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domenica 26 giugno 2011

ANTONIO SOCCI, MEDJUGORJE: "SENTIRSI TENERAMENTE AMATI"

30 ANNI DI MEDJUGORIJE INSEGNANO: IL CRISTIANESIMO E’ UN MIRACOLO CHE STA ACCADENDO ORA (se non si capisce questo si finisce nel pelagianesimo: ridurre la fede a un proprio sforzo, a una propria introspezione o iniziativa, a un proprio percorso)



Antonio Socci  
25 GIUGNO 2011 
 La scuola era appena finita e due adolescenti, Miriana e Ivanka, quel caldo pomeriggio del 24 giugno 1981, alle ore 17.45, stavano facendo una passeggiata fuori del paese di Bijakovici, frazione di Medjugorje, comune di Citluk, provincia di Mostar: il posto più sperduto del mondo.
Come cominciò
Dimenticato dagli uomini certamente. Ma non da Dio che ama ciò che è piccolo e insignificante.
A un certo punto Ivanka si volta verso la collina sassosa del Podbrdo: vede qualcuno lassù, a duecento metri di distanza, è una giovane ragazza, ha un bimbo piccolo in braccio.
Cosa ci fa in quel luogo desolato, pieno di vipere? Lassù non va mai nessuno. Ivanka si sofferma un attimo, vede che ha una veste lunga e un velo: “Ma quella è la Madonna!”.
Mirjana neanche si gira: “eh sì, figurati se la Madonna non ha altro da fare che venire a vedere cosa facciamo noi”. Cresciute sotto un regime comunista non avevano neanche mai sentito parlare di apparizioni come Lourdes o Fatima.  
Arrivati in paese incontrano altri amici, Ivanka dice di aver visto una ragazza sulla collina sassosa, tornano su: è ancora lì. Fa cenno con la mano di avvicinarsi. Sono incantati, ma c’è anche timore.
Quel giorno non le si avvicineranno. Lo faranno il giorno successivo alla stessa ora: è una ragazza di una bellezza senza eguali. E dolcissima.
I sei ragazzi sono felici. E raccontano a tutti quello che è accaduto, ciò che hanno visto e che lei ha detto loro. Nel villaggio non si parla d’altro.
La voce corre, raggiunge i paesi vicini e pure la polizia. Il regime comunista è durissimo con i ragazzi: li arresta, li minaccia, minaccia le loro povere famiglie, ma loro non rinnegheranno mai quello che hanno visto.
Cominciano ad accadere subito segni e prodigi. Le stesse commissioni mediche e scientifiche che studiano, anche con delle macchine, ciò che si verifica durante le apparizioni riconoscono che lì c’è un mistero inspiegabile.
Un piccolo borgo nel mondo
Perché accade lì? I posti così sono prediletti dalla “bellissima ragazza” che proprio in un borgo sperduto – Nazaret – aveva vissuto. E sono dei ragazzi semplici e normali che lei sceglie per le sue missioni (apparentemente) impossibili: salvare il mondo.
Perché da quel momento iniziò una vicenda che, trent’anni dopo, possiamo definire uno dei più grandi eventi della storia della Chiesa e dell’umanità.
Ma all’inizio il mondo non se ne accorse. Come duemila anni prima. In quei giorni di giugno del 1981 di cosa parlavano i giornali?
In Italia c’era appena stato l’attentato al Papa, il referendum sull’aborto ed era scoppiato lo scandalo della P2. Dalla crisi di governo uscì il primo esecutivo laico della storia repubblicana guidato da Spadolini.
In Francia il socialista Mitterrand vinse le presidenziali e formò un governo con quattro ministri comunisti. Era una novità storica.
Intanto – mentre il Papa era ancora in ospedale – all’Est le pressioni di Mosca sulla Polonia, per cancellare Solidarnosc, si facevano ogni giorno più forti. Breznev arrivò a paventare il rischio di uno scontro nucleare.
Infatti a dicembre 1981 Solidarnosc fu schiacciata. Nessuno poteva immaginare che solo otto anni dopo l’impero comunista sarebbe crollato.
Nel frattempo in Iran – fatto fuori Bani Sadr – presero definitivamente il potere gli ayatollah che dettero fuoco alla polveriera islamica in tutto il mondo.
Come si vede dunque erano settimane di durissimo scontro fra i blocchi, fra vecchi e nuovi poteri, nazionali e planetari.
Tutti pensano che a fare la storia siano gli stati, gli eserciti, il petrolio, i cannoni, i poteri finanziari ed economici.
Perciò quel 24 e 25 giugno nessun giornale o tv del mondo poteva immaginare che nel più oscuro villaggio della Bosnia stesse accadendo un avvenimento di enorme importanza. Eppure è così.
Da trent’anni là accadono cose stupende e a milioni accorrono alla ricerca di lei, la bellissima, la dolcissima, la meraviglia dell’universo. Cosa cercano? E cosa trovano?
La storia di Silvia
Lo fa capire bene, per esempio, la storia di Silvia Buso, una giovane padovana.
L’ho incontrata il mese scorso al Palasport di Firenze: c’era una giornata di preghiera dei gruppi di Medjugorije, circa 4 mila persone.
Io feci una testimonianza su quello che era accaduto alla mia Caterina e la visita di una delle veggenti di Medjugorie.
Alla fine mi si avvicinò questa ragazza bionda, alta, atletica: “anche io” mi disse “ho avuto una grande grazia a Medjugorije”.
Di lì a poco fece lei stessa una testimonianza. Come già aveva fatto a Medjugorije nel 2010, al festival della gioventù (c’è il video anche su internet, nel sito di Radio Maria).
Silvia ha 22 anni.  Nell’autunno del 2006, a 16 anni, d’improvviso si ritrova paraplegica, inchiodata a una carrozzella: fino ad allora aveva fatto sport, nuoto, danza, aveva amici. Frequentava la terza liceo. Una vita normale.
Di colpo il buio. Le gambe non si muovevano più. E poi attacchi simil-epilettici. Una tragedia.
La sua era una famiglia cattolica, ma “la messa domenicale” racconta la ragazza “per me era perlopiù un’abitudine, non un atto d’amore”.
Anche con la malattia, partecipando il venerdì a un gruppo di preghiera, era così. Un giorno una signora del gruppo le dette una medaglietta della Madonna che la Vergine stessa aveva benedetto a Medjugorije.
Silvia la mise al collo. In aprile e maggio del 2007 si immerse nello studio per sostenere gli esami, ma si faceva portare ogni giorno al gruppo di preghiera perché solo lì trovava pace.
Il 20 giugno la sua dottoressa le dice che la settimana successiva non ci sarà perché deve accompagnare sua mamma a Medjugorije.
Silvia d’istinto le chiede di andare con lei. Arrivati, dopo la messa vengono a sapere che la sera Ivan avrebbe avuto un’apparizione straordinaria sul monte Podbrdo.
Silvia, sia pure con imbarazzo, accetta si farsi portare in braccio fin lassù: “Alle 20 arrivammo. Ho iniziato a pregare e quello per me è il primo ricordo di una preghiera fatta veramente con il cuore”.
Racconta: “Io non ho mai chiesto la mia guarigione perché mi sembrava una cosa troppo impossibile. Poco prima dell’apparizione il mio capogruppo mi disse di chiedere tutto quello che volevo alla Madonna perché lei avrebbe ascoltato tutti, sarebbe scesa dal cielo sulla terra. Allora le ho chiesto che mi desse la forza per poter accettare a 17 anni una vita in carozzina”.
Alle 22 è iniziata l’apparizione a Ivan: “io sulla mia sinistra ho visto una luce, era una luce bianca bellissima” dice Silvia.
“Finita l’apparizione non l’ho più vista, però mi sentivo chiamare da tutte le parti. Ma non ho detto niente a nessuno di ciò che mi stava accadendo. Loro mi hanno ripeso in braccio e dopo sono scivolata all’indietro per terra come svenuta.
Però non mi sono fatta niente. Io ricordo solo che mi sentivo come su un materasso morbidissimo e che c’era una voce dolcissima che mi parlava e mi calmava coccolandomi.
Dopo qualche minuto, non so quanti, ho aperto i miei occhi e a mio padre che piangeva ho detto che sentivo finalmente le gambe: papà sono guarita! Cammino!”.
Ed è stato così. “Io ricordo che c’era una mano tesa davanti a me e io nel volergliela afferrare mi sono ritrovata in piedi come se fosse la cosa più naturale. Il mattino dopo alle 4,30 sono salita sulla montagna della croce, il Kriscevaz, con le mie gambe!”.
E’ guarita così. Ma oggi Silvia dice: “La grazia più grande che Dio mi ha fatto è stata la mia conversione e quella della mia famiglia. Il sentire l’amore di Dio e della Madonna: questa è per me è la cosa più bella e importante della mia vita”.
Silvia è timida, ma molto netta: “Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro. Certo, il fuoco va sempre alimentato con la preghiera, il rosario, con l’eucaristia, la Santa messa e l’adorazione. E tutto ciò che chiede la Madonna a Medjugorije. E questo fuoco non si spegne. Questa per me è la cosa più bella”.
Bisogna chiedersi: cosa è mai questo “sentirsi teneramente amati” per attrarre milioni e milioni di persone e cambiare radicalmente le loro vite? Solo così si può cominciare a capire cosa sta accadendo a Medjugorije.
Antonio Socci

