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sabato 4 febbraio 2012

L'OPINIONE DI DON CURZIO NITOGLIA: IRAN, USA, INDIA E IL “NUOVO ORDINE MONDIALE” ALLA LUCE DELLA “TEOLOGIA DELLA STORIA”

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d. CURZIO NITOGLIA
3 febbraio 2012

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Promemoria



*Cosa sta succedendo nel mondo? È quello che ci domandiamo tutti. La crisi economico/finanziaria a livello mondiale rischia di mettere in ginocchio come minimo l’Italia se non l’Europa; la crisi religiosa - soprattutto in ambiente ecclesiale cattolico - ha sconvolto le anime del mondo intero, ed infine la crisi bellica, specialmente a partire dalle cosiddette “Rivoluzioni primaverili arabe” del 2011 (che hanno portato le superpotenze Usa/Israele/Nato & Iran/Russia/Cina a fronteggiarsi in questi giorni e a far parlare seriamente di una probabile conflagrazione atomica mondiale), pongono degli interrogativi che - anche e soprattutto nel mio caso specifico di sacerdote cattolico romano - non possono essere elusi e debbono essere letti alla luce della “teologia della storia”. Come S. AGOSTINO lesse la caduta di Roma sotto la pressione dei barbari nella sua famosa opera De civitate Dei, così oggi tocca a noi (“si licet parva componere magnis”) ‘cattolici integrali’ cercare di scandagliare, aiutati dalla Tradizione e dalla Scrittura, gli avvenimenti odierni partoriti dal passato prossimo e forieri di frutti futuri buoni e cattivi. Soprattutto oggi che disponiamo di internet e possiamo facilmente far giungere in ogni parte del mondo il nostro “giornale” sarebbe un grave peccato di omissione non usare tale mezzo. Si pensi a don BOSCO e a padre KOLBE, i quali hanno impiegato tutte le loro risorse e lo sforzo apostolico per la diffusione della buona stampa, anche quella alternativa, (ad esempio, p. KOLBE è stato uno dei maggiori diffusori ed editori dei “Protocolli dei Savi di Sion” in tutte le lingue; mentre don BOSCO ha scritto una trentina di volumi sulla Storia d’Italia, della Chiesa, dell’Antico e Nuovo Testamento, più vari altri di confutazione del Protestantesimo, del Liberalismo, della Massoneria e del Risorgimento). S. TOMMASO D’AQUINO insegnava: “contemplare et contemplata aliis tradere”. Non è bene “nascondere la fiaccola sotto il moggio, ma bisogna porla in alto” di modo che illumini tutti, insegna il Vangelo. 



*Non è mia intenzione di fare il ‘reporter’; altri lo sanno fare molto meglio di me (“a ciascuno il suo mestiere”). Ho solo cercato di illustrare, riportando e sintetizzando quanto scritto dalla contro-informazione sugli ultimi avvenimenti (a partire dalla Libia sino alla Siria, che è la testa di ponte per l’attacco finale all’Iran, ma che potrebbe scatenare una reazione durissima da parte di quest’ultimo e della Russia e Cina), il mare magnum del materiale di informazioni geopolitiche - redatte molto bene sia nei ‘blog’ di ‘destra’ che di ‘sinistra’ che ho citato abbondantemente - solo per trarre da questi fatti una lezione morale su ciò che ci attende a partire da quello che abbiamo seminato: “mala praevisa minus feriunt”. La mia è o cerca di essere contro-informazione alla luce della teologia della storia. Spero di esservi riuscito. 


* La Madonna a Fatima nel 1917 ci aveva avvertito che se l’umanità non si fosse corretta degli errori dogmatici e morali, i quali già allora serpeggiavano nel mondo, ci sarebbe stato un grave castigo sotto il Pontificato di PIO XI (Guerra civile spagnola del 1936 foriera della seconda guerra mondiale iniziata nel 1939), inoltre che la Russia avrebbe sparso i suoi errori nel mondo intero e che infine vi sarebbe stata un’altra guerra ancora più terribile se gli uomini avessero perseverato nella via dell’errore e del male. 


*Ora la depravazione teoretica ed etica dopo circa 100 anni non ha fatto che aumentare vertiginosamente sia in campo filosofico (nichilismo, strutturalismo, freudismo/neo-marxiano), teologico (modernismo classico/neo-modernismo) e morale (Rivoluzione ‘mentale’ del Sessantotto). Dopo questo pandemonio di errori, che S. PIO X aveva chiamato “modernismo” e definito “cloaca di tutte le eresie” (Enciclica Pascendi, 1907) e il cui errore principale era il “culto dell’uomo, caratteristica del Regno dell’Anticristo” (Enciclica, E supremi apostolatus cathedra, 1904), il mondo si è avviato, con moto uniformemente accelerato e parossistico, verso il precipizio del mondialismo, della globalizzazione, del “Nuovo Ordine Mondiale”, il quale si sta realizzando proprio ora sotto i nostri occhi. Ecco il perché del mio interesse alle situazioni geo-politiche, belliche, economico/finanziarie odierne: la costruzione della nuova “Torre di Babele”. 


*Questo “Nuovo Ordine Mondiale” in cui dominano sul mondo intero il “Tempio Universale” e la “Repubblica Universale”, ossia due soli poteri (spirituale e temporale, paragonabili alle “due Torri” del “Signore degli anelli” di JOHN JONALD REUEL TOLKIEN), è il programma della massoneria o “Sinagoga di satana” (Apoc., II, 9) per distruggere, se fosse possibile, la Chiesa di Cristo e dominare sull’Universo. Perciò non può e non deve lasciarci indifferenti. Questo è il medesimo programma delle “setta infernale” condannato e descritto da LEONE XIII nella sua Enciclica Humanum genus (1884). Purtroppo si è quasi totalmente realizzato. Manca solo poco, e l’ultimo sforzo lo si sta facendo adesso. La Fede ci assicura che esso non trionferà, ma noi dobbiamo fare la nostra piccola parte per cooperare con la Grazia di Dio. Ora “niente è voluto se prima non è conosciuto”. Quindi la necessità di studiare e riportare i fatti che accadono attualmente, ma letti sub specie aeternitatis. Il mio lavoro si ferma qui. In questo articolo cerco di trarre le conclusioni di cui ho parlato all’inizio e solo se vi saranno sviluppi eclatanti li commenterò.


