Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta fratelli musulmani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fratelli musulmani. Mostra tutti i post

martedì 24 settembre 2013

DOBBIAMO TENERE IN BUONA CONSIDERAZIONE LA TESTIMONIANZA DI DOMENICO QUIRICO: "L'ISLAM MODERATO NON ESISTE, JIHADISMO HA DICHIARATO GUERRA ALL'OCCIDENTE"



da Tempi - Settembre 24, 2013 Leone Grotti


Intervista a Domenico Quirico: «La Primavera araba è stata scippata da un’internazionale islamica che ha come scopo quello di ritornare al Grande califfato del sesto secolo»

«Noi non vogliamo capire che l’islam moderato non esiste, che la Primavera araba è finita e che la sua nuova fase consiste nel progetto islamista e jihadista di costruire il Grande califfato islamico. Neanche a dirlo, il principale ostacolo alla sua costruzione siamo noi». Domenico Quirico, inviato della Stampa, rapito in Siria e rimasto nelle mani dei ribelli per cinque mesi, riassume in una grande «dichiarazione di guerra» dell’islam all’Occidente gli attentati in Siria, Pakistan, Nigeria, Egitto e Kenya a cui stiamo assistendo in questi giorni. Domani sera Quirico sarà a Milano per un incontro organizzato dal Cmc e a tempi.it racconta «quello che ci sfugge, perché ci fa comodo far finta di non vedere».

Cos’è che non vogliamo vedere?
Che esiste un jihadismo internazionale che ha dichiarato guerra all’Occidente, strutturato militarmente e con un progetto politico che viene sistematicamente messo in atto in diverse parti del globo.

mercoledì 21 agosto 2013

CI SONO I MUSULMANI E....CI SONO I "FRATELLI MUSULMANI"!




La Chiesa Cattolica in Egitto segue con sofferenza e speranza gli avvenimenti di terrorismo, morti, incendi di chiese, scuole e istituzioni pubbliche che sta vivendo il nostro paese. Spinti, perciò, dall’amore per il nostro paese e in segno di solidarietà con tutti coloro che amano l’Egitto, siano essi cristiani e musulmani, secondo le nostre possibilità, di comunicare con numerose organizzazioni nel mondo per chiarire la verità dei fatti.

Desideriamo confermare quanto segue:

- Il nostro sostegno fermo, cosciente e libero a tutte le istituzioni del paese e in particolare alla polizia egiziana e alle forze armate per tutti gli sforzi che stanno compiendo per proteggere il paese.

- Il nostro apprezzamento per la posizione dei paesi che comprendono la natura del corso degli avvenimenti e nello stesso tempo il nostro rifiuto categorico di ogni intromissione negli affari interni dell’Egitto o di ogni tentativo di influenzare le sue supreme decisioni, da qualsiasi parte provengano e per qualsiasi pretesto.


martedì 20 agosto 2013

EGITTO: CHI SONO I BUONI E CHI I CATTIVI???


 Agosto 20, 2013 Redazione di http://www.tempi.it

Grave denuncia del corrispondente del settimanale Der Spiegel che punta il dito contro i « sedicenti manifestanti pacifici». E richiama anche i colleghi a non ignorare la verità dei fatti

di Windfuhr Volkhard, tratto da ioamolitalia - 

Il Presidente dell’Associazione della Stampa Estera al Cairo, il giornalista tedesco Volkhard Windfuhr, ha accusato i Fratelli Musulmani – qualificandoli sarcasticamente come “i sedicenti manifestanti pacifici” – di essere i responsabili dell’uccisione dei giornalisti che svolgevano la loro attività nel corso degli scontri tra l’Esercito e i miliziani islamici. Windfuhr è categorico: i giornalisti “non sono stati delle semplici vittime del caos o di un normale scambio di fuoco, ma gli hanno sparato addosso in modo intenzionale”. “Io stesso oggi sono fortunatamente sfuggito per un soffio al fuoco di un cecchino sul Ponte 15 maggio nel quartiere di Zamalek” – afferma Windfuhr – Il criminale non era assolutamente un poliziotto”.
Il 14 agosto sono stati uccisi quattro giornalisti nel corso degli scontri esplosi al Cairo nei quartieri di Rabaa Al Adaweya e di Al Nahda. Si tratta del britannico Mick Dean di SkyNews, e di tre giornalisti egiziani: Habiba Ahmed della Revue Express di Dubai, Ahmed Abdel Gawad del quotidiano filo-governativo al Akhbar, Mosaab el Shami fotografo del sito Rasd.
In un messaggio postato su Facebook Windfuhr, dopo aver esplicitamente condannato i Fratelli Musulmani come dei criminali, denuncia la stampa internazionale che a suo avviso non ha finora garantito una copertura giornalistica corretta e “adeguata”.
Windfuhr è un arabista, esperto del Medio Oriente, corrispondente del settimanale Der Spiegel.

domenica 18 agosto 2013

EGITTO, VITTIMA DELL' IRRAZIONALITA' DEI MITI POLITICI


di Antonio Socci 18 AGOSTO 2013 

Quanti sono anche da noi quelli che osannarono le cosiddette “primavere arabe” (la quasi totalità dei giornali) e pure quelli che hanno alimentato illusioni sui “Fratelli musulmani”. Ma nessuno farà autocritica.