postato da Piera Clerico

ASPETTAVO FOSSE IL TG A DARE LA NOTIZIA DEI 30 ANNI DI MEDJUGORJE, VISTO LA MASSA DI PELLEGRINI, MA....IL" BENE"HA POCO SPAZIO!!

25 giugno 2011  FEDE E VITA

 

È come se qualcuno, già tanto tempo fa, avesse previsto che in questo sperduto villaggio tra le montagne della Bosnia sarebbero arrivati milioni di visitatori. Non si spiega altrimenti l’enorme chiesa con due alti campanili sulla facciata che i francescani vollero dedicare a san Giacomo, un edificio imponente per una parrocchia di poche centinaia di persone, quale era appunto Medjugorje nel secolo scorso. Ma ieri, a trent’anni esatti dal 24 giugno 1981, quando sei ragazzi affermarono d’aver visto la Madonna, l’ampia navata non poteva contenere tutti i pellegrini giunti qui per un evento di fede ed al tempo stesso per un gesto di gratitudine verso la «Gospa», la Signora, come viene chiamata in terra croata la Vergine Maria.  LEGGI TUTTO







postato da Piera Clerico


lunedì 20 giugno 2011

ABORTO: «Pillola dei 5 giorni dopo, grande inganno culturale»



di Raffaella Frullone 17-06-2011

Il Consiglio superiore di sanità ha detto sì. L'organo consultivo del ministero della Salute ha espresso un parere favorevole per l’introduzione della “Pillola dei 5 giorni dopo” nel nostro Paese, specificando che non si tratta di un abortivo, ma di un contraccettivo d’emergenza. Se si fosse trattato di un abortivo il farmaco sarebbe dovuto risultare in linea con quanto stabilito dalla legge 194, che regola l’aborto.

Già approvata dall'Ema, l'agenzia europea del farmaco, e in commercio in Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna, la pillola agisce dopo il concepimento impedendo l’annidamemento dell’embrione nell’utero. 

Ma in questo caso, possiamo parlare di contraccettivo? Lo abbiamo chiesto a Bruno Mozzanega, ginecologo alla clinica ostetrica universitaria di Padova e autore di "Da Vita a Vita- Viaggio alla scoperta della riproduzione umana" (Seu editore).

«Certamente no, per una ragione semplice. L’aborto impedisce ad un individuo concepito di venire alla luce, interrompe una gravidanza in atto. La contraccezione, al contrario, per essere tale deve deve impedire il concepimento e così prevenire la gravidanza. I rapporti che possono portare al concepimento avvengono nel periodo fertile della donna, vale a dire i 4 o 5 giorni che precedono l’ovulazione. Se c’è un rapporto fertile in questi giorni, magari proprio a ridosso della ovulazione, e il farmaco può essere efficacemente assunto fino a cinque giorni dopo, è evidente che il suo effetto si palesa dopo il concepimento. In questo modo impedisce che un essere umano già concepito si annidi in utero e possa vivere».

Dunque come è possibile che un organo ministeriale lo cataloghi come «contraccettivo»?

«Si tratta di un inganno culturale. Il mondo scientifico, tramite alcune delle sue associazioni più rappresentative, pretende di stabilire che la gravidanza inizi solamente dopo l’impianto, ma come è facile intuire la vita inizia prima. La legge 405 del 1975, che istituisce i consultori familiari e definisce i contorni della procreazione responsabile, la finalizza alla tutela della donna e del prodotto del concepimento, il concepito che emerge dall’incontro di uovo e spermatozoo e che in quel preciso istante inizia a vivere. Siamo in presenza di un tentativo di svalutare la vita dell’embrione prima del suo impianto e di consentirne l’eliminazione facendo rientrare il tutto nell’ambito della “contraccezione” ».

