sono neanche nell’orizzonte del suo governo. E aspettiamo ancora che Monti ci spieghi perché taglia su scuola, libertà di educazione e medicine degli ammalati e disabili, per non voler tagliare il mostruoso spreco sui cacciabombardieri F-35.
Anche sulla sussidiarietà – il tema (quasi esclusivo) che sta a cuore a Vittadini – il piatto piange: il governo che ha portato la tassazione al livello più alto della nostra storia, mi pare incarni il contrario della lotta allo statalismo.
Quando uno Stato “espropria” il 60 per cento della ricchezza prodotta dai cittadini i risultati disastrosi sono un’economia in ginocchio (come le famiglie), una libertà limitata e perfino l’aumento del debito pubblico.
Detto questo si può pure dire che il governo Monti è stato un male minore, una scelta obbligata. Ma di qui a cantare inni come fa Vittadini ce ne corre.
Non si può acclamare Monti come l’uomo della Provvidenza (casomai della previdenza).
Giustamente don Carron, in quell’intervista, parlando dei politici, diceva: “noi dobbiamo sempre mantenere quella che don Giussani chiamava ‘una irrevocabile distanza critica’ ”.
E parlava di politici che vengono da CL. Figuriamoci di uno che viene da Goldman Sachs, Trilateral e Bildeberg (peraltro domenica il diluvio di applausi che ha accolto l’ingresso in sala di Formigoni ha fatto capire a tutti che il cuore dei ciellini non batte certo per Monti).LEGGI TUTTO

martedì 3 gennaio 2012

PER CHI SCRUTA IL FUTURO.....


La profezia dei Maya, gli oroscopi…. A milioni vanno dietro a queste favole, specialmente con l’ingresso nel 2012 e complice l’incertezza provocata dalla crisi. Si ignorano invece le profezie vere e documentate.
Quali sono?
Anzitutto le trecento profezie messianiche dell’Antico Testamento, clamorosamente compiutesi fin nel dettaglio in Gesù di Nazaret.
Da allora chi ha fatto profezie che effettivamente si sono storicamente realizzate è, nelle sue diverse apparizioni, la Madonna che non a caso la Chiesa venera come “Regina dei profeti”.
IL SOLE DI FATIMA
Quella più nota e più recente è contenuta nel messaggio dato a Fatima nel luglio 1917. Garantito dal clamoroso prodigio del sole, accaduto il 13 ottobre 1917 davanti a 70 mila persone (fra cui diversi agnostici e atei).
Prodigio documentato sui giornali laici del tempo.
La profezia cominciò ad avverarsi un mese dopo con la rivoluzione bolscevica in Russia, predetta dalla Madonna.
Ora abbiamo una nuova, clamorosa conferma di un altro dettaglio della profezia grazie all’apertura degli archivi di stato britannici per i documenti che hanno superato i trent’anni, quindi quelli relativi al 1981.
E’ una storia che sta venendo alla luce proprio in queste ore (ne ha scritto ieri Enrico Franceschini su Repubblica), ma per capirne la portata e il legame con Fatima bisogna fare un passo indietro.
Nell’apparizione del luglio 1917 la Madonna affidò ai tre bambini un messaggio importantissimo: lei sarebbe tornata a chiedere “la consacrazione della Russia” al suo Cuore immacolato, da parte del Papa e dei vescovi, e “la comunione riparatrice dei primi sabati”.
Se fosse stata ascoltata questa sua richiesta il mondo avrebbe avuto pace, in caso contrario nessuno avrebbe potuto fermare una seconda guerra mondiale e una diffusione del comunismo nel mondo che avrebbe scatenato persecuzioni contro i cristiani, orrori e guerre.
In effetti la Madonna tornò ad apparire a suor Lucia nel 1929 dicendo che quella era l’ora, ma non fu ascoltata. Per questo accadde tutto ciò che aveva predetto.
WOJTYLA IL GRANDE
Nel 1978 divenne papa Giovanni Paolo II. Soprattutto dopo l’attentato del 13 maggio 1981, i cui mandanti stavano ad est, ritenendo di essere stato salvato miracolosamente  proprio dalla Madonna di Fatima di cui, esattamente in quel giorno, si celebrava la festa, decise di riprendere in mano il messaggio di Fatima.
Fin dal 1981 cercò dunque ripetutamente di fare la consacrazione chiesta dalla Madonna, ma lui stesso dovette superare forti opposizioni degli ambienti ecclesiastici.
Il Papa comunque la fece – come potè – il 25 marzo 1984. In quella celebrazione solenne pronunciò una preghiera drammatica e toccante, dove fra l’altro gridava:
“Madre degli uomini e dei popoli… dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!”.

