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domenica 22 luglio 2012

DON CURZIO NITOGLIA:"LA CHIESA NON PUO' NON FARE POLITICA"


d. CURZIO NITOGLIA  10 luglio 2012





«È tutto un mondo che occorre rifare, sin dalle fondamenta, trasformandolo da selvatico in umano e da umano in divino, cioè secondo il Cuore di Dio» (PIO XII, 10 febbraio 1952).

«Se Dio non esiste, tutto è permesso. Nulla è più proibito, non c’è più limite, non c’è nulla che non si possa tentare, che non si debba tentare perché se tutto ciò che è stato vero un tempo lo è stato partendo dall’ipotesi che Dio esisteva, ora che Dio non esiste, nulla di ciò che era vero allora è adesso vero, nulla di ciò che era bene è bene; dobbiamo ricreare tutto. Ma, prima di ricreare, bisogna cominciare col distruggere […], il migliore augurio che si possa fare all’uomo moderno è di rientrare nell’ordine naturale che è quello della creazione divina» (E. GILSON).

L’UOMO È UN “ANIMALE POLITICO”

«La legge, per essere vera e buona, non solo deve essere promulgata dall’autorità (“Auctoritas facit legem”), ma deve essere conforme alla ragionevolezza e al bene (“Veritas facit legem”)» (R. PIZZORNI) .

Introduzione

●Il libretto “Sovversione & Restaurazione” (Milano, Edizioni Centro Studio Jeanne d’Arc, 2012) è un manuale di base per la formazione del militante, che oggi si trova a dover combattere contro la Sovversione e per la Restaurazione.

●La ‘Sovversione’ è il ribaltamento, il rovesciamento e lo sconvolgimento dell’ordine individuale, familiare e sociale. La ‘Restaurazione’ è il riportare l’ordine perduto e quindi consiste nel ripristinare l’ordine individuale, familiare e sociale. Per poter restaurare l’ordine nella Società civile occorre prima averlo in sé (“nessuno dà quel che non ha”), poi nella famiglia e infine lo si può portare nello Stato, che è un insieme di famiglie unite al fine di conseguire il benessere comune temporale subordinatamente a quello spirituale. L’ordine è la sottomissione dell’anima a Dio e la padronanza dell’anima sul corpo ed i suoi istinti. La ‘Sovversione’ è lo scardinamento di quest’ordine. La vita spirituale consiste nel ristabilire quest’ordine nell’animo del singolo uomo; la vita politica consiste nel riportarlo nella Società civile. Per cui l’uomo non deve e non può fermarsi alla sola vita spirituale individuale, ma non può non fare politica, essendo per natura e quindi per volontà di Dio un animale sociale e politico. Il liberalismo e il cattolicesimo-liberale vorrebbero rinchiudere la religione in sagrestia e farne una questione puramente individuale e così anche alcuni sacerdoti falsi mistici o pseudo-spiritualisti, disincarnati e modernizzanti. La dottrina cattolica, invece, parla di Regno sociale di Gesù Cristo e non di solo Regno individuale.

●La ‘Sovversione’ è nata col peccato di Adamo, ma, a partire dalla Cristianità, ossia dall’epoca in cui lo spirito del Vangelo informava le leggi della Società, essa ha conosciuto varie tappe: l’Umanesimo e il Rinascimento (1400-1500), che hanno cercato di rimpiazzare il Vangelo con la Cabala o l’esoterismo ebraico a livello delle élite intellettuali o Accademie culturali; poi è venuto il Protestantesimo (1517), che ha immesso il soggettivismo e il relativismo nella Religione rendendola una pura esperienza soggettiva e sentimentale, essenzialmente antigerarchica e sovvertitrice dell’ordine voluto da Gesù quando ha fondato la Sua Chiesa su una persona che è il Papa, il quale è in terra il Re del Corpo Mistico; infine è venuta la Rivoluzione francese (1789), che ha portato il disordine nella Società, nella scienza e nell’azione Politica. Il Comunismo (1917) ha peggiorato il disordine della Rivoluzione francese - cercando di distruggere la proprietà privata, la famiglia e la religione - ed ha conosciuto il suo vertice con il 1968 sposando il freudismo, che ha portato il disordine in interiore homine eccitando al parossismo il fomite del peccato con le tre Concupiscenze e i sette Vizi capitali, rendendo così l’uomo un animale selvaggio ed impulsivo. Oggi ci troviamo nell’ultima fase della Sovversione, il Mondialismo, che a partire dall’11 settembre del 2011 cerca di impadronirsi del mondo intero e di edificare un unico Tempio e una sola Repubblica universale per rendere schiava la quasi totalità dell’umanità sotto il giogo di Israele e dell’America, i due Stati dominati dai principali agenti della Sovversione: il giudaismo e la massoneria.

●Come non è corretto ridurre alla sola massoneria l’agente principale della ‘Sovversione’ tralasciando il giudaismo post-biblico, che ha perseguitato Gesù, gli Apostoli e i primi cristiani, è del pari inesatto ridurre i motori della Sovversione personale a due soltanto: “orgoglio e sensualità”, mentre la S. Scrittura ci parla anche di un terzo motore: l’avarizia e la vana curiosità, che è l’attaccamento disordinato ai beni terreni e il frivolo desiderio di sapere ciò che avviene nel mondo (“Concupiscenza degli occhi”). “L’a-Giudaismo” e “l’a-Avarizia” (alfa privativo) sono le due deficienze del libro “Rivoluzione e Controrivoluzione” di PLINIO CORREA D’OLIVEIRA (San Paolo del Brasile, 1949) cui ho cercato di porre rimedio in “Sovversione & Restaurazione”.

●Secondo la dottrina cattolica (definita ‘di Fede divina’ ed infallibilmente dal Concilio di Trento, sessione 5, DB 788, 792 e 815 ss.) il Peccato originale di Adamo ha lasciato nell’uomo la privazione della Grazia santificante, l’offuscamento dello spirito e lo sconvolgimento dell’armonia del suo essere, facendogli sperimentare la ribellione dei sensi allo spirito e l’insubordinazione dello spirito a Dio (cfr. S. Th., II-II, qq. 164-165). Il Fomite del peccato o l’inclinazione disordinata al male non è invincibile e peccaminosa in sé; lo diviene solo se la libera volontà umana la fa passare dalla potenza all’atto del peccato. In breve la concupiscenza non è peccato, ma inclina ad esso (cfr. Concilio di Trento, DB 792; S. Th., I-II, q. 82, a. 2). Le Concupiscenze sono tre secondo la Rivelazione (1a Jo., II, 16): “Tutto ciò che è nel mondo, la Concupiscenza della carne, la Concupiscenza degli occhi e la Superbia della vita, non viene dal Padre”.

●La “Concupiscenza degli occhi” tende a fare delle ricchezze e delle vanità di questa vita il Fine ultimo. La triplice Concupiscenza è la fonte del male e della sovversione personale; da essa hanno origine i sette Vizi capitali, cattive tendenze che ci spingono al peccato attuale e sono “capo” o fonte di innumerevoli disordini. Se dalla Concupiscenza della Superbia nascono tre Vizi capitali (orgoglio, invidia e collera) e dalla Concupiscenza della Sensualità nascono altri tre Vizi capitali (lussuria, golosità e pigrizia), non bisogna dimenticare che dalla Concupiscenza degli Occhi (avarizia e curiosità) nasce l’attaccamento disordinato a questa vita come se fosse quella eterna (S. Th., I-II, q. 84, aa. 3-4; De Malo, q. 8, a. 1): essa tende a farci scambiare il mezzo per il fine (S. Th., II-II, q. 118; De Malo, q. 113), è una specie d’idolatria, è “il culto del vitello d’oro; non si vive più che per il denaro. Non si dà nulla o quasi nulla ai poveri e alle opere buone: capitalizzare, ecco lo scopo supremo a cui incessantemente si mira. […]. La civiltà moderna ha sviluppato una forma parossistica dell’amore insaziabile delle ricchezze, la plutocrazia, per acquistare quell’autorità dominatrice che viene dalle ricchezze, onde comanda ai Sovrani, ai Governi e ai popoli. Questa signoria dell’oro degenera spesso in intollerabile tirannia” (A. TANQUEREY, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, Roma-Parigi, Desclée, 1924, pp. 556-557).

●L’errore, che mutila la fonte della “Sovversione personale”, lo si ritrova - come ho anticipato sopra - in PLINIO CORREA D’OLIVEIRA (Rivoluzione e Controrivoluzione, San Paolo del Brasile, 1949, tr. it. Piacenza, Cristianità, 1977) assieme alla mutilazione del motore della “Sovversione sociale” in quanto salta a pié pari il Giudaismo talmudico per parlare solo en passant di Massoneria. Non a caso i teoconservatori italo-americani si rifanno a quest’opera del pensatore brasiliano succitato per spostare la ‘Restaurazione’ dell’ordine personale, familiare e sociale dal piano filosofico, spirituale e politico a quello crematistico o affaristico e latifondistico.

●La ‘Sovversione’ è il disordine che l’uomo sperimenta in sé dopo il peccato originale, dietro la spinta delle tre Concupiscenze (orgoglio, avarizia e lussuria); la ‘Restaurazione’ è il cercare di ritornare all’ordine turbato dalle tre Concupiscenze nell’individuo, nella famiglia e nella Società civile.

●La Restaurazione comporta la Gerarchia. Non bisogna cadere nel vizio del fariseismo calvinista e liberista, il quale scambia gerarchia per prepotenza, sfruttamento ed oppressione del debole. Gerarchia significa che vi è una differenza accidentale tra gli uomini (chi è più buono chi meno, chi più intelligente chi meno, chi più lavoratore chi meno), la quale fa sì che il migliore sia più in alto e comandi, senza disprezzare e maltrattare chi si trova più in basso ed obbedisce. San Paolo a sua volta insegna: «Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Né l’occhio può dire alla mano: “Non ho bisogno di te”; né la testa ai piedi […]. Anzi quelle membra che sembrano più umili sono le più necessarie. […]. Dio ha composto il corpo affinché non vi fosse disunione in esso, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro sta bene, tutte le altre gioiscono con lui» (1 Cor., XII, 4-20).

●È importante che il militante si abitui a vivere bene, rispettando la Legge divina e naturale, poiché “bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finisce per pensare male se si vive male”. Non si può restaurare la Società se abbiamo il disordine o la Sovversione in noi (“si agisce come si è, il modo di agire segue il modo di essere”). I consigli pratici per restaurare se stessi, la famiglia e la Società civile sono i seguenti: 1°) riforma te stesso (monastica), poi la tua famiglia (economia) e quindi la Società (politica); 2°) ritorna al buon senso, al realismo che conforma il pensare alla realtà e possibilmente studia la filosofia perenne di S. Tommaso che ha elevato a scienza il senso comune e la retta ragione che ogni uomo normale possiede; 3°) vinci l’ozio, che è il “padre dei vizi”, e incoraggia lo sforzo fisico, intellettuale e morale; 4°) ricorri a Dio onnipotente, che solo può debellare il Leviatano mondialista che attualmente schiaccia gli uomini come schiavi.

