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venerdì 27 gennaio 2012

QUALE DOVREBBE ESSERE LA FUNZIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO ???


               

Orbene, la loro funzione dovrebbe essere quella di servire commercianti, artigiani,industriali,agricoltori, se si ricorda bene è per questo servizio che sono nate.
Oggi agli sportelli delle Camere non si viene più serviti di tutto quello che occorre, servizio che manca ai  piccoli commercianti ed artigiani.
Oggi si deve, per qualsiasi pratica, avere un computer e saperlo usare in tutti i software creati per la comunicazione e la presentazione delle pratiche alla CCIAA.
Altrimenti si deve avere assolutamente un commercialista che  sbrighi tutte le pratiche anche le più banali.
E’ stata “inventata”  COMUNICA ma per usarla si deve passare tramite FEDRA e per spedire si ha bisogno di TELEMACO  ma si deve essere dotati prima di una firma digitale e di una chiave che permetta di interagire con la Camera di Commercio.
Bene, supponiamo che un imprenditore abbia diligentemente adempiuto a tutte le varie fasi per poter colloquiare con la Camera attraverso il web.
Che succede a quel diligente imprenditore?
Deve ricaricare la carta Telemaco per poter evadere le pratiche via web e pagare i diritti di segreteria.
Per poter accedere a Telemaco ovviamente occorre la Userid e la Password , la prima la possiede la seconda non se la ricorda e non trova più il documento su cui l’aveva salvata.
Prova a comunicare a Telemaco il proprio indirizzo mail ma Telemaco risponde di non riconoscere la mail e quindi non riesce a riottenere la password via mail.
Decide quindi di chiamare Telemaco al 199502010, ok è un numero a pagamento e si è costretti a sentire tutto il bla-bla-bla che avverte dei  costi che saranno addebitati, poi si deve prestare attenzione massima per individuare quale numero digitare, digitato il numero si viene informati che si è 5° nella coda, passano i minuti, si è 4°, passano i minuti si è 3° e finalmente si è informati che si è il primo, ma che succede? Non ti risponde nessuno, non c’è verso hanno chiuso la linea. 
Si torna a chiamare Telemaco al 199502010 e dinuovo  si è costretti a sentire il bla-bla-bla- dei costi: da rete fissa € 0,144 al minuto, da cellulare € 0,424 al minuto + € 0,156 alla risposta, e passano i minuti …..la prima chiamata andata a vuoto ha registrato 11 minuti, la seconda ringraziando andata a buon fine, nel senso che dopo 10 minuti si è riusciti a parlare con un operatore per richiedere la nuova password e nel frattempo domandare se si può ricaricare Telemaco a mezzo bonifico bancario.
LA RISPOSTA: SI LO SI PUO’ FARE MA SI DEVONO VERSARE MINIMO  5.000,00 EURO.
Eccoti servito piccolo commerciante o artigiano devi dotarti di carta di credito se vuoi pagare solo quanto pensi di dover spendere per diritti di segreteria e bolli altrimenti devi andare dal tuo commercialista.
L’operatrice, forse per un risveglio di coscienza all’indignazione dell’imprenditore,  aggiunge 
“Aspetti, forse  c’è una soluzione ma deve essere correntista UNICREDIT ……"
A questa affermazione quel diligente imprenditore non ci ha più visto ed ha deciso di postare sul web la sua esperienza e pone ai lettori queste domande:
1°perché è stata tolta la possibilità ai piccoli imprenditori di essere serviti agli sportelli delle CCIAA?
2°perché “colloquiare” con le CCIAA attraverso il WEB è così denso di passaggi e problematiche?
3°perché  la ricarica Telemaco di piccoli importi attraverso bonifici è preclusa ?
4°perché cercando di riottenere la password attraverso comunicazione mail il sistema Telemaco risponde di non riconoscere la mail e per risolvere il problema  si è costretti a passare attraverso un servizio telefonico a pagamento?
perché i correntisti UNICREDIT risultano essere privilegiati  per i rapporti contabili-amministrativi con Telemaco?
 Il piccolo imprenditore una risposta se l’è data : Il piccolo commercio reale oggi è moribondo per non dire morto, quelle istituzioni che i nostri vecchi avevano creato perché fossero al servizio di tutti gli imprenditori piccoli e grandi sono diventati parte del sistema che ci sta divorando  tutti
Buona giornata e impariamo a diffondere la nostra indignazione piccola o grande che sia......

giovedì 26 gennaio 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM, IL PAPA SI E' ESPRESSO COME CAPO DI STATO E NON COME VICARIO DI CRISTO...


Monti e Casini, un nuovo partito con la benedizione della Chiesa e dei poteri finanziari


La Chiesa, Monti e Casini stanno definendo un sodalizio all’insegna del catto-relativismo per gettare le basi di un nuovo soggetto politico capace di conquistare l’Italia. Il sostegno ufficiale della Chiesa al governo Monti dà vita ad una realtà nuova nella politica italiana e all’interno del cattolicesimo come religione universale. Da un lato si attribuisce al governo Monti una valenza positiva nel contesto dell’auspicato impegno dei cattolici in politica; dall’altro si considera possibile la conciliazione dei dogmi e della dottrina sociale della Chiesa con il materialismo e il relativismo che ispirano i poteri finanziari globalizzati che lo stesso Monti incarna. Alla luce di ciò il messaggio diffuso ieri tramite Twitter da Casini (“Siamo pronti a superare l’Udc per far nascere un soggetto aperto ai nuovi protagonisti della politica. Appello ai coraggiosi: uniamoci!), suona come un appello a Monti a condividere la nascita di una nuova casa comune dei cattolici, capace di diventare l’ago della bilancia e forse competere con il Pdl e il Pd alle prossime elezioni per aggiudicarsi la carica di capo dello Stato dopo la scadenza del mandato di Napolitano o la guida del nuovo governo o, chissà, entrambe!LEGGI TUTTO

Capo di Stato o Vicario di Cristo?