E come al solito, anche in Egitto, in questi giorni, sono i cristiani che fanno le spese dello scontro. Pure se non c’entrano nulla, perché questa guerra sanguinosa è fra islamici: da una parte i Fratelli musulmani e dall’altra l’esercito di Al-Sisi, anch’egli musulmano convinto.

Decine e decine di chiese profanate, conventi e ospedali cristiani bruciati… Troppo spesso i cristiani sono capri espiatori di violenti scontri di potere altrui.

Del resto pure nell’Occidente che si vuole liberale spesso il discorso pubblico ama criminalizzare a vanvera la Chiesa e i cristiani facendoli bersaglio di disprezzo pregiudiziale e di una certa intolleranza.

UN OCCIDENTE CHE, MIOPE, NON SA DA CHE PARTE STARE....

Ecco il documento dei Fratelli Musulmani che condanna il Papa copto e legittima l'attacco alle chiese in Egitto

(La Nuova Bussola Quotidiana)  di Valentina Colombo 17/08/2013
Ecco il documento dei Fratelli Musulmani che condanna il Papa copto e legittima l'attacco alle chiese in Egitto
- Esercito contro Fratelli musulmani. Fratelli musulmani contro  l’esercito, contro i cristiani e contro tutti coloro che non si oppongono al “colpo di Stato terrorista”. 
Dalia Ziada, responsabile dell’Ibn Khaldun Center” al Cairo denuncia: “I Fratelli musulmani hanno promesso attacchi massicci in tutto l’Egitto dopo la preghiera del venerdì a mezzogiorno. Lo chiamano il venerdì della rabbia! Considerando tutte le chiese e gli edifici governativi cui hanno dato fuoco negli ultimi due giorni, mi domando se qualcosa possa peggiorare ulteriormente! Per favore che Dio salvi l’Egitto dai terroristi!” Il giornalista siriano Naman Tarcha lancia un ennesimo grido d’allarme nel tentativo di farci aprire gli occhi: “I Fratelli musulmani sono un partito politico che si nasconde dietro la religione per prendere il potere”.

lunedì 22 ottobre 2012

SIRIA, CONTINUA LA STRAGE, I MORTI NON SI CONTANO PIU' ....


di REDAZIONE

Due autobomba in altrettanti quartieri cristiani di Damasco e Aleppo sono esplose oggi a due giorni dall’annunciato arrivo della delegazione vaticana e negli stessi istanti in cui l’inviato Onu Lakhdar Brahimi riceveva dal presidente Bashar al Assad l’assicurazione che la Siria accetterà la tregua di 72 ore, proposta dal diplomatico algerino solo dopo la cessazione degli “atti di terrorismo” compiuti da “bande armate sostenute dall’estero”. “Terrorismo del regime” è stato invece definito dai residenti di un quartiere di Aleppo il bombardamento di artiglieria compiuto dalle forze fedeli ad Assad su Masaken Hanano, rione nella parte orientale della citt… solidale con la rivolta. In tutto il Paese, secondo i Comitati di coordinamento locali – gruppi di cittadini comuni delle regioni colpite dalle violenze – si sono registrati finora 97 uccisi, di cui cinque minori e cinque donne.

Sono cifre che è impossibile verificare in maniera indipendente e che non tengono sempre conto delle vittime militari governative e ribelli. Tra quelle civili, ben 55 si sono registrate a Damasco e dintorni. Dalla scorsa notte, nella capitale si sono avuti scontri tra ribelli e governativi e i suoi sobborghi orientali e nord-orientali sono stati ripetutamente colpiti dall’artiglieria e dall’aviazione. L’agenzia ufficiale Sana non dà conto dell’uso dell’aviazione e dell’artiglieria per sconfiggere quelli che chiama “terroristi”. La Sana parla anche oggi di numerosi terroristi uccisi e del ritrovamento di un loro covo a Harasta, sobborgo a nord di Damasco pesantemente colpito dalla repressione militare. Ma l’attenzione dei media ufficiali è stata oggi dedicata alle due esplosioni che hanno colpito rispettivamente la piazza di Bab Tuma, uno degli ingressi al quartiere cristiano della città vecchia di Damasco, e la via dell’ospedale francese nel quartiere siriaco di Aleppo, nella zona ancora controllata dai governativi. Nel primo attentato, eseguito con un ordigno posto sotto un’auto parcheggiata, sono morte – secondo il bilancio ufficiale impossibile da verificare in maniera indipendente – 13 persone e 29 sono rimaste ferite. Come di consueto, i media ufficiali non riferiscono le generalità delle vittime‚ non distinguono tra vittime civili, militari e di polizia. LEGGI TUTTO