●Tuttavia - nel presente articolo “Consegne ai militanti” - occorre completare il discorso fatto in “Sovversione & Restaurazione”, con alcune considerazioni per i militanti, che si trovano a far “politica” (cioè a vivere la Virtù di Prudenza nella Società civile) direttamente, applicando alla vita quotidiana e concreta i princìpi studiati nel primo libro. Tale integrazione ad uso soprattutto, ma non esclusivo, del militante laico riguarda: 1°) la teoria e specialmente la pratica della Restaurazione del Regno sociale di Cristo, evitando i due errori per eccesso e per difetto dell’Angelismo super-spiritualista e del Liberalismo laicista. Come l’uomo è un composto di anima e corpo e non è solo spirito o sola materia così egli non è ordinato solo allo stato laicale (laicismo liberale) o iper-clericale (super-spiritualismo angelista), ma le due sfere si integrano nella cooperazione subordinata di corpo ad anima e di laicato a sacerdozio. 2°) Il non mischiare il piano della verità e dei princìpi perenni ed immutabili con i casi pratici (piano del mutevole agire umano) per annacquare i primi abbassandoli dal livello immutabile della verità teoretica alla contingenza della vita pratica. 3°) La verità che l’uomo è una creatura, la quale dice rapporto al Creatore; inoltre l’uomo è un animale sociale, non un ‘Individuo assoluto’ (idealismo) né un animale sacerdotale per natura (si confonderebbe la natura e la grazia), evitando così i due errori dell’individualismo liberale e idealistico, che porta all’anarchia e l’errore dell’angelismo iper-spiritualista, che renderebbe il mondo un convento (pan-vocazionismo), confondendo i Precetti con i Consigli. 4°) In politica la verità e i princìpi non vanno confusi col campo dell’azione prudenziale, ma bisogna applicare i princìpi immutabili ai casi pratici diversi e mutevoli. Per principio lo Stato deve essere subordinato alla Chiesa, questo principio è immutabile anche se va applicato alle varie epoche con discrezione, buon senso e prudenza soprannaturale, tenendo conto delle circostanze in cui ci si trova a vivere.

Prologo

●San Pio X nell’enciclica Jucunda sane (1904) ci ricorda che:

1°) Non bisogna confondere e mischiare i princìpi con la pratica, la verità con le esigenze della vita, altrimenti si cade nella evoluzione perpetua della verità, come voleva Maurice Blondel “veritas est adaequatio intellectus et vitae”, infatti siccome le esigenze della vita umana sono contingenti, concrete e storiche, l’intelletto si deve adeguare ad esse che mutano costantemente. La verità non è più ancorata nella stabilità e immutabilità dell’essere, ma nella fluttuazione e nel moto perpetuo del divenire. Equivale ad ancorare la nave sui flutti mobili delle onde e non sul fondale stabile del mare.

2°) Il catto-liberalismo o il social-modernismo, invece, confondono volutamente e scientificamente principì e pratica, così formulano delle “mezze verità” che sono più pericolose dell’errore manifesto, poiché esse sono nascoste e segrete, come il modernismo qualificato come “foedus clandestinum” o “setta segreta” da S. Pio X (Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910). Tali mezze verità vengono applicate non solo alla filosofia, al dogma e alla morale, ma anche alla dottrina sociale e politica della Chiesa e soprattutto alla collaborazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa.

3°) Certamente bisogna calare il principio nella pratica con Prudenza, ma la Prudenza non è la Fede, il dogma, la verità o l’essere; essa è la recta ratio agibilium, ci dice come dobbiamo fare per agire hic et ninc virtuosamente alla luce dei princìpi immutabili, senza confondere essere e agire, verità e prudenzialità. Invece per il catto-liberalismo o il social-modernismo a-dogmatico il Principio o il Valore massimo, assoluto e universale è: “non bisogna esagerare nella affermazione della verità, occorre sfumarla e renderla accettabile all’uomo moderno”. Ora, è vero che non si deve cadere nel rigorismo disumano e fanatico di chi annulla i casi pratici e vede solo i princìpi, ma, se la vita è fatta da casi pratici e contingenti, questi vanno risolti alla luce dei princìpi immutabili e perenni.

●Mons. Antonio De Castro Mayer nella sua ‘Lettera pastorale sul Regno sociale di Gesù Cristo’ (1978) ci ricorda che:

1°) L’uomo è un’unione di anima, corpo e socievolezza, contro l’angelismo super-spiritualista e contro il materialismo laicista di destra (liberalismo) e di sinistra (socialismo).

2°) L’Autorità viene da Dio e non dall’uomo o dal popolo, che usurperebbe, così, il posto del Creatore.

3°) Aderire al falso e fare il male non è vera libertà, ma è un difetto contro-natura di essa, poiché l’anima umana è naturalmente fornita di intelletto per conoscere il vero e rifiutare il falso, e, di volontà per amare il bene e fuggire il male.

4°) Siccome Dio è la Perfezione stessa sussistente, non può fare il male, che sarebbe un’imperfezione. Quindi neppure Dio può concedere la libertà alle false religioni, il diritto alla libertà di errore, che sono contro natura e intrinsecamente perversi.

5°) L’ordine cronologico da seguire per “instaurare tutto in Cristo” è innanzitutto la conversione personale (“nemo dat quod non habet”), poi quella della famiglia, quindi del villaggio ed infine dello Stato. Se s’inverte l’ordine, come ha fatto Charles Maurras (‘politique d’abord’), e si parte dallo Stato, senza prima aver formato veri cristiani, famiglie e villaggi sinceramente cristiani, si ha un tetto senza casa e senza fondamenta; un mobile roso dai tarli, un braccio ingessato, ma ammalato internamente di cancrena, che prima o poi esploderà e farà disintegrare l’ingessatura; un’ossatura giuridica di Stato che ha un’apparenza cristiana, ma senza anima e senza sostanza. Leone XIII (Immoratle Dei, 1885) e San Pio X (Notre charge apostolique, 1910) ci ricordano che “la Cristianità è esistita, non bisogna inventarne una nuova, ma instaurarla e restaurarla incessantemente contro gli assalti dell’empietà” (S. Pio X) e che il Vangelo “prima ha penetrato gli animi dei cittadini, delle famiglie e dell’esercito romano sino ad arrivare, infine, anche al Palazzo imperiale” (Leone XIII).

●SANT’AGOSTINO ha affrontato per primo, meglio di tutti ed in maniera sistematica il problema dei rapporti tra Stato e Chiesa, che poi sarà ripreso da tutti gli altri Padri e dagli Scolastici.

1°) Lo Stato deve essere subordinato alla Chiesa come il corpo all’anima, la materia alla forma, la potenza all’atto, il divenire all’essere. In breve S. Agostino - assieme a tutti i Padri ecclesiastici - ha insegnato la dottrina sistematica e quasi totalmente definitivamente ultimata della cooperazione gerarchica tra Stato e Chiesa.

2°) La Chiesa “non può non fare politica” (San Pio X), che non è partitica ma è la virtù di Prudenza applicata alla Società civile, essendo l’uomo un “animale sociale per natura” (Aristotele e S. Tommaso).

Il Liberalismo-laicista e l’Angelismo-iperclericalista

●Il liberalismo laicista vuole dissacrare e dissolvere la Società, poiché non ammette la dimensione creaturale (che rimanda al Creatore) e socievole (che riporta alla Polis e quindi alla “Politica”) dell’uomo. Per cui l’uomo e la Società non dipenderebbero da Dio (secolarizzazione e desacralizzazione) e l’uomo non sarebbe un animale sociale e politico (individualismo anarco-liberale).

●L’angelismo iper-spiritualista vuol rendere la religione un fatto eminentemente individuale e “pan-vocazionista” (“o vocati o quasi dannati”), negando implicitamente la natura come Dio l’ha creata: uomo animale razionale, composto di anima e corpo, e naturalmente sociale e non “naturalmente sacerdotale”, il che equivarrebbe confondere l’ordine naturale con quello soprannaturale, i Comandamenti con i Consigli, come fanno le sette e i regimi assolutistici.


Attualità del problema

●San Pio X nell’enciclica Jucunda sane (12 marzo 1904) spiega che il mezzo con cui gli eterodossi s’infiltrano nella Chiesa consiste nell’applicare una regola d’azione prudenziale ai princìpi o al dogma, confondendo il piano teoretico o della verità con quello pratico o dell’agire umano. Ora, continua papa Sarto, la Prudenza è una virtù morale, che aiuta ad applicare i princìpi al caso pratico e a risolvere quest’ultimo alla luce del principio, senza svilire il principio rendendolo valido solo se praticamente utile. Quindi trasporre confondendoli la Prudenza o la pratica al livello dei princìpi ed abbassare il principio dal livello teorico a quello pratico ha conseguenze disastrose: dal punto di vista teoretico, annacqua il principio ed erode il dogma; dal punto di vista pratico, può degenerare sia in lassismo che in rigorismo come vedremo oltre.

●Purtroppo il cattolicesimo liberale fa proprio ciò riguardo alla dottrina sui rapporti tra Stato e Chiesa. Con la scusa di maggior prudenza e discrezione esso obietta che la dottrina dell’unione gerarchizzata tra potere temporale e spirituale non è “prudenziale” o “pastorale” al tempo presente. Il liberalismo cattolico o modernismo sociale non nega teoreticamente ed esplicitamente il principio della collaborazione tra Stato e Chiesa, ma dice che praticamente o prudenzialmente oggi esso non è più opportuno e utile, ma dannoso e indiscreto.

●Per confutare tale errore bisogna ben distinguere la teoria o il principio, che non muta (2+2=4), dalla pratica (ho 4 mele, le posso mangiare tutte assieme o è più prudente mangiarne 1 il mattino, 1 a pranzo, 1 la sera e l’altra metterla da parte in caso di necessità?). Attenzione! Distinguere per unire e non per contrapporre. Infatti la pratica segue la teoria ed è l’applicazione al caso concreto e contingente del principio universale ed immutabile. Se confondo pratica o prudenza (mangiare 4 mele assieme potrebbe essere indigesto) con il principio (2+2=4), vanifico l’immutabilità di quest’ultimo (e do luogo all’evoluzione della verità, del dogma, alla “Tradizione vivente” …).