DI MAGDI CRISTIANO ALLAM 21/01/12

Capo di Stato e Vicario di Cristo? Il Papa può essere l’uno e l’altro, le due cariche sono compatibili o piuttosto sono alla base di un conflitto che finirà per danneggiare sia il Vaticano come entità politica sia la Chiesa come entità spirituale? Non è forse arrivato il momento di separare ciò che è di pertinenza della ragione di Stato e ciò che s’ispira ai dogmi della fede, facendo proprie le parole di Gesù “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (Marco 12,13-17)?
Mi sono posto questa domanda quando, lo scorso sabato 14 gennaio, ricevendo il capo del governo Mario Monti in Vaticano, Benedetto XVI ha sostanzialmente legittimato e sostenuto la sua azione politica dicendogli: “Voi avete cominciato bene in una situazione difficile e quasi insolubile”. Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha confermato l’appoggio a Monti chiarendo che da parte del Papa “ci sono stati attenzione e incoraggiamento per un’azione difficile, che costa sacrifici, per fronteggiare la crisi economica: un impegno notevole anche dal punto di vista morale”. Ebbene dal momento che personalmente considero il governo Monti illegittimo ed espressione di uno scippo della democrazia, così come denuncio come dannose al bene comune degli italiani le manovre finanziarie, economiche e sociali finora intraprese, mi è parso chiaro che Benedetto XVI si sia rivolto a Monti come farebbe un qualsiasi capo di Stato, facendo leva sul pragmatismo al limite del cinismo che la ragione di Stato impone per salvaguardare costi quel che costi i rapporti di buon vicinato con l’Italia che accoglie nel suo seno lo Stato più piccolo (0,44 kmq) e meno popoloso al mondo (832 abitanti).
Però il Papa contemporaneamente quale Vicario di Cristo è il capo spirituale della Chiesa cattolica universale che annovera 1.166 milioni di fedeli in tutto il mondo, quasi il 17 per cento della popolazione mondiale. Se dovessimo ripercorrere la storia, dovremmo concludere che lo stretto connubio tra il potere temporale dello Stato Vaticano, che arrivò ad estendersi su Lazio, Umbria, Emilia, Romagna, Marche e ad imporre vincoli di vassallaggio al Regno d’Inghilterra, al Regno del Portogallo, alla Corona d’Aragona, al Regno di Napoli e al Regno di Ungheria, e il potere spirituale del Papa, non ha portato bene né allo Stato Vaticano né al Papa. Oggi non solo il potere temporale dello Stato Vaticano è simbolico (discorso a parte meritano i possedimenti immobiliari e la potenza finanziaria), ma anche il potere spirituale del Papa tende ad assottigliarsi persino in Italia, culla del cattolicesimo, a causa della diffusione delle ideologie del materialismo e del relativismo sia tra i fedeli cattolici sia persino all’interno stesso della Chiesa.
Dopo aver letto il resoconto dell’incontro tra il Papa e Monti, mi sono detto che Gesù e il suo Vicario in terra, non potrebbero mai legittimare e sostenere chi è espressione dei poteri finanziari forti e delle scelte che mettono al centro la moneta anziché la persona,LEGGI TUTTO


mercoledì 25 gennaio 2012

ARTICOLO DI ANTONIO SOCCI CHE CHIARISCE LA VICENDA DELLO SPETTACOLO DI CASTELLUCCI DEFINITO BLASFEMO DA MOLTI....

Ma quale blasfemia? Quella di Castellucci, davanti a Gesù, è preghiera!

Antonio Socci
Da “Libero”, 20 gennaio 2012

Caro Romeo Castellucci,

“L’indicibile dolcezza dello sguardo di Cristo”… Mi ha folgorato questa frase nella lettera che lei ha scritto giorni fa, per spiegare la sua pièce teatrale che è intitolata “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio” e che racconta la malattia e il crollo fisico e morale di un vecchio padre.

Visto il tono personale e appassionato della sua lettera, le scrivo non come giornalista o scrittore cattolico, ma anzitutto come padre di Caterina, inchiodata, nel fiore della sua giovinezza, su una croce terribile e più insopportabile della vecchiaia.

Ogni giorno e ogni notte io ripeto il grido drammatico e struggente che anche lei, caro Castellucci, nella sua opera, lancia al Salvatore.

E ogni giorno io mi sorprendo a scoprire nel volto luminoso e bellissimo di mia figlia la risposta viva del Salvatore, l’aurora di un giorno di felicità. Quello che ci sta accadendo – pur nel dolore – meraviglia me per primo.

Non è un assioma ideologico quello che vorrei testimoniarle, ma è un miracolo, fatto di carne, di occhi, di dolcezza (anche di pianti), che si rinnova ogni mattina.

Mi piacerebbe regalarle il libro sulla cui copertina sta il volto di mia figlia che io immagino di fronte alla gigantografia del volto di Cristo di Antonello da Messina che lei ha riprodotto sulla scena della sua pièce. Perché nella bellezza di lei rifulge la Bellezza che è Lui.

Vorrei parlare con lei della miseria della nostra condizione di uomini e del bisogno che abbiamo di un Salvatore che redima anche la nostra povera carne malata.

Perché mi commuove quell’ “ossessione” di Cristo che traspare dalla sua lettera dove cita il salmo 88: “Dio, non nascondermi il tuo volto!”. Che è il mio grido di ogni mattina, di ogni sera e di ogni notte.LEGGI TUTTTO

ALLA FACCIA DELLA "REPUBBLICA DELLE BANANE".....GRAZIE A CARMEN THE SISTER DELLA SEGNALAZIONE E TRADUZIONE.....PER ME PENSARE ALL'ECUADOR E' EMOZIONANTE!!



Da NetworkIdeas qualcuno ci ricorda che non esiste solo debito e austerità, che un altro mondo è possibile, che è veramente successo, e non stiamo sognando...



di Jayati Ghosh

L'Ecuador, in questo momento, deve essere considerato uno dei luoghi più emozionanti sulla Terra, nel senso che indica un nuovo paradigma di sviluppo. Mostra quanto può essere realizzato con la volontà politica, anche in tempi di incertezza economica.

Solo 10 anni fa, l'Ecuador era più o meno un caso disperato, una quintessenza di "repubblica delle banane" (in effetti è il più grande esportatore mondiale di banane), caratterizzato da instabilità politica, disuguaglianze, un'economia scarsamente performante, e l'impatto sempre incombente degli Stati Uniti sulla sua politica interna.