*FONTE ANSA

SIRIA, IL PATRIARCA GREGORIOS III :"LA RICONCILIAZIONE NON E' UNA PARODIA,E' UNA PAROLA CHE VA AL DI LA' DELLA CRISI POLITICA"



L'augurio del patriarca Gregorios III Laham di Antiochia, sul viaggio della delegazione pontificia in Siria durante la conferenza organizzata da Aiuto alla Chiesa che Soffre

di H. Sergio Mora

ROMA, domenica, 21 ottobre 2012 (ZENIT.org) - “Sono il patriarca greco cattolico melchita con sede a Damasco e in tutto il mondo un arcivescovo; sono per così dire 'un piccolo Papa' in comunione con Roma”. Si è presentato così il Patriarca di Antiochia e tutto l'Oriente, Gregorios III Laham, nella conferenza organizzata dall’Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), svoltasi ieri, sabato 20 ottobre, nell'Aula Pio IX nel palazzo San Calisto, a Trastevere.

Ponendo subito l’accento sulla riconciliazione, quale punto fondamentale per la Siria, il patriarca ha annunciato che una delegazione del Sinodo andrà a Siria per sensibilizzare la Chiesa intera.

In apertura della conferenza, il Presidente dell’assemblea della gerarchia cattolica in Siria si è fatto il segno della croce, spiegando: “lo faccio anche quando mi invitano i musulmani e loro gradiscono perché mi invitano in quanto cattolico”.

“Abbiamo una identità, non siamo con uno o contro l'altro”, ha aggiunto, sottolineando che “siamo arabi ma non musulmani, orientali ma non ortodossi, cattolici ma non latini. Siamo una Chiesa senza frontiera, nel cuore del mondo arabo, una Chiesa degli arabi”.

Riguardo alla delegazione sinodale che andrà in Siria – tra cui risultano i nomi dei cardinali Tauran, Mamberti, Dolan – Gregorios III Laham ha dichiarato: “E' bello vedere che questa visita si realizza in nome della diplomazia vaticana, ma anche a nome della Chiesa nel mondo intero, come dimostra il fatto che sia stata una proposta venuta proprio dai cardinali e dai vescovi.” “Spero – ha concluso – che questa delegazione sia una voce nel deserto di disinformazioni, bugie e ipocrisia”.

Il patriarca ha sottolineato poi che “la riconciliazione non è una parodia, è una parola che va al di là della crisi politica”, tanto che - ha spiegato - “il governo attuale ha un ministero per la riconciliazione: un punto che dimostra nella Siria maltratta da tanti una mente aperta”.

Negli interventi della Stampa, un giornalista ha affermato che la Siria “è un paese dove la guerra non ha una faccia, e per questo ha la più grande carica di bugia e ipocrisia”.

“Qualcuno – ha continuato - ha detto che l'estremismo islamico sposta la storia mille anni indietro. Noi siamo più liberi dei musulmani, il cristiano deve essere solo più cauto nel dire le cose”.

Sul tema della libertà religiosa, il giornalista ha affermato che essa “non è un regalo del regime”: “Abbiamo libertà religiosa, gioventù, processioni, tutto quello che voi avete e anche meglio, si può camminare da una chiesa all'altra, per la strada senza problemi” ha concluso.
È intervenuta poi Suor Mariam de la Croix, coordinatrice del movimento Musahala, (che in arabo significa “riconciliazione”), la quale ha lamentato che “nella sofferenza di questa guerra, la stampa non ha sottolineato il fatto che il popolo la rifiuta”.LEGGI TUTTO



lunedì 8 ottobre 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM, SALVIAMO I CRISTIANI DELL'ALTRA SPONDA DEL MEDITERRANEO!

(di Magdi Cristiano Allam Il Giornale 8/10/2012). 
Sull'altra sponda del Mediterraneo si sta perpetrando l'atto finale del Jihad, la guerra santa islamica, finalizzata ad eliminare la presenza dei cristiani, i veri autoctoni. Erano il 95% della popolazione nel Settimo secolo, il 20% nel 1945, il 6% oggi. Dalla Seconda guerra mondiale circa 10 milioni di cristiani sono stati costretti a emigrare dai Paesi arabi. Ebbene il simbolo della resistenza estrema e del prevedibile tracollo del cristianesimo è diventata Rable, una cittadina siriana alla frontiera con il Libano dove da mesi circa 12 mila cristiani vivono sotto l'assedio imposto da più di un migliaio di terroristi islamici di Al Qaeda accorsi dall'Afghanistan, dal Pakistan, dalla Tunisia, dalla Libia e dall'Egitto per sostenere le milizie dei Fratelli Musulmani e dei Salafiti siriani.

