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lunedì 4 maggio 2015

IMMIGRATI: ACCOGLIENZA DI TUTTI SENZA LIMITI?


Lampedusa, 172 migranti sono già sull'isola. In viaggio ci sono ancora altri 3.211 extracomunitari che sbarcheranno tra domenica e lunedì tra Sicilia e Calabria


15:52 - Più di 3.500 migranti, soccorsi dalla Guardia costiera italiana nel Canale di Sicilia nelle ultime 24 ore, sono in arrivo in Sicilia e in Calabria. In 172 sono già sbarcati a Lampedusa, 877 a Pozzallo, 675 ad Augusta e 382 a Trapani. Altri 760 sono attesi al porto di Reggio Calabria, e 216 a Crotone. Due navi militari, con a bordo 473 persone, sono invece ancora in zona operativa.
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Ora dedichiamo un po' del nostro tempo per conoscere meglio  l'Islam, visto e studiato da Magdi Cristiano Allam

domenica 7 settembre 2014

IDA MAGLI, VOCE COMPETENTE, LUCIDA E LAICA, MEGLIO SAREBBE CHE NOI SI STUDIASSE IL CORANO VISTO CHE LA CLASSE POLITICA DIMOSTRA DI NON CONOSCERLO


 da Il Giornale di Ida Magli 21.08.2014

Le reazioni dei nostri governanti, dei politici, perfino degli ecclesiastici, di fronte alla ossessionante presenza dei musulmani e delle loro gesta sul palcoscenico del mondo, sono veramente sorprendenti. Tutti i giorni ormai da diversi anni l’Europa discute per un motivo o per l’altro di ciò che accade in Africa o in Medio Oriente, convoca i propri ministri degli Esteri e le Commissioni parlamentari apposite, ma non una sola volta (almeno a quanto ne riferiscono i giornali ) è stata concentrata l’attenzione su ciò cui credono i musulmani, sul loro libro sacro: il Corano. In Italia poi, dove se non altro a causa dell’invasione di islamici dovuta all’immigrazione, il problema è ormai diventato angoscioso e nessuno sa più come affrontarlo, i nostri leader appaiono e si comportano come degli analfabeti tanto da aver concordemente assegnato un unico nome alle migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste: i disperati. 
Non c’è definizione più sbagliata di questa: 

giovedì 20 settembre 2012

PADRE GHEDDO: "LE VIOLENZE NEI PAESI ISLAMICI VENGONO DA RADICI STORICHE"


tratto da armagheddo  20 settembre 2012

Ormai da giorni e giorni giornali e telegiornali portano alla ribalta le proteste del mondo arabo-islamico contro gli Stati Uniti per un filmaccio offensivo del profeta Maometto prodotto in America. E’ solo un aspetto minimo della rabbia feroce che coinvolge i popoli islamici contro l’Occidente cristiano. Al Quaida ha dato l’ordine di attaccare le Ambasciate americane in tutto il mondo e uccidere gli ambasciatori. Notizie assurde quando pensiamo alle speranze suscitate dalla “primavera araba” sbocciata nel gennaio-febbraio 2011 a sud del Mediterraneo. Tre punti di riflessione:

1) La grande novità positiva oggi è questa: in Nord Africa e Medio Oriente i governi eletti in modo democratico si sono diffusi dall’Iraq alla Tunisia, all’Egitto e Libia e ben presto anche in Yemen e Siria. I capi politici di questi paesi devono ascoltare le piazze. Prima della “primavera araba” potevano liberamente arrestare, torturare, uccidere gli oppositori che davano fastidio. Oggi non più o sempre meno. Finalmente l’opinione pubblica conta anche nel mondo islamico. E’ senza dubbio un fatto positivo per l’evoluzione del miliardo e 300 milioni di musulmani in tutto il mondo. Non possiamo pensare che la democrazia e la libertà di stampa e di pensiero siano positive solo per noi cristiani.

