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giovedì 21 giugno 2012

UN LIBRO PER L'ESTATE....UN EX SERVO DI PANNELLA E DEI RADICALI SI RACCONTA.....


Domenica scorsa, con la presenza di oltre duecento persone, del cerimoniere pontificio Mons. Marco Agostini e di molti dei nostri Autori, si è celebrato il primo Festival Nazionale di Fede & Cultura. Tutti sono stati contentissimi e già chiedevano quando si sarebbe fatto il prossimo Festival. Il clima di amicizia, di umorismo, di preghiera e, nello stesso tempo, di battaglia culturale, ha creato una sintonia che supera le distanze spaziali. C'erano amici provenienti da Roma, Treviso, Belluno,Trento, Rovereto, Bergamo, Brescia, Bari, Verona, Ravenna, Bologna,Torino, Genova ecc.

In quell'occasione é stato presentato il libro che ha già suscitato fortissime reazioni sulla stampa, Panorama, Il GiornaleLa Zanzara (Radio 24): Da servo di Pannella a figlio libero di Dio di Danilo Quinto, l'ex tesoriere dei radicali che, a motivo della sua conversione, è stato cacciato dal partito, ha perso il lavoro e i diritti lavorativi di 20 anni di servizio. Insomma, un eroe della fede, che ora rende una testimonianza di verità e di libertà e disvela i retroscena della più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana. Il libro, che ha la prefazione di Mons. Luigi Negri, è una storia miracolosa di conversione, che ci rafforza nella fede e nella battaglia delle forze della luce contro quelle delle tenebre.

Il libro è disponibile all'url http://www.fedecultura.it/dettagli_libro.php?id=343 sia in carta che in eBook (epub, pdf, kindle a richiesta) e sta avendo un successo strabiliante. 

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Un libro scandalo che farà storia
Una conversione che commuove
Danilo Quinto
Prefazione: Mons. Luigi Negri
Pagine: 208
Disponibile

18.00 €


Descrizione:
C’è chi dice che Pannella non conta nulla e che Radio Radicale esiste per farlo divertire… Altri vorrebbero Presidente della Repubblica Emma Bonino, la quale sostiene che il cristianesimo ha esaurito la sua carica vitale, storica. Il progetto pro-Bonino è di un vasto schieramento, che corrisponde ad una cultura che affonda le sue radici nel ’68. Mentre i radicali demoliscono i principii del diritto naturale, Governi di destra e sinistra e il fior fiore dei parlamentari cattolici, consentono che la loro radio riceva  decine di milioni di euro l’anno, più gli importi della legge sull’editoria, più le quote di finanziamento pubblico per la loro lista, più il danaro proveniente dall’accordo elettorale con il PD, più le pensioni dei loro ex deputati. Incassano denaro pubblico e sono i più candidi di tutti. Gli altri? Tutti ladri, che si spartiscono il bottino. Pannella, la Bonino e il potere. Una vicenda equivoca e ambigua. Raccontata da chi ha lavorato con loro per vent’anni, che all’improvviso riconosce l’esistenza della Verità e comprende che la sua vita non ha più senso in quella realtà. Dio, nella sua misericordia, si china su di lui e gli porge una mano. A questa, lui si aggrappa: è la Salvezza.

Recensioni:


 NON PERDERE la recensione fiume di DAGOSPIA, 20 giugno 2012


Pannella segreto, Lettera 43, 15 giugno 2012
Antropologia di Marco Pannella, Panorama 13 giugno 2012
Veleni tra radicali. L’ex tesoriere rivela il Pannella segreto, Il Giornale 15 giugno 2012
Cosimo de Mattei Blog, 14 giugno 2012



mercoledì 20 giugno 2012

E' GIUNTO IL TEMPO DI.....

