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domenica 29 aprile 2012

MR.GODFREY BLOOM A MR.MARIO DRAGHI:LA BCE NON DOVREBBE DARE AI GOVERNI MA SOLO ALLE BANCHE?! BUONA! COSI' LE BANCHE OTTENGONO TASSI AGEVOLATI E POI PRESTANO AI GOVERNI!!!





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• European Parliament, Brussels, 25 April 2012
• Speaker: Godfrey Bloom MEP, UKIP (Yorkshire & Lincolnshire), Europe of Freedom and Democracy (EFD) group.
• Committee on Economic and Monetary Affaris (ECON)
• Event: Monetary dialogue with Mario Draghi, President of the European Central Bank (ECON/7/00032)
• Full Agenda and Session (video):
http://www.europarl.europa.eu/ep-live/en/committees/video?event=20120425-0900...

- So let me get this straight, Draghi. The ECB is not supposed to lend to governments, only to banks. Good! So banks get cheap loans from the ECB and they in turn lend it to the governments - the people - at loan-shark rates. Good trick. But where does the ECB get the money to lend to the banks? Does the cartel print it at the Federal Reserve and credit-swap it with the ECB? Nice one. Now let's play some violin.

• EU Member States:

Austria, Belgium, Bulgaria, Cyprus, Czech Republic, Germany, Denmark, Estonia, Spain, Finland, France, Greece, Hungary, Ireland, Italy, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Malta, Netherlands, Poland, Portugal, Romania, Slovakia, Slovenia, Sweden, United Kingdom

COSA SI ASPETTA??? SI DEVE DARE UNA RISPOSTA ALLA DISPERAZIONE DEI PICCOLI IMPRENDITORI!!!!

Crisi, costretto a licenziare i propri figli: a Nuoro un imprenditore si toglie la vita


La crisi economica continua a mietere vittime. A Mamoiada (Nuoro) un impresario edile di 55 anni si è visto costretto a chiudere la propria azienda e a licenziare i due figli che lavoravano alle sue dipendenze. Poi il suicidio: l'uomo si è sparato nella vigna di proprietà
di Sergio Rame - 29 aprile 2012, 14:12

La crisi economica continua a mietere vittime. Ogni giorno un tragico suicidio, ogni giorno un imprenditore che getta la spugna.
Intervento dei carabinieri

I debiti, l'incertezza nel futuro, il fallimento: l'Italia, stretta nella morsa della recessione e della crescita zero, assiste immobile e inerme a una strage che si consuma quotidianamente. Proprio oggi un impresario edile di 55 anni, originario di Mamoiada, un paese nel Nuorese, si è tolto la vita dopo che la sua azienda, a causa della crisi economica, aveva chiuso. L'imprenditore, costretto a licenziare i propri figli, non ha retto il colpo e ha deciso di farla finita, di dire "basta" e di suicidarsi.

Secondo la ricostruzione fatta dall'Unione Sarda, l'imprenditore 55enne si sarebbe suicidato con un colpo di pistola venerdì pomeriggio, nella vigna di proprietà. L’uomo non ha lasciato alcun biglietto d'addio, ma molte persone che lo conoscevano sussurrano che può trattarsi dell’ennesima cronaca di una disperazione dovuta alla mancanza di lavoro.LEGGI TUTTO

EUROPA: IL COLLASSO NELLA DOMANDA DEI PRESTITI

GEOFINANZA/ La crisi giapponese minaccia l’Europa (e l'Italia)
Infophoto



Mauro Bottarelli venerdì 27 aprile 2012

Della serie, siamo in buone mani: «Dobbiamo vedere cosa succederà nei prossimi mesi per capire se il nostro scenario è davvero in pericolo». Lo ha detto il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, riferendosi all’indebolimento della crescita economica europea. Capito cari amici, il numero due dell’Eurotower ci ha detto chiaro e tondo che tra qualche mese, se saremo con la palta fino alle orecchie, lui se ne accorgerà e lo dichiarerà ufficialmente. Che meraviglia!