2) Oggi però l’Occidente assiste attonito e impotente all’emergere dell’ideologia islamico-salafita nelle masse popolari, che travolge tutti i “moderati” filo-occidentali e i giovani illusi che hanno dato origine alla primavera araba. Questo ci scandalizza, ma ci costringe a formarci un’immagine più realistica del mondo musulmano e della sua storia. In estrema sintesi, l’islam ha avuto una storia gloriosa, che le masse islamiche ricordano e ne sono spesso richiamate dalla scuola, dai media e dall’istituzione religiosa (moschee, madrasse, università). Per un millennio (dal 600 al 1600 dopo Cristo) l’islam ha trionfato nel mondo allora conosciuto. La religione di Maometto si diffondeva con la spada ma anche dando origine ad una civiltà di grande splendore, ammirata anche da saggi e viaggiatori cristiani. Questa espansione violenta venne bloccata a Lepanto (1571) e a Vienna (1683) dalle forze cristiane unite dai Papi di quei tempi.

Poi l’Occidente si evolve, mentre l’islam rimane bloccato sotto il dominio dell’Impero ottomano, che era un’autorità religioso-politica. L’invasione dell’Egitto da parte di Napoleone (1798-1801) pone fine all’epoca gloriosa dell’islam e dà inizio al trionfo dei paesi cristiani. Infatti seguono l’occupazione di Algeria, Marocco e Tunisia da parte della Francia (1849-1871), della Libia da parte dell’Italia (1911-1912); e poi, dopo la prima guerra mondiale, l’Occidente interviene nell’Impero ottomano e ne distrugge il mito religioso-politico con il “protettorato” imposto a varie nazioni che si stavano formando: Siria, Egitto, Iraq, Libano, Giordania e Terrasanta; fin che nel 1923 il generale Kemal Ataturk manda in esilio il Califfo e fonda la moderna Turchia su principi laici. I musulmani rimangono senza guida e l’islam stesso, unica forza identitaria che unisce molti popoli, rischia di esserne travolto. Con la fondazione dei Fratelli Musulmani nel 1928 in Egitto, nasce la reazione: l’Occidente è all’origine della decadenza islamica e va combattuto. Dopo la seconda guerra mondiale, con la fondazione di Israele nelle terre dell’islam (1947) e la istituzione del “martirio per l’islam” da parte di Khomeini, salito al potere in Iran (1979) dopo la rivolta vittoriosa del popolo contro lo Scià Reza Pahevi (che tentava di occidentalizzare il paese), si compie la parabola che prepara l’attualità.

3) Le violenze endemiche e l’instabilità dei paesi islamici vengono da queste radici storiche, che non bisogna mai dimenticare. Noi siamo nel 2000 dopo Cristo, l’islam vive ancora, come cultura, religione e culto del suo passato, nel 1400 dopo Maometto. Non si è ancora adattato alla modernità. I popoli islamici ne sono attratti, le autorità politiche e religiose tentano in ogni modo di strumentalizzare l’islam per salvare il loro potere.

Non solo, ma ci sono difficoltà oggettive per salvare nel mondo moderno il molto di buono che c’è nell’islam: la lettura storico-critica del Corano che lo renderebbe contestuale all’oggi non è ammessa perché è parola di Dio in senso letterale; nell’islam non c’è nessuna autorità paragonabile al Papa e ai Vescovi, ciascuna moschea o madrassa va per conto suo; nel diritto islamico manca il concetto dell’assoluta dignità di ogni uomo e donna, che rende tutte le creature eguali nei loro diritti; infine manca la distinzione fra religione e politica.

Le parole chiave del coraggioso e provvidenziale viaggio in Libano di Benedetto XVI sono state: dialogo, comunione e perdono. Il Papa ha parlato ai cristiani del Medio Oriente, ma anche a noi dell’Occidente cristianizzato. Il senso di questa visita deve far riflettere. E’ importante anche, oltre alla preghiera, il nostro atteggiamento di fondo per creare in Italia e in Occidente un’atmosfera contraria ad un’opinione pubblica che si augura interventi militari occidentali, come si è verificato in Afghanistan e in Iraq. Il mondo islamico senza dubbio evolverà, ma dovrebbe trovasi di fronte una civiltà animata dalla fede religiosa e non popoli praticamente atei e senz’anima come purtroppo loro ci vedono.