●Occorre altresì evitare l’errore per eccesso di chi non riesce a calare in pratica il principio e diventa un ideologo settario, fanatico, spietato, senza misericordia. Il modernismo politico, al contrario, pecca per difetto di buon senso naturale, di Fede e di Speranza soprannaturali e di fronte al mondo moderno, che è capace di capire, ma si oppone alla verità rinuncia per principio ai princìpi.

●Quanto alla dottrina sociale cattolica sulla collaborazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa, il principio è sempre valido, bisogna saperlo applicare in pratica, ma non mischiare e confondere teoria e pratica per giungere a vanificare o edulcorare il principio. Si cadrebbe nell’utilitarismo liberale o “comodismo” americanista, condannati da Leone XIII nella lettera Testem benevolentiae del 1889 (primato dell’utile sul vero e amore smodato della comodità). Quindi, pur senza rinnegare esplicitamente il principio, il modernismo politico lo ritiene teoricamente e praticamente inattuabile, non più possibile, neppure a lungo termine e vi rinunzia se non de jure almeno de facto. Per cui l’unica strada percorribile è quella delle concessioni, del dialogo con la modernità, cedendo ai suoi falsi princìpi, i quali stranamente e incoerentemente vengono ritenuti come princìpi moderni, mentre quelli della filosofia perenne, della teologia scolastica, del Magistero tradizionale sono reputati, storicamente e non teoreticamente, reperti archeologici sorpassati, grazie alla mentalità storicistica, che calando il principio nella sua epoca storica e rendendolo un fatto cronologico e contingente e non più un principio immutabile, relativizza tutto.

●Anche nel campo sociale la verità o i princìpi non rientrano nel campo dell’azione e dell’agire prudenziale. Bisogna applicare con prudenza il principio immutabile di verità teoretica al caso pratico non solo individuale ma comune, sociale e politico. Tuttavia non bisogna mischiare teoria e pratica, principio ed azione, dogma e prudenza. La verità appartiene all’ordine dell’essere e la prudenza a quello dell’agire. Ora “agere sequitur esse, modus agendi sequitur modum essendi, sed agere non est esse” (l’agire segue l’essere, il modo di agire segue il modo di essere, ma l’azione non è l’essere). Il modo di agire o l’atto umano pratico può essere incompleto, imperfetto ed anche cattivo ossia falso, ma una verità teoretica non può essere, per definizione, incompleta, imperfetta e falsa, perché sarebbe la contraddizione stessa sussistente come ‘il cerchio quadrato’ per il principio di identità e non-contraddizione (vero = vero, falso = falso, vero ≠ falso). La verità è la conformità dell’intelletto alla realtà (“adaequatio rei et intellectus”), l’idea è vera se corrisponde all’essere non all’azione, è falsa se non vi corrisponde, in quest’ultimo caso non ho un concetto imperfetto, ma semplicemente falso o erroneo; invece l’atto umano può essere ‘meno perfetto di ciò che dovrebbe essere’ (imperfezione o “actus remissus”) o cattivo leggermente (peccato veniale) oppure cattivo gravemente (peccato mortale). Bisogna comprendere e compatire la fragilità pratica dell’uomo, senza giustificarla ed approvarla, ma, se si traspone la prudenza dell’agire nell’ordine dell’essere o della verità mediante mezze-verità o termini equivoci, ambigui, sfumati, imprecisi, i quali volutamente non sono esplicitamente erronei, è ancora più pericoloso per la sana ragione e la purezza della Fede. Coloro che di fronte all’errore, invece di condannarlo, smascherarlo o disapprovarlo apertamente, cercano un accomodamento, un compromesso teoretico tra verità e falsità, negano implicitamente il principio per sé noto di identità e non-contraddizione, sotto apparenza di apostolato, discrezionalità, pastoralità, prudenzialità e sono più pericolosi di chi professa apertamente l’errore, come insegna S. Ignazio da Loyola nelle Regole sul discernimento degli spiriti dei suoi Esercizi spirituali. Infatti il diavolo quando tenta apertamente al male in quanto male è meno pericoloso di quando si presenta sotto apparenza di angelo di luce e cerca di ‘spingere al male sub specie boni’, insinuando al tentato di pensare che forse sta facendo il bene. Le mezze-verità, la vaghezza, l’imprecisione, l’indecisione, il pressappochismo o l’indefinibilità dottrinale sono la “quinta colonna” o il nemico che si presenta da amico, il cavallo di Troia, il lupo vestito da agnello che penetra – grazie al suo camuffamento – nel cuore della Chiesa e la vuole cambiare dal di dentro, come dice il “Programma dei Modernisti” (1906) attribuito ad Antonio Fogazzaro ed Ernesto Buonaiuti.


Mons. Antonio De Castro Mayer

●Nella sua Lettera pastorale sulla Regalità sociale di Cristo del 1978, il vescovo brasiliano († 25 aprile 1991) distingue benissimo la verità dall’azione pratica, e scrive che “il liberalismo ossia l’indifferentismo relativistico in materia religiosa e il separatismo sociale dall’elemento soprannaturale è la causa dell’apostasia delle Nazioni”. Il Liberalismo laicista, infatti, propugna per principio la separazione tra religione e politica, Chiesa e Stato, poiché conformemente alla sua filosofia soggettivistico-relativistica una religione vale l’altra e conseguentemente lo Stato deve essere indifferente verso la vera religione. Inoltre concepisce idealisticamente l’Individuo come un Assoluto, un Fine e nega la dimensione sociale e creaturale dell’uomo, che invece è in relazione orizzontale con gli altri e verticale con Dio. Da questi principi “teoretici” (indifferentismo, soggettivismo, individualismo) e “pratici” (immanentismo e separatismo) segue necessariamente la separazione dello Stato dalla Chiesa o l’apostasia politica, sociale e nazionale, che è più grave di quella individuale, come uccidere 1000 persone è più grave che ucciderne una sola. In breve è il contro-regno di Cristo, la contro-chiesa o la “sinagoga di Satana” (Apoc., II, 9). La dottrina cattolica insegna la cooperazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa, per santificare non solo l’individuo, che per natura è socievole e relativo alla sua Causa, ma anche per sacralizzare la Società civile, unione di più famiglie, composte da vari uomini, socievoli, creati e dipendenti da Dio. Invece il liberalismo laicista vuole dissacrare la Società, poiché non ammette la dimensione creaturale e socievole dell’uomo, e l’angelismo iper-clericalista vuol rendere la religione un fatto eminentemente individuale e “pan-vocazionista”, negando implicitamente la natura come Dio l’ha creata: uomo animale razionale, composto di anima e corpo, e naturalmente sociale e non “naturalmente sacerdotale”, il che sarebbe confondere l’ordine naturale con quello soprannaturale poiché la vocazione al sacerdozio è essenzialmente soprannaturale: “non siete voi che avete scelto Me, ma sono Io che ho scelto voi”, insegna Gesù nel Vangelo. Mentre il modernismo erra a scapito del soprannaturale o per difetto, l’iper-clericalismo angelista sbaglia per eccesso a scapito della natura, “sed Gratia non tollit natura, supponit et perficit eam”, insegna S. Tommaso (S. Th., I, q. 1, a. 8 ad 2) . Ecco la causa dell’apostasia dell’ora presente: il laicismo-liberale e l’angelismo iper-spiritualista, il naturalismo (Razionalismo, Illuminismo, Materialismo, Immanentismo) e lo spiritualismo esagerato (Platonismo/Cartesianismo/Idealismo/Ontologismo da Malebranche a Rosmini).

● “In principio erat Auctoritas et Auctoritas erat a Deo”, recita l’adagio scolastico. Infatti per la Rivelazione “non c’è Autorità se non derivante da Dio”. Invece per il liberalismo l’autorità deriva dall’Uomo che è Fine ultimo di se stesso (“non est auctoritas nisi ab homine et a populo”). Il liberalismo è l’incarnazione della “città di satana” descritta da S. Agostino nel De civitate Dei: “la città di Dio composta da coloro che per amore del Creatore riconoscono se stessi quali creature finite e la città di satana, composta da coloro che per amor disordinato di sé, disprezzano Dio”. La Rivoluzione moderna, il laicismo liberale, contrappone Dio e uomo, come due persone non solo distinte ma contrarie, una autonoma dall’altra. L’uomo moderno e contemporaneo grida come Lucifero “Non serviam!” e come il serpente dell’Eden insinua: “Eritis sicut Diis”. La Chiesa, che è l’ordine o il contrario della Rivoluzione, la quale è il “disordine stesso sussistente per partecipazione”, armonizza Dio (“l’Ordine stesso sussistente”) e l’uomo come Padre e figlio, distinti, non contrari né contrapposti, ma in relazione di conoscenza amorosa altruistica, reciproca e in convivenza pacifica mediante la Grazia santificante. Per la Chiesa lo Stato, il quale naturalmente è un insieme di uomini e di famiglie, deve dare a Dio il culto ufficiale e pubblico, poiché lo Stato è per natura creatura di Dio. Invece il Laicismo o la modernità antropocentrica e rivoluzionaria nega che Dio è Creatore dell’uomo e a fortiori della Società civile, polis o civitas. Quindi mentre la Chiesa ha una concezione eminentemente politica o sociale, data la natura socievole dell’uomo, creato da Dio; il laicismo rivoltoso e sovversivo odia la dimensione sociale e creaturale dell’uomo, che lo mette in relazione con gli altri nello Stato e in relazione con Dio nella Chiesa, la quale è una Società perfetta giuridica e soprannaturale, un “Corpo mistico”. Ma la dottrina a-sociale e liberale – come insegna Pio XII – “è contro natura” poiché vuole “obbligare lo spirito e la volontà dell’uomo ad aderire all’errore e al male o a considerarli indifferenti”, mentre l’intelletto è fatto per aderire al vero e confutare il falso e la volontà per amare il bene e ripudiare il male. Nell’adesione all’errore o al male non solo non vi è nessuna perfezione o arricchimento della natura umana, ma solo degradazione dell’intelligenza e della volontà, le quali sono le due facoltà nobili dell’anima razionale e spirituale dell’uomo. Lo Stato, che è un insieme di famiglie, le quali si uniscono per ottenere più facilmente il proprio fine prossimo (benessere materiale) ed ultimo (vivere virtuosamente per unirsi a Dio), non ha il diritto di deformare l’intelligenza e la volontà dell’anima umana, ma al contrario deve aiutare l’uomo a conoscere la verità e a praticare la virtù. Tutto ciò lo si consegue tramite la cooperazione tra politica e religione, Stato e Chiesa. Chi li vuol separare pecca o per difetto (laicismo liberale: individualismo a-sociale) o per eccesso (super-spiritualismo angelistico: l’uomo è solo anima, il corpo è malvagio e così la società o la polis sono un male da evitare per ottenere il proprio Fine che è il Cielo solamente tramite la religione, la quale non ha nessuna valenza sociale). Ma l’uomo non è un angelo, è composto di anima e corpo, è fatto per vivere in Società civile (Stato) e religiosa (Chiesa), le quali non devono prescindere l’una dall’altra (errore per eccesso: angelismo platonico/cartesiano) o combattersi (errore per difetto: laicismo liberal-rivoluzionario), ma cooperare subordinatamente come il corpo e l’anima.