In realtà, qualora il farmaco dovesse essere adottato, sarà somministrato soltanto dopo che la donna avrà effettuato un test di gravidanza. E il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ha definito questa procedura «un paletto importante»…

«Questo rende ancora più palese la contraddizione. Mi spiego. Innanzitutto dobbiamo chiarire che il test di gravidanza è in grado di rilevare una gestazione in atto grazie all’hCG ossia la gonatropina prodotta dall’embrione al fine di mantenere nell’utero le condizioni indispensabili al proprio sviluppo, ma essa si rileva solo 7-8 giorni dopo il concepimento, non certo nei 5 giorni successivi ad un rapporto potenzialmente fertile. Dunque non siamo in presenza di nessun paletto. Credo che il sottosegretario Roccella tema piuttosto il rischio che molte donne ricorrano a ellaOne come sostitutivo della RU486, con la quale condivide molte affinità di azione, e dunque a gravidanza già diagnosticata. Produrre il test dovrebbe scongiurare questo abuso, ma nulla vieta alla donna di attendere prima di assumerla, o di farsene una riserva da utilizzare al bisogno. D’altra parte, questo non fa che confermare che siamo in presenza di un farmaco in grado di determinare l’aborto».
 
Il presidente emerito del Pontificio Consiglio per la vita, mons. Elio Sgreccia, ha parlato di «aborto dalla raffinata malizia»…

« E io lo ribadisco, si tratta di un grande inganno culturale. Mi preoccupa certamente che le ragazzine o le donne assumano questa pillola, ma ancora più grave è che le stesse vengano indotte ad usarla, tranquillizzate da una informazione artatamente falsa, senza sapere. E’ evidente che si tratta di un inganno perché il concepito è vivo. I morti non vanno da nessuna parte, e certo non si annidano in nessun utero».


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Pillola 5 gg.: Sgreccia,aborto raffinato
Presidente Pontificia Accademia per la vita, 'governo respinga'

15 giugno, 20:17

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(ANSA) -ROMA, 15 GIU- La pillola dei 5 giorni dopo, a cui oggi il Css ha dato il primo ok, 'e' un aborto a tutti gli effetti, un aborto di raffinata malizia: una pillola del giorno dopo 5 volte', e' il commento del cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita. 'Per quanto so questa pillola intercetta il processo di impianto gia' iniziato e quindi un essere vivente, perche' la vita inizia con la fecondazione. Mi auguro che questa delibera sia responsabilmente 

lunedì 6 giugno 2011

UNA ACCUSA DEGNA DI EVIDENZA !!!

lunedì 6 giugno 2011
La recente “epidemia” di morti in Germania, prima imputata ai cetrioli spagnoli, poi a non si sa cosa, ha portato una nuova ondata di panico: cetrioli sequestrati, dissequestrati, nuove raccomandazioni di lavarsi le mani prima di mangiare, appena si torna a casa, di mettere la varichina nell’insalata e altre amenità. E ci risiamo, come se non ne avessimo viste abbastanza: H1N1, aviaria, suina, mucca pazza… e il bello è che ognuna di queste “epidemie che avrebbero distrutto il mondo” ha causato solo pochi morti: meno di quanti ne fa una normale influenza stagionale.

Eppure tutti a preoccuparsi, a buttarsi l’alcol sulle mani, a stilare protocolli, a spendere, comprare, soprattutto: comprare e spendere per articoli sanitari, disinfettanti, antibiotici. Il tutto per qualche decina di decessi: cosa triste, ma limitata, certo meno di quanti muoiono di incidenti stradali in un weekend. Ma che volete, siamo fatti così: tutti pronti a spaventarci per il primo allarme, soprattutto se ben orchestrato volutamente o no. E soprattutto pronti a far finta di non vedere quando le epidemie vere ci sono, sono gravi, sono sotto gli occhi di tutti, ma evidentemente c’è la parola d’ordine di non interessarsene.

Per tutte, basti pensare alla epidemia di gravidanze interrotte senza volerlo, provocata ogni giorno in tutto il mondo dall’amniocentesi che ben sappiamo ha come “effetto collaterale” la morte fetale in dieci casi su mille (5 ogni mille per i più ottimisti). Un’altra procedura medica che avesse altrettanto insuccesso sarebbe stata messa al bando da anni, altro che “continuare a tollerarla in attesa di nuove scoperte”. LEGGI TUTTO

mercoledì 1 giugno 2011

OGGI IN TV UN NUOVO CASO DI RICHIESTA DI EUTANASIA.... CON LA SINISTRA AL GOVERNO I VALORI NON NEGOZIABILI SARANNO CALPESTATI