L’India aiuta l’Iran

*Gli Usa hanno decretato l’embargo “definitivo” e “finale” contro l’Iran; la Ue s’è servilmente accodata. Risultato: una delegazione indiana s’è recata a Teheran per accordarsi sul come continuare a comprare greggio iraniano. L’India, inoltre, ha accettato di pagare l’Iran in oro, non più in dollari. In questo modo i due Paesi aggirano l’imminente congelamento degli attivi della Banca Centrale di Teheran. Gli indiani condurranno la compravendita attraverso la ‘UCO Bank’ di Calcutta (il cui consiglio d’amministrazione è composto da rappresentanti della Banca Centrale Indiana e da membri del governo indiano) e la ‘Halk Bankasi’, la settima banca turca per dimensioni. L’una e l’altra non sono banche private, bensì di Stato, il che non pare aver effetti devastanti sulle rispettive economie le quali, anzi, sono notoriamente in crescita: “Sopra la banca la Patria campa, sotto la banca la Patria crepa”[1]. 



L'Iran probabilmente non bloccherà lo stretto di Hormuz 

*Teheran non ha nessun interesse a bloccare lo Stretto di Hormuz attraverso il quale transita anche buona parte del suo greggio e il blocco alle importazioni varato dalla Ue rischia di creare più problemi e danni economici all’Italia, Grecia e Spagna che all'Iran, il quale potrà dirottare verso l'India e l'Asia il petrolio destinato all'Europa. Anche sul piano politico il regime iraniano non ha nessun interesse a bloccare Hormuz, azione che pregiudicherebbe il supporto di Mosca e verrebbe considerata comunemente un atto di guerra, che offrirebbe così su un piatto d'argento a Israele, Paesi arabi del Golfo e Stati Uniti l'opportunità di condurre raid anche contro i suoi siti nucleari. 

*La "carta dell'uso della forza" contro l'Iran "è sempre sul tavolo", ma l'Italia ritiene che si tratterebbe di un'opzione "fortemente devastante per tutta la regione" ha dichiarato alla ‘Cnn’ il ministro degli Esteri, GIULIO TERZI. 


*L'Iran è in grado di bloccare realmente lo stretto? Sul piano militare sì, anche se le conseguenze belliche sarebbero devastanti . Fin dalla guerra contro l'Iraq (1980-88) e dal confronto navale con gli Stati Uniti, già avvenuto una prima volta nel 1988, la marina iraniana ha sviluppato mezzi e tattiche utili a combattere le flotte occidentali e a minacciare il transito delle petroliere nel Golfo Persico. La sua flotta dispone di poche navi d'altura del tipo fregate e corvette che peraltro verrebbero rapidamente individuate e distrutte in caso di guerra. Tuttavia rispetto alle battaglie del 1988 i veri punti di forza dell'Iran sono rappresentati dai tre sottomarini del tipo russo ‘Kilo’ e dalla ventina di minisommergibili e sottomarini costieri di origine nordcoreana (poi replicati in Iran), con i quali sarebbe molto facile seminare mine lungo i due corridoi dello Stretto di Hormuz larghi appena sei miglia e lunghi 90 accessibili alle navi di grande tonnellaggio. Un collo d'imbuto nel quale mine navali (l'Iran ne avrebbe almeno 2mila), siluri e soprattutto una pioggia di missili antinave potrebbero provocare seri danni non solo alle petroliere, ma anche alle navi da guerra più moderne, i cui sistemi di scoperta e autodifesa verrebbero facilmente saturati da attacchi ravvicinati provenienti dalle coste iraniane. Del resto la Marina statunitense ha una flotta di cacciamine limitata a 14 unità (4 delle quali assegnate alla 5a Flotta in Bahrein), che in caso di guerra a Hormuz dovrebbero venire affiancate da navi simili dei Paesi arabi e soprattutto europei (francesi, britannici e italiani, che dispongono delle flotte antimine più capaci e moderne), navi destinate ad operare molto vicino alle coste iraniane per ripulire il mare dagli ordigni esponendosi così ad attacchi aerei e navali. 


*Insomma la battaglia per Hormuz non sarebbe una passeggiata per nessuno dei contendenti e, come sottolinea l'analista navale GIULIANO DA FRÈ, "proprio nelle acque del Golfo Persico gli statunitensi hanno subito i danni più rilevanti alle loro unità d'altura come la fregata ‘Stark’ semidistrutta nel 1987 per errore da un missile antinave iracheno ‘Exocet’ e la gemella ‘Roberts’ colpita l'anno successivo da una mina iraniana, mentre durante la guerra del Golfo del 1991 furono l‘incrociatore ‘Princeton’ e la portaelicotteri ‘Tripoli’ a subire seri danni a causa delle mine irachene di origine russa e italiana". La marina iraniana e quella "parallela" dei pasdaran schierano due dozzine di motovedette dotate di missili cinesi C-701, C-801 e C-802 con un raggio d'azione compreso tra i 15 e i 120 chilometri costruiti anche in Iran. Armi disponibili anche per il lancio dai jet Phantom, Sukhoi-24 ed elicotteri oltre che da batterie costiere mobili. Uno dei C-802 che l'Iran consegnò ai miliziani Hezbollah colpì la corvetta israeliana ‘Hanit’ durante la guerra libanese del 2006. A questi mezzi si aggiungono almeno 300 motoscafi e barchini gestiti dai Guardiani della rivoluzione che potrebbero condurre azioni di disturbo e kamikaze contro navi militari e petroliere partendo da navi-madre mascherate da innocui mercantili o dalle numerose piattaforme petrolifere presenti nel Golfo e in parte non più attive [2]. 