E noi, cristiani della sponda settentrionale del Mediterraneo, ci siamo schierati con i terroristi islamici, dalla parte dei carnefici dei nostri fratelli nella fede, apparentemente obnubilati dal mito della “primavera araba”, il più colossale inganno della storia contemporanea del Medio Oriente, assecondando le mire egemoniche della Turchia, sottomettendoci alla volontà dell'Arabia Saudita e del Qatar che finanziano i terroristi islamici e da cui dipendiamo per le forniture di petrolio e gas, la disponibilità dei fondi sovrani, l'accesso ai loro mercati. Di fatto abbiamo consapevolmente o meno immolato i cristiani d'Oriente sull'altare del dio denaro e al tempo stesso stiamo commettendo la follia suicida di scavare la fossa della nostra civiltà laica e liberale che si fonda sulle radici cristiane.LEGGI TUTTO

martedì 25 settembre 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM:"CHIEDO A QUEST'EUROPA,RELATIVISTA,MATERIALISTA,E ISLAMICAMENTE CORRETTA DI RECUPERARE L'USO DELLA RAGIONE"


di Magdi Cristiano Allam da 'Il Giornale' (24/09/2012).

L'Unione Europea vuole bandire il vilipendio delle religioni con una normativa vincolante sul piano del diritto internazionale e lo fa sottomettendosi al terrorismo islamico scatenatosi all'indomani della diffusione di un film e della pubblicazione di vignette su Maometto giudicati blasfemi. Non era mai accaduto che, sotto il ricatto del terrorismo islamico che ha ucciso decine di persone e distrutto sedi diplomatiche, chiese, negozi e abitazioni, l'Unione Europea sottoscrivesse una dichiarazione congiunta con l'Organizzazione della Cooperazione Islamica, la Lega Araba e l'Unione Africana, in cui mette sullo stesso piano un film e delle vignette con il terrorismo islamico definiti “atti di estremisti su entrambi i lati”. Nella dichiarazione, sottoscritta il 20 settembre dall'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e della Sicurezza Catherine Ashton, si accredita la tesi reattiva del terrorismo islamico, secondo cui il film e le vignette corrisponderebbero “all'odio religioso” che ha costituito “incitamento all'ostilità e alla violenza”; così come si afferma che il terrorismo islamico sarebbe una forma di devianza “di piccoli gruppi di persone” che non rappresenterebbero l'islam intrinsecamente moderato espresso dalle “comunità più grandi da cui essi provengono”.

L'idea di reprimere per vie legali la critica all'islam e a Maometto era stata ventilata il 19 settembre dal ministro degli Esteri Terzi che aveva ritenuto doveroso ammonire che in Italia la diffamazione religiosa è reato. Sempre Terzi il 20 settembre ha anch'egli messo sullo stesso piano la critica all'islam con il terrorismo islamico sostenendo che “è assolutamente legittimo da parte dei governi il blocco di siti che sono oggetto di comportamenti non positivi, di istigazione all'odio, di rifiuto di comprendere l'altro, così come di siti che hanno una loro valenza criminale”.LEGGI TUTTO

venerdì 14 settembre 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM:"L'ISLAM E' INCOMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA"



Islam assassino! Dietro gli attacchi terroristici alle ambasciate americane a Bengazi e al Cairo non c’è una scheggia impazzita, addirittura nemica del “vero islam”, così come predicano i relativisti nostrani, da Obama che si è innamorato del Corano e difende Maometto a Monti che ha il portafogli che gli batte al posto del cuore, da quest’Unione Europea che finanzia generosamente e follemente i nostri carnefici dal Marocco alla Siria a quella parte della Chiesa che si è invaghita del dialogo fine a se stesso culminando nella legittimazione dell’islam che corrisponde alla negazione del cristianesimo.

Non è questa la verità! Aprite bene gli occhi, guardate chi si accalcava di fronte alle due ambasciate e ha protetto alle spalle i terroristi che si sono fatti largo a suon di bombe e di razzi. Erano uomini e donne, giovani, adulti e anziani, apparentemente persone come tutte le altre. Leggete ciò che era scritto sui cartelli e sui Corani aperti che innalzavano, la nostra condanna a morte per aver osato offendere il loro profeta. Ascoltate bene le incitazioni contro l’Occidente profferite ad alta voce dagli istigatori dell’odio che si mescolavano beatamente tra la folla. No! Non è una scheggia impazzita! La verità che è sotto i nostri occhi e che sentiamo con le nostre orecchie è che questo terrorismo islamico è la punta dell’iceberg di una realtà popolare più ampia, diffusa e radicata che lo legittima, lo sostiene e lo finanzia. Ed oggi, grazie al successo della cosiddetta “Primavera araba”, trova pieno incoraggiamento da parte dei regimi islamici al potere che non hanno mosso un dito per impedire che si perpetrassero gli attentati. Le due ambasciate sono situate in zone centralissime, da sempre sotto il rigido controllo delle autorità di sicurezza che però, chissà come, in questa circostanza non sono intervenute. I terroristi hanno agito in modo indisturbato sia nella fase dell’assalto e del saccheggio delle ambasciate sia quando hanno dato alle fiamme la bandiera americana sostituendola con quella nera di Al Qaida sia infine quando hanno giustiziato l’ambasciatore Chris Stevens, un diplomatico e due marines.