di Tommaso Scandroglio
31-05-2011



Da che cosa si giudica la bravura di un mago? Da due fattori: dalla spettacolarità della magia e dalla difficoltà di scoprire il trucco. Questi due elementi, parrà strano, valgono anche per coloro che si battono a favore dell’aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, divorzio etc. Da una parte costoro – ammettiamolo - sono riusciti nell’incredibile: far accettare ai più che queste pratiche sono veri e propri diritti. Insomma cose buone (per l’eutanasia – è vero – questo non è ancora avvenuto ma forse è questione di tempo e di tempi). Dall’altra hanno sapientemente nascosto i trucchetti cultural-ideologici che hanno portato a simili sorprendenti risultati. Questo è vero soprattutto per il fenomeno dell’aborto, a proposito del quale qualche giorno or sono si sono ricordati i 33 anni di vita di una legge quale la 194.
L’occultamento del cadavere. Il fronte pro-choice comprese e comprende bene che l’aborto è una faccenda sporca, anzi sporchissima perché si tratta di convincere le madri a sopprimere il loro figlio. Oltre a ciò bisogna coprire un fatto tragico e spaventoso: in più di tre decadi il numero di bambini che mancano all’appello supera nella sola Italia la cifra di 5 milioni. Una delle prime mosse poste in essere dal fronte abortista fu quindi quella di occultare il cadavere, meglio: la montagna di cadaveri. Operazione non agevole come è facile intuire. Come ci sono riusciti? Alzando una cortina fumogena che coprisse agli occhi dei più la piccola vittima. Si tratta – come ha acutamente osservato Mario Palmaro nel suo “Aborto & 194” – dell’effetto nebbia: è necessario non far conoscere alle gente l’agghiacciante realtà dei fatti. In altre parole occorreva paradossalmente togliere di mezzo il problema “aborto” dal dibattito sull’aborto. Visti i risultati numerici di questa strategia culturale è bene domandarsi come i prestigiatori della vita altrui nel concreto siano riusciti in questa malefica magia nera.
Mai mostrare cosa è tecnicamente un aborto. Questo è il primo imperativo categorico dell’abortista, ben conscio che contra facta non valet argumentum. Nessun discorso sottile e dotto quanto si voglia può qualcosa contro l’evidenza di un corpicino dilaniato dagli strumenti chirurgici abortivi. Chi prova a far vedere cosa è in realtà un aborto, soprattutto a vantaggio di coloro che approvano tale pratica, immancabilmente viene fatto oggetto della seguente obiezione: mostrare cosa è un aborto è di pessimo gusto ed è terrorismo psicologico. La risposta vien da sé: ma allora perché portiamo le scolaresche ad Auschwitz? Non è anche quello terrorismo psicologico? Per di più perpetrato su giovani e poco critiche coscienze? E nel caso dello sterminio degli ebrei abbiamo a che fare con un delitto, nel caso dell’aborto invece di un asserito “diritto”, quindi a maggior ragione non ci dovrebbero essere problemi nel mostrare cosa è. Questa strategia dell’occultamento riverbera i suoi effetti anche sul piano linguistico: mai parlare di soppressione di un essere umano, neppure di aborto, bensì di interruzione volontaria della gravidanza che scolora nel più innocuo e blando acronimo I.V.G.
Occultare il fatto che il nascituro è un bambino. Come riuscirci? In due modi. Primo: mai mostrare ecografie o altre immagini del feto. In tal modo nell’immaginario collettivo si sedimenta con pervicacia l’idea che il nascituro è solo un informe agglomerato di cellule e non di certo un essere umano. Negli States hanno verificato che far vedere con l’ecografia il proprio bambino alle mamme che vogliono abortire, e far loro ascoltare con il sonogramma il battito del suo cuoricino, abbatte drasticamente il numero di aborti. Secondo l'associazione cristiana Heidi Group, i consultori dove le mamme intenzionate ad abortire possono vedere e ascoltare il proprio bebè registrano un calo di aborti fino al 90%. Gli stati del Kentucky, Indiana, Ohio, Montana, Texas, Virginia stanno vagliando proposte di legge per introdurre obbligatoriamente la visione dell’ecografia da parte delle donne. In Oklahoma, Alabama, Louisiana e Mississippi questo è già obbligatorio. Oggi poi esistono ecografie in 4D leggibili nitidamente anche dai profani. Chi protesta asserendo che così si colpevolizza la donna e la si costringe a vivere questo dramma in modo ancora più doloroso si potrebbe rispondere con una domanda retorica: non si parla tanto di consenso informato? Più sai più sei libera di scegliere. Detto ciò però è doveroso ricordare che mostrare le ecografie del proprio bambino può essere un boomerang nel caso in cui l’eco indichi delle malformazioni evidenti. Potrebbe cioè essere un incentivo per la madre a scegliere la via dell’aborto.

La donna al centro. Un altro modo per far dimenticare che il soggetto protagonista dell’aborto è il nascituro è quello di spostare l’attenzione da lui alla madre. Si tratta della femminilizzazione dell’aborto, il quale è un problema solo delle donne perché è nel loro corpo, e non in quello dei maschi, che si svolge questo dramma. Prova inconfutabile che questa strategia di “distrazione” – tecnica propria dei prestigiatori più bravi – è stata efficace è data dalla 194. Al padre infatti è dedicata una sola riga dal testo di legge: questi può intervenire per suggerire strade alternative all’aborto, a patto che la donna comunque sia d’accordo che il padre possa aprire bocca.
Non solo aborto. Queste tecniche di occultamento della realtà sono poi applicate anche in altre battaglie culturali. Ad esempio nella fecondazione artificiale si tace sul fatto che il costo per avere un solo bambino in braccio è il sacrificio di 9 suoi fratellini, secondo l’ultimo report del Ministero della Sanità. Si tace altresì sul fatto il fatto che contro la sterilità e infertilità esistono altri percorsi terapeutici diversi dalla Fivet – che terapeutica non è – ottenendo migliori risultati, spendendo meno, tutelando maggiormente la salute della donna e soprattutto evitando così problemi etici assai spinosi.
Welby ed Eluana. La strategia dell’occultamento però non sempre viene applicata. Infatti decidere se mostrare o non mostrare una realtà emotivamente forte dipende dalla risposta al seguente quesito: far vedere una situazione ad esempio drammatica porterà acqua al mio mulino? Infatti domandiamoci perché Welby è stato mostrato più e più volte in TV e sulla carta stampata ed Eluana no? Perché si era certi che il viso gonfio e inespressivo del primo avrebbe catturato sicuramente più consensi rispetto a quello di Eluana la quale sarebbe apparsa semplicemente una donna che dorme – di notte – e che dava segni di minima vigilanza - di giorno. Non certo un vegetale e quindi, anche per la coscienza collettiva, non passibile di eutanasia pietosa.

LA "FORZA" DI MARIA.....DEDICATELE UN PO' DEL VOSTRO TEMPO E.....VI RAFFORZERETE!!!







ANDATE A VEDERE GLI ALTRI VIDEO QUI SU GLORIA TV CHE RINGRAZIAMO PER IL SERVIZIO SVOLTO!!!!!



AUDITEL: 11 MILIONI DI CONTATTI E 3 MILIONI INCOLLATI ALLA TV PER BROSIO E MEDJUGORJE IERI SERA. IL GRAZIE DI PAOLO





«Un risultato strabiliante» con queste parole Paolo Brosio commenta i risultati diffusi dall’Auditel e riferiti ai programmi tv di ieri sera, Lunedì 30 maggio 2011, che ha visto il programma “Viaggio a Medjugorje“, andato in onda su Rete 4 in prima serata, affermarsi sulle grandi reti come Rai2, Italia1, Rai3 e togliere spettatori ai colossi Rai 1 e Canale 5.

Di seguito il commento a caldo di Paolo ed i suoi ringraziamenti ai milioni di spettatori che ieri hanno seguito il programma:
Cari amici,
vi voglio ringraziare con tutto il cuore per aver seguito con tanto entusiasmo la trasmissione Viaggio a Medjugorje.

I dati Auditel che sono usciti in queste ore sono strabilianti e si vede proprio che la Madonna ha voluto così:

• 11 milioni di spettatori di “contatti” hanno seguito il programma;

• 2 milioni e 900 mila spettatori di ascolto “medio” hanno costantemente seguito il programma nell’arco delle 3 ore, per uno share in termini di percentuale pari al 12%.
Più tardi avremo anche le curve con gli ascolti, per ora posso soltanto ringraziare il Cielo e la Santa Gospa per avermi così cambiato e reso strumento della volontà di Dio con tanta gioia ed entusiasmo.

Ho capito, riguardando il programma ieri sera insieme a tutti voi, che la serenità che mi ha dato la preghiera è stata la felicità più grande di 54 anni di vita e 32 di professione.