In compenso, sempre la Bce, insieme ai paesi dell’eurozona, starebbe lavorando “ad alti livelli” per permettere alle banche in difficoltà un accesso diretto al Meccanismo di stabilità europeo, l’Esm, nonostante le forti resistenze della Germania. Lo scriveva ieri la Sueddeutsche Zeitung, a detta della quale «un gruppo di lavoro dei paesi dell’euro già nelle prossime settimane verificherà» come si possa arrivare a concessioni di credito dirette dall’Esm. «Motivo della fretta è la crisi in Spagna - si aggiungeva nell’articolo - e la paura che possa avvenire un contagio ad altri paesi dell’Eurozona». Ma vah?!LEGGI TUTTO

CHI PUO' CERCA SALVEZZA IN SVIZZERA....E NON CHIAMIAMOLO SCANDALO!!!

Quelle imprese che per "sopravvivere" a Monti lasciano l'Italia
IL CASO/ Quelle imprese che per sopravvivere a Monti lasciano l'Italia
Foto: InfoPhoto
INT.Paolo Preti domenica 29 aprile 2012

Fa un certo effetto, indubbiamente. Basta superare la frontiera tra Lombardia e Svizzera, vicino a Varese, e incontrare su una strada del Canton Ticino il comune di Stabio, dove ci sono 4mila residenti e contemporaneamente una serie di capannoni industriali, di aziende italiane, tanto che ogni giorno 4.700 italiani ci vanno a lavorare. 

Esiste la delocalizzazione in Svizzera, non solo quella in Romania e in altri Paesi in via di sviluppo? A vedere questo piccolo centro, ci si rende conto che è tutto vero. E il motivo di questo strano fatto? Molto semplice: le tasse e la burocrazia. Se in Italia aprire un’impresa è già “un’impresa”, perché richiede tempi lunghi e pratiche burocratiche sfibranti, a Stabio si riesce ad aprire una fabbrica in 40 giorni. Ma soprattutto, se prima della frontiera le tasse su chi fa impresa sono le più alte del mondo ocidentale, a Stabio la pressione fiscale è del 25 percento.
La Svizzera è famosa per tante cose, per la sua antica neutralità ( dal 1815 non conosce una guerra, e non è appartiene neppure all’Europa), per la solidità e la ricchezza soprattutto finanziaria, anche se non può certo insegnare a qualcuno, tanto meno agli italiani, l’arte di produrre buoni prodotti. È evidente che in una situazione come quella che stiamo vivendo, Stabio diventa un “piccolo scandalo”, dove c’è occupazione, posti lavoro, professionalità italiana e una pressione fiscale che non solo non ti ammazza, ma ti fa guadagnare. LEGGI TUTTO

TUTTO HA UN SUO PERCHE' !!!



Signore, per favore lasciami tagliarla un po’….riuscirò a portarla meglio…



Signore, grazie mille….



Signore, per favore lasciami tagliarla un’altro po’….riuscirò a portarla meglio…


Usala come ponte e passa dall’altra parte…..



Ahh, è troppo corta e non riesco ad attraversare….


C’è solo un’uscita per le sofferenze... passare attraverso di esse. 
Dio non ti darà mai di più di quello che puoi caricare. 
Quindi, caricati la tua Croce e rallegrati per il premio. 
Impariamo a caricare la nostra Croce senza protestare 

e chiediamo al Signore solo la forza per continuare e uscirne trionfanti. 
Qualsiasi sia la tua Croce, qualsiasi sia il tuo dolore, ci sarà sempre uno splendore, un imbrunire, dopo la pioggia... 
Forse potrai inciampare, forse perfino cadere... 
Però Dio è sempre pronto a rispondere alla tua chiamata... 
Dio ti invierà sempre arcobaleni dopo la pioggia. 

Dio, Padre Nostro, gira per casa mia e portati via tutte le mie 
preoccupazioni e malattie 
per favore prenditi cura e proteggi la mia famiglia.
Nel nome di Gesù, Amen. 


Questa preghiera è molto potente.

Non smettere di condividerla.

sabato 28 aprile 2012

A TUTTI I PICCOLI IMPRENDITORI: NON SENTITEVI DEI FALLITI !! I FALLITI SONO "LORO" QUELLI DEI POTERI FORTI, SONO FALLITI "DENTRO". LE NOSTRE VITE VALGONO ASSAI DI PIU' DI QUESTI UOMINI E DONNE SENZ'ANIMA!!