La verità è che “il vero islam” da cui sono posseduti i musulmani è un’ideologia che istiga all’odio, alla violenza e alla morte dei non musulmani. La verità è che però non lo possiamo dire perché quest’Occidente vile, ignorante, pavido, venduto, votato al suicidio preferisce rinnegare la verità e rinunciare alla libertà pur di non urtare la suscettibilità degli islamici, di non prendere atto che la radice del male non era Bin Laden ma il Corano e Maometto a cui lui ha obbedito ciecamente.LEGGI TUTTO

mercoledì 12 settembre 2012

DON CURZIO NITOGLIA CI CHIARISCE LE IDEE SULLA SIRIA E SULLA GUERRA


*LA SIRIA DEGLI ASSAD E GLI ALAWITI
Introduzione:
●Abbiamo già parlato di Waabiti e Salafiti su questo stesso sito, ma per capire ancor meglio ciò che succede oggi a Damasco occorre studiare la questione degli Alawiti, diffusi in Siria e che ultimamente si sono convertiti all’Islam sunnita.
● Gli Alawiti sono radicalmente opposti ai Waabiti o Sauditi, mentre sono molto più vicini ai Salafiti. Il Salafismo va inteso come “Riformismo, Liberalismo o Modernismo islamico” aperto al pensiero europeo. Il Movimento salafita è anti-occidentale più che anti-europeoe se può sembrare apparentemente tradizionalista, in realtà è un Movimento di modernizzazione dell’Islam.
●Il Wahabismo, o Movimento “fondamentalista“, è marcatamente caratterizzato dal fondamentalismo moralistico farisaico, specialmente esteriormente affettato ma non sempre vissuto, impegnato contro i malesseri sociali e i “vizi” importati dal moderno Salafismo non ostile alla cultura europea classica (alcolismo e prostituzione), dalla condanna radicale dello scimmiottamento dell’Occidente e del suo femminismo decadente, dall’ostracismo totale nei confronti delle Missioni cristiane e delle loro attività di proselitismo. È questa la ragione per cui il Regno della Famiglia Saud, costituzionalmente legittimato dalla sua missione spirituale tipicamente “farisaica” negli affari interni e prodigiosamente arricchito dal petrolio, giuoca un ruolo molto importante nella politica Medio Orientale, alleato, alla maniera degli antichi “Sadducei”, con gli Usa negli affari esteri.
●In base a ciò la Monarchia saudita si è sempre sentita legittimata a proporre un Regime di tipo tradizionale, teocratico e fondamentalista quanto ad assetti politici interni e a costumi (rigida separazione dei sessi). Tuttavia la Famiglia reale saudita, in politica estera, ha mantenuto peraltro un costante orientamento filo-occidentale. Per questo è tacciata di rigorismo morale ‘farisaico’ interno e di doppiezza politica ‘machiavellica’ esterna: si rigetta all’interno del Paese ed esteriormente ogni costume non-musulmano, ma si è alleati in politica estera con l’Occidente americanista teoconservatore (più che con la “Vecchia Europa”), il quale è il maggior esportatore dei costumi corrotti[1], che il Wahabismo dice di voler combattere all’interno, mentre in realtà si serve e vive di essi, anche economicamente e militarmente, in politica estera.
●Gli Alauiti, o Alawiti (arabo ʿAlawiyya) sono un gruppo religioso mediorientale diffuso principalmente in Siria. Alauita è Bashār al-Asad, presidente siriano, così, come prima di lui, suo padre Hafiz al-Asad († 2000). Gli alauiti si fanno chiamare ʿAlawī. Il termine ʿAlawī serve per mostrare la loro reverenza ad ʿAlī, cugino e genero del profeta Maometto.
Storia dell’Alawismo
●L’origine degli alauiti è oggetto di discussione. Secondo alcune fonti essi erano in origine dei Nusayri, una setta che spezzò i legami con gli sciiti duodecimani nel IX secolo. Oggi gli alauiti, pur essendo appena il 20% dell’intera popolazione siriana, costituiscono una minoranza religiosa assai potente dal punto di vista politico.
●Gli alauiti vennero fondati nel X secolo, durante la dinastia hamdanide di Aleppo, ma vennero scacciati quando la dinastia cadde nel 1004. Nel 1097 i Crociati inizialmente li attaccarono, ma in seguito si allearono con loro contro gli ismailiti. Nel 1120 gli alauiti vennero sconfitti dagli ismailiti e dai Curdi, ma tre anni dopo combatterono con successo questi ultimi. Nel 1297 ismailiti e alauiti cercarono di negoziare una fusione, senza però giungere a niente.
●Gli alauiti vennero perseguitati attivamente durante il dominio mamelucco, dal 1260 in avanti. Quando l’Impero Ottomano prese il controllo della Siria nel 1516, si dice che i Turchi uccisero oltre 900.000 alauiti. In seguito, gli alauiti vennero trattati come reietti e l’Impero Ottomano inviò dei Turchi a colonizzare le loro terre. Apparentemente alcuni dei Turchi si convertirono e divennero alauiti. Dopo che gli alauiti attaccarono il villaggio ismailita di Masyaf, nel 1832, il Pascià di Damasco inviò delle truppe contro di loro.
Siria e Alawismo
●Dopo la caduta dell’Impero Ottomano (1917), Siria e Libano vennero poste sotto mandato francese. I Francesi diedero autonomia agli alauiti e ad altri gruppi di minoranza ed accettarono gli alauiti nelle loro truppe coloniali. Durante il mandato, molti capi tribù alauiti sposarono il concetto di una nazione alauita separata e cercarono di convertire la loro autonomia in indipendenza.