Grazie di cuore ancora per aver visto il programma che è stato frutto di 24 mesi di conversione e di 2 libri straordinari, “A un passo dal baratro” e “Profumo di lavanda” (entrambi edizioni Piemme), che sono una benedizione di Dio.
Un caro saluto Paolo Brosio

NON AVEVAMO DUBBI CHE MARIA AVREBBE BATTUTO "L'INFEDELE"



LA BUONA TV




madonna medjugorie

di Marco Deriu
31-05-2011




Non è facile dedicare una prima serata televisiva a un fenomeno popolare e misterioso qual è quello generato dalle apparizioni della Madonna a Medjugorje senza cadere nel sensazionalismo o nella retorica. Gli autori dello speciale “Viaggio a Medjugorje” (Rete 4) ci sono riusciti, proponendo un itinerario articolato e intenso attraverso il mistero di fede che avvolge la località della Bosnia Erzegovina diventata famosa da quando, 30 anni fa, la Madonna apparve per la prima volta a sei ragazzi del luogo.



A fare da guida nel ripercorrere questa straordinaria vicenda è stato Paolo Brosio, insieme al giornalista e scrittore Antonio Socci e all’attrice Claudia Koll. Al pubblico televisivo sono state presentate le dichiarazioni dei protagonisti, dei testimoni e dei credenti che dal pellegrinaggio in questo paesino hanno tratto un beneficio spirituale prima ancora che materiale.



Le veggenti Vicka e Miriaja hanno cercato di spiegare il contenuto delle apparizioni e dei messaggi della Vergine; la prima ha parlato del diario che la Madonna le avrebbe dettato, mentre la seconda ha aperto una finestra sui “segreti” di Medjugorje, che in realtà rimandano alla purezza e all’essenzialità della fede. È stato mostrato anche il Podbrdo, ovvero la collina su cui i primi giorni i veggenti videro la Madre Celeste, e il Monte Krizevac, insieme alla chiesa di San Giacomo, dove i ragazzi si rifugiavano negli anni della persecuzione del regime comunista per poter continuare a vivere il loro incontro con la Madonna.



Ma le voci più sorprendenti sono state quelle dei pellegrini – che a centinaia di migliaia in questi trent’anni si sono recati sul luogo in cui la Madonna appare dal 24 giugno 1981 – e le testimonianze di chi ha semplicemente voluto raccontare la sua avventura spirituale culminata in una guarigione, in una conversione, in una nuova consapevolezza del dono della vita.



Il racconto si è sviluppato con toni quasi sommessi, senza cadere in inutili agiografie, senza cercare soluzioni a effetto, senza scivolare in cedimenti patetici, nemmeno quando è stata proposta la testimonianza di una ragazza che proprio a Medjugorje ha ricominciato a camminare; né quando sono state raccolte le parole di un’altra giovane che improvvisamente ha recuperato la vista o le dichiarazioni di chi è improvvisamente guarito dalla forma tumorale da cui era affetto.



Si è puntato sulla storia di un evento e sulle migliaia di storie che questo ha generato nella vita e nel cuore delle molte persone che in un modo o nell’altro lo hanno attraversato, restandone segnate irreversibilmente. Una di queste è proprio Paolo Brosio, volto televisivo noto da vent’anni, quando era un inviato del telegiornale di Emilio Fede e fu reso famoso dai “maltrattamenti” che quest’ultimo gli riservava in diretta. Diventato personaggio, Brosio è apparso sul piccolo schermo in diversi ruoli, fino a presentarsi nei tempi più recenti con l’immagine di un uomo che, nel momento più buio della sua esistenza, all’apice del successo professionale ma con una vita frammentata negli affetti e disordinata nei comportamenti, si è lasciato interpellare da un mistero e ha risposto con un “sì”. Questo lo ha portato a vestire i panni del conduttore in questo viaggio, ripercorso all’insegna di uno sguardo non più furbo e smaliziato ma genuino e quasi infantile sulla realtà del mondo.



La trasmissione ha rispettato la profonda fede di chi crede alle apparizioni e ai miracoli attribuiti alla Madonna di Medjugorie, la posizione prudenziale della Chiesa, lo scetticismo di chi ha qualche resistenza nei confronti del soprannaturale. Comunque la si pensi, è un dato di fatto che nella cittadina della ex Jugoslavia sia nato e cresciuto un movimento di fede e di preghiera dalle proporzioni consistenti.



L’argomento si sarebbe prestato a speculazioni di ogni genere, ma il programma è riuscito a evitare ingiustificate derive stilistiche. Si è scelto di presentare i fatti e dare parola ai testimoni senza forzature, lasciando allo spettatore la libertà di formarsi una propria opinione a partire da una migliore conoscenza storica di quanto è successo. Nella televisione dell’eccesso e della continua speculazione emotiva su tutto ciò che non è immediatamente spiegabile con gli strumenti della scienza e della ragione, lo speciale andato in onda su Rete 4 ha costituito una piacevole eccezione.



Gli ascolti hanno premiato questa scelta. La produzione più seguita è stata la fiction “Fratelli Detective” in onda su Canale 5 con il 14,12% di share, mentre su RaiUno la “Partita del cuore” ha fatto registrare il 12,65%. Subito dopo queste due proposte di grande richiamo, si è collocato “Viaggio a Medjugorje”, seguito dal 12,11% degli spettatori. Molto più di quanto totalizzato da “Plastik – Ultrabellezza” (Italia 1), “Voyager” (RaiDue), “La morsa del ragno” (RaiTre) e “L’infedele” (La7).

domenica 29 maggio 2011

ORRORE SI AGGIUNGE AD ORRORE, BEVIAMO ACQUA !!!! E' MEGLIO......

  Domenica, 29 Maggio 2011 10:57


'Scores of prolife groups are calling for a public boycott of food giant, PepsiCo, due to its partnership with Senomyx, a biotech company that uses aborted fetal cells in the research and development of artificial flavor enhancers.
LifeSiteNews previously reported on Senomyx’s partnership with major food corporations, most notably PepsiCo, Kraft Foods, and Nestlé. Pro-life watchdog group, Children of God for Life (CGL), is now joined by major pro-life organizations calling upon the public to target PepsiCo in a boycott.
Pepsi is funding the research and development, and paying royalties to Senomyx, which uses HEK-293 (human embryonic kidney cells) to produce flavor enhancers for Pepsi beverages.'