Nel 2000, in risposta a un'iperinflazione e a problemi di bilancia dei pagamenti, il governo ha “dollarizzato” l'economia, sostituendo il sucre con la valuta statunitense come moneta a corso legale. Questo ha ridotto l'inflazione, ma non ha fatto nulla per affrontare i fondamentali problemi economici, e ha ulteriormente limitato lo spazio della politica interna.

Un punto di svolta è arrivato con l'elezione a Presidente dell'economista Rafael Correa. Dopo l'entrata in carica nel gennaio 2007, il suo governo ha inaugurato una serie di cambiamenti, sulla base di una nuova Costituzione (la 20ma del paese, approvata nel 2008) approvata da un referendum popolare. Un tratto distintivo dei cambiamenti che si sono verificati da allora è che le politiche più importanti sono state sottoposte a referendum. Ciò ha dato al governo la capacità politica di toccare interessi forti e potenti lobbies.

Il governo è ora il più stabile degli ultimi tempi e diventerà presto il più duraturo governo in carica nella tumultuosa storia dell'Ecuador. Gli indici di consenso del presidente sono ben oltre il 70%. Tutto questo è dovuto ad un riorientamento nell'approccio del governo, reso possibile da una Costituzione notevole per il suo riconoscimento dei diritti umani e dei diritti della natura, e la sua accettazione della pluralità e della diversità culturale.

Consideriamo solo alcuni cambiamenti economici portati avanti negli ultimi quattro anni, a partire con la rinegoziazione dei contratti petroliferi con le multinazionali. L'Ecuador è un esportatore di petrolio, ma aveva beneficiato relativamente poco di questo a causa delle elevate percentuali delle vendite del petrolio che andavano alle compagnie petrolifere straniere. Una nuova legge nel luglio 2010 ha radicalmente cambiato le condizioni, aumentando la quota del governo dal 13% al 87% dei ricavi lordi del petrolio.

Sette delle 16 compagnie petrolifere straniere hanno deciso di uscire, e i loro campi sono stati rilevati da imprese statali. Ma gli altri sono rimasti e, di conseguenza, i ricavi sono aumentati di $ 870m (£ 563m) nel 2011.

In secondo luogo, e forse ancora più impressionante, il governo ha gestito un drammatico aumento delle imposte dirette. In realtà, questo è stato ancora più importante in termini di fatturato degli introiti del petrolio. Le imposte dirette (principalmente imposte sulle società) sono aumentate da circa il 35% delle imposte totali nel 2006 a oltre il 40% nel 2011. Questo in gran parte a causa di una migliore applicazione, dal momento che il legame tra grande industria e la pubblica amministrazione fiscale era venuto meno.

In terzo luogo, queste maggiori entrate pubbliche sono state utilizzate bene per degli investimenti in infrastrutture e spesa sociale. L'Ecuador ha ora la più alta percentuale di investimenti pubblici rispetto al PIL (10%) dell'America Latina e dei Caraibi. Inoltre, la spesa sociale è raddoppiata dal 2006. Questo ha permesso un reale progresso verso gli obiettivi costituzionali di istruzione gratuita a tutti i livelli, e l'accesso alla assistenza sanitaria gratuita per tutti i cittadini. Aumenti significativi nell'edilizia residenziale pubblica sono seguiti all'affermazione Costituzionale del diritto di tutti i cittadini a un alloggio dignitoso di comfort adeguato.

Ci sono numerose altre misure: l'espansione diretta del pubblico impiego, l'aumento dei salari minimi e misure di sicurezza sociale per tutti i lavoratori; diversificare l'economia per ridurre la dipendenza dalle esportazioni di petrolio, e la diversificazione dei partners commerciali per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti; incrementare le operazioni bancarie pubbliche per raggiungere gli imprenditori delle piccole e medie imprese; revisione del debito estero per ridurre i pagamenti del servizio del debito, e recesso sugli sleali accordi bilaterali sugli investimenti. Riforma del sistema giudiziario.

Una interessante recente iniziativa è la Yasuní-ITT biosphere reserve, forse il primo tentativo al mondo di evitare emissioni di gas serra, lasciando il petrolio sotto terra. Questo non solo protegge la straordinaria biodiversità della zona, ma anche l'habitat dei popoli indigeni. Lo schema propone di utilizzare l'ecoturismo per rendere l'attività umana compatibile con la natura.

Tutto questo può sembrare troppo bello per essere vero, e certamente il processo di trasformazione è appena iniziato. Ci sono sicuramente dei conflitti con quelli i cui profitti e potere sono minacciati, così come altri ostacoli lungo la strada. Ma per coloro che credono che non siamo condannati all'oscuro e tetro status quo, e che le società possono fare le cose diversamente, quello che sta accadendo in Ecuador offre ispirazione e anche una guida. Il resto del mondo ha molto da imparare da questo radicale esperimento in corso.



E....GUARDIAMOCI IL VIDEO....NON E' TEMPO SPRECATO!!!!

APPUNTAMENTO A ROMA IL 31 GENNAIO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI


martedì 24 gennaio 2012

L'EX MINISTRO: LA DITTATURA DEL DENARO PUO' PORTARE A CONFLITTI E POLITICHE ABERRANTI

Tremonti: Glass-Steagall per uscire dalla crisi mondiale.Inabout GS su gennaio 23, 2012 a 9:01 PM
Dopo qualche mese di assenza dal dibattito pubblico, l’ex Ministro dell’economia Giulio Tremonti è tornato sui media in questi giorni per presentare il suo nuovo libro, “Uscita di sicurezza“.

Nelle anticipazioni di alcuni giornali e anche nel corso di un’intervista al programma televisivo Che tempo che fa, Tremonti, ormai libero da certi vincoli istituzionali e internazionali, sta chiedendo in modo molto preciso proprio la riforma per cui si batte Nobigbanks: la separazione delle attività finanziarie ordinarie da quelle speculative.
Tremonti ne aveva già parlato tante volte in passato, ma come dice nell’intervista con Fabio Fazio – che vi proponiamo – non si sono trovate le sponde necessarie contro i veri poteri forti intenti a mantenere il sistema attuale.