●Siccome per natura l’uomo è animale razionale e libero, (fatto per conoscere il vero e amare il bene) e socievole (fatto per vivere in Società civile o politica), neppure Dio potrebbe concedere allo Stato e all’individuo, che sono una sua creatura naturale, il potere di contraddire la loro ragion d’essere o finalità (conoscere il vero, amare il bene, vivere in Società politica-naturale e religiosa-soprannaturale) e dar loro il diritto di essere indifferenti o neutrali in materia di retta ragione individuale, sociale e religiosa. La libertà filosofica o religiosa è contro-natura, la tolleranza filosofica o religiosa è sempre un male che si può permettere de facto, per evitare un male maggiore, mai volere per principio. Ciò insegna la sana ragione, la vera teologia, la Tradizione apostolica e il Magistero della Chiesa. L’ignoranza invincibile scusa l’individuo dal peccato formale, ma non gli dà il diritto di fare pubblicamente il male e propagare in foro esterno e pubblicamente l’errore, poiché oggettivamente egli si trova nell’errore e nel male, i quali non hanno nessun diritto all’esistenza, alla propaganda e all’azione pubblica.

●Una delle finalità della Chiesa oltre la conversione delle singole anime è la dilatazione del Regno di Dio su tutta la terra. Questo Regno è “principalmente spirituale, ma secondariamente anche di ordine politico o temporale” (Pio XI, Quas primas, 1925). Quindi la libertà religiosa è contro la finalità della Chiesa come Cristo l’ha voluta, non solo è contro-natura ma anche contro la Rivelazione. L’apostasia delle Nazioni da Dio, che era stata propugnata dai laicisti e dagli anti-cristiani, purtroppo oggi ha invaso le menti anche degli uomini di Chiesa e perfino di alcuni “pseudo-tradizionalisti” (v. Dignitatis humanae personae, 7 dicembre 1965). L’ideale o la meta apostolica alla quale tutti (laici e chierici) siamo chiamati è la instaurazione del regno di Dio già sulla terra, pur se imperfettamente, per ottenerlo perfettamente in Paradiso. Quindi prima dobbiamo convertirci veramente e vivere abitualmente in Grazia di Dio e poi potremo portare Cristo nella famiglia, nell’ambiente di lavoro e nella Società civile. Questo è l’ordine da seguire per “instaurare omnia in Christo” (S. Pio X) “nemo dat quod non habet”, se non si è cristiani interiormente e veramente non si può restaurare la Cristianità; “politique d’abord” (Charles Maurras) significa iniziare a costruire una casa dal tetto e non dalle fondamenta: se si conquista il potere del Governo e si fanno leggi cristiane, ma il Governante non lo è e neppure i cittadini, la “restaurazione” è solo esteriore e superficiale e quindi dura come un fuoco di paglia. La Polis è un insieme di famiglie e di uomini; prima viene l’individuo che unito ad altri forma una famiglia, la quale assieme ad altre famiglie formano un villaggio e più villaggi uno Stato. La Civitas o Polis sarà cristiana e ordinata nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono ordinati e cristiani. Solo poi lo Stato ha il dovere di mantenere l’ordine e proteggere la vita virtuosa. Ma non si può cominciare con la fine, sarebbe una contradictio in terminis o un “contro-senso”: “il principio = il principio, la fine = la fine, il principio ≠ la fine”. Aristotele (Politica) e San Tommaso (De regimine principum) insegnano che “la politica è la virtù di prudenza applicata alla Società”, mentre la ‘prudenza individuale’ si chiama “monastica” e quella ‘familiare’ si dice “economia”. Leone XIII insegna che i primi e veri cristiani “prima fecero in pochissimo tempo penetrare il Cristianesimo nelle loro famiglie, poi nell’esercito, nel senato ed infine perfino nel palazzo dell’Imperatore”. Non si è cominciato dal Palazzo imperiale, ma dal singolo cristiano.

S. Agostino

Secondo S. Agostino il governante o Principe deve amministrare la res publica come un’attività volta al bene comune, ossia a far conseguire ai cittadini il bene morale ed a far loro evitare il male. L’origine – come rivela S. Paolo (Rom., XIII, 1) – del potere è divina. Il governo, quindi, è buono se rispetta la sua natura, ossia: la Causa efficiente da cui trae l’Autorità, che è Dio, e la sua causa finale, che è il bene comune temporale subordinato a quello morale o spirituale. Altrimenti se non riconosce Dio come sua Causa efficiente e non ha di mira il vivere virtuosamente (naturale e soprannaturale) il governo è cattivo, anzi è paragonabile ad “una banda di ladroni”. Il buon governante deve, secondo S. Agostino e tutti i Padri greci e latini, mettersi al servizio del bene e deve promuovere socialmente o assieme alla Società civile o Stato la Religione divina. L’obbedienza all’Autorità civile, tuttavia, è condizionata al di essa mantenersi nella finalità morale (vivere virtuoso) e nella dipendenza da Dio (causalità efficiente). Altrimenti, l’Autorità diventa tirannia ed è lecito resisterle a certe determinate condizioni (specialmente di non rendere la situazione posteriore peggiore di quella anteriore). Secondo l’Ipponate il governante cristiano non solo deve provvedere alla pace interna ed esterna della Società civile, ma anche di quella spirituale, cioè lo Stato deve favorire la Chiesa nella sua missione di espandere il Regno di Dio in tutto il mondo. Certamente la Chiesa e lo Stato non possono costringere a fare il bene, che non sarebbe più libero e meritorio, ma debbono proibire di fare il male. 
Anzi, per difendere la Fede si può chiedere anche l’intervento di chi porta la spada. Infatti, se il Principe deve punire i crimini civili, perché mai gli si dovrebbe impedire di reprimere anche i crimini spirituali (l’eresia e lo scisma)? Siccome l’eresia e lo scisma sono un male, anzi il massimo dei mali, chi porta la spada non può non servirsene per reprimerli. S. Agostino confuta con 1000 anni di anticipo l’obiezione dei catto-liberali secondo i quali l’uomo come singolo individuo è religioso, ma come cittadino facente parte di uno Stato deve essere neutrale in materia religiosa. L’Ipponate infatti afferma che il Principe serve Dio in due modi: come uomo, vivendo la Fede informata dalla Carità e come Governante facendo leggi conformi a quella divina-naturale, facendole rispettare e punendo i loro trasgressori.

Conclusione


La Chiesa non può non fare “politica”

●L’Uomo È Un Animale naturalmente Socievole. Da ciò la necessità di insegnare, oggi più che mai, la dottrina sociale della Chiesa e di non rinchiudersi nelle sacrestie, come volevano i cattolici liberali, mascherando tale cedimento al cattolicesimo liberale sotto un eccessivo spiritualismo o angelismo disincarnato, il cui motto è “non bisogna fare politica!”. Invece la realtà, e quindi la verità, è che l’uomo è composto di anima e di corpo, che è un animale razionale e anche sociale ossia politico, fatto per vivere in Societas o in Polis, e non è un angelo, un ente disincarnato o un monaco, che vive isolato. I monaci sono casi “eccezionali” ed “eroici” che confermano la regola.

●Il Pericolo Dell’Angelismo O Dello Spiritualismo Esagerato. L’errore dei conservatori e di alcuni “pseudo-tradizionalisti” cattolici attuali è quello di eliminare l’elemento sociale dalla natura umana, che invece è stata creata da Dio naturalmente socievole (Aristotele, Politica, VI; San Tommaso D’Aquino, De regimine principum, lib. I, cap. 14) e di voler rendere l’uomo un singolo individuo (come il liberalismo individualista) senza spazio sociale e politico, per indirizzarlo, con una spinta puramente naturale (anche se viene dal prete, che resta sempre un uomo anche se consacrato e non è Dio, ma solo uno strumento di Dio per aiutare i fedeli a fare la Volontà di Dio, che non necessariamente è quella del sacerdote) verso una vita consacrata alla quale invece chiama solo Dio e nella quale si persevera solo con l’aiuto di Dio: “Non siete voi che avete scelto Me, ma sono Io che ho scelto voi”, ci ha detto Gesù nel Vangelo. La vocazione è un consiglio e non un precetto e non si può obbligare a seguire un consiglio sotto pena di peccato.

Occorre contestare, confutare e contrastare il laicismo, in teoria e in pratica, rovesciare tale modo di vita sovversivo e rivoluzionato, fare la storia piuttosto che subirla passivamente e tentare di creare le condizioni di un vivere sociale, che faciliti quello spirituale. “La Grazia presuppone la natura, la perfeziona e non la distrugge” (San Tommaso), così la Fede presuppone l’umanità civilizzata, la perfeziona, la mantiene in vita e non la deve distruggere; parimenti la vocazione sacra presuppone la vita familiare, sociale e politica, la perfeziona e non la deve annientare. Se non vi fosse una società familiare non vi potrebbe essere un “chiamato” e se la Società civile invece di aiutare l’individuo e la famiglia a cogliere il proprio Fine li ostacolasse, i “vocati” sarebbero molto di meno. È per questo che occorre “dare a Cesare quel che è di Cesare [obbedienza alle leggi temporali conformi a quella naturale] e a Dio quel che è di Dio [l’adorazione]”.


d. Curzio Nitoglia

sabato 21 luglio 2012

TEMPESTA SOLARE: BLACK-OUT DOMENICA 22 LUGLIO???


17:56 16 LUG 2012 

(AGI) - Washington, 16 lug. - Un flare solare estremo ha causato un'eruzione solare di particelle cariche, una tempesta solare che sta viaggiando verso la Terra e dovrebbe investirla entro domenica. Giovedi' scorso ha avuto luogo l'eruzione solare, e i dati raccolti finora dal Goddard Space Flight Center del Maryland dicono che si e' generata una cosiddetta 'spulsione di massa coronale' di gas e campi magnetici. "Sembra essere diretto verso la Terra", ha dichiarato Alex Young.
Secondo gli scienziati, dai veicoli spaziali attualmente in orbita avremo piu' dati che ci faranno individuare velocita' e intensita' della tempesta. Le particelle cariche stanno viaggiando a una velocita' compresa fra un milione e mezzo e 8 milioni di chilometri all'ora. Il flusso di radiazioni elettromagnetiche puo' causare black-out radiofonici e, in casi estremi, interrompere la distribuzione di energia e interferire con le comunicazioni via satellite. "In futuro saremo interessati da sempre piu' eventi di questo genere, dato che il Sole si sta avvicinando al suo picco di attivita' che e' di undici anni - ha spiegato Young - e che e' previsto per il 2013 o il 2014".