L'UNICA CONDIVISIBILE AFFERMAZIONE DI TREMONTI:E' ORA DI CHIUDERE I LIBRI DI ECONOMIA E RIAPRIRE LA BIBBIA



giovedì 13 maggio 2010



dal sito chd 22.12.2009- Nell'ambito delle problematiche poste in essere dalla globalizzazione e in ordine ai temi di bioetica o di pianificazione familiare su scala mondiale, la divisione che vede contrapposti Chiesa e mondo laico è estremamente profonda e tocca le convinzioni più intime dei diversi schieramenti.
In questo senso, il presente libro è un libro di "parte" e, se non dovesse bastare l'autorevolezza dell'Autore - dottore in filosofia, teologia e professore emerito presso l'Università cattolica di Lovanio, professore ospite presso numerose Università americane e membro presso prestigiosi Istituti internazionali a Roma, Bruxelles, Parigi e Washington, e le cui competenze spaziano dalla filosofia della politica alle ideologie contemporanee fino alle politiche relative alla popolazione - un valore aggiunto di peso non irrilevante può rinvenirsi nella prefazione del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Card. Ratzinger.
Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della "vita" e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di "dittatura mondiale" perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate.
Secondo l'Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la "filosofia dell'egoismo" dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri.
Sua peculiarità è la nascita di una nuova antropologia che spazzi via l'idea stessa di famiglia e di maternità, e la cultura che vi soggiace, al fine, solo presunto, di dare alla donna la possibilità di autorealizzarsi.
In questo quadro, per Schooyans, la politica sanitaria delle organizzazioni internazionali, prima fra tutte l'O.M.S., si traduce in un attacco a tutte le diverse forme di vita, fin dal suo primo insorgere, promuovendo, a livello globale ma poi specialmente nei paesi poveri o in via di sviluppo, le pratiche abortive, la contraccezione, l'eutanasia, la sterilizzazione.
Tutte forme diverse attraverso le quali verrebbe portata avanti una politica di "riduzione del numero dei commensali alla tavola dell'umanità", in nome di un "interesse superiore" che è un nuovo modo di dire totalitarismo, e che la storia ha già visto quando l'interesse superiore era quello della Razza, dello Stato o del Partito.
Secondo il professore di Lovanio, tra i documenti più interessanti al riguardo, c'è il dossier NSSM 200, redatto nel 1974 su richiesta dell'allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, che analizza le implicazioni della crescita demografica mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti d'America.
Dal documento si evincerebbe, tra l'altro, l'azione di lobbing e la connivenza con i principali gruppi internazionali privati che si interessano di demografia e che agiscono tutti nel senso indicato dal NSSM 200. Scopo ufficiale di queste organizzazioni benefiche è quello di aiutare la donna e promuovere i suoi diritti e quelli della famiglia. Di fatto, Schooyans ritiene che queste cercano soprattutto di sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti dei "problemi" legati alla penuria di risorse e alla popolazione.
L'ideologia sottostante che avrebbe avviato questa campagna di "pianificazione familiare, a livello mondiale", del "genere" umano, è ad avviso dell'Autore una sorta di incrocio tra l'ideologia di tipo social-comunista alla Feuerbach (individui solo ingranaggi della collettività), di Marx (le identità nazionali devono scomparire a favore di un Nuovo Ordine Mondiale governato da una minoranza illuminata) e di Lenin (tecnocrati illuminati che creano una rete di organizzazioni internazionali al servizio della pianificazione umana), con l'ideologia liberale alla Malthus (teorico della sicurezza alimentare, per cui poveri e meno dotati vanno eliminati o non fatti nascere), Bentham (utilitarismo etico, per cui il povero, che non produce o non produce abbastanza e tuttavia pretende di consumare, sia vinto dalla concorrenza) e Galton (uno dei massimi teorici eugenetici, per cui è necessario favorire la trasmissione della vita solo tra i più dotati. Già applicata nella Cina popolare).
Di fatto, agli individui viene attribuita una semplice "funzione" di ordine sociale che è data in relazione al "nuovo paradigma della sanità".
La sintesi è lo sviluppo di una nuova etica medica di cui l'OMS si sente la sola in grado di farsi carico e di rispondere, a nome di tutto il mondo.
In questo risultato, contrario al mondo religioso, l'Autore vede la morte del giuramento d'Ippocrate, con delle regole a priori, generali, valide per tutti gli uomini ed il nascere di una nuova etica sanitaria che all'eguaglianza sostituisce l'equità, concetto variabile, stabilito di volta in volta dall'OMS e dalle pressioni dei suoi finanziatori. Questi ultimi stabiliranno le priorità a seconda delle risorse disponibili e dell'utilità dell'individuo all'interno della società.
Questa nuova etica, prosegue l'Autore, secondo l'ex Gran Maestro di Francia Pierre Simon è stata messa a punto all'interno delle logge massoniche francesi.
D'altra parte, gli stessi concetti di olismo e nuovo paradigma vengono propagandati nelle molteplici reti gettate dalla New Age. Le assonanze concettuali sarebbero talmente forti ed evidenti da non lasciare alcun dubbio.
La New Age, poi, continua Schooyans citando la massima teorica e divulgatrice, Marilyn Ferguson, affonda le sue radici nella tradizione di fraternità mistica (rosacruciana, massonica ed ermetica) e deve liberare dalle vecchie costrizioni fondate sulla cultura e sulla famiglia.
Questi sono, pertanto, nella visione di Schooyans, forse i veri burattinai a cui le stesse organizzazioni internazionali devono dare conto.
Il professore di Lovanio ne fa discendere che, oggi, sarebbero in pericolo i diritti dell'uomo sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948. L'attentato alla loro integrità sarebbe già cominciato quando Boutros Boutros-Ghali ha cominciato a parlare di una loro possibile revisione in quanto, "i diritti dell'uomo sono, per definizione, dei diritti in continuo mutamento".
Ma se il diritto perde la sua generalità ed universalità e prende piede la specificità dei diritti, continua l'Autore nel suo ragionamento, siamo ai prodromi di una nuova e più pericolosa tirannia, il diritto cessa di essere un baluardo contro di essa e prende vigore una forma di positivismo giuridico analogo a quello che ha aperto le porte al nazismo.Viceversa l'uguaglianza di tutti, compreso il nascituro, è la cellula madre di ogni democrazia.
Pertanto, suggerisce Schooyans, è necessaria ed urgente una politica che ponga alla base il recupero del valore fondante della famiglia - bastione inespugnabile contro ogni totalitarismo in quanto luogo per eccellenza dell'agire libero, dialogico, tendente all'accordo e al rispetto delle libertà altrui - e della condivisione del sapere (quindi mediante la cultura).
Se questo non fosse possibile, avvisa il docente in modo molto forte, è doveroso resistere e, laddove necessario, disobbedire a queste nuove leggi che, in quanto ingiuste, sono illecite e pertanto non obbligano la coscienza dell'uomo.
Il richiamo all'opposizione ad ogni tirannia, infine, ricorda l'unico caso di opposizione attiva permessa dalla dottrina tomista e accettata dalla Chiesa: il tirannicidio.
Il libro di padre Schooyans risulta, pertanto, culturalmente "sovversivo". È prodromico all'istigazione alla disobbedienza civile, facendo presagire anche la possibilità di opporsi attivamente a questo nuovo corso. Il saggio, d'altra parte, potrebbe essere archiviato come uno dei tanti testi contro la globalizzazione e la mondializzazione se non avesse, come illustre autore della Prefazione, il Card. Ratzinger.
Se la forza esplosiva di questo libro è condivisa dalle massime gerarchie ecclesiastiche, questo significa che nei prossimi anni potremo assistere ad un confronto aperto, serrato e, dialetticamente, intenso, tra le due massime organizzazioni Mondiali oggi esistenti sul pianeta, l'O.N.U. e la Chiesa Cattolica.
Forse è questo il terreno di un grande confronto destinato ad avere come centro la concezione dell'uomo, di ogni latitudine, ed i suoi inalienabili diritti, secondo la morale religiosa, dal suo concepimento fino alla sua morte naturale.