Ora speriamo che Tremonti continui a mettere i riflettori sulla battaglia che secondo Nobigbanks è essenziale: Glass-Steagall per salvare la gente e le imprese contro gli squali della finanza.


LIBERALIZZAZIONI.......

Ecco i "poteri forti" salvati da Monti


Michele Arnese
lunedì 23 gennaio 2012

Mario Monti l’aveva detto: le liberalizzazioni scontenteranno di più il centrodestra, la riforma del mercato del lavoro scontenterà di più il centrosinistra. In effetti, le liberalizzazioni approvate venerdì scorso dal Consiglio dei ministri trovano più consensi nel Pd e nel Terzo Polo e più malumori nel Pdl. Il motivo è chiaro: professionisti, notai, avvocati, farmacisti e taxisti votano più Pdl e Lega che Pd.

Il presidente del Consiglio, quindi, aveva previsto le reazioni dei maggiori partiti. Scorrendo il decreto, però, gli stessi partiti si stanno accorgendo - senza dirlo troppo in pubblico - che Monti sembra non aver del tutto rispettato il suo annuncio di incidere su tutti i settori, compresi i colossi a partecipazione e a controllo statale.
Partiamo dalla rete del gas. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel sintetizzare il decreto che era stato appena approvato in Consiglio dei ministri, venerdì sera è infatti partito proprio dal settore energetico per illustrare il provvedimento. Ma sbaglia chi pensa che l’Eni sia delusa eccessivamente dall’intervento dell’esecutivo. Il Cane a sei zampe temeva uno scorporo secco di Snam rete gas. Lo scorporo societario non c’è stato.
Infatti, la sancita separazione proprietaria riguarda l’intera galassia della quotata Snam, che si articola in quattro componenti tra cui Snam rete gas. Si dirà: il danno per il gruppo pubblico sarà quindi maggiore. Sbagliato. Certo, si vedrà di quanto l’Eni dovrà scendere in Snam e quanto incasserà dalla cessione. Ma i calcoli che ha già fatto l’Amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni sono eloquenti: l’Eni ha 26 miliardi di euro di debito. Di questi, 11 sono di Snam; per cui nel momento in cui Eni dovesse cedere Snam a 15 miliardi, il debito di Eni si ridurrebbe a circa 7 miliardi, consentendo nuovi investimenti al gruppo presieduto da Giuseppe Recchi. Ovviamente, andrà calcolato quanto perderà Eni di dividendi Snam, però va ridimensionata la certezza che il governo abbia penalizzato davvero, e pesantemente, il colosso energetico.
Anche i fuochi di artificio che si erano accessi, dopo la prima bozza del decreto in cui compariva lo scorporo della rete ferroviaria (Rfi) dal gruppo Ferrovie dello Stato alla diretta dipendenza del ministero dell’Economia, hanno lasciato spazio nel testo finale a una soluzione di compromesso che non ha fatto festeggiare troppo i privati di Ntv, la società di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle che opererà nell’Alta velocità. Come e quando ci sarà la separazione proprietaria di Rfi lo deciderà l’Autorità delle reti e dei trasporti. D’altronde, dai dossier che le Ferrovie capeggiate dall’Amministratore delegato, Mauro Moretti, hanno fatto pervenire all’esecutivo si evince che pochissimi stati europei hanno adottato lo scorporo della rete. Insomma, il modello inglese auspicato da Ntv può attendere.LEGGI TUTTO

giovedì 19 gennaio 2012

UNGHERIA: ALLA UE NON PIACE LA NUOVA COSTITUZIONE DEL PAESE MAGIARO.....


di Marco Respinti19-01-2012

L’Ungheria di Viktor Orbán sta diventando un Paese "parafascista"? L’allarme quotidianamente lanciato dalla sirena delle istituzioni europee dice di sì. L’altro ieri il presidente della Commissione Europea, il portoghese José Manuel Durão Barroso, ha annunciato l’azione legale contro Budapest e così ieri - nel giorno di santa Margherita d’Ungheria (1242-1270), figlia di re, suora e grande mistica - Orbán è dovuto correre nell’aula di Strasburgo per spiegare le proprie ragioni.

Ma per la Chiesa cattolica del Paese magiaro non è affatto così.
Intervistato il 14 gennaio da Radio Vaticana, mons. János Székely [nella foto], vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest, ha energicamente difeso la nuova Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 2012, dopo che per ben 21 anni oltre misura, tanti ne sono passati dal crollo del regime comunista, il Paese ha continuato a tenersi quella imposta nel 1949. La quale - è opportuno rammentarlo - fu varata sotto il governo di Mátyás Rákosi (Mátyás Rosenfeld, 1892-1971), che amava definirsi «il miglior discepolo ungherese di Stalin» e che fece incarcerare almeno 100mila oppositori politici, fra i quali il cardinale primate di Ungheria József Mindszenty (1892-1975), giustiziandone un paio di migliaia.

Per mons. Székely, infatti, «la nuova Costituzione di Ungheria approvata nel 2011, che inizia con il nome di Dio nel preambolo, afferma che la vita umana è da difendere fin dal concepimento e dichiara che l’Ungheria difende l’istituzione familiare, la quale è un’alleanza di vita fra un uomo e una donna. La Costituzione precisa inoltre che la famiglia è il fondamento della sopravvivenza del popolo, e che nello stabilire delle tasse, anche i costi dell’educazione dei figli devono essere presi in considerazione». Per la Chiesa cattolica, dunque, nulla da eccepire.

Ciò peraltro non toglie - ha continuato il presule alla radio pontificia - che la bozza di lavoro di detta Costituzione contenesse articoli fortemente discutibili, quali il tentativo di assicurare al governo il controllo diretto sulla libertà d’informazione, i quali però sono stati corretti oppure del tutto soppressi. Né nega - aggiunge il vescovo ausiliario - che il governo Orbán abbia commesso errori di politica economica, segnatamente il tentativo di ridurre l’autonomia della Banca centrale ungherese. Ma queste sono altre questioni. Mons. Székely ha infatti spiegato bene che gli attacchi di Bruxelles e di gran parte dell’opinione pubblica europea sono dovuti alla difesa della vita, del matrimonio e della famiglia affermati dalla nuova legge fondamentale del Paese. «È chiaro», ha aggiunto il presule, «che a molti intellettuali europei non piace tale affermazione di valori fondamentali, anzi li stimola all’attacco».