APPROFONDISCI 

mercoledì 25 maggio 2011

UNA NUOVA PILLOLA PER ABORTIRE!!! PESTICIDI UMANI !!!

di Mario Palmaro
25-05-2011

È un’altra pillola per abortire, si chiama EllaOne e sta per arrivare in Italia. Provoca l’espulsione precocissima dell’embrione se assunta entro 120 ore da un rapporto sessuale che sia stato fertile, ed è già disponibile negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. Il fronte abortista e le aziende che fanno business con l’aborto chimico premono perché sia presto diffusa anche in Italia. 
Per ora, il cammino della “pillola dei 5 giorni dopo” ha incontrato un ostacolo nel Consiglio Superiore di Sanità: dal settembre dell’anno scorso l’organismo doveva fornire un parere decisivo, che per ora non è arrivato. Era stato il ministro Ferruccio Fazio a esigere un chiarimento, che spiegasse se la pillola funziona come contraccettivo o come abortivo, agendo dopo il concepimento. Se infatti di aborto si tratta, lascia intendere il ministero, occorrerà vedere se la pillola “rispetta” la legge 194 sull’aborto.
Inoltre, l’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) ha espresso «preoccupazione riguardo alle eventuali conseguenze di un uso ripetuto», riferendosi ai rischi per la salute della donna che assuma EllaOne. Secondo il farmacologo.

Ma il fronte abortista preme, classificando EllaOne, come il Norlevo, nella categoria dei contraccettivi d’emergenza. Per sostenere questa tesi, si gioca sull’inizio della gravidanza come criterio guida per poter parlare di aborto: se l’embrione viene espulso prima dell’annidamento in utero, allora si deve considerare la pillola un contraccettivo. Il ragionamento fa acqua da tutte le parti, perché il problema giuridico e morale è se venga o meno distrutta una vita umana che già esiste, a prescindere da dove essa si trovi.
Alla fine, però, questo trucco semantico potrebbe funzionare, ed è molto probabile che anche la “pillola dei cinque giorni dopo” andrà ad ampliare lo spettro di strumenti che la scienza moderna mette a disposizione della donna per abortire.

Anche di fronte a questa pillola, si va ripetendo il dibattito che ha già surriscaldato gli animi in occasione della legalizzazione della Ru 486: da una parte i fautori del diritto all’aborto, che si schierano a favore di ogni mezzo che renda più semplice e precoce l’aborto. Dall’altro, chi ha una posizione di sfavore all’aborto, e vuole limitarlo al tradizionale intervento chirurgico.
Fino ad oggi, nel mondo, il primo fronte ha sempre prevalso sul secondo. E la ragione è molto semplice: se una nazione legalizza l’aborto, e sancisce il principio di autodeterminazione della donna a decidere se e quando far nascere un figlio che c’è già, è del tutto logico che siano sperimentate e proposte strade nuove e più rapide per ottenere lo stesso risultato. Per intenderci: se togliere un molare è un atto lecito, scoprire il modo di farlo più in fretta e senza soffrire è un obiettivo più che naturale. Se abortire è un atto lecito, prima lo si fa e meglio è: così ragiona la diffusa cultura della morte.

Il tentativo di opporsi all’aborto chimico è lodevole, ma le ragioni con cui lo si fa sono perdenti: assomigliano al modulo tattico di una squadra di calcio che sta sempre in difesa, e pensa a non prendere altri gol anche se sta già perdendo.
Da un lato, infatti, si sostiene che la salute della donna sarebbe minacciata da EllaOne e dalla RU486. È molto probabile che vi siano controindicazioni, anche serie. Ma tali rischi sono impliciti in ogni farmaco e in ogni intervento chirurgico. Si può tentare un confronto statistico, e si può forse dimostrare che le pillole per abortire siano più pericolose dell’aborto chirurgico: ma è altrettanto vero che, a furia di sperimentare, i rischi verranno ridotti e forse perfino eliminati.
Dall’altro lato, si obietta anche che le pillole comportano una banalizzazione dell’aborto, perché lo rendono “invisibile”. Ma, dal punto di vista di vuole abortire, facilitarlo è un bene. Oltretutto, l’aborto fai da te sposta ogni responsabilità d’azione sulla donna, e supera di slancio il problema dell’obiezione di coscienza dei medici, che in misura sempre più nutrita si rifiutano di uccidere il bambino non ancora nato.
Il vero nodo è un altro: e cioè che queste pillole sono dei veri e propri pesticidi umani - come le chiamava il genetista francese Jerome Lejeune - e che, se possono comportare un rischio incerto per la madre, rappresentano un rischio sicuro per il figlio, che verrà ucciso. Solo questa scomoda verità rende irragionevole l’arrivo di una nuova pillola per abortire in Italia: tacendola, la sconfitta è sicura.

CARD.BAGNASCO:" ESSERE PRESENZA MORALE NON CONDIZIONABILE "

di Angelo Bagnasco*
23-05-2011


Pubblichiamo il passaggio dedicato alla politica italiana nella Prolusione del cardinale Angelo Bagnasco alla 63ma Assemblea generale dei vecovi italiani, pronunciata nel pomeriggio del 23 maggio 2011.



"In una fase  cruciale della giovane storia unitaria di questa antica Nazione, Giovanni Paolo II ha dato un contributo, culturalmente documentato e al contempo scevro da condizionamenti psicologici e biografici, veramente determinante per il recupero della stima che gli italiani devono avere di se stessi e del proprio compito rispetto agli altri popoli e alle altre nazioni, e in solidarietà con questi. Nessuno sciovinismo antistorico, ma anche nessuna auto-liquidazione deresponsabilizzante e omologata. Se, nonostante tutto, il Paese regge è perché ci sono arcate, magari non immediatamente percepibili, che lo tengono in piedi. La rappresentazione pubblica talora soffre di qualche unilateralità e di predominanze che nei fatti non trovano sempre giustificazione. L’Italia non è solo certa vita pubblica.



La politica in sé è comprensiva di dimensioni più ricche e articolate e, in ultima analisi, la nostra idea è che fanno realmente politica tutti coloro che operano per il bene comune così come si diceva in una precedente prolusione: coloro che hanno la religio del bene comune, non nel senso pagano, ma – al contrario – nel senso del più trasparente, disinteressato altruismo. Credo vada recuperata una capacità di sguardo che superi le apparenze, le chiazze di colore, le devastazioni di immagine, per cogliere la struttura interiore, l’intelaiatura d’acciaio che sorregge il Paese: quello che, ad ogni nuovo mattino che la Provvidenza offre, si auto-convoca al proprio dovere. Ovvio che non si debba cadere in schemi manichei, in generalizzazioni ingiuste e inaccettabili. Se oggi diciamo che vi è una rappresentazione della vita politica svincolata dalle aspirazioni generali, lo facciamo certo con l’avvertenza dei meccanismi sofisticati che fatalmente concorrono alla proiezione esteriore delle società moderne. Eppure non ci sono scusanti.