Sesta vittima della crisi Imprenditore edile si uccide a Lizzanellodi STEFANO LOPETRONE 
La testimonianza: « L’ultima volta disse 'non so come fare'»



LIZZANELLO - Un altro imprenditore suicida. Il sesto pugliese in pochi mesi, il 71esimo in Italia dall’inizio dell’anno. Anche Alessandro Lefons, giovane costruttore salentino di 32 anni, non ha retto ai morsi della crisi. Ieri verso l’ora di pranzo è uscito dalla sua casa di Lizzanello, a pochi chilometri da Lecce. A bordo della sua Ford Fiesta non c’era nessun amico. C’era però una pistola a tamburo, regolarmente detenuta per uso sportivo. Con l’arma ha raggiunto una campagna tra Cavallino e Caprarica, in contrada Santa Lucia, e si è sparato in testa. In auto ha lasciato un biglietto, un addio straziante per i suoi genitori: «Scusatemi per il brutto gesto, mi vergogno di non essere stato all’altezza della nostra famiglia».LEGGI TUTTO 


L'AUDACIA DEI GESTI DI PAPA BENEDETTO XVI CHE STUPISCONO E RAPISCONO I GIOVANI


Dopo sette anni. Il segreto di papa Ratzinger

Benedetto XVI sarà ricordato più per le omelie che per le encicliche. E per i suoi gesti audaci, controcorrente. Come quando a Madrid, di fronte a un milione di giovani e nel bel mezzo di un violento temporale...

di Sandro Magister




ROMA, 27 aprile 2012 – Nessuno l'ha detto, una settimana fa, nel diluvio di omaggi per il settimo compleanno di Benedetto XVI da papa. Ma l'elemento che più ha svelato il senso profondo del suo pontificato è stato un temporale.

Era una notte torrida a Madrid, nell'agosto del 2011. Davanti a papa Benedetto, nella spianata, un milione di giovani, età media 22 anni, un'incognita. All'improvviso un turbine d'acqua, di fulmini, di vento si abbatte su tutti, senza riparo. Saltano grappoli di riflettori, volano via cartelloni, anche il papa si infradicia. Ma resta al suo posto, davanti all'esplosivo tripudio di ragazzi e ragazze per l'inaspettato fuori programma dal cielo.LEGGI TUTTO

SICCITA': PROSCIUGATO IL FIUME PRINCIPALE DELLA MONGOLIA


Posted by feww il 24 aprile 2012

Fiume Tuul Mongolia minacciata dalla persistente siccità
I 700 km del fiume Tuul che fornisce acqua a Ulaanbaatar, la capitale della Mongolia, dove più della metà della popolazione della Mongolia vive,  ora si sta asciugando a causa di grave siccità in corso nel paese.

 Foto scattata il 24 aprile 2012, mostra il letto asciutto del fiume Tuul fiume in Ulan Bator, Mongolia. Il fiume Tuul è stato in parte prosciugato di recente a causa della siccità, che colpisce l'approvvigionamento idrico di Ulan Bator, Xinhua / Huang Longjie)  
Il fiume, che è considerato sacro dai Mongoli, nasce nelle montagne Khentii e attraversa la parte meridionale della capitale.
Tuul è stato anche afflitto da aree inquinate per le perdite da impianto di depurazione della capitale per i trattamenti e deflussi di miniere d'oro. LEGGI TUTTO

LA SOFFERENZA DI SOCCI DAVANTI ALLA DERIVA DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE CATTOLICHE, SPECIE QUELLE NEI FUNERALI DEI PERSONAGGI FAMOSI




di Antonio Socci  21 APRILE 2012 


Ma i vescovi e i preti credono ancora alla vita eterna? Spero di sì, ma dovrebbero farcelo capire. Specie nei funerali, in particolare quelli di personaggi famosi.

Ho letto, per esempio, le cronache sul rito funebre del giovane calciatore Piermario Morosini che pure “Avvenire” ha messo in prima pagina con una grande foto notizia e questo titolo: “L’ultimo gol di Morosini. Folla ed emozione ai funerali a Bergamo”. Un altro sommario del giornale dei vescovi diceva: “Lacrime, canzoni e applausi. Commovente il ricordo del suo parroco”.

E’ sicuro “Avvenire” che non ci sia nulla de eccepire proprio su quelle canzoni e sul resto?

Scrivono i giornali che durante la santa liturgia – invece degli inni sacri che accompagnano un nostro fratello davanti al giudizio di Dio – sono state cantate le canzoni di Ligabue.

Dunque in chiesa, mentre davanti all’altare c’era la bara di quel povero giovane, con il dolore dei suoi cari, e si distribuiva la comunione, venivano schitarrate cose del genere: “quando questa merda intorno/ sempre merda resterà/ riconoscerai l’odore/ perché questa è la realtà”.