Mass Ejection graphic
Alerts in Graphical Timelines: Past 7 days and Currently in Effect
Alerts in Text Format: Current month and Previous month

Alerts Issued in July 2012


Space Weather Message Code: ALTEF3
Serial Number: 1939
Issue Time: 2012 Jul 21 1337 UTC
CONTINUED ALERT: Electron 2MeV Integral Flux exceeded 1000pfu
Continuation of Serial Number: 1938
Begin Time: 2012 Jul 17 1005 UTC
Yesterday Maximum 2MeV Flux: 7530 pfu
Potential Impacts: Satellite systems may experience significant charging resulting in increased risk to satellite systems.

Space Weather Message Code: SUMPX1
Serial Number: 60
Issue Time: 2012 Jul 21 1134 UTC
SUMMARY: Proton Event 10MeV Integral Flux exceeded 10pfu
Begin Time: 2012 Jul 17 1715 UTC
Maximum Time: 2012 Jul 18 0600 UTC
End Time: 2012 Jul 21 0310 UTC
Maximum 10MeV Flux: 136 pfu
NOAA Scale: S2 - Moderate

Space Weather Message Code: WARPX1
Serial Number: 373
Issue Time: 2012 Jul 21 0039 UTC
EXTENDED WARNING: Proton 10MeV Integral Flux above 10pfu expected
Extension to Serial Number: 372
Valid From: 2012 Jul 17 1630 UTC
Now Valid Until: 2012 Jul 21 1200 UTC
Warning Condition: Persistence
Predicted NOAA Scale: S1 - Minor
Potential Impacts: Radio - Minor impacts on polar HF (high frequency) radio propagation resulting in fades at lower frequencies.
APPROFONDISCI:

venerdì 13 luglio 2012

TEMPESTA SOLARE OGGI 13 LUGLIO 2012









Il sole potrebbe essere responsabile del prossimo grande disastro, fra quattro anni a partire da oggi.

Il mondo non finirà, quasi certamente, nel 2012, con buona pace di chi afferma che i Maya lo avevano previsto con una precisione digitale. Questa frase, però, dovrebbe essere riscritta, perché "digitale" non avrebbe più molto senso. D'altra parte potrebbero leggerla in pochi. 

Nel maggio del 2013 potremmo infatti assistere ad un black-out planetario, degno dei peggiori, o migliori, film del genere catastrofico. A causarla sarà una tempesta solare, stando alle previsioni della NASA e del NOAA Space Weather Prediction Center. 

La nostra stella, infatti, è soggetta a periodiche tempeste solari, che si ripercuotono sul pianeta generando tempeste geomagnetiche. Questi eventi hanno l'effetto collaterale di danneggiare installazioni e apparecchiature elettriche di ogni genere, dal cellulare al frigorifero, dalla centrale eolica ai pannelli solari sul tetto. È una cosa talmente efficace che è stata applicata anche allo sviluppo delle armi

Eventi simili, in scala minore, si sono già verificati in passato, ma oggi ci si preoccupa per l'intensa penetrazione della tecnologia e dell'elettronica nella nostra vita quotidiana. Se si ripetesse una tempesta come quella del 1921, per esempio, potremmo trovarci con 130 milioni di persone prive di elettricità, e le conseguenze non sono facilmente prevedibili. 

La National Academy of Sciences ha fornito un rapporto a riguardo, dove si legge che un evento simile provocherebbe miliardi di danni, e ci vorrebbero da quattro a dieci anni per recuperare.

Computer e server spenti, frigoriferi che diventano armadi, case e strade buie, cellulari inutili. Uno scenario terribile, un "medioevo tecnologico" al quale, ammettiamolo, non siamo per nulla preparati. Provate a pensarci: da quando vi svegliate a quanto arrivate a scuola la mattina, quante vostre azioni non hanno richiesto l'uso di energia elettrica?LEGGI TUTTO 




NASA 20/07/2012
Una nuova tecnica creata da Nicholeen Viall, scienziato solare della Nasa al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, ha prodotto immagini che ricordano i dipinti di Van Gogh, con grandi pennellate e diverse sfumature. Il colore di ogni pixel contiene informazioni su cosa avviene nell’arco di 12 ore, tra raffreddamento e riscaldamento, in un punto particolare del sole.

GUARDA VIDEO
di Fausto Cicciò
Gli studi sulle temperature solari diventano “arte”. Una nuova tecnica creata da Nicholeen Viall, scienziato solare della Nasa al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, ha prodotto immagini che ricordano i dipinti di Van Gogh, con grandi pennellate e diverse sfumature. Il colore di ogni pixel contiene informazioni su cosa avviene nell’arco di 12 ore, tra raffreddamento e riscaldamento, in un punto particolare del sole
LEGGI TUTTO   





FRANCO PREVITE,UN CRISTIANO CHE, DEL SERVIZIO, HA FATTO LA SUA PRIMARIA MISSIONE!








LIBIA:BLOCCO ISLAMISTA O BLOCCO NAZIONALISTA?

Luglio 20, 2012 - 16:38 LIBIA

Economia e politica Primo Piano



MISNA - Missionary International Service News Agency Srl 

Due, tre riunioni al giorno tra le principali formazioni politiche libiche, negoziati dall’esito ancora incerto e attesa per i risultati definitivi delle elezioni che dovrebbero essere comunicati entro una settimana, subito dopo l’analisi degli eventuali ricorsi presentati. Di questo grande fervore politico che si vive in questi giorni riferisce alla MISNA Umar Khan, giornalista libico raggiunto a Tripoli.

“Al momento l’arena politica è divisa fra tre grandi blocchi – dice Khan – e dall’esito dei negoziati in corso tra questi verrà fuori il governo che guiderà la transizione. C’è l’Alleanza delle forze nazionali di Mahmoud Jibril che ottenuto la maggioranza relativa nella quota proporzionale, ma ci sono anche il blocco islamista e il cosiddetto blocco nazionalista, con un discreto numero di seggi conquistati nei collegi uninominali, in quelli cioè riservati ai candidati indipendenti”.

Secondo l’interlocutore della MISNA, islamisti e nazionalisti hanno tentato nell’ultima settimana di valutare la formazione di un’alleanza che avrebbe di fatto escluso Jibril, ma i negoziati sono approdati a un nulla di fatto. “In attesa dei risultati definitivi delle elezioni – sottolinea Khan – gli incontri stanno comunque continuando e a questo punto c’è anche la possibilità che piuttosto che a una grande coalizione di governo, come suggerito da Jibril, si arrivi a forme di cooperazione tra i diversi blocchi. Ma la scena politica è fluida e occorrerà aspettare ancora qualche giorno prima di poter trarre conclusioni. Al momento ogni opzione è ancora valida”.

UN PIEMONTESE CHE COMINCIA A PIACERMI....STIAMO A VEDERE!!!



Pubblicato in data 19/lug/2012 da 
Votazione del 19/07/2012 alla Camera dei deputati sul Fiscal Compact. Il video è stato scaricato dal sito della camera e non è stato modificato

giovedì 19 luglio 2012

ECCOCI SERVITI!!!!

PoliticaPercorso:ANSA.it > Politica > News

Per il primo 368 sì, il secondo registra 325 sì19 luglio, 15:04
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Guarda la foto1 di 1
(ANSA) - ROMA, 19 LUG - Si' definitivo della Camera a fiscal compact e ESM (Meccanismo europeo di stabilita'). Il fiscal compact e' passato con 368 si', 65 no e 65 astensioni. Nel Pdl si sono registrati alcuni interventi a titolo personale, tra cui quelli di Antonio Martino, Guido Crosetto e Sabrina De Camillis, che hanno votato contro in dissenso dal gruppo. L'istituzione dell'Esm (Meccanismo europeo di stabilita') e' passata, a sua volta, con 325 si', 53 no e 36 astenuti.

NO BIG BANKS: LEGGIAMO CON ATTENZIONE PER COGLIERE LE SFUMATURE ED APPROFONDIAMO NEI COLLEGAMENTI....



NO BIG-BANKS luglio 17, 2012 a 11:52 AM






Quanto sta avvenendo in questi anni, con le politiche di austerità, con la pressione degli spread sui titoli pubblici, indica la precisa volontà di favorire la predazione dell’economia fisica a vantaggio del sistema finanziario.



Ci troviamo dinanzi alla precisa volontà di scardinare il sistema degli stati sovrani per ricondurli sotto l’ombrello di uno Stato europeo che è disposto a infliggere ai propri cittadini ogni tipo di sofferenza, forzando politiche di deflazione, riducendo la spesa pubblica e trasferendo il potere nelle mani di poteri assoluti che hanno la freddezza delle elite tecnocratiche che operano a livello sovranazionale.

NOBIGBANKS è in prima linea nel denunciare questa assurda politica ed è ben lieta di presentare il lavoro che Enzo Pennetta conduce con le sue pubblicazioni ed il suo blog, offrendoci alcuni strumenti che illustrano il nuovo paradigma verso cui si tende: la fine degli Stati nazionali.

In un recente pezzo Pennetta riprende alcune affermazioni di Mario Monti: “L’Europa ha bisogno di gravi crisi per fare passi avanti” e spiega che l’Europa è sottoposta ad una serie di crisi che potrebbero preludere a salti in avanti, da intendersi appunto come salti di paradigma.


Corriere Economia, supplemento al Corriere della Sera, 16 luglio 2012.

Enzo Pennetta ripercorre le operazioni sin qui condotte che preparano la popolazione ad avvertire come ineluttabile il grande passo, il salto di paradigma: gli Stati devono perdere la loro sovranità in favore di organismi non eletti democraticamente.

Quella che stiamo vivendo è dunque una crisi indotta, voluta, guidata, progettata a tavolino.
Lo slogan di NOBIGBANKS è chiaro: ‘Salviamo la gente’, ripetiamo da sempre.

Chi può mai desiderare la sofferenza altrui?
Come si può star zitti quando vediamo ridurre le spese per la sanità, la scuola, la giustizia, le pensioni… Sapendo che lo si può evitare?