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In Siria si è arrivati oramai alla guerra civile 

*Il Corriere della Sera (24 gennaio 2012, p. 21) scrivendo sulla Siria titola: “Il Paese è sull’orlo della guerra civile”. Lo stesso quotidiano milanese il 26 gennaio a pagina 21 narra che padre BASILIUS NASSAR, prete ortodosso trentenne, è stato ucciso dai terroristi islamisti radicali sunniti mentre soccorreva i feriti ad Hama, la roccaforte dei ribelli sunniti. È il primo religioso cristiano caduto dall’inizio della rivolta. Il numero delle vittime in Siria non è stato ancora chiarito; si va dalle 5mila alle 40mila. 

*Secondo la Radio italiana (“radio giornale” 1° canale, ore 13 del 30 gennaio 2012) i ribelli avrebbero preso possesso dell’Aeroporto di Damasco ed avrebbero impedito alla moglie e ai figli di ASSAD di lasciare la Siria. Ma il fatto non è verificabile oggettivamente. Comunque la situazione in Siria ormai è quella della lotta fratricida, aizzata da Usa/Israele mediante gli islamisti radicali qaedisti. 

*In breve, lo scenario è lo stesso che abbiamo visto in Libia: da una piccola rivolta iniziale alla guerra civile con l’appoggio decisivo della Nato. Tuttavia la Siria è meglio armata della Libia e, data la sua posizione geografica, ha “fisicamente” dietro a sé l’Iran, la Russia e la Cina. Quindi l’intervento aperto Usa/Nato sarebbe molto improbabile in Siria, a meno che non si voglia scatenare una guerra mondiale. 




La situazione attuale dell’Italia 

*Gli attuali governanti italiani, sono stati scelti tra tecnici e uomini di fiducia del gruppo bancario mondiale Goldman Sachs, nonché appartenenti a gruppi di potere massonici, come il Gruppo Bilderberg e la Trilateral Commission, di cui fa parte MARIO MONTI, per svendere le industrie italiane alla Germania e alla Francia, dietro l’imput degli Usa. 

*Il precedente Premier italiano, SILVIO BERLUSCONI, era certamente un uomo d’affari, e sicuramente curava “i suoi affari”, che però, siccome coincidevano anche spesso con quelli italiani, (ma non sempre, avendo iniziato con i mass media l’omologazione e la globalizzazione delle menti degli Italiani tramite la ‘pan-televisionite’), parzialmente sarebbero stati positivi sia per l’Italia che per coloro i quali con lui stipulavano contratti. Poi BERLUSCONI commise l’errore di pensare di poter fare “di testa sua” (come ENRICO MATTEI), di fare affari direttamente con le nazioni produttrici di gas e petrolio (Russia, Turchia, Libia), illudendosi che gli avrebbero lasciato un piccolo margine di manovra. La Storia, che è Magistra vitae, avrebbe dovuto insegnargli che questo piccolo margine fu già negato un po’ troppo cruentemente a MUSSOLINI, MORO, CRAXI, (ANDREOTTI) e MATTEI… 

*Siccome BERLUSCONI era stato un po’ riluttante a bombardare la Libia (qualcuno dice che sia stato informato a cose fatte) e un po’ riluttante a massacrare gli italiani di tasse e a permettere alle multinazionali anglo-americane di rubare le ricchezze italiane ancora rimaste sul mercato, ecco che scattò il ricatto finanziario, e BERLUSCONI perdette in un sol colpo, durante l’ultimo ‘G20’ cui partecipò, parecchi miliardi delle sue azioni in borsa in sole 12 ore. BERLUSCONI capì che era tempo di dimettersi, prima di finire sul lastrico o peggio ancora come GHEDDAFI secondo il monito di BARAK OBAMA: «La fine di Gheddafi sia di esempio per tutti i “dittatori”». Ed il post-comunista a stelle e strisce GIORGIO NAPOLITANO propose al suo posto MARIO MONTI, dopo aver ordinato di bombardare la Libia. 

*MARIO MONTI è anche un supervisor della Goldman Sachs; quella stessa Goldman Sachs che aveva creato, attraverso un giro di agenzie di rating e borsistiche a lei collegate, seri problemi agli affari di BERLUSCONI nonché la perdita di parecchi miliardi all’Italia (come avevano fatto PRODI, CIAMPI e DRAGHI sul Britannia) e tuttora sta mettendo in ginocchio l’Europa attraverso la moderna catena usuraia di Wall Street e della Borsa mondiale. La medesima Goldman Sachs ricopre una parte importantissima nella gestione e amministrazione dell’americana ‘FED’: la stessa Federal Reserve che stampa la moneta americana per venderla al governo Usa e contro la quale si era schierato J. F. KENNEDY e perciò fu assassinato, come era successo già a LINCOLN [3]. 


Conclusione 

*Le vicende sin qui descritte servano a trarre una lezione in vista del nostro Fine ultimo: “in omnia respice finem”. Il futuro che ci attende è simile a quello che toccò a Noè col Diluvio universale o alla Torre di Babele, che fu abbattuta da Dio. La crisi nella Chiesa non può essere risolta umanamente e in maniera ordinaria, oramai ci vuole l’intervento straordinario divino. 

* La guerra probabilmente non avrà come epicentro Hormuz nel Golfo Persico, ma è quasi inevitabile. Come, quando e dove avverrà solo Dio lo sa. Le “Rivoluzioni arabe” hanno portato al potere i fondamentalisti islamisti massacratori dei Cristiani a partire dal 2003 in Iraq sino alla Siria (2012). Giustamente Tertulliano scriveva: “Sinagogae Judaeorum fontes persecutionum”. Ieri si son serviti di Nerone, oggi dei qaedisti. “Nihil sub sole novi”. 