Parole di grande spiritualità? Di evidente connotazione cristiana? Altri “immortali capolavori” dello stornellatore emiliano eseguiti durante la liturgia, dicono le cronache, sono stati “Urlando contro il cielo” (che è tutto un programma) e “Non è tempo per noi” il cui messaggio è espresso da queste parole: “certi giorni ci chiediamo è tutti qui?/ E la risposta è sempre sì”.

Tutto questo è accaduto all’interno di un rito liturgico, ciò che la Chiesa ha di più sacro. E mentre l’attuale papa Benedetto XVI si erge (è un caposaldo del suo pontificato) in difesa della sacralità della liturgia, contro invenzioni e contro ogni tipo di abuso. 

(......)

E, a riprova che nella Curia di Bergamo si frequentano più le canzonette che la teologia dei Novissimi, il presidente di quel Centro diocesano, don Francesco Poli, come riporta un articolo di Avvenire, ha testualmente affermato: “Immagina un mondo nuovo, cantavano i Beatles. Sono passati 40 anni e me lo ripeto ancora”.

Purtroppo pure sulla cultura canzonettistica questi ecclesiastici lasciano a desiderare, perché quella canzone non era cantata dai Beatles, ma fu scritta (ed eseguita) dopo il loro scioglimento da John Lennon.

E quel brano diventò l’inno del fricchettonismo planetario e del Lennon-pensiero, perché era un colossale sberleffo contro la religione.

Infatti cominciava così: “Imagine there’s no heaven”, cioè “immagina che non ci sia il paradiso”, e continuava “and no religion too”, cioè “e nessuna religione”.

Questo era il sogno celebrato da Lennon in quella canzone. Di certo non avrebbe immaginato di vederlo celebrare pure da curie ed ecclesiastici.

Il povero Piermario Morosini era ed è un caro ragazzo, buono e forte, che merita ben altro e sono grato alla silenziosa suora francescana che nei giorni scorsi, alla Porziuncola, ha lucrato per la sua anima l’indulgenza. Così da regalargli la felicità.

Questa è la pietà cristiana che la Chiesa insegna.



venerdì 27 aprile 2012

ALLELUIA! ALLELUIA! ALLELUIA! IL RISVEGLIO DELLE COSCIENZE!!!






di Marisa La Penna

NAPOLI - «Non difenderò più Equitalia. E rinuncerò al mio onorario per le cause fatte finora». Parla l’avvocato Gennaro De Falco, 55 anni, napoletano, che faceva parte del nutrito pool di legali che assistono la società pubblica - 51 per cento Agenzia delle Entrate e 49% Inps - incaricata della riscossione nazionale dei tributi. E lo fa con una lettera aperta al nostro giornale. De Falco scrive, tra l’altro: «Conoscevo Peduto, l'immobiliarista napoletano che si è suicidato dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia. L’ho incontrato per la prima volta nel ’95 quando gli diedi incarico di vendere la mia casa. Aveva figli della stessa età dei miei e la sua agenzia era nel mio quartiere vicino al mio studio. Insomma, le nostre vite scorrevano quasi parallele».

«Questo suicidio di cui a torto o ragione mi sento corresponsabile mi ha convinto a non accettare più incarichi di difesa di Equitalia. LEGGI TUTTO

MARCO DELLA LUNA:" MONTI, PUO' ESSERE IN BUONA FEDE, MA DI FATTO AGISCE COME UN NEMICO"