Le decisioni che vengono prese per il grande disegno dell’euro, vedono convergere da ambienti diversi personalità amorali, che non hanno a cuore il destino dell’umanità né si propongono di realizzare valori più alti, ma soltanto di garantire ai cittadini la pace e la proprietà, che è un modo come un altro per dire che i più forti vogliono dominare sui più deboli. Il sovrano non deve additare nobili mete al popolo, ma solo curarne gli interessi pratici.

Rimandiamo in proposito al blog di Enzo Pennetta, Alberoni: darwinismo e ideologia anglosassone.

Ma che cosa accomuna persone simili, pur provenendo dai più disparati ambienti accademici, finanziari, politici? La loro visione del mondo viene da lontano, non è un caso che si riprendano le parole di Julian Huxley, fratello di Aldous Huxley (altra mente pericolosa) come quelle del guru di Goldman Sachs, così come le parole di Mario Monti, in un modo o nell’altro il messaggio di fondo che portano riprendono la concezione darwiniana della società, con quella fede cieca nella mano invisibile, l’impegno pubblico alla promozione della competizione sui mercati.


Scrive infatti Enzo Pennetta sul blog: “Anche i salti di paradigma sono una “scienza”, un modo di governare che viene utilizzato parallelamente a quello democratico”.

“Una testimonianza di ciò è nel documento programmatico dell’UNESCO – prosegueEnzo Pennetta – che fu redatto nel 1946 dal suo primo Presidente Julian Huxley:UNESCO. ITS PURPOSE. AND ITS PHILOSOPHY.

In tale programma troviamo affermazioni come la seguente:
“La democrazia non va dunque confusa con il semplice “conteggio” dei voti, esistono idee “giuste” che una minoranza può imporre alla maggioranza. E per imporle si può manipolare l’opinione pubblica”.

“Superare la “resistenza di milioni” con tecniche di persuasione”.
Questo era il pensiero di Julian Huxley, il fondatore della Sintesi Moderna del darwinismo e primo Presidente dell’Unesco.
Un pensiero che vediamo oggi all’opera. Leggete le istituzioni, i nomi, traete le vostre conclusioni. Vi raccomandiamo di soffermarvi sull’immagine pubblica di rispetto e di fiducia che vi si ripone.

Rimandiamo alla lettura completa del post di Enzo Pennetta:

Julian Huxley (Londra, 22 giugno 1887 – 14 febbraio 1975) è stato un biologo, genetista e scrittore britannico, figlio di Leonard, nipote di Thomas e fratello di Aldous Huxley; è noto per i suoi studi finalizzati alla rifondazione della teoria genetica all’interno della teoria darwiniana della selezione naturale.
È stato segretario della Società Zoologica di Londra (1935-1942), primo Direttore dell’UNESCO, membro fondatore del WWF. fonte, Wikipedia.





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Continua la campagna di raccolta firme perGlass-Steagall, vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri contatti:http://www.firmiamo.it/nobigbanks

IDA MAGLI:"L'EURO NON E' UNA MONETA SOVRANA PERCHE' FABBRICATA E MESSA IN CIRCOLAZIONE DA UNA BANCA -BCE- CHE NON APPARTIENE A NESSUN STATO"




La situazione italiana è ormai patologica. Governanti e politici non possiedono più la capacità psichica indispensabile per fermarsi sulla strada intrapresa perché l’affermazione della moneta unica (“l’euro è irreversibile”) è diventata la scommessa in cui è in gioco la superiorità del loro Io. Si tratta di una patologia che ogni psichiatra è in grado di diagnosticare, sapendo bene che è quasi impossibile curarla e che può portare a gesti estremi di distruttività. Quando però tale morbo aggredisce gli esponenti del massimo potere quale il governo di Stati e di Popoli, la storia, anche recente, ci prova che nessuno si azzarda a indicare la presenza di una patologia psichica se non dopo l’estrema rovina, quando è ormai troppo tardi. Vogliamo provare almeno una volta a guardare in faccia questa realtà?

La creazione dell’euro è stata un gesto irrazionale, dettato dalla volontà di potenza dei banchieri che, convinti che fosse ormai possibile per loro diventare i padroni d’Europa sottomettendo qualsiasi altro potere, hanno assolutizzato il proprio strumento - la moneta - trasformandolo nell’unica arma di governo e di dominio. L’euro è nato così, privo di tutto: senza uno Stato, senza un Popolo, senza una Storia, senza un Politica, senza un Futuro. Insomma: privo di realtà. Il che significa frutto di delirio, di allucinazione o, se si vuole, del Super-Io dei banchieri.

Anche se nessuno ha accennato in questi anni a una patologia, sono state molte però le voci di economisti e di banchieri che hanno indicato l’impossibilità di vita dell’euro a causa del suo difetto d’origine: la mancanza di sovranità. Questa è, infatti, l’assurda situazione nella quale ci siamo trovati fino dall’inizio e che è andata fatalmente aggravandosi con il passare del tempo: l’euro non è una moneta “sovrana” perché è fabbricata e messa in circolazione da una banca (la Bce) che non appartiene a nessuno Stato. I debiti degli Stati, a loro volta, non sono debiti “sovrani” perché gli Stati, non battendo più moneta, non sono più “sovrani”. Il potere fondamentale della macroeconomia di uno Stato, infatti, è l’Ability to pay, la capacità di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. Si è creato, dunque, un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire e che fa aumentare il debito all’infinito quali che siano le misure di austerità, di risparmio, di privazioni che i banchieri d’Europa incitano a prendere e che i governi mettono in atto.

Né si pensi di poter proseguire sulla strada dei “rattoppi”, togliendo ulteriori pezzi di sovranità agli Stati. Si tratta di decisioni autoritarie e illegittime (si vuol forse sostenere che, come recita l’articolo 11 della Costituzione, servono a non farsi la guerra?) e che pertanto aumentano la debolezza democratica degli Stati, esponendoli ancora di più all’aggressività dei mercati, come appare ben chiaro dalla situazione quotidiana dell’Italia. Sono decisioni che non incidono minimamente sulla mancanza di sovranità dell’euro perché, come è evidente, non esiste nessuna possibilità di realizzare davvero, a forza di “rattoppi” e senza le finzioni messe in atto fino ad oggi, uno Stato unico europeo. E comunque per l’Italia non c’è tempo; la situazione finanziaria è troppo grave. Il Parlamento si scuota dalla patologia, si renda conto di avere ancora nelle mani il destino dell’Italia e di coloro che l’hanno eletto e torni subito a un governo politico normale che prepari l'abbandono dell'euro.

Ida Magli
16 luglio 2012



In caso di riproduzione si prega di citare la fonte.

martedì 17 luglio 2012

DON CURZIO NITOGLIA:" L'APOCALITTICA E' UN ORDIGNO BELLICO CHE CI STA PORTANDO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE"


D. CURZIO NITOGLIA




«Chi vuol far Teologia non può ignorare il problema ebraico 

e chi fa politica non può non ricorrere alla Teologia».

*


Letteratura Apocalittica



● L’Apocalittica non è da confondersi con l’Apocalisse di San Giovanni, che «nel XVIII secolo fu uno dei maggiori bersagli della critica antireligiosa dell’Illuminismo intellettualistico». La Letteratura Apocalittica è il «complesso di scritti pseudonimi giudaici, sorti tra il sec. II a. C. e il sec. II d. C. ». L’Apocalittica nasce al tempo in cui l’Ellenismo pagano trionfa in Israele, che è oppresso e il Tempio viene profanato (168-164 a. C.). Poi dopo il successo di Antioco Epifane (+ 164 a. C.), la conquista della Giudea da parte di Roma con Pompeo (63 a. C.) e la distruzione del Tempio con Tito (70 d. C.) e della Giudea con Adriano (135 d. C.) si accende sempre più la speranza della riscossa nazionale giudaica, sotto la guida dei “falsi profeti” predetti da Gesù. L’Apocalittica apocrifa, per rafforzare questo revanscismo nazionalistico, si serve dei Profeti canonici dell’Antico Testamento e li arricchisce di predizioni immaginifiche che descrivono il trionfo di Israele sui Pagani o non-Ebrei (gojim): «Israele sarà liberato e vendicato, e, guidato da Jahweh e dal suo Messia, si satollerà nella pace e nell’abbondanza; le 12 Tribù torneranno per imperare sulle Genti domate e calpestate». L’Apocalittica apocrifa giudaica ha un carattere eminentemente “esoterico” ed è attribuita comunemente agli Esseni. Monsignor Antonino Romeo scrive che la materia dell’Apocalittica è ideologica, politica ed escatologica, essa tratta «della finale rivincita divina sulle forze del male trionfanti attualmente; della vendetta sulle Genti e della restaurazione gloriosa di Israele. […]. Il Regno di Dio riveste generalmente l’aspetto nazionalistico-terreno: schiacciante rivincita di Israele, colmo per sempre di prosperità e di dominio». Il regno di Israele o del Messia, che coincide con la Nazione giudaica, “sarà di questo mondo, […], e riporterà l’Eden quaggiù. In tale concezione giudaica, la persona umana conta ben poco: Israele diventa realtà assoluta e trascendente, la redenzione è collettiva anziché individuale, anzi cosmica più che antropologica. […]. Il Messia è rappresentato come un re ed un eroe militante. […]. Mai il Messia è intravisto come redentore spirituale, espiatore dei peccati del mondo ” . In breve «il tema supremo appare in funzione esclusiva della glorificazione di Israele, la ‘fede’ è l’impaziente attesa della bramata vendetta sulle Genti. L’aspirazione all’unione con Dio, l’amore di Dio e del prossimo esulano completamente da questi scritti Apocalittici, che fomentano la passione di rivincita e di dominio mondiale. […]. Verso le Genti gli Apocalittici sono implacabili: ogni compassione per loro passerebbe per debolezza di fede. […]. I ‘veggenti’ dell’Apocalittica infieriscono, con voluttà feroce, con odio insaziabile. Le “apocalissi” assumono un posto decisivo nell’astiosa propaganda contro le Genti; sono ordigni di guerra […]; al contrario del Vangelo (Mt. VI, 34), la religione apocalittica ha un solo cruccio e ansia: l’Avvenire […] gli Imperi delle Genti si annienteranno a vicenda finché il dominio universale non passerà a Israele». Ne consegue «il particolarismo giudaico, condannato dal Vangelo. Il più ambizioso nazionalismo vi rincara le sue pretese. Le Genti vi sono più disprezzate ed odiate che mai: il fosso tra Israele ed esse si trasforma in abisso». Secondo alcuni esegeti (J. Klausner) l’Apocalittica “funge da collegamento tra il Vecchio Testamento e il Talmud” e il “suo esoterismo l’accosta alla Cabala” (Romeo/Spadafora, cit.). Tuttavia, specifica monsignor Romeo, «l’Apocalittica ha falsificato il Vecchio Testamento e, abbassando l’ideale messianico dei Profeti, ha ostruito le vie al Vangelo, ha predisposto i Giudei a respingere Gesù. Presentando un Messia che ridona a Israele l’indipendenza politica e gli procura il dominio universale, l’Apocalittica accentuò il particolarismo nazionalistico e spinse Israele alla ribellione contro Cristo e contro Roma, quindi al disastro».