●Nel 1939 una parte della Siria nord-occidentale, il sangiaccato di Alessandretta, l’odierna Hatay, che conteneva un gran numero di alauiti, venne ceduto alla Turchia dai Francesi, facendo infuriare la comunità alauita e i Siriani in generale. ZAKĪ AL-ARSŪZĪ – il giovane capo alauita di Antiochia, a Iskandariyya (in seguito chiamata Hatay dai Turchi), che guidò la resistenza all’annessione della sua provincia da parte dei Turchi – divenne in seguito un fondatore del Partito Baʿth assieme a MICHEL AFLAQ. Dopo la seconda guerra mondiale, quando le province alauite vennero unite con la Siria, i seguaci alauiti di Sulaymān al-Murshid cercarono di resistere all’integrazione. Egli venne catturato ed impiccato dal governo siriano, di recente indipendenza, a Damasco nel 1946.
●La Siria divenne indipendente il 16 aprile 1946. A seguito della guerra arabo-israeliana del 1948 per il controllo della Palestina, la Siria passò attraverso una serie di colpi di stato militari nel 1949, l’ascesa del Partito Baʿth, e l’unificazione della nazione con l’Egitto nella Repubblica Araba Unita nel 1958. La ‘RAU’ durò per tre anni e si dissolse nel 1961, quando un comitato militare segreto, che includeva diversi ufficiali alauiti insoddisfatti, tra cui Ḥāfiẓ al-Asad e Ṣalāḥ Jadīd, aiutò il Partito Baʿth a prendere il potere nel 1963. Nel 1966, gli ufficiali dell’esercito di orientamento alauita si ribellarono ed espulsero il vecchio Baʿth che aveva guardato a Michel ʿAflaq e Ṣalāḥ al-Dīn al-Bītār per la sua leadership. Questi promossero ZAKĪ AL-ARSŪZĪ come il “Socrate” del loro ricostituito Partito Baʿth.
Gli Assad e l’Alawismo-baathista
●Nel 1970, l’allora colonnello dell’Aeronautica Militare Ḥāfiẓ al-Asad prese il potere ed incitò un “movimento correzionista” nel Partito Baʿth. Nel 1971 al-Asad divenne presidente della Siria. Lo status degli alauiti venne migliorato significativamente e nel 1974 l’Imam Musa al-Sadr, capo degli sciiti duodecimani del Libano, proclamò l’accettazione degli alauiti come veri musulmani. Fino a quel momento le autorità musulmane – sia sunnite sia sciite – si erano rifiutate di riconoscerli come veri musulmani e, di fatto, la massima parte del mondo sunnita e sciita rifiuta ancor oggi di riconoscere come musulmani gli alauiti. Gli Asad sono stati vigili nel promuovere la tolleranza religiosa.
●La maggioranza sunnita dei siriani non apprezzò il potere alauita e i Fratelli Musulmani cercarono di assassinare al-Asad il 25 giugno 1980 prendendo a pretesto l’eliminazione dalla Costituzione dell’articolo secondo il quale l’Islam era la “religione di Stato” e che il Presidente della Repubblica doveva essere musulmano. Asad rispose inviando nel 1982 le sue truppe migliori, al comando di suo fratello Rifāʿa, contro la roccaforte sunnita di Ḥamā.L’esercito siriano eliminò i simpatizzanti dei Fratelli Musulmani nel “massacro di Ḥamā”, durante il quale tra le 20000 e le 30000 persone vennero uccise. Dalla rivolta di Ḥamā, con la conseguente repressione, la Siria non ha più manifestato forme violente di opposizione al regime.
●Dopo la morte di Ḥāfiẓ al-Asad nel 2000, il figlio Bashār al-Asad ha mantenuto le linee guida del regime di suo padre. Anche se gli Alauiti dominano all’interno dei vertici militarie dei servizi segreti, il governo civile e l’economia nazionale sono ampiamente guidate dai Sunniti. Il regime di Asad è attento a permettere a tutte le sette religiose di condividere il potere e l’influenza nel governo.
Religione: Sciiti, Sunniti e Alawiti
●Teologicamente, gli alauiti odierni sostengono di essere sciiti duodecimani, ma tradizionalmente sono stati indicati come “estremisti” (ghulāt) e al di fuori dell’Islam dalla corrente principale dei musulmani, a causa della loro deificazione di ʿAlī b. Abī Ṭālib. La religione alauita ha molte similitudini con l’Ismailismo e un certo cristianesimo eterodosso.Come gli sciiti ismailiti, gli alauiti credono in un sistema di incarnazione divina, così come ad una lettura esoterica del Corano. Contrariamente agli ismailiti, gli alauiti considerano ‘Alī come incarnazione della divinità della triade divina. Come tale, ʿAlī è il “Significato“;Maometto, che ʿAlī creò con la sua luce, è il “Nome“; e Salmān al-Fārisī il “Cancello“.
●La religione alauita è segreta e gli alauiti non accettano convertiti, né la pubblicazione dei loro testi sacri. La gran parte degli alauiti conosce ben poco dei contenuti dei suoi testi sacri o della sua teologia, che è custodita gelosamente da una ristretta cerchia di iniziati maschi. All’età di 15 o 16 anni tutti gli uomini alauiti ricevono poche ore di corso di iniziazione ma da quel momento sta a loro decidere se vogliono diventare studenti di religione, associarsi ad uno Shaykh e cominciare il lungo processo di iniziazione e il corso di studi della religione.
●La religione alauita sembra basarsi sullo gnosticismo e sul neoplatonismo. Secondo la fede alauita, tutte le persone erano in origine delle stelle nel mondo della luce, ma caddero dal firmamento a causa della disobbedienza. Il mondo materiale è un luogo pieno di pericoli, nemici e impurità. Il male essenziale di questa esistenza presente può essere evitato con l’aiuto del divino creatore. Ogni alauita ha nella sua anima una parte della luce del divino creatore, cui si può accedere e che porta alla retta via e alla salvezza. I fedeli alauiti credono che si dovranno trasformare o rinascere sette volte prima di tornare ad avere un posto tra le stelle, dove Alì è il principe. Se meritevoli di biasimo, essi rinascono talvolta come cristiani o giudei, tra i quali rimarranno fino a quando l’espiazione sarà completa. Gli infedeli rinascono come animali.
