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venerdì 2 gennaio 2015

I CATTOLICI IN POLITICA? SI, MA CHE SAPPIANO DIFENDERE QUEI VALORI NON NEGOZIABILI DI CUI NESSUNO PIU' PARLA

Un sano bipolarismo, garante della governabilità, potrebbe essere la salvezza dell’Italia ? Perché non provare nell’ambito delle conclamate riforme ?

da http://digilander.libero.it/cristianiperservire/ di Franco Previte

La politica dei cattolici 20 anni or sono è stata offuscata dal crollo inesorabile della Democrazia Cristiana, che ha reso i Cattolici disponibili e molto presenti nelle diverse coalizioni politiche, ma inefficaci, inutili, inservibili ovunque trovassero una “sistemazione” .

Dopo il tramonto del “partito unico dei cattolici” la presenza di quest’ultimi che si ispirano ai valori cristiani, ci si domanda : quale potrà essere il loro contributo per dar vita ad una politica sana del Bel Paese ?

Da tempo la presenza dei Cattolici in politica si è fatta sempre più scarsa. Si è cercato di rivolgersi a costoro “catturandoli” cambiando simboli, inventandone dei nuovi, camuffando il “volto” in gattopardesche visioni, ma con scarsi risultati, perché se non sono trasparenti le coscienze, specie in periodi di corruzioni concussioni curatele, se il relativismo viene “bandito”, se il perfetto egoismo non cede il posto all’altruismo, se le inutili parole o promesse non si trasformano in opere concrete, se il concetto del potere non viene inteso come servizio ai cittadini : TUTTO E’ INUTILE !

lunedì 15 dicembre 2014

QUANTO CONTA OGGI IL 5° COMANDAMENTO "NON UCCIDERE" ???


Nell’antichità il vocabolo eutanasia significava una morte dolce, vale dire senza sofferenze

di Franco Previte

Ancora una volta dobbiamo ritornare su di un argomento, l’eutanasia, che non è la soluzione migliore per il fine vita, come si vuole diffondere .

Una presunta maggioranza di fronte a quella soluzione, un video ampiamente reclamizzato per portare ad un dibattito parlamentare in favore di una legge sul fine vita da parte di una Associazione, non può rappresentare una logica risposta al mondo della sofferenza sia fisica che psichica, dei malati terminali, delle persone anziane, degli agonizzanti .

A richiedere “lumi” a questa rappresentazione che si vuol far apparire profondamente mediatica, da anni è giacente in Parlamento una n/s Petizione del 18 marzo 2013, budget del ricoverato che ancora attende una risposta da anni e non da quanti, ora, la vogliono far apparire molto urgente .

giovedì 1 agosto 2013

IL GIORNO IN CUI E' PASSATA LA LEGGE SULLA VIVISEZIONE, SICURAMENTE NECESSARIA, A QUANDO I PROVVEDIMENTI PER LE PERSONE?

“difendere” la dignità di ogni cittadino e non solo quello della estrema difesa del mondo animale 
entrambi hanno diritto alla vita
Cucciolo di maltese
Cucciolo d'Uomo prima della nascita

















Signor Presidente del Consiglio dei Ministri ,

la Sua alta carica di responsabilità della res pubblica ci induce a rivolgerci a Lei, perché infonda speranza, sentimenti di fiducia, rinnovo di certezza solidale delle Istituzioni in sintonia con le attese di tutti gli italiani, specie della povera gente che è frastornata ed avvilita da ogni vicenda che avviene giornalmente nella nostra bella Italia.

Se lo continua a chiedere in maniera assidua ( fino a quando ?) il popolo onesto !

Noi padri di famiglia e cittadini comuni, ci attendiamo dallo Stato che Lei conosce meglio di noi nei suoi gangli vitali che ci aiuti a difendere la vita nascente, come dalla soglia di San Pietro i Pontefici esortano la comunità internazionale in difesa della vita  dal concepimento al declino” ribadita da Papa Francesco, quel grande difensore dei poveri e conquistatore dei cuori.

C’è bisogno di una Italia viva ed attenta, ma anche di quella che propone iniziative che sappiano articolare lo sviluppo dei grandi valori umani senza cadere nella trappola delle tentazioni, dell’individualismo egoistico, di un crescente relativismo, di un “menefreghismo” ributtante e riluttante, per “difendere” la dignità di ogni cittadino e non solo quello della estrema difesa del mondo animale !

venerdì 12 luglio 2013

MA CHE COS'E' L'ONESTA? RIFLESSIONE DI FRANCO PREVITE


Cristiani per servire di Franco Previte


Le ormai numerosissime inchieste giudiziarie in corso sulle corruzioni, concussioni e violazione di ogni ordine, genere e grado del codice penale riguardanti il “contatto” con la res-pubblica, continuano a tener desta l’opinione comune, i mass media ed ora nel mirino “entrano” anche personaggi in vista .

Dunque l’Italia è diventata il Paese di corrotti e corruttori e dove l’onestà,( ma cosa è ? ) non conta più niente e purtroppo l’onesto è considerato una nullità !

Madre Teresa di Calcutta, oggi Beata, ha affermato che nel mondo occidentale, dove la gente sembra più ricca, vi è una fame più grande ed una povertà interiore più grave di quella che si vede nelle viuzze di Calcutta !

“ Dobbiamo essere umili, con umiltà reale, con nome e cognome” esorta giustamente Papa Francesco a tutti ( 14 giugno 2013 Chiesa S. Marta) ed in particolare ai “ cristiani da salotto !”.

venerdì 7 giugno 2013

C'E CHI SOSTIENE LA FAMIGLIA NONOSTANTE "ALTRI" FACCIANO DI TUTTO PER SMANTELLARLA

Family day 2013. - da Cristiani per servire

Alla manifestazione, Family day, in favore delle necessità della famiglia che avverrà a Palermo dal prossimo 22/23 giugno al Parco Cassarà, anche la n/s Associazione aderisce alle necessità proposte per quelle realtà che le politiche sociali a tutti i livelli continuano ad ignorare.

La famiglia, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale, vogliamo ancora che conservi quei valori di solidarietà, di coesione sociale, che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, che continua a farsi carico dei propri figli, che continua ad aiutare i propri genitori anziani, che continua a curare i membri disabili o svantaggiati, resta sempre una barriera al dilagare di una cultura sterile, individualista, silenziosa e sorda.

Pur in presenza di profondi cambiamenti, sotto gli occhi di tutti, la famiglia italiana a dispetto di ogni assurdità, è ancora una istituzione che “tiene”, mentre appare certo che da qualche tempo il dibattito politico sulla famiglia sembra riguardare essenzialmente eventuali pseudi interventi posticci, promesse che spesso sono avvolte dal velo dell’ipocrisia.

ALLA UE LA SALUTE MENTALE ED IL BENESSERE DEI CITTADINI EUROPEI NON INTERESSA! ORAMAI DOVREMMO SAPERLO TUTTI!