Anni dopo venni in possesso di una straordinaria intervista di suor Lucia che il 14 ottobre 1993 era stata registrata con la telecamera da un giornalista portoghese (la trasmisi in tv, ad Excalibur).

In essa l’anziana suora, fra le altre cose, faceva questa sorprendente affermazione: “La Consacrazione del 1984 ha evitato una guerra atomica che sarebbe accaduta nel 1985”.
In effetti la Madonna a Fatima aveva predetto che il comunismo avrebbe scatenato guerre e questa profezia era nota e pubblica da anni.
Ma ero perplesso perché non capivo chi e quando poteva aver fatto sapere a suor Lucia che un conflitto nucleare nel 1985 era stato scongiurato grazie alla Consacrazione del 1984, visto che le apparizioni di Fatima erano avvenute molti anni prima.
La risposta mi venne implicitamente il 17 febbraio 2005, quando aprii Repubblica e vi trovai un’ampia intervista al cardinale Bertone.
Il prelato, che più volte aveva fatto visita alla suora portoghese, rivelò, fra le altre cose, che “Lucia ebbe una visione nel 1984, l’ultima ‘pubblica’ di cui non si è mai parlato, durante la quale la Madonna la ringraziava della consacrazione nel suo nome”.
Evidentemente era in quell’occasione che la veggente aveva avuto la clamorosa “informazione” e da una fonte davvero attendibile e “altolocata”.
IL GIORNO DELL’ARSENALE
Tuttavia, ritenendo che una guerra nucleare non scoppia da un momento all’altro senza motivi storicamente accertabili, scrivendo il libro “Il quarto segreto di Fatima”, andai a cercare le notizie di quei primi anni Ottanta che confermavano o smentivano l’esistenza di una condizione prebellica.
Scoprii che in effetti nei primi anni Ottanta la tensione fra Est e Ovest era stata gravissima e aveva toccato il culmine nel 1983, con la crisi degli euromissili. Al Cremlino si succedevano Breznev, Andropov, Cernenko.
Il sistema economico sovietico era ormai al collasso e la sfida militare imposta da Reagan – secondo i capi comunisti – metteva l’Urss davanti a una sola alternativa: o scatenare subito un attacco militare (inevitabilmente nucleare) all’Europa occidentale, prima di trovarsi in minorità militare sullo scenario europeo, o arrendersi al crollo del regime.
Il Cremlino prese dunque in esame la possibilità di un attacco preventivo all’Occidente. E’ in questa terribile situazione, il momento più drammatico dal dopoguerra, che si situa la solenne consacrazione del Papa.
Ebbene, dopo di essa accadono una serie di eventi del tutto imprevisti che di fatto spazzano via la possibilità concreta di una guerra. Ma perché nel giro di pochi mesi il Cremlino accantona l’ipotesi dell’attacco?
Uno dei fatti che possono aver determinato quella svolta, secondo Alberto Leoni, esperto di storia militare, fu l’ “incidente” che mise fuori uso il potenziale militare sovietico, l’esplosione dell’arsenale di Severomorsk, nel Mare del Nord: “senza quell’apparato missilistico che controllava l’Atlantico” spiegava Leoni “l’Urss non aveva più alcuna speranza di vittoria. Per questo l’opzione militare fu cancellata”.
Ebbene, quell’evento accadde due mesi dopo la Consacrazione fatta dal Papa, ma conta soprattutto il giorno: era il 13 maggio 1984, anniversario e festa della Madonna di Fatima e dell’attentato al Papa.
A quel punto l’Urss fu costretta a trovare un’altra via: la (disperata) riforma del sistema sovietico. Così, con la morte di Cernenko, pochi mesi dopo la consacrazione fatta dal Papa, fu chiamato al potere, a Mosca, Mihail Gorbacev.
IL SEGNO DI MARIA
L’uomo delle riforme impossibili (che in realtà portò il comunismo alla fine incruenta) firmò con Reagan il fondamentale trattato per la riduzione degli armamenti e l’eliminazione degli euromissili, che allontanava l’apocalisse nucleare – guarda caso – il giorno 8 dicembre del 1987, quando la Chiesa festeggia l’Immacolata Concezione.
E’ inevitabile ricordare che proprio la profezia di Fatima si concludeva così: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”. Ed è stupefacente trovare sempre il “segno” di Fatima in tutte le date che segnano il progressivo dissolversi del comunismo. Infatti l’atto di liquidazione dell’Urss si consumò di nuovo un 8 dicembre (dell’anno 1991) e la bandiera rossa con falce e martello fu definitivamente ammainata dal Cremlino il 25 dicembre 1991, Natale del Signore.
Di nuovo si poteva constatare l’avverarsi della prima profezia di Maria, quella contenuta nel Magnificat: “Dio abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili”.
ULTIME RIVELAZIONI

