Questo testo ha i seguenti scopi:
1) Esplicitare e rafforzare quei principi sociali di tutela del lavoro, dell’occupazione, dell’economia reale, della crescita, degli interessi collettivi rispetto agli interessi e alle tendenze del capitalismo finanziario parassitario, monopolizzante, deflattivi stico – quello che attualmente guida la politica e le riforme, dalla metà degli anni ’70 ad oggi;
2) Far capire quindi a che cosa mira la politica delle riforme portata ultimamente avanti da Renzi e la sua inconciliabilità coi principi fondamentali della Costituzione del 1948;
3) Proporre utili innovazioni funzionali della Costituzione, come il superamento del bicameralismo simmetrico in funzione di un bicameralismo differenziato.
PRINCIPI FONDAMENTALI
Preambolo
I principi fondamentali non possono essere derogati, sospesi o limitati da alcuna revisione costituzionale, da alcuna norma interna, da alcun trattato internazionale.
Ognuno può richiedere al giudice ordinario la disapplicazione delle norme che ritenga contrarie a uno o più principi fondamentali.
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene ai cittadini, che la esercitano nelle forme e nei limiti della
Costituzione.
Lo Stato tutela e persegue l’interesse della collettività nazionale; i cittadini italiani e quelli ad essi parificati, a condizione di reciprocità, hanno la priorità sugli altri nella concessione di servizi e benefici pubblici.