A margine dei “ fattacci” avvenuti a Roma, Londra, Parigi, Milano !

“ La Commissione non prevede di proporre una Direttiva sulla salute mentale e ricorda che, in forza del Trattato sul funzionamento della UE, la definizione delle politiche sanitarie nonché l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari e delle cure mediche sono di competenza degli Stati Membri “ ( Prot. IT E-005932/2012 16.7.2012 John Dalli 16.07.2012 question for oral answer, authors Mario Mauro ) .


Questa è stata la risposta alla richiesta di una Direttiva Comunitaria per la tutela della salute mentale in Europa !

Eppure il “Patto Europeo per la salute mentale ed il benessere”, siglato il 12/13 giugno 2008 a Bruxelles, rappresenta una importante base da cui partire per progredire verso una legislazione più incisiva nel settore della tutela delle malattie mentali, che consenta di agire in modo uniforme, comunque più efficace in questo delicato ambito sanitario.

In proposito ricordo che il 3 gennaio 2009 ho appreso che in data 27 novembre 2008, la “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” con lettera CEDH-LIt 1. OR (CD%) PC/ENI/ahu del 4 dicembre 2008 ), ha dichiarato irricevibile il mio Ricorso rubricato al n.44330/06 del 2 novembre 2006, inoltrato contro la decisione della “Commissione Europea per le Petizioni”, inerente la “ incompetenza legislativa della UE nel settore della sanità pubblica, compresa l’ambito della infermità mentale” ( lettera prot. PS rq [02COM.PETI (2005) D/1087] del 10 gennaio 2005 Commissione per le Petizioni UE).

Si invocava, nel Ricorso, una serie di misure legislative precise ed atte a rimediare ai gravi disagi prodotti dalla malattia mentale in ambito europeo, nel pieno rispetto dei diritti e della dignità dei malati mentali, lasciando organizzazione ed erogazione dei Servizi Sanitari e cure mediche alla competenza degli Stati Membri della Unione Europea !

Mi permetto ricordare che “ La Corte ha ritenuto che il diritto invocato ( una Direttiva Comunitaria ) non figura tra i diritti e le libertà garantiti dalla Convenzione ( quale Convenzione? mah !) .Ne consegue che il Ricorso è incompatibile ratione materiae con le disposizioni della Convenzione” “. Fin qui la Sentenza ! Non comment !

martedì 15 gennaio 2013

FIGLI DISABILI UCCISI DAI GENITORI....OSSESSIONE LEGATA AL "DOPO DI NOI"


di Franco Previte 15.01.2013
Ha ucciso a martellate e poi le accoltella, moglie e figlia disabile a Cavour in provincia di Torino e poi si costituisce un pensionato, pare in cura per depressione. Movente : a quanto pare sarebbe originato dall’ossessione legata al futuro della figlia disabile. 

E non si può dargli torto dal punto di vista quale padre responsabile della propria figlia disabile ! 

Ormai è divenuta quasi una “moda” soffrire di depressione, ma è forse dovuta alla accelerazione della vita d’oggi ? 

La depressione, definita dai mass media il “male oscuro” del secolo, comporta disturbi del tono dell’umore, distrugge il morale, lo spirito della persona e sta mietendo vittime innocenti nella società. 

E’ una catena, come l’episodio di oggi avvenuto a Cavour, di quanto sta avvenendo in particolare in questi giorni in Italia, dove continua la mattanza di persone a volte anche innocenti, derivanti da crisi depressive, “situazioni” nelle quali viene coinvolta, purtroppo, la famiglia . 

In genere queste “persone” ritenute ree vengono “piantonate” dalle Forze di Polizia in qualche Reparto di psichiatria negli Enti Ospedalieri e dopo qualche pillola vengono dimesse e come le “altre” finisce, ancora una volta, quale rituale eclatante episodio di sanità malata, malata, molto malata ! 

L’organizzazione Mondiale della Sanità considera la depressione la seconda patologia al mondo e prevede che nei prossimi 20 anni la depressione sarà tra i problemi di salute più diffusi al mondo, dove vivono 450 milioni di persone con questa patologia ed i Paesi in via di sviluppo dedicano poche risorse alla soluzione, a volte meno del 2% del budget pubblico. 

Non parliamo dell’Italia che ignora questa patologia, che colpisce in età giovanile tra i 18 anni ed i 30 ed il fenomeno acquista il carattere di vera e propria calamità sociale. 

Gli psichiatri dicono che spesso non è facile distinguere la semplice demoralizzazione da una condizione patologica, ma pare che a ciò vada incontro il 15% di uomini ed il 25% le donne, quindi malattia da non confondere con i banali e transitori rilassamenti dell’umore che può diventare grave, dopo l’accertamento terapeutico, difficile perché le funzioni psichiche sono limitate. Secondo le stime recenti il 15% dei depressi si suicida. 

La malattia si può curare con farmaci, come afferma il mondo scientifico, per fare in modo che la persona recuperi la capacità di comunicazione necessaria per intraprendere una psicoterapia, questa ultima tende ad ottenere una riattivazione del pensiero e la correzione di atteggiamenti mentali negativi .La depressione è l’espressione grave ed urgente di una futura priorità mondiale. 

In Italia non abbiamo ancora visto nulla per far uscire da quel tunnel tenebroso questi sofferenti, anche con altre patologie, in quanto sussiste una grave carenza di iniziative legislative in favore dell’assistenza psichiatrica da ben 35 anni, dei quali la depressione è l’espressione prima, grave ed urgente. 

Il disagio psichico è circondato da una coltre di silenzi e disinteressi, anzi da una congiura del silenzio ! e la Politica ( col P maiuscolo) lascia il posto ad una profonda delusione. 

Ma occorre che le famiglie dei disabili psico-fisici usufruiscano un sostegno che possa compensare situazioni di svantaggio per tutti i membri delle stesse . 

Quando la famiglia scompare ed il superstite resta solo, chi provvede al suo futuro ? Ecco, questa pare la motivazione di quel padre di Cavour. 

Ormai quanti dirigono la res pubblica debbono capire che é uno dei problemi più scottanti, più difficili, più complessi e di maggior rilievo di questi ultimi tempi, che abbiamo sempre sostenuto nelle n/s Petizioni ancora giacenti invano in Parlamento, “argomento”, ripeto, che affligge le famiglie per l’incertezza del “dopo”, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare. 

Recentemente, nella Radio Vaticana, ho ripreso questo argomento che da anni porto avanti, forse fin oggi inutilmente 


Il 2013 è stato definito dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, l’Anno dei cittadini i cui “ Trattati” hanno creato il concetto di cittadinanza europea ed ogni cittadino beneficia di una serie di diritti, tra i quali quelli di garanzia di salute “ in altro Stato membro”. 

E’ augurabile che episodi come quello di Cavour non si avverino più e nell’Anno della Fede quanti hanno la responsabilità della res pubblica “ascoltino” il Messaggio del Santo Padre ricordando “ i più deboli, emarginati che sono da vedere non con un carico di pietà e dolore” . 