lunedì 7 novembre 2011

LA SCIENZA HA MISURATO LA POTENZA DELLA PREGHIERA....COSTA NULLA, SE FATTA COL CUORE PORTEREBBE BENEFICI INIMMAGINABILI...

Cosa fare di fronte al disastro


Antonio Socci  

Libero, 6 novembre 2011 

Alluvioni e disastri materiali (due in dieci giorni) si sommano a alluvioni e disastri economici e finanziari e tutti insieme, proprio nelle stesse ore, sconvolgono questa povera Italia, “nave senza nocchiero in gran tempesta”, facendo dilagare insicurezza, angoscia, paura del futuro, smarrimento.

Possibile che proprio nel 150° anniversario della costruzione dello stato unitario degli italiani si debba rischiare il baratro quando tutti sanno, nel mondo, che la nostra è un’economia forte? I disastri naturali arrivano esattamente nei giorni più cupi ad alimentare smarrimento e depressione.
Fra i flutti minacciosi del mare in tempesta, tutti cerchiamo la stella polare per ritrovare la rotta e tutti guardiamo al timone, che sembra abbandonato a se stesso. Ma soprattutto tutti ci chiediamo cosa ognuno di noi possa fare, perché di certo ognuno di noi può fare qualcosa, anche senza rimetterci un euro.
Questa, fra l’altro, è la felice intuizione del signor Giuliano Melani che ha invitato tutti gli italiani a comprare, lunedì prossimo, i titoli pubblici dello Stato (il risparmio degli italiani è fra i più alti nel mondo).
Una strada semplice e facile, ma geniale (e pure conveniente) per una prima uscita dal rischio fallimento. E’ noto infatti che il Giappone è enormemente più indebitato di noi: lì il rapporto debito/pil è addirittura al 223 % e quello fra deficit e pil è al 7,50 %.
Ma il Giappone non incorre nelle punitive speculazioni del mercato e nelle umiliazioni di altre potenze proprio perché tutto il debito pubblico è allocato nelle mani dei risparmiatori giapponesi.
Dunque il “teorema Melani” dovrebbe farci aprire gli occhi. Più in generale dovremmo capire che impegnarsi (utilmente) invece che (inutilmente) indignarsi è il primo passo di una riscossa civile e di un soprassalto di dignità nazionale.
Anche perché è ben difficile confidare nei politici e nelle élite (considerata pure la disastrosa prova che stanno dando oggi, come nel passato).
Costoro dovranno cambiare radicalmente per riguadagnarsi la nostra fiducia. Ma anche noi dovremo cambiare.
La “malattia” italiana attuale è anzitutto una malattia spirituale e morale, perché il Paese ha tutte le risorse materiali per tappare le falle apertesi nella nave e riprendere la navigazione.
Occorrono qualità umane (disinteresse, dedizione al bene comune, sapienza, dignità, senso di responsabilità, spirito di sacrificio, onestà e solidarietà) più ancora che risorse finanziarie.
Lo ha sottolineato ieri lo stesso presidente della Repubblica quando ha detto che per uscire dalla crisi bisogna “ritrovare la strada della coesione sociale e nazionale”.
Ha aggiunto: “Bisognerà cambiare molte cose nel modo di governare, produrre e lavorare, vivere e comportarsi di tutti noi”, “indispensabile sarà lo spirito di sacrificio e lo slancio innovativo, affrontando anche decisioni dolorose che potranno apparire impopolari”.
Napolitano ha concluso: “L’Italia non può trovare la sua strada in un clima di guerra politica. È indispensabile riavviare il dialogo tra campi politici contrapposti”.
Quello che serve è una rinascita spirituale e morale, perché le risorse economiche per far fronte ai problemi ce le abbiamo già. Ma allora a chi rivolgersi per ritrovare energie morali che possano far cambiare la mentalità di una classe dirigente e di un popolo? A chi guardare?
Anche la Chiesa è chiamata a dare il suo prezioso contributo per il suo millenario rapporto di maternità col nostro popolo. Ma qual è il primo contributo che i cattolici possono dare al bene comune?
C’è anzitutto la loro operosità (la si vede in atto anche a Genova in queste ore), c’è la carità, che sostiene tante situazioni di sofferenza e di bisogno. La loro è una presenza preziosa e indispensabile anche fra i giovani.