*L’Italia oramai è nelle mani dell’alta finanza apolide (MONTI/NAPOLITANO), del super-capitalismo e del comunismo internazionalisti e mondialisti. I semi-mondialisti moderati (BERLUSCONI) sono stati sconfitti. Una grave crisi economica con probabili disordini da guerriglia urbana estesi su tutto il territorio nazionale ci aspetta, assieme a problemi di indigenza vera e propria soprattutto per la media e piccola borghesia. Il “Tempio Universale” tendente ad inglobare ogni culto (v. “Assisi 1986-2011”) avanza sempre più e probabilmente cercherà di inglobare anche la resistenza anti-modernista. Sta a noi saper mantenere la nostra identità integralmente cattolica, apostolica e romana, senza annacquamenti né compromessi sui princìpi. La fiducia in Dio non deve abbandonarci, ma deve essere più forte che mai. Infatti è proprio quando tutto sembra essere irrimediabilmente perduto che Dio vince dalla “croce”. “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”. Amen, così spero e così sia! “Expectans expectavi…”. 

d. CURZIO NITOGLIA 
3 febbraio 2012 


Note 


[1] Cfr. M. BLONDET, FDF, 26 Gennaio 2012. 


[2] Cfr. GIANANDREA GAIANI, http://www.ilsole24ore.com/



[3] Cfr. F.F. PILATO, www.TerraSantaLibera.org 22/1/2012. 


ENNESIMO SUICIDIO DI UN LAVORATORE AUTONOMO

Costretto a chiudere la ditta, impresario edile si uccide


Cinquantuno anni, di Monselice, l’uomo aveva provato a combattere la crisi cercando di cambiare lavoro: da un mese era caduto in depressione
MONSELICE. L’hanno trovato i familiari nella legnaia accanto alla casa della madre. Ha deciso di farla finita così, l’altra mattina, in impresario edile di 51 anni, residente a San Bortolo di Monselice, ennesima vittima di questa terribile crisi economica.
L’uomo, titolare di una ditta individuale, da qualche mese si era trovato in difficoltà, per mancanza di commesse e prospettive lavorative. A fine dicembre aveva chiuso la partita Iva e aveva cercato di ripartire anche con un lavoro da dipendente. Ma non c’era riuscito. Questo gli aveva provocato una forte frustrazione, sfociata in depressione. Chi lo conosceva sapeva dei suoi problemi che lo avevano rabbuiato. «Era una persona solare – ricordano gli amici – poi ultimamente era cambiato. Le difficoltà economiche lo aveva profondamente segnato».

giovedì 2 febbraio 2012

SUGGESTIONE? TUTTI PAZZI? SI TUTTI PAZZI D'AMORE PER MARIA E PER CRISTO.....





2 febbraio 2012
Cari figli, da così tanto tempo io sono con voi e già da così tanto tempo vi sto mostrando la presenza di Dio ed il suo sconfinato amore, che desidero tutti voi conosciate. Ma voi, figli miei? Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. State rinunciando a Lui, ma Egli è la fonte di tutte le grazie. Mi ascoltate mentre vi parlo, ma i vostri cuori sono chiusi e non mi sentite. Non state pregando lo Spirito Santo affinché vi illumini. Figli miei, la superbia sta regnando. Io vi indico l’umiltà. Figli miei, ricordate: solo un’anima umile brilla di purezza e di bellezza, perché ha conosciuto l’amore di Dio. Solo un’anima umile diviene un paradiso, perché in essa c’è mio Figlio. Vi ringrazio. Di nuovo vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, cioè i vostri pastori.



25mila per la veggente

Video dell'apparizione

Messaggio della Madonna: 

pregate per chi non conosce l'amore di Dio

Fedeli arrivati da tutt'Italia e dall'estero per l'apparizione
La veggente di Medjugorje Mirjana: siete ciechi e sordi



















di Maria Chiara Aulisio - Marco Piscitelli

NAPOLI - Venticinquemila persone al Palavesuvio 
per assistere all’apparizione. 


Venticinquemila ostie consacrate distribuite ai fedeli. Mirijana arriva
alle 8.20, scortata dagli agenti del commissariato
Ponticelli, si raccoglie in preghiera, recita il rosarioinsieme con le
migliaia di persone che l’attendevano da ore. Canti, applausi e
tanta emozione trasmessi in diretta video sul Mattino.it. Alle 8.45 in
punto Nietta Nocerino, anima dell’evento,chiede il silenzio alla platea.
Ecco, ci siamo. La veggente alza gli occhi al cielo, rivolge le mani
verso l’alto e inizia a piangere.
Le lacrime le rigano il viso, Nietta è accanto a lei, i fotografi
continuano a scattare decine e decine di foto. 
Alle 8.53 l’apparizione si conclude, la veggente lascia
l’inginocchiatoio e si raccoglie in preghiera per alcuni minuti.
Poi, arriva il messaggio, tradotto in italiano e letto al microfono
dalla stessa Nietta. Fede e preghiere - chiede la Madonna a
Mirijana - per aiutare chi non crede a convertirsi.
Un messaggio destinato ai fedeli napoletani - prosegue
la veggente - affinché preghino con noi per 
quanti non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio. LEGGI TUTTO

GIUSTO PER CONOSCERE MEGLIO IL NOSTRO PRESIDENTE


E POI SE AVETE TEMPO E VOGLIA LEGGETEVI QUESTO ARTICOLO


Gli articoli di Blondet, quelli di Copertino e di altri autori, le nostre traduzioni, i brillantissimi commenti di tanti lettori, hanno sviscerato a fondo, dal punto di vista cronachistico ed interpretativo, quanto accaduto nel nostro Paese e cioè il secondo colpo di Stato, dopo quello di Scalfaro del 1994, nell’Italia democratica nata dalla Resistenza. Purtroppo la gran parte della popolazione, del tutto plagiata dai media e corrotta in profondità nei costumi – e quindi disinteressata al bene comune – non ha percepito questo regime change, anzi è probabile che in maggioranza veda di buon occhio la soluzione Monti, che gode peraltro di una fiducia e di un consenso plebiscitari, come non si era mai visto dal dopoguerra, grazie all’appoggio dei poteri forti; se qualche milione di persone fosse consapevole di quanto è realmente avvenuto, come lo sono i lettori di Effedieffe, ci sarebbero le barricate per le strade. LEGGI TUTTO

IL BALTIC DRY INDEX CI INDICA CHE STIAMO CORRENDO VELOCI........SI, MA VERSO UNA BRUTTA CHINA

ASIA


di Maurizio d'Orlando

Il dato sceso a quota 662 punti; il precedente minimo assoluto era stato toccato nel 2008, in piena crisi Lehman. Il calo da attribuire al crollo della domanda di trasporti di materie prime, per il rallentamento economico mondiale. Esperto ad AsiaNews: problema di sovraccapacità nel numero delle imbarcazioni. A rischio la solidità dei prestiti ai grandi armatori. 