PER QUELLI CHE NON HANNO VISTO "LA STORIA SIAMO NOI" DEL 17 GENNAIO 2012


La Storia siamo noi:
Le "profezie" economiche di Lyndon LaRouche
17 gennaio 2012

martedì 17 gennaio 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM SCRIVE AL PAPA......

Il Premier Monti con Benedetto XVI
Lettera aperta a Benedetto XVI: un errore il sostegno a Monti, svenderà l’Italia al dio euro

DI  MAGDI CRISTIANO ALLAM
Mi permetto umilmente di scriverle, da semplice fedele che ha avuto il dono immenso di suggellare l’incontro con Gesù con il battesimo ricevuto dalle sue mani nella sontuosità della Basilica di San Pietro circa 4 anni fa, un evento straordinario che ho descritto come il giorno più bello della mia vita. La sua testimonianza di Papa che più di altri ha incarnato il binomio indissolubile di fede e ragione, è stata per me il faro che mi ha illuminato dentro facendo maturare la scelta della conversione al cristianesimo.
Proprio da cristiano ho ancor più apprezzato l’altro binomio indissolubile di verità e libertà, che da sempre ha ispirato l’insieme del mio percorso esistenziale sin da quando ero musulmano, all’insegna dell’esortazione evangelica “conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (Gv 8,32) e “sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,33-37).
Ebbene da cristiano fedele alla sola verità in Gesù, da persona depositaria di valori non negoziabili alla vita, alla dignità e alla libertà, da italiano che ama ed è fiero dell’Italia che mi ha consentito di essere pienamente me stesso, mi permetto di manifestarle con estremo rammarico la mia profonda perplessità all’accoglienza da lei riservata a Mario Monti, legittimando pienamente la sua discutibile figura politica quale espressione dei poteri finanziari forti da lei più volte denunciati, esaltando ed incoraggiando acriticamente il suo operato proprio nel momento in cui cresce l’opposizione della maggioranza dei cittadini preoccupati per il proprio posto di lavoro e per il futuro dei nostri figli.
Sono rimasto attonito leggendo le parole con cui lei ha accolto Monti: “Voi avete cominciato bene in una situazione difficile e quasi insolubile”. Che cosa intende Sua Santità per “bene”? Il ripristino della tassa sulla prima casa maggiorata del 60% dopo la rivalutazione degli estimi catastali? L’aumento dell’età pensionabile in modo retroattivo violando i patti con milioni di cittadini? L’aumento dell’Iva e del prezzo dei  carburanti che hanno fatto impennare il costo della vita? L’imposizione di un regime di polizia fiscale che controlla tutti i conti correnti e affida obbligatoriamente alle banche le transazioni superiori ai mille euro? Un piano indiscriminato di liberalizzazioni che si tradurrà nel regalare l’Italia alle multinazionali e agli squali nostrani devastando le micro, piccole e medie imprese che attualmente rappresentano il 97% del nostro sistema produttivo e che si reggono primariamente sull’istituto della famiglia naturale?  LEGGI TUTTO

lunedì 16 gennaio 2012

CONTRO LA TECNOCRAZIA PREGHIAMO GLI ANGELI, ABBIAMO URGENTE BISOGNO DEL LORO AIUTO, L'UNIVERSO E' GOVERNATO DAGLI ANGELI...LA STORIA NON E' IRREVERSIBILE!!!


La devozione agli angeli antidoto contro i poteri forti


Radici Cristiane n. 71 - Gennaio 2012 - di Roberto de Mattei |
Di fronte alla dittatura del relativismo e allo strapotere dei “poteri forti”, un senso di sgomento e di impotenza assale talvolta i cattolici e gli uomini di buona volontà. Eppure la storia non è irreversibile e chi combatte in difesa dell’ordine naturale e cristiano può ottenere vittorie inaspettate, confidando nell’aiuto della Divina Provvidenza.

La caratteristica principale dei cosiddetti “poteri forti” non è solo la potenza, ma anche la poca trasparenza con cui essi operano nella società. Si chiamino Gruppo Bilderberg o Commissione Trilaterale, questi potentati promuovono in maniera discreta ma efficace l’avvento di governi di “eccezione” affidati a una casta dirigente tecnocratica. 

La tecnocrazia è il potere esercitato da un ristretto gruppo di uomini, di formazione scientifica, che si presentano come “esperti” e rivendicano a sé le decisioni ultime in materia di organizzazione della società. Uno dei classici slogan tecnocratici è quello del superamento delle ideologie, in nome dell’efficienza e del pragmatismo. 

In realtà la tecnocrazia è essa stessa un’ideologia, fondata sul primato della scienza e dell’economia. Lo studioso spagnolo Juan Vallet de Goytisolo indica come dogmi della tecnocrazia il relativismo, che permette al tecnocrate di usare, senza remore morali, i mezzi più efficaci per raggiungere il suo scopo, l’evoluzionismo, che offre al relativismo un sostegno pseudo-mistico e il naturalismo che permette ai due primi dogmi di rimanere sul piano della pura “prassi”, per evitare che possano essere smentiti sul piano dei principi (Ideologia, praxis y mito de la tecnocrazia, Madrid 1971).

I regimi tecnocratici sono preceduti da campagne di discredito della politica considerata come regno dell’incompetenza e della corruzione. Il fine è quello di sostituire la democrazia con governi dittatoriali o “forti”, col pretesto dell’emergenza economica. 

La tecnocrazia, però, non è solo un forte potere esecutivo e una ferrea organizzazione burocratica: essa si presenta innanzitutto come una forma di conoscenza “scientifica”, superiore a quella comune, a cui si accede attraverso particolari scuole, università, associazioni visibili od occulte che ne “illuminano” i percorsi. Quando questa conoscenza iniziatica passa dal campo economico a quello religioso e morale, assume il carattere di una “gnosi”, nel senso proprio del termine. 

Lo scrittore francese Lous Damènie ha messo in luce le relazioni della tecnocrazia con le correnti massoniche ed esoteriche che mirano al capovolgimento dell’ordine naturale delle cose e auspicano una Chiesa Universale dell’Uomo realizzata attraverso l’egemonia degli apparati tecnici e scientifici (La tecnocrazia, tr. it., Milano 1985).