La politica che ha oggi visibilità è, non raramente, inguardabile, ridotta a litigio perenne, come una recita scontata e – se si può dire – noiosa. È il dramma del vaniloquio, dentro – come siamo – alla spirale dell’invettiva che non prevede assunzioni di responsabilità. La gente è stanca di vivere nella rissa e si sta disamorando sempre di più. Gli appelli a concentrarsi sulla dimensione della concretezza, del fare quotidiano, della progettualità, sembrano cadere nel vuoto. Ambiti come l’allerta emergenziale, che erano non solo funzionanti ma anche ragione di sollievo, oggi appaiono fiacchi e meno reattivi. A potenziale contrasto, c’è una stampa che appare da una parte troppo fusa con la politica, tesa per lo più ad eccitare le rispettive tifoserie, e dall’altra troppo antagonista, e in altro modo eccitante al disfattismo, mentre dovrebbe essere fondamentalmente altro: cioè informazione non scevra da cultura, resoconto scrupoloso, vigilanza critica, non estranea ad acribia ed equilibrio.



Ma segnaliamo lo iato anche per dare voce all’invocazione interiore del Paese sano che è distribuito all’interno di ogni schieramento. Dalla crisi oggettiva in cui si trova, il Paese non si salva con le esibizioni di corto respiro, né con le slabbrature dei ruoli o delle funzioni, né col paternalismo variamente vestito, ma solo con un soprassalto diffuso di responsabilità che privilegi il raccordo tra i soggetti diversi e il dialogo costruttivo. Se ciascuno attende la mossa dell’altro per colpirlo, o se ognuno si limita a rispondere tono su tono, non se ne esce, tanto più che la tendenza frazionistica si fa sempre più vistosa nello scenario generale come all’interno delle singole componenti.

In quanto Vescovi, non ci stanchiamo di incoraggiare i gesti di assennatezza che mirano a creare condizioni di pace sociale e di alacre operosità. Se non parliamo ad ogni piè sospinto, non è perché siamo assenti, anzi, ma perché le cose che contano spesso sono già state dette, e ripeterle in taluni casi non serve. E se non ci uniamo volentieri al canto dei catastrofisti, non è perché siamo distratti, ma perché crediamo che vi siano tante forze positive all’opera, che non vanno schiacciate su letture universalmente negative o pessimistiche. 



Si sappia tuttavia che la nostra opzione di fondo, anche per il conforto dei ripetuti appelli del Papa (per l’ultimo, in ordine di tempo, cfr Discorso all’assemblea del 2° Convegno ecclesiale triveneto, Aquileia, 7 maggio 2011) resta quella di preparare una generazione nuova di cittadini che abbiano la freschezza e l’entusiasmo di votarsi al bene comune, quale criterio di ogni pratica collettiva. Più che un utopismo di maniera, serve una concezione della politica come «complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi» (Benedetto XVI, Discorso all’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, 21 maggio 2010), concezione che per questo, cioè per il suo saper evitare degenerazioni ciniche, si fa intelligenza amorosa della realtà e cambiamento positivo della stessa.



Quale che sia l’ambito in cui si collocano − professionale, associativo, cooperativistico, sociale, mediatico, sindacale, partitico, istituzionale… − queste persone avvertono il dovere di una cittadinanza coscienziosa, partecipe, dedita all’interesse generale. Affinché l’Italia goda di una nuova generazione di politici cattolici, la Chiesa si sta impegnando a formare aree giovanili non estranee alla dimensione ideale ed etica, per essere presenza morale non condizionabile".



Presidente Conferenza Episcopale Italiana

martedì 17 maggio 2011

HAARP: "STAMPA LIBERA" IN UN ARTICOLO DA LEGGERE CON CALMA ENTRANDO NEI LINKS CITATI!

Euromed * 8 maggio 2011 * tradizione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/
Nota: questa è la seconda parte di un articolo diviso in due parti; la prima parte è HAARP I: “Possedere le Condizioni Atmosferiche”
Riassunto: Oltre che per produrre cambiamenti meteorologici/climatici e per ottenere il controllo mentale, HAARP può essere utilizzata per innescare terremoti, il che la rende un’arma particolarmente pericolosa nelle mani sbagliate. Negli Stati Uniti, la FEMA sta preparando la più grande esercitazione per la gestione di un terremoto nella storia degli Stati Uniti nella zona di New Madrid, lungo il fiume Mississippi. La FEMA, in precedenza, aveva chiesto informazioni sulla possibilità della consegna di 140 milioni di pacchetti di cibo, coperte e sacchi per i cadaveri. Che cosa sa la FEMA? Ora anche utilizzandolo stesso sito Internet statunitense dell’HAARP, la Core Press potrebbe dimostrare la coincidenza della trasmissione degli impulsi di frequenza di terremoto (2,5 Herz nella gamma Ultra Low Frequency) e il terremoto giapponese della magnitudo di 9,0 il 11 Marzo 2011. Quando si consultano i dettagli sul quel sito, si trovano modelli simili associati al terremoto di Christchurch in Nuova Zelanda del 21 Febbraio 2011 e al terremoto di Haiti del ​​12 Gennaio 2010, quando, tra l’altro, l’esercito americano aveva preparato tutto in anticipo per una massiccia invasione militare. Questo significa che l’ipotesi che gli USA / NATO siano in guerra contro paesi stranieri – e forse anche contro il proprio popolo – non può essere liquidata come una teoria della cospirazione (l’ipotesi più probabile però è che gli USA/NATO siano solo una pedina di facciata per portare avanti queste azioni, che sono dirette da ben altre sedi, ndr). Tanto più che l’UE , la US Air Force e la Press Core hanno dichiarato HAARP un’arma pericolosa– che può essere utilizzata per innescare terremoti in ogni luogo della Terra – e contraria al diritto internazionale, perché può essere utilizzata in questo modo e quindi dovrebbe essere vietata.Ulteriori coincidenze sospette sono che i Fenomeni Luminosi HAARP (video) sono stati osservati nel Giappone Orientale – l’ultima volta durante un sisma di magnitudo 7.4 il 7 Aprile, e che una struttura HAARP galleggiante fosse presente tra Giappone e Corea nei giorni intorno al terremoto. Questa è la cosiddetta X-Band Radar Platform. 

L’“Earthquake/Vulcano Watch” aveva predetto i terremoti in Nuova Zelanda e Giappone attendendosi esplosioni di classe X della corona solare il 15 Febbraio e il 9 Marzo. Tuttavia, non credo sia possibile prevedere tali esplosioni coronali. La Watch ha avuto contatti con l’ HAARP a Gakona?

Il movente potrebbe essere la reiterata richiesta dell’elite di una forte riduzione della popolazione mondiale – 500 milioni secondo le Georgia Guidestones, contro gli attuali 7 miliardi. Come precedentemente descritto qui, è come se gli Stati Uniti e la NATO avessero avviato la 
Terza Guerra Mondiale rendendo un paese alla volta sottomesso al loro Nuovo Ordine Mondiale/ “Società Internazionale”.