Milano (AsiaNews) - Il Baltic Dry Index (BDI) ha toccato oggi (02/02/2012) un nuovo minimo a 662 punti (pti) [1], con un calo di meno 18 pti (-2,65%) rispetto alla chiusura precedente. È il minimo storico assoluto dell’indice, da quando nel 1985 ha iniziato ad essere effettuata tale rilevazione. Il precedente minimo assoluto era stato toccato il 5 dicembre del 2008 a quota 663 pti, nel pieno della crisi della Lehman. Rispetto alla chiusura del 12 dicembre scorso a 1930 pti, ultimo punto recente di massimo relativo, il calo in 52 giorni è stato del 65,7%, mentre rispetto al massimo dell’ottobre 2011 è stato di quasi il 70 %. Pur avendo registrato dunque un minimo assoluto tale calo è comunque per il momento ancora inferiore a quello registrato nel 2008, quando da un massimo di 11'793, il massimo storico assoluto del BDI, il calo registrato era stato del 94 %. Il calo di questi giorni è impressionante per la verticalità, cioè della velocità, del precipizio.

Il BDI registra il livello dei noli marittimi per le (navi) porta rinfusa per carico secco minerali e granaglie, ma cali simili si sono registrati anche per le navi cisterna (per trasporti soprattutto di petrolio, prodotti petroliferi, chimici ed in misura minori oli alimentari) e per i noli dei contenitori, con cui oggi viaggia gran parte del collettame (casse e simili). Come AsiaNews aveva già fatto rilevare in precedenza, il calo del BDI è rilevante perché il calo nei trasporti di materie prime minerarie ed agricole è un ottimo rivelatore dell’andamento delle produzioni industriali di base, oggi maggiormente concentrate in Cina, India ed in Asia in generale. 

Intervistato da AsiaNews, Giuseppe Bottiglieri, amministratore delegato di una delle maggiori compagnie armatoriali italiane e di rilevanza mondiale operanti nel settore delle porta rinfusa di carico secco, ha dichiarato che il calo è senz’altro da attribuire in gran parte al crollo della domanda di trasporti di materie prime legato al rallentamento economico mondiale. In parte però è dovuto anche, dice Bottiglieri, al fatto che dopo la crisi del 2008 la Cina ed i cantieri asiatici hanno continuato a costruire navi porta rinfusa come misura di stimolo dell’attività industriale in un momento di mancanza di ordini. Secondo l’armatore c’è perciò anche un problema di sovra capacità perché le nuove imbarcazioni prodotte dai cantieri sudcoreani e cinesi hanno ampliato la disponibilità di navi in un momento in cui c’è scarsità di impieghi (le richieste di trasporti). Si spera, afferma l’armatore, che con la fine del capodanno cinese si possa un po’ sbloccare l’attività. LEGGI TUTTO

QUESTA SERA SU LA 7 AVREMO NUOVAMENTE IMPRESE CHE RESISTONO


APPUNTAMENTO TV … su “LA7″



Pubblicato da ICR su febbraio 1, 2012

“Piazza Pulita”

giovedi 2 febbraio 2012 a MORBEGNO provincia di Sondrio

ore 19.00 presso l’Auditorium Sant’Antonino “impresecheresistono”in diretta

intervenite numerosi!!!!

IN UN' ITALIA CHE HA PERSO DI VISTA I PIU' DEBOLI CON UN GOVERNO CHE MASSACRA I PIU' POVERI COME SI PUO' ANCORA ANDARE AVANTI CON SPERANZA? SI PUO' SE SI GUARDA A CRISTO!!!



L’11 febbraio 2012 ricorre la 20/ma edizione della “Giornata Mondiale del Malato”, soprattutto quello debole ed indifeso.



La “Giornata” istituita dal Beato Giovanni Paolo II° viene tenuta ogni anno in questa data in cui la Chiesa Cattolica ricorda la Beata Maria Vergine di Lourdes. 


L’obiettivo di questa “intuizione” del Beato era quello di sensibilizzare la società laica a “donare” all’infermo una efficiente assistenza ed al credente cristiano il compito quello di stare sempre “vicino” a chi soffre. Giustamente la salute è il bene più prezioso che l’uomo possa avere ed in questo giorno, peraltro, non può essere disatteso il pensiero anche nei riguardi di coloro che portano nel loro corpo i segni di una grande sofferenza sia fisica che mentale. 

Ma non possono essere ignorate le famiglie, le loro ansie, le loro speranze, le loro necessità, mentre la società civile ponendo una solidarietà esteriore, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo, in un relativismo davvero disarmante. 

Nella storia quotidiana i cittadini non sono solo indignati, ma molto indignati, ignorati, spaventati come quelli naufragati nell’isola del Giglio. Sono defraudati dalle loro aspirazioni; sono infranti per i traguardi cui la società li porta in uno scontro in cui non sono sufficientemente attrezzati ed il cui futuro è un miraggio ! 

Purtroppo, in questi frangenti, c’è chi vorrebbe “spingere” la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri attraverso una licenza di uccidere, che è in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina che amava ripetere che “il dovere del medico è per la vita” in simbiosi con la natura dell’uomo che “vuole” la vita. 

Ecco i malati in condizioni di malattie croniche, pare, che corrono il rischio di veder le loro condizioni e sofferenze insopportabili subire uno “strumento” che stacca la “spina”, una “forma” davvero impressionante per un superiore concetto di “risparmio” che ci lascia perplessi e sgomenti. In una parola portare alla eliminazione della vita che non avrebbe alcun valore ! 