Previte 



mercoledì 2 gennaio 2013

ANCHE SENZA AGGETTIVI COLORITI SI AFFERRA LA DELUSIONE DI FRANCO PREVITE:" BISOGNA RICONOSCERE CHE I CATTOLICI SONO SMARRITI E NON HANNO UN PUNTO DI RIFERIMENTO"


di Franco Previte 31 dicembre 2012 

Si cerca di rivolgersi ai cattolici cambiando sigle, inventandone delle nuove, ma serve poco, se non sono trasparenti le coscienze, se l’egoismo non cede il posto all’altruismo, se le parole non si tramutano in opere e non ultimo se il potere non viene inteso come servizio ai cittadini.

I motivi della crescente disaffezione dei cittadini dalla politica sono su certe disfunzioni che non incantano più l’elettore d’oggi, dove c’è crisi di valori in continuo evolversi in questo inizio del 2013!

Da tempo assistiamo al ri-correre della parola famiglia, (con una ipocrisia che è una simulazione della virtù, dell’inganno e della bontà), dove tutti vogliono difenderla con pseudo interventi a sostegno della stessa e dove assistiamo impotenti al ri-correre della politica che non si riesce più a capire dove vuole andare, circondata e stravolta da carenze di etica, o morale, che dir si voglia.

Tutti in cerca della ribalta televisiva, nella certezza di coloro, anche di quelli che dicono di essere buoni cattolici, intesi che sposare la causa “famiglia” e “solidarietà” porti consensi (oh! quanti illusi ci sono!), senza valutare che vige una crisi d’ordine morale senza certezza del futuro!

Solo la famiglia resta, pilastro della socialità, quella che ancora oggi è salda e di continuazione tradizionale, indirizzata contro ogni forma moderna di vita sociale e non in favore di nuove modalità dell’essere famiglia.

La politica, “vista” nella sua essenza panoramica e da un ampia visualità della pubblica opinione, è quella che ancora oggi è ridotta ad un chiacchierio continuo e generico, che complica ogni cosa, ben lontana da risolvere i problemi reali.

Purtroppo la famiglia nel suo insieme ripeto, oggi, è una risorsa ignorata dalla società, ma le Istituzioni devono far ri-emergere il ruolo fondamentale che ha nella comunità per il bene di tutti. Lo faranno? Mah!

Le Istituzioni occorre diano una straordinaria e forte testimonianza del valore della famiglia, dimostrando di “capire” una realtà viva, vitale, virtuale, riconoscendo una identità culturale e sociale della crescita individuale dei suoi componenti e nel contempo valorizzare la loro dignità.

Forse è necessario ed urgente, sia per l’opinione pubblica che per i cattolici in particolare, un’azione dalla politica di stimolo offrendo, soprattutto, un valido contributo per tenere insieme concretezza e coerenza e non mescolare sacro col profano!

Bisogna riconoscere che i cattolici sono smarriti e non hanno un punto di riferimento!

“Essere cristiani significa amare la vita, amare la natura, ma soprattutto amare il prossimo, in particolare le persone in difficoltà“ ha espresso molto bene il Santo Padre Benedetto XVI (dal Palazzo Apostolico indirizzo di omaggio alla Delegazione di atleti olimpionici e paralimpionici 17 dicembre 2012).

E non possiamo non rilevare il diniego che è stato dato alle “persone in difficoltà” per la mancata presa in considerazione, almeno l’urgente ed indispensabile “Dopo di noi”, (da noi largamente e diffusamente richiesto al Governo in carica ed allle Istituzioni fino alla noia ! ), un mancato provvedimento che è stato un danno al mondo cattolico e della disabilità:



Fin’ora non si declamano prospetti, propositi, proponimenti verso quei valori etici che il Magistero della Chiesa Cattolica insegna, né si “vedono” enunciazioni di programmi con la Dottrina Sociale che pone come fondamento il bene comune, (parola a volte usata o strausata impropriamente!).

Urge rimuovere e risolvere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante famiglie per cause diverse,

perché i risultati delle Istituzioni e dei Governi (come gli ultimissimi “tagli” alla sanità pubblica imposti dallo spending review) non sono stati certamente positivi perché hanno colpito la famiglia che è sempre stata e deve restare il motore universale della società civile, più volte rievocata in questo Anno della Fede.

Allora si verifica, per tenere insieme coerenza e concretezza come i dati statistici dimostrano, che una forte astensione dal voto dell’elettorato ritenuto moderato favorisce ed agevola Movimenti o Partiti che possono contare sui loro fedelissimi, dove sono tutti bravi a demolirsi l’un l’altro, ma incapaci a far sorgere o smuovere nell’elettore motivi di profondo valore etico, invece di addivenire ai gruppi di potere che non portano beneficio alla comunità.

Indubbiamente questo “intreccio” o “cespuglio” così come funziona oggi, non soltanto ostacola una media “efficienza” o “governabilità” della n/s organizzazione costituzionale, (quindi è meglio il bipolarismo), ma riduce la possibilità che l’intervento dei cittadini in qualunque consultazione elettorale si trasformi sempre più, secondo la tendenza che si è evocata, da voto di investitura in voto di indirizzo.

La vitalità del n/s Paese dipende, anche dalla politica, ma dalla volontà dell’elettorato verso i principi fondamentali per realizzare con modi nuovi i valori della n/s Costituzione, che ha voluto dare un volto ed un valore profondamente umani, dove è stata, anche, “presente” l’influenza del pensiero dei cattolici.

Forse, comunque, solo in questa maniera nel prossimo futuro il sistema istituzionale riuscirà a far fronte alle esigenze di aggiornamento sempre più largamente richieste dai cittadini.

Il discernimento che si dovrebbe usare per le prossime elezioni del febbraio 2013 dovrebbe considerare i valori non negoziabili dell’essere umano e del rigore disumano : cioè il rispetto della persona, soprattutto, dal concepimento alla morte naturale, solidarietà, vera difesa della famiglia composta da uomo e donna.

Manca la capacità di “ascolto”, valutazione dell’analisi del bisogno e del fabbisogno della singola persona, in questo Paese in continue convulsioni, agitazioni, sfiducie per una classe politica sempre meno affidabile, dove inquietudine, disagio, insoddisfazione regnano sovrane.

Nella fiera delle illusioni, visto la caduta di ogni credibilità ed in cerca di attributi di chiarezza, ricordo un personaggio storico che ha detto: “non con l’oro, ma col ferro si riscatta Roma “ (Brenno capo dei Galli), sperando che le “oche sacre” del Campidoglio, nella storia di Roma, facciano fallire l’ingresso di galli nel pollaio della politica, servendosi di un effimero novello cavallo (di parole!) come quello usato dai Greci per espugnare la città di Troia, tenendo ben presente che la volpe perde il pelo, ma non il vizio!

Bisogna stare molto attenti, perché i voti si conquistano, ripeto, con le buone opere e non con “altro”!

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!” (NMI, 58).