di Marco Della Luna
 Il Censis stima che l’IMU produca una perdita di valore degli immobili italiani tra il 20 e il 50%, cioè tra 800 e 2.000 miliardi di Euro, stimando 4.000 il patrimonio ante IMU. E’ come se una serie di bombardamenti avesse distrutto un edificio e un terreno su tre.
Quindi Monti,  ha fatto un danno di circa 1.500 miliardi al patrimonio privato e pubblico del paese, per incassarne 47.
Ha fatto un danno di 2/3 del debito pubblico, senza ridurre il debito pubblico, ma aggravandolo e peggiorando il rapporto tra valore dei risparmi e debito pubblico e privato.
Ha colpito in tal modo l’unico punto forte della situazione finanziaria italiana: il buon rapporto tra debito (pubblico e privato) e patrimonio (pubblico e privato). Davvero un genio dell’economia! Non basta la nomina a Senatore a Vita per alti meriti verso la patria. Merita  un premio Nobel.
 Il danno così cagionato da Monti e da chi lo sostiene non sta solo nella perdita di ricchezza nazionale, perché la svalutazione degli immobili ha ben altri effetti:
 1)rende più difficile e meno fruttuosa la via di ridurre il debito pubblico vendendo il patrimonio immobiliare dello Stato;
 2)taglia il valore delle garanzie immobiliari date da imprese e cittadini alle banche, quindi taglia il credito  e l’attività economica;
 3)deprime il mercato immobiliare, già depresso da circa cinque anni;
 4)fa chiudere i cantieri delle costruzioni in corso, per la ragione al punto 2) e al punto 3);
 5)fa chiudere o fallire molte imprese edili, con ricadute negative (insolvenze, cessazione degli ordinativi) sull’indotto e sull’occupazione, quindi anche sugli ammortizzatori sociali;
 6)moltiplica la recessione e la rende irreversibile, perché le recessioni e le riprese dei sistemi economici sono guidate e sostenute dal settore delle costruzioni, come ultimamente vediamo nel caso del Regno Unito.
 Possiamo facilmente immaginare che cosa sarebbe successo, che so, a Sarkozy, se avesse fatto una cosa simile alla Francia. Gli italiani, diversamente dai francesi, sono un popolo-materasso. Monti ha coalizzato intorno a sé le forze del privilegio e delle rendite – partiti, banchieri, monopolisti, grandi burocrati strapagati – per portare avanti un politica senza investimenti e senza rinnovamento e senza crescita, di sola recessione, tassazione, disoccupazione e pagamento di interessi agli stranieri e di sostegno alla speculazione bancaria.
 Ma a chi può giova questa sua politica anti-italiana? Solo a un ceto bancario che vuole il paese ridotto in miseria e alla disperazione per far incetta delle sue ricchezze reali prezzi stracciati e approfittare del bisogno della gente per imporre tagli di diritti e ulteriore sottomissione al capitale di sfruttamento straniero. Solo a un disegno di sottomissione dell’Italia e di altri paesi europei al capitalismo soprattutto tedesco, e di loro riduzione a un ruolo servile di subcontinente europeo, di serbatoio di lavoro a basso costo e bassa qualificazione, a un mercato di sfogo per prodotti di basso prezzo e bassa qualità. La riforma Fornero, in diversi sensi, ne è un assaggio concreto.
E se leggete l’ultimo libro di Nino Galloni, Chi ha tradito l’economia italiana?,avrete la storia, ben documentata, di come gli interessi economici stranieri, sin dagli anni ’60, si sono ingeriti nella politica italiana per bloccare la crescita della nostra economia, il risanamento delle nostre finanze, anzi per sabotarle e porre l’Italia in condizioni di dipendenza.
 Monti può essere in buona fede – non conosco il suo animo, non posso condannarlo– ma di fatto agisce come un Nemico a tutti gli effetti. Se si vuole sopravvivergli, bisogna considerarlo per quello che è e fa, assieme alle forze e ai partiti collaborazionisti, che lo sostengono e lo votano per interesse. Il suo governo sta facendo più danni materiali della precedente occupazione tedesca, quella di cui si festeggiava e ieri la ricorrenza della fine; e, suicidio dopo suicidio, rischia di fare anche altrettante vittime di quella, se lo si lascia andare avanti.
 Alle elezioni amministrative, non votate per i collaborazionisti.
 Mantova, 26.04.12
Marco Della Luna

mercoledì 25 aprile 2012

ECCO UN SINDACO CHE HA CORAGGIO




Pontinvrea. “Ritengo che la legge sull’introduzione dell’Imu presenti profili di incostituzionalità ed in particolare sia in contrasto con gli art. 47 e 53 della Costituzione italiana e che, quindi, il Comune di Pontinvrea non applicherà l’Imu sulla prima casa e chiederà a gran voce una rimodulazione per quanto riguarda la seconda e tutti gli altri obiettivi di una tassa ingiusta ed iniqua”: a dirlo è il sindaco di Pontinvrea che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha deciso, all’unanimitaà insieme ai consiglieri di maggioranza e opposizione, di “ignorare” la tanto criticata batosta voluta dal governo Monti.LEGGI TUTTO

lunedì 23 aprile 2012

PENSAVO DI NON DOVERMI PIU' STUPIRE DI NULLA....INVECE NON C'E LIMITE !!!!