lunedì 18 giugno 2012

PARE DIFFICILE CREDERLO..... PENSAR MALE SARA' PECCATO MA, A VOLTE CI SI AZZECCA


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Le associazioni massoniche: il trait d’union tra le lobby dell’alta finanza che gestiscono le multinazionali – che hanno in mano l’economia globale – ed i governi del mondo. La rete del potere mondiale. Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. Il golpe italiano, chi c’è dietro e quali sono i loro obiettivi.
Che il nominato premier Mario Monti sia parte integrante dei gruppi di potere che cercano di controllare – o forse, che controllano – il mondo, lo sappiamo bene. Fa parte dell’Aspen Institute, ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg, e ha ricoperto addirittura il ruolo di “Presidente europeo” della Commissione Trilaterale, estensione del super magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famigliaRothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo.
Monti ha ricoperto importanti incarichi (è stato advisor) per la superbanca d’affari USAGoldman Sachs, definita “il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare” con una capacità d’investimento di 12.000 miliardi di euro all’anno (il debito pubblico che sta mettendo in ginocchio l’Italia ammonta a poco meno di 2.000 mld di euro) e un valore di oltre un trilione, ovvero un miliardo di miliardi. (1.000.000.000.000.000.000) una banca Goldman Sachs, responsabile di aver mandato sul lastrico svariate decine – se non centinaia – di migliaia di famiglie americane e di altre parti del mondo, in particolare nei paesi poveri che più si prestano alle speculazioni, visto che pur di ingrassare il proprio business, i dirigenti Goldman Sachs non si fanno alcuna remora a speculare sulle carestie, derrate alimentari, sulla povertà della povera gente. Generare profitto: si occupano di questo, all’interno della “super banca”, ben 30.000 dipendenti che percepiscono una media di 700.000 dollari all’anno, che grazie ai “premi” riconosciuti a chi è stato particolarmente produttivo possono superare –anche di molto – il milione di dollari. I dirigenti di spicco, ovviamente prendono molto di più, anche oltre 10 volte tanto.

QUESTO ARTICOLO DI BLONDET, LEGGIAMO CON ATTENZIONE E....MANDIAMOLO IN MEMORIA!!!


Maurizio Blondet 15 Giugno 2012


Draghi, il tecnocrate di altissimo valore, l’indiscutibile banchiere venerato da tutti i grandi media, era un dirigente-chiave di Goldman nel periodo in cui la Grecia riuscì ad entrare nell’euro nonostante i suoi conti dissestati, senza mai risponderne. Decisioni prese sulla testa dei popoli, decidendo dei loro destini. È questa la «Europa Federale» prossima ventura: un’istanza insindacabile. Ecco a chi cediamo le ultime briciole della nostra sovranità. 

(.....) Per qualche misterioso motivo, ovviamente coltivato dai media ufficiosi, vige l’idea che il governo «tecnico» sia meglio del governo politico. Non solo a livello interno, ma europeo: chi dice «ora federalismo», «più Europa», o caldeggia la cessione della sovranità nazionale alla Commissione o alla BCE, riecheggia questa «idea ricevuta» (così i francesi dicono il luogo comune: idée reçue).

Il ragionamento fila più o meno così: i politici che noi abbiamo eletto si sono dimostrati così incompetenti, irresponsabili e corrotti, che è venuto il momento di demandare il potere ai tecnocrati non-eletti. Inutile negarlo, la democrazia ha fallito, i nostri rappresentanti hanno tradito il mandato. Cedere la sovranità all’ente sovrannazionale è la soluzione.