●A causa della natura altamente sincretistica della religione, gli studiosi hanno sostenuto che l’alauismo è correlato al Cristianesimo gnosticheggiante e neoplatonizzante perché gli alauiti hanno una Trinità, bevono vino come possibile forma di comunione e riconoscono il Natale. Diverse fonti sostengono che i loro riti comprendono resti dei rituali sacrificali fenici.
●Anche se gli alauiti riconoscono i cinque pilastri dell’Islam, essi li considerano doveri simbolici e pochi li seguono, motivo questo perché la massima parte dei musulmani(sunniti e sciiti)considerino eretici gli alauiti. Gli sforzi di Hafiz al-Asad nel portare il suo popolo nella corrente principale dell’Islam compresero la costruzione di moschee nelle principali città alauite. Dei chierici riformatori hanno incoraggiato i seguaci alauiti a pregare regolarmente e a seguire i principi base dell’Islam. Bashār ha seguito il padre nello spingere la sua comunità a disfarsi della teologia e dei rituali intolleranti.
●L’insistenza sul conformismo ha portato a ricche ricompense politiche – gli alauiti godono di tutti i diritti dei musulmani in Siria e possono reggere l’incarico di Presidente della Repubblica, che deve essere ricoperto da un musulmano secondo la costituzione. Cionondimeno, gli alauiti hanno pagato un duro prezzo per il successo politico, negando la loro distintiva tradizione religiosa. In essenza, hanno rinunciato alla loro religione, o più precisamente, si sono convertiti all’Islam sunnita, per una partecipazione al potere politico e in ottemperanza al principio dell’uguaglianza all’interno della nazione.
●Tutte queste cose sono la prova per i sunniti che gli alauiti cercano tenacemente di essere parte dell’Islam e di essere esattamente come loro. Oggi gran parte degli alauiti conosce solo i principi dell’Islam sunnita perché vengono loro insegnati nelle lezioni obbligatorie di religione durante la scuola dell’obbligo. I testi scolastici siriani non fanno menzione della parola “alauita” né fanno riferimento alla diversità di credo e di pratica religiosa islamica. L’introduzione del sistema scolastico statale nella regione alauita, durante gli ultimi 50 anni, ha trasformato l’identità religiosa degli alauiti. Anche se sanno di essere differenti dai sunniti, non sanno esattamente in che modo lo sono.
●Gli Asad si impegnano molto per assicurarsi che le differenti tribù siano rappresentate equamente nei posti di vertice dell’esercito, allo stesso modo in cui cercano di spartire gli incarichi governativi tra i vari gruppi etnici e religiosi della Siria.
Conclusione
●Come si vede la Siria odierna è marcata profondamente dall’Alawismo, dal Baathismo riformato, dalla rivalità con il Waabismo saudita e con la Turchia. Essa ha cercato un’integrazione con i Sunniti e in un primo tempo anche gli Sciiti hanno concordato con l’Alawismo.
●In secondo luogo anche gli Assad hanno costruito la Siria sulle basi dell’Alawismo, del Baathismo riformato e dell’integrazione soprattutto con i Sunniti ed anche con gli Sciiti. Il Cristianesimo è molto ben tollerato dal sistema neo-alawita siriano e dagli Assad.
●Non è difficile capire perché (oltre il gas che si trova in Siria e l’alleanza tra quest’ultima con l’Iran) la Siria sia l’oggetto delle attenzioni degli Usa e d’Israele. Un sistema politico sociale ben funzionante che elimini la povertà nel Paese, inoltre nazionalmente e patriotticamente forte, unito ad un’economia fiorente e senza debito pubblico, ad una integrazione tra islam e cristianesimo, un governo “autoritario” (nel senso sano del termine) che rifiuta l’illuminismo e la decadenza rivoluzionaria dell’occidente, dà fastidio ai succhiatori di sangue che vogliono, come gli usurai, spingere le Nazioni prospere ad indebitarsi, a cadere nel caos della Sovversione rivoluzionaria e a diventare, così, loro schiave.
●Come andrà a finire questa ennesima “guerra dell’oro contro il sangue”? Dio solo lo sa, ma la Siria non è la Libia, essa è ben armata in sé ed in più è difesa dall’Iran, dagli Hezbollah, dalla Russia e dalla Cina.  Aspettiamo gli eventi, che non tarderanno a venire.
d. Curzio Nitoglia
22 agosto 2012
[1] Si veda, per esempio, la  condanna inflitta da Vladìmir Putin, per oltraggio alla religione, ad un anno e sei mesi di lavori forzati ad alcune cantanti rock, che in Russia avevano inneggiato dentro una chiesa canzoni blasfeme ed oscene. Ebbene gli Usa, l’Italia, la Francia, la Spagna e l’Inghilterra hanno condannato Putin e difeso le rockettare. Questa è la prova provata (“contra factum non valet argumentum”) di come l’occidente americanista, dopo aver corrotto la vecchia Europa, si volga a sovvertire le forze che – malgrado tutti i loro difetti – si oppongono ancora ai frutti avvelenati dell’Illuminismo liberale, libertario e libertino come la Russia di Putin, (che non è quella di Lenin-Stalin-Eltsin) ed una parte del Medio Oriente, il quale evita il fariseismo integralista dei Waabiti sauditi e cerca di portare avanti una politica sociale e nazionale forte, unita ad una ricerca di convivenza negli affari temporali tra cristianesimo e islam (alawita e salafita), come avviene in Siria, tramite il Partito Baath e come avveniva in Iraq, in Libia, ed in Tunisia.