Se non conosci la vicenda di Paolo Ferraro guarda i video, di seguito postati, della conferenza organizzata a Roma il 18 Dicembre scorso, nella quale il magistrato espone accuratamente le dinamiche che lo hanno portato a scoprire una realtà terrificante, e per questo inimmaginabile,fatta di pedofilia, sesso di gruppo, omicidi e attuazione di progetti per il controllo mentale.




Non è un caso se il PM Ferraro, non appena diede a intendere la volontà di dare il via ad indagini accurate, dopo aver mostrato di aver raccolto prove oggettivamente gravi e rilevanti, venne sottoposto in maniera rocambolesca e in via del tutto illegale ad un TSO.


Non è un caso se il PM Ferraro ricevette una serie di minacce sia velate che dirette mentre, indagando privatamente, raccoglieva ulteriori elementi che provavano l'esistenza di quanto aveva dapprima intuito e poi scoperto.


Non è un caso se il 20 Novembre scorso, un magistrato e un ufficiale dell'arma, entrambi di Teramo, che si occupavano del caso Melania Rea, sono stati vittima di due attentati incendiari ai danni delle loro vetture, pochi giorni dopo aver ascoltato, all'interno della Procura di Teramo, la testimonianza del magistrato Paolo Ferraro, in merito alla denunciata "presenza di sette esoterico-sataniche collegate all'esercito, e che coinvolgevano anche magistrati, avvocati e psichiatri".


E, infine, non è un caso se la prima giornalista ad occuparsi pubblicamente della questione, tale Tamara F., del magazine "Vanity Fair",subì un furto in casa di alcuni computer subito dopo aver ricevuto diversi file (direttamente da Ferraro) che ricostruivano tutta quanta la vicenda e avvaloravano le testimonianze del PM.






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La nascita del "Comitato Difendiamo la Democrazia" del PM ...


Stringiamoci intorno al magistrato Paolo Ferraro



Appello del PM Paolo Ferraro al Paese



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giovedì 19 aprile 2012

DIO CI HA PARLATO MA NOI LO ABBIAMO SENTITO E CAPITO???

IL SENSO DELLE COSE

di Antonello Iapicca 17-04-2012

La morte non risparmia neanche il tempio della gioventù, laddove essa attira sguardi e suscita emozioni; giunge improvvisa, e non è la prima volta, sul prato di un campo di calcio e falcia, in pochi attimi, la vita di un ragazzo.

Correva Piermario, si avvicinava all’area avversaria, lanciato in uno schema provato chissà quante volte; ma questa volta, il gesso della linea bianca s’è fatto il limite invalicabile tracciato sulla sua vicenda terrestre. Nessun difensore da saltare, nessun tiro da scoccare, la morte è un avversario imbattibile, contro di essa non valgono i dribbling, non servono schemi studiati e provati, si dice Livorno, serie B italiana, ma si potrebbe dire Barcellona, si dice Morosini, ma si potrebbe dire Messi.

La morte esiste, è un appuntamento fissato da sempre, ma non appare sull’agenda di nessuno, men che meno su quella dei giovani, dei calciatori e di chi vive il calcio come una seconda pelle. Non chiede permesso la morte, si infila ovunque e, puntuale, rapisce. La morte, la grande assente di questa società. La morte, e si fa tutto per dimenticarla, allontanarla, perchè ne abbiamo paura e non sappiamo come affrontarla, non ha risposte, è solo freddo e mancanza, una tomba sigillata su speranze e gioie. La usiamo, perversione sottile e contraddizione somma, come uno strumento di precisione, per togliere di mezzo il dolore e l’imprevisto, aborto ed eutanasia, e le chiamiamo conquiste sociali. Ma quando arriva per conto suo, no, la morte no, non esiste accidenti, si può evitare ed è sicuramente colpa di qualcuno.

E’ così che il dramma di Morosini si è trasformato, come sempre in questi casi, in una fonte di demagogia e di banalità, e uno tsunami di parole ha travolto la nuda, cruda verità. Si è fermato lo spettacolo, e il silenzio che avrebbe dovuto assorbire la domenica senza calcio, per indurre alla riflessione personale sulla vita e la morte, è stato riempito dei più tristi luoghi comuni, parole a volontà per non dirsi l’unica verità, per non ascoltare la parola vibrata da Dio nel mezzo della liturgia più seguita.