“Una speranza affidabile anche nei momenti e nelle situazioni più difficili. La verità è germogliata portando amore, giustizia e pace” (Benedetto XVI - Benedizione ed Auguri “Urbi et Orbi” 25 dicembre 2012 dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro - Roma).

Buon 2013 a tutti, anche alla politica! Anno Nuovo che sia apportatore di pace, serenità, giustizia!

Con il Nuovo Anno è opportuno che l’Italia ambisca a questi valori etici, i quali dovrebbero essere la guida per la prossima consultazione elettorale 2013, dove persiste nell’opinione pubblica una sola domanda : avremo rappresentanti onesti, giusti, solidaristici?

Non è facile rispondere a questi interrogativi, ma una “cosa” è certa : sarà una campagna elettorale molto dura, dove dovranno essere affrontati con serietà programmi ed impegni di natura sociale, specialmente verso la famiglia e la solidarietà sociale.LEGGI TUTTO

mercoledì 14 novembre 2012

OCCORRE NON AMMALARSI.....VERRANNO SOPPRESSI 30000 POSTI LETTO !?!?!?




Secondo lo schema di Regolamento 2013-2015 lo spending review ora “ordina” la soppressione di 30 mila posti letto entro il 31 dicembre 2012 ( prima 18.000, poi 9 mila: "cose da pazzi"!) nelle strutture ospedaliere italiane, secondo il Decreto sulla revisione della spesa.

Alcune Regioni come il Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, secondo notizie dei mass media hanno avviata questa obbrobriosa operazione.

Insomma, come da troppo tempo "avviso" essere la parola d’ordine che circola nell'ambito mediatico sul "concetto risparmio", ora si dice : meno ospedali, meno posti letto, meno sprechi e più servizi territoriali ( ? ).

Ma se così fosse, certamente a maggior rischio e fortemente penalizzate vengono a trovarsi le persone malate croniche, disabili fisici, handicappati mentali, malati terminali, persone anziane, in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose ed in nome del superiore “ordine di risparmio” si pensa che per costoro le speranza di vita siano molto residue : quindi vanno eliminati?

Se è cosi': è eutanasia, una omissione di soccorso, penalmente rilevabile, "fuori" (per ora !) dall'Ordinamento Giuridico Italiano.

Non voglio pensare come Lucrezio, poeta latino, che suggeriva ai medici per convincere pazienti riluttanti a bere una medicina amara cospargendo il calice di miele in maniera che il malato imbevesse il farmaco, ma da notizie dei mass media si apprende che secondo lo schema, il Governo prevede una lunga degenza dei malati cronici.

Non ci crediamo! Non è questo il modo di trattare il cittadino, soprattutto il mondo della sofferenza!

Franco Previte

APPROFONDISCI:

venerdì 2 novembre 2012

COSTITUZIONE EUROPEA, ART.II-63 "OGNI PERSONA HA DIRITTO ALLA PROPRIA INTEGRITA' FISICA E PSICHICA". QUANTO E' TENUTO IN CONSIDERAZIONE???



Il 3 novembre 2012 ricorre il 62° Anniversario della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali“ del Consiglio d’Europa, dove si dovrebbe, in obbedienza ai dettami convenzionali, di più guardare e tutelare l’essere umano, in quanto la Costituzione Europea nel Preambolo “pone la persona al centro della sua azione” e nell’articolo II-63 sancisce che “ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”.

Sono regole costituzionali che dimostrano una espressione ed una normativa di ferma volontà politico-giuridica della UE, la quale considera la persona anche malata e la sua dignità qualità disabilità, necessità che devono essere tutelate.

L’individuo, il cittadino, il singolo, quindi, nella sua qualità di persona, deve godere dei diritti umani e delle libertà fondamentali e gli Stati della Unione Europea debbono elaborare strategie e servizi rispettosi degli stessi esseri umani, ma con le reali valutazioni differenziate causate dalla inefficacia o invalidità della persona.

Infatti con l’espressione generica di disabile vengono considerate e valutate tutte le categorie del mondo, dalla incapacità fisica a quella psichica, determinando, così, una palese ingiustizia per le scarse indicazioni attribuite sulla condizione e notevole differenza, ripeto, esistente tra disabile fisico e handicappato psichico.

Disabile è persona che ha limitazione funzionale, una privazione di forza fisica sopravvenuta o congenita, Handicappata è persona che ha ricevuto uno svantaggio in partenza od una sopravvenuta inferiorità interna che ostacola il manifestare della potenzialità più psichica e meno fisica.

A questo punto in cui si trova la disabilità è quasi superfluo, ma ugualmente necessario, rilevare che l’handicappato psichico, a differenza del disabile, abbisogna, di cure mediche specifiche, di strutture adatte, di interventi socio-legislativi particolari e circoscritti atti ad accogliere questa sua condizione inabilitante e di attrezzature ad alta tecnologia tesi alla prevenzione, alla cura ed all’eventuale inserimento sociale ed affettivo, (come volute e votate nelle “Conclusioni della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati” su “Indagine conoscitiva sulla chiusura degli ospedali psichiatrici” del 16 luglio 1997).

Quella evidente inferiorità psichica può portare a gravi conseguenze per la famiglia e per la società, se non si danno misure per garantire la tutela dei loro diritti e della loro salute, per la sicurezza dei cittadini e per ridurre i rischi dell’esclusione sociale, come anelano giustamente tutti i Trattati o Convenzioni Internazionali sulla “materia”.

I “malati” sono soli. I familiari in cerca di aiuto. Le Opere Caritative Cattoliche “ingolfate”!

Forse per pigrizia degli Amministratori Pubblici, per insufficienza degli stanziamenti finanziari, per inefficienza delle USL o per scarsa preparazione degli “addetti ai lavori”, non hanno saputo trovare sistemazioni dignitose, intermedie, alternative per i malati mentali che continuano ad essere “violentati” nella loro dignità e nei loro diritti.

Legiferare una normativa che tuteli questi “desaparecidos della n/s civiltà”, le loro famiglie e per la sicurezza dei cittadini è un dovere morale, soprattutto sociale, al quale le Istituzioni, tutte, devono provvedere in tempi rapidi.

La non risoluzione di questa problematica ci lascia sgomenti e perplessi per l’impatto brutale con questa società, per i costi umani, finanziari per le famiglie e sociali che essa comporta nel n/s Paese e la cosa più grave è l’indifferenza delle Istituzioni.

Altri “risvolti”di questi psicolabili riguardano l’attività personale interessante l’affettività, l’eventuale matrimonio, la natalità, la sessualità, l’aborto, la sterilizzazione per citare alcune esigenze di natura personale.

Ed a questo proposito, dietro certe e svariate “argomentazioni” in difesa della qualità della vita si potrebbe nascondere, in realtà, un disegno di selezione del genere umano, ma ancor più pericoloso è che con la scusa del lenire il dolore si potrebbe arrivare ad eliminare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo.

Eliminare chi soffre vuol dire distruggere un rapporto umano, che in maniera molto evidente si chiama eutanasia!