MARCO DELLA LUNA ANALIZZA LE EVENTUALI SOLUZIONI ALLA CRISI CHE CI ATTANAGLIA......



di Marco Della Luna 18.06.12 

E’ sotto gli occhi di tutti che il modello mercatista, neoliberista, ha tradito promesse e speranze. Con la sua ingenua o maliziosa fiducia nella supposta efficienza dei mercati (capacità di prevenire o riassorbire le crisi e di mantenere la crescita), ha oramai palesemente dimostrato di produrre effetti contrari a quelli promessi, e rovinosi per l’economia, la società, i principi di eguaglianza, sicurezza, libertà. La sua immagine si regge ancora sul fatto che esso è stato fuso con le istituzioni, con l’autorità, e che è divenuto, da circa un trentennio, il pensiero unico . Manca una diffusa consapevolezza che esso non è l’unico modello, che vi è almeno una alternativa ad esso, la quale ha dato ottimi frutti nel passato, ossia il modello keynesiano, il quale nacque appunto e fu inizialmente applicato per uscire dalla grande depressione del 1929, cioè dal grande fallimento dei mercati e del mercatismo, e dopo che il metodo mercatista e liberista era stato tentato per curare la recessione, e che ebbe disastrosamente fallito. Cioè si affermò in una situazione analoga all’attuale.

Pertanto non è che si stia scoprendo solo oggi che l’approccio mercatista non funziona e fa disastri: lo si sa da circa 80 anni. Però la gente non si cura della storia e le si può sempre riproporre vecchie trappole

Allora, torniamo a Keynes? Gli Stati devono ridurre la pressione fiscale e investire, anche a deficit, per far salire i redditi, quindi la domanda aggregata? Devono spendere in ampi e lunghi programmi infrastrutturali per garantire agli imprenditori un trend crescente che li induca a investire anch’essi e ad assumere, nella razionale aspettativa che quel trend farà sì che vi sia domanda per i loro prodotti, e che quindi i loro investimenti saranno ammortizzati e remunerati nel tempo? Gli Stati dovranno, per un certo tempo, accettare di aumentare i loro deficit e i loro debiti pubblici e i tassi che pagano su essi, finché la ripresa non si sia consolidata e gli Stati possano quindi ridurre i loro esborsi e alzare le tasse, così da rilanciare gradualmente le loro finanze, spirando di vincere, in sella al pil, la corsa contro deficit, debito e tassi, come già la vinsero nel passato?

Gravi ragioni inducono a prevedere che una ricetta keynesiana, se applicata alla situazione contemporanea, si tradurrebbe in una gigantesca implosione, in un disastro colossale. Questo perché le condizioni odierne sono ben diverse da quelle degli anni ’30 e del dopoguerra, che consentirono agli USA e ad altri paesi di applicare quella ricetta e di vincere la rincorsa sull’indebitamento..

Quelle condizioni, oggi perdute, erano:

-lo slancio e il bisogno della ricostruzione postbellica;

-il primato industriale e l’assenza di competitori manifatturieri (soprattutto di quelli a bassissimo costo del lavoro);

-la stabilità del Dollaro come valuta di riserva, convertibile in oro e non ancora inflazionato;

-il basso costo e l’abbondanza delle materie prime;

-la robusta crescita demografica e il favorevole rapporto tra giovani e anziani;

-un’economia reale non sottomessa e perturbata da quella finanziaria;

-la possibilità di finanziare il debito pubblico senza essere sottoposti alle speculazioni dei mercati.

Oggi queste condizioni sono dissolte o addirittura capovolte, onde reputo che una ricetta keynesiana, quand’anche corretta e raffinata (ossia che avesse cura di non destinare soldi alla spesa corrente e alle assunzioni facili, ma solo a investimenti produttivi e infrastrutturali utili), oggi fallirebbe, e che perderemmo la corsa col deficit, col debito e coi tassi che tale opzione scatenerebbe.

La ricetta keynesiana è stata collaudata per diversi decenni, ma una sola volta, cioè entro un trend complessivamente uniforme. Oggi quel trend non c’è più ed essa verosimilmente non funzionerebbe, e questo sicuramente a Berlino lo si capisce. La Merkel ha un fondamento di ragione nel rifiutarsi di acconsentire a manovre keynesiane. Ma se ha ragione la Merkel, e non vi è altro da fare che proseguire la marcia funebre intorno al baratro in attesa di caderci dentro, allora meglio spararsi subito. In realtà si può uscire dall’alternativa di questi due approcci sbagliati e fallimentari entrambi. Per farlo bisogna superare il piano comune a keynesismo e mercatismo, e alle loro rispettive ricette.

Incominciamo rilevando che il dibattito monetario tra mercatismo e keynesismo è un dibattito su opzioni riguardanti il trasferire risorse monetarie, i tassi di interesse, le agevolazioni, etc. Al più, si parla di creare risorse monetarie aggiuntive (come si farebbe con gli eurobond). E’ un dibattito, insomma, tutto sugli aspetti quantitativi della moneta. Esso ignora completamente gli aspetti qualitativi di essa. Non si parla, cioè, delle opzioni circa i tipi di moneta da usarsi e il loro “genoma”. Né delle “malattie” genetiche delle monete stesse. Ma prima ancora delle variabili e delle variazioni quantitative della moneta – quanta ve ne è nel mercato e a che prezzo e condizioni – e dei loro effetti sull’economia, nonché degli interventi su queste variabili, esistono variabili e variazioni qualitative delle monete. E possibilità di intervenire anche su di esse, sulle proprietà delle monete, ad esempio per superare una depressione.