E’ Pasqua, nessuno lo ha ricordato. E’ la domenica della misericordia, e chi lo sa? Dio ha parlato a tutti noi, ci ha messo dinanzi il destino che tutti ci attende, è sceso a fischiarci un rigore, ineccepibile. E, come da copione, siam corsi tutti a far capannello intorno all’Arbitro, a protestare, a giurare che no, non era rigore accidenti! A 25 anni non si può morire, qualcuno ha sbagliato, e deve pagare per questa ingiustizia, perchè non ne accadono di simili nel futuro. No, la morte non esiste, come quel rigore che solo gli occhi di quell’Arbitro han visto; nessuno di noi se n’è accorto perchè, semplicemente, quel fallo non esiste, non è registrato sul nostro regolamento. Non possiamo accettarla la morte, perchè odiamo la Vita.

Ogni domenica, Dies domini, interessi milionari travestiti da sport, fagocitano il riposo pensato per ogni uomo. E masnade di giovani disperdono la loro vita prede di istinti animali. Ogni domenica odori di morte, odio e violenza catturano la vita sottraendole la bellezza e l’autenticità. Ogni domenica il calcio rivela il cuore di questa generazione, sperduta, schiacciata in un’idolatria neopagana che sfianca l’anima; gli stadi di oggi come quelli di ieri, e folle urlanti e schiumanti come davanti ai gladiatori del Colosseo. Così nelle piazze traboccanti proteste, così sulle pagine di facebook, così nelle famiglie, e nessuno che si accorga di nulla. Ma Dio ci ama, e ci parla: è apparso addirittura in televisione, e lo abbiam visto tutti, a rallentatore, dirci la verità, cercare di aprirci il cuore alla conversione, e nessuno lo ha riconosciuto. Quel rigore non lo accettiamo, la moviola del nostro cuore ce lo conferma. E, per l’ennesima volta, rifiutiamo di accettare la verità, l’unica che ci può salvare e ridonare la felicità e la pace perdute. Basterebbe poco, lasciar calciare quel rigore, e sperare l’impossibile, che un portiere sia capace di pararlo e portare a casa il risultato…

Dio ci ha parlato, a Pasqua, ed era per donarci suo Figlio, il Portiere che ha parato, per tutti, sulla Croce, quel rigore. Piermario lo ha visto, ne siamo certi, in quegli istanti che il cuore gli si fermava lento nel petto; i suoi occhi han visto, sereni, distendersi quel Portiere e abbrancare quel pallone assassino. Usciva dal campo per entrare nel Cielo, quelle mani invisibili lo avevano raccolto e abbracciato; ha vinto Piermario, quel Portiere ha fermato la morte vera, è risorto per lui e per tutti: lo ha salvato. Ma noi, lo abbiamo visto in mezzo a tanto frastuono?LEGGI TUTTO 

NOBIGBANKS AFFRONTA LE CAUSE DEI SUICIDI.....



Suicidio degli imprenditori; andare oltre le belle parole.

InGlass-Steagall su aprile 18, 2012 a 5:48 AM

Finalmente, nei media si comincia a parlare di uno dei risvolti più drammatici della crisi economica degli ultimi anni: il numero non piccolo di imprenditori che schiacciati dai debiti e di fronte alla perdita dell’attività per cui hanno speso una vita, decidono di farla finita.