Ma il primo contributo dei cristiani al bene di tutti – ci ha spiegato il papa – è la fede, che si esprime anzitutto con la preghiera e che sta alla base anche della carità.
Il popolo cristiano lo sa. Vorrei dunque girare al cardinale Bagnasco, presidente della Cei, e a tutta la Chiesa italiana, l’appello che mi è stato rivolto da tanti lettori che mi hanno scritto, perché venga indetta in tutte le chiese del paese una grande giornata di preghiera per l’Italia.
Magari con qualche gesto solenne alla santa casa di Loreto (perché l’Italia è la seconda patria della Regina del Cielo) e presso i nostri santi protettori, ad Assisi, alla tomba di san Francesco, e a Santa Maria sopra Minerva, a Roma, dove è sepolta santa Caterina.
So che ad alcuni sembrerà illusorio l’appello alla preghiera, ma il problema è che sembrerà fuori luogo anche a tanti ecclesiastici e a tanti “cattolici impegnati”, i quali credono che il contributo che i credenti possono dare al bene comune sia anzitutto un discorsetto sociologico (o magari qualche convegno che permetta a certuni di mettersi in luce per prenotarsi poltrone o ricollocarsi per salvare posizioni di potere).
Invece il vero e più prezioso tesoro che i cristiani portano al bene comune è anzitutto la preghiera e la conversione. Perché la benedizione di Dio – come disse il Papa quando esplose la crisi finanziaria negli Stati Uniti e crollarono imperi finanziari – è l’unica certezza che non viene meno, che non tradisce, che protegge, che illumina e porta pace e bene per tutti.
L’antico popolo d’Israele vinceva le sue battaglie contro i nemici quando Mosè teneva le mani alzate in preghiera. Così anche la Chiesa sa, da sempre, che la preghiera è una forza potentissima. Basti dire che Benedetto XVI – sulla scia di Giovanni Paolo II – nei giorni scorsi ha di nuovo messo in relazione il crollo incruento delle dittature comuniste del 1989 con la preghiera dei cristiani e dei martiri.
E la Madonna – a Fatima e a Medjugorije – ha ripetuto che la preghiera ha perfino il potere di fermare o allontanare le guerre (anche se certe élite cattoliche sembrano ignorarlo).
Infatti nel Motu proprio con cui indice l’ “Anno della fede”, Benedetto XVI scrive: “Capita non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune”.
Mentre “questo presupposto non è più tale”. Se qualche cattolico non crede nell’immensa forza della preghiera la fede manca anzitutto a lui.
Chi aveva molto chiaro tutto questo era un uomo, don Luigi Giussani, che pure aveva insegnato a una generazione di cattolici a impegnarsi negli ambiti sociali, culturali, civili e politici.
Quindici anni fa, nel 1996, quando l’Italia attraversò un’altra crisi – ma molto meno grave di quella attuale – don Giussani lanciò, come iniziativa pubblica, proprio un gesto di preghiera alla Madonna di Loreto e ai Santi Patroni per la salvezza del nostro Paese.
Si spiegò con queste parole in un’intervista alla Stampa:
“la situazione è grave per lo smarrimento totale di un punto di riferimento naturale oggettivo per la coscienza del popolo, per cui il popolo stesso venga spinto a ricercare le cause reali del malessere e a salvarsi così dagli idoli. Questo smarrimento comporta una inevitabile, se non progettata, distruzione dello stato di benessere, che risulta così totalmente minato nella tranquillità del suo farsi. Perché riprendere, bisogna pur riprendere!”.
Sembrano parole pronunciate oggi. Nei grandi cristiani il realismo fa a braccetto con il totale affidamento a Dio (non con le chiacchiere sociologiche).
Del resto nella storia delle nostre città e del nostro popolo, per secoli, l’incombere delle avversità (epidemie, guerre, terremoti, alluvioni, carestie) ha sempre indotto la nostra gente a raccogliersi nelle chiese e affidarsi alla Madonna e ai santi della nostra terra.
E gli innumerevoli santuari e le tante immagini votive ricordano quante volte il popolo è stato soccorso, quante volte sono state scongiurate tragedie e quante volte sono stati illuminati coloro che potevano determinare il bene o il male di tutti.
Antonio Socci
Libero, 6 novembre 2011