Mi sia consentito una riflessione : perché il delirio per gli animali (quest’ultimi del massimo rispetto) è intenso e per converso non c’è delirio per quella parte dell’umanità sofferente che dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche e civili?

Si dovrebbe “guardare” di più verso l’essere umano, in “materia di benessere”, che verso gli “esseri senzienti”, (così gli animali, che rispettiamo, sono definiti nella Parte 3° art.III-121 della Costituzione Europea), nuova moralità che supera a volte il centralismo della “persona”.

Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, è auspicabile, ripeto, che la Unione Europea possa realizzare normative legislative comunitarie in omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà verso esseri umani, considerando il malato psichico una persona, un cittadino europeo che deve essere tutelato nella sua dignità e nella sua integrità.

Alle Istituzioni Italiane, ancora molto lontane dal recepire queste necessità, è augurabile che questo 62° Anniversario della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” possa rilevare l’urgenza verso questo grosso disagio sociale.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!”

lunedì 1 ottobre 2012

LUCA cap.18 "MA IL FIGLIO DELL'UOMO,QUANDO VERRA', TROVERA' LA FEDE SULLA TERRA? ....DIPENDE DA OGNUNO DI NOI!



di Franco Previte Cristiani per servire 
L’11 ottobre 2012 la Chiesa Cattolica inizia "l’Anno della Fede" indetto dal Santo Padre Benedetto XVI e “sarà un momento di grazia” ha detto e “di impegno per rafforzare la Fede”, con “un programma arduo” per la vita quotidiana di ogni credente perché “si ritrovi il genuino spirito necessario per dar vita alla nuova evangelizzazione.

L’obiettivo è quello di riscoprire la n/s Fede (della quale ne abbiamo fortemente necessità!), i cui contenuti fondamentali sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica, di cui ricorre i 20 della sua pubblicazione, soprattutto quello di affiancare la Fede ai credenti che quotidianamente non dimenticano di affidare con coraggio la loro esistenza al Signore.

Nel n/s mondo caratterizzato da un secolarismo sempre più evidente (risentito anche dai movimenti cattolici), da un permissivismo smodato, (una “moda” imperante), da un relativismo crescente, (veramente aberrante ) da un egoismo egocentrico (scioccante), da un superficialismo (effimero), dalle mille “insidie” che dilagano, modificano e mortificano la dimensione etica della vita, questo Anno della Fede deve spingere i cristiani a ritrovare una nuova evangelizzazione e partecipazione alla crescita della Chiesa.

Come si legge nel S. Vangelo con il quale Matteo descrive l’episodio avvenuto sul Lago di Tiberiade ci rimanda al mistero della Chiesa che continua il suo Esodo nella storia, dove la barca “si agita” a causa di un vento contrario e si chiede l’aiuto al Signore, questo tratto del S. Vangelo “fotografa” tutte le difficoltà interne ed esterne, in quanto viviamo tempi assai difficili, in tempi di crisi oltreché economica, anche morale, però il mondo non è tutto buio ricordando quanto diceva S. Paolo: “dove abbonda il peccato sovrasta la grazia": la Fede che salva (Matteo 14, 22, 36).

Il materialismo, il consumismo, l’edonismo e l’erotismo frenato e via dicendo, corrono e concorrono a formare un superficialissimo assoluto, un substrato privo di un fondamento civico e morale, che non ci stupisce più di tanto ormai, ma amareggia il constatare una siffatta realtà sociale che in parte viene accettata o addirittura tollerata!

Il Santo Padre non ha trascurato l’Anno che rievoca la pietà, il dramma della sofferenza e del dolore che quotidianamente incontriamo dove “non pochi cristiani (che sono sempre meno!) dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato, escluso, perché proprio in loro si riflette il volto di Cristo”.

Il Santo Padre consegna a tutti un messaggio ricordando gli “ultimi fra gli ultimi" i più indifesi, deboli, emarginati, i quali non sono da vedere come un carico di pietà e di dolore, ma come un dono di Gesù da accogliere ed abbracciare con una seria meditazione che tiene viva la fiaccola della carità.

Insomma un comunicare efficacemente per evangelizzare ed educare, per far respirare nella società la presenza del quel Dio Creatore e Salvatore del quale, certamente in maniera inequivocabile, vi è una notevole necessità ed urgenza. 

In un mondo di speranze fragili, sembra assai importante che la comunità cristiana tenti di acquisire dalla Fede occhi capaci di intravvedere la spiga nel seme che marcisce.

Ma il firmamento buio di speranza è il cielo dei bisognosi, dei disabili fisici, degli handicappati psichici, delle persone anziane, dei malati terminali, di tutti i loro familiari e la comunità cristiana è interpellata ad essere più presente e con più slancio partecipativo con loro su questa frontiera dell’emarginazione.

Per le comunità cristiane, in questo Anno della Fede, è necessario, ripeto, un sussulto di carità accogliente per riuscire a dare voce a chi non ha, costretto a subire a titolo direi di elemosina l’appagamento di un suo sacrosanto diritto di cittadino, debole, fragile, indifeso, emarginato, ma che costituisce anche per noi cristiani un membro ferito della nostra comunità.

Sembrano piccole ed inutili “cose”, ma sono segnali di una presenza nell’Anno della Fede, un dono da riscoprire anche nei n/s giorni da tutti, per far ritrovare a quanti l’hanno perduta, a quelli che dicono di averla, a quelli che l’adopera per secondi fini, a quelli - come noi - che la cerchiamo sempre nel quotidiano, perché il “Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia di essere cristiani “ (da Lettera Apostolica Benedetto XVI, Porta Fidei, 11 ottobre 2011).

martedì 25 settembre 2012

RICORDO UN MOTIVO "ED IL NONNO DOVE LO METTO...." OGGI VIEN DA PENSARE CHE UN POSTO GLIELO STIANO TROVANDO, IL CIMITERO!!!!!



Alle volte il cittadino si domanda e chiede, invano, il perché l’Ente Pubblico tarda a recepire certe priorità, come abbiamo “visto” recentemente nel “ Decreto Balduzzi” ed abbiamo richiesto “lumi” sulla avanzata ipotesi di diminuzione dei posti letto negli ospedali, senza aver ottenuta una degna risposta,una smentita da parte del Ministro della Salute né dal Governo Monti!

Intanto la Regione Veneto ha predisposto la diminuzione dei posti letto negli ospedali ( Buon Giorno Regione e Corriere del Veneto 25 settembre 2012 – Delibera Regione Veneto n.3223 ). 

Alle altre gravi emergenze sociali, anche dettate dall’isolamento relazionale e da condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e di quelli sanitari, guarda un po’ !, troviamo la popolazione di persone anziane, spesso ritenute improduttive, per non dire inutili ! Non parliamo, poi, quando intervengono necessità ospedaliere :


Mentre ogni giorno si “disputa”, si fanno “congetture”, si “viaggia” nell’indeciso, si “parla” di riforme, (oh! quante se ne inventano, senza concrete soluzioni !), si ricerca avidamente il “potere”, i variegati problemi sociali tanto decantati, gravi ed ugualmente urgenti, languono nel nulla da parte della Politica. 