Pretendere di trattare una crisi finanziaria lavorando solo sulle quantità della moneta, è assurdo esattamente come pretendere di trattare un paziente con uno squilibrio alimentare regolando soltanto quanto e quando il paziente deve mangiare, e non regolando che cosa debba mangiare o evitare.

Invero, esistono differenti tipi di moneta possibili, con differenti funzionamenti, differenti possibili tipi di banche centrali e di banche di emissione . Ovviamente, dicendo “tipo di moneta” non intendo semplicemente le banconote o i saldi attivi dei depositi bancari e simili, ma intendo sistemi monetari, ossia i meccanismi di generazione, cessione, prestito, cambio, contabilizzazione, delle monete, e pure di loro sostituzione con sistemi di unità di conto e clearing multilaterale.

Si tratta quindi di andare a guardare dentro la moneta, nel suo “genoma”, nel potenziale di questo. A questa esplorazione e alla conseguenti proposte risolutive si rivolge un saggio che sto ultimando, sotto il provvisorio titolo di Evitare l’€urolager, e che prevedo uscirà a settembre presso MacroEdizioni – Arianna.

A ogni tipo di moneta corrispondono specifiche conseguenze strutturanti per la società e l’economia, che inizialmente sono sovente impercettibili quindi non vengono considerate, non vengono capite, ma poi si amplificano e si fanno sentire nel tempo, fino a produrre distorsioni e crisi di insostenibilità, fratture di sistema, a livello nazionale, internazionale e globale – perché anche il mondo, nel suo complesso, adotta monete globali, come ora il Dollaro, e prima del 1929 la Sterlina. Il Dollaro è, al contempo, moneta nazionale USA e moneta globale – il che produce specifici vantaggi e specifici squilibri, come è noto. Conferire al Dollaro questa anfibolica funzione fu la scelta di fondo di Bretton Woods. Ma molti altri sono le malattie della moneta su cui agire, iniziando da quella detta della “moneta-debito” e continuando con l’equivocazione tra moneta e merce, i criteri contabili difformi dalla realtà economica e giuridica della moneta e del credito, la logica del monopolio monetario.

18.06.12 Marco Della Luna

IL BLOG CHE OCCORRE RIAPRIRE, OGGI DIREI: IL TEMPO DELL'ATTESA....DI COSA? DI CHI? RILEGGENDO CON CUORE E OCCHI APERTI AVREMO LE RISPOSTE.


di Leon Zingales  MARTEDÌ 6 LUGLIO 2010

Diceva Holderlin “..l’uomo da servo dell’Essere è divenuto padrone dell’ente, da angelo si è fatto mercante..è giunta mezzanotte, l’ora dell’ombra più lunga, l’ora in cui l’uomo obliatosi oblia l’oblio”.
Vivremo momenti veramente difficili nei prossimi anni: oscurata con colpevole scienza e con pervicace lavoro la luce della Fede, i popoli saranno sempre più spaventati, confusi, agitati. Eventi drammatici (naturali, politici, bellici ed economici) si susseguiranno in modo sempre più rapido, pietrificando nella paura, nella disperazione e nelle bestemmie le moltitudini ingannate dal pifferaio magico.
L’economia virtuale e finanziaria è semplicemente un mattone dell’imponente edificio innalzato dall’uomo in un luciferino desiderio di ribellione: la moderna torre di Babele, costruita con la squadra ed il compasso da muratori sotto l’ordine diretto del pervertitore.

Un’economia ormai disumanizzata, sguazzante nello scandalo della dissoluzione, della morte e della falsità (che ho cercato di descrivere in questo blog) è in procinto di implodere anche a causa di eventi naturali apparentemente casuali. L’edificio delle false certezze crollerà e, schiantandosi, si frantumerà in un mare di schegge diffondendo dolore e tristezza.
Per quanto mi riguarda è giunto il momento di godermi la gioia delle cose più semplici e più vere: prendermi cura della famiglia, passeggiare con gli amici, ritrovare la meraviglia dei tramonti in riva al mare.
Non è più il momento di urlare che l’iceberg è vicino, di fare la sentinella sulla nave guidata da complici marionette piena di incapaci marinai: alle grida di allarme, sempre sovrastate dalla chiassosa orchestra che muove la sfrenata danza, deve ormai seguire l’ora della contemplazione, del silenzio orante e del ringraziamento per le cose belle.
Pregava Novalis:”.. E da ogni dove si raccolgono intorno a Lui i suoi felicissimi discepoli; e mille lingue liete gli balbettano il loro amore e la loro gratitudine… Egli inietta con innumerevoli raggi la sua vita interiore nel mondo, l’amore sorseggia dalla sua coppa, e gli resta unito in eterno.”
Il lungo, complesso ma esaltante viaggio del blog termina qui. Vi ringrazio di cuore tutti, ormai numerosi amici. Vi chiedo soltanto (oltre a ricordarmi nelle vostre preghiere) di rileggere i contenuti del blog a distanza di un anno: il violento precipitarsi degli eventi farà sembrare sempre più chiari anche i punti più criptici.
Se soltanto in uno di voi lettori non credenti entrerà un semplice seme della speranza cristiana che aiuterà a sopportare il pesante fardello che ha da venire, tutto il lavoro svolto sarà infinitamente ricompensato.
Che Nostro Signore e la Vergine Maria Vi benedicano.