● Monsignor FRANCESCO SPADAFORA qualifica l’Apocalittica come «odio atroce conto i Gentili, morbosa attesa della rivoluzione e della liberazione futura di Israele. All’Apocalittica si deve la formazione del più acceso nazionalismo ebraico, che sfocerà nella ribellione all’Impero romano. Tramite essa si spiega la fiducia cieca dei Giudei per straordinarie rivincite nazionali vaticinate dai ‘falsi profeti’».

● L’Abate GIUSEPPE RICCIOTTI scrive: «ai veri ‘Profeti’ dell’Antico Testamento erano succeduti i falsi ‘veggenti’ dell’Apocalittica: i Rabbini, gli Scribi e i Farisei; ma l’opera di costoro non poteva sostituire adeguatamente quella dei primi. […]. Il Profeta, sotto l’azione dello Spirito Santo, era una “fonte di acque vive” (Ger. II, 13), lo scriba incanalava quelle acque facendole confluire nello stagno della casuistica. […]. I Profeti avevano parlato condizionatamente, e in particolar modo avevano annunciato le grandi promesse di Dio al popolo d’Israele in dipendenza dell’atteggiamento futuro di costui. L’Apocalittica al contrario non conosce condizioni; ciò che fu vaticinato deve avverarsi infallibilmente».



Messianismo

● Monsignor FRANCESCO SPADAFORA scrive ancora: «il Messianismo è la dottrina sul Messia e il suo Regno o Nuova Alleanza; […] esso costituisce il punto centrale d’incontro (nelle Profezie del Vecchio Testamento) e di opposizione (nella realizzazione: Nuovo Testamento) tra il giudaismo e il cristianesimo». Tutto l’Antico Testamento è proteso a Cristo e al suo Regno. Infatti il Messia «verrà ucciso proprio da Israele, che gli resiste e lo disprezza (Is. LIII, 8 s.), ma che espierà con un lutto nazionale il suo crimine (Zach. XII, 8-13; Mt. XXIV, 30; Jo. XIX, 37)». Il vero Messia, Gesù Cristo, è soprattutto Re spirituale di tutti gli uomini e non di una sola Nazione e quindi non potrà non essere odiato, combattuto e messo a morte dai “falsi profeti” o “veggenti” dell’Apocalittica che dal 170 a. C. aveva cominciato a corrompere la Fede del vero Israele in senso millenaristico, temporalistico, mondialistico e di dominazione universale. Non occorre aspettare “I Protocolli dei Savi di Sion” per conoscere le mire di dominazione dell’Israele infedele, basta leggere i Profeti dell’Antico Testamento inverato dal Nuovo ed Eterno Testamento e corrotto dall’Apocalittica apocrifa dei Farisei, Rabbini, Scribi ed Esseni. Questo è il dramma di Israele: aver seguito nella maggior parte un falso concetto di Messia cosmico, militante e temporale (che è un puro uomo o addirittura una collettività: Israele stesso, “Padrone di questo mondo”) ed aver rifiutato, tranne “una piccola reliquia”, il vero Messia, Salvatore di tutti gli uomini, il cui Impero è universale, definitivo, spirituale e soprattutto proteso nell’al di là, pur iniziando già in questo mondo, anche se imperfettamente. La sua morte in Croce è l’Unico Sacrificio perfetto e senza macchia (“oblatio munda”, Mal. I, 11), che oggi il falso Israele cerca di rimpiazzare con l’olocausto o catastrofe che ha subito a partire da Antico Epifane, poi con Tito, quindi con l’espulsione dalla Spagna ed infine durante la seconda guerra mondiale (la cosiddetta “shoah”). Purtroppo «i Giudei [apocalittici], nonostante la paziente insistenza del Redentore nel rettificare e correggere i loro preconcetti falsi, rimasero fatalmente fuori della salvezza (cfr. Mt. VIII, 1 s.)». Certamente l’Antica Alleanza, «concretata nel patto del Sinai, è l’unica vera religione, ma sfocerà in un’Alleanza più perfetta e definitiva, estesa a tutte le genti; Israele ne sarà il veicolo conduttore; un discendente di Davide ne sarà il realizzatore». Tuttavia «il periodo maccabico orientò i Giudei verso un’interpretazione errata del Messia, che si afferma nella letteratura apocrifa e rabbinica. […]. L’opposizione tra la Rivelazione attuata dal Cristo e la interpretazione giudaica dominante non poteva essere più stridente; essa fu fatale a Israele, che rimase fuori dalla salvezza eterna. […]. Gli israeliti avrebbero preso le idee mitologiche [dell’Apocalittica apocrifa] applicandole alla loro Nazione: lo sconvolgimento cosmico avrebbe rovinato i pagani, mentre avrebbe dato a Israele felicità terrena definitiva».

● Padre ALBERTO VACCARI spiega che «il Messianismo è un concetto proprio delle religioni ebraica e cristiana, punto centrale d’intesa e insieme di opposizione fra di esse, d’intesa quanto alle Profezie dell’Antico testamento, di opposizione quanto all’interpretazione di esse». Mentre per i Profeti dell’A. T. il Messia è una persona, per i veggenti dell’Apocalittica apocrifa è una collettività e precisamente il popolo d’Israele, che conseguirà la prosperità nazionale, il predominio su tutte le altre Nazioni. Inoltre «un Messia morto e risorto, un Messianismo che si era adempiuto in Gesù Cristo, era la nuova Fede che gli Apostoli dovevano predicare a tutto il mondo, cominciando dai Giudei. Ma per questi un Messia messo in croce era uno ‘scandalo’ , come per i Pagani una ‘follia’ (I Cor. I, 23). […]. L’opposizione, che tale predicazione trovò presso la maggior parte della nazione giudaica ha la sua prima radice nel diverso concetto che s’era formato del Messianismo […] mentre il mondo romano accettò il Messia ripudiato dai Giudei. […]. La prima conseguenza della venuta del Messia consiste nel ritorno degli Ebrei, numericamente aumentati, in Palestina e la riedificazione di Gerusalemme e del Tempio».


Conclusione

Dall’Apocalittica e dalla falsa concezione Messianica seguono i diversi errori, che oggi hanno raggiunto il loro vertice e il dominio pressoché mondiale, ma che prelude alla catastrofe universale:


1°) la “Riscossa nazionale” di Israele è il Fine ultimo dell’Apocalittica e del Messianismo rabbinico;


2°) i “falsi profeti” dell’Apocalittica messianistica temporale sono le figure di tutti gli “eresiarchi” che verranno nel corso dei tempi sino alla fine del mondo;


3°) il trionfo spietato e senza misericordia di Israele sui non-Ebrei è parte integrante dell’Apocalittica, che è il cuore del Giudaismo rabbinico talmudico/cabalistico post-biblico;


4°) l’Impero d’Israele sarà mondiale e dispotico sui ‘non-Ebrei’ assimilati a “bestie parlanti”;


5°) il tutto è condito da un nazionalismo terreno esasperato che porta al particolarismo, al culto della razza ebraica e quindi al disprezzo dei gojim, ossia al razzismo più radicale;


6°) l’Apocalittica o il Giudaismo rabbinico post-biblico non crede all’al di là, ma vuole portare il “cielo” in terra e non la terra in Cielo: Israele è il “Re di questo mondo”;


7°) il sogno di riportare l’Eden in terra lo si ritrova nel corso della storia nelle varie eresie millenaristiche, gnostiche, gioachimite, socialistiche, scientistiche, le quali hanno – invece – reso la terra un “inferno”;


8°) Israele è una realtà assoluta e trascendente, che prende il posto di Dio, è in breve una sorta di “pan-teismo” in cui il “tutto” (“pan”) è “solo” Israele (“giudeo-teismo”);


9°) l’uomo singolo non conta nulla: ecco la via aperta al totalitarismo o al collettivismo marxista;


10°) inoltre l’Apocalittica del rabbinismo giudaico talmudico è tutta protesa verso “l’Avvenire”, come nel socialismo e questo spiega la natura essenzialmente socialistica del sionismo fondato sui kibbutz, per cui i teo/conservatori che vogliono vedere nello Stato d’Israele l’antemurale del comunismo prendono “lucciole per lanterne”;


11°) il Messia del giudaismo rabbinico è un Messia militante e guerriero, che assicurerà a Israele la vittoria e la vendetta più spietata sui gojim, ossia sui ‘non-Ebrei’, sia Gentili che Cristiani;


12°) l’amore di Dio e del prossimo propter Deum, che è l’anima dell’Antico e del Nuovo Testamento, sono totalmente assenti nell’Apocalittica messianistica del giudaismo post-biblico e vengono rimpiazzati dalla sete di dominio universale e imperialistico schiavista, che nulla ha a che veder con il sano “colonialismo” civilizzatore e missionario del Cristianesimo;


13°) in breve l’Apocalittica è un “ordigno bellico” (A. Romeo), che ci sta portando verso la terza guerra mondiale. Infatti la storia, che è la “maestra” meno ascoltata dagli uomini, ci insegna che l’Apocalittica ha scatenato le rivolte giudaiche contro Roma (63 d. C.) con la conseguente reazione di quest’ultima e la distruzione prima del Tempio di Gerusalemme (70), poi della Giudea (135) e le varie “catastrofi” (in ebraico “shoah”) che si sono abbattute sul popolo ebraico (1492 espulsione dalla Spagna, 1933-45 “Leggi razziali” anti-giudaiche in quasi tutta l’Europa). A partire dal 2011 si sta attraversando una fase molto più critica che rischia di portare alla catastrofe nucleare e mondiale (v. Iraq, Afghanistan, Siria e Iran);


14°) lo studio dell’Apocalittica sfata la leggenda del Cristianesimo anti-romano. Infatti Roma ha accolto il Vangelo mentre la Giudea si è rivoltata contro i Romani e ne è stata distrutta, per cui non è il Cristianesimo il nemico di Roma, ma il giudaismo rabbinico, come non è stata Roma la persecutrice del Cristianesimo, ma il giudaismo si è servito di alcuni personaggi di Roma (v. Poppea e Nerone) per scatenare le persecuzioni anticristiane;