mercoledì 22 agosto 2012

L'EUROPA AVREBBE GARANTITO LA PACE???




20/08/12 DI MAGDI CRISTIANO ALLAM

(......) Mentre dieci anni fa fu l’Occidente a promuovere l’offensiva contro Al Qaeda dopo la tragedia delle Due Torri Gemelle, oggi assistiamo alla sconvolgente alleanza tra l’Occidente e il radicalismo islamico, che ha assunto il volto suadente dei Fratelli Musulmani, finendo per tradursi nella convergenza dell’interesse dei fautori della guerra santa islamica e della guerra finanziaria globalizzata. Questa alleanza la tocchiamo ad esempio in Siria dove le milizie islamiche dei Fratelli Musulmani, dei Salafiti e di Al Qaeda sono sostenuti sia da Turchia, Arabia Saudita e Qatar sia da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania; così come constatiamo l’alleanza finanziaria tra le banche d’affari internazionali, gli istituti centrali di credito occidentali e i Fondi sovrani islamici nelle acquisizioni del patrimonio produttivo e immobiliare occidentale dopo aver ridotto al lastrico gli imprenditori e gli Stati.

Se dieci anni fa Al Qaeda disponeva soltanto dell’Afghanistan come base sicura in virtù dell’alleanza strategica con i Taliban, mentre l’insieme degli attentati perpetrati nei Paesi islamici e all’interno all’Occidente erano affidati a cellule che operavano segretamente, oggi Al Qaeda controlla direttamente dei territori e li gestisce alla stregua di autorità governativa in Somalia, Mali, Yemen e Nigeria, così come è in grado di far pesare la sua presenza con l’arma del terrorismo in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Libia, Siria, Egitto, Algeria e Indonesia.

Se dieci anni fa l’Occidente, nel bene e nel male, sosteneva sulla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo dei regimi autocratici sostanzialmente laici anche se irresponsabilmente promotori dell’islamizzazione  delle loro società nell’illusione che accogliendo le istanze degli islamici radicali avrebbero svuotato di contenuti la loro rivendicazione di scalzarli dal potere, oggi l’Occidente è ovunque schierato al fianco dei Fratelli Musulmani, nemici giurati della laicità e della democrazia sostanziale, apostoli della sharia, la legge coranica, della “guerra santa” esplicita contro Israele e dissimulata contro gli ebrei, i cristiani, gli apostati, gli infedeli e le donne.