venerdì 15 giugno 2012

L'ESTATE E' ARRIVATA, I FRUTTI SI STANNO RACCOGLIENDO MA HANNO UN SAPORE CHE PIU' ACIDO NON SI PUO'....


di Sergio Di Cori Modigliani giovedì 14 giugno 2012

Subdolamente, il sole24ore, ieri mattina, titolava “Schnell frau Merkel!”. 
L’idea di base consisteva nel ricordare ai propri lettori, a nome della Confindustria, che la situazione italiana oggi, sarebbe –secondo loro- com’era nell’ottobre del 2011 quando decisero di eliminare Berlusconi. 
Ricorderete che, in quei tumultuosi giorni, il quotidiano economico titolò “Fate presto” con anomale lettere cubitali, schiacciando il campanello d’allarme. 
Il secondo significato, retrostante questo titolo, consisteva nel fornire un viàtico d’accompagnamento per il ragionier vanesio che stava partendo per Berlino, incitandolo a metter fretta alla Merkel, sapendo che a Berlino, a Wall Street, alla borsa di Londra, ilsole24ore è un giornale che viene letto quotidianamente con la lente d’ingrandimento, con il microscopio e con esperti interpreti di cose italiane, per comprendere che cosa stia accadendo nel nostro paese.

La Merkel ha risposto –ed era fin troppo chiaro che la frase era rivolta all’industria italiana- addirittura di persona. In un breve commento rilasciato a un giornalista di Der Spiegel ha detto: “L’Italia è un paese solido che sta facendo molto bene. E’ un momento delicato e ne siamo consapevoli. Non c’è fretta. Non c’è alcuna fretta”. Fine della trasmissione.

Poche ore dopo, in conferenza stampa, il nostro premier si è dilungato nella sua consueta melensaggine, imboccando la truppa mediatica asservita perché gli facessero la domanda giusta, che, va da sé, è puntualmente arrivata. 

“Lei ritiene, signor presidente, che ci troviamo nella situazione in cui sarebbe il caso di prendere in considerazione l’ipotesi di dare il via alle dismissioni del patrimonio pubblico italiano?”.

Risposta ufficiale: “Le dirò di più, se è per questo. Posso tranquillamente dire che non soltanto è un ipotesi, ma stiamo studiando il progetto che è in fase avanzata, l’abbiamo già preparato, e sarà mio compito e dovere quello di informare molto presto sia il parlamento che l’opinione pubblica della scelta che il governo farà, in merito alla questione”.LEGGI TUTTO

APPROFONDISCI:

domenica 26 febbraio 2012

I FRUTTI SONO PESSIMI E "QUELL'ALBERO" VA TAGLIATO ...

GIA' ....I CATTOLICI ORA SANNO CHE IL GOV.MONTI NON FA I LORO INTERESSI!!!



giovedì 24 novembre 2011

QUELL' "ALBERO" CHE DOVREBBE DARE BUONI FRUTTI ......HUMHUMHUM PARE CHE ABBIA CATTIVE RADICI...


venerdì 18 novembre 2011

STA SCRITTO:"L'ALBERO SI RICONOSCE DAI FRUTTI" SE MONTI E' "BUONO" LO VEDREMO DAI FRUTTI, MA E' AUTUNNO ED E' LONTANA L'ESTATE!


L'EURO E' COSI' A RISCHIO ? E' PROBABILE CHE IL CROLLO SIA RIMANDATO.....MA, SE, FORSE....LA GRECIA.... ...


Mauro Bottarelli  giovedì 14 giugno 2012

L’Italia deve garantire il 22% dei fondi per il salvataggio per le banche spagnole, questo nonostante lo spread di questi giorni sul Bund (area 490 punti base martedì scorso, il 6,30% di rendimento) ci dica chiaramente che non siamo - come Paese - in grado di finanziarci sul mercato a tassi sostenibili. Detto fatto, non c’era mezzo migliore per metterci nel mirino dei mercati. E infatti ieri mattina si è registrato un balzo dei rendimenti dei Bot annuali in asta per 6,5 miliardi di euro: il tasso è schizzato dal 2,34% di maggio al 3,972%, ai massimi di dicembre. Certo, i titoli sono stati interamente collocati, ma a che prezzo? Interpellato dall’Ansa, un operatore ha così commentato l’emissione: «Ci si attendeva più o meno questi livelli, certo la domanda è in lieve calo, ma c’è da dire che l’intero ammontare di 6,5 miliardi di euro è stato collocato a fronte di una domanda di 11,2 miliardi. Il momento è comunque difficile e forse l’andamento delle aste dei titoli di stato può servire a far agire in maniera rapida chi ha responsabilità nazionali ed europee».
Eh già, occorre agire. Unite però a questo, la simpatica propensione del ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter, a non tenere la bocca chiusa e pensare ai fatti di casa propria - Mario Monti le ha risposto con il silenzio, quando avrebbe potuto sottolineare come tre banche del suo Paese abbiano subito la scorsa settimana un pesante downgrade da S&P’s, uno dei quali dovuto a perdite legate a scommesse su cds, non proprio erogazione di credito e gestione del risparmio come policy - e il gioco è fatto.LEGGI TUTTO

giovedì 14 giugno 2012

ANCHE L'EUROPARLAMENTARE NIGEL FARAGE PENSA CHE "LE TOPPE" NON SERVANO !!!!