Lo Stato Sociale, quello che “deve” essere presente innanzi alle necessità della gente, è ASSENTE ! 

Il dovere, purtroppo, é carente ed è quello di impostazione programmatica delle Istituzioni, di tutte, specie del Governo delle Riforme Monti ( riforme tanto le decantate ), mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà e di giustizia sociale, fra le quali “spicca” la carenza di Case di Riposo, quelle necessarie per persone parzialmente autosufficienti, mentre scarse sul territorio sono le RSA ( Residenze Sanitarie Assistite) per le persone non autosufficienti.

Le Case di Riposo sono lasciate alla speculazione privata? Si, in quanto mancano programmazioni in tal senso . 

Quanti sono bilanci pubblici che stanziano risorse finanziarie per realizzare Case di Riposo ove possono trovare un sereno e sicuro asilo persone anziane che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una “strisciante eutanasia” ?

Quella “dimenticanza”, quel rivolgere lo sguardo “altrove”, quella “insipienza” da parte delle Istituzioni, si tramuta in una sintomatologia emotiva che conduce o può condurre l’anziano alla depressione : primo disordine funzionale della persona, per condurlo ad una fine non certamente umana, una eutanasia mascherata ! 

Nella meditazione sulla vita, il Beato Giovanni Paolo II° con la XI° Enciclica “Evangelium vitae” esortava la comunità in difesa della vita “ dal concepimento al declino ”, richiamo che sempre perviene dalla Sede Apostolica. 

La comunità nazionale, al di là di ogni schematismo o credo politico, deve farsi carico della difesa della vita umana , della dignità di ogni cittadino, affinché il fenomeno dell’emarginazione degli anziani, dei disabili, dei malati terminali, non deve avvenire, come spesso esorta il Santo Padre e la Chiesa Cattolica tutta in maniera dimenticata ! 

Basta consultare determinate “pagine” in ogni dove ed alla voce “case di riposo” si riscontra un proliferare eccessivo di questa “ prolifera impresa “ ( alla faccia dello Stato Sociale), dove si evidenzia una mirabilia di “cose“ altamente qualificate, di assistenza d’ogni genere, di confort, d’elité…!!!!... ma con spese da capogiro ! Sbaglio ?

Secondo la n/s Costituzione, ( “ri-portata” sempre quale esempio di bene comune da qualunque Parte politica !), la solidarietà pubblica e lo Stato Sociale non devono essere mai assenti. Ma non è così ! 

E’ vero che l’ampiezza e la complessità degli interventi da realizzare richiedono un impegno da parte delle Istituzioni, sia sul piano dell’impostazione programmatica che su quello del reperimento delle risorse finanziarie, che costano enormi sacrifici al tartassato contribuente italiano, ma tuttavia é utile ricordare che questa n/s società è un coperchio strapieno di buchi, che copre molto poco le realtà e le svariate necessità umane . 

Oh! quante sono le spese inutili !!! delle quali moltissime non riconoscono l’amor di Patria ! 

Si ! ogni tanto viene annunciato un “taglio” agli appannaggi delle “forze politiche ed istituzionali”. Non nutriamo alcun dubbio ! I dubbi ci vengono nel momento della esecutorietà di tali “tagli” ! Ma avvengono, dove e quando ? 

Quanti sopportano o sopporterebbero con angelica serenità queste decurtazioni ? quale sarebbe il comportamento dei rappresentanti del popolo, dei manager pubblici, dei partiti e movimenti politici che, pur sempre uniti, “attingono”legalmente dai bilanci dello Stato e si inebriano di tanta “manna” ? 

“Nulla dies sine linea” ( Plinio, Scrittore latino - Storia Nat., 35 ) “ non vi è giorno senza una linea”; come dire : non passa invano giorno per raggiungere la perfezione e progredire nel bene comune . Ma è così ?

Non basta denunciare truffe, sperperi, corruzioni, concussioni od ogni sorta di reati penali, che ci ammanniscono i mass media quasi ogni giorno, è necessario che il “cambiamento” (parola magica e di moda !) sia frutto di una riflessione collettiva e non sotto la non impossibile ondata di giustificata protesta popolare ( quella silenziosa !). 

Parafrasando ( che uso sempre ) la famosa frase di Ponzio Pilato rivolta a Gesù “quid est veritas ?”, coloro che non sanno dare una concreta risposta, non vogliano ripetere il comportamento del Proconsole romano che trascurò di attendere le parole che sono state sulle divine labbra di Gesù che rispose “est vir qui adest”! Si è l’uomo che sta innanzi con tutti i suoi problemi ! 

Quei “cattolici” impegnati in politica, smarriti, indecisi, dimentichi del principio della Dottrina Sociale della Chiesa che è il rispetto della dignità della persona umana, che non hanno più o non sanno dare un punto di riferimento a cui “aggrapparsi”, che sono molto “ tiepidi ” in fatto di concreta solidarietà ( cristiana ? mah! ), che sono alla ricerca di una “nuova stagione in politica” devono “infondere” ai diritti anche i doveri, alla ingiustizia la giustizia, alle “storture” la verità, alla corruzione l’onestà (parola non più di moda perché chi la pone in pratica è ritenuto un…!). Queste terminologie ( troppo usate!) se non riconducono all’uomo, alle sue necessità, alle sue priorità, se sono prive di senso etico ed umano : non valorizzano la dignità dell’homo sapiens . 

Questi “cattolici” devono “scegliere” la via migliore verso la coerenza, soprattutto, nel sostenere la solidarietà che non è né deve essere quella della superficialità esteriore e delle parole vane ( troppo spesso”usate” in difesa della famiglia o del popolo ! e poi…!!!), ma d’impegno e di traino per rimodellare la società secondo valori etici e principi civili

E’ tempo di ricercare, di interpretare, di valutare la gente semplice e solidale che vuole essere presente in una convivenza e connivenza civile più aderente alle necessità reali, uscendo dal campo sterile delle parole per entrare in quello fecondo delle realtà e della concretezza .Prevedere ( parola sconosciuta, molto incompresa nella dialettica politica) significa amministrare! Non lo si dimentichi mai ! e non lo dimentichi la Politica ! 

Non lo dimentichi, soprattutto il Governo Monti quello che ci vuole insegnare a vivere ! quello delle riforme ! quello che dice e non dice ! 

Nell’opinione pubblica è evidente che prevale la protesta, ma non è morta la speranza di rigenerazione,( altra parola molto stranamente “usata”) perché si sono accavallati problemi tanti ed urgenti, di cui uno sono le Case di Riposo. 

Bisogna dare una priorità alle “cose” e rendere giustizia ! A buon intenditore poche parole bastano ! 

E con le sante parole del Beato Giovanni Paolo II° : ” Andiamo avanti con speranza !” 