Piero Gheddo

domenica 29 luglio 2012

IDA MAGLI IN DIFESA DELLE DONNE E....NON SOLO


di Ida Magli
il Giornale | 24.07.2012 

Di per sé sembra più una notizia «curiosa» che un fatto importante. Un dipendente del famoso albergo Danieli di Venezia, egiziano di religione musulmana, si licenzia per non ricevere ordini da una donna, una governante anch'essa dipendente del Danieli. In seguito, però, non essendo riuscito a trovare un altro lavoro, si ripresenta all'albergo e l'amministrazione lo riassume con un accomodamento: la governante sarà affiancata da un collega di sesso maschile il quale farà da tramite nelle comunicazioni. Il Danieli è un albergo internazionale per definizione, storicamente il più illustre albergo di Venezia, nel quale scendono ospiti provenienti da tutte le parti del mondo, con le loro culture e le loro religioni: il caso viene risolto con rapidità.

Una riflessione però s’impone. L’Europa, l’Italia si avviano ad essere sempre di più affollate da musulmani e la questione dell’uguaglianza maschio-femmina non può essere affidata a soluzioni estemporanee, ma affrontata a livello teorico sia da parte nostra che da parte islamica. Facile a dirsi, sembrerebbe, ma quasi impossibile a realizzarsi. Impossibile perché fino ad oggi nessuno ha voluto soffermarsi a riflettere sulle differenze culturali affidandosi con eccessivo semplicismo all’olio sparso a piene mani del “politicamente corretto”, evitando quello che invece è indispensabile, è giusto fare: sapere davvero, conoscere davvero quanto è scritto nel Corano e quali siano le regole di vita e di mentalità che ne discendono.

Prima di tutto dobbiamo convincerci che i musulmani sono credenti in assoluto e che la loro fede non somiglia neanche lontanamente alla nostra. Il Corano è stato modellato da Maometto sui primi libri dell’Antico Testamento, quindi i più antichi e aderenti al pensiero e ai comportamenti di pastori nomadi del deserto vissuti diverse migliaia di anni prima di Cristo. Sono in gran parte proprio quelli che Gesù ha eliminato: la legge del taglione, il sistema dell’impurità, l’inferiorità delle donne. Nel Corano questi concetti e queste norme sono espresse nella “sura della vacca ” dove si afferma che gli uomini hanno sulle donne un grado di superiorità, che non debbono avvicinarsi alle donne durante il mestruo e altri comandamenti del genere. Tutta una cultura, quindi, è modellata su questi principi tanto che, come ben sappiamo, per non mancare a queste regole il mondo medio orientale, e fino al 1700 anche la Grecia e la Russia, ha stabilito spazi separati (il gineceo) per le donne, un abbigliamento che copre totalmente il corpo e il volto, e soprattutto l’esclusione femminile dalla scuola, dalla vita sociale e dalle istituzioni di potere. Le donne d’Europa non debbono dimenticare poi che, malgrado il Vangelo, la mentalità ebraicizzante dei discepoli di Gesù, a cominciare da quella autoritaria di San Paolo, il contatto con il mondo musulmano dato dai viaggi, dai commerci, dalle crociate, hanno impedito praticamente fino al 1900 una piena parità psicologica e sociale delle donne anche in Occidente. In Italia ai primi del ‘900 quasi tutte le donne erano analfabete: è stato il socialismo a mandarle per legge alle elementari.