 Strasburgo - 13 giugno 2012 - L'intervento di Nigel Farage al Parlamento Europeo.


 Questo accordo non migliora le cose: le peggiora. Cento miliardi di euro sono stati accordati al sistema bancario spagnolo, e il 20% di quei soldi deve venire dall'Italia. L'accordo prevede che gli italiani debbano prestare soldi alle banche spagnole al 3 per cento, ma per trovare quei soldi, devono indebitarsi sui mercati al 7 per cento. E' veramente geniale, non trovate? Veramente brillante!

 Insomma, quello che stiamo facendo con questo accordo è che stiamo accompagnando paesi come l'Italia all'esigenza di salvarsi da soli. In aggiunta, ricarichiamo con un ulteriore 10 per cento il debito pubblico spagnolo e vi dico una cosa, che ogni analista bancario vi direbbe: cento miliardi non risolvono il problema bancario della Spagna: dovrebbero essere oltre quattrocento! E con la Grecia che barcolla in bilico sull'orlo dell'uscita dall'Euro, il vero elefante nella stanza è che quando la Grecia se ne va, la BCE, la Banca Centrale Europea, falisce. Andata!

 Ha 444 miliardi di euro di esposizione verso i paese salvati e per sistemare la situazione dovreste chiedere immediata liquidità all'Irlanda, alla Spagna, al Portogallo, alla Grecia e all'Italia. Non ce la potete fare, no! E' un fallimento totale ed assoluto. Questa nave, l'Euro Titanic, ha impattato contro l'iceberg ed è triste ma, semplicemente, non ci sono abbastanza scialuppe di salvataggio.LEGGI TUTTO

NO, CARO EUGENIO, IO NON PREGO PER "QUESTA EUROPA" STA SCRITTO "NESSUNO STRAPPA UN PEZZO DA UN VESTITO NUOVO PER ATTACCARLO A UN VESTITO VECCHIO" (Lc 5,36)


di Eugenio Benetazzo 

Ancora pochi giorni di attesa per conoscere il verdetto degli ellenici, euro si o euro no, che per noi significherà euro salvezza o euro disastro. A quel punto infatti se la Grecia esigerà per pretesa politica di voler abbandonare la moneta unica, accollandosi tutti i rischi che questo comporterà per la propria economia, si produrrà un pericoloso precedente, a cui nel breve futuro altri paesi vorranno fare riferimento. La maggior parte degli italiani, complice forse i campionati di calcio europei e gli scandali del campionato italiano, non ha minimamente idea dei rischi che potrebbe vivere se le autorità sovranazionali (BCE, FMI ed Eurogruppo) non si inventeranno velocemente una exit strategy credibile. Perchè è di questo che il mondo si interroga: l'immobilismo politico europeo, quasi a voler aspettare di vedere il crash per poi intervenire all'ultimo minuto. Questo inizio settimana si è parlato di un Big Plan per salvare l'Europa: Draghi & Company ci stanno lavorando. Dovremmo essere ottimisti per una volta tanto, tuttavia siamo arrivati a questo punto perchè sino ad o...LEGGI TUTTO

martedì 12 giugno 2012

LA CINA DEGLI ORRORI!!!

12/06/2012 11:47 CINA
di Wang Zhicheng
Reggie Littlejohn: Un oltraggio che nessun governo dovrebbe permettersi. Il corpo del piccolo abortito è stato lasciato sanguinante accanto alla donna. Le foto dell'uccisione. Minaccia di multe onerose (pari a 3-5 anni di salari) o di aborto forzato. In Cina vi sono 13 milioni di aborti ogni anno. Chai Ling: Un massacro di Tiananmen ogni ora.


Pechino (AsiaNews) - Una donna cinese dello Shanxi è stata costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza. Ad accrescere l'orrore per la violenza, le autorità hanno messo il corpo del piccolo abortito sul letto affianco alla donna.

Il fatto è avvenuto il 3 giugno scorso ed è riportato dal sito Tianwang. La donna, Feng Jianmei è stata picchiata e trascinata in un veicolo da un gruppo di impiegati del Family planning, mentre suo marito Deng Jiyuan era al lavoro. I rappresentanti del controllo sulla popolazione avevano chiesto 40mila yuan (circa 4 mila euro, oltre 3 anni di lavoro) alla famiglia, che aveva trasgredito la legge del figlio unico. Non avendo ricevuto i soldi, essi hanno fatto abortire Jianmei al settimo mese. Il corpo del piccolo è stato messo accanto alla madre sul letto (ATTENZIONE: QUESTE IMMAGINI POSSONO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA'). La donna si trova ora in ospedale nella città di Ankang.LEGGI TUTTO

DITTATURA FINANZIARIA.....ECCO DOVE SIAMO FINITI ! MA......AVERE PAURA NON SERVE, RAFFORZA SOLO IL "NEMICO"



Controllo di capitali, limiti ai prelievi dai bancomat e frontiere bloccate. Queste alcune delle misure che hanno studiato in gran segreto i servizi tecnici dell'Unione Europea


di: WSI  Pubblicato il 12 giugno 2012| Ora 09:54


New York - Le autorita' finanziarie europee hanno pronto un piano per chi esce dall'euro. Il peggior scenario possibile, se Atene dovesse decidere di abbandonare l'area della moneta unica, prevede che le autorita' dell'Eurozona assumano il controllo dei capitali della nazione. A questo si andrebbe ad aggiungere l'imposizione di limiti alla possibilita' di prelevare dagli sportelli bancomat e il blocco delle frontiere. 