Previte


lunedì 24 settembre 2012

FRANCO PREVITE: "FINIAMOLA DI SPECULARE SUL DOLORE UMANO"



E’ insito nel gergo popolare il detto : “ la lingua batte dove il dente duole “ ! 

Ancora una volta dobbiamo ritornare su di un argomento, l’eutanasia, che batte in breccia su ognuno di noi, specialmente in coloro di una certa età ed in certe condizioni di salute . 

Attorno a quei emblematici obiettivi : eutanasia, accanimento terapeutico, testamento biologico cui la politica ci vuol far giungere ad ogni costo, se ne “parla” troppo, a volte in maniera impropria, ciononostante brevemente esaminiamo queste “circostanze” . 

Nell’antichità il vocabolo eutanasia significava una morte dolce, vale dire senza sofferenze. Oggi si interpreta quale intervento diretto ad attenuare il dolore della malattia e dell’agonia, una strana “ licenza di uccidere “, che per i cristiani è contraria alla legge morale dal quinto Comandamento o Decalogo. In sostanza un procurare ( per non dire imporre !) la morte alle persone la cui vita potrebbe essere compromessa da una malattia inguaribile, da una menomazione congenita, da una condizione di natura psicofisica grave . 

Nell’odierna interpretazione l’accanimento terapeutico è costituito da una serie di interventi medici sul malato in fase terminale, la cui terapia potrebbe risultare essere inefficace, una “via” compiuta allo scopo di evitare ulteriori sofferenze al paziente con il fornire forti dosi di stupefacenti . 

Il testamento biologico, incarnato ancora oggi in nessuna legge, trattasi di una la dichiarazione anticipata di volontà di una persona in relazione alle terapie che intende siano proposte nel caso di malattie o gravi lesioni cerebrali, cioè il consenso informato, vale a dire l’autodeterminazione del paziente a garanzia di cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili. 

Ecco una “visione” che l’uomo, oggi, ha della sua persona, della vita, della sofferenza e della morte. 

Da tempo, non scopriamo nessun segreto di Stato, si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia e su questo argomento che riteniamo molto importante, fermiamo la n/s attenzione. 


Purtroppo queste vicende umane vorrebbero spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, quello che si chiama omicidio, una uccisione intenzionale, una omissione di soccorso attraverso una anche se impropria, ripeto, “licenza di uccidere”, in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina che adottava il principio “L’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda” e “Non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestone, né mai proporrò un tale consiglio”. 

In parole povere : la medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze, confortare nel rispetto della libertà la dignità della persona, impegno a favore della vita contro la morte, come insegna la Raccomandazione n. 776/1976 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa dove si afferma “ che il medico deve placare le sofferenze e che non il diritto di accelerare il processo di morte”. 

Così come è presentata la “discussione” nella politica, a tratti quasi a corrente alternata, si corre il rischio di considerare la cosiddetta pietà per le sofferenze insopportabili od altre motivazioni, come uno strumento che porta all’eliminazione della vita, ritenuta per alcuni “casi”, non più di valore. 

Si tratta di “considerazioni” (“Non sono diritti deboli, ma diritti dei deboli” come argutamente dice il Cardinale Dionigi Tettamanzi) molto pericolose perché potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, malati psichici, handicappati fisici, pazienti anziani o con gravi patologie, bambini anormali, come in Gran Bretagna che è stato chiesto alla Suprema Corte il suicidio assistito per i depressi ( un relativismo incosciente, aberrante, antisociale ! ). 

Il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assieme a quello di libertà, pari dignità, solidarietà sociale, è affermato dall’art. 3 della Costituzione Italiana. 

Sarebbero quindi contrarie alla stessa quelle eventuali “norme giuridiche” ( ce ne liberi !) che concedessero ad una categoria od a singoli individui particolari privilegi non riconosciuti alla generalità delle persone, perché ciò violerebbe il principio della uguaglianza di trattamento dei cittadini. 

Al principio di eguaglianza si ricollega il principio della pari “dignità sociale” che affermata, ripeto, in linea generale dall’art.3 della Costituzione trova esplicazione in numerose altre disposizioni, come l’art.13 (“è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”); l’art.32 (“rispetto della persona umana”); l’art.36 (“esistenza libera e dignitosa”); l’art.41 (“dignità umana”). 

Alla pari “dignità sociale”, più volte richiamata dalla Costituzione ( poco incarnata !), ne discendono i così detti diritti sociali, ( nonché doveri ) come il diritto ad ottenere dallo Stato determinate prestazioni a favore di bisognosi, di assistenza sanitaria, cure gratuite per gli indigenti, addestramento professionale per gli invalidi (art.38) la protezione della madre e del fanciullo (art.31). 

Lucrezio, poeta latino, suggeriva : “ I medici che devono somministrare una medicina amara ai pazienti riluttanti devono cospargere di dolce miele l’orlo del calice, in modo che il malato beva il farmaco”. 

Ora signori della politica non si può più indorare la pillola come attualmente si cerca di fare con il presentare “casi dolorosi od altro” che insidiano la salute e la vita. 

Il valore della vita dipende per i cristiani dalla capacità di seguire il rapporto della persona indicato dalla Fede e per i non credenti dal rispetto della dignità e della libertà umana. 

Finiamola di speculare sul dolore umano ! 

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza!”        

Previte 





mercoledì 29 agosto 2012

IN OSPEDALE FINO ALLA GUARIGIONE O .....FINO ALLA MORTE???ALTRI TEMPI ! CI CONDUCONO AD UN' EUTANASIA SILENTE E STRISCIANTE!



Al Senatore Mario Monti

Presidente del Consiglio dei Ministri.



  Cristiani per servire  Franco Previte 27 agosto 2012

Oggetto : Rispetto della dignità umana. “Budget del ricoverato”. Petizione n. 911 e n.787.



Gentile Signor Presidente del Senato della Repubblica :

con la Petizione n. 911 annunciata il 1 dicembre 2009 ( Prot. 4202/S) ed assegnata alla 12 ° Commissione Igiene e Sanità ,

e

Gentile Signor Presidente della Camera dei Deputati

con la Petizione n. 787 annunciata il 16 novembre 2009 (Prot.0031031/GEN/TN) ed assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali ,

lo scrivente aveva inoltrato ai sensi dell’art.50 della Costituzione Italiana, Petizione citata, per conoscere, se è vero quanto pare si va affermando nelle corsie ospedaliere italiane dove “superato l’intervento finanziario il paziente in qualsiasi condizione di salute si trova, verrebbe dimesso dalle strutture ospedaliere, ancor più grave se trattasi di persone agonizzanti, in fase terminale od in età avanzata”.



di queste Petizioni, Signor Presidente, non abbiamo ricevuto mai alcuna risposta !