mercoledì 1 giugno 2011

NON AVEVAMO DUBBI CHE MARIA AVREBBE BATTUTO "L'INFEDELE"



LA BUONA TV




madonna medjugorie

di Marco Deriu
31-05-2011




Non è facile dedicare una prima serata televisiva a un fenomeno popolare e misterioso qual è quello generato dalle apparizioni della Madonna a Medjugorje senza cadere nel sensazionalismo o nella retorica. Gli autori dello speciale “Viaggio a Medjugorje” (Rete 4) ci sono riusciti, proponendo un itinerario articolato e intenso attraverso il mistero di fede che avvolge la località della Bosnia Erzegovina diventata famosa da quando, 30 anni fa, la Madonna apparve per la prima volta a sei ragazzi del luogo.



A fare da guida nel ripercorrere questa straordinaria vicenda è stato Paolo Brosio, insieme al giornalista e scrittore Antonio Socci e all’attrice Claudia Koll. Al pubblico televisivo sono state presentate le dichiarazioni dei protagonisti, dei testimoni e dei credenti che dal pellegrinaggio in questo paesino hanno tratto un beneficio spirituale prima ancora che materiale.



Le veggenti Vicka e Miriaja hanno cercato di spiegare il contenuto delle apparizioni e dei messaggi della Vergine; la prima ha parlato del diario che la Madonna le avrebbe dettato, mentre la seconda ha aperto una finestra sui “segreti” di Medjugorje, che in realtà rimandano alla purezza e all’essenzialità della fede. È stato mostrato anche il Podbrdo, ovvero la collina su cui i primi giorni i veggenti videro la Madre Celeste, e il Monte Krizevac, insieme alla chiesa di San Giacomo, dove i ragazzi si rifugiavano negli anni della persecuzione del regime comunista per poter continuare a vivere il loro incontro con la Madonna.



Ma le voci più sorprendenti sono state quelle dei pellegrini – che a centinaia di migliaia in questi trent’anni si sono recati sul luogo in cui la Madonna appare dal 24 giugno 1981 – e le testimonianze di chi ha semplicemente voluto raccontare la sua avventura spirituale culminata in una guarigione, in una conversione, in una nuova consapevolezza del dono della vita.



Il racconto si è sviluppato con toni quasi sommessi, senza cadere in inutili agiografie, senza cercare soluzioni a effetto, senza scivolare in cedimenti patetici, nemmeno quando è stata proposta la testimonianza di una ragazza che proprio a Medjugorje ha ricominciato a camminare; né quando sono state raccolte le parole di un’altra giovane che improvvisamente ha recuperato la vista o le dichiarazioni di chi è improvvisamente guarito dalla forma tumorale da cui era affetto.



Si è puntato sulla storia di un evento e sulle migliaia di storie che questo ha generato nella vita e nel cuore delle molte persone che in un modo o nell’altro lo hanno attraversato, restandone segnate irreversibilmente. Una di queste è proprio Paolo Brosio, volto televisivo noto da vent’anni, quando era un inviato del telegiornale di Emilio Fede e fu reso famoso dai “maltrattamenti” che quest’ultimo gli riservava in diretta. Diventato personaggio, Brosio è apparso sul piccolo schermo in diversi ruoli, fino a presentarsi nei tempi più recenti con l’immagine di un uomo che, nel momento più buio della sua esistenza, all’apice del successo professionale ma con una vita frammentata negli affetti e disordinata nei comportamenti, si è lasciato interpellare da un mistero e ha risposto con un “sì”. Questo lo ha portato a vestire i panni del conduttore in questo viaggio, ripercorso all’insegna di uno sguardo non più furbo e smaliziato ma genuino e quasi infantile sulla realtà del mondo.



La trasmissione ha rispettato la profonda fede di chi crede alle apparizioni e ai miracoli attribuiti alla Madonna di Medjugorie, la posizione prudenziale della Chiesa, lo scetticismo di chi ha qualche resistenza nei confronti del soprannaturale. Comunque la si pensi, è un dato di fatto che nella cittadina della ex Jugoslavia sia nato e cresciuto un movimento di fede e di preghiera dalle proporzioni consistenti.



L’argomento si sarebbe prestato a speculazioni di ogni genere, ma il programma è riuscito a evitare ingiustificate derive stilistiche. Si è scelto di presentare i fatti e dare parola ai testimoni senza forzature, lasciando allo spettatore la libertà di formarsi una propria opinione a partire da una migliore conoscenza storica di quanto è successo. Nella televisione dell’eccesso e della continua speculazione emotiva su tutto ciò che non è immediatamente spiegabile con gli strumenti della scienza e della ragione, lo speciale andato in onda su Rete 4 ha costituito una piacevole eccezione.



Gli ascolti hanno premiato questa scelta. La produzione più seguita è stata la fiction “Fratelli Detective” in onda su Canale 5 con il 14,12% di share, mentre su RaiUno la “Partita del cuore” ha fatto registrare il 12,65%. Subito dopo queste due proposte di grande richiamo, si è collocato “Viaggio a Medjugorje”, seguito dal 12,11% degli spettatori. Molto più di quanto totalizzato da “Plastik – Ultrabellezza” (Italia 1), “Voyager” (RaiDue), “La morsa del ragno” (RaiTre) e “L’infedele” (La7).

martedì 15 marzo 2011

DA UNA SELEZIONE DI VECCHI MESSAGGI DELLA MADONNA DI ANGUERA NEL 2010

Cari figli, solo mediante la forza della preghiera l’umanità troverà il cammino della pace. Amate la verità e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Dio ha bisogno di voi. Aprite i vostri cuori e accettate la sua volontà per essere grandi nella fede. Accadrà in Giappone e si ripeterà nel Paraíba. Ovunque si udranno grida di disperazione. Io sono vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi attende. Avanti lungo il cammino che vi ho indicato. Qualunque cosa accada non allontanatevi dal Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



3.295 - 20 marzo 2010
Cari figli, aprite i vostri cuori al Dio della salvezza e della pace. Sono giunti i tempi da me predetti. L’umanità cammina verso l’abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera, perché solo così sarete capaci di sopportare il peso delle prove che già si stanno preparando. Voglio dirvi che questo è il tempo della grazia. Vi attendono ancora tempi dolorosi. Io sono vostra Madre e sono con voi. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Quello che dovete fare non rimandatelo a domani. Un mega-sisma scuoterà il Giappone e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Dolore maggiore non è mai esistito. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi e pregate. Non sono venuta dal cielo per scherzo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