Quelle che si vogliono instaurare sono considerazioni molto pericolose perché potrebbero coinvolgere disabili fisici, handicappati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali. 


Una “eutanasia sociale” con la “scusa” davvero colossale ed incredibile di lenire le sofferenze in quanto le cure ed assistenze comporterebbero una spesa sociale per una lunga degenza o una lunga cura, circostanze che pare siano applicate all’estero. 

Insomma l’uomo vecchio, disabile , acciaccato, rottame umano : deve morire ! Ma non è eutanasia? Assurdità per un Paese civile ! Purtroppo : “I diritti dei deboli, sono considerati diritti deboli” dice sempre il Cardinale Tettamanzi “nella difesa dei deboli”. 

L’uomo è creatura di Dio ed a Lui apparteniamo! 

Per il Magistero della Chiesa rinnovato dal Beato Giovanni Paolo II° nell’Enciclica “Evangelium vitae” sull’eutanasia afferma “essere uccisione deliberata moralmente, inaccettabile per una persona umana”. 

Quando la malattia pone nella situazione di sofferenza fisica, ma soprattutto nella patologia psichica il compito della comunità e delle Istituzioni devono concorrere ad un maggior impegno di tutela del “malato” ormai dimenticato e defraudato del proprio diritto. E’ un bilancio negativo, molto negativo, perché le Istituzioni ignorano queste necessità reali e sociali! 

E’ necessario ed impellente rendersi conto del significato della sofferenza, anche secondo gli insegnamenti di Papa Wojtyla che è stato il simbolo vivente della sofferenza i cui richiami avvengono ogni anno nella “Giornata Mondiale del Malato”. 

Ricordando quel volto sofferente del Beato Giovanni Paolo II°, che non poteva esprimersi l’ultima volta che si è affacciato dal Palazzo Apostolico per la benedizione, con le Sue parole : “Andiamo avanti con speranza”. 

Franco Previte 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

LO DICEVO CHE L'ALBERO SI RICONOSCE DAI FRUTTI ED I FRUTTI DEL PROF.MONTI SONO ACIDI DA FAR SCHIFO.... QUEL CHE PIU' DA FASTIDIO E' CHE IL PROF.SI DIREBBE CATTOLICO PRATICANTE!!!!

Caro professore Monti, ti piace fare lo spiritoso sui disoccupati? Bene, io con la terza media, ti insegno come si fa una manovra finanziaria equa. E senza nemmeno la calcolatrice.


Se il tuo predecessore era impresentabile per i suoi trascorsi oscuri nella P2, gli aiuti della banca Rasina che gestiva i fondi della mafia, l’evasione e la sua dirittura morale da falso cattolico praticante, tu lo stai diventando per la tua ferocia insensibile verso la massa più debole della società italiana.
E proprio vero che i migliori aguzzini vengono sempre da mondo cattolico, con il crocifisso in mano, in questa santa Inquisizione economica con relativi roghi di streghe e di maghi.
La tua battuta infelice non fa ridere per niente, vorrei sapere se i tuoi figli sono precari, hanno la partita iva individuale e quindi ricattabili con il cappio al collo. Oppure se hanno conosciuto la cassa integrazione.
Non ti conosco, non voglio nemmeno conoscerti, ma penso che i tuoi figli sina dal primo giorno di vita abbiano poggiato il loro culetto in quattro locali di proprietà, ed è un bel partire nel viaggio della vita.
Senza laurea ad honorem con la mia terza media e con la presunzione di avere più cuore e senso di equità di quanto stabilisca la nostra Costituzione, te la voglio dare io una lezione di economia applicata che rispetti l’articolo costituzionale che recita: ognuno deve dare secondo le proprie necessità.
Non ne ricordo il numero o il paragrafo ma ne ricordo la sostanza ed è l’unica cosa che conta.

mercoledì 1 febbraio 2012

L'EUROPA NON HA ANCORA ULTIMATO GLI ACCORDI PER LA GRECIA E PARE CHE IL PORTOGALLO STIA PEGGIO! UE SEMPRE IN RITARDO!

Quel nuovo allarme ignorato dal vertice Ue 
martedì 31 gennaio 2012
A dispetto di farmi annichilire dalla cronaca, oggi non parlo né di Consiglio europeo, né tantomeno di Grecia. Non ne posso più, sinceramente: per quali motivi un qualsiasi accordo venga raggiunto tra creditori privati e governo ellenico sarà totalmente inutile a evitare il default, penso di avervelo dettagliatamente spiegato la scorsa settimana, quindi siete in grado di leggere la cronaca di queste ore con strumenti qualificati e qualificanti. Un solo appunto: al netto del fatto che il secondo salvataggio greco è già salito da 130 a 145 miliardi e che non mi fiderei di prestare nemmeno un euro a un politico greco, ci vuole proprio la mancanza di rispetto tedesca - o, forse, la volontà di giungere al default e non spendere altri soldi - per avanzare la proposta di commissariamento di un Paese mentre questo sta cercando di concludere le trattative per lo swap sul debito. Lo si dica chiaro, siamo stufi di pagare per Atene: almeno i mercati compreranno o venderanno una notizia, non i soliti rumours che poi portano a correzioni suicide dei corsi.
Ora parliamo di cose serie, ovvero del Portogallo. Un report del Kiel institute for the world economy pubblicato la scorsa settimana dice chiaro e tondo che Lisbona dovrà avere un surplus di budget di oltre l’11% del Pil per evitare che le sue dinamiche del debito vadano fuori controllo, questo anche in uno scenario benevolo di una crescita del 2% annua (impossibile). Per David Bencek, uno dei due autori, «il debito lusitano è insostenibile, questa è l’unica conclusione realistica a cui si può giungere. Tanto più che nessuna nazione può vantare un surplus di budget primario superiore al 5% per molto tempo. Non sapremo, probabilmente, cosa farà scattare il meccanismo, ma una volta che sarà stata presa una decisione sulla Grecia, la gente comincerà a guardare sempre di più al Portogallo e si renderà conto che la sua situazione attuale è identica a quella ellenica di un anno fa».
L’inversione della curva dei tassi portoghesi, in effetti, parla chiaro. Nonostante aste di successo grazie al programma Ltro della Bce e una generale compressione al ribasso degli spread dei principali paesi dell’eurozona, la tensione sui titoli portoghesi continua infatti a crescere. Ieri lo spread tra bond a 10 anni lusitani e Bund tedeschi è schizzato al livello record di 1.435 punti, portando il rendimento del decennale a oltre il 16%. In forte rialzo anche i credit default swaps, visto che in base ai dati di Cma, il costo per assicurare 10 milioni di dollari di debito sovrano lusitano per i prossimi cinque anni è schizzato a 3,95 milioni di dollari, da pagare in anticipo, più altri 100mila dollari da pagare annualmente: gli hedge funds già si leccano le dita, in attesa della sell-off definitiva di banche e fondi.
Il rendimento del bond a cinque anni, poi è salito al 22,69%, obbligando la Bce ad acquistare sul mercato secondario per frenare il rally, e quello a tre anni, addirittura, oltre il 23%: il perché è presto detto, il mercato ha già prezzato la necessità di un haircut sul debito e di un nuovo piano di aiuti da almeno 30 miliardi di euro, dopo il primo da 78. Nonostante il problema del debito lusitano sia molto minore di quello greco, rischia però di attrarre su di sé molta attenzione, tanto per cambiare a causa della mancanza di chiarezza da parte dei regolatori. LEGGI TUTTO