Lei, Signor Presidente, che non lascia nessuno in difficoltà, lo dimostri con un Suo efficace intervento verso questo “budget del ricoverato” ( come l’ho definito ), che , se vero, costituirebbe una disdicevole “macelleria sociale, un mancato rispetto della dignità umana, un forte impatto sociale, una autentica vergogna per un Paese civile come l’Italia, che non ho nessuna difficoltà ad equipararla ad una strisciante ed imperante eutanasia, una omissione di soccorso, un autentica licenza di uccidere, fuori, per ora, dall’ordinamento giuridico italiano e da ogni etica civile.

La storia dell’umanità è segnata da sforzi tesi a garantire la dignità degli esseri umani e la sua evoluzione significativa, affonda le sue radici nella “Magna Charta Libertatum”, nella “Petition of Rights”, nella “Bill of Rights”, e nei tempi a noi vicini per quanto riguarda l’Italia, dalla “Costituzione Italiana” del 27 dicembre 1947, dalla “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo” delle Nazioni Unite del 10 dicembre 1948 e dalla “Costituzione Europea” del 13 ottobre 2004.

Questi “Documenti” costituiscono traguardi molto importanti sulla via del riconoscimento all’individuo-persona dei diritti fondati sulla morale, sulla ragione, sulla difesa della persona e della famiglia, pilastri centrali delle politiche sociali, oggi fortemente “defenestrati” da due simboli : S S (Soldi e Sesso ! ).

Ricordo che il diritto in senso giuridico s’intende quel complesso di norme che regolano la società civile nei rapporti fra i suoi membri, come quelli nel campo della sofferenza ed in condizioni di disabilità/handicap, che devono consentire l’uomo nell’inserimento nella vita sociale, nel diritto a vivere in mezzo agli altri e di interagire con il mondo.

Infatti non vi è scuola od orientamento pedagogico, progetto educativo od intervento sociale che non miri a dare una maggiore e più vasta autonomia all’individuo-persona .

Ma, oggi, tutto è relativo, Signori Presidenti dei Consessi Parlamentari !

Il relativismo, più volte giustamente citato dalla Soglia Pontificia, cioè il lasciarsi portare in ogni dove da venti di dottrina molto imperanti, appare come l’unico ed indiscutibile atteggiamento all’altezza dei tempi moderni e si va costituendo una “imposizione” che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultimo obiettivo solo il proprio io e le bramosie.

Va affermandosi, è da augurarsi in maniera del tutto provvisoria, una cultura di delirio verso gli animali domestici, per i quali nutriamo un rigoroso rispetto, ma non possiamo non considerare che sono stati promossi nella serie A della considerazione giuridica e nella rivoluzione etica che costituisce una nuova moralità, un’ipocrita idolatria che supera anche il centralismo dell’uomo, riscontrando un ridimensionamento per quella parte di umanità sofferente che dovrebbe essere in vetta alla classifica delle priorità assolute, per cui appare sempre più evidente la necessità del rispetto delle buone regole e dei diritti fondati sull’etica e sulla ragione.

Ora nella nostra Nazione il diritto-dovere di noi cittadini, specie se cattolici, è quello di promuovere e difendere con mezzi leciti le verità morali riguardanti tra l’altro, la vita, la giustizia, la libertà, il rispetto della vita, degli altri diritti e delle cure delle persone, ( art.32 della Costituzione), anche quando, soprattutto, sono in pericolo di vita.

La solidarietà sociale, nonché cristiana, deve sostenere e valutare le necessità dei cittadini, concetto che deve indurre tutti verso la protezione dei diritti di uguaglianza e pari dignità sociale più volte richiamata dalla nostra Costituzione, ultimamente da Mons. Mariano Crociata Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana che ha sottolineato il ruolo delle istituzioni sanitarie cattoliche che devono favorire una cura “ più umana della persona ” .

Ora in Italia, anche, con lo spending review e con l’obiettivo della crescita “nel rispetto delle compatibilità finanziarie e dei vincoli europei “, il Consiglio dei Ministri del Governo Monti per quanto riguarda gli interventi, in parte, nel campo della sanità, possibilmente riduce, secondo notizie dei mass media, posti letto negli ospedali, gabbando ferocemente, se vero, ancora una volta il mondo della sofferenza e quello civile.

Questi orribili ed incivili tagli di bilancio sanitari, se veri, verrebbero ri-utilizzati, come avevamo preconizzato e richiesto chiarimenti nelle n/s Petizioni sopra citate nel 2009, nel nome del risparmio e tesi a defraudare il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, restringendo i tempi di degenza, ripeto, nei n/s vituperati ospedali, per fasce dì età ed in qualunque condizione di salute si trovi il paziente.

Ma quello che impressiona ed indegna molto di più, se tali “regole” vengono applicate su persone indifese, in stato cronico, come su cittadini disabili, in tarda età od in fase terminale !

Scrive un mio amico giornalista, del quale per riservatezza non cito l’identità: “intervenuto ad un seminario tenutosi qualche anno or sono in una università cattolica dove si è parlato senza mezzi termini, e la circostanza non ha fatto scandalo data la sede, sul fatto che vi sono dei limiti all’assistenza ed un medico deve stabilire delle precedenze se i mezzi scarseggiano. In altre parole se è posto al cospetto di due malati gravi di cui uno è un quarantenne e l’altro settantenne deve pensare in via prioritaria al primo. Un signore che mi sedeva accanto e soppesando la mia età mi rivolse la parola aggiungendo: caro signore dobbiamo rassegnarci. La morte per i giovani rappresenta un’eccezione e, quindi, dobbiamo cercare di scongiurarla, ma per gli anziani è una regola. Che senso ha lasciare in vita una persona che si sa dovrà comunque morire nel giro di qualche anno con gli scarsi mezzi che disponiamo? Questo è cinismo ? No, mi è stato detto: è pragmatismo.”

C’è da pensare, da meditare, da rabbrividire: siamo noi nel giusto od “altri” nell’ingiusto ? ma da che cosa è spinto oggi l’homo sapiens ?, ma è la ri-conferma di quanto avevamo preconizzato nella Petizione “budget del ricoverato” ?

Non ci stanchiamo di rinnovare l’appello al Parlamento Italiano di rispondere alla Petizione n.911 e n.787, dove abbiamo richiesto, ripeto, di conoscere la verità, adottando opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita dei cittadini .

Ancora una volta auspichiamo che Loro Signori Presidenti dei Consessi Parlamentari ai quali ci indirizziamo, si facciano carico di questi urgenti e gravi problemi in cui l’opinione pubblica è da tempo preoccupata, invece di formalizzarsi in inutili e dannose litigiosità che non servono né alla politica né ai cittadini, perché la libertà di essi finisce dove comincia il libertinaggio della politica.

E’ una sintesi di riflessione sul concetto del valore di libertà, di azione, di proposizione, cioè sull’origine della connivenza civile, sul senso della vita, sul rispetto della dignità umana e sul valore della persona .

Ringrazio, anche a nome della pubblica opinione che anela per una cortese, e non ancora ulteriore mancata risposta !

Con deferenti ossequi.

Previte

27 agosto 2012

http://digilander.libero.t/cristianiperservire