  3.325 - 29 maggio 2010
  Cari figli, l’umanità berrà il calice amaro della sofferenza. Il Giappone soffrirà e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. L’umanità vivrà momenti di dolore per una grande guerra in Oriente. Il fuoco attraverserà il cielo e gli uomini saranno bruciati. Io sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per condurvi a mio Figlio Gesù. Siete amati uno per uno dal Padre, nel Figlio, per mezzo dello Spirito Santo. Non restate con le mani in mano. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. Non restate con le mani in mano. Dio ha fretta. Date a tutti il buon esempio e in ogni cosa imitate mio Figlio Gesù. Lui è il vostro unico e vero Salvatore e al di fuori di Lui l’umanità non troverà la pace. Io sono vostra Madre e vi amo. Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia. Non tiratevi indietro. Pregate. Pregate. Pregate. Soffro per ciò che vi attende. Gli uomini cammineranno in direzione dell’immenso campo, ma troveranno la morte. Molti piangeranno e si lamenteranno. Coraggio. Grazie per essere qui. Grazie per essere venuti. Intercederò presso mio Figlio Gesù per voi. Avanti con coraggio e gioia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Marzo 2011


giovedì 8 luglio 2010

UN ESPERTO,NON SOLO DI FINANZA,LEON ZINGALES HA POSTATO IL SUO ULTIMO ARTICOLO.CHE DIO E MARIA TI BENEDICANO DEL LAVORO SVOLTO!

MARTEDÌ 6 LUGLIO 2010



IL TEMPO DEL RIPOSO

Diceva Holderlin “..l’uomo da servo dell’Essere è divenuto padrone dell’ente, da angelo si è fatto mercante..è giunta mezzanotte, l’ora dell’ombra più lunga, l’ora in cui l’uomo obliatosi oblia l’oblio”.

Vivremo momenti veramente difficili nei prossimi anni: oscurata con colpevole scienza e con pervicace lavoro la luce della Fede, i popoli saranno sempre più spaventati, confusi, agitati. Eventi drammatici (naturali, politici, bellici ed economici) si susseguiranno in modo sempre più rapido, pietrificando nella paura, nella disperazione e nelle bestemmie le moltitudiniingannate dal pifferaio magico.

L’economia virtuale e finanziaria è semplicemente un mattone dell’imponente edificio innalzato dall’uomo in un luciferino desiderio di ribellione: la moderna torre di Babele, costruita con la squadra ed il compasso da muratori sotto l’ordine diretto del pervertitore.


Un’economia ormai disumanizzata, sguazzante nello scandalo della dissoluzione, della morte e della falsità (che ho cercato di descrivere in questo blog) è in procinto di implodere anche a causa di eventi naturali apparentemente casuali. L’edificio delle false certezze crollerà e, schiantandosi, si frantumerà in un mare di schegge diffondendo dolore e tristezza.

Per quanto mi riguarda è giunto il momento di godermi la gioia delle cose più semplici e più vere: prendermi cura della famiglia, passeggiare con gli amici, ritrovare la meraviglia dei tramonti in riva al mare.

Non è più il momento di urlare che l’iceberg è vicino, di fare la sentinella sulla nave guidata da complici marionette piena di incapaci marinai: alle grida di allarme, sempre sovrastate dalla chiassosa orchestra che muove la sfrenata danza, deve ormai seguire l’ora della contemplazione, del silenzio orante e del ringraziamento per le cose belle.

Pregava Novalis:”.. E da ogni dove si raccolgono intorno a Lui i suoi felicissimi discepoli; e mille lingue liete gli balbettano il loro amore e la loro gratitudine… Egli inietta con innumerevoli raggi la sua vita interiore nel mondo, l’amore sorseggia dalla sua coppa, e gli resta unito in eterno.”

Il lungo, complesso ma esaltante viaggio del blog termina qui. Vi ringrazio di cuore tutti, ormai numerosi amici. Vi chiedo soltanto (oltre a ricordarmi nelle vostre preghiere) di rileggere i contenuti del blog a distanza di un anno: il violento precipitarsi degli eventi farà sembrare sempre più chiari anche i punti più criptici.

Se soltanto in uno di voi lettori non credenti entrerà un semplice seme della speranza cristiana che aiuterà a sopportare il pesante fardello che ha da venire, tutto il lavoro svolto sarà infinitamente ricompensato.

Che Nostro Signore e la Vergine Maria Vi benedicano.