Lo hanno riferito alcune fonti Ue a Reuters, che ha pubblicato un report esclusivo ripreso da La Repubblica. Il quotidiano riporta le misure di emergenza ipotizzate dai servizi tecnici e non i dettagli di un piano gia' messo in pratica.

Le iniziative sarebbero state discusse segretamente dai dirigenti dei ministeri del Tesoro e delle banche centrali, probabilmente sotto l'avallo della stessa Grecia. LEGGI TUTTO

ANALISI E SOLUZIONI DELLA CRISI - NINO GALLONI







lunedì 11 giugno 2012

REALTA' DELLA SIRIA, SE NE PARLA POCO ED IN MODO POCO CORRETTO???





 MISNA - Missionary International Service News Agency Giugno 11, 2012 - 19:30
“Vado via ma il mio impegno per la pace resta intero, anche se avrei preferito restare in Siria, magari sottoterra, piuttosto che partire in esilio”: padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita fondatore della comunità monastica siro-cattolica di Deir Mar Musa, racconta così alla MISNA la scelta di lasciare il paese dopo 30 anni.

“Vado via dalla Siria – spiega padre Dall’Oglio – per evitare danni peggiori dovuti alla mia situazione personale. Ho creduto mio dovere esercitare una piena libertà di espressione sulla base degli impegni che il governo siriano ha preso lungo tutto il 2012, ufficialmente, ma questo ha creato una situazione che ha di fatto obbligato l’autorità ecclesiastica a chiedermi di lasciare il paese per evitare conseguenze peggiori”.

Cinquantasette anni, una vita per il dialogo tra l’Islam e il mondo cristiano, padre Dall’Oglio partirà nei prossimi giorni. Parla con la MISNA mentre le agenzie di stampa rilanciano le testimonianze degli osservatori dell’Onu su nuovi bombardamenti che sarebbero in corso a nord di Homs, mentre nella città forze ribelli avrebbero catturato soldati dell’esercito.

Padre Dall’Oglio non commenta questa o altre notizie ma si sofferma sulle “menzogne gravissime” che “anche media cattolici e cristiani hanno diffuso riducendo il movimento coraggioso per la libertà di tanti giovani di tutte le componenti della società siriana a un mero episodio di lotta al terrorismo”.LEGGI TUTTO

UNA VOCE AMERICANA AL MEETING BILDERBERG SI E' LEVATA: "E' GIUNTO IL MOMENTO DI PREMERE IL BOTTONE DI ALLARME"



Imperativo n. 1 del gruppo para-segreto: preservare il sistema bancario. La Spagna sarà sacrificata: “deve immediatamente lasciare l’euro”. Germania: ha paura per la sua carenza di risorse. Un membro Usa: “è giunto il momento di lanciare l’allarme”. La Russia fa paura. Teorie cospirazioniste? No, realtà cospirazionista. AUDIO: intervista con Daniel Estulin

Durante i tre giorni del meeting di Bilderberg in Virginia, negli Stati Uniti, i banchieri europei, i funzionari del governo americano e i money manager internazionali hanno discusso sulla possibilità di chiudere le porte in faccia all’approccio improntato alla cautela della Germania e di allargare il credito ai paesi europei più indebitati.

ASCOLTA LA RICOSTRUZIONE AUDIO DI DANIEL ESTULIN, ESPERTO DEL BILDERBERG.

Sul piano geopolitico, secondo quanto riportato sul suo blog dallo spagnolo Daniel Estulin, esperto delle riunioni che si tengono ormai da decenni e autore del libro “Il Club Bilderberg”, particolari preoccupazioni desta la Russia e il fatto che Vladimir Putin insiste nel voler mantenere “intatto lo stato di sovranità”.
Un altro problema riguarda la belligeranza del paese in merito a:
1) le basi Usa che circondano la Russia
2) gli impianti di difesa missilistica americana che sono rivolti contro Mosca.
La Russia non è più la temuta superpotenza militare di un tempo, ma è in possesso di armi nucleari e strategiche non indifferenti che potrà utilizzare come deterrente insieme al suo status di potenza energetica. È arcinoto che la Russia è una terra ricca di petrolio e gas naturale, materie prime che contano per due terzi delle esportazioni della nazione.
A proposito di risorse, un membro tedesco ha fatto notare che quelle della Germania sono limitate, mentre un altro connazionale ha sottolineato che “sarebbe impossibile in questo clima economico e politico cercare di convincere i tedeschi a supportare la Spagna, un paese messo in ginocchio da corruzione e inefficienza”.
Il messaggio chiave dell’incontro: qualsiasi cosa accada, l’imperativo è preservare il sistema bancario. La vicepresidente spagnola ha dovuto fare un bagno di umiltà, quando ha provato a convincere i potenti colleghi tedeschi a cedere sulla questione degli Eurobond, facendo leva sulla “responsabilità” comune. La risposta è stata eloquente: “Vedi di andartene!”. Questa la replica della potente elite di Bilderberg alle pretese di Soraya.LEGGI TUTTO