La “Madre” dei poteri forti scientisti e tecnocratici, secondo il Magistero della Chiesa, è la Massoneria. Tra le quasi seicento condanne dal 1738 ad oggi, ricordiamo quelle di Papa Leone XIII nelle encicliche Humanum genus del 20 aprile 1884 e Inimica vis dell’8 dicembre 1892. 

Oggi la Massoneria è una galassia ramificata tra logge e “obbedienze” di vario genere, ma tutte accomunate dal rifiuto della Verità salvifica della Chiesa. Il sogno della Massoneria è sempre stato quello di una repubblica universale in cui la Verità cattolica, messa al bando, non conosca possibilità di esilio, ma solo l’alternativa tra il martirio e l’adorazione del Vitello d’oro. 

L’equiparazione delle religioni, secondo Leone XIII, è un criterio «adottato con lo scopo di annientare tutte le religioni e, segnatamente quella cattolica che, essendo tra tutte l’unica vera, non può, se non con somma ingiustizia, essere posta su di un piano di parità rispetto alle altre» (Humanum Genus).

Massonerie e poteri forti, per le risorse politiche, economiche e finanziarie di cui godono, possono sembrare invincibili. Si dimentica però che anche i cattolici hanno i loro “poteri forti”, a cominciare dalla stessa Chiesa, che è forte non per l’influenza politica ed economica che esercita, ma per la capacità che ha, Essa sola, di condurre le anime alla loro patria celeste.

Leone XIII nell’enciclica Humanum Genus ricorda che il genere umano, dopo la ribellione di Lucifero, «si divise come in due campi diversi e nemici tra loro: l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore». Tutto ebbe origine da quegli atti di fedeltà e di ribellione all’inizio del tempo.

Da allora Dio, causa prima di tutto ciò che esiste, si serve degli angeli quali cause seconde per reggere l’universo da Lui creato. San Tommaso afferma che «tutte le cose fisiche sono governate dagli angeli» (Summa theologica, I, q. 110, a. 1). Dio, spiega il Dottore Angelico, governa gli esseri inferiori attraverso quelli superiori perché vuole comunicare generosamente anche alle creature la dignità della causalità. Ciò significa che gli Angeli governano tutto ciò che si muove nell’universo, dall’immenso e maestoso mondo degli astri agli esseri umani, creati a immagine e somiglianza di Dio. Attraverso gli Angeli, ad ogni istante e in ogni circostanza della nostra esistenza, Dio esercita su di noi un’azione profonda e invisibile, per condurci al nostro fine soprannaturale. 

L’universo è governato dagli angeli, presenti in ogni attimo e in ogni luogo come strumenti della Divina Provvidenza, messaggeri di grazie, protagonisti e testimoni dei piani divini. È per questo che noi preghiamo l’Angelo custode di “reggerci” e di “governarci”. 

Sotto questo aspetto, la devozione agli Angeli è più importante di quella ai santi. I santi infatti sono modelli di virtù che dobbiamo imitare e pregare perché intercedano per noi. Essi non hanno però, se non in casi straordinari, quel potere sulle creature che gli angeli hanno in maniera ordinaria per decreto divino. 
Nulla può opporsi alla forza della “potestà” e dei “principati” che reggono l’universo. La Madonna, associata da Gesù Cristo, Signore del Cielo e della Terra, a regnare con Lui su di ogni cosa è venerata perciò come “Regina degli Angeli” e guida lo schieramento delle milizie celesti.

Gli Angeli, dal primo momento della creazione, si sono schierati pro o contro Dio, per l’eternità. Questa scelta noi dobbiamo farla nel tempo storico in cui viviamo e il culto degli angeli ci aiuta a servire Dio e a combattere con efficacia i suoi avversari. Per questo la devozione agli angeli, poco praticata dai cristiani, è il migliore antidoto contro i poteri forti, naturali e preternaturali, che ci minacciano.

domenica 15 gennaio 2012

OBIETTIVO DEI POTERI FORTI : RIDUZIONE DEI COMMENSALI A TAVOLA,IMPEDIAMO LORO DI ATTUARE QUESTO DIABOLICO PROGRAMMA !!!


3 luglio 2009 (MoviSol) -
Il 19 giugno,la FAO ha pubblicato il suo rapporto sulla fame nel mondo, il quale documenta che negli ultimi 12 mesi, il numero delle persone affamate è cresciuto di almeno il 10%, fino a superare il miliardo – un record negli ultimi sessant'anni. Il direttore della FAO, Jacques Diouf, ha detto presentando il rapporto a Ginevra che questo aumento senza precedenti nella storia – non è mai successo che una crisi economica abbia portato in un anno alla fame 100 milioni di persone – "non è dovuto al cattivo raccolto ma alla speculazione sulle derrate alimentari".
La crisi ha portato ad un crollo dei rifornimenti ai mercati "normali" del cibo, mentre gli interessi neo-coloniali smaniano per accaparrarsi larghe estensioni di terra coltivabile in Africa e Asia. La speculazione impazza, con il Chicago Board of Trade che annuncia un fatturato record dei contratti futures di grano.
L'ufficio di Berlino del WFP, il programma alimentare delle Nazioni Unite, ha pubblicato un appello che stigmatizza la decisione di spendere centinaia di miliardi di dollari o euro per salvare le banche, mentre nemmeno una frazione minuscola di quelle cifre viene destinata agli aiuti alle popolazioni del settore in via di sviluppo. Ralf Suedhoff, direttore del WFP a Berlino, ha dichiarato il 23 giugno alla radio Deutschlandfunk che un semplice 2% del denaro speso dal governo tedesco per salvare la Hypo Real Estate (110 miliardi di euro) basterebbe per garantire un pasto a tutti gli scolari del mondo. Il problema della fame nel mondo si è aggravato perché la speculazione ha spinto i prezzi del cibo così in alto che molta gente nei paesi in via di sviluppo, anche dopo la discesa dei prezzi, è costretta a spendere fino al 75% dei loro scarni redditi solo per mangiare.
Secondo alcune ONG, i 18 trilioni di dollari spesi finora per salvare le banche sono nove volte il volume degli aiuti globali allo sviluppo degli ultimi 49 anni.
Per quanto riguarda le accuse ai paesi industrializzati (tra cui l'Italia) di non aver tenuto fede agli impegni presi al G8 di Gleneagles nel 2005 di aumentare gli aiuti, c'è da precisare che a quel vertice il Premier Tony Blair impose le condizioni della "good governance" per ricevere gli aiuti, una condizione respinta dalla maggior parte dei paesi africani perché comporta il controllo neocoloniale degli "esperti di governance" stranieri che impartiscono lezioni di comportamento agli africani se questi vogliono ricevere i fondi. Le condizioni sono state rinnovate da Gordon Brown al vertice UE-UA (Unione Europea-Unione Africana) di Lisbona, nel dicembre 2007.


ANTONIO SOCCI:" QUELLO CHE GLI ITALIANI IGNORANO E' CHE TALE DISASTRO ERA STATO PREVISTO"




di Antonio Socci 15 GENNAIO 2012


Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell’Unione europea è precipitata. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).

Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.

Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d’animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.



UN ESPERIMENTO FOLLE.......
(.....)

UNA VOCE PROFETICA

Una delle voci nel deserto che videro in anticipo è quella di un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, uno così temerario e indomabile che già a venti anni era inviso al regime comunista sovietico il quale lo rinchiuse nei manicomi politici e nel gulag, torturandolo (infine – pur di disfarsene – lo cacciò via nel 1976 in cambio della liberazione in Cile del leader comunista Luis Corvalan).

Ebbene, Bukovsky, in una conferenza nell’ottobre del 2000, riportata di recente su “Italia oggi”, se n’era uscito con affermazioni che sembrarono allora esagerate, che forse lo sono, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.

Non mi riferisco solo a eventi come il commissariamento dell’Italia e della Grecia e il tentato commissariamento (in corso) dell’Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle “bocciature” di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate.

“Per quasi 50 anni” disse Bukovsky “abbiamo vissuto un grande pericolo sotto dell’Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell’Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito”.

Si riferiva all’Unione europea. Argomentava:

“Chi governava l’Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l’Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro”.

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giovedì 12 gennaio 2012

MARCO DELLA LUNA CI EVIDENZIA CHE NON SI PUO' PARLARE DI TRADIMENTO DI NAPOLITANO, NON AVEVA SCELTA !!! MA ...LEGGIAMO CIO' CHE PENSA CI TOCCHERA'!!!





di Marco Della Luna 12.01.2012


Non si è semplicemente gridato alla democrazia sospesa, o interrotta, e al colpo di stato. Media nazionali ed esteri hanno raccolto molti elementi indizi che l’impennata dello spread, la deposizione di Berlusconi, la nomina di Monti, l’instaurazione del suo governo etc. siano l’esecuzione di un piano preordinato, in cui la Germania ha giocato un ruolo chiave, da un lato mettendosi a vendere massicciamente i btp per farne impennare il rendimento, e dall’altra esigendo la sostituzione di governo mediante un colpo di palazzo. Un’estorsione politica internazionale, insomma. Molti vanno accusando Monti, e talvolta anche Napolitano come suo mentore e spalla, di tradire gli interessi nazionali perché fa una politica recessiva, diretta all’avvitamento fiscale, insostenibile già nel medio termine, e di tutto favore della Germania. Mi giunge persino voce che qualcuno abbia sporto denunce penali contro Monti e forse anche contro Napolitano, vagheggiando addirittura l’alto tradimento.

Vorrei qui chiarire le ragioni per le quali non ho mai aderito a tali accuse né a tale prospettazione dei fatti, che reputo insieme ingenue e ingiuste, perché non tengono conto dei reali (sia pur non pubblicamente riconoscibili) rapporti di forza internazionali, tra paesi “amici”. E dell’assenza di libertà di scelta. E del ruolo obbligato che il capo dello stato di un paese a sovranità limitata (perché vinto e occupato da 130 basi militari) svolge, nell’ordinamento internazionale, soprattutto in quello militare e finanziario, ossia quello di assicurare che il paese a sovranità limitata ottemperi ai suoi doveri verso paesi e potentati finanziari gerarchicamente sovrastanti. Un ruolo che va svolto per garantire l’unica forma realmente possibile di relativa autonomia e relativo benessere o non malessere. E soprattutto per preservare la pace, la stabilità in primis rispetto al rischio di una destabilizzazione interna.

In effetti la Germania è ben contenta che l’Italia resti nell’Euro, che si sveni per raggiungere i parametri che essa stessa le pone come condizione per restare nell’Euro. “Restate nell’Euro, maccheroni, e per farlo tagliate i redditi, colpite il risparmio, svenate l’economia reale, andate in recessione, come gli altri popoli inferiori, mentre noi alle nostre imprese diamo credito a basso costo per fare investimenti, espansione, innovazione e prenderci le fette di mercato che le vostre imprese lasciano libere, cessando l’attività per eccesso di tasse, di insoluti, di interessi passivi. La Germania resterà l’unica potenza industriale del continente, controllando anche l’industria francese che essa finanzia col suo attivo commerciale.” E ieri: “Bravo Monti, hai fatto fare all’Italia salti mortali, torna presto a Berlino, quando tutto sarà finito ti daremo la Croce di Ferro. Intanto ti diamo un poco di ossigeno per il Fondo Salvastati, ti abbassiamo un poco lo spread, ti esoneriamo dall’obbligo di ridurre del 20% l’anno la quota di debito pubblico eccedente il 60% del pil, però in cambio le nostre banche, finanziandosi all’1% presso la BCE, comperano i btp che rendono a noi, e costano a voi, il 5,6, 7 %, così vi dreniamo tutto il reddito che altrimenti potreste usare per risollevare la testa, voi popolo inferiore, negri bianchi!

Eh già, proprio questo è il risultato dell’incontro berlinese Monti-Merkel: il Nostro, con la sua manovra, ha tagliato i garretti all’economia italiana, così che la Germania è rassicurata che essa non possa risollevarsi e farle concorrenza o semplicemente recuperare una qualche autonomia strategica. Ottenuto ciò, la Merkel concede fondi per sostenere il btp, e insieme solleva la mannaia del vincolo di riduzione forzata del debito. In questo modo tiene in vita il governo italiano, evita che la situazione precipiti, per l’Italia, ossia che lo spread rimanga troppo alto, insostenibile, e che Monti debba fare manovre da 40 – 45 miliardi l’anno per ottemperare all’obbligo di riduzione del debito. La Merkel non ha concesso un aiuto all’Italia, ma ha semplicemente dato ossigeno al governo per consentirgli di portare a termine una politica che, col pretesto del rigore di bilancio, sta deindustrializzando l’Italia e così facendo gioco alle mire di Berlino. E presto, per far cassa, dovrà aggredire ulteriormente i risparmi delle categorie non forti. Perché l’Italia in recessione potrà tirare avanti entro l’Euro solo mangiandosi il risparmio con le tasse, e vendendo i beni e le aziende di pubblica proprietà.

Se si fosse andati avanti con lo spread in salita nonostante i tagli e le tasse, e in più con un’ulteriore manovra di 40 – 45 miliardi, in fase già recessiva, il paese si troverebbe, in pochi mesi, sottoposto a tali traumi e a tali minacce, che potrebbe insorgere ed esigere l’uscita dall’euro prima che sia ultimato il processo di eliminazione dell’industria nazionale, esigere il ritorno alla sovranità monetaria nazionale nel senso di una Banca d’Italia come era prima del 1982, ossia tenuta a comperare il debito pubblico a rendimenti modici e sostenibili, proteggendoci sia dall’aggiotaggio (speculazione ribassista) internazionale, come quello fatto da banche tedesche per scatenare l’impennata dello spread, che dal peso di tassi come quelli che paghiamo adesso. E potrebbe spingersi a pretendere che la banca centrale nazionale fosse pubblica, anziché privata. E poi naturalmente potrebbe fare come gli islandesi, ossia imporre di non pagare i debiti verso gli speculatori stranieri. Non so se sia chiaro, ma le nostre imprese stanno chiudendo a raffica, mandano una pioggia denunce di cessazione ai Comuni… dall’Euro usciremo in ogni caso, ma se usciamo adesso, usciamo con una struttura produttiva abbastanza consistente, mentre se ci sottoponiamo alla chemioterapia di Monti per restare nell’Euro, tireremo avanti ancora per qualche anno, poi ne cadremo fuori senza più un tessuto produttivo decente e vitale.

Ma lo sapete quale sarebbe la rata annuale di pagamento (ammortamento) del debito pubblico di 2.000 miliardi in 20 anni al tasso del 5%? Sarebbe di circa 180 miliardi! Cercate nel web un sito che faccia il calcolo del piano di ammortamento di un mutuo. E’ questo che non i media e le istituzioni non dicono MAI: che rimborsare il debito pubblico è impossibile – a meno di una brutale svalutazione dell’Euro. Il debito sovrano dell’eurozona non può essere ridotto, ma solo trasferito su paesi più deboli, che dovranno dar fondo ai loro redditi e ai loro risparmi per pagare non il capitale, ma gli interessi – per far quadrare i conti. Fino ad esaurimento. L’unica via di uscita è il ripudio del debito pubblico (e privato) detenuto dagli speculatori, in quanto ingiusto. Tutte le pompose storie di virtuosità, di rigore di bilancio, di tasse eque, vanno in pezzi, come frottole, davanti alla verità matematica. E con essa va in pezzi la credibilità delle “Autorità” che le gabellano.

Monti potrebbe fare altro da ciò che sta facendo? Napolitano poteva fare altro? Semplicemente, no. Il vertice della piramide dei poteri aveva già deciso e pianificato: la Fed (vedi audit GAO) aveva già messo a disposizione delle banche che ne sono proprietarie molte migliaia di miliardi di dollari a tasso pressoché nullo e senza scadenza di rimborso, in modo da consentire loro di comperare a costo zero gli asset (anche) europei, (anche) italiani, come confermava che stanno facendo il N.Y. Times del 26.12.11. Ossia, possono comperare a costo zero beni reali, redditizi, come aziende, impianti, immobili, btp, che a noi sono costati lavoro e tasse. E poi ne ricavano un reddito, in parte pagato da noi. Comperano a costo zero, per esempio, i nostri btp che rendono il 7%. Quindi si prendono una parte del nostro reddito nazionale. La Germania domina le istituzioni comunitarie, in cui ab origine la maggioranza assoluta dei funzionari sono tedeschi. Le sue banche sono in grado di mettere in ginocchio e ricattare ogni governo italiano alzandogli i rendimenti e agendo via BCE. Ecco: di fronte a questi evidenti rapporto di forza, del tutto impari e irresistibile, e di fronte a tali volumi di fuoco monetario, a simili piani di potenza e – diciamolo pure – di imperialismo, come si può pensare che un governo o un capo dello stato italiano abbia la possibilità di opporsi, o abbia un’autonomia? Al massimo potrà cercare di ottenere un minimo. Un paese come la Germania può ottenere qualcosa di più, ossia di collocarsi, nella catena alimentare, uno scalino sopra paesi come l’Italia, la Grecia e la stessa Francia. Ed è quello che succede.

Certo, in teoria Monti poteva tagliare i grandi sprechi della spesa pubblica, i carrozzoni inutili, l’assistenzialismo, le 25.000 poltrone di amministratori di società partecipate, gli sprechi della politica, di grande elusione fiscale, etc.; poteva destinare una parte del risparmiato a ridurre lo stock di debito, e una parte a finanziare la ripresa, lanciando in tal modo un segnale forte e strutturale – ma nella realtà ciò non si può fare perché altrimenti si perde il consenso, il sostegno e il voto di milioni di elettori e della partitocrazia, tutta o quasi. Potrebbe farlo soltanto un vero dittatore, che non avesse bisogno del consenso o non-dissenso partitico, clericale, mafioso, che si appoggiasse direttamente al popolo e alle forze armate. Ma questo è impensabile. Nella morsa dei due vincoli – quello dei potentati stranieri dominanti, e quello delle caste interne condizionanti – l’Italia e i suoi governanti non hanno scelta, e il paese, irriformabile, è condannato al marasma e alla liquidazione.

12.01.12

Marco Della Luna