*

“Ci saranno terremoti in luoghi diversi” (Matteo. 24:7) 
Il terremoto in Giappone del 9 Marzo 2011 potrebbe essere stato il risultato di un attacco HAARP. Questo video dalla costa orientale giapponese mostra una luce HAARP che dà inizio ad una eruzione vulcanica – e in un terremoto successivo, il 7 Aprile 2011, di nuovo la luce HAARP all’orizzonte. Gli Stati Uniti, la Russia e la Cina hanno HAARP a loro disposizione. Il Parlamento Europeo e la US Air Force hanno precedentemente segnalato la capacità di HAARP di produrre cambiamenti climatici e terremoti; l’UE considera HAARP una terribile arma in violazione del diritto internazionale – e da proibire – come illustrato nel mio ultimo post su HAARP come arma climatica.

Ho già scritto su HAARP – e sulle indicazioni che essa sia stata coinvolto nel terremoto di Haiti 
nel 2010.   LEGGI TUTTO

venerdì 13 maggio 2011

RU486-MUORE RAGAZZA PORTOGHESE DI 16 ANNI,IL COMUNICATO DEL SOTTOSEGRETARIO ROCCELLA

Tratto da Il Sussidiario.net il 12 maggio 2011

RU486 MUORE RAGAZZA DI 16 ANNI - E' il primo caso di morte in Europa per la pillola RU486, la pillola abortiva che in Italia è introdotta in alcune regioni in via sperimentale.
Si tratta di una ragazza portoghese di 16 anni, colpita da shock settico da Clostridium Sordellii. E' una infezione che si era verificata fino ad oggi solo negli Stati Uniti provocando almeno otto casi di morte. In Europa invece è il primo caso registrato. Al proposito il sottosegretario alla sanità Roccella ha rilasciato un comunicato ufficiale che analizza il fatto e raccomanda che la procedura di aborto farmacologico venga eseguita solo in ambiente ospedaliero affinché la salute delle donne sia salvaguardata al meglio delle possibilità, fermo restando il rischio di alcune pratiche farmacologiche. Il Ministero della Salute, annuncia il sottosegretario, «segnalerà il caso portoghese di morte a seguito di aborto farmacologico all'EMA, all'agenzia di farmacovigilanza europea, chiedendo un supplemento di indagine e un aggiornamento sulle segnalazioni di decessi e complicanze». Nelle prossime settimane, informa sempre il ministero, saranno resi noti i dati sugli aborti effettuati con la Ru486 in Italia nel suo primo anno di commercializzazione.
“Una ragazza portoghese di sedici anni è morta dopo un aborto con la Ru486, per shock settico da Clostridium Sordellii, infezione finora diagnostica nei decessi da aborto medico solamente negli Stati Uniti. Ne hanno dato notizia studiosi portoghesi durante il 21° European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ECCMID) che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano.
E’ il primo caso europeo nel quale è stata accertata la presenza della rara ma letale infezione da Clostridium Sordellii. Le morti per aborto con Ru486 e prostaglandine salgono così a venti, a cui se ne sommano altre 12 per persone che avevano preso la Ru486 per “uso compassionevole”, cioè al di fuori di protocolli stabiliti: in tutto 32 morti accertate dopo l’assunzione di Ru486. Vanno anche ricordate altre due donne morte per aborto farmacologico solo con prostaglandine, cioè solo con il secondo farmaco associato alla pillola abortiva.
Un recente studio australiano, pochi giorni fa, ha segnalato che le complicazioni dopo l’aborto medico sono molto più frequenti di quelle a seguito di aborto chirurgico, in base ai risultati di 7000 aborti effettuati con la Ru486 nel sud dell’Australia, confermando i dati già noti della letteratura scientifica.
Raccomandiamo ancora una volta agli operatori del settore di seguire le linee guida ministeriali sull’aborto farmacologico, che prevedono che l’intera procedura venga eseguita in regime di ricovero ordinario, per salvaguardare al meglio la salute delle donne.
Il Ministero della Salute segnalerà il caso portoghese di morte a seguito di aborto farmacologico all’EMA, l’agenzia di farmacovigilanza europea, chiedendo un supplemento di indagine e un aggiornamento sulle segnalazioni di decessi e complicanze. Nelle prossime settimane saranno resi noti i dati sugli aborti effettuati con la Ru486 nel nostro paese nel suo primo anno di commercializzazione. ”

giovedì 12 maggio 2011

TERREMOTO IN SPAGNA, NOSSA SENHORA DI ANGUERA IN UN MESSAGGIO IL 16 APRILE SCORSO......





3.469 - 16 aprile 2011  


Cari figli, vi invito alla conversione sincera e al pentimento dei vostri peccati. Aprite i vostri cuori a Gesù. Egli vuole parlarvi. Ascoltatelo e sarete felici già qui sulla terra e più tardi con me in cielo. Avvicinatevi al confessionale e cercate nell’Eucaristia la forza necessaria per il vostro cammino nella fede. Siete del Signore. State nel mondo, ma non siete del mondo. Siete del Paradiso di Dio. Rallegratevi e servite il Signore con fedeltà. Non allontanatevi dalla preghiera. L’umanità è ogni giorno più vicina all’abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani.  Mundi (la cittadina indiana?) chiederà aiuto e Granada (Spagna) berrà il calice amaro del dolore. La Spagna tremerà e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Soffro per ciò che vi attende. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 





3.469- Mensagem de Nossa Senhora transmitida em 16/04/2011



Queridos filhos, convido-vos à conversão sincera e ao arrependimento dos vossos pecados. Abri vossos corações a Jesus. Ele quer falar-vos. Escutai-O e sereis felizes já aqui na terra e mais tarde Comigo no céu. Aproximai-vos do confessionário e buscai na Eucaristia a força necessária para vossa caminhada na fé. Sois do Senhor. Estais no mundo, mas não sois do mundo. Vós sois do Paraíso de Deus. Alegrai-vos e servi ao Senhor com fidelidade. Não vos afasteis da oração. A humanidade está cada dia mais próxima do abismo da destruição que os homens prepararam por suas próprias mãos. Mundi gritará por socorro e Granada beberá o cálice amargo da dor. AEspanha estremecerá e os Meus pobres filhos hão de chorar e lamentar. Sofro por aquilo que vem para vós. Esta é a mensagem que hoje vos transmito em nome da Santíssima Trindade. Obrigada por Me terdes permitido reunir-vos aqui por mais uma vez. Eu vos abençôo, em nome do Pai, do Filho e do Espírito Santo. Amém. Ficai em paz.