I MEDIA ALLINEATI DICONO: LO SPREAD CALA ....MA NON DICONO CHE IN EUROPA VA SEMPRE PEGGIO!

Fortis: Francia e Germania spingono al suicidio l’Europa 
mercoledì 1 febbraio 2012

L’Italia porta a casa un buon risultato dopo il vertice europeo. Su questo punto ha ragione Mario Monti di essere soddisfatto, perché nell’abbattimento progressivo (un ventesimo all’anno) dello stock di debito, ora i fattori rilevanti vengono riconosciuti e hanno un peso. Ma il quadro complessivo dell’Europa, della governance europea, dell’asse “di fatto” franco-tedesco che esce dal vertice non promette orizzonti sereni. Il Professor Marco Fortis, economista, vicepresidente della Fondazione Edison pensa che i paesi europei «stanno sulla graticola».


Professore, ci si chiede a quante velocità giri l’Europa. Venticinque Paesi firmano il “Fiscal compact”, Gran Bretagna e Repubblica Ceca no. La dichiarazione conclusiva la firmano tutti, ma non la Svezia. E poi c’è la Polonia che reclama più presenza e la Francia che si oppone. A vedere dall’esterno, la situazione sembra ancora molto confusa.

RILEGGETE CON ATTENZIONE ED ENTRATE NEI COLLEGAMENTI .....C'E' DA CREDERCI!!! DELLA SERIE,COME DISTRUGGERE QUELLO CHE ANCORA RIMANE!!!


sciocchi

Un'altra perla di Marco Bollettino, pubblicata originariamente sul blog dell'autore: Ashoka's Corner. Davvero vengono i brividi. Fuggite Sciocchi....