Gli italiani hanno fino ad oggi sottovalutato gli effetti di una fede religiosa di tipo antico e che obbedisce perciò alla lettera ai precetti, ai rituali, agli insegnamenti del libro sacro; ma i musulmani che vediamo (cui permettiamo) interrompere il lavoro per pregare ovunque si trovino sono gli stessi musulmani che si ritengono “di un grado superiore alle donne, che non possono avere contatti con le donne mestruate, ecc. ecc.” E’ una convinzione religiosa, ma è simultaneamente una forma mentis , un sistema di pensiero, una struttura giuridica, un carattere psicologico. Nell’immediato futuro in Italia e in Europa il numero dei musulmani crescerà in maniera esponenziale tanto per il continuo sopraggiungere di immigrati quanto per l’altissima natalità di coloro che già vi risiedono. Non sembra che i nostri politici se ne preoccupino: si sono abituati a credere che la “cittadinanza” sia “integrazione”. Ma noi, le donne soprattutto, dobbiamo invece guardare in faccia la realtà perché non sarà necessario che i musulmani abbiano la maggioranza numerica per imporre a tutti la loro fede e i loro comportamenti. Quello che conta è la forza di ciò in cui si crede, la volontà di combattere per affermarlo, cose di cui gli europei, gli italiani non sono più capaci. 

Ida Magli

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/che-follia-premiato-lislamico-che-lavoro-disprezza-donne-825016.html

martedì 3 aprile 2012

QUALE FUTURO PER L'EGITTO?

Ma che democrazia d'Egitto

Saad Katatni

di Valentina Colombo 03-04-2012 

I prossimi 23 e 24 maggio vedranno gli elettori egiziani tornare
alle urne per l’ultima fase del lungo processo di transizione verso
una tanto agognata democrazia che porterà alla elezione del
vero successore di Hosni Mubarak.


Finora si è assistito al predominio incontestato e assoluto dei 
partiti islamisti. 
All’Assemblea del popolo, ovvero al Parlamento, i Fratelli Musulmani
con il Partito della Libertà e della Giustizia hanno conquistato 235 
seggi corrispondenti al 47,2%, mentre i salafiti si sono assestati a 
121 ovvero al 23,3%. 
In altre parole il 71,5% dei seggi è costituito da membri che 
credono nella shari'a e nella sua applicazione.

lunedì 28 novembre 2011

MAGDI CRISTIANO ALLAM:"GLI EUROPEI E LA CHIESA CATTOLICA NON CONOSCONO L'ISLAM"