15°) religiosamente l’Apocalittica è la miglior confutazione dell’ecumenismo o del dialogo giudaico-cristiano; infatti il Messianismo ebraico è l’ostacolo invalicabile dal Cristianesimo e il giudaismo attuale non ha nulla a che vedere con i Profeti dell’Antico Testamento, ma rimanda al Talmud e alla Cabala;


16°) la “fiducia cieca” e fanatica di Israele nella vittoria sulle Genti, fondata sulle “visioni” dell’Apocalittica, spiega la cecità del sionismo a voler oggi (come Bar Kobà la volle nel 130 contro Roma) ad ogni costo una guerra contro Siria e Iran, che è un’incognita anche per Israele e gli Usa;


17°) i “Profeti” dell’Antico Testamento, vere “fonti di acqua viva”, hanno parlato dell’Alleanza di Dio con il popolo di Israele al condizionale, ossia Dio sceglie Israele a condizione che questo Gli resti fedele, se invece Lo tradisce Dio abbandona Israele, mentre i “falsi veggenti” dell’Apocalittica giudaico-rabbinica, vere “fonti screpolate”, ne parlano senza condizioni, perciò, anche se Israele abbandona Dio, Egli mai abbandonerà Israele. La dottrina cattolica applica a Israele ciò che insegna sulle singole anime: “Deus non deserit nisi prius deseratur”; solo se viene abbandonato, Dio abbandona l’anima o il popolo che si è scelto. Quindi il “Vecchio Patto” con Israele era condizionato e siccome Israele ha rifiutato il vero Messia, Gesù Cristo, Dio lo ha abbandonato ed ha stretto una “Nuova ed Eterna Alleanza” con tutti i popoli (Gentili e “la piccola reliquia” del vero Israele fedele a Mosè, ai Profeti e a Cristo-Dio). Per cui “i doni di Dio sono senza pentimento” da parte di Dio, ma da parte dell’uomo o dei popoli essi possono essere rifiutati ed allora Dio abbandona chi Lo tradisce. Come si vede, questa paradossale teoria dell’elezione incondizionata ed assoluta di Israele è stata ripresa dal Concilio Vaticano II nel senso dell’Apocalittica rabbinica e in rottura con la Tradizione apostolica. Si pensi alla concezione del “Messia cosmico” e non Salvatore degli uomini (Messianismo antropologico) propria dell’Apocalittica rabbinica e ripresa da Teillhard de Chardin, il Padre della “Nuova Teologia” del Concilio Vaticano II, con la teoria del “Cristo cosmico”;


18°) tra Cristianesimo e giudaismo post-biblico vi è un contrasto che più stridente non è possibile immaginare: Gesù Messia e Redentore delle anime di tutti gli uomini è avversato e odiato dall’Apocalittica rabbinica, che vuole un Messia guerriero e temporale, il quale dia soltanto a Israele il dominio su tutto l’universo. Questo contrasto ha portato inevitabilmente il giudaismo rabbinico a mettere in croce Gesù e tale odio permane tra il giudaismo odierno e il Cristianesimo, il quale non cessa di essere perseguitato come lo furono gli Apostoli, i primi cristiani e così sino alla fine del mondo. La questione ebraica è, perciò, soprattutto teologica e non razzistica (v. Antonino Romeo, Francesco Spadafora, Giuseppe Ricciotti e Alberto Vaccari, eminenti esegeti e teologi cattolici, i quali nulla hanno a che vedere con il razzismo biologico) ed ha anche delle conseguenze politiche, economiche ed etniche. Quindi chi vuol far Teologia non può ignorare il problema ebraico e chi fa politica non può non ricorrere alla Teologia;


19°) il sionismo e la conseguente creazione dello Stato d’Israele (1948) sono la teoria e la messa in pratica aggiornata al XX secolo dell’Apocalittica ebraica, che va dal II secolo a. C. al II sec. d. C. Perciò abbracciare il sionismo e riconoscere lo Stato d’Israele non è solo una questione politica, ma soprattutto religiosa con conseguenze politiche. Implicitamente ciò equivale a rigettare Cristo come vero Messia e unico Salvatore di tutti gli uomini ed accettare l’Apocalittica e il falso Messianismo temporale rabbinico, che ha ucciso Gesù e perseguitato la Chiesa;


20°) la questione della “shoah” presentata dal giudaismo Messianico Apocalittico come “Olocausto” non è una semplice questione storica, ma ha una valenza teologica anticristiana e anticristica, dacché vuole rimpiazzare il Sacrificio di Cristo con quello di Israele, nuova “divinità” del mondo contemporaneo. Al contempo e conseguentemente ha una valenza geo-politica che aiuta lo Stato di Israele a conquistare un dominio universale il quale si sta facendo sempre più invadente ed “onnipresente” quale anticipazione prossima del Regno dell’Anticristo finale, preceduto dai vari “anticristi” iniziali.

In un prossimo articolo vedremo le principali fonti e caratteristiche dell’Imperialismo ebraico talmudico e il suo odio razzistico e teologico verso i ‘non-Ebrei’ e specialmente verso i Cristiani.


d. CURZIO NITOGLIA

SIRIA: E' GUERRA CIVILE!!!

17/07/2012 13:19 SIRIA
Mons. Mario Zenari racconta la tensione vissuta dalla popolazione. Da due giorni la capitale è teatro di scontri fra ribelli e guardia repubblicana, costati 64 morti. La testimonianza delle suore del monastero di Azeir (Homs) segno di speranza per cristiani, alawiti e sunniti.


Damasco (AsiaNews) - "La situazione è sempre più tesa a Damasco. La gente ha paura ad uscire di casa nel pomeriggio e in alcuni quartieri anche di giorno. Si prevedono giorni bui". È quanto afferma ad AsiaNews, mons. Mario Zenari, nunzio vaticano a Damasco.

Per la prima volta dall'inizio delle rivolte, la guerra fra ribelli ed esercito ha fatto il suo ingresso nella capitale. Dallo scorso 15 luglio sono in corso scontri fra la brigata ribelle del Jaish al Hur (Esercito della libertà) e militari della temuta guardia repubblicana di Maher el-Assad, fratello del presidente. I combattimenti più cruenti stanno avvenendo nelle strade del quartiere storico di Midan, dove il governo ha risposto mandando carri armati, elicotteri, cecchini e artiglieria pesante. Secondo gli attivisti siriani, in meno di due giorni 64 persone sono rimaste uccise negli scontri. Fra i morti vi sarebbero anche diversi civili.LEGGI TUTTO

lunedì 16 luglio 2012

NULLA DI PIU' IMPORTANTE PER LA SINISTRA SE NON DISCUTERE DI MATRIMONIO GAY ??? E I FIGLI ????


Il mese scorso la rivista scientifica “Social Science Research” ha pubblicato due studi molto interessanti sulle problematiche dei bambini cresciuti all’interno di una relazione omosessuale. Il primo, quello del sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus, si è basato sul più grande campione rappresentativo casuale a livello nazionale, facendo parlare per la prima volta i “figli” (ormai cresciuti) di genitori con tendenze omosessuali, dimostrando un significativo aumento di disturbi psico-fisici rispetto ai figli delle coppie eterosessuali. Il secondo studio è stato realizzato da Loren Marks della Louisiana State University, con il quale è stata confutata la posizione (politica) ufficiale dellAmerican Psychological Association (APA), secondo la quale i figli di genitori gay o lesbiche non sarebbero svantaggiati rispetto a quelli di coppie eteorsessuali. La studiosa ha analizzato i 59 studi citati dall’APA per sostenere la propria tesi, dimostrando la loro scarsa attendibilità.
Entrambi gli studi sono stati accolti in modo positivo dalla comunità scientifica dal punto di vista della correttezza procedurale, come abbiamo già avuto modo di segnalare. A causa delle fortissime proteste (animalesche, a volte) della lobby gay, un gruppo di 18 scienziati e docenti universitari ha deciso di pubblicare un appello di difesa sul sito della Baylor University (classificata nel 2011 da US News & World Report come la 75° miglior università nazionale su di 262), spiegando che le critiche avanzate sono ingiustificate e affermando l’attendibilità dell’indagine scientifica (in particolare dello studio di Regnerus, il più aggredito dalle critiche).
In campo ha deciso di scendere anche lo psichiatra americano Keith Russell Ablow, collaboratore del ”New York Times” e di Fox News, il quale in un’intervista ha iniziato affermando«Mi costa dirlo perché verrò minacciato e possibilmente leso». Anche lui conosce dunque la violenza della lobby gay, quella che organizza agguati notturni contro chi chiede di abbassare la musica del Gay Pride, che fa dimezzare lo stipendio ad un padre di famiglia favorevole al matrimonio tradizionale, che minaccia di mortechi osa criticare l’educazione omosessuale nelle scuole materne, che interrompe funzioni liturgiche e arriva a voler bloccare il Festival di Sanremo per impedire l’ascolto della canzone “Luca era gay”.
Ablow ha continuato riportando i dati ufficiali dello studio di Mark Regnerus, secondo i quali il 23% di chi è cresciuto con una madre lesbica ha dichiarato di essere stato palpeggiato, contro il 2% degli altri giovani. Inoltre, il 31% di quelli cresciuti con una madre lesbica e il 25% di quelli cresciuti con un padre gay sono stati abusati sessualmente e costretti al sesso forzato, contro l’8% di quelli cresciuti da genitori biologici. Hanno più probabilità (40% contro 13%) di essere infedeli al partner, un maggior uso dimarijuana, di uso del tabacco, di ore davanti alla televisione, maggior numero di arresti, maggior numero di relazioni e partner sessuali. Infine, il 25% di coloro che sono cresciuti con genitori gay ha contratto malattie sessualmente trasmissibili contro l’8%. E solo il 61% di quelli con madre lesbica e il71% di quelli con padre gay si definisce eterosessuale, contro il 90 per cento di chi è cresciuto con genitori eterosessuali.
«Perché Regnerus è stato attaccato?», è stato domandato ad Ablow. «Prenda me» – ha risposto –,«anche io sarò minacciato per i dati che sto semplicemente riportando. Mi vogliono bruciare la macchina, la casa, verranno a protestare sotto il mio ufficio». Ha proseguito Ablow: «Purtroppo siamo nel clima del politicamente corretto davanti a cui nemmeno i dati scientifici sono sufficienti a porre delle regole. Infatti, chi attacca questo studio, anche con rabbia e violenza, non lo fa mai portando argomentazioni scientifiche indiscutibili. Per questo ho pensato molto prima di esprimermi, perché tutte le volte che lo faccio vengo minacciato. Ma, in merito, non c’è uno studio migliorQui il videodell’intervista allo psichiatra americano.LEGGI TUTTO
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