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Quando pensavate di averle sentite tutte...
Il debito pubblico va abbattuto, e in fretta. Ieri in un convegno al Senato è stata la volta del Pdl. Il più grande partito presente in Parlamento e azionista di maggioranza del governo guidato da Mario Monti, ha presentato una sua proposta taglia-debito. A firmarla è stato il senatore Mauro Cutrufo, ma a sostenerla c`erano tutti i maggiorenti del partito, dal capogruppo Maurizio Gasparri a Gaetano Quagliariello fino all`ex ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Abbattere il debito pubblico! Finalmente! Che si siano resi conto che la spesa pubblica di 800 miliardi di euro è insostenibile e che quindi è necessario tagliarla, in modo da ridurre contemporaneamente la pressione fiscale e lo stock di debito, rilanciando la crescita? 
Ovviamente NO!
Che cosa prevede la proposta del Pdl? L`idea riguarda l`introduzione di una tassa di scopo, battezzata «contributo per il riequilibrio», che dovrebbe essere pagata da tutti i contribuenti, ma che colpirebbe anche le rendite finanziarie. L`imposta verrebbe applicata in funzione del reddito complessivo reale percepito e in forma progressiva.
Questa proposta fa il paio con quella di Alessandro Profumo, di qualche mese fa, e sono ancora valide tutte le obiezioni di allora. Dal momento però che quelli del Pdl non vogliono essere da meno nello sparare idiozie, hanno pensato di riformularla in maniera ancora più incredibile! Infatti queste “teste pensanti” del Pdl vogliono tassare ulteriormente i redditi!
Dalla tassa sarebbero esentati solo i redditi inferiori a 20 mila euro e le aziende con un volume d`affari inferiore a 30 mila euro.
Avete pensato “evasori fiscali”? Avete fatto bene. Se la patrimoniale sparava nel mucchio della ricchezza accumulata, qui si preferisce andare sul sicuro e mirare sui redditi sulle categorie inermi di fronte alla mannaia statale.
Per le persone fisiche il contributo andrebbe dal 10% per i redditi da 20 mila a 40 mila euro (dunque con un impatto rispettivamente di 2 mila e 4 mila euro), al 22,5% per i redditi oltre i 120 mila euro (dunque un prelievo di 27 mila euro).
Sono completamente pazzi! Dall'articolo sembrerebbe che il contributo del 10% scatti interamente già per chi guadagna 20 mila euro lordi l'anno. Dopo contributi pensionistici e tasse ordinarie a chi guadagna quella cifra rimangono in tasca 14 mila euro, meno di 1200 euro al mese, e ora questi geni si propongono il contributo del 10%?
Sono quasi due stipendi per gente che fa fatica ad arrivare a fine mese!
E la cosa non migliora se si applica l'aliquota soltanto alla parte eccedente i 20 mila euro.
Le imprese pagherebbero tutte un importo pari a un trentesimo del giro d`affari. Una società con un volume d`affari di 500 milioni di euro dovrebbe tirar fuori 16 milioni, una con 200 mila euro di fatturato pagherebbe 6.600 euro.
Del giro d’affari! Non degli utili. La vostra impresa ha un fatturato di 500 mila euro ma quest’anno avete chiuso in perdita di 20 mila euro? Bene, pagate un contributo di altri 16 mila euro di tasse, grazie! Ah, dimenticavo, siete in credito con la pubblica amministrazione e aspettate i soldi da due anni? Ve li paghiamo in btp!
Anche il prelievo sulle attività finanziarie sarebbe progressivo. Su un patrimonio di 150 mila euro si pagherebbe il 6 per mille (9 mila euro), su un patrimonio di 1,1 milioni I`ll per mille (121 mila euro).
Tre misure una più folle, irresponsabile e draconiana dell’altra e tutte a veicolare lo stesso, identico, messaggio: FUGGITE SCIOCCHI! ANDATEVENE DA QUESTO PAESE!
Qual è l`obiettivo di raccolta di questa tassa? Circa 400 miliardi, una somma che permetterebbe di tagliare il debito fino al 97% liberando risorse per 25-30 miliardi l`anno. Secondo la proposta Cutrufo, inoltre, non sarebbe necessario pagare il contributo di riequilibrio in un`unica soluzione, ma si potrebbe scegliere una rateizzazione della tassa su un periodo trentennale.
Attenzione che qui la tragedia si trasforma in farsa. Infatti, se non avete i soldi per pagare la tassa, potete tranquillamente indebitarvi con lo Stato per 30 anni. E allora come fa lo Stato ad incamerare i soldi subito ed abbattere lo stock del debito?
Grazie all`intervento di una società pubblica, un veicolo ribattezzato «Riequilibrio spa», che dovrebbe emettere bond a tasso fisso pari al valore complessivo del gettito dell`imposta di scopo (400 miliardi), che verrebbero collocati sul mercato grazie al basso rischio e all`alto rendimento atteso (5-6%). La garanzia sul pagamento dei bond, infatti, sarebbe data dai crediti tributari verso contribuenti solvibili.
Attingendo al mercato del credito! Perchè in un momento in cui le imprese non riescono ad ottenere credito, lo Stato fa fatica a rifinanziare il proprio debito e le banche vanno ad elemosinare quattrini alla Bce perchè, diciamocelo francamente, sono fallite...
.... questi geni assoluti del Pdl pensano che sia possibile collocare sul mercato qualche centinaio di miliardi di titoli di debito con scadenza trentennale? Via da questo paese, si salvi chi può!
Inoltre, se lo Stato paga il 5/6% di tasso di interesse su questi bond a quanto ammonterà il tasso di interesse praticato sui contribuenti solvibili (in acido?) per spalmare il pagamento della tassa su 30 anni?
Non solo. Alla spa sarebbero trasferiti anche immobili pubblici da vendere in un arco di 15-20 anni in modo da valorizzarli nel miglior modo possibile. I proventi della dismissione dovrebbero servire a restituire il contributo di riequilibrio.
Non “saranno” ma “dovrebbero”. Ovvero adesso diciamo così ma poi, quanto il contributo è pagato, chi se ne frega di restituirlo? Dopotutto siamo il paesi in cui si paga ancora l’accisa sulla benzina per finanziare la guerra in Abissinia. Ma allora perchè non mettere sul mercato gli immobili dello Stato e li venderli un poco per volta senza mettere nuovamente le mani nel nostro portafoglio?
Secondo Giuseppe Maria Pignataro, autore del libro alla base della proposta Cutrufo, gli effetti quantitativi sarebbero rilevanti.
Traduzione: secondo Giuseppa Maria Pignataro, autore del libro con cui consiglia di curare il mal di testa con un colpo di pistola alla tempia, gli effetti quantitativi sarebbero rilevanti. Rimpiango quasi Barnard.
E ora attenzione, rullo di tamburi per il finale esilarante...
Lo stock del debito scenderebbe a 1.530 miliardi, il 97% del pil; gli interessi sul debito scenderebbero da 105 miliardi a 70 miliardi e si libererebbero tra i 40 e i 60 miliardi da destinare allo sviluppo.
Avete capito? Il contributo draconiano a cui “devono partecipare tutti” non serve nemmeno per mettere i conti in sicurezza (dopo aver distrutto il paese). I “risparmi” ottenuti dalla riduzione degli interessi sul debito sarebbero infatti destinati a nuove spese! 
Esattamente come quando l’ingresso nell’euro aveva permesso al governo italiano di ridurre la spesa per interessi dai 90 miliardi di euro (equivalenti) del 1997 ai 66 miliardi del 2004 (68 miliardi nel 2010). L’occasione  per sistemare il problema del debito pubblico in quel modo c’è già stata ed abbiamo visto com’è andata a finire.
In conclusione, se pensavate che avessimo toccato il fondo, impugnate saldamente una bella pala che c’è ancora molto da scavare.

MAGDI CRISTIANO ALLAM:"AFFRANCHIAMOCI DA QUESTA TRAPPOLA INFERNALE TESA DAI CRIMINALI CHE HANNO INQUINATO LA FINANZA MONDIALE..."

Così l'Italia si svenderà a Berlino
Monti sta sacrificando la sovranità nazionale per ingraziarsi la
Merkel e la tecnocrazia europea
di Magdi Cristiano Allam - 30 gennaio 2012, 08:45

la sede dello Spiegel











Dopo il diktat della Merkel alla Grecia ormai siamo in guerra. 
Non con i carri armati ma con la finanza, che è pur sempre 
un’arma di distruzione di massa che a livello globale sta 
destabilizzando gli Stati sovrani, estromettendo dal potere 
governi democraticamenteeletti, costando cifre da capogiro 
a causa della speculazione e mietendo milioni di vittime.
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