Toccherà ai cristiani fuggiti dall’islam salvare l’Occidente


DI MAGDI CRISTIANO ALLAM

da Il Giornale  28.11.2011


Ci salveranno i cristiani fuggiti dall’islam e rifugiati in Occidente. Le nostre Chiese si fanno in quat­tro per promuovere il dialogo con i mufti, gli ulema e gli imam al pun­­to da relativizzare il cristianesimo accreditando la tesi delle tre gran­di religioni monoteiste, rivelate e abramitiche, ma loro che cono­scono a memoria il Corano, la Sira (la biografia ufficiale di Maomet­to) e la Sunna (i detti e i fatti attribu­iti a Maometto), ci dicono esplici­tamente c­he si tratta di un’ideolo­gia demoniaca incompatibile conla nostra umanità. I nostri cardina­li, vescovi e sacerdoti tradiscono la fede nella verità assoluta in Cri­sto come sigillo della profezia e compimento della rivelazione al punto da concepire che la legitti­mazione dell’islam e la costruzio­ne d­elle moschee sia parte della lo­ro missione cristiana, ma loro che hanno subito sulla loro pelle le di­scriminazione, la persecuzione e il massacro perpetrati dai musul­mani ci condannano come aspi­ranti suicidi.
Ho conosciuto la scorsa settima­na a Bruxelles monsignor Charles- Clément Boniface Ozdemir, detto padre Samuel, della Chiesa siro­cattolica, nato in Turchia e cittadi­no belga, personaggio focoso e cari­s­matico che si è scontrato con la Cu­ria cattolica, ha vinto un processo intentatogli per diffamazione dell’ islam e ha partecipato alle elezioni locali con una propria lista. Lo scor­so 7 novembre avevo conosciuto a Parigi il gruppo di cristiani arabi che gestisce la televisione Al Hayat (La vita) la cui sede principale è a Se­attle nello Stato di Washington, par­tecipandocomeospiteallatrasmis­sione di punta Al Dalil (La prova). Sono due realtà che affrontano in modo diverso il rapporto con l’islam, ma concordano sia sul fatto che si tratta di un’opera del demo­nio sia ­sul fatto che la nostra missio­ne come cristiani è essenzialmente quella di conoscere e di far conosce­re la verità del Corano e di Maomet­to. Ed è evidente che sono loro a po­tersi assumere l’onere di questa missione dal momento che cono­scono l’arabo, hanno studiato i te­sti fondamentali dell’islam e han­no il coraggio di affermare pubbli­camente la verità finendo per con­vertire al cristianesimo molti mu­sulmani.
Ho incontrato padre Samuel nel mio ufficio nel Parlamento Euro­peo e sono rimasto subito impres­sionato dalla spontaneità e dalla chiarezza della sue posizioni di net­ta condanna dell’islam, definito una falsa religione opera del demo­nio, ispirato da un criminale asseta­to del sangue dei cristiani, degli ebrei, degli apostati e di tutti coloro che non si sottomettono all’islam complessivamentecondannatico­me infedeli. Afferma senza esitazio­ne che se lui aves­se scritto oggi il Co­rano sarebbe stato arrestato e con­dannato per apologia di odio, vio­lenza, morte, discriminazione, raz­zismo e terrorismo. Ha sostenuto in televisione che la proliferazione delle moschee è peggiore della pro­­liferazione delle centrali nucleari e che dietro a ogni islamico che si at­tiene rigorosamente al dettame del Corano e all’esempio di Maometto vi è un potenziale terrorista. È con­vinto che i musulmani in Europa non siano integrabili e che il loro ve­ro obiettivo è insediarsi, radicarsi per sottometterci all’islam. È con­trario ai matrimoni misti tra cristia­ni e musulmani. Ha avuto 45 fami­gliari uccisi dai musulmani e dice con convinzione: «Io li conosco be­ne. Sono falsi, ipocriti e perfidi. Di­cono di volere il dialogo e la convi­venza ma ciò che vogliono è costrin­gerci a sottometterci all’islam. Ta­req Ramadan ( il più celebre ideolo­go dei Fratelli Musulmani in Euro­pa) afferma che i musulmani «offro­no » l’islam agli europei ma non lo impongono. Hanno una lingua bi­forcuta per opportunismo. La dissi­mulazione delle loro reali intenzio­ni ( taqiya) è legittimata dal Corano e da Maometto».
A differenza del gruppo di cristia­ni arabi che gestisce la televisione Al Hayat e che sono convinti che l’islam un giorno finirà quando i musulmani conosceranno ciò che è scritto nel Corano e chi è stato Ma­ometto, che pertanto la nostra mis­sione è di far conoscere i testi fon­danti dell’islam ai musulmani, pa­dre Samuel non crede affatto in questa possibilità: «Anche se pren­dono atto che nel Corano si ordina di uccidere i non musulmani, loro l’accettano acriticamente perché l’ordine viene da Allah e Allah non può sbagliarsi». La conclusione a cui approda padre Samuel è cata­strofica: «Ci sarà una guerra civile in Europa. Di ciò non ho alcun dub­bio ». Questa guerra civile sarà cau­sata dalla volontà egemonica dei musulmani. «Noi siamo determi­nati a prepararci alla battaglia per difendere il cristianesimo. Gli euro­pei e la Chiesa cattolica non cono­scono l’islam. Purtroppo anche gli islamologi cattolici che ispirano le scelte della Chiesa sono filo-islami­ci. Per conoscere l’islam bisogna averci vissuto, essere dentro la real­tà dell’islam e il vissuto dei musul­mani. Noi cristiani fuggiti dall’ islam lo conosciamo bene. Saremo noi a difendere il cristianesimo in Europa e a salvare l’Europa dalla nuova dominazione islamica».