Per chi avesse voluto ascoltare, il tema era stato sollevato ripetutamente dal movimento ICR – ImpreseCheResistono già quasi 3 anni fa; ora si comincia a sentirne parlare di più, in seguito all’attenzione data anche da alcuni noti giornalisti.
Ci preme dire la nostra sul tema in questo momento, perché mentre è fondamentale fare capire alla gente e alle istituzioni la vera portata della crisi, vorremmo che si evitasse di creare l’ennesimo momento strappalacrime pieno di apparente empatia, ma senza un atteggiamento serio per affrontare il problema.
Se ascoltiamo le storie degli imprenditori che vengono spinti ad un gesto di questo tipo, troviamo praticamente sempre un denominatore comune: il problema con le banche.
Sì, le banche, quelle stesse banche che prendono i soldi all’1% dalla BCE, allo 0% dalla Fed per molte banche internazionali, ma poi li rimettono in luoghi “sicuri”, oppure li utilizzano per operazioni speculative che rendono un profitto immediato, senza il rischio dell’economia reale.
Una rete di psicologi e psicoterapeuti per dare ascolto a piccoli imprenditori e lavoratori in difficoltà.
www.terraferma-icr.it
A grandi linee, i problemi delle PMI sono legati a due fattori: il crollo del mercato, a causa della crisi e della globalizzazione che spinge la produzione verso zone con lavoro a basso costo, e l’impossibilità di trovare fiducia da parte del sistema creditizio.
liberisti ci diranno che questa è la nuova realtà: chi non è competitivo non potrà farcela.
O ci si adegua al nuovo mercato, oppure si vada a fare qualcos’altro (magari il commesso all’ipermercato che ora sarà aperto sempre la domenica… ma chi comprerà quando non ci sarà più il lavoro?).
Ma la realtà è innegabile. Il sistema è fatto persalvare le grandi banche, le grandi società (sempre meno produttive) che gestiscono la globalizzazione. Il “libero” mercato significa che non conviene investire laddove ci sono incertezze. Se l’economia è in crisi allora è chiaro che un imprenditore non potrà più garantire i risultati del passato. Quindi, cosa si fa?
Con il sistema attuale, si agisce più o meno come i professori di Harvard che hanno suggerito di chiudere tutte le imprese poco produttive nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Tutti a casa. E’ la realtà economica. Quando dimostri di poter competere con i più forti ripresentati. Negli ultimi anni si sono fatte pure le regole bancarie per garantire che i deboli non potranno accedere al credito.
Così però si fa solo il gioco della speculazione finanziaria.
E’ il dirigismo speculativo: teniamo i soldi dove rendono di più, subito. Mentre le attività produttive muoiono.
L’alternativa è il ritorno ad un sistema in cui si investe nell’economia reale, non per fare i soldi facili, ma per dare lavoro, per costruire il futuro. Significa privilegiare chi produce qualcosa, chi contribuisce al mantenimento e al progresso fisico della nazione. Occorre un sistema bancario che investa proprio laddove ce n’è bisogno. Altrimenti, chi ha bisogno di soldi non li può avere, che non ne ha bisogno sì; questa è la situazione attuale.
Il cambiamento che serve sarà pure “dirigista”, ma se vogliamo sopravvivere è d’obbligo.Prestiti a lungo termine e a basso tasso di interesse per l’economia reale, con un regime privilegiato rispetto alle attività non-produttive.
Occorre separare le banche, rimuovere la parte speculativa e sostenere le banche ordinarie, attraverso una riforma Glass-Steagall.

E poi serve il volano: progetti infrastrutturali, ricerca scientifica, sviluppo di nuove tecnologie.
Tutto questo è stato fatto in passato, dall’America diFranklin Roosevelt all’Italia del dopoguerra. Solo negli ultimi decenni si è deciso che le vere regole dell’economia non valgono più; ora ci sono gli esperti al comando.
In conclusione, ci dispiace sentire che la gravissima questione del suicidio di molti imprenditori venga ridotta ad una pedina nella demagogia politica.
L’economia va male? Allora diamo i soldi dei partiti agli imprenditori!
Ben vengano i soldi, ma creare qualche fondo per chi non ce la fa più non rappresenta una soluzione vera.
Il problema è sistemico, serve ribaltare la folle politica di austerità e riforme “strutturali” imposte dalla BCE e dai suoi portavoce in Italia, o ci saranno ancora moltissime aziende che arriveranno alla fine delle energie nel prossimo periodo.
I risultati ultimi del “risanamento” sono davanti ai nostri occhi, in Grecia, in Spagna, in Africa. Dobbiamo proprio arrivare fino a lì prima di cambiare strada?
Riformiamo la finanza, salviamo la gente.
Da adesso in avanti NOBIGBANKS (siamo presenti su Facebook e su Twitter) passa alla fase due, per allargare la conoscenza della separazione bancaria e arrivare alla popolazione.
Vi invitiamo a usare per Twitter gli hashtag #separazionebancaria #nobigbanks.
Teniamo sempre dritta la barra: “Salviamo la Gente, Riformiamo la finanza”.
Difendiamoci dalle minacce per la salute pubblica come l’EMS.
Ma ricordiamoci sempre che per costruire l’alternativa alla folle politica di austerità il primo passo è Glass-Steagall.
Frattanto, continua la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall, vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks