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martedì 24 settembre 2013

IO HO DECISO DI APPROFONDIRE CIO' CHE DICE L'EX PM PAOLO FERRARO....E TU? PREFERISCI NON SAPERE? COSA RACCONTERAI AI TUOI NIPOTI? IO NON C'ERO E SE C'ERO DORMIVO???




"STATO-MAFIA" TgCafe24 intervista integrale di Paolo Ferraro ALTERNATIVA ALLE CASTE DEVIATE E NON ,

OCCORRE FAR SAPERE ..... INFORMARE IL PAESE .

CASTE STATO MAFIA E REALTA' CRIMINALI SOVRANAZIONALI INFILTRATE, EVERSIONE CONVENZIONALE E NON SI BATTONO SOLO INFORMANDO E CREANDO UN FRONTE CONTRAPPOSTO OLTRE LE FALLACI ARCAICHE DISTINZIONI TRA DESTRE E SINISTRE USATE DA SPECCHIO E COPERTURA



BLOG COLLEGATO CDD CON BANCHE DATI


LA GRANDE DISCOVERY CDD (memoriale, memoria ed esposti memoria con link ipertestuali a documenti, audio, video, voideoconferenze, banche dati compresa banca dati progetto MK- ULTRA )




martedì 13 aprile 2010

UN SAGGIO SINTETICO DI MARCO DELLA LUNA SULLA STORIA D'ITALIA PER GIUNGERE AL DECLINO DELL'ITALIA UNITA DI OGGI





ANCORA SUL DECLINO

Archiviato in: MONETICA ED ECONOMIA POLITICA — at 9:49 am on lunedì, aprile 12, 2010

Il mio articolo La Meta del Declino Italiano QUI (scritto il 19 Marzo, e in seguito aggiornato) ha suscitato commenti in parte basati su malintesi, e che richiedono qualche chiarificazione.

L’articolo si basa fondamentalmente sui dati econometrici, oggettivi, dati di realtà, forniti dal recentissimo saggio di Luca Ricolfi Il Sacco del Nord. Questi dati dimostrano che lo Stato italiano, da 60 anni oramai,  spolia delle loro risorse e dei loro redditi Veneto, Lombardia, e secondariamente Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Marche, per trasferire questo bottino in Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Umbria, Liguria, Val d’Aosta, e Roma. Evidenzia che questo spolio, giustificato dal progetto di perequare le regioni povere alle regioni ricche, non ha prodotto alcuna perequazione, anzi il divario è aumentato. Quindi è un trasferimento che  viene portato avanti con altri fini.

Il mio articolo ha il fine di descrivere il funzionamento del sistema di potere presente in Italia, evidenziandone i presupposti, gli effetti, e formulando previsioni sulle chances che possa essere modificato (dalla politica, dalla giurisdizione), su quanto potrà andare avanti, con quali sviluppi; e su quali eventi possano porre fine ad esso.

In base a queste previsioni, formulo consigli per i lettori – ossia, emigrare (non fare la secessione).

Né il libro di Ricolfi (che sta ritornando su quei temi con nuovi argomenti, mediante articoli e conferenze), né il mio articolo, fanno valutazioni morali o antropologiche  sui meridionali, né affermano che tutto il Nord sia spoliato e tutto il Sud sia parassita (anche se, nel complesso, ciò è vero): Umbria, Liguria, Val d’Aosta, Roma sono “prendenti” e non sono meridionali; la Puglia non è “prendente”, ed è meridionale. Ricolfi, in un suo articolo su La Stampa del 1° Aprile, osserva che la Lega Nord va forte nelle regioni spoliate, che quindi esprime la resistenza alla spoliazione.

Non affermo, anzi nego, che i Meridionali poveri ricevano tutto il bottino del sacco del Nord compiuto dalla casta politica: essa usa il Sud povero come pretesto per spoliare il Nord, ma una buona parte di quelle risorse viene la dirotta all’estero, oppure su grandi società che, oltre ad eludere il fisco, non reinvestono in Italia. Di quello che viene speso al Sud e in Roma, buona parte, forse una metà, finisce in opere pubbliche inutili, in servizi pubblici fasulli, in salari inutili, in pensioni di falsa invalidità, in lauti appannaggi per pubblici amministratori più o meno disutili (€ 400.000 l’anno ad ogni consigliere comunale siculo). Una parte minoritaria va effettivamente a beneficio di persone che ne hanno bisogno. Ma è assistenzialismo, non investimento, non perequazione. Con i circa 300 miliardi di euro ricevuti, non si è creato reddito e produzione, ma rendite e burocrazia. E si rafforzata la classe dirigente delinquenziale . Queste spese-sprechi-assistenzialismi producono consenso, voti, sponsorizzazioni alla politica che le garantisce. Producono anche una mentalità tra il rassegnato e l’opportunista. Una mentalità che non si interessa, anzi neppure sa che cosa sia, l’efficienza, la produttività. Che non sa chiedersi “che utilità reale produce ciò che sto facendo, ciò per cui mi pagano?”. Mentalità tipica anche della burocrate, che sovente non percepisce il costo sociale e l’inutilità o disutilità propria e dell’ufficio in cui lavora. E ci ritroviamo con una burocrazia del 34% superiore a quella tedesca, con un’efficienza assai inferiore. Però questa è la media del pollo, perché la burocrazia lombarda è una frazione di quella siciliana. Ricolfi stima al 5% il tasso di inefficienza della pubblica amministrazione lombarda, contro il 55% di quella sicula.

Non affermo che il Sud, o meglio il Regno delle Due Sicilie, al tempo della sua conquista, fosse un paese arretrato e misero rispetto al Regno di Sardegna. Anzi – come spiego nel mio saggio del 2008, Basta (con questa) Italia – con l’eccezione di alcune sue aree estremamente svantaggiate, era più prospero, più avanzato nelle arti e nelle scienze, e, al contrario di quello, aveva le finanze in ordine. Proprio per questo era allettante, come terra di conquista. Inoltre era riuscito, per secoli, a difendersi dalla potenza Ottomana.

Non affermo che il Sud non abbia a sua volta subito spoliazioni: ne ha subite di brutali, accompagnate da feroci eccidii di civili – come spiego nel suddetto saggio – ad opera di Garibaldi, Bixio, Crispi, durante e dopo la conquista nel 1860; e furono tali spoliazioni a ridurlo come esso è a tutt’oggi. Ma non su mandato e nell’interesse del Nord (Veneto e Mantova saranno annesse solo nel 1866;  Friuli V.G. e Trentino A.A. solo nel 1919), bensì su mandato e nell’interesse di Londra, che sfruttava il dissesto finanziario del Regno sabaudo per mandarlo a conquistare e saccheggiare il resto d’Italia, e insieme voleva costituire sotto le Alpi una media potenza che disturbasse l’Austria-Ungheria, l’espansionista Germania di Bismark, e la Francia imperiale di Napoleone III. Buona parte dei tesori e delle concessioni minerarie del centro e sud Italia finirono oltre manica, in effetti. I Savoia saccheggiarono anche lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana.

Il Trattato di Plombières tra Torino e Parigi stabiliva che le annessioni piemontesi si fermassero a nord del Lazio. La spedizione dei Mille, assistita dalla flotta britannica dell’Amm. Mondy (senza di cui sarebbe stata annientata dalla Marina borbonica), con la successiva annessione del Regno delle Due Sicilie, era contraria ai disegni del Conte di Cavour, il quale era consapevole che i meridionali avevano, nel complesso, un sistema sociale e valoriale, una mentalità, poco compatibili con quelli prevalenti nei popoli del Nord. Quando Camillo Benso morì, nel 1861, lasciò scritti in cui spiegava che, perlomeno, si doveva dotare Nord e Sud di due legislazioni separate. Ma anche questo suo consiglio fu, purtroppo, disatteso, e i Savoia, coi loro burattinai d’oltremanica, accozzarono ciò che ancora oggi non sta insieme: un paese costituzionalmente non funzionale e, oramai, anche non vitale, vista la sua persistente incapacità di reagire al suo ventennale declino.



Non affermo che la Mafia sia solo al Sud, ma è notorio che solo al Sud essa è dominante e capillarmente presente nella società, con ampie basi popolari (secondo il Viminale, il 72% dei Meridionali “sente” la presenza della Mafia intorno a sé). Vi è ampia letteratura storiografica che dimostra che la mafia era assai forte nelle istituzioni centrali dello Stato anche nel Ventennio, e che il governo USA deliberatamente rinforzò tale presenza dal 1944 in poi. Forme mafiose di controllo dei poteri pubblici e del mercato si hanno ovviamente anche al Nord, anzi in tutto il mondo o quasi: basti pensare ai cartelli delle materie prime, del cemento, delle sementi, del credito, del petrolio. O ai c.d. comitati d’affari, che altro non sono che cosche mafiose, anche se sovente non usano i metodi materiali caratteristici della mafia. O a quelle regioni tradizionalmente e stabilmente dominate da un certo partito politico, dove bisogna fare la volontà delle direzioni locali di quel partito, se si vuole vincere un posto pubblico o un pubblico appalto, od ottenere una licenza, una concessione, un permesso, e conservarla dopo averla ottenuta.



Dopo aver chiarito ciò che non affermo, passo a chiarire ciò che affermo.



Affermo che aree geografiche (come il Meridione, la Grecia, il Portogallo) aventi bassa produttività e alta inefficienza  non possono svilupparsi né pareggiare la bilancia dei pagamenti se hanno una valuta forte (come l’Euro), perchè non riescono ad esportare e non attirano turismo e investimenti.



Affermo che la stessa circostanza che il paese Italia comprende due aree, di cui una sviluppata, produttiva ed efficiente, e un’altra sottosviluppata, sottoproduttiva e inefficiente, determina – ribadisco:determina – il  tipo di politica, di produzione del consenso e di esercizio del potere, che si pratica in Italia:

-mantenere il Sud nella povertà e nell’inefficienza, nel bisogno,

-onde avere sempre la giustificazione per prelevare moltissimo al Nord

-col pretesto di trasferire e perequare o assistere il Sud;

-intercettare e usare quanto più possibile di quei prelievi per arricchirsi e comperarsi voti e sostegni.



Dato che si fa politica come mezzo per acquisire ricchezza e potere, se vi è un modo di acquisire ricchezza e potere molto più facile e redditizio tra tutti quelli possibili, la politica sceglie e mantiene quel modo sinché rimane qualcosa da raschiare, anche se quel modo è distruttivo.’In Italia, sinché perdurerà quella composizione, non è possibile che sia fatta una politica diversa da questa, perché questa è la politica più redditizia e più facile, e i nostri politici sono selezionati, generazione dopo generazione, per fare questa politica e nessun’altra.

La stessa composizione dell’Italia, con la sua area ricca e la sua area povera, crea un’opportunità di profitto che è superiore ad ogni altra possibile formula, quindi determina che sia sfruttata proprio quellaopportunità.

Ecco perché si cambiano i colori delle maggioranze e si fanno molte riforme, ma niente cambia nella sostanza, e il paese rimane immobile e sempre più indietro rispetto agli altri.

Finché non venga meno questa opportunità, ossia la compresenza di un’area ricca e di un’area povera entro lo Stato italiano, quel tipo di politica continuerà, non importa quali danni esso produca.



Che cosa può far venir meno quest’opportunità? Non la “giustizia”, che può agire su casi singoli, se il sistema è complessivamente sano, e non certo sull’intero sistema. Non la perequazione del Sud al Nord, che è contraria agli interessi oggettivi della politica e che non in 60 anni non è nemmeno iniziata, e che è contraria agli interessi dei politici. Piuttosto, la perequazione del Nord al Sud – perequazione che è in corso attraverso lo spolio del Nord, che lo priva delle risorse anche per gli investimenti e la competitività nelle esportazioni. Forse un federalismo fiscale che ponga fine allo spoglio delle regioni efficienti e che, portando all’aggregazione di macroregioni omogenee, prepari il vero federalismo, che consiste nella libera scelta di ciascun popolo indipendente di federarsi o non federarsi, mediante un trattato (foedus, appunto, in Latino) con un altro popolo. Ossia, alla possibilità per Lombardi, Veneti, Emiliani, Piemontesi, di votare se federarsi o no, e a quali condizioni, con le altre regioni, mettendo in comune alcune funzioni, come la moneta, la difesa, la politica estera, una quota dei redditi, etc. Perché il federalismo, giuridicamente, è esattamente questo, non ciò che oggi si fa credere alla gente.



Affermo, inoltre, che, per le suddette ragioni, non solo il Nord, ma anche il Sud, oggi, avrebbe oggettiva convenienza a separarsi.

Il Nord, ovviamente, avrebbe l’immediato sollievo di trattenere circa 80-90 miliardi l’anno e di non essere più governato da Roma e dalla fauna romana, né da partiti collegati con la mafia del Sud, perlomeno per ragioni elettorali. Potrebbe abbattere la pressione fiscale e contributiva e investire in infrastrutture, ricerca, scuola, ambiente.

Il Sud, nel breve termine, perderebbe, è vero, 20-30 miliardi l’anno per effetto della separazione, ma li perderebbe egualmente fra due o tre anni, quando il Nord, per effetto delle spoliazioni, finirà fuori mercato. In compenso, avrebbe una serie di vantaggi immediati o quasi:

-         la sua classe politica (mafiosa e paramafiosa) sarebbe automaticamente definanziata, quindi perderebbe potere;

-         riceverebbe cospicui fondi strutturali dall’Unione Europea, che dovrebbe mandare suoi commissari a usarli sul territorio;

-         uscendo dall’Euro, rilancerebbe le esportazioni e i turismo, nonché la produzione interna;

-         non potendo più scaricare sul Nord i costi della propria inefficienza e degli sprechi, sarebbe finalmente costretto a divenire efficiente.



La separazione è l’unica riforma che possa rendere efficiente l’Italia ed elevare il Sud. Nessun’altra riforma può riuscire, se prima non si fa questa. Nessuna è mai riuscita. Di nessuna maggioranza politica. Non riuscirà in ciò nemmeno il c.d. federalismo fiscale, perché, ammesso e non concesso che lo lascino andar a regime, non risolve il problema monetario, ossia il fatto che l’Euro è una moneta troppo forte per consentire lo sviluppo economico del Sud e pure del Centro.

La separazione è inoltre l’unica riforma che possa porre fine al sistema di potere partitocratico che si è consolidato in Italia, e che tiene sottosviluppato il Sud per avere il pretesto di depredare il Nord, e che intercetta i trasferimenti per arricchirsi e comperarsi i consensi e i voti. E in tal modo governa e prospera senza aver da curarsi della gestione del paese.

Ma, proprio perché questo sistema è così redditizio e facile da gestirsi, quella riforma non si farà. La classe politica italiana, che non ha le capacità di gestire un sistema diverso, la impedirà. Criminalizzerà il solo parlarne. Già il Presidente ha pronunciato il dogma dell’unità d’Italia. Forse però vi saranno conati di liberazione, al Nord, nel prossimo inverno. Infatti già da oltre un anno, al Nord, è in corso una moria di piccole e medie imprese, e a Maggio le imprese dovranno rinegoziare le loro linee di credito con le banche, e presenteranno i loro brutti conti del 2009 e i loro portafogli d’ordinazioni per il 2010 (-23% circa). E le banche sono esse stesse in difficoltà di bilancio. Quindi è da aspettarsi una marea di licenziamenti, chiusure, fallimenti per l’autunno prossimo. Il Nord allora sentirà in modo stringente che, unito al Sud e a Roma, è spacciato. A quel punto, è possibile un forte movimento di protesta e ribellione a quella che lo stesso Luca Ricolfi chiama “ingiustizia territoriale”. Ma non credo che si potrà arrivare all’indipendenza: troppo forte, soprattutto militarmente, è lo Stato romano. Troppo coesa, nel suo interesse distruttivo e nella sua incompetenza, è la casta politica romana.  Da qui il mio consiglio: emigrare. L’Italia non ha futuro. E’ un cadavere che cammina, senza prospettive.



Qualcuno mi ha criticato ricordandomi che io stesso ho più volte scritto che il problema di fondo, comune all’Italia e a quasi tutti gli altri paesi, e non superabile mediante la separazione, è quello monetario, del signoraggio bancario, del debito infinito, del crescente costo del debito sul reddito, di cui parlo in Euroschiavi, in Polli da Spennaree ne La Moneta Copernicana. Confermo che tale problema non sarebbe superato dalla separazione tra Nord e (Centro-)Sud. E’ ovvio. Ma questo problema non verrà mai nemmeno affrontato, perché il potere monetario è uno strumento di dominio sociale irrinunciabile per chi lo detiene, se non anche per la soluzione forzata del problema ecologico; però, entro i limiti economici che vengono e continueranno a venire posti dal potere monetario, ci sarà sempre molta differenza tra un sistema di vita europeo, con un tasso di inefficienza del 5%, e uno africano, con un tasso di inefficienza al 55%. E solo la separazione può assicurare al Nord, e consentire al Sud, di vivere in Europa anziché in Africa nei decenni a venire.

06.04.10

Marco Della Luna

Fonte:
http://marcodellaluna.info/sito/?p=136

giovedì 27 agosto 2009

ONOFRIO STAGNO DA PERSEGUITO PER MAFIA-TRUFFA-TRAFFICO DI DROGA A PRESIDENTE DI OSPEDALE PRIVATO A PIURA-PERU.....E INDAGARE ?

Cari amici,

sarà perchè sono proprio allergica ai truffatori e..... quindi vi segnalo quello che, solo ieri,  un amico peruviano mi ha riferito. Leggete i due articoli che ho sotto postato  e poi mi dite se non viene anche a voi qualche dubbio.

Oggi abbiamo tutti uno strumento fra le mani,  internet, che ci permetterebbe di fare terra bruciata attorno ai  truffatori ............usiamolo !!!

Comincio  col dirvi : occhio !!!!  Il signore a fianco è certo ONOFRIO STAGNO conosciuto in Piura  come "senor Norino" diventato,non si sa bene come, il presidente del consorzio che nell'ospedale privato  costruito nel distretto di Piura-Pe  pare abbia investito 2,5 milioni di usd.

Detto ospedale doveva essere aperto il 16 di marzo 2009, non so se lo abbiano aperto oppure se ci siano stati dei problemi e che tuttora ne siano venuti altri alla luce che abbiano impedito detta apertura. Vi terrò informati.

Quello che è certo : a Piura hanno aperto gli occhi, forse un po'  tardi ma sempre meglio tardi  che mai.

Agli amici di Piura suggerirei di fare sempre un'interrogazione sui motori di ricerca di tutti i  "signori" che si  presentano loro col portafoglio gonfio,non sempre sono benefattori.

 Los Portales in Piura ........lo ricordo bene,ottimo albergo con ottima compagnia (all'epoca nov.2007) ma questa è un'altra storia e non è il luogo ed il momento di raccontarla.

Buon lavoro a tutti

 Tir rubati, sgominata banda

Ondata di arresti nella Gta, sequestrate armi, marijuana e cocaine

Articolo pubblicato il: 2006-05-26 su il Corriere Canadese
Spacciavano marijuana e cocaina, rubavano auto-articolati per rivendere la merce trasportata, avevano messo in piedi una truffa per la concessione di falsi mutui ad ignari cittadini. Ora, dovranno rispondere di più di 138 capi d'imputazione, che vanno dal furto al possesso di armi detenute illegalmente, passando per lo spaccio di sostanze stupefacenti alla frode. La polizia di Toronto ha smantellato un'organizzazione criminale che, stando a quanto confermato dagli inquirenti, si stava conquistando un ruolo di primo piano nella malavita di Toronto. 

Nell'operazione gli agenti della Toronto Police, in collaborazione con i poliziotti della York Regional Police, della Peel Police e dell'Ontario Provincial Police, hanno arrestato 23 persone, quasi tutte residenti nella Gta.

L'inchiesta, durata molti mesi, era iniziata in seguito alla denuncia di un camionista del furto del proprio auto-articolato. Ma sin dalle primissime battute investigative era subito parso chiaro agli inquirenti che il furto non poteva essere ricondotto ad un semplice episodio isolato.

Si trattava, al contrario, di un singolo tassello di un mosaico estremamente più complesso. E gli inquirenti hanno iniziato ad allargare le indagini ad altri furti simili avvenuti nella Gta negli ultimi mesi.

Ben presto la polizia è riuscita a delineare una prima, parziale lista dei componenti dell'organizzazione: ramificata sul territorio, strutturata con gerarchie ben definite e con compiti precisi per ciascun componente, la banda - stando a quanto appurato dagli inquirenti - stava acquistando sempre più potere nella mala torontina.

Una volta che la polizia è stata in grado di stabilire compiti e funzioni di ciascun componente, è scattata l'ondata di arresti. 

Nei guai sono finiti Hosseingholi Missaghi, Arash Missaghi, Laila Alizadeh di Richmond Hill, Lily Morra e Selwyn Oraha di Woodbridge, Leonardo Russo di Maple, Dave Borges, Margarida Brasil, Rondah Cairns e Valery Lomakie di Aurora, Robert Cosentino di Oakville, Artur Prokopenko, Benito Zappia, Jack Keogh, Natalia Tolbatovska, Bruno Cosentino e Michael Jarvie di Toronto, Onofrio Stagno e Vitale Prokopenko di Vaughan e tre cittadini americani, Martin Cordero, Michelle Degiorgio-Velasquez e Carlos Degiorgio-Velasquez, tutti residenti a Cheektowaga nello Stato di New York.
Nel blitz che ha portato all'arresto dei 23 presunti componenti della banda - una serie di raid a cui hanno partecipato decine di agenti di polizia - sono state sequestrate quattro autovetture, 18 autoarticolati ancora carichi della merce rubata (per un valore stimato dagli inquirenti non inferiore ai tre milioni di dollari), circa 100mila dollari in contanti, un ingente quantitativo di marijuana pronta per essere spacciata (valore di circa 25mila dollari), una calibro 45 e un quantitativo imprecisato di Mdma e cocaina.
Hospital Privado del Perú abre sus puertas el 16 de Marzo.




ATENDERÁN A 34 MIL PACIENTES, Y COSTO DE CONSULTA SERÁ DE 10 SOLES

Jueves 12 de Marzo 2009
Magazine Norteño
En conferencia dePrensa realizado en los Portales de Piura, el Consorcio Italiano-Canadiense, anunció la inaguración de su local para el día viernes 13 de marzo, este se encuentra ubicado en el Km 5 de la Carretera Piura-Catacaos, exáctamente en el Caserío Simbilá.



El Gerente General Dr. Raúl Suárez Avilés, anunció que el objetivo es atender a 34 mil pacientes, aunque podría aumentar este número, teniendo en consideración que se atenderán a pacientes de Ecuador hasta Trujillo, ofrecerán atención de primera con médicos preparados y que laborarán doce horas diarias.


El Hospital Privado del Perú, abrirá sus puertas al público en general el próximo lunes 16 de marzo, el consorcio ha invertido hasta la actualidad mas de 2 Millones y Medio de Dólares americanos en: 34 consultorios de diagnóstico, 1 laboratorio, 1 farmacia, 5 consultorios de imagen, dos restaurantes, uno para pacientes y otro para personal del hospital.



Así mismo dijo Suárez, que dicho centro de salud contará con equipos de última tecnología, como un Tomógrafo de 14 cortes, muy superior al del Hospital Jorge Reategui, que solo llega a 6 cortes, además dijo porque en piura, simplemente por ser la región más poblada a parte de Lima, y por que existen deficiencias en los hospitales que hay en nuestro departamento.
También dijo, que, en esta primera etapa el nuevo nosocomio sólo atenderá consultorio externo, a través de todas las especialidades, no habrá atención en Psicología y Cirugía Plástica, además de la hospitalización ni emergencia, las cuales serán atendidas más adelante, y finalmente añadió. que el Consorcio Italo- Canadiense construirán m{as adelante, Hospitales en : Ica, Chimbote, Arequipa y Cajamarca.

09 de mayo del 2009

Diario El Regional de Piura


Hospital Privado del Perú y Fundación Oftalmológica del Norte realizarán campaña
    * Hospital Privado del Perú atenderá caso de menor afectada por supuesta negligencia médica
 Mayo,09,2009.- Piura. En Piura existen aproximadamente. 11000 pacientes ciegos, de éstos el 60 % se debe a catarata, la primera causa de ceguera evitable en el mundo, otro 15% se debe a Glaucoma causa irreversible de ceguera, 10 % de ellos a retinopatía diabética y 15 % a otras enfermedades. Ante estas alarmantes estadísticas, el Hospital Privado del Perú y la Fundación Oftalmológica del Norte anuncian la campaña dirigida a toda la población mayor de 50 años a fin de detectar enfermedades como catarata y glaucoma, que si bien es irreversible lo que se busca es detectarlo a tiempo y darle tratamiento para evitar una mayor pérdida de visión.
Esta Campaña Oftalmológica se desarrollará partir del sábado 16 y durante todos los sábados del mes, de acuerdo a la demanda se ampliarán los días de atención.Los precios son realmente simbólicos- desde 10 soles, teniendo derecho no sólo a la consulta sino a todo el procedimiento oftalmológico. Las intervenciones quirúrgicas serán cobradas de acuerdo a la economía del paciente, es decir un 70 % de diferencia con otras instituciones.
Con la finalidad de informar a la población sobre esta campaña, a través de los medios de comunicación, el día miércoles 13 del presente mes a las 11:30 a.m. se realizara una conferencia de prensa en el Hotel Los Portales, para tratar además la problemática de la salud ocular de los piuranos.
Hospital Privado del Perú atenderá caso de menor afectada por supuesta negligencia médica
Román Ricardo Rojas(41), de nacionalidad argentina y residente en nuestro país desde hace más de 12 años, sorprendido narra que el 21 de junio del 2006 su hija L.M.R.M.(14) ingresó al Hospital Santa Rosa por una supuesta apendicitis por lo que tendría que someterse a una operación; ya en el quirófano, el médico le extirpo un ovario sin autorización de sus padres.
Tiempo después (el pasado domingo) presentó problemas nuevamente, la llevó al mismo Hospital y le recomendaron extirparle el otro ovario, decidió llevarla al Hospital Privado del Perú y los médicos le dijeron que no fue ni es necesario extirparle órgano alguno.
La adolescente ha quedado delicada de salud sumándose problemas al colon e incluso la pérdida de una vista y la situación se agrava aún más porque el humilde padre argentino, chef de profesión no tiene trabajo para aliviar las condiciones de salud de su hija
Ante esta situación tan crítica, Onofrio Stagno, Pdte del Directorio del Hospital Privado del Perú ha adoptado como suyo el problema, comprometiéndose a solucionarlo, brindándole toda la atención a la paciente.
Diario El Regional de Piura
Fonte:http://www.elregionalpiura.com.pe/archivonoticias_2009/mayo_2009/mayo_09/regionales_09a.htm

21 de mayo del 2009

Diario El Regional de Piura


Hospital Privado del Perú y mototaxistas piuranos firman convenio para atención de salud

 
Mayo,21,2009.- Piura. El Hospital Privado del Perú y la Asociación de Mototaxistas AFOCAT de la Región Grau, presidida por José Nima Rosas firmaron un Convenio Interinstitucional, que les permitirá acceder a un seguro de atención asistencial y de emergencia ambulatoria y en el caso de accidentes serán derivados a clínicas particulares con quienes se tiene convenio.
Además con este seguro, los más de 5 mil asociados tendrán hasta un 20% de descuento en medicina, laboratorio e Imágenes, es decir radiografías, tomografías etc.
Por otro lado, el Hospital Privado del Perú, anunció que a partir de mañana (jueves 21 mayo) se iniciará una campaña dental dirigida a niños en edad escolar de 5 a 15 años y a mujeres gestantes quienes tendrán hasta un 50% de descuento en profilaxis y fluorización, es decir limpieza: eliminación de sarro y placa bacteriana, además de un pulido para que no se acumule el sarro.
El segundo paso es la Fluorización: aplicación de fluor para reforzar el esmalte dental contra la caries. Esta campaña contará con profesionales de la Universidad de San Marcos, Villa real, y Garcilazo de La Vega, quienes atenderán con equipos de ultima generación.
Además se informo sobre el próximo lanzamiento de los planes anuales de Salud Familiar para familias jóvenes de bajos recursos económicos.
Diario El Regional de Piura
Fonte:http://www.elregionalpiura.com.pe/archivonoticias_2009/mayo_2009/mayo_21/regionales_21i.htm
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